{"id":10833,"date":"2011-04-01T12:00:00","date_gmt":"2011-04-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-063\/paolo-cirio-when-stealing-becomes-art\/"},"modified":"2020-11-02T16:58:50","modified_gmt":"2020-11-02T15:58:50","slug":"paolo-cirio-when-stealing-becomes-art","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/paolo-cirio-when-stealing-becomes-art\/","title":{"rendered":"Paolo Cirio. Quando Il Furto Diventa Arte"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Nel saggio <em>L&#8217;autore come produttore<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> (1934),<span class=\"testo_iframebold\"> Walter Benjamin<\/span> descrive il ruolo dell&#8217;autore attraverso la figura dell&#8217;ingegnere. Invece di riprodurre gli apparati di produzione, l&#8217;autore\/ingegnere \u00e8 capace di intervenire all&#8217;interno di essi, trasformando la funzione della produzione culturale stessa e aprendola all&#8217;intervento collettivo.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">La figura dell&#8217;ingegnere descritta da Walter Benjamin ricorda l&#8217;arte &#8220;tattica&#8221; di <span class=\"testo_iframebold\">Paolo Cirio,<\/span> che, svelandoci nodi irrisolti nel campo artistico, mediatico e, pi\u00f9 in generale politico e sociale, contribuisce a trasformare il significato della pratica artistica dall&#8217;interno. Attraverso le sue opere, <span class=\"testo_iframebold\">Paolo Cirio<\/span> <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.paolocirio.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">(http:\/\/www.paolocirio.net<\/a>) interviene collocando tatticamente alcuni tasselli di un puzzle che pu\u00f2 essere terminato solo coinvolgendo direttamente i suoi referenti, siano le corporation, gli apparati mediatici, o i cosiddetti &#8220;utenti&#8221; della rete.<\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Le sue opere, alcune delle quali realizzate insieme ad <span class=\"testo_iframebold\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.neural.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Alessandro Ludovico<\/a> e <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.ubermorgen.com\/2010\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ubermorgen.com<\/a><\/span> (come <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>GWEI, Google Will Eat Itself <\/em>e<em> Amazon Noir<\/em>), altre create singolarmente (come <em>Drowning NYC<\/em>, <em>The Big Plot<\/em> e <em>Open Society Structures<\/em>), ridefiniscono il ruolo dell&#8217;artista e dell&#8217;arte, diventando un presupposto per riflettere su dinamiche sociali e politiche. Come egli stesso sostiene, manipolando i mezzi di comunicazione e di informazione, il suo lavoro &#8220;rompe spesso i confini della rappresentazione, andando oltre l&#8217;uso di un singolo media e concentrandosi sull&#8217;ambiente informativo creato dal flusso dei dati&#8221;.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39084\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-02.png\" alt=\"numero63_ Paolo Cirio 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Le sue opere lavorano con il linguaggio, le narrazioni, la creazione di trame cospirative, ma anche con il significato di potere, democrazia, <em>privacy<\/em> e controllo. Non sempre senza generare contraddizioni e controversie. Ma \u00e8 proprio in questa dinamica dell&#8217;imperfetto e dell&#8217;ignoto \u0096 una volta avviate, le opere sono aperte a possibili sviluppi ed interpretazioni \u0096 che si pu\u00f2 sperimentare come i flussi informativi e mediatici costruiscono le proprie trame di significato.<\/p>\n<p align=\"left\">Questa intervista, partendo dalla descrizione del significato di tattiche e strategie applicate alla pratica artistica, e interrogandosi su alcuni concetti come il &#8220;furto mediatico&#8221;, si conclude con la riflessione su alcuni nodi sensibili svelati dagli ultimi progetti: <span class=\"testo_iframebold\">&#8220;Face to Facebook&#8221;<\/span>, <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.paolocirio.net\/work\/face-to-facebook\/face-to-facebook.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">(http:\/\/www.paolocirio.net\/work\/face-to-facebook\/face-to-facebook.php<\/a>) realizzato con <span class=\"testo_iframe\">Alessandro Ludovico<\/span> e lanciato durante lo scorso <span class=\"testo_iframebold\">Transmediale 2011<\/span>, e <span class=\"testo_iframebold\">&#8220;P2P Gift Credit Card&#8221;<\/span> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.paolocirio.net\/work\/gift-finance\/p2p_gift_credit_card.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.paolocirio.net\/work\/gift-finance\/p2p_gift_credit_card.php<\/a>), protagonista di un&#8217;azione a Londra il 25 marzo, in cui le carte di credito &#8220;rivoluzionarie&#8221; sono state distribuite in luoghi strategici.