{"id":10812,"date":"2011-02-02T12:00:00","date_gmt":"2011-02-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-061\/re-focussing-the-lens-new-media-and-film-festival\/"},"modified":"2020-11-01T23:41:41","modified_gmt":"2020-11-01T22:41:41","slug":"re-focussing-the-lens-new-media-and-film-festival","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-061\/re-focussing-the-lens-new-media-and-film-festival\/","title":{"rendered":"Rimettere A Fuoco L&#8217;obbiettivo. New Media E Film Festival"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Un strumento espositivo piuttosto familiare per gli artisti operanti nel campo delle arti mediali \u00e9 rappresentato dal circuito dei festival internazionali di arte e tecnologia: uno scenario salutare, con eventi regolari come<span class=\"testo_iframebold\"> Transmediale (Germania), Ars Electronica (Austria), ISEA (localit\u00e0 varie), O1SJ (USA), e arte.mov (Brasile)<\/span>, che espongono gli ultimi lavori di artisti provenienti da ogni parte del mondo. Questi eventi presentano artisti sia nuovi che affermati e propongono contesti e dibattiti per mezzo di conferenze e seminari di settore. Nonostante ci\u00f2, per molti di loro le possibilit\u00e0 di esporre al di fuori di tali contesti risultano limitate.<\/p>\n<p>Il problema di come raggiungere il pubblico rimane un elemento costante per gli artisti mediali, specialmente quella fetta di pubblico che \u00e9 estranea al circuito della media art. Il mondo dell\u2019arte contemporanea \u00e9 stato lento nell\u2019abbracciare l\u2019arte mediale, anche se ora c\u2019\u00e9 una tendenza a includerla maggiormente in gallerie e musei. Recentemente essa poi si \u00e9 aperta un varco all&#8217;interno di importanti festival e biennali, come la <span class=\"testo_iframebold\">Biennale di Venezia<\/span> e la <span class=\"testo_iframebold\">Biennale di Sydney<\/span>.<\/p>\n<p>Una via nuova e del tutto inattesa per esporre e discutere circa l\u2019arte mediale \u00e9 offerta da una crescente presenza di opere mediali all&#8217;interno dei festival internazionali di cinema. Bench\u00e9 questi festival siano per tradizione un forum per produttori di film, alcuni di questi si stanno rinnovando nel loro approccio al cinema, specie in rapporto ai nuovi media.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38540\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-02.png\" alt=\"numero61_ Re-focussing the Lens 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Alcuni festival, quali il noto<span class=\"testo_iframebold\"> Sundance Film Festival <\/span>(che si svolge ogni anno in Gennaio), stanno trasformando il proprio modo di concepire il cinema, soprattutto in relazione ad un\u2019epoca digitalizzata. Il programma <span class=\"testo_iframebold\">New Frontier<\/span> \u00e9 una nuova frontiera, dedicata in particolare alla ricerca dei limiti dell\u2019estetica tradizionale e le strutture narrative della cinematografia. Il Sundance (Park City, USA) \u00e9 del tutto unico tra i festival cinematografici in quanto si propone di superare i limiti del <em>filmmaking<\/em> e il programma New Frontier ha lo scopo di occuparsi proprio della presentazione di artisti che lavorano con installazioni mediali, rappresentazioni multimediali ed esperienze transmediali.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">New Frontier<\/span> opera ormai da cinque anni ed \u00e9 curato da <span class=\"testo_iframebold\">Shari Frilot<\/span>, che si esprime cos\u00ec in merito al programma: <em>\u201cOggi l\u2019ambiente dei media assume realt\u00e0 tridimensionali nel tempo e nello spazio. Reti mobili, congegni elettronici, internet senza cavo e tecnologie di sorveglianza incrostano il nostro corpo, creando un elettroscheletro che modella la nostra vita moderna, con effetti sulla nostra etica e sulla nostra capacit\u00e0 decisionale. Mano a mano che questa evoluzione si intensifica, New Frontier al Sundance Festival cerca di capire come lo storytelling e l\u2019espressione cinematica indipendente possano esistere in questo fronte di avanguardia, per spingere le varie platee a relazionarsi in modo da fortificare la loro umanit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019edizione del <span