{"id":10831,"date":"2011-04-01T12:00:00","date_gmt":"2011-04-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-063\/more-perfect-union-the-emotional-cartography-by-luke-dubois\/"},"modified":"2020-11-02T16:58:41","modified_gmt":"2020-11-02T15:58:41","slug":"more-perfect-union-the-emotional-cartography-by-luke-dubois","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-063\/more-perfect-union-the-emotional-cartography-by-luke-dubois\/","title":{"rendered":"More Perfect Union. La Cartografia Emozionale Di Luke Dubois"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\"><em>More Perfect Union<\/em>, l&#8217;ultimo lavoro di <span class=\"testo_iframebold\">Luke Dubois (Stati Uniti, 1975)<\/span>, artista, studioso, musicista, rappresentato dalla<span class=\"testo_iframebold\"> Bitforms Gallery di New York (diretta da Steve Sacks e Laura Blereau)<\/span>, una delle realt\u00e0 espositive di maggior respiro e maggior peso specifico nel panorama delle arti digitali, si pone come interessante tentativo di scandagliare la vita sentimentale degli americani attraverso le potenzialit\u00e0 della visualizzazione digitale.<\/p>\n<p>L&#8217;opera si pone come una mappatura dell&#8217;identit\u00e0 americana attraverso l&#8217;analisi dei 21 principali servizi di incontri online. Una sorta di mediatizzazione ed estetizzazione delle pi\u00f9 significative esperienze di indagine dei rapporti interpersonali \u0096 come del <span class=\"testo_iframebold\">Pier Paolo Pasolini<\/span> di <em>Comizi d&#8217;amore<\/em>, o ancor pi\u00f9 propriamente del <span class=\"testo_iframebold\">Alfred Kisey <\/span>che con i suoi rapporti sfidava le convenzioni occupandosi di argomenti che in precedenza erano considerati tab\u00f9.<\/p>\n<p>Il lavoro \u00e8 stato infatti organizzato seguendo la stessa euristica del censimento statunitense &#8211; &#8220;Ogni dieci anni negli Stati Uniti, facciamo un censimento, il cui scopo \u00e8 quello di determinare quante persone vivono in diverse aree del nostro paese, insieme ad un semplice conteggio, il censimento chiede altre questioni che ci danno un&#8217;idea nostro reddito, lavoro, case, et\u00e0 [&#8230;] Che cosa succederebbe invece se chiedessimo ci\u00f2 che le persone fanno di Sabato sera?<\/p>\n<p>Che cosa succederebbe se chiedessimo che tipo di persona vogliamo amare?&#8221; &#8211; scegliendo profili per gli incontri attraverso il collegio elettorale e sottoponendo immagine e testo ad un&#8217;analisi statistica, creando mappe che usano le parole impiegate dai 16,7 milioni di persone che descrivono se stesse e ci\u00f2 che desiderano.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39070\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-02.png\" alt=\"numero63_ More Perfect Union 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 sintetizzato in un vero e proprio atlante sentimentale degli Stati Uniti, in cui ogni area geografica si connota da lemmi che esprimono i sentimenti degli utenti invece che i nomi di citt\u00e0: 20.262 parole uniche, sulla base dell&#8217;analisi dei profili online. Ogni parola viene visualizzata nella posizione geografica in cui questa \u00e8 usata pi\u00f9 frequentemente che altrove nel paese.<\/p>\n<p>Questa interessante operazione di indagine info-estetica \u00e8 soltanto l&#8217;ultimo tassello in ordine di tempo di una esperienza artistica, tecnica e di ricerca tra le pi\u00f9 significative del panorama contemporaneo, quella appunto di <span class=\"testo_iframebold\">Luke Dubois<\/span>,artista che esplora con grande sapienza tecnica le strutture temporali, verbali, visive e retoriche dell&#8217;industria culturale contemporanea.<\/p>\n<p>Docente presso il <span class=\"testo_iframebold\">Media Center di Brooklyn<\/span> ed il <span class=\"testo_iframebold\">NYU&#8217;s Polytechnic Institute<\/span>, i suoi dischi sono disponibili su <span class=\"testo_iframebold\">Caipirinha \/ Sire, Liquid Sky, C74, e Cantaloupe Music<\/span>, senza dimenticare la sua partecipazione alla stesura e alla creazione di Jitter, software suite per la manipolazione e la conseguente visualizzazione in tempo reale di dati.