<\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Ambedue i progetti, esposti in un prossimo solo show, intitolato <\/span><em>REALITYFLOWHACKED<\/em>, con opening<span lang=\"it-IT\"> a Lubiana il 26 aprile presso l&#8217;<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.aksioma.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Aksioma Project Space<\/a>, diventano uno stimolo attraverso cui analizzare le commistioni fra arte e mercato, le contraddizioni e paradossi del capitalismo, il ruolo dell&#8217;artista stesso, e, parallelamente, quello degli utenti. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Nell&#8217;era dei social media, le dinamiche relazionali e il flusso dei dati informativi si fanno sempre pi\u00f9 inseriti nei processi produttivi, non sempre confermando la visione liberatoria ipotizzata da Walter Benjamin nel 1934. Ecco perch\u00e9 \u00e8 sempre pi\u00f9 importante riflettere su tali processi, immaginando alternative possibili mettendo in modo contraddizioni e producendo nuove visioni ed esperienze.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39085\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-03.png\" alt=\"numero63_ Paolo Cirio 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testo_iframebold\">Tatiana Bazzichelli<\/span><\/strong><span class=\"testo_iframebold\">:<\/span> Partiamo dal tuo percorso artistico: ti definisci un &#8220;tactical media artist&#8221;. Il tuo primo lavoro, che risale al 2001, si chiamava <em>STOP the NATO<\/em>. In seguito, dopo un&#8217;intensa attivit\u00e0 nel campo della street art, il target si \u00e8 allargato a <em>corporation<\/em> come Google (2005), Amazon (2006), Facebook (2011) e il circuito delle carte di credito (2010-11), trasferendo la tua conoscenza del media advertising nella creazione di strategie artistiche e pratiche hacker. Allo stesso tempo, ti sei concentrato nell&#8217;arte dello storytelling, inventando trame e personaggi in cui realt\u00e0 e finzione si integrano reciprocamente (2009-10). Qual \u00e8 la tattica mediatica che collega queste esperienze?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Paolo Cirio:<\/span> Prima di tutto vorrei fare una distinzione fra strategia e tattica. Preferisco definire &#8220;tattica&#8221; lo studio e la scelta dei mezzi e del modo di utilizzarli, quasi a livello tecnico; mentre la &#8220;strategia&#8221; inerisce alla pianificazione di azioni coordinate per il conseguimento di un obiettivo. Mi definisco &#8216;tactical&#8217; principalmente perch\u00e8 le mie pratiche coinvolgono media alla portata di tutti, ma utilizzati creativamente e condotti oltre i limiti delle loro potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Per quanto mi riguarda, questa modalit\u00e0 operativa \u00e8 stata dettata da necessit\u00e0 pratiche: quando ho iniziato, usavo pezzi di elettronica trovati per strada per mancanza di budget e anche adesso realizzo i miei progetti con mezzi molto economici. Questi strumenti se ben usati nel contesto di un&#8217;accurata pianificazione strategica possono produrre un&#8217;influenza sociale elevatissima. Inoltre la tactical media art presuppone una conoscenza teorica ed un costante riferimento allo scenario artistico per confrontare esperienze e conoscenze.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Tuttavia, pi\u00f9 delle tattiche e strategie, le quali sono certo indispensabili per gli sviluppi politici dei miei lavori, direi che ci\u00f2 che accomuna tutti i miei progetti \u00e8 un filo rosso estetico. Recentemente mi piace riconoscermi nella figura dello scultore: in tutti i miei lavori processo dati e informazioni di vario genere per produrre nuove forme. Contestualizzando, aggregando e fabbricando dati, modello nuove e inaspettate composizioni di strutture d&#8217;informazione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Nella scultura ogni materiale conserva le sue propriet\u00e0 intrinseche anche dopo la modellazione: nel caso dell&#8217;informazione si tratta del potere d&#8217;influenzare la societ\u00e0. Credo che le realt\u00e0 sociali, economiche e politiche possano essere create e modellate processando e gestendo informazione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39086\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-04.png\" alt=\"numero63_ Paolo Cirio 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Per esempio nel progetto contro la NATO si trattava di aggregare notizie riguardo alle nuove guerre in modo del tutto nuovo (all&#8217;epoca nascevano le prime forme di blogging e i network di Indymedia). Attraverso questi strumenti sono stato in grado d&#8217;influenzare a livello internazionale gli attivisti contro la guerra e di essere percepito come un pericolo dal dipartimento dell&#8217;esercito americano.