class=\"testo_iframebold\">New Frontier del 2011<\/span>, che ha inaugurato lo scorso 21 Gennaio, proseguir\u00e0 fino al 25 Marzo, accogliendo un mix eclettico di artisti e designer tra cui <span class=\"testo_iframebold\">Blast Theory, Mark Boulos, The Bruce High Quality Foundation, Daniel Canogar, James Franco, Bill T. Jones &amp; OpenEnded Group, Akio Kamisato, Avish Khebrehzadeh, Aaron Koblin, Lynn Hershman Leeson, Takehisa Mashimo, Miwa Matreyek, Chris Milk, Satoshi Shibata, Squidsoup, Deke Weaver e Lance Weiler. <\/span><\/p>\n<p>New Frontier, che si svolger\u00e0 in un\u2019unica sede, l<span class=\"testo_iframebold\">\u2019Old Miners Hospital<\/span>, rappresenta fondamentalmente una mostra di opere installative che uniscono film, interattivit\u00e0, internet, mobilit\u00e0, multimedialit\u00e0 e performance. Non si tratta di un\u2019esibizione a carattere tematico, ma piuttosto di una mostra tesa a esplorare nuovi approcci di impegno e partecipazione, nonch\u00e9 metodi attraverso cui la narrativa e la trama di un racconto possono essere riconfigurate ricorrendo a una vasta gamma di tecnologie.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38541\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-03.png\" alt=\"numero61_ Re-focussing the Lens 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per noi addetti al settore dell\u2019arte mediale, questa ricerca o non-linearit\u00e0 attraverso approcci tecnologici \u00e9 ormai un\u2019abitudine radicata, anche se nel contesto di un festival cinematografico apre nuove strade offrendo spunti di riflessione circa la natura del cinema e il modo in cui \u201cl\u2019immaginazione cinematica\u201d ci ha contagiato come un genere dominante negli ultimi 50 anni. \u00c9 un progetto a carattere sperimentale che si propone di riconsiderare l\u2019assetto cinematico come un legame bilaterale tra l\u201dauteur\u201d e il pubblico, alla ricerca di un coinvolgimento maggiormente multi-dimensionale.<\/p>\n<p>Focalizzandosi invece pi\u00f9 sull\u2019immagine in movimento in tutte le sue forme, l&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Adelaide Film Festival<\/span>, nell\u2019Australia del sud, \u00e9 un altro evento che sovverte i parametri di un festival cinematografico covenzionale . Forte del fatto di essere un festival pittosto giovane (nato nel 2003), la direttrice <span class=\"testo_iframebold\">Katrina Sedgwick<\/span> ha intrapreso un progetto teso a creare intersezioni e occasioni di dialogo tra il cinema, le arti visuali e i media digitali.<\/p>\n<p>In modo simile al Sundance, il festival del cinema di Adelaide collabora con i curatori per allestire un programma volto a presentare gli artisti mediali, che lavorano prevalentemente con le immagini in movimento, in un contesto prevalentemente interattivo e digitale. Bench\u00e9 il film di per s\u00e9 sia ora uno strumento per lo pi\u00f9 digitale, l\u2019inserimento di opere d\u2019arte mediali affiancate alla tradizionale produzione di film induce a riflettere su come l\u2019immagine in movimento potrebbe coinvolgere le platee in altri modi, rispetto al semplice sedersi in una sala buia e guardare fisso uno schermo.<\/p>\n<p>Un elemento propulsore per il festival di Adelaide \u00e9 \u201canimare i molteplici schermi nelle nostre vite\u201d. Questo conferma decisamente che l\u2019esperienza cinematica non \u00e9 pi\u00f9 circoscritta al concetto di \u201cgrande-schermo\u201d, ma che ora il suo raggio d\u2019azione coinvolge pi\u00f9 schermi, grandi e piccoli. E, in qualit\u00e0 di spettatori, possiamo scegliere di impegnarci nei confronti del cinema ricorrendo a dispositivi online o mobili in qualunque momento e in qualunque luogo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38542\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-04.png\" alt=\"numero61_ Re-focussing the Lens 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il l&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Adelaide Film Festival 2011<\/span>, in programma tra il 24 Febbraio e il 6 Marzo, include una pietra miliare significativa, un progetto chiamato <span class=\"testo_iframebold\">Stop(the)Gap<\/span>, importante mostra di lavori di immagini in movimento create da new media artists Indigeni provenienti dall\u2019Australia, dal Canada, dagli Stati Uniti e dalla Nuova Zelanda. Con una serie di mostre, film screenings, proiezioni e dibattiti, <em>Stop(the)Gap<\/em> vuole capire in quale modo gli artisti indigeni usano i media \u201cper sfidare preconcetti globali circa l\u2019espressione contemporanea internazionale Indigena\u201d.