{"id":10826,"date":"2011-03-01T12:00:00","date_gmt":"2011-03-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-062\/videozoom-japan-re-framing-the-daily\/"},"modified":"2020-11-02T16:54:16","modified_gmt":"2020-11-02T15:54:16","slug":"videozoom-japan-re-framing-the-daily","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/videozoom-japan-re-framing-the-daily\/","title":{"rendered":"Videozoom Japan. Re-Inquadrare Il Quotidiano"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span class=\"testo_iframebold\">Dal 7 Dicembre al 10 Gennaio scorso, Kenicho Kondo<\/span>, curatore del <span class=\"testo_iframebold\">Mori Art Museum di Tokyo<\/span>, ha presentato una serie di giovani artisti giapponesi presso <span class=\"testo_iframebold\">Sala 1 \u2013 International Center for Contemporary Art<\/span> <span class=\"testo_iframebold\"> di Roma<\/span>, nell&#8217;ambito della rassegna <span class=\"testo_iframebold\">Videozoom Japan<\/span>. Un panorama selezionato e formalmente interessante della produzione artistica del Sol Levante degli ultimi dieci anni, incentrata sulle tematiche legate al \u201cre-inquadrare il quotidiano\u201d (come suggerisce il sottotitolo della rassegna).<\/p>\n<p>In una cultura, quella giapponese, dove il lavoro e il tempo libero sembrano essere pi\u00f9 razionalizzati di quanto lo siano in Italia, il quotidiano sembra essere ugualmente pi\u00f9 formale e controllato. Gesti funzionali e oggetti d\u2019uso immediato riempiono un vuoto a volte simbolico, a volte pi\u00f9 sottilmente concreto, che pervade i tempi solidi e organizzati della giornata urbana, presentata come un incastro compatto di cose, spazi e persone. Ma senza mai creare una precisa distinzione fra individui e cose inanimate.<\/p>\n<p>\u201cEverything is everything\u201d. Tutto \u00e8 tutto. E quindi nessuna differenza fra cose, persone, animali, oggetti d\u2019uso comune e tempo. Solo le cose riempiono (o svuotano?) il vuoto. Il video di <span class=\"testo_iframebold\">Koki Tanaka<\/span> <em>Everything is everything<\/em>, \u00e8 un lavoro sul \u201cvuotare il vuoto\u201d, operazione che si esprime (e si frammenta) nell\u2019eseguire freddamente e spassionatamente una serie di manipolazioni degli oggetti pi\u00f9 \u201ccomuni\u201d del vivere \u201cquotidiano\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38566\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-02.png\" alt=\"numero62_ Videozoom Japan 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Bicchieri di plastica, scarpe, bidoni dell\u2019immondizia, scope, sedie, ancora sedie, cibo, tappeti di plastica da bagno, piatti di plastica e non, carta igienica. Tutti gli oggetti triviali del vivere quotidiano. Una serie infinita di oggetti senza valore si scoprono cos\u00ec far parte della nostra vita. La loro presenza \u00e8 insieme necessaria e importante (come il cibo) e materia amorfa, cos\u00ec amorfa che l\u2019artista arriva a trattarla ripetutamente come fosse senza senso.<\/p>\n<p>Senza senso \u00e8 (pessimisticamente) il quotidiano. Oppure il \u201cvuoto\u201d \u00e8 il senso. Oppure ancora, il vuoto \u00e8 stato \u201ccreato\u201d dentro il quotidiano. Da chi? Beh, dall\u2019individuo contemporaneo? In che modo? Dai processi della societ\u00e0? Critica e accettazione, rivolta e registrazione camminano insieme, ed esplorare il vuoto pu\u00f2 essere un gesto di estremo coraggio. <em>L\u2019impero dei Segni<\/em>, titolava <span class=\"testo_iframebold\">Roland Barthes,<\/span> in un suo famoso saggio sul Giappone.<\/p>\n<p>I segni del \u201ccount down Tokyo\u201d sono oggi i vistosi numeri stampati sulle <em>tee-shirts<\/em> delle Universit\u00e0 americane, diffusissime nella folla giovanile di Tokyo. Con una paziente ricerca, <span class=\"testo_iframebold\">Youki Okumura<\/span> riprende quindi una sequenza di numeri che va da 10 a 0, ricercando l\u2019individualit\u00e0 (l&#8217;atto del vestire) che ci riporta cos\u00ec a zero.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio lo zero, lo zero del quotidiano, lo zero della citt\u00e0, delle piccole azioni anonime, a riempire l\u2019attenzione di <span class=\"testo_iframebold\">Atsushi Suzuki<\/span> in <em>So What?<\/em>, opera composta di centinaia di piccole \u201cincrespature\u201d del quotidiano che producono per\u00f2 una quantit\u00e0 di microeventi iper-banali. A volte sorprendenti, a volte straordinari (come quando nel paesaggio anonimo di una periferia urbana emerge d\u2019improvviso, insensata come un\u2019apparizione surrealista, una giraffa), spesso fuori luogo ma in grado di diventare il senso stesso di un &#8220;luogo\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38567\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-03.png\" alt=\"numero62_ Videozoom Japan 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ma non \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 fuori dall&#8217;ordinario a essere &#8220;straordinario&#8221;. Sono i frammenti di presenze, gesti, azioni, figure, sempre inquadrati secondo il minimalismo della tradizione giapponese, efficacissimo nel descrivere la tessitura di casualit\u00e0 che \u00e8 la citt\u00e0 oggi.