{"id":10820,"date":"2011-03-01T12:00:00","date_gmt":"2011-03-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-062\/between-bodies-the-bodily-sounds-by-nina-waisman\/"},"modified":"2020-11-02T16:53:30","modified_gmt":"2020-11-02T15:53:30","slug":"between-bodies-the-bodily-sounds-by-nina-waisman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/between-bodies-the-bodily-sounds-by-nina-waisman\/","title":{"rendered":"Between Bodies. I Suoni Corporei Di Nina Waisman"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">All&#8217;ultima <span class=\"testo_iframebold\">Biennale di Orange County <\/span>abbiamo assistito con piacere alla selezione che <span class=\"testo_iframebold\">Sarah Bancroft, curatore dell&#8217;OCMA (Orange County Museum of Art)<\/span>, ha fatto di alcuni artisti riconducibili alla scena artistica della Southern California, strettamente collegata agli studenti e al programma di Visual Arts della U.C.S.D (University of California San Diego).<\/p>\n<p>La presente intervista \u00e9 dedicata a <span class=\"testo_iframebold\">Nina Waisman<\/span>, parte di questo gruppo di San Diego, che ha per lungo tempo prodotto il proprio lavoro a cavallo tra vari media, ma che pi\u00f9 di recente ha lavorato essenzialmente con attrezzature interattive e sonore. Il suo ultimo progeto<em> Between Bodies<\/em>, in mostra presso il museo OCMA fino al 13 Marzo prossimo, era stato esposto in precedenza presso il <span class=\"testo_iframebold\">Centro Cultural Tijuana<\/span>, nella Baja California, allo show inaugurale del nuovo spazio espositivo <span class=\"testo_iframebold\">El Cubo<\/span> nel 2009, e fu inoltre presentato con successo all&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Electronic Language International Festival (FILE<\/span>), a San Paolo in Brasile, nello stesso anno.<\/p>\n<p>Nina Waisman lavora con forme di controllo e comunicazione guidate dalla tecnologia, esplorandone l&#8217;impatto sulla superficie, il tempo e la logica corporea. Le sue installazioni interattive pongono delle domande sul cosiddetto &#8220;pensiero incorporato&#8221;, focalizzandosi su possibili tematiche correlate come ad esempio il confine Stati Uniti \/ Messico, la sorveglianza, la nanotecnologia, ecc&#8230;<\/p>\n<p>Da danzatrice si \u00e8 trasformata in new media artist, interessata in particolar modo al ruolo critico che i modelli di pensiero basati sul movimento giocano nel dare forma ai nostri pensieri (i neurologi e gli scienziati cognitivi lo chiamano &#8220;pensiero fisico&#8221;, come impalacatura possibile di tutta la logica umana). Il lavoro della Waisman richiede esperienze: come pu\u00f2 la nostra gestualit\u00e0, inficiata dalle nuove tecnologie, controllare le nostre relazioni con tutti i corpi e i sistemi a cui ci connettiamo tramite le tecnologie stesse?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38709\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-02.png\" alt=\"numero62_ Between Bodies 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La produzione artistica della Waisman spazia quindi dalle installazioni scultoree-sonore interattive alla creazione di oggetti e alle performance. Produce lavori da sola e collaborazioni, come parte del <span class=\"testo_iframebold\">Particle Group<\/span> e del collettivo <span class=\"testo_iframebold\">CUBO,<\/span> tra gli altri. Le sue installazioni sono spesso posizionate in spazi pubblici e luoghi di passaggio, laddove le attivit\u00e0 quotidiane divengono medium chiave per la realizzazione dell&#8217;opera. Queste locations possono includere la l&#8217;atrio della <span class=\"testo_iframebold\">House of World Cultures<\/span> a Berlino, l&#8217;ingresso del <span class=\"testo_iframebold\">CECUT<\/span> a Tijuana, l&#8217;entrata del <span class=\"testo_iframebold\">Museum of Image and Sound<\/span> a S\u00e3o Paulo in Brasile, la<span class=\"testo_iframebold\"> Grand Hall of Science lobby<\/span> alla UCLA, e l&#8217;atro della <span class=\"testo_iframebold\">CALIT2<\/span> presso la UCSD.