<\/p>\n<p>L&#8217;opera d<span class=\"testo_iframebold\">i Luke Dubois <\/span>oscilla tra diversi ambiti in maniera tuttavia coerente, dosando tecniche e suggestioni della creativit\u00e0 computazionale in alcuni filoni ben riconoscibili: da quello pi\u00f9 legato alla visualizzazione, che in lui acquisisce un forte portato sociologico, nell&#8217;uso e nella resa dei dati decodificati, tesi a inquadrare fenomeni sociali grazie ad una confluenza nella retorica visiva tra arte e processi di <em>data mining<\/em> che non sarebbe fuori luogo definire propri della burocrazia (W. Sack, 2007)<\/p>\n<p>;al filone legato alla riflessione sulle iconografie contemporanee \u0096 cinema, universo pop, fashion \u0096 che approcciata attraverso un uso de-territoriaizzante delle tecnologie, in modo da utilizzare prodotti culturali gi\u00e0 decodificati come materiale di analisi sottoposto a processi di ri-semantizzazione attraverso il calcolo; in ultima istanza al lavoro sul tempo, sulla compressione e dilatazione della durata reale della performance attraverso una sperimentazione audio e video legata in maniera decisiva alle innovazioni tecnologiche apportate sul campo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39071\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-03.png\" alt=\"numero63_ More Perfect Union 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Di questa multiforme personalit\u00e0, cerchiamo di ricostruirne i percorsi artistici, emozionali, di pensiero, affrontando una discussione con lo stesso Dubois, che prende le mosse dall&#8217;ultima fatica espositiva per poi solcare le sue diverse dimensioni.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Pasquale Napolitano:<\/strong><\/span>Partiamo dall&#8217;ultima mostra alla Bitforms, mi pare molto interessante il passaggio cognitivo alla base della metodologia analitica che applichi al tema che decidi di trattare. E&#8217; come se, traslando l&#8217;analisi del discorso politico-economico da una metodologia quantitativa (standard) ad una quantitativa (estetica), fossi in grado di generare uno scarto di senso (tipico del linguaggio dell&#8217;arte in senso storico) in grado di reinterpretare un mondo come quello della politica attraverso la re-interpretazione retorica della mappatura \u0096 come pure succedeva nella tua <em>Hindsight is Always 20\/20<\/em>, che analizzava la concezione della presidenza americana \u0096 detto questo ti chiedo: \u00e8 consapevole l&#8217;intento politico alla base dei tuoi lavori?<\/p>\n<p><strong>Luke Dubois:<\/strong> C&#8217;\u00e8 sicuramente un forte intento politico dietro il mio lavoro. Negli ultimi due pezzi (<em>Hindsight is Always 20\/20<\/em> e <em>More Perfect Union<\/em>), ho cercato di creare un tipo di ritrattistica americana basata sul linguaggio e la retorica della nostra cultura. Credo che, l&#8217;ingresso nel 21\u00b0 secolo, abbia rappresentato un &#8220;bombardamento del linguaggi&#8221;o: dati, cifre, sound-byte, i profili di Facebook, &#8220;tweet&#8221;, il &#8220;news crawl&#8221; sotto i notiziari via cavo, ecc. Stiamo solo ora iniziando a sviluppare l&#8217;educazione ai media per far fronte a queste informazioni.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ho pensato che sarebbe stato interessante creare opere che fossero in grado di giustapporre una modalit\u00e0 &#8220;alta&#8221; della retorica (discorsi presidenziali) in confronto con una modalit\u00e0 &#8220;bassa&#8221; (<em>dating profiles<\/em>)&#8230; una sorta di dialettica sacro-versus-profano che ci d\u00e0 la comprensione dell&#8217;identit\u00e0 nazionale americana.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, entrambi questi lavori vogliono essere anche una critica dei loro antecedenti formali: <em>Hindsight<\/em> prende in giro i cosiddetti <em>tag clouds<\/em>, che pretendono di ridurre la grande quantit\u00e0 di informazioni testuali in alcune parole chiave, <em>Perfect Union<\/em> critica il censimento decennale statunitense, che \u00e8 profondamente imperfetto, il processo di politicizzazione che funziona come il documento di registrazione per gli americani che &#8220;sono&#8221;.