{"id":10814,"date":"2011-03-01T12:00:00","date_gmt":"2011-03-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/"},"modified":"2020-11-02T16:51:59","modified_gmt":"2020-11-02T15:51:59","slug":"seaquence-audiovisual-online-micro-cultures","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/","title":{"rendered":"Seaquence. Micro-colture Audiovisive In Rete"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span class=\"testo_iframebold\">Seaquence<\/span> \u00e8 un progetto on-line sviluppato da <span class=\"testo_iframebold\">Ryan Alexander, Gabriel Dunne<\/span> e <span class=\"testo_iframebold\">Daniel Massey<\/span> durante una residenza al <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.gaffta.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Gray Area Foundation For The Arts<\/a> <span class=\"testo_iframebold\">(GAFFTA)<\/span> di San Francisco, organizzazione no-profit atta alla costruzione di coscenza sociale attraverso la cultura digitale.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Seaquence<\/span> \u00e8 una piattaforma che, seguendo una metafora biologica, permette all&#8217;utente online di costruire dei <em>sequencer<\/em> visualizzati come micro-organismi fluttuanti in un sistema organico, la cui forma cambia a seconda delle trasformazioni dei parametri audio. Riuniti in colture di <span class=\"testo_iframebold\">Petri<\/span> virtuali, un numero potenzialmente infinito di sequencer si sincronizzano tra loro dando vita a composizioni ritmiche, semplici ma estremamente suggestive e divertenti. Un&#8217;opera di arte digitale online quindi, che mette a disposizione degli utenti la possibilit\u00e0 di sperimentare in modo libero e divertente la sintesi ed il<em> sequencing<\/em>, apprendendo le trasformazioni sul flusso audiovisivo prodotte da alcuni parametri di base (come le forme d&#8217;onda, le ottave e la durata).<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Data la velocit\u00e0 e vastit\u00e0 dell&#8217;espansione delle applicazioni creative delle nuove tecnologie, strumenti di questo tipo si possono rivelare molto importanti per la formazione di base e, allo stesso tempo, possono aiutare a far superare il timore che molti ancora nutrono al riguardo. In questo senso, <span class=\"testo_iframebold\">Seaquence<\/span> richiama progetti che hanno fatto la storia del media design e dell&#8217;arte elettronica. In particolare, le sue colture di <span class=\"testo_iframebold\">Petri<\/span> ci ricordano le galleries di macchine di <span class=\"testo_iframebold\">Soda Constructor<\/span>, il gioco in Java che qualche anno fa rivoluzion\u00f2 l&#8217;<em>interface design<\/em> e che \u00e8, ancora oggi, uno dei casi studio pi\u00f9 interessanti per quello che riguarda l&#8217;apprendimento attraverso giochi on-line.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38304\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-02.png\" alt=\"numero62_ Seaquence 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">L&#8217;altro riferimento immediato di <span class=\"testo_iframebold\">Seaquence<\/span> \u00e8 il <span class=\"testo_iframebold\">Tenori-on<\/span>, l&#8217;interfaccia hardware sviluppata dalla Yamaha assieme a<span class=\"testo_iframebold\"> Toshio Iwai<\/span>: utilizzando una griglia di LED (che ricorda molto da vicino quella utilizzata da Seaquence), Tenori-on permette di gestire un sequencer di campioni in modo facile, veloce ed estremamente intuitivo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Sequence<\/span> riunisce molte caratteristiche di questi (ed altri) illustri predecessori, ricombinandole in una chiave maggiormente audiovisiva e sinestetica attraverso lo stratagemma, semplice ed estremamente efficace, di una metafora micro-biologica che sembra quasi voler suggerire un mondo di piccole intelligenze artificiali.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Per chi si occupa di formazione nell&#8217;ambito del <em>basic media design<\/em>, <span class=\"testo_iframebold\">Seaquence<\/span> \u00e8 uno strumento didattico; la semplicit\u00e0 dell&#8217;interazione tra suono e video, cos\u00ec come il rapporto inestesico sviluppato dagli autori (onda sinusoidale = blu ; onda quadra = verde ; etc), sono molto utili per costruire riflessioni didattiche riguardo al design degli oggetti audiovisivi. In particolare, Seaquence sembra essere particolarmente utile nel discutere le metodologie possibili per sviluppare vocabolari di relazioni sinestesiche complesse a partire da elementi primari semplici.