<\/p>\n<p>La Waisman ha realizzato anche lavori per locations artistiche pi\u00f9 tradizionali, come la <span class=\"testo_iframe\">California Biennial<\/span> presso l&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Orange County Museum of Art <\/span><span class=\"testo_iframe\">di cui abbiamo gi\u00e0 accennato<\/span>, il <span class=\"testo_iframebold\">San Diego Museum of Art<\/span>, la<span class=\"testo_iframebold\"> Stephan Stoyanov Gallery<\/span> a New York, la galleria <span class=\"testo_iframebold\">FIESP\/SESI<\/span> a S\u00e3o Paulo, il LACE, il <span class=\"testo_iframebold\">Telic<\/span> e la galleria g727 a Los Angeles. Altre mostre in arrivo includono inoltre la <span class=\"testo_iframebold\">Stephan Stoyanov Gallery<\/span> e alcuni progetti online per Triple Canopy e Version.<\/p>\n<p>Nina Waisman possiede infine un BA, <em>magna cum laude<\/em> alla Harvard University, un BFA in Arte all&#8217;Art Center College of Design e un MFA in Visual Arts presso la UCSD. La sua formazione come ballerina classica si \u00e8 inoltre arricchita di tutta la ricerca condotta negli anni sulle tecnologie incorporabili.<\/p>\n<p><em>Between Bodies, <\/em>il lavoro di cui parliamo nell&#8217;intervista che segue, \u00e8 un&#8217;installazione sonora che collega i gesti dei visitatori a un&#8217;ampio spettro di flussi energetici sonori e corporei in circolazione attraverso la citt\u00e0 di Tijuana in Messico, rendendo cos\u00ec viscerali le connessioni che i visitatori creano con le varie tipologie umane al lavoro in citt\u00e0.<\/p>\n<p>Un elaborato sistema di sensori, incoraggia i visitatori a muoversi verso i lati dello spazio espositivo, allontandanosi quindi dalla coreografia imposta dall&#8217;architettura del palazzo. Una persona pu\u00f2 quindi &#8220;suonare&#8221; le differenti sezioni dell&#8217;opera: se vari visitatori si relazionano all&#8217;opera contemporaneamente, tutti insieme potranno creare una ri-composizione della struttura ritmica e sonora della citt\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38710\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-03.png\" alt=\"numero62_ Between Bodies 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per un&#8217;idea pi\u00f9 precisa di come Between Bodies funziona, vi riportiamo ai seguenti video: l&#8217;nstallazione a Tijuana<br \/>\n(<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.ninawaisman.net\/cecut\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.ninawaisman.net\/cecut\/index.html<\/a>), quella a San Paolo (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.ninawaisman.net\/file\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.ninawaisman.net\/file\/index.html<\/a>) e quella all&#8217;Orange County (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.ninawaisman.net\/californiaBiennial\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.ninawaisman.net\/californiaBiennial\/index.html<\/a>) di cui parleremo nel corso dell&#8217;intervista.<\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Felipe Zuniga:<\/span><\/strong> Incominciamo parlando di come descriverebbe la sua pratica artistica, la sua ricerca&#8230;<\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Nina Waisman:<\/span><\/strong> Negli ultimi anni ho fatto per lo pi\u00f9 installazioni sonore interattive. Ma faccio anche video, lavori in 2D e 3D, e anche qualche performance. Attraverso queste discipline, la mia pratica segue il mio interesse nell&#8217;indagare come pensiamo con il corpo. Sono affascinata da come le idee e la logica vengano plasmate dalla struttura e dai limiti del corpo, e da come la logica culturale interagisca con quelli, addestrandoci a percepire in modi che sono in sincronia con i desideri della nostra cultura.<\/p>\n<p>Come danzatrice, sono stata stimolata dai <em>gesture-sensors<\/em> durante i miei studi pre- laurea all&#8217;Art Center. I dati registrati da questi sensori possono essere facilmente trasformati in informazione. L&#8217;informazione gestuale pu\u00f2 essere usata per variare suono, video, o qualunque altro flusso di dati. \u00c9 mio interesse sottolineare questo lavoro in una produzione di pensiero cross-modale, come lo spostamento della percezione attraverso le ramificazioni del sistema sensoriale (quello percettivo e quello uditivo, per esempio) potrebbe influenzare la logica costruita su questo <em>info-morphing <\/em>cerebrale.