<\/p>\n<p>Noi vediamo un sacco di visualizzazioni dei dati nella nostra vita quotidiana, sulla stampa come su tutti gli altri media, ma non ci rendiamo conto di quanto sia facile mentire con le statistiche, inoltre queste opere di visualizzazione sono carenti di quelle metafore visive che ci permettono libere associazioni, che invece \u00e8 quello che cerco di realizzare con i miei pezzi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39072\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-04.png\" alt=\"numero63_ More Perfect Union 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Pasquale Napolitano:<\/strong> Sempre pensando a <em>More Perfect Union<\/em>, ritieni possibile interpretare certi tuoi artefatti come dei possibili supporti alla ricerca sociale audio-visuale? Pi\u00f9 precisamente, non trovi che questo genere di lavori adoperi i linguaggi dell&#8217;arte (in questo caso dell&#8217;istallazione) per sintetizzare all&#8217;interno di un artefatto grafico dati relativi a fenomeni sociali? Infine, quando costruisci un&#8217;opera come<em> A More Perfect Union<\/em> cerchi consapevolmente di dare all&#8217;opera sia valore scientifico (nel senso delle scienze sociali) che valore estetico?<\/p>\n<p><strong> Luke Dubois:<\/strong> I miei pezzi sono implementati utilizzando le stesse metodologie statistiche utilizzate nelle scienze sociali, ma cerco di non incoraggiare le persone a interpretare l&#8217;opera d&#8217;arte come &#8220;ricerca&#8221;. Le opere sono destinate a provocare conversazione, non di proporsi come &#8220;fatto&#8221;. In questo senso, non \u00e8 diversa dalla semantica della ritrattistica borghese.<\/p>\n<p>La <em>Gioconda<\/em> \u00e8 il punto di vista di un artista su di un soggetto, Lisa Gherardini; non \u00e8 in realt\u00e0 lei in carne ed ossa. I miei pezzi sono destinati ad essere una interpretazione di un corpus selezionato di informazioni scritte o create o valutate da me, che ho poi incrociato per indicare qualcosa che penso sia interessante su di noi, ma ovviamente non riflette la complessit\u00e0 del tema generale. Bisogna chiaramente rendersi conto che questo \u00e8 un esercizio imperfetto e incompleto, proprio per questo \u00e8 pi\u00f9 semplice guardare questa tipologia di artefatti pi\u00f9 come opere d&#8217;arte che come visualizzazioni di dati; ho comunque difficolt\u00e0 ad ammettere la limitazione tra questi due ambiti.<\/p>\n<p><strong> Pasquale Napolitano: <\/strong>Oltre al lavoro di artista di concetto hai anche un grande trascorso di sperimentazione in senso tecnico, essendo co-autore di Jitter. Come funzione in te la coincidenza tra questi due aspetti (tipica se vuoi dell&#8217;artista rinascimentale)?<\/p>\n<p><strong>Luke Dubois:<\/strong> Credo fermamente che un artista abbia bisogno di avere fluidit\u00e0 nei propri strumenti. Se il vostro strumento \u00e8 un computer, \u00e8 necessario capire come funziona, per utilizzarlo al meglio per il proprio lavoro. Sono un auto-didatta, nel senso che non ho mai studiato informatica o arte&#8230; ho studiato musica, che ha elementi di entrambe. Credo nella affermazione di<span class=\"testo_iframebold\"> Anne Bogart<\/span> che dice che un artista deve cogliere qual&#8217;\u00e8 il suo specifico mezzo di produzione al fine di avere successo.<\/p>\n<p>Viviamo in un momento storico in cui ci\u00f2 \u00e8 possibile come mai prima (grazie a YouTube, ecc), siamo cio\u00e8 in grado di creare strumenti ed eseguire i nostri pezzi senza troppo affidamento sul tradizionale <em>gatekeeping<\/em> che ha curato la diffusione di capitale culturale nelle epoche precedenti. Quindi ritengo che la progettazione di software sia una naturale estensione di quello che faccio come artista, e viceversa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39073\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-05.png\" alt=\"numero63_ More Perfect Union 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Pasquale Napolitano: <\/strong>A proposito di un&#8217;altra tua sperimentazione tecnico-tecnologica di cui ti sei occupato: in cosa consiste esattamente la &#8220;fonografia al rallentatore&#8221;? Gia dal nome sembra un invito alla sinestesia, come hai applicato questa tecnica alla tua ricerca tecnica?<\/p>\n<p><strong>Luke Dubois:<\/strong> La <em>fonografia time-lapse<\/em> \u00e8 una tecnica che ho sviluppato per creare un suono equivalente alla fotografia a lunga esposizione. Si elimina il tempo da un supporto basato sul tempo (suono o musica), lasciando un impronta-gestalt del suono simile a un&#8217;immagine. Stavo cercando di arrivare al suono che suona nel tuo &#8220;orecchio della mente&#8221; dopo la fine del concerto. Su un piano pi\u00f9 banale, \u00e8 un modo interessante per ricavare lo spettro di frequenza media di un pezzo di musica a fini analitici.