{"id":10815,"date":"2011-03-01T12:00:00","date_gmt":"2011-03-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-062\/urban-transcripts-2010-over-the-skin-of-the-city\/"},"modified":"2020-11-02T16:52:03","modified_gmt":"2020-11-02T15:52:03","slug":"urban-transcripts-2010-over-the-skin-of-the-city","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/urban-transcripts-2010-over-the-skin-of-the-city\/","title":{"rendered":"Urban Transcripts 2010. Sulla Pelle Delle Citta'"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\">L\u2019inaugurazione della prima mostra internazionale e interdisciplinare <span class=\"testo_iframebold\">Urban Transcripts<\/span> si \u00e8 tenuta lo scorso 16 dicembre 2010 al<span class=\"testo_iframebold\"> Booze Cooperativa nel centro storico di Atene<\/span>. Ospitata in un edificio neoclassico di tre piani, \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti, vivaci e innovative piattaforme per lo scenario d\u2019arte contemporanea della capitale, che favorisce diversi tipi di scambio e dialogo tra varie forme d\u2019arte, ideologie e filosofie, creando un ambiente per la collaborazione e la creativit\u00e0 che comprende tutti i campi di espressione.<\/p>\n<p align=\"left\">Quest\u2019anno il tema di <span class=\"testo_iframe\">Urban Transcripts<\/span> \u00e8 stato <span class=\"testo_iframebold\">\u201cAtene, (ri)evoluzione urbana attraverso la spontaneit\u00e0 individuale in assenza di pianificazione\u201d<\/span> e ha incoraggiato un dialogo creativo e critico con la citt\u00e0 di Atene stessa.<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Urban Transcripts<\/span> \u00e8 un progetto sperimentale avviato nel 2010 da <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.kollectiva.net\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Kollektiva.net,<\/a> attraverso una serie di esposizioni annuali, dibattiti ed eventi incentrati sulle citt\u00e0 e sullo sviluppo urbano. Urban Transcripts mira a fondere un ventaglio di progetti multidisciplinari che spaziano dalla fotografia all\u2019architettura, dal lavoro di ricerca alla performance art, ricostruendo in modo singolare la storia di una citt\u00e0 diversa ogni anno. Mira, inoltre, a creare un dialogo aperto al pubblico invitando i cittadini a partecipare a un evento collettivo e interattivo. Il primo obiettivo di Urban Transcripts \u00e8 quello di conoscere le citt\u00e0 e il loro sviluppo (ri)scoprendone le caratteristiche d\u2019eccezione e le visioni alternative che rendono le citt\u00e0 diverse le une dalle altre.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38737\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-02.png\" alt=\"numero62_ Urban Transcripts 2010 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Urban Transcripts 2010<\/span> \u00e8 diretto da <span class=\"testo_iframebold\">Yiorgos Papamanousakis<\/span> (direttore di progetto, pianificazione e coordinamento) e <span class=\"testo_iframebold\">Anneta Vrontoulaki<\/span> (comunicazione, relazioni pubbliche e responsabile di sede). Hanno fatto parte invece del Project Review Committee: <span class=\"testo_iframebold\">Siddhartha Bose<\/span> (poeta e artista\/ membro accademico),<span class=\"testo_iframebold\"> Yiorgos Papamanousakis<\/span> (architetto \/ membro di kollektiva.net), <span class=\"testo_iframebold\">Athina Stylianidi <\/span>(architetto \/membro professionale) e Maria Tzika (autrice di film documentario\/ membro della comunit\u00e0).<\/p>\n<p align=\"left\">Da piccola citt\u00e0 di provincia che nel 1830 contava non pi\u00f9 di 10.000 abitanti, Atene si \u00e8 trasformata e ha reinventato se stessa in una delle citt\u00e0 europee a pi\u00f9 alta densit\u00e0 di popolazione con 5.000.000 di abitanti. Questo processo \u00e8 stato determinato soprattutto dal moltiplicarsi di interventi non pianificati, individuali o spontanei piuttosto che da politiche di pianificazione istituzionali; spesso, la pianificazione ha seguito la struttura preesistente piuttosto che considerare ci\u00f2 che sarebbe venuto dopo. Ad Atene, l\u2019ambiente urbano contemporaneo si \u00e8 sviluppato attraverso una disobbedienza nei confronti della gerarchia e della regolamentazione e l\u2019affermarsi dell\u2019ego sull\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Urban Transcripts 2010<\/span> ha incoraggiato i partecipanti a sviluppare liberamente questo tema: la frenetica (ri)evoluzione di Atene attraverso una moltitudine di interventi individuali e spontanei. Infatti, utilizzando la citt\u00e0 di Atene come campo di ricerca, creativit\u00e0 e ispirazione, i progetti partecipano in modo originale e critico al tema e alle problematiche evocate.