{"id":10839,"date":"2011-04-01T12:00:00","date_gmt":"2011-04-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-063\/multisensory-space-interview-with-sonia-cillari\/"},"modified":"2020-11-02T16:57:59","modified_gmt":"2020-11-02T15:57:59","slug":"multisensory-space-interview-with-sonia-cillari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-063\/multisensory-space-interview-with-sonia-cillari\/","title":{"rendered":"Lo Spazio Multisensoriale. Intervista A Sonia Cillari"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Recentemente si parla parecchio di lei e le sue opere sono molto richieste nei centri di new media art di tutto il mondo. L&#8217;abbiamo vista all&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Ars Electronica di Linz<\/span> dell&#8217;anno scorso, dove la sua performance <em>As an artist, I need to rest<\/em> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.soniacillari.net\/As_an_artist_I_need_to_rest.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.soniacillari.net\/As_an_artist_I_need_to_rest.htm<\/a>) \u00e8 stata considerata praticamente all&#8217;unanimit\u00e0 una delle proposte pi\u00f9 interessanti del variegato e prestigioso festival.<\/p>\n<p>Pochi mesi fa si \u00e8 portata a casa il primo premio del concorso <span class=\"testo_iframebold\">Vida 13.0 della Fundaci\u00f3n Telef\u00f3nica<\/span>, con il suo progetto <em>Sensitive to Pleasure<\/em> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.soniacillari.net\/Sensitive_to_Pleasure.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.soniacillari.net\/Sensitive_to_Pleasure.htm<\/a>). Questo, solo per citare i suoi successi pi\u00f9 recenti e tralasciando per un attimo la serie di residenz,e negli anni passati, presso istituti come il V2_, Institute for the Unstable Media (2004), il Rijksakademie van beeldende kunsten (2004-2005), STEIM: Studio for Electro-Instrumental Music ( 2006 and 2010), il Netherlands Media Art Institute\/NIMK (2006 and 2010), [ars]numerica (2009) e la Claudio Buziol Foundation (2010).<\/p>\n<p>Stiamo parlando ovviamente di <span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari<\/span>, artista originale che ormai da diversi anni porta avanti un discorso molto personale e coerente offrendo allo spettatore un modo di entrare dentro l&#8217;opera, di sentirla, di viverne realmente l&#8217;esperienza. Titolare di una Honorable Mention al <span class=\"testo_iframebold\">Prix Ars Electronica, Interactive Art nel 2007<\/span> \u00e8 oggi docente presso Frank Mohr Institute, IME Interactive Media Environment Department, nonch\u00e8 parte del team dell&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Optofonica Laboratory for Immersive ArtScience<\/span> di base ad Amsterdam.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39133\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-02.png\" alt=\"numero63_ Multisensory 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per Digicult l&#8217;aveva gi\u00e0 intervistata (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=882\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=882<\/a>) <span class=\"testo_iframebold\">Silvia Scaravaggi <\/span>nel 2007, ma l&#8217;interessante evoluzione del percorso di questa artista, che riesce ad accorciare sempre pi\u00f9 la distanza tra l&#8217;opera e il pubblico, merita un&#8217;incursione pi\u00f9 aggiornata. Nel corso del suo cammino che la porta dall&#8217;architettura alla media art, dall&#8217;Italia (dove \u00e8 nata) ad Amsterdam (dove attualmente risiede), Sonia ci dimostra come lo spazio e il corpo sono interfacce che agiscono l&#8217;una sull&#8217;altra, attraverso il linguaggio della percezione e della sensazione.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone: <\/span>Napoli, Roma, Parigi, Barcellona, Amsterdam: le cinque fasi principali del tuo percorso formativo. Senza citare le varie tappe della tua carriera artistica, che ti hanno portato e continuano a portarti in diversi angoli del mondo. Credi che questo nomadismo, ormai tipico della nuova arte, sia fondamentale per nutrire la crescita di un artista? Ha un significato ancora pi\u00f9 particolare in un percorso come il tuo, dove lo spazio assume un ruolo specialmente importante?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari:<\/span> Ho la fortuna di essere curiosa e questo mi ha aiutato nella scelta del mio percorso formativo. Secondo me il nomadismo non \u00e8 fondamentale per la crescita di un artista, ma di sicuro favorisce una certa &#8220;attitudine alla vita&#8221;. Inoltre contribuisce ad alimentare una vivacit\u00e0 espressiva, che si rende necessaria quando si devono affrontare le differenti condizioni di un nuovo ambiente artistico e sociale.<\/p>\n<p>Per quanto mi riguarda, viaggiare tanto e specialmente presentare i miei lavori in diversi paesi mi attrae soprattutto per il confronto che si genera sui temi che esploro nel mio lavoro. La reazione del pubblico \u00e8 una componente fondamentale della mia ricerca e quindi la diversit\u00e0 del confronto \u00e8 un elemento che mi arricchisce. Quando posso, poi, scelgo di vivere per un po&#8217; in citt\u00e0 che siano belle. Per esempio da alcuni anni, per lavoro o per scelta personale, mi rifugio spesso nella bellissima Venezia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39134\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-03.png\" alt=\"numero63_ Multisensory 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone: <\/span>Quali sono le difficolt\u00e0 che incontrano le tue opere, nelle fasi di concezione, realizzazione e distribuzione?