<\/p>\n<p>Io uso molto la media nel mio lavoro, e un sacco di musica che creo deriva da una indagine creativa del tempo come qualcosa che un musicista pu\u00f2 allungare e piegare e comprimere per fare nuove composizioni. C&#8217;\u00e8 certamente sinestesia, categoria che influenza sempre le mie tecniche e procedure, ma il processo parla anche della neutralit\u00e0 dei dati del computer&#8230; il mio computer non si lamenter\u00e0 se traduco un suono in immagine e viceversa, ma la maggior parte del software commerciale scoraggia questo tipo di digressione.<\/p>\n<p><strong>Pasquale Napolitano: <\/strong>Una categoria che mi pare essenziale all&#8217;interno del tuo percorso artistico mi pare quella dell&#8217;<em>archivio<\/em>, come strumento analitico ma anche come possibilit\u00e0 creatrice \u0096 come nella serie <em>(Pop)Icon<\/em>, in cui crei un ritratto cinetico di Britney Spears processando delle immagini gia esistenti e gi\u00e0 mediatizzate &#8211; o come in <em>Best picture<\/em>, processing formale ed estetico per i primi 75 anni degli Academy Awards. Come scegli le fonti di dati sulle quali lavorare? Come avviene poi la decisione sul tipo di processo che questi materiali subiscono?<\/p>\n<p><strong>Luke Dubois:<\/strong> Gli americani ne sono letteralmente ossessionati, anche se la maggior parte di noi \u00e8 particolarmente severo circa le origini di molti di questa ossessione. Cos\u00ec le &#8220;fonti di dati&#8221;o gli &#8220;archivi&#8221; in questi lavori sono cose che consideriamo il &#8220;massimo&#8221;. Attraverso accelerazioni, sfocature, o re-mixando materiale, si possono scoprire cose interessanti sulle fonti e di come le interpretiamo. L&#8217;Academy Awards \u00e8 una sfida tra pari, scelti da persone che sono essi stessi titolati a vincere il premio, \u00e8 un processo decisamente non democratico che milioni di americani guardano e godono, convinti in qualche modo di partecipare o convalidare queste scelte, come se fosse una sorta di &#8220;American Idol&#8221;.<\/p>\n<p>Tuttavia, una &#8220;storia&#8221; accelerata del film mostra molto della storia del cinema, come vengono utilizzate le inquadrature, che tipo di editing, come funziona la musica, come si muovono gli attori, come queste scelte si riflettono nel nostro <em>zeitgeist<\/em> culturale al momento.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda Britney Spears, io ho subito la sua fascinazione perch\u00e9 \u00e8 la prima pop-star ad essere scaturita dall&#8217;era di AutoTune e Photoshop: non l&#8217;abbiamo mai sentita o vista senza l&#8217;aura di <em>perfezione<\/em><em>digitale<\/em> che i suoi produttori le hanno sempre applicato. Quindi, per adottare la mia metafora del ritratto come ulteriore punto di rimozione, Britney non \u00e8 solo una personalit\u00e0 altamente soggettiva (che esiste solo attraverso le sue interpretazioni mediatiche), ma lei \u00e8 una persona &#8220;digitalmente perfezionata&#8221;, nella misura in cui \u00e8 mediatizzata.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39074\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-06.png\" alt=\"numero63_ More Perfect Union 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Pasquale Napolitano: <\/strong>La domanda che mi incuriosisce pi\u00f9 di ogni altra: come nasce il tuo percorso artistico a cavallo tra immagini e suono? E pi\u00f9 in generale quali sono gli artisti ed i movimenti che ti hanno maggiormente influenzato nel tuo percorso?<\/p>\n<p><strong>Luke Dubois:<\/strong> Sono nato come compositore, e ho suonato un sacco di musica impro, la musica elettronica d&#8217;avanguardia dal 1990. Dal 1996 al 2003 ho suonato in una band chiamata <span class=\"testo_iframebold\">The Quartet Freight Elevator<\/span> che integrava il video nella performance, utilizzando telecamere che il pubblico poteva gestire per proiettarsi sul palco con noi, creando un tipo di interattivit\u00e0 pubblico-performer che ha aiutato a superare l&#8217;effetto straniante di suonare con le tecnologie informatiche in maniera massiccia.