<\/p>\n<p>Casuale, come i segni di<em> action painting<\/em> tracciati in <em>stop motion<\/em> su un vetro da <span class=\"testo_iframebold\">Takehito Koganezawa,<\/span> con un comunissimo e quotidiano sapone da barba. In<em> Paint it black<\/em> e <em>Erase<\/em>, ci troviamo di fronte a quadri seriali tracciati, datati e cancellati ogni giorno come gesti estetici, rinnovabili e dimenticabili.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"> Mariko Tomomasa<\/span> in <em>Have a meal with father<\/em>, rivisita invece il rapporto con il padre con l\u2019espediente della \u201cmemoria narrativa\u201d, ripetendo la stessa scena di una cena e di un dialogo e chiamando un uomo anziano ogni volta diverso per rappresentare il padre. Il video ha una straordinaria qualit\u00e0 filmica, senza tradire la sua essenza di video; gli uomini scelti per recitare la parte del padre hanno la stessa qualit\u00e0 di presenza (cosciente e stanca) dei personaggi del cinema di Wong Kar Wai, e la stessa strategia del confronto fra immaginario e reale per comprendere il reale.<\/p>\n<p>Un po&#8217; come accade nel film <em>In the Mood for love<\/em> (\u201ccult movie\u201d di<span class=\"testo_iframebold\"> Wong Kar Wai<\/span>) dove si deve rivivere, recitare il reale per comprendere il film. Perch\u00e9 raramente lo comprendiamo nel corso del suo \u201caccadere\u201d. Si pu\u00f2 parlare cos\u00ec di una performance \u201cfilmica\u201d, in cui l\u2019azione non cerca una verit\u00e0, ma le forme (comportamentali e verbali) che l\u2019hanno rappresentata.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Saki Satom<\/span> in<span class=\"testo_iframe\"><em> From B to H<\/em><\/span>, intepreta una danza (contemporanea e astratta) su motivi popolari, in un ascensore fra un piano e un altro di un austero grattacielo di uffici. Ogno volta la performance si interrompe quando si apre la porta dell&#8217;ascensore ed entrano le formali e grigie presenze del lavoro quotidiano: impiegati, dirigenti ecc\u2026In quel momento la danza si ferma e ridiventa comportamento lavorativo. Una bella riflessione sul contrasto fra il mondo del lavoro, i suoi tempi, le costrizioni, i controlli, la fantasia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38568\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-04.png\" alt=\"numero62_ Videozoom Japan 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Parallelamente, nell&#8217;opera<em> Mum<\/em> di <span class=\"testo_iframebold\">Meiro Koizumi<\/span>, un impiegato, nel suo ritorno a casa serale, inizia una conversazione telefonica con la madre. Improvvisamente l&#8217;impiegato diventa un altro, un soldato che parla alla madre in una delle tante guerre in atto nel mondo. E, mimando i suoni di una battaglia drammatica, altrettanto drammaticamente muore. Il fantastico prevale quindi sul quotidiano? E&#8217; quanto sembra suggerire questo video, che inserisce il dramma in un momento quotidiano che s&#8217;indovina essere dei pi\u00f9 grigi. Tutto questo suggerisce alcune idee interessanti. Per esempio, che la percezione del dramma degli altri possa essere una fuga dal quotidiano. E la partecipazione psicologica, una forma di compensazione&#8230;<\/p>\n<p>Abbiamo infine fatto alcune domande al curatore della mostra <span class=\"testo_iframebold\">Kenicho Kondo<\/span>, incentrando volutamente la conversazione sulla collocazione del video nel panorama artistico giapponese contemporaneo.<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Taiuti: <\/strong>Quanto \u00e8 importante oggi il video nel lavoro degli artisti giapponesi di oggi?<\/p>\n<p><strong>Kenicho Kondo:<\/strong> Beh, il video sta diventando sempre pi\u00f9 importante in Giappone. Quando vedrai il lavoro del videoartista <span class=\"testo_iframebold\">Tabaimo<\/span> al padiglione giapponese della<span class=\"testo_iframebold\"> Biennale di Venezia<\/span> di quest\u2019anno, comprenderai bene l\u2019importanza del video come media oggi nel nostro paese.<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Taiuti:<\/strong> L\u2019arte giapponese \u00e8 solitamente formalista. Come descriveresti il gruppo di video selezionati nella mostra, dal punto di vista formale?