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari<\/span>: I miei lavori richiedono un periodo di ricerca e di sperimentazione che a volte si rivela pi\u00f9 lungo del previsto e questo pu\u00f2 generare alcune difficolt\u00e0. La sperimentazione, comunque, \u00e8 senza dubbio la modalit\u00e0 pi\u00f9 interessante del processo di realizzazione e quindi, in ogni caso, le difficolt\u00e0 che devo affrontare vengono sempre ripagate.<\/p>\n<p>Per quando riguarda la distribuzione dei miei lavori, negli ultimi anni \u00e8 venuto concretizzandosi un aspetto in particolare. Il fatto che i miei lavori pi\u00f9 recenti siano concepiti come eventi performativi con una durata pi\u00f9 o meno definita (e che al tempo stesso implichino l&#8217;occupazione permanente dello spazio espositivo con il loro allestimento) a volte ne rende complesso l&#8217;inserimento in un programma espositivo.<\/p>\n<p>Mi sembra inoltre che la forma di espressione artistica che possiamo definire come performance interattiva o partecipativa non sia stata ancora pienamente compresa. Continuiamo a essere molto legati al rapporto con la tradizione, che imponeva una netta distinzione tra artisti attivi e spettatori passivi. Quindi oggi i confini tra passivit\u00e0 e attivit\u00e0, che di fatto sono indefiniti, risultano ancora difficili da comprendere. Nel mio lavoro al pubblico \u00e8 richiesto un impegno totale: l&#8217;atto di percepire l&#8217;esperienza spaziale.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Ti sei mai chiesta come rimarranno le tue opere in futuro? Hai previsto una forma di conservazione perch\u00e9 possano durare nel tempo, a dispetto dei rapidi cambiamenti che subiscono le tecnologie?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari:<\/span> Fra le istituzioni competenti \u00e8 in corso un vivo dibattito riguardo alle modalit\u00e0 di conservazione delle opere che utilizzano la tecnologia. Allo stato attuale della ricerca, sembra molto difficile riuscire a mantenerle in vita anche in un lontano futuro. Personalmente, non sono interessata alla conservazione dei miei lavori, anzi riconosco come implicita la temporaneit\u00e0 della loro vita. Per\u00f2 ritengo che sia molto importante documentarne ampiamente sia l&#8217;idea che il processo di ricerca, perch\u00e9 in futuro sia possibile comprenderli.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Hai dichiarato che il tuo punto di partenza non \u00e8 la ricerca tecnologica e che quindi spesso devi creare i dispositivi necessari alle tue opere. Per\u00f2 sorge spontanea una domanda: a volte non sono le nuove tecnologie che ti vengono messe a disposizione a suggerirti delle nuove idee, se non nel concetto almeno nella forma?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari:<\/span> No, a spingermi a cominciare un lavoro artistico sono sempre l&#8217;idea e il desiderio che ne consegue di comprovarla nei suoi aspetti esperenziali e sociali.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39135\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-04.png\" alt=\"numero63_ Multisensory 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Le tue opere sono un equilibrio perfetto di elementi di varia natura, compresi la performance e il suono. Come funziona il processo creativo di tutti questi ingredienti? Ti circondi di collaboratori esperti in ciascun campo? E loro assumono un ruolo in qualche modo creativo o sono meri esecutori di una tua visione a priori molto chiara?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari:<\/span> Posso dire che l&#8217;idea nasce gi\u00e0 completa. Generalmente, il processo comincia con l&#8217;identificazione degli aspetti da indagare e con la conseguente scelta di una strategia investigativa. Successivamente, con la messa a punto di una metodologia, si individuano gli aspetti innovativi che richiedono una sperimentazione pi\u00f9 ampia. L&#8217;aspetto performativo \u00e8 decisivo nella parte finale del processo, poich\u00e9 per sperimentarlo compiutamente si rendono necessarie tutte le parti integranti del lavoro.<\/p>\n<p>Nella fase iniziale del processo scelgo un team di collaboratori specializzati, in base a quali sono le parti da investigare e\/o realizzare. I miei collaboratori si inseriscono in una metodologia di lavoro abbastanza definita, che chiaramente varia a seconda dei risultati da integrare. Il loro apporto creativo \u00e8 limitato al loro campo di specializzazione e deve sempre e in ogni caso rispondere alle esigenze dell&#8217;idea iniziale. Il nostro \u00e8 un rapporto di feedback continuo. I musicisti e i compositori con i quali collaboro, invece, godono di una maggiore autonomia espressiva, soprattutto per quanto riguarda l&#8217;estetica del suono da impiegare.