<\/p>\n<p align=\"left\">I nove progetti selezionati ed esposti sono stati realizzati principalmente mediante disegni, racconti fotografici, film, installazioni interattive, design urbano, ricerca e design. Alcuni progetti hanno offerto \u201cletture\u201ddella citt\u00e0 registrando, investigando, rappresentando e analizzando il contesto ateniese, mentre altri si sono rifatti agli \u201cscritti\u201d sulla citt\u00e0 modellando, costruendo, riformando e intervenendo su di essa.<\/p>\n<p align=\"left\">Vi hanno partecipato:<span class=\"testo_iframebold\"> Dr. Eugenia Fratzeskou, Maria Michou e Ioannis Mitropoulos, Vaggelis Kalogerakis, ArchiIV+ (Eleni Boumpari, Theodore Dounas, Natalia Iliadi, Sofia Xanthopoulou, Apostolis Zacharakis e altri), Maria Sfaellou, Fabiano Micocci, Evdokia Koraki e Cathrine Blin, Angeliki Zervou, Alexia Karakassis e Marina Antsakli<\/span>.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38738\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-03.png\" alt=\"numero62_ Urban Transcripts 2010 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"left\">Drawing the Unplanned City<\/p>\n<p align=\"left\">Questa sezione ha offerto una breve descrizione del mio progetto intitolato <em>Drawing<\/em> <em>the Unplanned City<\/em> e presentato all\u2019interno di <span class=\"testo_iframebold\">Urban Transcripts 2010<\/span>. In assenza di una vera e propria evoluzione, la \u201ccrescita\u201d dell\u2019ambiente urbano ateniese contemporaneo pu\u00f2 essere percepita come un\u2019espansione ad hoc, priva di qualsiasi visione costante e coerente e di sistemi e protocolli di pianificazione. I cittadini e i visitatori si imbattono in un\u2019espansione di Atene incontrollabile e disordinata, che prende piede lungo gli assi spaziali verticali e orizzontali contemporaneamente.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019espansione di tale \u201cforesta \u201cdi cemento \u00e8, in un certo senso, guidata da una sorta di \u201chorror vacui\u201d- visto come un\u2019avversione agli spazi naturali e aperti- poich\u00e9 viene data pi\u00f9 importanza agli spazi privati interni che all\u2019ambiente pubblico esterno. Con la sua fitta tettonica e l\u2019eccesso di costruzioni sovrapposte, questa \u201cforesta\u201ddi cemento cancella i suoi strati storici, le sue \u201cradici\u201d. Emerge un reticolo urbano (la fondazione dell\u2019Atene contemporanea) \u201cspezzato\u201d e disordinato, poich\u00e9 si ha la visione panoramica di una citt\u00e0 non pianificata. Il tradizionale concetto di orizzonte e le caratteristiche di spazialit\u00e0 sembrano sfumarsi attraverso edifici che ricordano una massa\/labirinto interscalare in espansione che si staglia davanti ai nostri occhi.<\/p>\n<p align=\"left\">Il progetto <em>Drawing the Unplanned City<\/em> consiste in una serie di disegni fatti a mano. Alcuni disegni si basano su varie foto panoramiche di Atene, mentre altri mostrano edifici in primo piano. Il disegno \u00e8 utilizzato sia come un processo di lettura spontanea della citt\u00e0 che come un processo di astrazione visiva creativa. Sotto la forte luce del sole, il labirinto di edifici \u00e8 presentato disegnando ombre date da diversi elementi architettonici quali finestre, porte e balconi, in modo tale che emerga un\u2019interazione tra ci\u00f2 che appare vuoto e gli spazi solidi. I disegni non danno una visione idealizzata della citt\u00e0. Si evita anche un punto di vista generico e omogeneo che ignori il miscuglio di architetture eterogenee presenti nella citt\u00e0. I disegni evidenziano l\u2019espansione del disordinato reticolo urbano di Atene nel corso degli anni.