<\/p>\n<p><strong>Kenicho Kondo:<\/strong> Alcuni degli artisti presenti nella mostra <span class=\"testo_iframebold\">Videozoom Japan<\/span> sono molto attenti all\u2019estetica formale del loro lavoro, come ad esempio<span class=\"testo_iframebold\"> Koki Tanaka, Hiraki Sawa e Naoyuki Tsuji<\/span>. Per\u00f2, posso assicurare che altri artisti come <span class=\"testo_iframebold\">Meiro Koizumi e Atsushi Suzuki <\/span>non sono particolarmente attenti alla forma.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38569\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-05.png\" alt=\"numero62_ Videozoom Japan 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Lorenzo Taiuti:<\/span> <\/strong>I nuovi media digitali funzionano come stimolo per gli artisti giapponesi contemporanei e li spingono a produrre nuove tipologie di lavori?<\/p>\n<p><strong>Kenicho Kondo:<\/strong> Beh, s\u00ec e no, Qualche artista come <span class=\"testo_iframebold\">Exonimo<\/span> e altri che partecipano alle mostre allestite all&#8217;intendo dell\u2019<span class=\"testo_iframebold\">InterComunication Center<\/span> di Tokyo, usano le ultime tecnologie e creano effettivamente nuovi tipi di lavori piuttosto interessanti. Altri invece non li usano. Personalmente, non mi sembra che i media digitali abbiano una grossa influenza sull\u2019arte giapponese nel suo complesso&#8230;<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Taiuti: <\/strong>Il video ha un mercato oggi in Giappone?<\/p>\n<p><strong>Kenicho Kondo:<\/strong> Direi di s\u00ec. Un mercato piuttosto piccolo in rapporto al mercato della pittura (come ovunque nel mondo del resto), considerando che esso \u00e8 anche pi\u00f9 piccolo rispetto a quello dell\u2019Inghilterra o della Germania. Detto questo bisogna per\u00f2 aggiungere che questo mercato sta crescendo costantemente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38570\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-06.png\" alt=\"numero62_ Videozoom Japan 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quindi, il video attraversa l\u2019esperienza artistica giapponese come un mezzo vastamente diffuso ma non centrale al mercato dell\u2019arte, come d\u2019altra parte succede anche in Italia. Ma, la variet\u00e0 dei suoi usi possibili, lo rende uno strumento interessante per superare il gap narrativo fra i linguaggi oggettuali e quelli audiovisivi della comunicazione in cui siamo immersi quotidianamente. Mentre la rassegna continua con un progressivo slittamento nel fantastico, i lavori pi\u00f9 convincenti si collocano nell\u2019analisi \u201cfredda\u201d, anzi <em>frost<\/em>, del cosa sia il quotidiano non arricchito dalla fantasia. La catalogazione, l\u2019enumerazione, la simulazione con caratteristiche analitiche, sono cos\u00ec gli strumenti pi\u00f9 adatti per affrontare la realt\u00e0 \u201cBelow Zero\u201d che stiamo vivendo.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.salauno.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.salauno.com\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 7 Dicembre al 10 Gennaio scorso, Kenicho Kondo, curatore del Mori Art Museum di Tokyo, ha presentato una serie di giovani artisti giapponesi presso Sala 1 &#8211; International Center for Contemporary Art di Roma, nell&#8217;ambito della rassegna Videozoom Japan. 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It was an overview of selected and formally interesting artistic production coming from the Rising Sun realized over the past decade, which focused on issues related to the re-framing of daily life (as suggested by the subtitle of this review).[:it]Dal 7 Dicembre al 10 Gennaio scorso, Kenicho Kondo, curatore del Mori Art Museum di Tokyo, ha presentato una serie di giovani artisti giapponesi presso Sala 1 - International Center for Contemporary Art di Roma, nell'ambito della rassegna Videozoom Japan. Un panorama selezionato e formalmente interessante della produzione artistica del Sol Levante degli ultimi dieci anni, incentrata sulle tematiche legate al re-inquadrare il quotidiano (come suggerisce il sottotitolo della rassegna).[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-062\/videozoom-japan-re-framing-the-daily\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2011-03-01T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-11-02T15:54:16+00:00","og_image":[{"width":680,"height":496,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero62_-Videozoom-Japan-01.png","type":"image\/png"}],"author":"Lorenzo Taiuti","twitter_misc":{"Scritto da":"Lorenzo Taiuti","Tempo di lettura stimato":"14 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-062\/videozoom-japan-re-framing-the-daily\/","url":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-062\/videozoom-japan-re-framing-the-daily\/","name":"Videozoom Japan. 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