<\/p>\n<p>Sotto questa luce, il compiere un nuovo gesto potrebbe generare nuove forme di pensiero nella mente? Quali tipi di operazioni fisiche e sociali vengono trasformati in gesti tecnici mondani (e neppure tanto mondani)? Una parte del mio lavoro indaga su questi interrogativi, nel loro divenire costruzioni politicizzate, industrie nanotecnologiche, sorveglianza istituzionalizzata, etc. Un&#8217;altra parte si concentra pi\u00f9 sull&#8217;impatto fenomenologico dei media e della tecnologia sulla costruzione dell&#8217;essere, del luogo, del tempo e della logica.<\/p>\n<p>Quanto alla ricerca, filisofi quali <span class=\"testo_iframebold\">John Dewey, Bergson, Deleuze, George Lakoff e Mark Johnson<\/span> hanno svolto uno straordinario lavoro, dischiudendo le via per la quale corpi e culture fisiologici interagiscono gli uni con gli altri. Cos\u00ec come del resto hanno fatto teorici culturali quali <span class=\"testo_iframebold\">Brian Massumi, Chris Schilling e Marcel Mauss<\/span>, solo per citarne alcuni. Leggo quindi questi scrittori, come pure studi di scienzati neurologici e cognitivi sul pensiero corporeo; c&#8217;\u00e8 tanto lavoro in corso in quest&#8217;ambito!<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38711\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-04.png\" alt=\"numero62_ Between Bodies 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Felipe Zuniga:<\/span><\/strong> Come descriverebbe il suo ultimo lavoro <em>Between Bodies<\/em>?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Nina Waisman:<\/span><\/strong> L&#8217;installazione originale presso il <span class=\"testo_iframebold\">museo CECUT a Tijuana<\/span> venne situata all&#8217;ingresso, fatto a forma di imbuto, dell&#8217;edificio. Lasciata alle spalle una veduta favolosa della citt\u00e0, ricca di colori e di suoni, si scendeva nell&#8217;edificio attraverso una hall lunga e stretta, poco illuminata, costruita in cemento e marmo, con un soffitto che raggiunge un&#8217;altezza impossibile. Venti metri pi\u00f9 avanti si raggiungeva l&#8217;atrio principale, pieno di luce solare.<\/p>\n<p>\u00c9 un p\u00f2 come scendere in una tomba imponente, le cui camere pi\u00f9 basse possono essere raggiunte solo dopo che uno \u00e8 stato adeguatamente purificato (attraverso il tempo, l&#8217;oscurit\u00e0 e il silenzio) degli effetti della citt\u00e0.<\/p>\n<p><em>Between Bodies<\/em> ha cercato di fare emergere questa logica architteturalmente esclusivista, offrendo parte di ci\u00f2 che vi era nascosto: le viscere dell&#8217; infrastruttura che la collega alla citt\u00e0 (il filo oscillante), i piaceri caotici, acustici di Tijuana. Una derivazione potenziale, a portata di coloro che hanno deviato dalla conduttura rettilinea rappresentata dall&#8217;imbuto.<\/p>\n<p>Molti dei suoni emessi all&#8217;ingresso di <em>Between Bodies<\/em> sono apparentemente iconici: il martell\u00eco, il rastrellare, il limare. D&#8217;altra parte \u00e8 difficile focalizzare nella propria mente un generico suono astratto; la qualit\u00e0 di un suono particolare pu\u00f2 infatti evocare un&#8217;ampia variet\u00e0 di attivit\u00e0 diverse.<\/p>\n<p>Il mio interesse si concentra proprio su questa condizione ancora sfocata di riconoscimento, nella quale il corpo percepisce uno stimolo, attivando quindi delle risposte multiple (e rispecchiando forse stimoli neurali multipli), mentre la mente cerca di giungere a una comprensione<br \/>\n(localizzando il suono ed etichettandolo) ma senza riuscirvi completamente.<\/p>\n<p>A contraddistinguere questo tipo di percezione \u00e8 la qualit\u00e0 anomica, che sfugge a qualsiasi tentativo di categorizzazione: una connessione amorfa che prelude l&#8217;individuazione implicita nell&#8217;atto di denominare gli oggetti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38712\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-05.png\" alt=\"numero62_ Between Bodies 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Volevo che fossero questi suoni, apparentemente privi di spazialit\u00e0, ad aprire l&#8217;opera. Questo, allo scopo di creare un comune denominatore di esperienze corporee e sonore che sarebbe stato ascoltato non solo nella citt\u00e0 di Tijuana, ma in qualunque parte del mondo. Suoni di gesti corporali con cui potenzialmente si confrontano molti visitatori. L&#8217;idea era quella di dar vita a un dialogo corporale tra i visitatori e gli abitanti di Tijuana, un dialogo che prescindesse dall&#8217;effettiva conoscenza della citt\u00e0 e che potrebbe rivelare la citt\u00e0 stessa e le sue esperienze comuni ai visitatori che non si sono mai avventurati oltre la classica corsa in taxi fra il confine e il museo.