{"id":10837,"date":"2011-04-01T12:00:00","date_gmt":"2011-04-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-063\/fidel-garcias-work-art-as-a-complex-system\/"},"modified":"2020-11-02T16:57:36","modified_gmt":"2020-11-02T15:57:36","slug":"fidel-garcias-work-art-as-a-complex-system","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/fidel-garcias-work-art-as-a-complex-system\/","title":{"rendered":"L&#8217;opera Di Fidel Sanchez. L&#8217;arte Come Sistema Complesso"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\u201cSer artista implica trabajar dia y noche: no todos asumen esta responsabilidad\u201d (Essere artista implica lavorare giorno e notte: non tutti si assumono questa responsabilit\u00e0). Siamo nel 2005 in una stanza mal refrigerata di un appartamento di Centro Habana.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Fidel Garcia<\/span> (a quell\u2019epoca ancora noto con il suo nick name <span class=\"testo_iframebold\">Micro X<\/span>, dal nome dell\u2019omonimo distretto del quartiere di Alamar dove tuttora risiede) \u00e8 passato a trovarmi per parlare del suo lavoro. All\u2019epoca era uno studente dell\u2019ISA (<span class=\"testo_iframebold\">Instituto Superior de Arte,<\/span> forse la scuola scola d\u2019arte pi\u00f9 all\u2019avanguardia del continente latinoamericano) e faceva parte della <span class=\"testo_iframebold\">Catedra Arte de Conducta<\/span> di <span class=\"testo_iframebold\">Tania Bruguera<\/span>, il progetto educativo indipendente che l\u2019artista cubana ha portato avanti per quasi un decennio, portando a Cuba artisti, filosofi, attivisti e curatori per formare e far crescere una nuova generazione di artisti, cresciuti all\u2019ombra del contemporaneo internazionale.<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">All\u2019epoca Fidel era un artista che pochi nel paese erano in grado di decifrare. Me lo avevano presentato altri artisti: Fidel li aiutava a mettere a posto il loro archivio di documentazione audiovisiva. Aveva passato una folle notte di montaggio per terminare un video, seduti davanti a un vecchio Mac nello studio di Tania, che lo aveva messo a disposizione degli studenti della Catedra a corto di tecnologia. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">All\u2019epoca era ancora vietato importare computers nell\u2019isola senza permessi ed era vietato comprarne senza motivi istituzionali pubblicamente riconosciuti. Un Mac era un bene raro e una delle poche persone in citt\u00e0 che sapesse metterci le mani e cavarne qualcosa di creativo era appunto Fidel. Dopo questo incontro, avevo saputo che Fidel era un genio nell\u2019uso ogni tipo di tecnologia.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39114\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-02.png\" alt=\"numero63_Fidel Garcia 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"> E soprattutto era autore di strani progetti. Era diventato radioamatore per inserirsi nel network radiofonico (<\/span><em>T.E.P.S &#8211; Territorio Extendido por Propagaci\u00f3n de Sonido, <\/em>2004<em>)<\/em><span lang=\"it-IT\">; aveva coltivato una comunit\u00e0 di lombrichi che si auto auto-riproducevano mangiando terra nei sotterranei dell\u2019ISA e che si erano trasformati in un sistema auto-sostenibile (<\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Micro X. T3. 0, 67 m3<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, 2004); aveva fatto una misteriosa performance ad Alamar che lo vedeva sdraiato a pancia in gi\u00f9 sull\u2019asfalto, in una strada frequentata del quartiere, succhiando acqua con una cannuccia da un\u2019enorme pozzanghera (<\/span><span lang=\"it-IT\"><em>H<\/em><\/span><em>AT 2 &#8211; Humano Activado por el Territorio<\/em>, 2005<em>)<\/em><span lang=\"it-IT\">.<\/span><\/p>\n<p>Durante la<span class=\"testo_iframebold\"> Biennale de L\u2019Avana del 2006<\/span>, lo avevo incontrato di nuovo nello studio di Tania, durante un evento parallelo (ma ben pi\u00f9 interessante di molte cose successe in musei e gallerie). Si trattava della presentazione dei lavori dei giovani artisti della Catedra, alla quale erano presenti molti curatori e critici internazionali. Durante la sua presentazione, <span class=\"testo_iframebold\">Micro X<\/span> aveva iniziato a definire il suo lavoro cominciando con una descrizione asciutta e oggettiva dei suoi progetti, tralasciando le motivazioni teorico\/critiche che lo avevano spinto a farli. Sembrava un elenco di operazioni complesse e completamente oscure.