{"id":10832,"date":"2011-04-01T12:00:00","date_gmt":"2011-04-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-063\/alfredo-costa-monteiro-ephemeral-matter-unstable-procedures\/"},"modified":"2020-11-02T16:58:45","modified_gmt":"2020-11-02T15:58:45","slug":"alfredo-costa-monteiro-ephemeral-matter-unstable-procedures","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-063\/alfredo-costa-monteiro-ephemeral-matter-unstable-procedures\/","title":{"rendered":"Alfredo Costa Monteiro. Materia Effimera E Processi Instabili"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Continuando la nostra esplorazione del panorama musicale indipendente di Barcellona, questa volta abbiamo deciso di intervistare <span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa Monteiro<\/span>, musicista portoghese che da quasi vent&#8217;anni risiede in questa citt\u00e0, arricchendola con le sue attivit\u00e0 artistiche.<\/p>\n<p>Definirlo un musicista \u00e8 riduttivo: Alfredo si dedica pubblicamente solo al suono da pochi anni, ma il suo background \u00e8 molto pi\u00f9 eclettico e affonda le sue radici nel tessuto delle arti visive. Si \u00e8 infatti formato in Belle Arti all&#8217;Universit\u00e0 di Parigi 8 e le sue produzioni artistiche spaziano dalla scultura, alle installazioni (in cui comunque \u00e8 sempre stato presente il suono), alla poesia visuale e alla sperimentazione musicale. Le sue opere in ogni campo si basano sulla manipolazione degli oggetti e della materia (suono e parola inclusi) attraverso processi instabili e low-fi costantemente immersi nella ricerca.<\/p>\n<p>Nel suo passato \u00e8 stato membro di collettivi indipendenti come il <span class=\"testo_iframebold\">22a<\/span> e l&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">IBA col.lectiu d\u2019improvisaci\u00f3<\/span> (di cui abbiamo parlato nella nostra intervista a <span class=\"testo_iframebold\">Ruth Barber\u00e1n<\/span> (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1939\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1939<\/a>). Attualmente, suona regolarmente in solo e con musicisti internazionali (come <span class=\"testo_iframebold\">Pascal Battus e Michel Doneda<\/span>), con videoartisti e coreografi. \u00c8 membro di varie formazioni musicali, come <span class=\"testo_iframebold\">Cremaster (con Ferran Fages), I treni inerti (con Ruth Barber\u00e1n), Octante (con Ferran Fages, Ruth Barber\u00e1n e Margarida Garcia), Atol\u00f3n (con Ferran Fages e Ruth Barber\u00e1n), Tellus (con Pilar Subir\u00e0) e Monolith (con Juan Matos Capote)<\/span>. I suoi strumenti sono la fisarmonica, la chitarra elettrica, i dispositivi elettroacustici e gli oggetti sonori.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39062\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-02.png\" alt=\"numero63_ Alfredo Costa 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Raccontami la tua formazione, dei tuoi studi in ambito musicale&#8230;<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa:<\/span> Quando avevo 10 anni mio padre mi ha regalato una fisarmonica e ho preso lezioni da un amico. Qualche anno dopo mi sono iscritto al conservatorio, dove ho studiato chitarra classica per due anni, ma poi ho interrotto gli studi. Era una disciplina molto dura: durante il primo anno non si toccava lo strumento, si studiava solo teoria e a 13 anni quello che vuoi \u00e8 cominciare a suonare. Ma mentre ero l\u00e0, il mio professore, nonostante fosse piuttosto rigido, mi ha fatto scoprire l&#8217;elettroacustica: accanto c&#8217;era una sala dove la si poteva ascoltare. Era piccola, ma era dotata di dieci altoparlanti e di poltrone molto comode. Andavo l\u00ec, spegnevo la luce e ascoltavo. Mi si \u00e8 aperto un mondo.