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38739\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-04.png\" alt=\"numero62_ Urban Transcripts 2010 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Le sfumature a matita e i contorni tenui formano ambigue architetture \u201cliquide\u201d sulla superficie semitrasparente, liscia e delicata della carta da lucido. Un interessante contrasto emerge tra le qualit\u00e0 di queste \u201carchitetture\u201d e la materialit\u00e0, il peso, la solidit\u00e0, la resistenza, la ruvidit\u00e0 e l\u2019apparente stabilit\u00e0 delle forme di architettura pi\u00f9 recenti che dominano il panorama urbano. In questo modo, i disegni invitano a una riscoperta della citt\u00e0; della sua fragilit\u00e0 e futilit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\">Alcuni disegni mostrano una prospettiva della citt\u00e0 meno distanziata e astratta. La citt\u00e0 pu\u00f2 essere percepita come uno scenario incompiuto che cambia continuamente. Altri disegni mostrano spazi che normalmente non vengono notati o vengono ignorati perch\u00e9 mancano di valore estetico, sono angusti o vengono semplicemente dimenticati.<\/p>\n<p align=\"left\">Contrasti interessanti e combinazioni insolite portano a un\u2019esplorazione creativa di vari \u201csedimenti\u201d architettonici, rivelando indirettamente ci\u00f2 che diamo per scontato o che di solito non notiamo.<\/p>\n<p align=\"left\">Ho avuto il piacere di intervistare <span class=\"testo_iframebold\">Yiorgos Papamanousakis,<\/span> direttore di progetto e responsabile dell\u2019organizzazione e coordinamento di Urban Transcripts 2010. Yiorgos ha studiato architettura presso l\u2019universit\u00e0 di Liverpool, il KTH di Stoccolma e l\u2019ENSA di Parigi-La-Villette. Prima di ottenere la qualifica di architetto in Francia, ha lavorato in diversi studi di architettura a Parigi e a Londra. Poi si \u00e8 specializzato nel rapporto tra spazi urbani e architettonici e societ\u00e0 presso il Bartlett, University College di Londra, focalizzando i suoi studi sulla citt\u00e0 di Atene. Attualmente lavora in proprio e si occupa di design urbano e di architettura.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38740\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-05.png\" alt=\"numero62_ Urban Transcripts 2010 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong><span class=\"testo_iframebold\">Dr Eugenia Fratzeskou: <\/span><\/strong>Vorrei iniziare questa intervista chiedendoti di presentare kollektiva.net ai nostri lettori, parlando dell\u2019 ambiente, della visione, dei collaboratori e delle attivit\u00e0 che la contraddistinguono. Per quanto ne so, come rete di collaborazione internazionale \u00e8 stata una piattaforma indipendente importante per l\u2019ideazione e la realizzazione di progetti come Urban Transcripts 2010.<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Yiorgos Papamanousakis:<\/strong> Kollektiva.net<\/span> nasce dal desiderio condiviso di unire talenti e competenze diverse sotto un tetto comune, dove una rete di persone pu\u00f2 collaborare in modo flessibile alla realizzazione di progetti interdisciplinari. \u00c8 nata come associazione informale e non ben definita quando stavo per finire gli studi a Parigi, nel 2007. A quel tempo dividevo il mio tempo tra lo studio e i lavori di architettura, e l\u2019idea di kollectiva.net \u00e8 nata in parte come risposta alla pratica professionale costituita. Ho sviluppato questa idea insieme a Marcella Iannuzzi, che a quel tempo viveva una situazione studio-lavoro a Parigi simile alla mia, condividendo le stesse ansie sulla vita professionale e sulle modalit\u00e0, per niente democratiche, con cui spesso lavorano le aziende.<\/p>\n<p align=\"left\">Ci\u00f2 che volevamo ottenere era un nuovo modo di lavorare insieme, lavorare in modo flessibile, un modo in cui ciascun collaboratore contribuisce in base a quanto \u00e8 interessato al progetto. Un modo in cui lavorare in luoghi diversi o perfino paesi diversi \u00e8 un vantaggio, e dove diverse formazioni e esperienze si fondono per raggiungere obiettivi comuni senza pretendere che nessuno si adegui a delle direttive. I nostri amici spesso ci prendono in giro dicendoci che siamo un\u2019 \u201cimpresa socialista\u201d, suppongo che siamo lontani dall\u2019essere una societ\u00e0 o un\u2019 azienda vera e propria, ma sembra che in futuro potrebbero aver ragione!<\/p>\n<p align=\"left\">Lungo il percorso, a Parigi si \u00e8 unito a noi Carlos Alvarez, mentre ad Atene Anneta Vrontoulaki proprio nel momento critico in cui il progetto Urban Transcripts stava per essere abbandonato ancor prima di essere avviato! Tutto ci\u00f2 non sarebbe mai successo senza di lei! Ora tutti e quattro viviamo e lavoriamo in citt\u00e0 diverse, io a Londra, Marcella a Roma, Carlos a Parigi e Anneta ad Atene.