<\/p>\n<p>Realizzazione di un\u2019emissione radiofonica mobile nelle strade del suo quartiere; inserzione nella rete telefonica nazionale; messa a punto di prototipi in grado di intercettare onde radio nell\u2019etere e trasformarle in suono e cos\u00ec via. A queste descrizioni dettagliate, il critico spagnolo <span class=\"testo_iframebold\">Jose Luis Brea<\/span> che era presente alla presentazione aveva obiettato: \u201cnon capisco proprio perch\u00e9 parli di tutto questo. A che serve?\u201d. L\u2019osservazione aveva fatto annuire tutti i critici non cubani presenti, che non riuscivano a trovare un nesso logico o una ragione estetica per le operazioni descritte. I cubani invece, che erano rimasti a bocca aperta durante la presentazione, erano insorti alle critiche di Brea gridando: \u201cin un paese in cui tutto \u00e8 pubblico, in cui tutti i sistemi sono dominati dalle istituzioni e in cui tutte le comunicazioni sono sotto controllo, operare come baco all\u2019interno di un qualsiasi ingranaggio ha un significato molto pi\u00f9 importante di quanto chiunque fuori da Cuba possa immaginare\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39115\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-03.png\" alt=\"numero63_Fidel Garcia 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Fidel Garcia<\/span> \u00e8 uno degli artisti pi\u00f9 visionari delle ultime generazioni del Paese. Le sue sperimentazioni con vecchi e nuove tecnologie operano concettualmente negli spazi pubblici, nel sociale, nei sistemi di ogni tipo. Per l\u2019artista, l\u2019arte \u00e8 una piattaforma per realizzare interventi nella sfera pubblica: gli spazi pubblici di una citt\u00e0, un edificio pubblico, l\u2019etere, i network telefonici, la societ\u00e0 in genere. Gli interventi non sono altro che \u201csimulazione del reale\u201d, come lui stesso dichiara, e sono fortemente radicati in un\u2019analisi sistemica dei contesti specifici ai quali le azioni sono mirate e nella loro decostruzione della struttura che li sostiene.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Ecco perch\u00e9 <span class=\"testo_iframebold\">Fidel Garcia<\/span> parla di se stesso come di un attivista e antropologo. I progetti che realizza sono sempre basati sull\u2019osservazione, sull\u2019analisi del contesto (che lui chiama in maniera radicale e specifica \u201cil sistema\u201d) e delle sue strutture, sulla decostruzione di queste strutture in vista di un intervento diretto. Potere e controllo sono di fatto sempre il nodo centrale del suo lavoro, che si attua come un virus iniettato nel sistema preso di mira.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">L\u2019output dei suoi lavori mescola spesso tecnologie vecchie e nuove, e si manifesta come la ricostruzione di un mondo con regole e vita propria, che si genera come alterazione delle normali funzioni del sistema inizialmente analizzato e, di conseguenza, come pubblica dimostrazione dei suoi ingranaggi e dei suoi bachi.<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Cavi, onde sonore, attrezzi che emettono suono, computer, motori, reazioni chimiche, strutture ingegneristiche sono, in questo contesto, puri strumenti. Attrezzi usati per mettere dimostrare un assioma e non funzionali alla costruzione di un oggetto estetico o dell\u2019estetizzazione di un processo. \u201c<\/span><span lang=\"it-IT\">Siamo una generazione cresciuta con la tecnologia \u2013 dice Fidel durante una lunga intervista &#8211; Non mi interessa usare gli strumenti propri dell&#8217;arte. L&#8217;arte \u00e8 ora in un momento limite della sua evoluzione. <\/span>Lavorare con i media dell&#8217;informazione ti connette con le novit\u00e0 del presente, con quello che sta succedendo ora nel mondo globale ma ance nel mio mondo. Qui certo succede in maniera meno diffusa a causa della situazione locale di Cuba (impossibilit\u00e0 o difficolt\u00e0 di accedere agli strumenti)\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39116\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-04.png\" alt=\"numero63_Fidel Garcia 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201c<span lang=\"it-IT\">Non mi sento parte di un contesto di artisti che usano le tecnologie, specialmente a livello internazionale. Nel mondo molti artisti usano le tecnologie, ma pochi di essi le usano come un medium. La maggior parte usano media e tecnologie come concept. E&#8217; come dire che processano opere in cui gli strumenti che usano indicano anche il loro significato. Io preferisco usare le tecnologie come puro mezzo. Un mezzo di informazione.