<\/p>\n<p>Poi, da adolescente, ho cominciato a suonare la chitarra e a cantare in gruppi rock (o piuttosto punk). Dopo l&#8217;adolescenza ho cominciato degli studi tecnici, ma non mi piacevano affatto e quindi ho deciso di iscrivermi a Belle Arti. Per preparami a entrare ho studiato arti plastiche all&#8217;universit\u00e0<span class=\"testo_iframebold\"> Paris 8<\/span>, che era la continuazione di Vincennes, dove nel maggio del &#8217;68 erano nate le prime concentrazioni di studenti. Era una delle poche universit\u00e0 a essere realmente di sinistra e l&#8217;ambiente era completamente aperto. Per me \u00e8 stata una fortunata casualit\u00e0, perch\u00e9 non sapevo cosa avrei trovato: mi sono iscritto l\u00ec solo perch\u00e9 abitavo l\u00ec vicino, ma appena ci sono arrivato ho visto subito chiaro cosa volevo.<\/p>\n<p>Allora quell&#8217;universit\u00e0 era una boccata d&#8217;aria fresca nel panorama della scuola pubblica. Le sue dinamiche erano molto particolari: alcune persone praticamente vivevano l\u00e0, non si assegnavano voti, c&#8217;erano laboratori ovunque, le lezioni erano forum aperti, dibattiti. Inoltre eri obbligato a studiare delle materie presso altri dipartimenti (come sempre \u00e8 stato in Francia, ma qui la proporzione era pi\u00f9 alta), cosa che ti permetteva di scoprire altri tipi di attivit\u00e0 e argomenti che non conoscevi. Il bagaglio culturale che creava era incomparabile. E tra i professori c&#8217;erano persone importanti come i filosofi <span class=\"testo_iframebold\">Jean-Fran\u00e7ois Lyotard e Gilles Deleuze<\/span> (che purtroppo era andato via due anni prima che io entrassi). Uno spazio di creazione totale, ma anche molto caotico. Ti veniva voglia di imparare, ma forse mancava un po&#8217; di rigore.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39063\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-03.png\" alt=\"numero63_ Alfredo Costa 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Ma ciononostante ti ha aiutato molto, no?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa: <\/span>Assolutamente. Mi ha permesso di scoprire molte cose. Quando sono entrato l\u00e0 non sapevo bene cosa volevo studiare: mi interessava l&#8217;arte, ma non sapevo se dirigermi verso la storia o la critica. Un anno dopo avevo capito in modo chiaro che mi interessava la pratica e non la teoria. Quindi ho cominciato a preparare il concorso per entrare a Belle Arti, dove sono stato ammesso tre anni dopo. Anche qui sono rimasto tre anni. La durata normale era di cinque, ma si poteva chiedere una conclusione anticipata e io ho ritenuto che tre anni fossero stati sufficienti. Una commissione ha analizzato il mio lavoro e mi ha concesso il diploma. Quindi sono venuto a Barcellona.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Quando ti sei spostato a Barcellona, hai trovato subito un ambiente adatto a te&#8230;<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa:<\/span> S\u00ec, perch\u00e9 il mondo dell&#8217;arte a quei tempi a Barcellona era molto piccolo (anche adesso in realt\u00e0), quindi \u00e8 stato immediato. Erano gli anni in cui si cominciavano a organizzare i primi laboratori aperti, soprattutto nel Raval. Tutti gli artisti risiedevano in questo quartiere (qualcuno anche al Poblenou), specialmente nella Calle Riereta, dove ho trovato un laboratorio anch&#8217;io.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> E in cosa consisteva il tuo lavoro in quegli anni?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa:<\/span> All&#8217;inizio lavoravo molto con immagini e foto. Le mie opere erano molto delicate: lavoravo con oggetti piccoli, luci, immagini e naturalmente suono. Erano opere concettuali, ma anche molto materiche. Mi piaceva molto unire questi due aspetti, basarmi su un concetto ma non sottrarre importanza alla forma. La forma \u00e8 una costante nel mio lavoro, quanto il concetto. Gli oggetti delle mie installazioni facevano riferimento alla memoria.