<\/p>\n<p>Un\u2019altra attivit\u00e0 del<span class=\"testo_iframe\">l&#8217;<\/span><span class=\"testo_iframebold\">Adelaide Film Festival <\/span> \u00e9 quella di supporto allo sviluppo e produzione di lavori creativi multimediali. Nel 2011 metter\u00e0 in scena un laboratorio di residenza di 5 giorni, chiamato <span class=\"testo_iframebold\">The Hive <\/span><span class=\"testo_iframe\">(L\u2019Alveare)<\/span>, che raduna esperti di film, teatro, nuovi media e arti visive, allo scopo di determinare l\u2019intersezione tra queste forme e quali nuove \u201cconversazioni\u201d possono sorgere da queste cross-fertilizzazioni. The Hive viene supportato da Wendy Levy, di base a San Francisco, antico sostenitore delle interfacce per i nuovi media e i film, nonch\u00e9 direttore del <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --> Creative Programming alla Bay Area Video Coalition (che gestisce un regolare laboratorio per team creativi al fine di realizzare progetti documentari multi-piattaforma).<\/p>\n<p>Questi laboratori di residenza sono stati vitali per lo sviluppo del settore dei nuovi media negli ultimi 10-15 anni e organizzazioni come <span class=\"testo_iframebold\">Banff New Media Institute<\/span> in Canada, l&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Australian Network for Art and Technology<\/span> in Australia e lo stesso <span class=\"testo_iframebold\">Eyebeam<\/span> a New York hanno dato un contributo determinante allo sviluppo di una nuova pratica nelle arti mediali. E ora anche il mondo del cinema \u00e9 sul punto di avere un influsso su come le nuove arti mediali possano svilupparsi nel prossimo decennio. \u00c9 un\u2019opportunit\u00e0, non solo per gli esperti, di ripensare il modo di relazionarsi con lo schermo e con il pubblico, ma anche per le istituzioni e le organizzazioni di considerare in modo diverso i concetti di collaborazione e partnership.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38543\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-05.png\" alt=\"numero61_ Re-focussing the Lens 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/numero61_-Re-focussing-the-Lens-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Uno dei risultati pi\u00f9 importanti di questa nuova alleanza tra new media e film non \u00e9 solo l\u2019esplorazione continua delle nuove tecnologie, ma anche un\u2019indagine su come questo approccio interdisciplinare consenta un\u2019analisi critica circa i rapporti sociali, la societ\u00e0, la politica e la vita contemporanea. I festival di cinema portano nuovo pubblico verso la pratica artistica con i nuovi media e la crescente collaborazione fra i mondi dei new media e del cinema pu\u00f2 solo trarre beneficio da un rapporto pi\u00f9 ricco con il pubblico disposto a partecipare, indagare ed essere parte di questo dialogo multi-dimensionale.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.sundance.org\/festival\/film-events\/new-frontier\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.sundance.org\/festival\/film-events\/new-frontier\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.adelaidefilmfestival.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.adelaidefilmfestival.org\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.bavc.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.bavc.org\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un strumento espositivo piuttosto familiare per gli artisti operanti nel campo delle arti mediali \u00e9 rappresentato dal circuito dei festival internazionali di arte e tecnologia: uno scenario salutare, con eventi regolari come Transmediale (Germania), Ars Electronica (Austria), ISEA (localit\u0088 varie), O1SJ (USA), e arte.mov (Brasile), che espongono gli ultimi lavori di artisti provenienti da ogni parte del mondo. 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