{"id":10806,"date":"2011-02-02T12:00:00","date_gmt":"2011-02-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-061\/tracing-infra-spaces-complicated-beginnings-elliptical-ends-2\/"},"modified":"2020-11-01T23:40:25","modified_gmt":"2020-11-01T22:40:25","slug":"tracing-infra-spaces-complicated-beginnings-elliptical-ends-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-061\/tracing-infra-spaces-complicated-beginnings-elliptical-ends-2\/","title":{"rendered":"Tracciare Gli Infra-spazi. Inizi Complicati E Finali Ellittici"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\">Questo articolo offre un\u2019analisi sul modo in cui disegnare gli infra-spazi riveli creativamente un nuovo tipo di geometria digitale, che emerge dai \u201cflussi\u201d algoritmici dei sistemi di visualizzazione digitale, ridefinendo la nostra percezione della scienza, della tecnologia e della visualizzazione. Di seguito la seconda delle due parti di questo saggio.<\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"left\"><strong>Geometria e visualizzazione<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Sembra esserci una controversia scientifica inevitabilmente \u201cinfinita\u201d sulla natura della realt\u00e0, poich\u00e9 sembra che gli scienziati non si focalizzino n\u00e9 sul realismo n\u00e9 sull\u2019ontologia, ma sul predominio del paradigma. \u00c8 opinione comune che le teorie scientifiche (in particolare quelle riguardanti la fisica quantistica) appaiano incomplete, inesatte e incompatibili le une con le altre, poich\u00e9 rendono oscura l\u2019effettiva complessit\u00e0 della realt\u00e0 e, soprattutto, l\u2019interdipendenza tra micro-mondi e macro-mondi. <span class=\"testo_iframebold\">[1]<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Fatto certo \u00e8 che una \u201csuccessione di paradigmi scientifici\u201d non \u00e8 per niente chiara e definita. Un\u2019analisi pi\u00f9 approfondita di ci\u00f2 che si intende per \u201ccambio di paradigma\u201d potrebbe rivelare certi interscambi ambigui tra riduzione, astrazione, complessit\u00e0 e complementariet\u00e0, in un contesto in cui, inoltre, non \u00e8 presente un\u2019unica definizione di complessit\u00e0 universalmente accettata. Questa situazione \u00e8 un chiaro indizio dei limiti e delle lacune che caratterizzano necessariamente il nostro tentativo di studiare e descrivere la realt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38242\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-02.png\" alt=\"numero61_Tracing infra-spaces 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">In sostanza, l\u2019obiettivo della geometria \u00e8 quello di semplificare e ordinare la realt\u00e0, per renderne possibile la rappresentazione visiva e lo studio. Tuttavia, la geometria non Euclidea (che ha rivestito un ruolo di grande importanza nella teoria della relativit\u00e0) non solo tende ad essere molto astratta, poich\u00e9 non pu\u00f2 essere verificata empiricamente, ma \u00e8 anche visivamente disorganizzata. Come spiega<span class=\"testo_iframebold\"> Steven Connor<\/span>, il concetto Cartesiano di spazio \u00e8 ormai superato, perch\u00e9 la geometria non Euclidea e la teoria della relativit\u00e0 di Einstein hanno \u201cmoltiplicato e relativizzato\u201d lo spazio.<\/p>\n<p align=\"left\">Lo scienziato <span class=\"testo_iframebold\">C. S. Unnikrishnan<\/span> presenta un\u2019analisi sistematica della geometria non Euclidea. Sostiene che la geometria non Euclidea possa avere pi\u00f9 di tre dimensioni \u201cracchiuse in piccolissime dimensioni inosservabili\u201d. <span class=\"testo_iframebold\">[2]<\/span> Di conseguenza, la loro visualizzazione e il loro studio tendono a essere molto problematici. Come analizzato da diverse discipline, le teorie scientifiche e soprattutto la fisica quantistica si fondano su basi incerte, poich\u00e9 riguardano \u201centit\u00e0 inosservabili\u201d quali spazio, tempo, potenziali, campi, onde senza alcun riferimento alla questione.<\/p>\n<p align=\"left\">Infatti, come spiega ancora C. S. Unnikrishnan, \u201cgli stati fisici\u201d sono associati a \u201cvettori astratti in uno spazio matematico astratto\u201d che \u00e8 statistico e acausale.