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39064\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-04.png\" alt=\"numero63_ Alfredo Costa 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Se non ricordo male, hai studiato con <span class=\"testo_iframebold\">Christian Boltanski<\/span>. \u00c8 stato lui a influenzarti?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa:<\/span> S\u00ec, ho studiato con lui, ma quando sono entrato a Belle Arti e l&#8217;ho conosciuto stavo gi\u00e0 lavorando su questo tema. Di fatto all&#8217;inizio non ho studiato direttamente con lui, ma con l&#8217;artista polacco Piotr Kowalski, che nelle sue opere usava materiali particolari, come dinamite e neon. Ho cominciato nel suo laboratorio, ma l&#8217;ambiente non mi piaceva, perch\u00e9 era troppo competitivo, e quindi mi sono presentato in quello di Boltanski. Quando mi sono informato su di lui, ho scoperto che i nostri lavori avevano molti punti in comune, per\u00f2 il suo riferimento alla memoria \u00e8 unilaterale (lui lavora sulla memoria dell&#8217;olocausto), mentre il mio era un percorso pi\u00f9 autobiografico, cosa che a lui \u00e8 piaciuta molto perch\u00e9 in una fase del suo percorso si era occupato anche lui del suo passato. Il mio tema era il nomadismo, riferito alla storia della mia famiglia, che dal Portogallo si era trasferita in Francia.<\/p>\n<p>Poi qui a Barcellona ho cominciato a lavorare sempre meno con l&#8217;immagine: gli oggetti diventavano sempre pi\u00f9 leggeri, quasi nulli. Ho sempre lavorato con materiali e oggetti poveri e le mie opere a poco a poco sono divenute sempre pi\u00f9 costituite da suono e sempre meno da oggetti. Gli oggetti che restavano avevano sempre meno significato autobiografico. Nel 2006 ho abbandonato le installazioni per dedicarmi solo alla musica, che era diventata dominante a discapito degli oggetti.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone<\/span>: E nel frattempo avevi continuato a lavorare su opere esclusivamente musicali?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa<\/span>: S\u00ec, la musica non l&#8217;avevo mai abbandonata. Dopo le esperienze con i gruppi dell&#8217;adolescenza avevo continuato registrando a casa mia (ho ancora un mucchio di nastri!). E oltre a lavorare sulle installazioni, mantenevo un&#8217;attivit\u00e0 musicale: per esempio negli anni &#8217;80 ho lavorato per varie compagnie di danza, che mi incaricavano brani. Dal 1995 fino a quando la formazione si \u00e8 sciolta, ho suonato in un gruppo di musica sperimentale, che a suo tempo era importante e si chiamava Superelvis. I CD erano pi\u00f9 convenzionali, diciamo con ritmo e melodia, mentre dal vivo si vedeva il cantante che diceva una salmodia di quattro frasi e tre musicisti che cercavano di intonare per impedirgli di cantare. Era un gruppo curioso. Quando si \u00e8 sciolto, nel 2000, mi sono introdotto poco a poco nella scena della sperimentazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39065\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-05.png\" alt=\"numero63_ Alfredo Costa 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Parliamo di uno degli strumenti per te pi\u00f9 importanti, la fisarmonica&#8230;<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa:<\/span> La fisarmonica \u00e8 sempre stato il mio strumento pi\u00f9 importante. Suonavo in contesti di musica folk e tradizionale. Poi per alcuni anni l&#8217;ho messa da parte perch\u00e9 avevo scoperto altri tipi di espressione (il punk, per esempio) e l&#8217;ho ripresa quando studiavo Belle Arti, ma ancora in un ambito classico, di folclore. Con alcuni amici suonavamo nei bar: non ci pagavano ma bevevamo gratis e suonavamo standard di musica tradizionale francese. Andavamo di bar in bar e ci riducevamo in uno stato pietoso [ride], ma ci divertivamo molto. Poi ho smesso di nuovo e ho recuperato lo strumento qui a Barcellona, con i <span class=\"testo_iframebold\">Superelvis<\/span>. Con loro facevo improvvisazione tonale: non suonavo la fisarmonica come faccio adesso, assolutamente, ma usavo tonalit\u00e0 che stonavano, se ne andavano e non tornavano, rimanevano sospese\u2026<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> E questo nuovo approccio allo strumento quando \u00e8 arrivato?