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Seaquence<\/span> \u00e8 poi un progetto interessante anche su un piano completamente diverso. La <span class=\"testo_iframebold\">Gray Area Foundation For the Arts (GAFFTA) <\/span>di San Francisco, che ha fornito le infrasturtture per la realizzazione dell&#8217;opera, \u00e8 un centro culturale che si sta profilando come un&#8217;istituzione all&#8217;avanguardia per quello che riguarda la promozione di progetti educativi e culturali di arte elettronica, in grado di relazionarsi con le comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">E&#8217; un interessante esempio di come l&#8217;innovazione tecnologica si pu\u00f2 relazionare con l&#8217;innovazione sociale, in un circolo virtuoso che coinvolge <em>stakeholders<\/em> pubblici, privati e del terzo settore. Ponendosi in un dialogo continuo ed articolato con una molteplicit\u00e0 di altri attori, il GAFFTA apre un canale di comunicazione tra cultura ed ambiente urbano. In questo senso, il centro culturale f\u00e0 un notevole passo avanti nei confronti delle politiche ancora diffuse presso altre istituzioni artistiche (rivolte o meno all&#8217;arte elettronica), che utilizzano la cultura come un marcatore simbolico \u00e9litario tra ci\u00f2 che \u00e8 colto e ci\u00f2 che non lo \u00e8.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38305\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-03.png\" alt=\"numero62_ Seaquence 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Seaquence<\/span> \u00e8 utilizato dal <span class=\"testo_iframebold\">GAFFTA<\/span> anche come un innovativo strumento di <em>fund-raising<\/em>: attraverso un processo di <em>donate-per-play<\/em>, chi lo desidera pu\u00f2 anche donare una somma di denaro al centro culturale per ogni micro-coltura di organismi audiovisivi creati. Al momento in cui scrivo, in questo modo, sono stati gi\u00e0 raccolti oltre 15mila dollari.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Ne abbiamo voluto sapere di pi\u00f9 parlando con <span class=\"testo_iframebold\">Josette Melchor<\/span>, executive director e co-fondatore del <span class=\"testo_iframebold\">Gray Area Foundation For The Arts (GAFFTA)<\/span>, curatrice per alcuni importanti designer e centri di ricerca come C.E.B Reas, MiT Senseable City Lab, Robert Hodgin, Institute of Computer Sound and Technology e community organizer nell&#8217;ambito del progetto <span class=\"testo_iframebold\">GAFFTA\u2019s Digital Arts Center and City Centered<\/span>, programma che lavora sul possibile rapporto tra artisti e designer coinvolti nel data visualization e le citt\u00e0.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Bertram Niessen:<\/strong> Seaquence pu\u00f2 essere visto non solo come un\u2019opera d\u2019arte o un gioco, ma anche come un potente strumento educativo per insegnare le basi della musica elettronica. Pu\u00f2, secondo te, avere delle conseguenze sul modo in cui concepiamo le tecnologie educative e sulle relazioni tra artisti, programmatori e centri culturali? Da questo punto di vista, che tipo di progressi immagini per Seaquence nel prossimo futuro? Ci sono altri progetti a cui state lavorando nella stessa direzione?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Josette Melchor:<\/strong> Ritengo che <span class=\"testo_iframebold\">Seaquence<\/span> sia una rappresentazione, ad opera della Gray Area, dell\u2019arte digitale di oggi. Quando abbiamo iniziato questo progetto, siamo partiti considando il pi\u00f9 piccolo elemento dello schermo, il pixel stesso. Immagina un singolo pixel su una pagina statica che rappresenta una singola persona della community dell&#8217; arte digitale online. Ora immagina che il pixel statico possa essere modificato da un\u2019altra persona online. Il progetto si colloca in quell&#8217;area grigia che sta tra il video-gioco, il disegno, il suono e l&#8217;ambito visuale.<\/p>\n<p align=\"left\">Con un po\u2019 di promozione abbiamo visto come il progetto, dallo scorso autunno, sia stato condiviso online da migliaia di persone. \u00c8 stato interessante osservare le reazioni della gente al progetto. Un blogger ha raccontato che stava insegnando al figlio la musica elettronica usando Seaquence. L\u2019aspetto educativo del progetto non era stato pianificato, ma siamo contenti di vedere che si sia rivelato pi\u00f9 utile di quanto avessimo immaginato. Volevamo semplicemente che la gente si divertisse, condividesse, creasse arte\/musica digitale. Speriamo quindi di continuare a realizzare servizi basati sul feedback delle community e sulla partecipazione.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38306\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-04.png\" alt=\"numero62_ Seaquence 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Bertram Niessen:<\/strong> Negli ultimi anni alcuni progetti artistici <em>crowd-sourced<\/em> (come <em>The Sheep Market<\/em> di <span class=\"testo_iframebold\">Aaron Koblin)<\/span> hanno dato luogo a un acceso dibattito sulla paternit\u00e0 delle opere d\u2019arte come raccolte di lavori di altri. Come gestisci, in Seaquence, la questione della paternit\u00e0?