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Questo non tanto grazie ad analisi geopolitiche, bench\u00e9 gli articoli diffusi attraverso il sito fossero pi\u00f9 di un migliaio, ma per il modo in cui le informazioni sono state raggruppate attraverso una piattaforma costruita ad hoc e diffuse nei network internazionali dei pacifisti. Considero processi di aggregazione di quel tipo delle sculture d&#8217;informazione attive e capaci d&#8217;influenzare efficacemente un ampio numero di persone, esattamente come \u00e8 accaduto con la ricontestualizzazione e sovversione dei dati di Facebook, Amazon e Google.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Contemporaneamente mi sono interessato alla creazione di nuove realt\u00e0 attraverso quello che ho definito Recombinant Fiction: la ricerca sulle forme di storytelling sperimentale che si avvalgono di media diversi e che intrecciano verit\u00e0 e finzione attraverso personaggi interpretati da attori professionisti. In altri termini si tratta di scolpire nuove realt\u00e0 orchestrando e componendo l&#8217;informazione in narrazioni nelle quali il pubblico \u00e8 catturato o immerso.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Oggi la realt\u00e0 \u00e8 continuamente fabbricata dai media, attraverso la creazione di storie nelle quali il pubblico pu\u00f2 riconoscere i tipi fissi della narrazione e immedesimarcisi. Il classico cattivo contro l&#8217;eroe buono, storie passionali o di cronaca nera: i media tendono a ridurre ogni evento a storie che ricordano le trame delle telenovele, una strategia usata perch\u00e9 il cervello umano interpreta la realt\u00e0 e la propria coscienza attraverso la forma narrativa. Molti costruiscono allo stesso modo la propria identit\u00e0 sui social media, i quali funzionano come dei palcoscenici trasformandoci negli attori delle nostre vite teatralizzate.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">La realt\u00e0 come narrazione non \u00e8 un fenomeno nuovo, basti pensare alla funzione che hanno avuto le religioni o le ideologie nel trasfigurare narrativamente il reale e i suoi agenti. Tuttavia oggi le storie si sono moltiplicate e frammentate, per via dell&#8217;enorme numero di media e consumo\/produzione d&#8217;informazioni, variando con esse la nostra percezione della realt\u00e0. Questi potenziali narrativi dei nuovi media possono essere dunque usati per creare storie e perci\u00f2 realt\u00e0 alternative, capaci di riportarci alla consapevolezza della duplicit\u00e0 del reale, sdrammatizzandolo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Lavorando spesso a livello pratico e teorico con tutti questi aspetti della manipolazione d&#8217;informazione, inevitabilmente ho l&#8217;impressione di maneggiare qualcosa di quasi tangibile e di poterlo modellare conferendogli forme diverse.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39087\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-05.png\" alt=\"numero63_ Paolo Cirio 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testo_iframebold\">Tatiana Bazzichelli<\/span><\/strong><span class=\"testo_iframebold\">:<\/span> Nei progetti <em>GWEI<\/em>, <em>Amazon Noir<\/em> e <em>Face to Facebook<\/em> c&#8217;\u00e8 un evidente nesso conduttore relativo alla pratica del &#8220;furto mediatico&#8221;. Nel primo caso, si pone l&#8217;attenzione sui furti del business del Pay Per Click e sulle <em>click frauds<\/em>; nel secondo caso i &#8220;ladruncoli&#8221; diventate voi (tu, Alessandro Ludovico e Ubermorgen.com) &#8220;rubando&#8221; i volumi digitali di Amazon; nel terzo caso, sono un milione di profili di Facebook ad essere &#8220;rubati&#8221;. In che modo il furto diventa una tattica mediatica e perch\u00e9 \u00e8 centrale per voi?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Paolo Cirio:<\/span> Il furto \u00e8 glamour e spettacolare; ne \u00e8 la riprova il fatto che anche la cronaca si sia occupata dei nostri progetti. Si tratta di un linguaggio usato strategicamente per attirare l&#8217;attenzione dei media e perci\u00f2 delle persone comuni vittime dei monopoli. In realt\u00e0, oltre che di linguaggio, possiamo parlare di un vero e proprio bottino. Nel caso di <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Amazon Noir<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, la mia passione per i libri mi ha spinto a cercare di prenderne il pi\u00f9 possibile. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Tuttavia, non sono un criminale, quello che \u00e8 definito furto costituisce per me una ricerca artistica con un particolare materiale, che ritengo naturalmente libero e di dominio pubblico, e del quale sfortunatamente le corporation si appropriano per il loro business proteggendolo con leggi fatte su misura per loro. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Se domani tutte le foto del mondo diventassero di propriet\u00e0 di Facebook, tutti i fotografi diventerebbero criminali. Io lavoro con l&#8217;informazione, un bene prezioso e infiammabile quanto la benzina, ed \u00e8 perci\u00f2 rischioso anche solo toccarlo. Per il bene comune, l&#8217;informazione dovrebbe essere disponibile, indipendente e interpretabile. Nonostante il nostro secolo sembri abbondarne, c&#8217;\u00e8 ancora molta strada da fare per individuarne forme di gestione adeguate. Come artista forzo i limiti del materiale per conoscerne meglio la natura e creare qualcosa d&#8217;inaspettato e originale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Nel caso di <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Face to Facebook<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, ad esempio, gli avvocati coinvolti e i giornalisti si chiederanno ancora per molto tempo se usare un milione di profili di Facebook senza chiederne il permesso sia illegale, oppure se si tratti di un&#8217;azione paragonabile ad uno scatto fotografico in uno stadio affollato. <\/span><span lang=\"it-IT\">Nel mio caso, quando realizzai di poter prendere centinaia di migliaia di profili in poche ore, ero interessato a usare tale incredibile e ricco materiale per qualcosa di sorprendente e socialmente utile, senza poterne immaginare a priori tutte le conseguenze legali e politiche.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39088\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-06.png\" alt=\"numero63_ Paolo Cirio 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testo_iframebold\">Tatiana Bazzichelli<\/span><\/strong><span class=\"testo_iframebold\">:<\/span> Il furto \u00e8 una costante dei tre progetti, ma anche ci\u00f2 che li rende diversi. Nel caso di <em>GWEI<\/em> e <em>Amazon Noir<\/em>, la vostra tattica sembra pi\u00f9 simile a quella di Robin Hood. \u00c8 evidente attraverso <em>Google To The People<\/em>, la societ\u00e0 pubblica atta a raccogliere e ridistribuire i frutti del Pay Per Click, e nell&#8217;atto di ridistribuire i libri di Amazon gratuitamente attraverso i canali P2P. Invece, nel caso di <em>Face to Facebook<\/em>, sono i profili delle persone ad essere &#8220;rubati&#8221; e ridistribuiti in un portale di dating, da voi costruito. In qualche modo, F2F sembra essere pi\u00f9 a svantaggio degli utenti che a loro beneficio. Cosa ne pensi?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Paolo Cirio:<\/span> Liberare miglia di persone da una prigione per portarle in una festa di speed dating, mi sembra un&#8217;azione pi\u00f9 che nobile (date un&#8217;occhiata al video <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Ye3Qyz-ojvI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Ye3Qyz-ojvI<\/a>)! A parte gli scherzi, in tutti e tre i progetti, i furti erano inerenti alla risorsa pi\u00f9 rilevante per le rispettive corporation.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Nel caso di Facebook non poteva che trattarsi degli utenti. Tuttavia, il materiale rubato non \u00e8 stato usato per scopi personali, ma per ritorcerlo strategicamente contro le stesse corporation. Inoltre in tutti i progetti della trilogia si \u00e8 trattato di esplorare criticamente i maggiori monopoli d&#8217;informazione, al fine di generare un dibattito pubblico riguardo alla loro immorale gestione dell&#8217;informazione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">L&#8217;aumento della consapevolezza comune riguardo alle condizioni di oppressione sociale non ha prezzo e nel progetto <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Face to Facebook<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> ci si \u00e8 avvicinati maggiormente al conseguimento di tale obiettivo. Infatti, rispetto a ogni altra opera della trilogia, <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Face to Facebook<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> \u00e8 stato il progetto che ha pi\u00f9 fatto parlare di s\u00e9 nei media mainstream e che ha modificato maggiormente il comportamento degli utenti di Facebook, molti dei quali credo faranno pi\u00f9 attenzione nel pubblicare i loro dati. Con <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>GWEI<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> non siamo riusciti a informare molte persone riguardo alla pericolosit\u00e0 dei totalitarismi nella gestione dell&#8217;informazione, ma il progetto ha avuto un ottimo eco nella scena della media art.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Capisco che <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Face to Facebook<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> possa essere un&#8217;opera molto controversa e purtroppo anche nel mondo dell&#8217;arte c&#8217;\u00e8 stato qualcuno che non ha voluto comprendere l&#8217;importanza di una tale provocazione. Mi viene da associare tale atteggiamento con quello di chi si lamenta dell&#8217;occupazione dei binari dei treni o di un&#8217;autostrada durante una manifestazione. In verit\u00e0 credo che Facebook sia diventato talmente diffuso e usato anche da chi ufficialmente si dichiara contrario, che nessuno ha voglia di assumere davvero responsabilit\u00e0 e coscienza del proprio comportamento, quasi si trattasse di un tab\u00f9 sociale.