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa:<\/span> Pi\u00f9 tardi. Ho cominciato ad assistere ai concerti del collettivo IBA, nel Jazz S\u00ed, ogni luned\u00ec. Ho conosciuto i musicisti, mi sono avvicinato a quel mondo, mi hanno invitato a suonare e da allora ho sviluppato un linguaggio pi\u00f9 personale con lo strumento.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Le lingue non sono qualcosa di totalmente estraneo alle tue attivit\u00e0 creative, dato che tu, in quanto poeta, lavori anche con il linguaggio&#8230;.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa:<\/span> S\u00ec, c&#8217;\u00e8 un legame. Insegno lingue e le sfrutto nella poesia, che a sua volta lavora con il suono e che a volte ha che vedere con le arti plastiche. Tutto \u00e8 collegato. Quanto alla poesia, ultimamente l&#8217;ho messa un po&#8217; da parte ed \u00e8 un peccato perch\u00e9 per alcuni anni sono stato molto attivo, ma di nuovo: \u00e8 complicato. \u00c8 un mondo pi\u00f9 piccolo ancora di quello della musica sperimentale: entrarci \u00e8 difficile e c&#8217;\u00e8 molta concorrenza. Inoltre il tipo di poesia che faccio io non \u00e8 facile da inserire: dipende da tipo di circostanza e il mio lavoro mi colloca in una specie di &#8220;no man&#8217;s land&#8221;. Anche questo stanca.Io continuo a scrivere, per conto mio. Ho la casa piena di lavori ma da tempo non li presento in pubblico.<\/p>\n<p>Per anni ho collaborato con un poeta francese che viveva qui a Barcellona,<span class=\"testo_iframebold\"> Leos Ato<\/span>r, ma in molti luoghi non si capiva quello che facevamo. Era una forma che dal vivo era abbastanza fisica e molto potente a livello di suono: poesia sonora. Era sperimentazione musicale, che per i luoghi dove si presenta la poesia \u00e8 troppo, ma se inserisci la parola nel contesto della musica sperimentale non funziona comunque. Ci sono dei festival che si occupano di questo per\u00f2 sono pochissimi. E io non ho l&#8217;energia per andare a caccia di opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Qui a Barcellona ho fatto una sola lettura di poesia sonora e non perch\u00e9 mi avevano messo nel programma: l&#8217;ho fatto io stesso, perch\u00e9 era un lavoro che esisteva e mi sembrava giusto che si conoscesse, ma \u00e8 stato in Francia. Qui niente. Forse anche perch\u00e9 lavoro molto con il francese.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39066\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-06.png\" alt=\"numero63_ Alfredo Costa 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> A cosa pensi quando suoni? Cosa immagini? Come ragioni? Come prendi le decisioni?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa:<\/span> Per me \u00e8 un mistero. Posso dirti che la mia predisposizione cambia in base al contesto. Non \u00e8 lo stesso quando suono solo o in una formazione, con gente che conosco poco o altri con cui lavoro da anni. Razionalizzare \u00e8 molto difficile perch\u00e9 in linea di principio si tratta di una musica piuttosto intuitiva, trattandosi di improvvisazione. Ma anche il termine &#8220;improvvisazione&#8221; inganna. Dopo tanti anni\u2026 Io non direi che sono un improvvisatore e mi sembra che questa parola alla fine sia come chiamare qualcuno con il nome di un processo, che mi sembra assurdo. Nella mia musica c&#8217;\u00e8 molta improvvisazione, questo \u00e8 sicuro.