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39136\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-05.png\" alt=\"numero63_ Multisensory 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Nel tuo lavoro si nota un percorso chiaro che ti ha condotto sempre pi\u00f9 dalle forme geometriche a quelle pi\u00f9 morbide del corpo, dagli spazi che ci circondano a quelli che vivono intimamente dentro di noi, dallo schermo allo spazio reale, dall&#8217;interazione con l&#8217;ambiente a quella pi\u00f9 sensoriale del contatto fisico. Cosa ti ha portato a questa evoluzione?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari: <\/span>Mi sono formata come architetto e con il tempo ho scelto il campo dell&#8217;arte elettronica e della ricerca scientifica, per esplorare non pi\u00f9 come si realizzano gli spazi, ma come noi esseri umani facciamo esperienza dello spazio.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, stanca di creare oggetti o interfacce che mi permettessero di manipolare ambienti digitali per investigarne le caratteristiche spaziali, mi sono concentrata in un campo di ricerca caratterizzato dall&#8217;idea del corpo come interfaccia, concentrandomi soprattutto su bio-elettricit\u00e0 e bio-magnetismo.<\/p>\n<p>Il mio interesse si focalizzava soprattutto sulle modalit\u00e0 umane di percezione dello spazio fisico e sulla conseguente mappatura dei mondi interiori ed esteriori che avviene per mezzo del nostro sistema sensoriale. A tutto ci\u00f2 si \u00e8 unito il mio interesse per i sistemi d&#8217;interazione che ci mettono in relazione gli uni con gli altri.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 il processo di presa di coscienza della nostra realt\u00e0 diventa vero con l&#8217;acquisizione di informazioni attraverso le nostre sensazioni, \u00e8 necessario che emergano nuovi comportamenti spaziali, livelli complessi di dinamiche e di interazioni fisiche fra noi e con ci\u00f2 che ci circonda.<\/p>\n<p>La disumanit\u00e0 dell&#8217;esperienza contemporanea pu\u00f2 essere intesa come la conseguenza della negligenza del corpo e dei suoi sensi e come uno squilibrio del nostro sistema sensoriale, soprattutto a vantaggio di quello che ci limitiamo a vedere con gli occhi. Per espandere la nostra esperienza spaziale abbiamo bisogno di sperimentare ambienti immersivi multisensoriali. Il compito degli spazi performativi \u00e8 proprio quello di azionare sistemi evolutivi dove si renda possibile una percezione pi\u00f9 raffinata.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> La fase performativa dei tuoi lavori, come ci rivelano specialmente i due pi\u00f9 recenti (<em>As an artist, I need to rest<\/em> e <em>Sensitive to Pleasure<\/em>) \u00e8 spesso molto faticosa, quando non addirittura dolorosa. Certamente non a caso\u2026<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari:<\/span> Questi lavori sono costruiti sull&#8217;aspetto performativo nel tempo, che si riflette sia su di me che sul pubblico. Come artista, la mia intenzione \u00e8 di entrare gradualmente in uno stato dove spingere il mio corpo e la mia mente oltre il limite, perch\u00e9 per me la performance \u00e8 un mezzo molto importante di ricerca artistica.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39137\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-06.png\" alt=\"numero63_ Multisensory 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Fino ad ora, nelle tue performance il piacere del pubblico si traduce in una sofferenza per te. Cosa significa per te questa relazione? Se si pu\u00f2 gi\u00e0 svelare, prevedi coinvolgere sempre pi\u00f9 i tuoi spettatori con esperienze non necessariamente fisicamente piacevoli?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari:<\/span> Mi interessa offrire al pubblico una possibile condizione voyeristica nella quale prendersi il tempo (o anche pi\u00f9 tempi) per vedere l&#8217;opera. Mi interessa trascinarlo con me nella successione lenta e crescente dell&#8217;evento performativo. L&#8217;aspetto della sofferenza, poi, porta il pubblico a mettersi in discussione e a operare una scelta personale: se accettare o meno l&#8217;esperienza dell&#8217;opera. Non tutte le mie performance si traducono in sforzo fisico. Non si tratta di un presupposto fondamentale del mio lavoro, ma ne diventa parte integrante solo se si rende necessario per generare un&#8217;esperienza.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Hai risolto la &#8220;frustrazione dovuta alla sensazione di sentirti scollegata dalla tua opera&#8221; (come si legge nella descrizione di <em>Sensitive to Pleasure<\/em> sul sito di Vida)?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari:<\/span> Risolvere una frustrazione non \u00e8 semplice. Ma l&#8217;esperienza di<em> Sensitive to Pleasure<\/em> mi ha aiutato a capire molto di me, del mio lavoro e di come questo venga percepito. \u00c8 un lavoro molto controverso che mi ha confermato la sottile linea di separazione che esiste nella fruizione di un&#8217;opera e che pu\u00f2 essere equilibrata o no.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone<\/span>: Cosa determina la durata delle tue performance?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari:<\/span> Il limite estremo che pu\u00f2 raggiungere il corpo. Questo chiaramente varia a seconda dell&#8217;opera e delle condizioni ambientali e fisiche.