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Infine ci tengo a ricordare che i contenuti del sito di dating Lovely-Faces.com non erano indicizzati da Google. Perci\u00f2 chi trovava il proprio compagno, amico o anche se stesso, proveniva dal contesto del progetto artistico. Insomma non abbiamo voluto danneggiare nessuno, tanto meno rovinare matrimoni!<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag63\/articoli\/img\/hackart_tatianabazzichelli10.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" \/><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testo_iframebold\">Tatiana Bazzichelli<\/span><\/strong><span class=\"testo_iframebold\">:<\/span> Come TG Daily sottolinea nell&#8217;articolo su <span class=\"testo_iframe\">F2F<\/span> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.tgdaily.com\/software-brief\/53936-dating-site-steals-250000-facebook-profiles\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.tgdaily.com\/software-brief\/53936-dating-site-steals-250000-facebook-profiles<\/a>), l&#8217;operazione di <em>scraping<\/em> tua e di Ludovico \u00e8 paradossalmente simile alla genesi di Facebook, quando Mark Zukenberg ha creato<em> FaceMash<\/em>, &#8220;rubando&#8221; i nomi e le foto delle proprie colleghe di Harvard. <em>Face to Facebook<\/em> potrebbe essere quindi visto come un&#8217;operazione commerciale, differenziando di poco il vostro gesto da quello di una business company. Non a caso, si legge nel comunicato che avete ricevuto 13 proposte di business partnership dopo la vostra &#8220;performance&#8221;. Qual \u00e8 il confine fra arte e business in F2F?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Paolo Cirio:<\/span> S\u00ec, \u00e8 vero, la maggior parte del business delle grandi societ\u00e0 si basa sul furto di beni e tempo altrui. Sfruttamento delle risorse che qualcun altro possiede o produce per un prezzo minore o gratuitamente, come nel caso dei social media proprietari come Facebook.<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Nel progetto <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Face to Facebook<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, si \u00e8 trattato di una parodia del mondo del business, come anche nel progetto <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Drowning NYC<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">. Linguaggio, pratiche e interessi aziendali sono stati portati all&#8217;estremo, ridicolizzandoli. Bench\u00e9 queste operazioni possano essere viste come le classiche azioni di deturnamento del linguaggio, o variazioni simili, in entrambi i progetti ci sono state delle innovazioni strategiche ed estetiche importanti. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Nel caso di <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Face to Facebook<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, un software scritto su misura \u00e8 stato il medium che ha trasmutato l&#8217;informazione in una forma ricontestualizzabile, caratteristica comune a tutti i progetti della trilogia. Mentre in <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Drowning NYC<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, ci\u00f2 che poteva essere una classica operazione di prank, fake o hoax \u00e8 evoluta in una vera e propria narrativa, con personaggi riconoscibili, vite intrecciate e una precisa psicologia. Il mio background e la mia formazione provengono dal situazionismo e dalla prima net art, ma cerco sempre di introdurre delle nuove evoluzioni artistiche.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Poi c&#8217;\u00e8 sempre chi non coglie la poesia, la favola e l&#8217;umorismo, e chi prende troppo sul serio gli scherzi e la finzione. Ho ricevuto proposte di business partnership da aziende americane che investono nella riconversione delle infrastrutture civili a seguito dell&#8217;innalzamento del livello del mare causato dal riscaldamento del pianeta. Tuttora il sito della corporation Future Water Proof Corp. \u00e8 visitato da societ\u00e0 ed amministrazioni pubbliche di tutto il mondo, visto che si tratta di un problema reale che molte citt\u00e0 costiere stanno cercando di affrontare. La stessa cosa \u00e8 successa con le carte di credito, molti hanno incominciato a usare le carte per cercare di pagare piccole spese quotidiane, tutta gente proveniente dallo stesso livello sociale sulla cui ingenuit\u00e0 cercano di speculare le societ\u00e0 di carte di credito.