<\/p>\n<p>Ma vi sono effetti impercettibili, delimitati spazialmente, che gli abitanti di Tijuana hanno modo di osservare nella prima sezione sonora. Ulteriori <em>field recordings<\/em> di suoni locali vengono lanciati da alcuni sensori come: uccelli locali, specifici guidatori di taxi, musica, etc. Tali suoni, etichettati geograficamente, aumentano di numero man mano che si procede nella struttura. Molti abitanti mi hanno riferito un riconoscimento immediato della loro citt\u00e0: per loro, l&#8217;opera diventava un&#8217;esperienza di movimento all&#8217;interno del museo, entrando in contatto con i corpi sonori incontrati nella loro citt\u00e0 e associando una storia personale con molti di quei corpi.<\/p>\n<p>Muoversi attraverso l&#8217;opera, consentiva loro di intervenire in prima persona sulla propria esperienza sonora della citt\u00e0. Essi potevano infatti decidere se e quando sentire un suono, scegliere la velocit\u00e0 o l&#8217;intensit\u00e0 tonale a cui sentirlo, e con quali altri suoni (a loro discrezione) combinarlo (tratti dalla selezione disponibile dei suoni urbani). Il ruolo (naturale) del corpo sensibile come fosse un Theremin, sintonizzandosi con la citt\u00e0, \u00e8 stato potenziato a livello tecnologico, aumentando cos\u00ec la capacit\u00e0 del visitatore di foggiare una ri-mappatura concretamente vissuta della citt\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38713\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-06.png\" alt=\"numero62_ Between Bodies 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Felipe Zuniga:<\/span> <\/strong>Definirebbe <em>Between Bodies<\/em> un&#8217;opera <em>site-specific<\/em>? Se s\u00ec, cosa accade ogni volta che si deve riconfigurare e rilocalizzare l&#8217;installazione?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Nina Waisman:<\/span><\/strong> Certamente la location, sia a livello architettonico che culturale, modifica ogni volta l&#8217;installazione e il processo di rilevazione. Potete vedere le immagini di ciascuno delle location dove \u00e8 stata installata l&#8217;opera sul mio sito (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.ninawaisman.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.ninawaisman.net<\/a>)<\/p>\n<p>Ho gi\u00e0 accennato che l&#8217;opera situata a Tijuana era destinata a contrastare la rimozione architettonica della citt\u00e0. Quella prima installazione a Tijuana ha avuto luogo all&#8217;inizio delle guerre di droga, durante l&#8217;epoca in cui i media locali e americani saturavano i loro spettatori\/lettori con sanguinolenti reportage di crimini connessi alla droga.<\/p>\n<p>Di conseguenza il turismo cal\u00f2 del 10% rispetto alla media e, allo stesso modo, alcuni residenti di Tijuana si barricavano in casa per la paura, uscivano di meno, scrutando con attenzione le strade e guardandosi l&#8217;un l&#8217;altro in modo circospetto. Alcuni hanno parlato di una perdita del senso di comunit\u00e0. Eppure la violenza e la paura erano ancora lontane da quanto i media propinavano alla gente, da ci\u00f2 che facevano credere ai telespettatori.<\/p>\n<p>Durante la registrazione dei suoni di Tijuana, rimasi colpita dall&#8217;infinito numero di persone che lavoravano (e giocavano) sulle strade ancora molto animate della citt\u00e0. Il pezzo ha assemblato suoni chiave, tratti dal 99% della vita quotidiana, di quella vita che i media non avevano mai fatto vedere (suoni derivanti dal lavoro, dai giochi, l&#8217;attivit\u00e0, il servizio comunitario).<\/p>\n<p>Il mio desiderio era quello di dare nuovamente risalto alle energie ibride che contraddistinguono la vita di tutti i giorni, a dispetto dell&#8217;insistenza maniacale dei media sul crimine (per consultare l&#8217;elenco dei suoni: <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.ninawaisman.net\/californiaBiennal\/betweenBodiesPartialSoundList.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.ninawaisman.net\/californiaBiennal\/betweenBodiesPartialSoundList.pdf<\/a> e i video dell&#8217;opera sulla pagina web: <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/vimeo.com\/17721107\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/vimeo.com\/17721107<\/a>).