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo ho iniziato a scrivere di musica da camera con metodologie algoritmiche che sono poi state &#8220;visualizzate&#8221; tramite proiezioni live, questo \u00e8 servito come amplificatore estetico per il lavoro che ha contribuito a incarnare la tecnica compositiva a cui stavo lavorando tutt&#8217;ora e renderla pi\u00f9 trasparente e accessibile al pubblico. Una volta ho iniziato a sviluppare un linguaggio performativo visivo, ho iniziato a esibirmi come autore di live-visual per altri compositori e musicisti, e mi sono interessato agli universi del video, dell&#8217;animazione, del film, della scrittura&#8230;<\/p>\n<p>Sono stato fortemente influenzato inizialmente dal lavoro del compositore greco Iannis Xenakis, formatosi come architetto che aveva, implicita nella sua musica, una profonda comprensione della politica e della sua esperienza durante la seconda guerra mondiale, che, formalizzata attraverso le composizioni nel corso della sua carriera, \u00e8 diventato secondo me il suono della guerra; egli inoltre ha scritto spesso che qualsiasi concetto artistico potrebbe essere realizzato con validit\u00e0 pari con qualsiasi mezzo, il che risuonava nella mia ricerca di metafore sonore e visive.<\/p>\n<p>Sono stato anche influenzato da <span class=\"testo_iframebold\">John Cage<\/span> e l&#8217;avant-garde di New York degli anni &#8217;70 nel loro approccio alla forma sonora e musicale e la loro disponibilit\u00e0 ad assumere rischi. Sul lato visivo, io sono un grande fan di <span class=\"testo_iframebold\">Stan Brakhage<\/span> ei suoi film, cos\u00ec come di artisti e musicisti come <span class=\"testo_iframebold\">Emergency Broadcast Network, John Oswald, e Negativland<\/span>. La maggior parte delle mie influenze provengono da artisti che ho conosciuto o di cui ho indagato il pensiero&#8230; Personalit\u00e0 come <span class=\"testo_iframebold\">Toni, Elliott Sharp, Matthew Ritchie, Michael Grey, Maya Lin<\/span>, tutti mi hanno dato molto da pensare in termini di come la loro immaginazione si interseca con la loro pratica.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39075\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-07.png\" alt=\"numero63_ More Perfect Union 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Pasquale Napolitano: <\/strong>Altra categoria essenziale nel tuo lavoro mi pare quella del &#8220;tempo&#8221; (penso a tutti i tuoi lavori <em>time-lapse<\/em> come <em>Fashionably Late For The Relationship<\/em><span style=\"font-size: 13px;\">), e questo rimanda ad una vasta area di sperimentazione (dall&#8217;Arte Povera all&#8217;Arte Programmata), qual&#8217;\u00e8 la tua peculiare modalit\u00e0 di utilizzo di questa categoria che si fa strumento di creazione?<\/span><\/p>\n<p><strong>Luke Dubois:<\/strong> Il tempo \u00e8 una cosa divertente: ci \u00e8 stato detto a scuola che \u00e8 la dimensione costante, fatta salva soltanto la relativit\u00e0&#8230; noi, come attori individuali nello spazio non abbiamo alcun controllo sul suo scorrere, e al tempo stesso, tutti noi sappiamo che \u00e8 incredibilmente soggettivo. Quindi la nostra esperienza del tempo \u00e8 un perfetto soggetto artistico per qualcuno che vive in una cultura in cui siamo sempre a corto di esso.<\/p>\n<p><em>Fashionably Late<\/em> affronta il tempo attraverso la lente delle relazioni di genere, spazi pubblici e privati, e ossessivo amore romantico. Perch\u00e9 stare al telefono in attesa di lei \/ lui a chiamare? Perch\u00e9 sembrano passare degli anni invece di giorni quando si \u00e8 lontani da qualcuno che ami? La compressione del tempo che uso \u00e8 basato sulla media, non time-lapse, in modo che il film \u00e8 composto da tutti i momenti delle 72 ore compresse in un film della durata di un&#8217;ora.<\/p>\n<p>Quel pezzo era una collaborazione, e la performance di Lian \u00e8 stata auto-diretta, non ho fatto altro come regista che documentare. Il film testimonia la sua performance, che \u00e8 piena di simbolismo sulla manutenzione di genere e di come le donne si riferiscono a se stesse in pubblico e nel privato, ed inverte il punto di vista di come un (maschio) amante potrebbe accelerare, confondere e selettivamente modificare tali atteggiamenti.