{"id":10838,"date":"2011-04-01T12:00:00","date_gmt":"2011-04-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-063\/francesca-grilli-searching-for-the-daily-miracle\/"},"modified":"2020-11-02T16:57:52","modified_gmt":"2020-11-02T15:57:52","slug":"francesca-grilli-searching-for-the-daily-miracle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-063\/francesca-grilli-searching-for-the-daily-miracle\/","title":{"rendered":"Francesca Grilli. Alla Ricerca Del Miracolo Quotidiano"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Francesca Grilli,<\/span> bolognese di nascita, ma olandese di adozione, sviluppa la sua ricerca intorno alla figura umana creando opere che prendono spunto dalla memoria personale legata alla sua famiglia e dal suo vissuto quotidiano. Recentemente il lavoro si \u00e8 spinto verso la ricerca ossessiva del <em>miracolo quotidiano, <\/em>manipolando la realt\u00e0 ed inserendo una variabile imprevista che produce una sensazione di familiarit\u00e0 che per\u00f2 ci spiazza. Come lei stessa spiega &#8220;E&#8217; un&#8217;operazione minima, invisibile, ma che spesso trasforma il reale in magico, l&#8217;odierno in favoloso&#8221;.<\/p>\n<p align=\"left\">Il linguaggio utilizzato prevalentemente negli ultimi anni, \u00e8 quello della performance accompagnato da un profondo studio della tecnologia che diventa parte integrante del lavoro, pur non inventando nulla di nuovo, come per <em>Moth <\/em>in cui viene utilizzato il Tubo di Rubens azionato da una cantante albina che trasforma il semplice esperimento scientifico in qualcosa al limite con l&#8217;esoterismo. La tecnologia assume un ruolo fondamentale anche nella serie di fotografie che compongono <em>Effluvia, <\/em>dove grazie ad una speciale macchina polaroid Grilli \u00e8 in grado di immortalare il campo magnetico sprigionato dalle persone.<\/p>\n<p align=\"left\"><em><br \/>\nThe Conversation<\/em>, l&#8217;ultimo progetto presentato al <span class=\"testo_iframebold\">mamBO di Bologna<\/span> e vincitore del premio NUOVE ARTI che promuoveva proprio l&#8217;interazione tra arte e tecnologia, vede la reinterpretazione di questo concetto attraverso l&#8217;utilizzo di una tecnologia quotidiana gi\u00e0 esistente come un impianto audio, impiegata in una maniera innovativa. La cassa \u00e8 a servizio del performer, non \u00e8 in verticale, ma \u00e8 in orizzontale per far percepire le vibrazioni ai piedi. Nuovo in questo senso, senza per\u00f2 inventare nulla.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38309\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-02.png\" alt=\"numero63_Francesca Grilli 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"center\">i<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span class=\"testo_iframebold\">Alessandra Salviotti:<\/span> Partiamo dagli inizi: tu nasci come fotografa, poi?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Francesca Grilli:<\/span> Ho studiato all&#8217;ISIA di Urbino che \u00e8 una scuola incentrata su grafica e fotografia e mi interessava sviluppare un discorso appunto sulla fotografia indagando l&#8217;aspetto legato alle sue tecniche tradizionali lavorando molto anche manualmente. Dopodich\u00e9 mi sono trasferita a Milano dove ho frequentato un corso pi\u00f9 teorico legato all&#8217;arte contemporanea e dove ho iniziato a collaborare con un&#8217;artista, <span class=\"testo_iframebold\">Alessandra Caccia<\/span>, anche lei fotografa. Dal 2001 al 2004 abbiamo lavorato insieme sotto il nome di <em>Caccia Grilli<\/em> e insieme abbiamo iniziato ad esplorare il video. Dalla fotografia al video il passaggio \u00e8 stato abbastanza immediato, successivamente nel 2006 ci fu il Bando Internazionale della Performance curato da Fabio Cavallucci al quale io decisi di partecipare.<\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><span class=\"testo_iframebold\">Alessandra Saviotti:<\/span> Come sei arrivata alla performance?