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38714\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-07.png\" alt=\"numero62_ Between Bodies 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>A San Paolo in Brasile, mi era stato offerto invece uno spazio piuttosto diverso: una galleria lunga e stretta, con le pareti di vetro che correva all&#8217;esterno di un edificio molto conosciuto in citt\u00e0. Il vetro enfatizzava gli aspetti performativi del pezzo: chiunque si muovesse al suo interno era chiaramente esposto alle 3.300 persone che potevano fermarsi sotto la galleria. Le persone che guardavano dal basso non potevano sentire i suoni, ma soltanto vedere alcune delle strane movenze derivanti dall&#8217;interazione del pubblico con i sensori.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Peter Dalsgaard e Lone Koefoed Hansen<\/span> hanno descritto accuratamente queste interazioni performative stratificate: &#8220;Stai mettendo in moto un sistema interattivo ed eseguendo delle azioni per altre persone, il tutto mentre stai anche dirigendo la performance. Cosa ancor pi\u00f9 importante, proprio perch\u00e9 sei <em>regista <\/em>e insieme <em>attore<\/em>, sei anche un implicito spettatore delle tue stesse azioni, dal momento che le tue azioni saranno quelle che gli altri sperimenteranno a loro volta. La sovrapposizione dei ruoli di regista-attore-spettatore risultava abbastanza evidente in questo tipo di location, cosa che, se si inizia a guardare bene, si riscontra nelle interazioni sociali di tutti i giorni.<\/p>\n<p>Il pezzo in Brasile \u00e8 stato ri-titolato <em>Between Bodies\/Tijuana<\/em>, cos\u00ec quelli che leggevano il simbolo sul muro capivano da dove provenisse il suono. Ma, dal momento che la stragrande maggioranza degli spettatori non era mai stata in questa citt\u00e0, il senso di spazialit\u00e0 non veniva coperto da ricordi di Tijuana. Piuttosto, sentivo le persone confrontare i suoni di San Paolo con quelli di Tijuana, individuandone delle similarit\u00e0; il che li portava a esplorare il pezzo perch\u00e9 intuitivamente avevano capito, in un certo senso, la vita di Tijuana.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38715\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-08.png\" alt=\"numero62_ Between Bodies 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Felipe Zuniga:<\/span><\/strong> Potrebbe raccontarci cosa \u00e8 accaduto quando l&#8217;opera \u00e8 stata presentata alla Biennale di Orange County?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Nina Waisman:<\/span> <\/strong>Orange County comprende alcune tra le comunit\u00e0 pi\u00f9 prosperose, conservatrici e anti-immigrati degli Stati Uniti. Tuttavia, oltre il 30% degli abitanti di Orange County \u00e9 di origine latina. Il ritratto che i mass media suggeriscono di Tijuana, delinea le relazioni fra questa e Orange County su uno sfondo di paura. Eppure, alcuni abitanti di Orange County sono cresciuti frequentando Tijuana come luogo di affari, turismo o avventure a base di alcool. Molti abitanti di Orange County e\/o i loro dipendenti, hanno la famiglia che vive a Tijuana.<\/p>\n<p>Molta elettronica a basso costo di cui si beneficia Orange County, \u00e8 fabbricata da persone che guadagnano 10 dollari al giorno nelle <em>maquiladoras<\/em> di Tijuana; le famiglie che vi lavorano non possono permettersi di mangiare decentemente, n\u00e9 tantomeno di affittare una casa con un tetto. Alcune societ\u00e0 statunitensi e internazionali che producono questi apparecchi elettronici a Tijuana, scaricano sotto-prodotti nell&#8217;ambiente, avvelenando l&#8217;acqua, il terreno e gli stessi abitanti. Le tecnologie che propiziano ordini per via telematica per le merci prodotte a Tijuana, nascondono ancor di pi\u00f9 i legami tra le persone di Orange County e gli abitanti di Tijuana, soddisfando i loro desideri.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ad Orange County, ho incluso un simbolo murale che indicizzava la fonte dei suoni, molti di quali collegati direttamente alla complessa natura dei rapporti USA- Messico. Ho anche aggiunto una parte di suono &#8220;di collegamento&#8221; verso la fine: suoni di flussi attraverso il confine, la superstrada 1-5, il vento, gli uccelli, i rumori dei passi, le sirene, gli elicotteri. Oggetti cio\u00e8 che collegano entrambi i lati.