<\/p>\n<p><strong>Pasquale Napolitano: <\/strong>Per chiudere, tornerei al tuo lavoro con Bitforms: come \u00e8 nato il rapporto con la galleria newyorchese? E ancora, per la produzione della mostra la galleria si pone come entit\u00e0 di produzione da un punto di esclusivamente economico, oppure \u00e8 entrata anche nelle scelte creative, indirizzandole o condizionandole?<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Luke Dubois<\/span>: Ho lavorato con <span class=\"testo_iframebold\">Steve Sacks e Laura Blereau<\/span> dalla fine del 2005 e abbiamo fatto un sacco di progetti con la galleria. Ho anche lavorato regolarmente con un team di produttori, <span class=\"testo_iframebold\">Dana Karwas e Gabriel Winer<\/span>, che mi aiutano nelle fasi di produzione della maggior parte dei miei pezzi. Bitforms ha prodotto <em>Perfect Union<\/em>, dando forma all&#8217;allestimento attraverso una serie di stampe digitali, che \u00e8 un investimento ragionevolmente modesto, e tutti abbiamo convenuto che fosse importante avere un set completo di mappe stampate e montate, disponibile per i visitatori.<\/p>\n<p>Abbiamo un rapporto molto creativo di lavoro; Bitforms crea un sacco di opportunit\u00e0 per me in termini di mostre e di commissioni per nuovi lavori, e mi assiste, se necessario, nella produzione dei lavori da realizzare. A differenza di molti artisti che lavorano bene con studi e si avvalgono di assistenti, preferisco collaborare a un livello pari con altre persone creative, per cui lavoro su progetti con persone che sono ugualmente investite nel progetto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39076\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-08.png\" alt=\"numero63_ More Perfect Union 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero63_-More-Perfect-Union-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Pasquale Napolitano:<\/strong>Dopo questo lavoro davvero importante, stai lavorando a qualche nuovo progetto? E&#8217; tipico di un artista rinascimentale non smettere mai di progettare..<\/p>\n<p><strong>Luke Dubois:<\/strong> Il prossimo paio di progetti su cui sto lavorando concernono la musica: uno \u00e8 uno spettacolo per Prospect.2, la biennale curata da Dan Cameron a New Orleans&#8230; Sar\u00e0 una grande performance per alta scuola bandistica che si trasformer\u00f2 in un video generativo come visualizzazione dell&#8217;opera musicale. Un altro progetto \u00e8 una serie di ritratti di musicisti audiovisivi d&#8217;avanguardia di New York con una fotocamera 300fps e speciali apparecchiature di registrazione audio, riprender\u00f2 performance strumentali di 6 minuti e le trasformer\u00f2 in ritratti in slow-motion video di un&#8217;ora ciascuno.<\/p>\n<p>Sto anche scrivendo un libro di testo per la casa editrice del MIT, lavorando molto con la Project Room Edition (uno spazio di performativo a Brooklyn) sullo sviluppo di alcune tecnologie per l&#8217;audio multi-canale e le prestazioni video, e suonando con alcuni eccellenti musicisti. Il 2011 dovrebbe essere un anno molto buono.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.bitforms.com\/index.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.bitforms.com\/index.php<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/music.columbia.edu\/~luke\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/music.columbia.edu\/~luke\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ultimo lavoro di Luke Dubois (Stati Uniti, 1975), artista, studioso, musicista, rappresentato dalla Bitforms Gallery di New York (diretta da Steve Sacks e Laura Blereau), una delle realt\u0088 espositive di maggior respiro e maggior peso specifico nel panorama delle arti digitali, si pone come interessante tentativo di scandagliare la vita sentimentale degli americani attraverso le potenzialit\u0088 della visualizzazione digitale.<\/p>\n","protected":false},"author":175,"featured_media":39069,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,216,308],"tags":[39,53,58],"class_list":["post-10831","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-063","category-sound","tag-electronic-music","tag-interviews","tag-net-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>More Perfect Union. 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