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Insomma, obiettivo raggiunto, giacch\u00e9 il mio pubblico non \u00e8 tanto quello degli spazi espositivi, ma lo specifico target di persone che voglio influenzare.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39089\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-07.png\" alt=\"numero63_ Paolo Cirio 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testo_iframebold\">Tatiana Bazzichelli<\/span><\/strong><span class=\"testo_iframebold\">:<\/span> Uno dei tuoi ultimi progetti \u00e8 la <em>P2P Gift Credit Card<\/em>. Qui chiaramente arte e business si incontrano. Qual \u00e8 il modello finanziario da te proposto e in che modo pu\u00f2 costituire metaforicamente un&#8217;alternativa?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Paolo Cirio:<\/span> Non considero la <span class=\"testo_iframebold\">Gift Finance<\/span> una forma di business, il quale solitamente ha a che fare con interessi privati, bens\u00ec un&#8217;economia alternativa d&#8217;interesse pubblico. Il progetto nasce dall&#8217;idea di Reddito Garantito universale direttamente regolato dalle reti di relazioni che uniscono le persone a livello locale e globale. Reddito Garantito (&#8220;Basic Income&#8221; in inglese) significa che ogni essere umano ha diritto ad avere un minimo di denaro per vivere su questo pianeta.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Un sistema possibile a conti fatti, non solo perch\u00e8 il presente progresso tecnologico rende potenzialmente possibile nutrire tutti sul pianeta o perch\u00e8, se fosse ridistribuito il denaro depositato nei paradisi fiscali, si potrebbe dare dignit\u00e0 a popolazioni di mezzo pianeta; in verit\u00e0, il nodo principale \u00e8 l&#8217;immoralit\u00e0 della stessa creazione del denaro, regolata dalle banche e dello stato per mantenere il controllo sociale. Non si vuole mai credere che il denaro possa diventare un bene abbondate per tutti, ma ci\u00f2 in realt\u00e0 \u00e8 possibile e la storia, bench\u00e9 raramente, l&#8217;ha dimostrato.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Da quando la maggior parte dei soldi in circolazione ha assunto una forma digitale, e perci\u00f2 virtuale, sono state ridefinite le concezioni stesse del denaro e gli strumenti per utilizzarlo, o eventualmente crearlo. La recente crisi economica, a parte le sue interne contraddizioni, \u00e8, di fatto, stata innescata da software capaci di calcoli lievitativi interconnettendo investitori, fondi, prestiti e debiti in un vortice speculativo. Tali strumenti di gestione semplificata dei dati monetari, hanno aumentato gli operatori finanziari a livello esponenziale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Un contesto nel quale si creano soldi senza nessuna logica di valore e nel quale gli istituti finanziari hanno il permesso legale di poter generare denaro &#8220;virtuale&#8221; con particolare semplicit\u00e0, ossia concedendo con pochi click di mouse prestiti che superano di molto il denaro &#8220;reale&#8221; nei loro depositi. Questa forma di creazione di denaro, \u00e8 chiamata <span class=\"testo_iframebold\">Fractionary Reseve Banking<\/span>. Dopo aver speso pi\u00f9 di un anno nello studio della finanza critica, ho notato che la maggior parte delle analisi indicano nelle banche i maggiori produttori di denaro, che viene perci\u00f2 gestito per interessi privati.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39090\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-08.png\" alt=\"numero63_ Paolo Cirio 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Le <em>P2P Gift Credit Cards<\/em> sono state create per democratizzare il potere della creazione di denaro, attivit\u00e0 monopolizzata dai grandi colossi bancari e, ormai in minima parte, dallo stato. Il modello economico Gift Finance utilizza infrastrutture gi\u00e0 sviluppate, come appunto i capillari circuiti delle carte di credito, la tecnologia per trasferimenti di denaro tramite codici univoci, e strumenti finanziari come il Fractionay Reserve Bank, senza addizionale interesse sul credito emesso.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Insomma, ognuno deve avere il diritto di imprestare denaro che non ha, esattamente com&#8217;\u00e8 concesso alle banche, allo scopo di stimolare l&#8217;economia generale. Pu\u00f2 sembrare una visione artistica utopica, ma se guardata attentamente ha del realizzabile con risvolti positivi, come la <span class=\"testo_iframebold\">Gift Economy<\/span> ha spesso dimostrato. Con la <span class=\"testo_iframebold\">Gift Finance<\/span>, l&#8217;economia \u00e8 stimolata democraticamente dalle persone invece che dagli istituti finanziari privati, i quali, oltretutto, si sono dimostrati incompetenti e sono stati salvati con quei soldi pubblici che sembrerebbero invece scarseggiare.