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-09.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38716\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-09.png\" alt=\"numero62_ Between Bodies 09\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-09.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-09-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Felipe Zuniga:<\/span><\/strong> Potrebbe descriverci la variazione formale apportata all&#8217;opera, presso l&#8217;Orange County Museum?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Nina Waisman:<\/span><\/strong> Bench\u00e9 vi fossero sempre stati gruppi di sensori che emettevano suoni interconnessi (io li chiamo &#8220;disegni&#8221;), il fatto che il pezzo fosse stato installato precedentemente in lunghi spazi simili a corridoi, rendeva tali &#8220;disegni&#8221; delle sorte di fermate lungo un percorso lineare. Per contro, all&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Orange County Museum of Art<\/span> mi era stato offerto un ampio spazio galleristico, una stanza classica (19m x 38m), in cui condensare il pezzo. In tale spazio ho pressoch\u00e9 trasformato questi &#8220;disegni sensoriali&#8221; in tipiche opere d&#8217;arte, facendoli assomigliare a sculture mobili o spazi mini-architettonici.<\/p>\n<p>Le tracce vennero collocate nello spazio in modo tale da creare un flusso sinuoso, distinto dal movimento in senso antiorario che viene tradizionalmente seguito lungo le pareti della galleria. In tal modo, i visitatori si muovono tra queste sezioni mini-architettoniche dell&#8217;opera: &#8220;lavoro&#8221;, &#8220;attenzione&#8221;, &#8220;bambini&#8221;, &#8220;confine permeabile&#8221;, a seconda della scelta. Sono forse pi\u00f9 liberi, potendo cos\u00ec dar vita alle loro storie, alle loro mappature sonore e giungendo alla conoscenza piena dei suoni e dell&#8217;opera.<\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Felipe Zuniga:<\/span><\/strong> Qual&#8217;\u00e9 il ruolo (o i ruoli) che ricopre il pubblico nell&#8217;opera, i diversi livelli di coinvolgimento e le implicazioni scaturite dall&#8217;interazione incrociata tra psicologia, fisicit\u00e0 e socialit\u00e0?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Nina Waisman:<\/span><\/strong> In generale, come scrive <span class=\"testo_iframebold\">Mark Hansen<\/span>, il pezzo gioca col potenziale tecnologico &#8220;per offrirci la possibilit\u00e0 di vivere l&#8217;interezza del nostro corpo&#8221;. L&#8217;esperienza che offre <em>Between Bodies<\/em> fa s\u00ec che i gesti corporali dei visitatori si intersechino con quelli degli abitanti di Tijuana, collegando il tempo gestuale, vissuto, di un corpo nel museo con quello dei corpi esterni a Tijuana.<\/p>\n<p>Considero l&#8217;opera anche come una sorta di esperimento, un&#8217;esplorazione dell&#8217;impatto neurologico della gestualit\u00e0 e del suono; effetti che, a questi livelli, se si verificano \u00e9 probabile che avvengano sotto il controllo di una sorta di radar conscio. Per esempio, i neurologi hanno scoperto che ascoltare i suoni di un altro corpo che compie un&#8217;azione, pu\u00f2 condurci a sperimentare il medesimo atto nel cervello e nei muscoli.<\/p>\n<p>Non mettiamo quindi in atto dei gesti, ma si innestano comunque alcuni gruppi nervosi atti a produrre l&#8217;azione, e i muscoli sono istruiti ad agire. I neurologi collegano questo sistema riflettente a un bisogno di sopravvivenza delle capacit\u00e0 empatiche; quando in sostanza, ti sento fare qualcosa, provo la tua stessa condizione e riesco a percepire visceralmente come potremmo interagire.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-10.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38717\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-10.png\" alt=\"numero62_ Between Bodies 10\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-10.