<\/span> <span lang=\"it-IT\"> Il meccanismo dei media che uso, costituiscono il significato del lavoro che sto facendo\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">In altre parole, l\u2019analisi dei sistemi che ne disvela strutture e ingranaggi diventa la base sulla quale costruire altri sistemi che ne sono la metafora funzionante. \u201cMi interessa creare una realt\u00e0 parallela.<\/span> I miei lavori partono da sistemi codificati di programmazione che nascono nella realt\u00e0 ma ne costruiscono un&#8217;altra, parallela, durante il loro funzionamento. Il mezzo diventa quindi uno strumento efficace per poter trasgredire la realt\u00e0 quotidiana. <span lang=\"it-IT\">Il mio lavoro genera &#8220;Sistemi di trasgressione&#8221;. Usa codici di uso comune che nel contesto della situazione messa in piedi nell&#8217;opera funzionano come un altro linguaggio. Solo io sono il canale che permette di decodificare il significato dell&#8217;informazione che viene trasmessa\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">I progetti di Fidel sono fortemente caratterizzati dalla quasi totale assenza di esseri umani. Quando questi ci sono (come nel caso dei radio amatori di <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>T.E.P.S.<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">), sono parte funzionante del sistema, come qualsiasi altra macchina, computer o attrezzo messo in gioco dall\u2019artista. Il lavoro \u00e8 pensato per gli spazi pubblici ma non prevede alcuna interazione immediata con altri individui.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39117\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-05.png\" alt=\"numero63_Fidel Garcia 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">\u201cLavoro negli spazi pubblici ma non d un punto di vista umano \u2013 continua Fidel. Mi concentro sull&#8217;influenza che l&#8217;umano ha avuto nel territorio. <\/span> Opero in favore del territorio. Considero il territorio uno spazio autonomo, un&#8217;assurdit\u00e0 se si pensa alla realt\u00e0 quotidiana, in cui il territorio \u00e8 inerte. Vedo gli esseri umani come un sistema di cellule, un ente che ospita informazione. Se quindi uso un umano per fare performance lo uso come un ente che veicola informazione, non per il suo corpo.<\/p>\n<p>Il territorio \u00e8 la stessa cosa: un archivio di informazioni, una banca dati in cui penetrare e con la quale io posso lavorare. Io lavoro con ogni banca dati di ogni territorio, che ti da informazioni diverse. <span lang=\"it-IT\">Il mio ruolo \u00e8 quindi di canalizzare informazioni, che dipendono dal territorio in cui opero. Ogni opera quindi \u00e8 portatrice di informazioni diverse a seconda del territorio in cui sono state pensate\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Il lavoro di Fidel \u00e8 andato crescendo negli anni, dopo una residenza in Danimarca, una futura residenza alla Rijksacademie di Amsterdam e l\u2019inizio di una carriera come professore all\u2019ISA, la stessa scuola in cui si \u00e8 formato ed in cui tuttora insegnano gli artisti cubani delle generazioni precedenti. Uno tra tutti <span class=\"testo_iframebold\">Ren\u00e9 Francisco<\/span>, che ha fatto della sua pratica educativa un processo creativo con le sue <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Pragmatiche<\/em>, gruppi di produzione artistica collettivi in cui il professore si dissolve e diventa parte della collettivit\u00e0\u2019. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">L\u2019ISA \u00e8 un\u2019istituzione unica del suo genere. Studenti di arte di tutto il paese vi accedono dopo difficile esame e fondamentano la loro pratica artistica su una base creativa e teorica. I lavori degli studenti non sono classificati per disciplina, genere o media utilizzati ma si fondano principalmente su un discorso teorico chiaro e concettualmente complesso.