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Francesca Grilli:<\/span> Il passaggio alla performance \u00e8 legato ad un fatto del mio privato: pochi mesi prima era venuta a mancare mia nonna e ho deciso, insieme a mio nonno, di passare le vacanze con lui. Durante quell&#8217;estate ho avuto modo di vedere qual&#8217;era il suo mondo, lo accompagnavo nelle balere estive emiliane che lui normalmente frequentava. Da l\u00ec, in concomitanza con il Premio, mi \u00e8 venuta voglia di creare una performance <em>Arriver\u00e0 e ci coglier\u00e0 di sorpresa. <\/em>Il lavoro \u00e8 stato accolto con molto interesse, poi si sono susseguite molte altre performance. Credo che il passaggio dalla fotografia alla performance non sia cos\u00ec lontano: ricreo delle immagini in movimento, degli still frame.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alessandra Saviotti:<\/span> Molti artisti che lavorano con la performance, sono i protagonisti della performance, mentre per te non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Francesca Grilli:<\/span> Paradossalmente io sono presente nei miei video come presenza fisica, ma non nelle mie performance. Forse perch\u00e9 queste azioni derivano da immagini che mi vengono alla mente o che incontro nella mia vita quotidiana. Siccome vengo affascinata da spaccati di vita altrui non ritengo necessaria la mia presenza fisica, perch\u00e9 gi\u00e0 avere pensato e immaginato quell&#8217;azione \u00e8 molto di me e diventa una sorta di mia proiezione sull&#8217;altro. Non \u00e8 detto che il mio corpo non ci sia, c&#8217;\u00e8 sotto forma di simulacro come per<em> Enduring midnight, <\/em>una performance dedicata a mia nonna che si chiamava come un&#8217;opera lirica, e che vede l&#8217;azione di una cantante lirica che canta di notte, sono io che canto per lei. In quel momento vi \u00e8 un&#8217;altra persona che mi rappresenta con delle caratteristiche ben precise che io non ho.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38310\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-03.png\" alt=\"numero63_Francesca Grilli 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alessandra Saviotti:<\/span> La ricerca del miracolo quotidiano: ho notato come la tua minuziosa cura dei particolari che si presentano davanti agli occhi dello spettatore cos\u00ec come azioni vere, in realt\u00e0 siano finalizzate all&#8217;illusione che avviene davanti agli occhi di chi guarda.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Francesca Grilli:<\/span> Non so se hai mai fatto caso camminando per la strada di notare scene che in un certo senso, sono apocalittiche nella loro banalit\u00e0, oppure combinazioni di personaggi particolari, o cose e azioni che ti commuovono moltissimo. Per me la definizione di miracolo quotidiano \u00e8 quello: piccole cose che ci stupiscono. La componente della verit\u00e0 per\u00f2 \u00e8 molto importante, infatti l&#8217;unica vera illusione che abbia mai utilizzato \u00e8 proprio in <em>Effluvia<\/em>, dove vi \u00e8 una sedia che levita. Se avessi trovato un fachiro che levitava veramente l&#8217;avrei invitato a fare la performance. Lo sforzo fisico e di abilit\u00e0 che deve compiere il performer nel compiere l&#8217;azione deve essere molto alto e con un margine di rischio, seppur non palesato. L&#8217;affrontare il rischio minimo, fa s\u00ec che l&#8217;azione diventi preziosa.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alessandra Saviotti:<\/span> Il lavoro con la comunit\u00e0 sorda nasce come &#8220;ciclo&#8221;, da cosa hai preso ispirazione?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Francesca Grilli:<\/span> Ho tratto ispirazione da una scena del film Babel di Alejandro Gonz\u00e1lez I\u00f1\u00e1rritu dove vi \u00e8 un&#8217;adolescente giapponese sorda in discoteca. La musica \u00e8 techno, molto alta, ma vi \u00e8 un momento in cui il regista toglie la musica e evidenzia per un attimo come lei percepisce quella situazione. Lei \u00e8 anche impasticcata e rappresenta tutti i clich\u00e9 dell&#8217;adolescente in discoteca, per\u00f2 senza percepire la musica e mentendo a tutti gli altri perch\u00e9 balla. In un punto della scena lei si avvicina ad una cassa e la tocca per capire cosa sta succedendo realmente, per me questo \u00e8 un momento di grande intimit\u00e0. Da l\u00ec nasce la mia curiosit\u00e0 intorno al tema musica e sordit\u00e0.