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Josette Melchor:<\/strong> <em>The Sheep Market<\/em> \u00e8 un progetto brillante che disegna un vero e proprio quadro culturale della societ\u00e0 in cui viviamo oggi. Un mondo in cui, attraverso strumenti digitali, gli uomini possono essere convinti ad agire come delle macchine. Se ricordo bene il progetto, c\u2019\u00e8 stato un messaggio automatico su Amazon che diceva che i lavoratori non mantenevano nessun diritto sulle loro opere. Quindi, anche se c\u2019\u00e8 stato un dibattito culturale in merito, \u00e8 evidente che la singola opera \u00e8 stata pagata, anche se magari solo 2 centesimi.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019idea della paternit\u00e0 dell\u2019opera creata attraverso <span class=\"testo_iframebold\">Seaquence<\/span> \u00e8 un\u2019altra questione interessante, che non abbiamo ancora considerato a fondo. Quando la gente salva la propria creazione su seaquence.org, questa arriva a un database con tutte le altre creazioni. Si ottiene un link per la condivisione sul web e si \u00e8 anche autorizzati a modificare altri seaquence e a rinominarli: a questo punto i seaquence sono tutti anonimi, fatta eccezione per le opere donate a <span class=\"testo_iframebold\">http:s.gaffa.org<\/span>. In futuro immagino che i link delle creazioni inseriti nei profili sociali potrebbero rappresentare una modalit\u00e0 di accredito per il contribuente.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Bertram Niessen:<\/strong> State utilizzando Seaquance per ci\u00f2 che pu\u00f2 essere interpretato come un modo innovativo di finanziare una fondazione artistica. Invece di offrire gratuitamente il software on-line, si opta per una strategia basata sul\u201cdonare per giocare\u201d. Ad un livello pi\u00f9 ampio, tale scelta ri-problematizza ancora una volta il concetto di \u201cgratuito\u201d negli strumenti sociali e on-line. Quali sono le vostre aspettative da questo punto di vista? <span lang=\"en-GB\">Avete in previsione nuovi esperimenti in questo senso?<\/span><\/p>\n<p><strong>Josette Melchor:<\/strong> L\u2019idea di aggiungere uno strumento per le donazioni al sito di GAFFTA era qualcosa che avevamo in previsione ancor prima di avviare il progetto, anche se si pu\u00f2 sempre creare e giocare con lo strumento usando usando gratuitamente <span style=\"text-decoration: underline;\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/seaquence.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/seaquence.org<\/a><\/span>. Stiamo sperimentando nuove modalit\u00e0 affinch\u00e8 gli artisti digitali possano avere dei ricavi. Considerata l\u2019insensatezza della galleria fisica per esporre e vendere \u2019arte digitale, abbiamo concepito un nuovo sistema per far s\u00ec che milioni di persone possano vedere un\u2019opera e contribuire al movimento internazionale dell&#8217;arte digitale. Stiamo perseverando su questa linea, al fine di sviluppare un modello destinato alle arti digitali, affinch\u00e9 queste vengano sostenute attraverso contributi on-line.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38307\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-05.png\" alt=\"numero62_ Seaquence 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Bertram Niessen:<\/strong> Sulla vostra pagina web, affermate che gli azionisti della Gray Area Foundation for the Arts comprendono: \u201cquartieri &amp; amministrazioni comunali, artisti digitali, societ\u00e0 collegate ai dati che analizziamo, progettisti urbani &amp; funzionari dell\u2019urbanistica, enti no-profit (e) organizzazioni di servizi locali pubblici\u201d. Si tratta di una sfida interessante: mettere a punto una strategia <em>bottom-up<\/em> di amministrazione culturale incentrata sul potere di trasformazione sociale esercitato dalle arti digitali. Come la gestite? Quali sono gli ostacoli principali a cui fai fronte? In che modo ci\u00f2 si collega all\u2019economia culturale di San Francisco?<\/p>\n<p><strong>Josette Melchor:<\/strong> Abbiamo cominciato a focalizzarci sempre pi\u00f9 sull&#8217;ogrnaizzazione di <em>hackathons<\/em> e <em>data hack days,<\/em> dove si riuniscono diversi gruppi che, per un periodo di tempo, lavorano congiuntamente alla realizzazione di progetti e alla definizione di specifiche questioni sociali. L\u2019idea di mescolare diversi gruppi e generi rientra tra gli obiettivi della Gray Area nell\u2019ambito del contesto urbano. Speriamo di dar vita a progetti urbani attraverso i nostri <em>hack days<\/em> e di progettare un lavoro di ricerca che sar\u00e0 supportato sia dalle citt\u00e0 che dai cittadini.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come qualsiasi organizzazione, il nostro programma deve la sua forza al network, per questo continuiamo a focalizzarci sulla comunit\u00e0, spingendoci oltre, in modo da poter contare su una vasta gamma di persone coinvolte nel nostro operato. Sono stato a San Francisco per sette anni e durante quel periodo ho notato la presenza di molti settori culturali distinti. Alcune tra le maggiori industrie che abbiamo qui sono imperniate sulla creativit\u00e0, sull\u2019arte e sulla tecnologia. Ritengo che il servizio pi\u00f9 importante offerto da GAFFTA alla nostra citt\u00e0 sia lo scenario che abbiamo creato per la ricerca interdisciplinare tra questi settori.