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Non sar\u00e0 concepita a priori per\u00f2 c&#8217;\u00e8 un codice, un linguaggio che \u00e8 tuo, o vari linguaggi, seconda del contesto&#8230;<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa:<\/span> S\u00ec, certo, per\u00f2 c&#8217;\u00e8 da chiedersi fino a che punto sto improvvisando, ormai. Non mi preoccupa, per\u00f2 credo che ormai non improvviso. L&#8217;atto di improvvisare dovrebbe essere vergine, non avere memoria e dopo tanti anni questa memoria c&#8217;\u00e8. Ce l&#8217;ha perfino il corpo: quando suoni il corpo in un certo senso ti precede.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Tu credi di ripeterti?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa:<\/span> Certamente, mi ripeto moltissimo. E questo \u00e8 il grande dilemma dell&#8217;improvvisazione: come si arriva a non ripetersi? Ma siamo umani, non \u00e8 possibile. Anche se il fatto di ripetermi non mi preoccupa tanto: mi preoccupa di pi\u00f9 il contesto nel quale mi ripeto. Se il contesto \u00e8 lo stesso questa ripetizione non ha senso, mentre se il contesto cambia va bene lo stesso perch\u00e9 \u00e8 come la &#8220;marca della casa&#8221;.<\/p>\n<p>Questa musica, per\u00f2, dovrebbe essere una ricerca costante di qualcosa di diverso. Questo \u00e8 il proposito, anche se non sempre lo si riesce a realizzare. Quando vado a un concerto come spettatore, non vado a cercare qualcosa di nuovo. Il nuovo \u00e8 molto difficile. Tutto \u00e8 la trasformazione di qualcos&#8217;altro e spesso ci manca la prospettiva storica per sapere se quello a cui stiamo assistendo \u00e8 nuovo o no.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39067\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-07.png\" alt=\"numero63_ Alfredo Costa 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Ci sono dei musicisti che ti piacciono che non ti deludono mai, che ti entusiasmano qualunque cosa facciano? In altri termini, se non cerchi la novit\u00e0, cosa cerchi? Cosa ti piace trovare?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa:<\/span> Non lo so, probabilmente cerco l&#8217;emozione. In questa musica in linea di massima non ci sono criteri, o almeno non dovrebbero esserci. Io quando assisto a qualsiasi concerto cerco di non farmi condizionare da pregiudizi. Per esempio ho ascoltato molte volte <span class=\"testo_iframebold\">Francisco Lopez<\/span> e personalmente non mi piace eccessivamente il suo modo di lavorare, non mi sorprende, non mi emoziona, per\u00f2 tra un&#8217;ora andremo al suo concerto e voglio andarci con una prospettiva nuova e differente, anche se lo conosco gi\u00e0.<\/p>\n<p>Certo che a un certo punto arriva il momento che, se hai ascoltato un musicista gi\u00e0 diverse volte e non ti \u00e8 mai piaciuto, magari arrivi alla conclusione che non ti piace molto. Ma secondo me in discipline di questo tipo, specialmente nel caso di questa musica strana, il valore di bello o brutto non dovrebbe esistere. Di fatto quando mi sorprendo a giudicare cerco di zittirmi, perch\u00e9 secondo me non ha senso in quest&#8217;ambito. Tutto \u00e8 molto soggettivo. Anche quando tecnicamente mi accorgo che il livello \u00e8 basso, magari \u00e8 proprio il proposito del musicista e quindi ha un senso. Io, pi\u00f9 che parlare di qualit\u00e0 o no, preferisco dire che una cosa mi arriva o meno. A volte mi scappa, ma mi mordo subito la lingua. Non \u00e8 bello o brutto, \u00e8 quello che \u00e8 e in questa musica l&#8217;importante \u00e8 proprio che sia quello che \u00e8.