<\/p>\n<p align=\"left\">Urban Transcripts 2010 \u00e8 il nostro primo grande progetto. Hanno collaborato alla sua realizzazione Siddhartha Bose, Athina Stylianidi e Maria Tzikam, mentre Artemis Livadarou ci ha aiutato nell\u2019organizzazione degli eventi alla galleria Booze Cooperativa di Atene.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38741\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-06.png\" alt=\"numero62_ Urban Transcripts 2010 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong class=\"testo_iframebold\">Dr Eugenia Fratzeskou: <\/strong>Quest\u2019anno il progetto <span class=\"testo_iframebold\">Urban Transcripts<\/span> si \u00e8 focalizzato sulla citt\u00e0 di Atene e, in particolare, sulla sua \u201c(ri)evoluzione attraverso la spontaneit\u00e0 individuale in assenza di pianificazione\u201d, come dice il titolo del progetto. Sarebbe interessante discutere di come avete scelto la citt\u00e0 e il tema dell\u2019anno e di come avete strutturato il progetto. Quali opportunit\u00e0 e quali sfide ha comportato l\u2019organizzazione e la realizzazione di un progetto cos\u00ec ambizioso?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong class=\"testo_iframebold\">Yiorgos Papamanousakis:<\/strong> Era da un anno che discutevamo di come avremmo realizzato questo progetto, all\u2019improvviso Atene \u00e8 diventata un leitmotiv delle notizie internazionali; c\u2019erano scontri, manifestazioni, ecc. \u00c8 diventata una citt\u00e0 molto mediatica, anche se solo apparentemente. Nello stesso periodo avevo appena completato la mia ricerca su Atene per il Master of Science ed ero affascinato dagli aspetti della citt\u00e0 sottorappresentati e sottovalutati che giacciono sotto la sua superficie. Dovevamo iniziare con una citt\u00e0\u2026In realt\u00e0 avrebbe potuto essere qualsiasi citt\u00e0, ma poich\u00e9 c\u2019era un interesse particolare per Atene, scegliere questa citt\u00e0 ci ha dato ancora pi\u00f9 energia per impegnarci in questo progetto.<\/p>\n<p align=\"left\">Il tema dello sviluppo senza pianificazione deriva da una reazione naturale avuta durante la visita alla citt\u00e0. Personalmente, penso che Atene sia piuttosto unica tra le citt\u00e0 occidentali, perch\u00e9 si \u00e8 evoluta relativamente senza pianificazione; c\u2019\u00e8 stata una costante indifferenza nei confronti della regolamentazione, specialmente durante il boom edilizio del periodo successivo agli anni Sessanta, ma questo aspetto potrebbe non essere necessariamente considerato come qualcosa di negativo.<\/p>\n<p align=\"left\">Per esempio, nonostante il suo sviluppo \u201cnon pianificato\u201d, Atene ha raggiunto un ampio ventaglio di possibilit\u00e0 nella microscala dell\u2019ambiente urbano, la presenza attivit\u00e0 e servizi nella maggior parte dei quartieri, l\u2019assenza di \u201csobborghi dormitorio\u201d, la coesistenza della vitalit\u00e0 della grande citt\u00e0 e della vita di quartiere, tutto rapportato in modo esemplare alle citt\u00e0 altamente \u201cpianificate\u201d su scala comparabile. Greci e Ateniesi spesso si lamentano della scarsa pianificazione (o non pianificazione) delle loro citt\u00e0, ma c\u2019\u00e8 ancora molto da imparare riguardo al fatto che un approccio bottom-up alla pianificazione potrebbe offrire pi\u00f9 vantaggi rispetto a un approccio top-down. Dal nostro punto di vista, \u00e8 questo modello unico che Urban Transcripts ha mirato a ri-valutare. Certamente questi progetti hanno comportato delle sfide.<\/p>\n<p align=\"left\">Realizzare questo progetto, infatti, \u00e8 stata una gran bella sfida. Farsi venire in mente questa idea \u00e8 stato facile, ma trasformarla in un progetto non lo \u00e8 stato affatto! Ci sono stati molti momenti difficili durante la realizzazione del progetto. Il problema fondamentale \u00e8 stato trovare persone che credessero che ne sarebbe valsa la pena e che avessero tempo ed energia da investire. Non \u00e8 stato semplice convincere gli altri a intraprendere un\u2019esperienza completamente nuova, senza precedenti. Talvolta ci sono state discussioni e problemi, ma finch\u00e9 abbiamo creduto che valesse la pena farlo, met\u00e0 del lavoro era fatto. Per l\u2019altra met\u00e0, ci siamo affidati al pensiero positivo e alla buona organizzazione! Credo che in questo io e Anneta ci completiamo a vicenda; mentre Anneta \u00e8 solare e spontanea per natura, io sono ossessionato dall\u2019ideare strutture e metodi per fare le cose. E un buon progetto ha bisogno sia di spontaneit\u00e0 che di pianificazione -un po\u2019 come per le citt\u00e0!