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"><strong>Online References<\/strong><\/p>\n<p lang=\"zxx\">Sequence main site:<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/seaquence.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> http:\/\/seaquence.org\/<\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\">Seaquence donation site: <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/s.gaffta.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/s.gaffta.org\/<\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\">GAFFTA page about Seaquence: <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.gaffta.org\/our-work\/projects\/seaquence\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.gaffta.org\/our-work\/projects\/seaquence\/<\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\">GAFFTA main page: <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.gaffta.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.gaffta.org\/<\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\">Tenori-On page: <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/tenori-on.yamaha-europe.com\/uk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/tenori-on.yamaha-europe.com\/uk\/<\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\">Soda Play main page: <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/sodaplay.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/sodaplay.com\/<\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\">Ryan Alexander page: <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/onecm.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/onecm.com\/<\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\">Gabriel Dunne page: <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.quilime.com\/about\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.quilime.com\/about\/<\/a><\/p>\n<p lang=\"zxx\">Daniel Massey page: <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.oddsympathy.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.oddsympathy.com\/<\/a><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" lang=\"zxx\">Bibliography<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Jorda, S. 2008. \u201cOn stage: the reactable and other musical tangibles go real.\u201d International Journal of Arts and Technology 1:268-287.<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Nishibori, Y., e T. Iwai. 2006. \u201cTenori-on.\u201d Pagg. 172-175 in Proceedings of the 2006 conference on New interfaces for musical expression. IRCAM\u2014Centre Pompidou.<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Pichlmair, M., e F. Kayali. 2007. \u201cLevels of Sound: On the Principles of Interactivity in Music Video Games.\u201d in Proceedings of the<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Digital Games Research Association 2007 Conference&#8221; Situated play.<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Svarovsky, G. N, e D. W Shaffer. 2007. \u201cSodaconstructing an Understanding of Physics: Technology-Based Engineering Activities for<\/p>\n<p lang=\"zxx\">Middle School Students.\u201d Pagg. 17-23 in Frontiers in Education Conference, 36th Annual. IEEE.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seaquence \u008f un progetto on-line sviluppato da Ryan Alexander, Gabriel Dunne e Daniel Massey durante una residenza al Gray Area Foundation for the Arts (GAFFTA) di San Francisco. Si tratta di una piattaforma che permette di costruire dei sequencer visualizzati come micro-organismi, la cui forma cambia a seconda delle trasformazioni dei parametri audio. Riuniti in colture di Petri virtuali, i sequencer si sincronizzano tra loro dando vita a composizioni ritmiche semplici ma estremamente suggestive.<\/p>\n","protected":false},"author":45,"featured_media":38303,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,215],"tags":[29,53,13],"class_list":["post-10814","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-062","tag-audiovideo","tag-interviews","tag-networking"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Seaquence. Micro-colture Audiovisive In Rete &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Seaquence. Micro-colture Audiovisive In Rete &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Seaquence is an on-line project developed by Ryan Alexander, Gabriel Dunne and Daniel Massey during an art residency at Gray Area Foundation For The Arts (GAFFTA), San Francisco, a non-profit organization dedicated to building social consciousness through digital culture. [:it]Seaquence \u008f un progetto on-line sviluppato da Ryan Alexander, Gabriel Dunne e Daniel Massey durante una residenza al Gray Area Foundation for the Arts (GAFFTA) di San Francisco. Si tratta di una piattaforma che permette di costruire dei sequencer visualizzati come micro-organismi, la cui forma cambia a seconda delle trasformazioni dei parametri audio. Riuniti in colture di Petri virtuali, i sequencer si sincronizzano tra loro dando vita a composizioni ritmiche semplici ma estremamente suggestive.