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-10-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Rodolfo Llinas (titolare della cattedra di Neuroscienze presso la New York University)<\/span> spiega che le nostre abilit\u00e0 gestuali apprese \u0096 quali camminare, scrivere a macchina, etc \u0096 rivestono una parte importante nelle nostre aree cerebrali, persino quando non ci muoviamo. Non tutte intervengono simultaneamente, ma alcune di esse si attivano in un certo momento, in modo casuale. La ricerca di Llinas mostra come la sovrapposizione di questi nastri gestuali sia la fonte del pensiero creativo! Affiorano quindi nuove logiche dall&#8217;interferenza tra ricordi ripetuti delle nostre azioni motorie. Un nuovo gesto tecnico non \u00e9 quindi cosa da poco.<\/p>\n<p>Quindi, riassumendo, il sentire dei suoni di corpi registrati che compiono delle azioni fa s\u00ec gli ascoltatori giungano a riprodurre, come uno specchio, i gesti sentiti. Tali gesti riflessi, sovrapposti con un qualsiasi nastro gestuale, agiscono nel cervello di un ascoltatore, dando vita a nuove logiche inter-relazionate. Oltre a questo meccanismo gestuale a catena, i visitatori delle mie installazioni attivano nuovi gesti controllati tecnologicamente per manipolare suoni gestuali sentiti nello spazio. Questo medium, creatore di logiche e gestualmente miscelato, \u00e9 degno di grande considerazione, dato il nostro crescente utilizzo di dispositivi computerizzati fisici, sistemi di sorveglianza e suoni mediati.<\/p>\n<p>Il mio lavoro richiede quindi una certa esperienza: in che modo i gesti, modulati da una tecnologia, possono foggiare la logica dei nostri rapporti con i corpi e i sistemi a cui ci colleghiamo quando ci muoviamo con quella tecnologia?<\/p>\n<p>Alcuni mi hanno raccontato di aver abbandonato l&#8217;installazione con un nuovo modo di vedere e concepire i loro rapporti (o quelli tra Stati Uniti) con Tijuana, e questo \u00e9 meraviglioso. Come \u00e8 ovvio, ho anche visto capovolgersi le consuetudini gestuali nello spazio. Alcuni adulti si muovevano e scorazzavano proprio come dei bambini, mentre alcuni bambini euforici diventavano quieti e attenti. Naturalmente, vi sono anche state persone che circolavano semplicemente per la struttura in modo disinteressato: questo genere di opere non \u00e9 per tutti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-11.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38718\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-11.png\" alt=\"numero62_ Between Bodies 11\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-11.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Between-Bodies-11-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Felipe Zuniga:<\/span><\/strong> Su che cosa sta lavorando ora?<\/p>\n<p><strong><span class=\"testo_iframebold\">Nina Waisman:<\/span><\/strong> Ho appena concluso un nuovo lavoro interattivo (<em>Impediment<\/em>) con il<span class=\"testo_iframebold\"> collettivo CUBO,<\/span> che \u00e8 stato inaugurato (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.ninawaisman.net\/impediment\/impedimentPierreHiResEmbed.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.ninawaisman.net\/impediment\/impedimentPierreHiResEmbed.html<\/a>) al <span class=\"testo_iframebold\">Collective Show<\/span> di Los Angeles lo scorso 20 di Gennaio. Io, Jennifer Donovan, Gabriela Torres Olivares e Flora Wiegmann abbiamo collaboato cercando di esplorare i rapporti tra le logiche corporali e quelle politico-culturali generate dal confine USA \/ Messico. Ci chiediamo in che modo queste logiche si svolgano a livello corporale, per coloro che attraversano il confine e per quelli che non lo attraversano o che non possono.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.ninawaisman.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.ninawaisman.net\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;ultima Biennale di Orange County abbiamo assistito con piacere alla selezione che Sarah Bancroft, curatore dell&#8217;OCMA (Orange County Museum of Art), ha fatto di alcuni artisti riconducibili alla Southern California art scene, strettamente collegata con gli studenti e la facolt\u0088 del programma Visual Arts della U.C.S.D (University of California San Diego).<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":38708,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,215,308],"tags":[29,39,53],"class_list":["post-10820","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-062","category-sound","tag-audiovideo","tag-electronic-music","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Between Bodies. 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