<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38742\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-07.png\" alt=\"numero62_ Urban Transcripts 2010 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Dr Eugenia Fratzeskou:<\/strong> Secondo me, i progetti che sono stati scelti tra diverse discipline, si completano a vicenda nella mostra in modo interessante, aprendosi a nuovi modi di pensare Atene, l\u2019urbanistica e anche lo stile di vita. Ciascun progetto deriva da un\u2019indagine spontanea e creativa, da uno studio professionale e accademico di alta qualit\u00e0, e da un modo di pensare profondo, critico e creativo. Alcuni lavori offrono proposte semplici ma allo stesso tempo molto originali ed efficaci per trasformare la citt\u00e0 e\/o il nostro rapporto con essa.<\/p>\n<p align=\"left\">Altri presentano modi alternativi di studio e interpretazione della citt\u00e0, focalizzandosi su aspetti nascosti che sono stati respinti, dati per scontati o dimenticati. In questo modo emerge un intreccio senza precedenti tra passato, presente e futuro della citt\u00e0 e dei suoi cittadini. Inoltre dai lavori si evince una forte tensione tra il locale e il globale come aspetto implicito della trasformazione di Atene. Il successo di ciascun progetto deriva anche dal non rifarsi ad alcun tipo di retorica, stereotipi, idealizzazione\/evasione, clich\u00e9, pessimismo, vicoli ciechi. Ti andrebbe di parlare dei criteri e dei parametri utilizzati per la scelta di progetti adeguati all\u2019esposizione?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Yiorgos Papamanousakis: <\/strong>siamo molto contenti di essere riusciti a esplorare Atene attraverso un lavoro multidisciplinare come questo. \u00c8 stata fondamentale l\u2019apertura di<span class=\"testo_iframebold\"> Urban Transcripts<\/span> a chiunque fosse interessato a produrre lavori per questo evento, indipendentemente dalla propria formazione o dal livello professionale e accademico. Allo stesso modo, i supporti e le categorie nei quali i partecipanti sono stati invitati a presentare i loro lavori hanno oltrepassato i confini di una sola disciplina. A noi interessava raccogliere lavori che esplorassero la citt\u00e0 e le sue rappresentazioni, o lavori che costituissero di per s\u00e9 una proposta per la citt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\">Ci\u00f2 \u00e8 stato realizzato attraverso una vasta gamma di media inclusi testi, design, film e immagini. Abbiamo chiesto di sviluppare il tema liberamente e incoraggiato il lavoro critico e creativo che potrebbe anche metterlo in discussione. Dato che ci venivano inviati dei lavori di progetto, potevamo gi\u00e0 constatare che queste decisioni e questo tipo di struttura aperta avrebbe permesso una collezione incredibilmente varia in termini di media e approcci creativi, che sono ugualmente molto coerenti e focalizzati su un tema specifico.<\/p>\n<p align=\"left\">In una fase successiva, una giuria ha valutato tutti i progetti presentati in base a una serie di criteri, quali il legame di un progetto al tema, la sua capacit\u00e0 di comunicare con un pubblico pi\u00f9 vasto, la sua espressione creativa e critica. I membri della giuria si sono occupati personalmente di filmmaking, architettura, urbanistica, poesia e performance art. Di recente, abbiamo fornito un feedback dettagliato e osservazioni a ciascun partecipante, dando dei suggerimenti su come superare un punto debole. Siamo rimasti colpiti dal fatto che, nonostante il tempo a disposizione fosse limitato, i partecipanti selezionati abbiano davvero modificato qualcosa o migliorato notevolmente il loro lavoro seguendo i suggerimenti della giuria.<\/p>\n<p align=\"left\">Perci\u00f2 in realt\u00e0 sono state tre le fasi che hanno portato alla collezione finale: a) le linee guida per presentare un progetto che incoraggiasse l\u2019interdisciplinarit\u00e0, la creativit\u00e0 e gli approcci critici; b) il processo di selezione da parte della giuria, i cui membri sono stati coinvolti in una vasta gamma di interessi e attivit\u00e0 relazionate; c) il feedback con i suggerimenti su come migliorare e ritoccare i progetti selezionati.