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39138\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-07.png\" alt=\"numero63_ Multisensory 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> L&#8217;interazione che offri allo spettatore \u00e8 spesso un&#8217;esperienza molto intima, che lo distanzia enormemente dalla fruizione passiva cui lo costringono ancora molte opere artistiche. Ovviamente nel tuo lavoro questa ricerca (non solo dell&#8217;interazione, ma di una forma innovativa dove assuma davvero un senso) \u00e8 cruciale. Ma da un punto di vista pi\u00f9 generale, mettendoti nella pelle di uno spettatore dinanzi a proposte artistiche di vari artisti e di diversi generi, credi che la partecipazione sia indispensabile per garantire la qualit\u00e0 della fruizione?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari:<\/span> Questo \u00e8 un aspetto molto importante per me. Lo spettatore \u00e8 spesso considerato un osservatore distaccato, privo di un rapporto incarnato con il suo &#8220;intorno&#8221;, soprattutto attraverso la soppressione degli &#8220;altri sensi&#8221;. Abbiamo bisogno di azionare e raffinare la nostra percezione e quindi le nostre esperienze spaziali. Sono queste le esperienze che determinano come le cose esistono per noi e come facciamo esperienza dell&#8217;immenso non-vuoto che ci circonda, in cui siamo immersi come corpo e come agenti di emozioni.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Di cosa ti alimenti? Come spettatrice, che tipo di arte ti piace? Cosa leggi? Cosa ascolti? Quali artisti (o non artisti) ti offrono pi\u00f9 spunti?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari<\/span>: Leggo libri e riviste di arte contemporanea e sono molto critica rispetto a quelli sull&#8217;arte elettronica, per la quale quasi non esiste un supporto teorico valido, ma solo raccolte di opere. Mentre lavoro, spesso ascolto Bach e radio che trattano argomenti sociali. Mi rilasso facendo lunghe passeggiate e sono appassionata di cinema d&#8217;autore. Cerco di trovare in me stessa, nei miei desideri personali, gli spunti per i miei lavori. Perch\u00e9 un&#8217;idea sia buona, la condizione di intimit\u00e0 \u00e8 un requisito fondamentale.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Hai gi\u00e0 in mente o stai gi\u00e0 lavorando su un nuovo progetto? Puoi anticiparci qualcosa?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari:<\/span> Ho un&#8217;idea che mi piacerebbe tradurre in un progetto, ma non \u00e8 ancora compiuta. Meglio non anticipare\u2026<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39139\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-08.png\" alt=\"numero63_ Multisensory 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Multisensory-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> E come vive Sonia Cillari? Cosa occupa il suo tempo che non dedica al suo lavoro (sempre che gliene rimanga)?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Sonia Cillari:<\/span> Non sono mai stata brava a prendermi cura di me. Il mio tempo \u00e8 quasi interamente dedicato al mio lavoro e ai viaggi che ne sono conseguenza. Adoro stare da sola. Chiaramente incontro sempre persone nuove e questo mi arricchisce molto. Inoltre ad Amsterdam, con i miei amici pi\u00f9 cari, mi occupo di <span class=\"testo_iframebold\">Optofonica Lab<\/span>, un laboratorio di ricerca artistica e scientifica. In questo modo riesco a conciliare l&#8217;amicizia con il lavoro.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"testo_iframebold\"><strong>Sitografia:<\/strong><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.soniacillari.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.soniacillari.net<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.optofonica.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.optofonica.com\/<\/a><\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Videografia:<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Sensitive to pleasure: <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=r3u3QGMwEXk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=r3u3QGMwEXk<\/a><\/p>\n<p>Sensitive to pleasure &#8211; Process: <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/vimeo.com\/14253730\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/vimeo.com\/14253730<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente si parla parecchio di lei e le sue opere sono molto richieste nei centri di new media art di tutto il mondo. 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Intervista A Sonia Cillari &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-063\/multisensory-space-interview-with-sonia-cillari\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Lo Spazio Multisensoriale. Intervista A Sonia Cillari &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]We are obviously talking about Sonia Cillari, original artist carrying on by long time a personal and coherent project, by offering to the public a way to enter, feel and live her work with body and soul. 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