<\/p>\n<p>Dapprima ho cercato musicisti sordi, ero interessata a chi produceva suoni senza sentirli, per\u00f2 non volevo che ci fosse la dimensione della piet\u00e0. Successivamente ho incontrato <span class=\"testo_iframebold\">Alfonso Marrazzo<\/span>, uno studioso di musica sordo, che mi ha indirizzato verso un altro tipo di &#8220;ascolto&#8221; attraverso la vibrazione. Mi ha presentato <span class=\"testo_iframebold\">Nicola della Maggiora<\/span>, il mio performer, all&#8217;epoca 14enne che racchiudeva tutti gli elementi che mi interessavano. Da qui parte la trilogia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38311\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-04.png\" alt=\"numero63_Francesca Grilli 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alessandra Saviotti:<\/span> La trilogia cosa comprende?<\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><span class=\"testo_iframebold\">Francesca Grilli:<\/span><em> La terza conversazione <\/em>\u00e8 il primo lavoro. Nicola stava su una struttura di legno che racchiudeva la cassa audio e interpretava in lingua italiana dei segni 7 minuti di musica Techno. Nello stesso anno ho sviluppato una performance site specific per il festival Drodesera, che ha finanziato tutto il ciclo, che consisteva in un coro di sordi che cantava nel bosco all&#8217;imbrunire. Il pubblico raggiungeva il luogo del coro dopo 20 minuti di camminata sulla montagna e trovava il coro che cantava silenziosamente.<\/p>\n<p>L&#8217;anno successivo ho girato un film in 16 mm <em>La quarta conversazione, <\/em>in cui ho invitato un gruppo di maestre di bambini sordi a cantare una ninna nanna. Di solito queste canzoni hanno un aspetto solo sonoro, perch\u00e9 chi ascolta poi si addormenta, in questo caso no, \u00e8 solo visivo, perch\u00e9 \u00e8 cantato con le mani. Mi interessava l&#8217;aspetto di una comunicazione impossibile. L&#8217;ultimo lavoro \u00e8<em>The Conversation <\/em>che chiude il ciclo<em>.<\/em><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><span class=\"testo_iframebold\">Alessandra Saviotti:<\/span> Per<em>The conversation <\/em>c&#8217;\u00e8 l&#8217;imponenza dell&#8217;installazione. Come la intendi rispetto alla tua scelta di non lasciare mai documentazione delle tue performance?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Francesca Grilli:<\/span> Questo lavoro comprende una parte scultorea che deve rimanere e vivere di per s\u00e9 pregna del ricordo della performance. Per me \u00e8 una vera e propria scultura. Non presento mai la documentazione video come lavoro, ma la utilizzo per far capire quello che \u00e8 accaduto. Le fotografie invece accompagnate all&#8217;audio della performance aiutano nella comprensione del lavoro.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38312\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-05.png\" alt=\"numero63_Francesca Grilli 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero63_Francesca-Grilli-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alessandra Saviotti:<\/span> Quali sono i tuoi riferimenti legati alla storia dell&#8217;arte?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><br \/>\nFrancesca Grilli:<\/span> I Preraffaelliti e il Romanticismo, sicuramente il Dadaismo, ma io mi riferisco soprattutto alla cinematografia. <em>Picnic a Hanging Rock <\/em>di Peter Weir del 1976, che ho visto quando ero molto piccola, ha influenzato tutta la mia vita, e anche Maya Deren con il suo simbolismo legato alla ritualit\u00e0, gli esperimenti dei mesmerismi e degli spiritualisti di fine &#8216;800.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesca Grilli, bolognese di nascita, ma olandese di adozione, sviluppa la sua ricerca intorno alla figura umana creando opere che prendono spunto dalla memoria personale legata alla sua famiglia e dal suo vissuto quotidiano. 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As she herself explains, the daily miracle is a minimal invisible action which often transforms reality into magic, daily actions and tasks into something fabulous. [:it]Francesca Grilli, bolognese di nascita, ma olandese di adozione, sviluppa la sua ricerca intorno alla figura umana creando opere che prendono spunto dalla memoria personale legata alla sua famiglia e dal suo vissuto quotidiano. Recentemente il lavoro si \u008f spinto verso la ricerca ossessiva del miracolo quotidiano, manipolando la realt\u0088 ed inserendo una variabile imprevista che produce una sensazione di familiarit\u0088 che per\u0098 ci spiazza. 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