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38743\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-08.png\" alt=\"numero62_ Urban Transcripts 2010 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Dr Eugenia Fratzeskou: <\/strong>Ci descriveresti i progetti selezionati? Potresti spiegarci se e come i progetti hanno rivelato e\/o rappresentato le molteplici realt\u00e0 di questa citt\u00e0 in continuo mutamento?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Yiorgos Papamanousakis:<\/strong> I progetti selezionati spaziavano dalle proposte di design alle metodologie di analisi urbana e alle rappresentazioni critiche della citt\u00e0 attraverso il disegno, i film, la fotografia e anche la poesia e la ricerca accademica. In particolare, alcuni progetti hanno proposto strategie di design originali riferite a come Atene pu\u00f2 recuperare il suo spazio pubblico (<em>Athens Spaltung<\/em>, Fabiano Micocci), hanno sottolineato come elementi dell\u2019arredo urbano possono migliorare la vita cittadina (<em>Space-Stop<\/em>, Alexia Karakassis, Marina Antsaklis), ci hanno invitato a riscoprire e a interagire con una \u201ccitt\u00e0 dei sensi\u201d fatta da una moltitudine di osservazioni personali che sfidano \u201crealt\u00e0 universali\u201d (<em>Athens, the city of senses<\/em>, Maria Sfaellou), hanno indagato su come gli spazi fisici di Atene sono influenzati dallo spazio fittizio delle serie tv (<em>The perception of the city through TV-series<\/em>, Angeliki Zervou).<\/p>\n<p align=\"left\">La vera natura di Atene come citt\u00e0 non programmata e piuttosto \u201dincompiuta\u201d \u00e8 stata rappresentata straordinariamente attraverso il disegno, in un progetto che costituisce la tecnica di disegno innovativa per eccellenza (<em>Drawing the unplanned city<\/em>, Eugenia Fratzeskou).<\/p>\n<p align=\"left\">Il ricordo della citt\u00e0 del \u201ctempo passato\u201d e le sue storie dimenticate di esilio e di rifugiati sono stati evocati in modo creativo in un racconto fotografico di Maria Michou (<em>Mythistorema <\/em>: <em>Fantas(ma)tic sections<\/em>). I progetti cinematografici, quali <em>Urban Fragments, Athens from a distance<\/em> (archIV+), hanno accostato ingegnosamente \u201cframmenti\u201d delle nostre esperienze quotidiane in questa citt\u00e0 e hanno sfidato in modo discorsivo ma scherzoso le nostre convenzioni e il nostro modo di pensare Atene.<\/p>\n<p align=\"left\">Inoltre, i recenti avvenimenti della citt\u00e0 e le questioni attuali, quali l\u2019alienazione urbana, la violenza e la repressione delle libert\u00e0 civili, sono state espresse in modo critico nel film (<em>Anti-death recipes<\/em>, Vagelis Kalogerakis). Sono state create nuove trame e storie della citt\u00e0 intrecciando ci\u00f2 che spesso diamo per scontato e tendiamo a non vedere, o non abbiamo l\u2019energia di mettere insieme seguendo modalit\u00e0 diverse. Per esempio, nel loro film, Evdokia Koraki e Cathrine Blin, hanno creato una storia di Atene del tutto nuova attraverso murales spontanei sulle mura della citt\u00e0 (<em>Walls Speak<\/em>). Un film su come sono costruite le citt\u00e0 attraverso l\u2019unione di atti individuali e spontanei che insieme creano qualcosa di molto pi\u00f9 grande e molto pi\u00f9 complesso rispetto a ci\u00f2 che una persona potrebbe fare da sola.<\/p>\n<p align=\"left\">Stiamo pensando a una mostra online dei progetti selezionati, perch\u00e9 due settimane ad Atene sono state troppo poche!<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-09.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38744\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-09.png\" alt=\"numero62_ Urban Transcripts 2010 09\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-09.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-09-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Dr Eugenia Fratzeskou: <\/strong>Credo che uno degli obiettivi e una delle sfide pi\u00f9 affascinanti di Urban Transcripts 2010 sia stato stabilire un dialogo multidisciplinare, estendendolo ai cittadini di Atene, con riferimento alle condizioni della citt\u00e0 e alla sue potenzialit\u00e0. Siete riusciti a farlo? E in che modo? Inoltre, la vostra decisione di presentare questo progetto in una galleria cos\u00ec centrale come la Booze Cooperativa, ha favorito questo dialogo?