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39118\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-06.png\" alt=\"numero63_Fidel Garcia 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">La formazione dell\u2019artista in questo contesto ha sicuramente influito sulla sua pratica, che si fonda appunto su una complessit\u00e0 concettuale messa in atto nell\u2019opera <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>con qualsiasi medium necessario<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Uno dei suoi ultimi lavori, <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>28 % \/ <\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Software 28 %<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, del 2008, \u00e8 definito come \u201cattrezzo cibernetico che possiede le chiavi per deformare il sistema ideologico\u201d. Mostra il funzionamento delle ideologie nei sistemi (sociali) e li decodifica come processi prescindibili, non obbligati, ai quali c\u2019e\u2019 sempre una via di fuga. L\u2019icona attraverso cui questa analisi si palesa \u00e8 la lobotomia, \u201c modello neurologico inventato per curare individui con comportamenti fuori dalla norma\u201d. L\u2019installazione usa l\u2019idea della lobotomia come metafora della cancellazione di informazioni in un sistema complesso: un software installato cancella il 28% delle informazioni contenute in un computer. \u201cConsidero l\u2019ideologia come un condizionamento mentale, una legge emanata da un meccanismo di controllo basato sul generare paura nei confronti di altre possibilit\u00e0 ideologiche\u201d dice Fidel a proposito di questo lavoro. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><em>STATE<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> (2006) consiste invece nella creazione di un virus informatico dallo stesso nome. Il virus ha quattro caratteristiche che sono la metafora di quello che Fidel chiama \u201cStato reale\u201d: capacit\u00e0 di esportare, capacit\u00e0 di importare, capacit\u00e0 di accumulare e capacit\u00e0 di mutare o cambiare. Il software basa il suo funzionamento sull\u2019apprendimento degli errori. Per esempio, identifica la necessit\u00e0 la dipendenza e le subordinazioni del sistema in cui \u00e8 installato.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39119\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-07.png\" alt=\"numero63_Fidel Garcia 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_Fidel-Garcia-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><em>STATE<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> funziona a partire da un\u2019intelligenza acquisita: evolve, si sviluppa, apprende e una volta entrato in un computer impianta le sue quattro funzioni e si impadronisce dei contenuti della macchina che lo ospita.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">L\u2019arte insomma \u00e8 per Fidel una piattaforma di sistemi simbolici, simulacri della realt\u00e0 sociale. <\/span>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fidel Garcia (a quell&#8217;epoca ancora noto con il suo nick name Micro X, dal nome dell&#8217;omonimo distretto del quartiere di Alamar dove tuttora risiede) \u008f passato a trovarmi per parlare del suo lavoro. All&#8217;epoca era uno studente dell&#8217;ISA (Instituto Superior de Arte, forse la scuola scola d&#8217;arte pi\u009d all&#8217;avanguardia del continente latinoamericano) e faceva parte della Catedra Arte de Conducta di Tania Bruguera, il progetto educativo indipendente che l&#8217;artista cubana ha portato avanti per quasi un decennio, portando a Cuba artisti, filosofi, attivisti e curatori per formare e far crescere una nuova generazione di artisti, cresciuti all&#8217;ombra del contemporaneo internazionale.<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":39113,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49,323,239,216],"tags":[53,13],"class_list":["post-10837","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-activism","category-art","category-articles","category-issue-063","tag-interviews","tag-networking"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L&#039;opera Di Fidel Sanchez. 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At that time he was an ISA student (Instituto Superior de Arte, maybe the best school of art in all Latin America) and made part of Tania Bruguera&#039;s Catedra Arte de Conducta, the educational project the Cuban artist carried on for almost a decade, by bringing artists, philosophers, activists and curators to Cuba in order to educate and raise a new generation of artists, grown up in the shade of the international panorama of our time.[:it]Fidel Garcia (a quell&#039;epoca ancora noto con il suo nick name Micro X, dal nome dell&#039;omonimo distretto del quartiere di Alamar dove tuttora risiede) \u008f passato a trovarmi per parlare del suo lavoro. 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