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Le<em> P2P Gift Credit Cards<\/em> sono introdotte al pubblico con un linguaggio familiare al target, grafica e marketing accattivante, per sedurre e poi introdurre temi di finanza critica. L&#8217;industria delle carte di credito in Inghilterra e in America \u00e8 del tutto deregolarizzata, le vittime pi\u00f9 comuni sono gli studenti e i lavoratori di reddito basso, classi sociali sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0. Il progetto, invece di sabotare letteralmente il presente sistema delle carte di credito, cerca di sovvertirlo utilizzando le infrastrutture in modo migliore.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">I soldi sono diventati pura informazione e perci\u00f2 materia astratta facilmente manipolabile e riproducibile, che fluttua in un network globale sempre connesso. La percezione del denaro \u00e8 anche cambiata: ci\u00f2 che pi\u00f9 attraeva l&#8217;occhio umano erano le banconote, ora per stimolare le parti del cervello legate all&#8217;avidit\u00e0 basta vedere cifre su un monitor.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Recentemente alcuni teorici di new media ipotizzano di poter rivitalizzare l&#8217;economia con una nuova moneta digitale creata dal basso. Tuttavia, nessuno si preoccupa di chi avr\u00e0 il potere del conio di queste nuove monete, chi sar\u00e0 perci\u00f2 responsabile della quantit\u00e0 di soldi nei nuovi mercati alternativi. Nel frattempo grandi network, come Facebook, stanno pianificando l&#8217;introduzione di una nuova moneta virtuale interna. Insomma il futuro dei soldi deve ancora iniziare e cambier\u00e0 molte cose. Nel frattempo, i circuiti delle carte di credito monopolizzano la tecnologia dei pagamenti elettronici a livello globale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-9.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39091\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-9.png\" alt=\"numero63_ Paolo Cirio 9\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-9.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-9-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testo_iframebold\">Tatiana Bazzichelli<\/span><\/strong><span class=\"testo_iframebold\">:<\/span> Il tema dello scambio, del dono e della partecipazione \u00e8 fondamentale oggi per riflettere criticamente sull&#8217;uso delle tecnologie di networking e per immaginare un&#8217;alternativa al neoliberismo. Allo stesso tempo, \u00e8 proprio sul concetto dello scambio e del dono gratuito che si basa l&#8217;economia dei social media ed \u00e8 dall&#8217;user generated content che deriva il loro profitto. Pensi che immaginare un <span class=\"testo_iframebold\">Gift Finance System<\/span> basato sui network Peer-To-Peer possa superare la dialettica partecipazione vs. sfruttamento?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Paolo Cirio:<\/span> S\u00ec, penso al Peer-to-Peer come un enorme potenziale progresso sociale. La decentralizzazione delle risorse \u00e8 un modello applicabile e rivoluzionario in vari settori, come quello energetico, urbanistico, alimentare, etc. Peer-to-Peer significa dal contadino al consumatore, dal pannello fotovoltaico sul tetto alla presa del frigorifero, ecc., e certo anche riguardo l&#8217;informazione, e gestione delle finanze.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Se potessi azzardare un paragone con le ideologie storiche, potrei affermare che il network distribuito da Persona a Persona, pu\u00f2 costituire una potenziale nuova forma di civilizzazione politica. Il comunismo quanto il capitalismo, non sono sistemi democratici, entrambi sono basati sulla concentrazione del potere decisionale nelle mani di poche persone, individuate nella gerarchia dello stato nel caso del comunismo o delle grandi aziende e banche nel caso del neoliberismo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Mentre una popolazione ben informata potrebbe gestire se stessa con una democrazia diretta e partecipativa attraverso l&#8217;uso di network liberi e indipendenti. Abbiamo assistito a una rivoluzione con l&#8217;introduzione della tecnologia digitale, lasciandoci alle spalle quella analogica. Ora stiamo assistendo a una nuova fase, e forse anche pi\u00f9 importante, ossia la diffusa e costante messa in rete di tutti i dispositivi e con essi dei dati e delle relative relazioni delle nostre esistenze.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Tuttavia, non bisogna pensare ai social media, tipo Facebook e Twitter, come network Peer-to-Peer, si tratta di tutt&#8217;altro: la concentrazione di tutti i dati e contenuti personali in poche mani, non costituisce di certo un esempio di network decentralizzato. Con l&#8217;incremento del numero di persone connesse sono stati creati conglomerati di poteri per monopolizzare risorse e domanda di mercato, esattamente come in molti altri settori merceologici del capitalismo globalizzato, dominato da grandi monopoli, e nel quale le alternative vengono abolite, pur se tecnicamente e socialmente migliori. In questo caso ho l&#8217;impressione che si voglia eliminare la tecnologia Peer-to-Peer, esattamente come successe quando i cartelli del petrolio abolirono le macchine con carburanti alternativi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-10.