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Yiorgos Papamanousakis: <\/strong>Pensiamo di s\u00ec! La mostra Urban Transcripts 2010 ha combinato film, disegno, design, opere interattive e installazioni, fotografia, ricerca e persino poesia; non potevamo sperare nell\u2019impiego di una variet\u00e0 di media pi\u00f9 vasta. Nonostante i progetti condividessero un oggetto di ricerca comune, sono stati realizzati con una gran variet\u00e0 di media, e anche il modo in cui i partecipanti hanno fatto proprio questo tema \u00e8 stato diverso.<\/p>\n<p align=\"left\">Perci\u00f2 sembrava che i progetti \u201cparlassero \u201d davvero gli uni con gli altri, per esempio il progetto di ricerca su come la citt\u00e0 \u00e8 vista attraverso le serie tv sembrava si accompagnasse perfettamente ai progetti cinematografici, la strategia urbana suggerita \u00e8 stata completata dalla proposta per un nuovo tipo di parametro di riferimento per gli ateniesi. Pi\u00f9 che essere un insieme di approcci diversi che condividono un tema comune, i progetti hanno contestualizzato, analizzato e messo in discussione integrandosi gli uni con gli altri.<\/p>\n<p align=\"left\">Tale comunicazione multimediale ha favorito e incoraggiato l\u2019interazione con il pubblico. Inizialmente eravamo molto nervosi per come avrebbero risposto i visitatori che non sapevano nulla di ci\u00f2 che noi avevamo conosciuto cos\u00ec bene negli ultimi sei mesi. Perci\u00f2 siamo rimasti molto soddisfatti e felici quando sia all\u2019inaugurazione che durante la presentazione dei progetti le persone ne hanno parlato cos\u00ec bene! E di certo, la sessione di presentazione del progetto al Booze ha offerto ai partecipanti e al pubblico l\u2019 occasione ideale per discutere e scambiare idee. Credo che Urban Transcript 2010 sia riuscito a riunire un gruppo di persone estroverse e talentuose e sono sicuro che in futuro ci saranno nuove collaborazioni!<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-10.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38745\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-10.png\" alt=\"numero62_ Urban Transcripts 2010 10\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-10.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-10-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Dr Eugenia Fratzeskou: <\/strong>Per concludere, come collocheresti questo progetto in relazione al pi\u00f9 vasto contesto internazionale dell\u2019arte contemporanea, dell\u2019 architettura e delle relative discipline? Soprattutto, come descriveresti e giudicheresti il contributo di Urban Transcripts 2010 in quei settori e nel pi\u00f9 amplio contesto culturale e socio-politico a livello locale e internazionale?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Yiorgos Papamanousakis:<\/strong> Ci\u00f2 che \u00e8 davvero l\u2019elemento distintivo di Urban Trascripts in quanto \u201cistituzione\u201d emergente \u00e8: a) combinare una gran variet\u00e0 di media, approcci e settori che spaziano dall\u2019arte all\u2019architettura, all\u2019urbanistica e alla ricerca; b) porre l\u2019attenzione su una citt\u00e0 specifica e sulle sue problematiche urbane; c) accogliere la presentazione di progetti da chiunque sia interessato a partecipare. Dunque, ogni anno l\u2019unica \u201ccostante\u201d \u00e8 la citt\u00e0, il problema urbano.<\/p>\n<p align=\"left\">Una volta che una problematica urbana specifica, un tema, \u00e8 stato individuato, pu\u00f2 essere esplorato da chiunque attraverso diversi metodi e media. In questo modo, Urban Transcripts mira a riunire progetti artistici e di media creativi, proposte di design architettonico e urbano cos\u00ec come una teoria e un lavoro di ricerca. \u00c8 un po\u2019 come provare a contestualizzare un problema attraverso l\u2019arte, analizzarlo attraverso una teoria e una ricerca e risolverlo attraverso proposte di design!<\/p>\n<p align=\"left\">Mi piace pensarlo come uno strumento per esplorare le citt\u00e0, un narratore della citt\u00e0\u2026<\/p>\n<p align=\"left\">Inoltre, <span class=\"testo_iframebold\">Urban Transcripts<\/span> mira a contribuire a un pi\u00f9 vasto programma di sviluppo e restauro urbano, probabilmente istituendo partnership e collaborazioni che possano contribuire al miglioramento della nostra citt\u00e0 e delle nostra vita al suo interno.