[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2011-03-01T10:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-11-02T15:51:59+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-01.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"680\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"496\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Bertram Niessen\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Bertram Niessen\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"18 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/\",\"name\":\"Seaquence. Micro-colture Audiovisive In Rete &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-01.png\",\"datePublished\":\"2011-03-01T10:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-11-02T15:51:59+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/8c36e1aa328a82436164e3f11dbc74ff\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-01.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-01.png\",\"width\":680,\"height\":496},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Seaquence. Micro-colture Audiovisive In Rete\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/8c36e1aa328a82436164e3f11dbc74ff\",\"name\":\"Bertram Niessen\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/bertram-niessen-96x96.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/bertram-niessen-96x96.jpg\",\"caption\":\"Bertram Niessen\"},\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/bertram-niessen\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Seaquence. Micro-colture Audiovisive In Rete &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Seaquence. Micro-colture Audiovisive In Rete &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]Seaquence is an on-line project developed by Ryan Alexander, Gabriel Dunne and Daniel Massey during an art residency at Gray Area Foundation For The Arts (GAFFTA), San Francisco, a non-profit organization dedicated to building social consciousness through digital culture. [:it]Seaquence \u008f un progetto on-line sviluppato da Ryan Alexander, Gabriel Dunne e Daniel Massey durante una residenza al Gray Area Foundation for the Arts (GAFFTA) di San Francisco. Si tratta di una piattaforma che permette di costruire dei sequencer visualizzati come micro-organismi, la cui forma cambia a seconda delle trasformazioni dei parametri audio. Riuniti in colture di Petri virtuali, i sequencer si sincronizzano tra loro dando vita a composizioni ritmiche semplici ma estremamente suggestive.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2011-03-01T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-11-02T15:51:59+00:00","og_image":[{"width":680,"height":496,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-01.png","type":"image\/png"}],"author":"Bertram Niessen","twitter_misc":{"Scritto da":"Bertram Niessen","Tempo di lettura stimato":"18 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/","name":"Seaquence. Micro-colture Audiovisive In Rete &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-01.png","datePublished":"2011-03-01T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-11-02T15:51:59+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/8c36e1aa328a82436164e3f11dbc74ff"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-01.png","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/numero62_-Seaquence-01.png","width":680,"height":496},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-062\/seaquence-audiovisual-online-micro-cultures\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Seaquence. Micro-colture Audiovisive In Rete"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/8c36e1aa328a82436164e3f11dbc74ff","name":"Bertram Niessen","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/bertram-niessen-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/bertram-niessen-96x96.jpg","caption":"Bertram Niessen"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/bertram-niessen\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10814","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/45"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10814"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10814\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60000,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10814\/revisions\/60000"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/38303"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10814"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10814"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10814"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}