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39092\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-10.png\" alt=\"numero63_ Paolo Cirio 10\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-10.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-10-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testo_iframebold\">Tatiana Bazzichelli<\/span><\/strong><span class=\"testo_iframebold\">:<\/span> Sia il progetto <em>Face to Facebook<\/em> che le <em>P2P Gift Credit Cards<\/em> implicano una collezione di dati. Nel primo caso, si tratta di 250.000 profili catalogati in base all&#8217;espressione facciale, ma forse, la vera risorsa sono gli ulteriori dati catalogati da voi dopo le reazioni degli utenti (riportati nel vostro comunicato stampa del 10 febbraio); nel secondo caso, la diffusione delle Gift Cards permette di generare introiti grazie al coinvolgimento del proprio network, attraverso un sistema di mailing virale. In tutti e due i casi i progetti permettono di avere accesso a dati inediti e importanti, che derivano direttamente dal loro meccanismo di funzionamento. Hai qualche idea per un utilizzo consapevole e &#8220;tattico&#8221; di questi dati? Magari pensando a una fase due dei lavori\u0085<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Paolo Cirio:<\/span> Come ben dici non conta tanto la quantit\u00e0 di dati, quanto la relazione che lega le informazioni e ne costruisce il senso. Anche con il progetto di Facebook ho potuto appurare questa equazione: guardando un milione d&#8217;immagini di persone, sento una sensazione di vuoto terribile, come se tutte quelle singole vite, nella massa, si confondessero in qualcosa d&#8217;informe e senza valore.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">C&#8217;\u00e8 un eccesso d&#8217;informazione: non viviamo certo nella censura, ma ci\u00f2 che era oscurato tramite la mancanza, ora \u00e8 confuso con una strutturazione dell&#8217;informazione pilotata, relazionando l&#8217;informazione per variarne il significato o eventualmente annullarlo. Questo \u00e8 divenuto possibile anche nei network, quelli che in teoria avrebbero dovuto liberarci dal potere dei mass media. Ci sono tattiche e strategie per relazionare l&#8217;informazione per l&#8217;interesse di pochi o di tutti, e questa contesa credo proseguir\u00e0 ancora a lungo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">In ogni caso, non tutta l&#8217;informazione \u00e8 rilevante, se non la si usa in modo ottimale. Per esempio, con foto di un milione di persone sull&#8217;hard disk mi vengono in continuazione in mente nuove idee sui modi per riusarle, trattandosi di un materiale cos\u00ec interessante, ma penso anche di aver gi\u00e0 preso il massimo da loro. Identico per le carte di credito: ho qualche centinaio di persone con numeri di carte di credito emesse, ma lo scopo non era collezionare o creare nuovi dati, ho solo usato mezzi disponibili e attrattivi come veicolo per proporre un modello economico alternativo, e dunque fare arte con funzioni sociali.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-11.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39093\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-11.png\" alt=\"numero63_ Paolo Cirio 11\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-11.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Paolo-Cirio-11-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">In futuro mi concentrer\u00f2 sempre su nuovi modi e strumenti per modellare l&#8217;informazione ed esplorarne inerenti conseguenze sociali, politiche ed estetiche.<\/p>\n<hr \/>\n<p lang=\"it-IT\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.paolocirio.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.paolocirio.net<\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.amazon-noir.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.amazon-noir.com\/<\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.amazon-noir.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.amazon-noir.com\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura dell&#8217;ingegnere descritta da Walter Benjamin ricorda l&#8217;arte &#8216;tattica&#8217; di Paolo Cirio, che, svelandoci nodi irrisolti nel campo artistico, mediatico e, pi\u009d in generale politico e sociale, contribuisce a trasformare il significato della pratica artistica dall&#8217;interno. 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