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-11.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38746\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-11.png\" alt=\"numero62_ Urban Transcripts 2010 11\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-11.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-11-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Dr Eugenia Fratzeskou: <\/strong>Andando oltre\u2026 il prossimo progetto Urban Transcripts \u00e8 intitolato \u201cRome 2011\u201d. Sono sicuro che i nostri lettori sono impazienti di saperne di pi\u00f9 su questo progetto; gli obiettivi, le ragioni, ecc.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Yiorgos Papamanousakis:<\/strong> Non vediamo l\u2019ora di ampliare la nostra esperienza con il progetto Urban Transcripts 2011, che sar\u00e0 incentrato sulla citt\u00e0 di Roma. \u00c8 presto per parlarne in modo dettagliato, ma la struttura e gli elementi principali saranno gli stessi degli altri anni: esplorare una problematica urbana specifica, sollecitare i progetti attraverso un invito aperto e pubblico, incoraggiare un lavoro multidisciplinare su arte, media creativi, design urbano e architettonico, ricerca e teoria. In realt\u00e0 siamo soltanto all\u2019inizio della fase di pianificazione e ricerca. Urban Transcripts 2011 sar\u00e0 inaugurato ufficialmente in primavera, chi \u00e8 interessato pu\u00f2 iscriversi alla nostra mailing list attraverso il nostro sito urbantranscripts.org.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/kollektiva.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/kollektiva.net\/<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.urbantranscripts.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.urbantranscripts.org&gt;<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/news.urbantranscripts.org\/#home\">http:\/\/news.urbantranscripts.org\/#home<\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.boozecooperativa.com\/?lang=gr&amp;l=3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.boozecooperativa.com\/?lang=gr&amp;l=3<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;inaugurazione della prima mostra internazionale e interdisciplinare Urban Transcripts si \u008f tenuta lo scorso 16 dicembre 2010 al Booze Cooperativa nel centro storico di Atene. 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Housed in a three-floored neoclassical building, this is one of the most lively, ground-breaking and influential platforms for the contemporary art scene in the capital, which facilitates diverse kinds of exchange and dialogue between various art forms, ideologies and philosophies, forming a framework for collaboration and creativity that encompasses all fields of expression. [:it]L'inaugurazione della prima mostra internazionale e interdisciplinare Urban Transcripts si \u008f tenuta lo scorso 16 dicembre 2010 al Booze Cooperativa nel centro storico di Atene. Ospitata in un edificio neoclassico di tre piani, \u008f una delle pi\u009d importanti, vivaci e innovative piattaforme per lo scenario d'arte contemporanea della capitale, che favorisce diversi tipi di scambio e dialogo tra varie forme d&rsquo;arte, ideologie e filosofie, creando un ambiente per la collaborazione e la creativit&agrave; che comprende tutti i campi di espressione.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/urban-transcripts-2010-over-the-skin-of-the-city\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2011-03-01T12:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-11-02T15:52:03+00:00","og_image":[{"width":680,"height":496,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2005\/06\/numero62_-Urban-Transcripts-2010-01.png","type":"image\/png"}],"author":"Eugenia Fratzeskou","twitter_misc":{"Scritto da":"Eugenia Fratzeskou","Tempo di lettura stimato":"37 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/urban-transcripts-2010-over-the-skin-of-the-city\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/urban-transcripts-2010-over-the-skin-of-the-city\/","name":"Urban Transcripts 2010. 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