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Ma non credi che questa mancanza di criterio, questa apertura, in un certo senso porti alla proliferazione di produzioni che non si basano su una tradizione che comunque esiste, sulla rottura ragionata di regole che si desidera superare? Molti credono che si tratti semplicemente di far rumore, che sia qualcosa alla portata di tutti. Non credi che in questo modo si neghi la professionalit\u00e0 del musicista in questo ambito?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa:<\/span> Quello che dici \u00e8 vero, ma \u00e8 vero anche che spesso magari si tratta di musicisti alle prime armi e che si deve dare loro la possibilit\u00e0 di sviluppare un linguaggio proprio, come a suo tempo \u00e8 stata data a me, per esempio. Alla lunga \u00e8 il pubblico che giudica. Se vede che il lavoro di questa persona non cambia nel tempo (a meno che non sia una scelta stilistica, un concetto, cosa assolutamente possibile) non andr\u00e0 pi\u00f9 ad ascoltarlo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39068\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-08.png\" alt=\"numero63_ Alfredo Costa 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-Alfredo-Costa-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Barbara Sansone:<\/span> Credi che il pubblico sia dotato degli strumenti necessari per giudicare o che lo si dovrebbe educare offrendogli contenuti di qualit\u00e0? Lo vediamo nella musica commerciale: secondo quello che hai detto molti musicisti non dovrebbero pi\u00f9 esistere da molto tempo e invece la gente continua a comprare i loro dischi e a pagare prezzi altissimi per andare ai loro concerti. \u00c8 vero che si tratta di un altro tipo di pubblico: ad ascoltare questa musica viene gente pi\u00f9 specializzata e forse anche pi\u00f9 esigente\u2026.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Alfredo Costa<\/span>: Il pubblico \u00e8 un argomento interessante: io penso al pubblico come una somma di tanti individui, quindi alla fine come un&#8217;entit\u00e0 misteriosa. A parte gli amici, non conosci chi ti viene ad ascoltare. Quindi nel mio lavoro non cerco di piacere, perch\u00e9 non so a chi dovrei piacere. E comunque se ragionassi cos\u00ec non farei quello che faccio. Per\u00f2 certamente ho molto rispetto per il pubblico, per questa &#8220;incognita&#8221;, perch\u00e9 credo che se qualcuno viene ad ascoltarmi, stanco, dopo una giornata di lavoro, sta facendo uno sforzo e questo merita un grande rispetto.<\/p>\n<p>Averne rispetto non significa fare obbligatoriamente qualcosa che gli debba piacere, ma non dimentico che sono davanti a gente che \u00e8 venuta apposta per ascoltarmi: non \u00e8 come suonare a casa o alle prove. La mia predisposizione \u00e8 diversa, specifica per il concerto, questo rituale in cui l&#8217;artista in un certo senso si immola. Senza questo criterio etico, umano, non c&#8217;\u00e8 niente. Il pubblico \u00e8 ci\u00f2 che mi appoggia, senza di lui non esisterei come artista. Anche se non posso compiacerlo, n\u00e9 calibrare la musica basandomi su un insieme di gusti che non conosco.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.costamonteiro.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.costamonteiro.net\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuando la nostra esplorazione del panorama musicale indipendente di Barcellona, questa volta abbiamo deciso di intervistare Alfredo Costa Monteiro, musicista portoghese che da quasi vent&#8217;anni risiede in questa citt\u0088, arricchendola con le sue attivit\u0088 artistiche.<\/p>\n","protected":false},"author":159,"featured_media":39061,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,216],"tags":[39,53],"class_list":["post-10832","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-063","tag-electronic-music","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Alfredo Costa Monteiro. 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