<span class=\"testo_iframebold\">[3]<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">La scienza e altre discipline hanno utilizzato la visualizzazione dei dati e la simulazione scientifica per la visualizzazione e la manipolazione delle coordinate invisibili del mondo reale. Secondo la descrizione di <span class=\"testo_iframebold\">Lev Manovich:<\/span> <em>Le scienze contemporanee pure e applicate, dalla matematica e la fisica alla biologia e la medicina, si basano molto sulla visualizzazione dei dati.<\/em><span class=\"testo_iframebold\">[4]<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Tuttavia, i limiti di cui si \u00e8 discusso finora sono ancora evidenti, nonostante la vecchia speranza, come quella di Einstein, che la nuova tecnologia, aprendosi alla visualizzazione digitale, avrebbe eliminato l\u2019indeterminazione.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38243\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-03.png\" alt=\"numero61_Tracing infra-spaces 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">I lavori della realt\u00e0 virtuale stessa sono ambigui. <span class=\"testo_iframebold\">[5]<\/span> Sebbene la simulazione possa essere generalmente descritta come un processo di sintesi, essa implica anche processi di analisi. Come descritto nella prima parte di questo saggio, l\u2019infrastruttura algoritmica dei sistemi di visualizzazione digitale \u00e8 essa stessa caratterizzata dall\u2019incerta interazione tra astrazione e complessit\u00e0 che fa emergere una nuova relazione ambigua tra le parti e il tutto. Inoltre \u00e8 impossibile raggiungere la \u201cverit\u00e0 assoluta\u201d, a causa della distinzione tra oggetto scientifico e in divenire; tra esattezza e cambiamento.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u201doggetto \u201dscientifico \u00e8 in costante mutamento e perci\u00f2 le leggi naturali devono essere continuamente riviste e ridefinite alla luce di nuove evidenze. Sembra che il mondo sia confuso, disordinato e instabile in quanto visualizzato attraverso il velo algoritmico della geometria digitale che \u00e8 non solo astratta ma anche incerta e contraddittoria.<\/p>\n<p align=\"left\">Cos\u00ec siamo giunti alla conclusione che invece di cercare di raggiungere l\u2019 irraggiungibile, cio\u00e8 descrivere la realt\u00e0 con esattezza e certezza, la sfida pi\u00f9 importante sarebbe quella di descrivere i limiti e le incertezze della nostra conoscenza e delle sue applicazioni. I limiti della nostra conoscenza e i mezzi per studiare la realt\u00e0 sono stati svelati gradualmente, in particolare attraverso lo sviluppo della fisica quantistica. Tuttavia, l\u2019uso della visualizzazione digitale (visualizzazione dei dati, simulazione scientifica ecc.) tende a essere piuttosto un ossimoro. Da una parte, \u00e8 usata come strumento per analizzare, simulare e prevedere la realt\u00e0 evocando cos\u00ec il senso di oggettivit\u00e0, certezza e controllo, poich\u00e9 lo spazio probabilistico della realt\u00e0 virtuale \u00e8 \u201cforzato\u201d a sembrare reale; perch\u00e9 la possibilit\u00e0 diventa un tipo di \u201crealt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Dall\u2019altra parte sappiamo che l\u2019emergere di infra-spazi deriva dalla complessit\u00e0; dall\u2019invisibile e da campi potenziali instabili tra gli stati temporanei di trasformazione e scambio. Di conseguenza, possiamo affermare che il loro emergere non richiede soltanto nuove modalit\u00e0 di presentazione, interazione e estetica per quanto riguarda i limiti, ma anche, la comprensione della realt\u00e0 in s\u00e9. Ci\u00f2 che viene proposto in questo saggio \u00e8 che invece di introdurre l\u2019imprevedibilit\u00e0, la sua esistenza nascosta nei sistemi di visualizzazione digitale pu\u00f2 essere rivelata creativamente, per mostrare il relativismo che \u00e8 nascosto dietro la presunta oggettivit\u00e0 e trasparenza della scienza e della tecnologia.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38244\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-04.png\" alt=\"numero61_Tracing infra-spaces 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>\u201cTracciare\u201d gli infra-spazi<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Come abbiamo visto nella prima parte di questo saggio, <\/span><span lang=\"it-IT\">la visualizzazione digitale pu\u00f2 essere contraddittoria e sproporzionata rispetto ai suoi input a causa dei suoi flussi interni.<\/span><span class=\"testo_iframebold\"> [6]<\/span><span lang=\"it-IT\"> Inevitabilmente, un metodo simile, semplice e coerente, di modellazione digitale produce visualizzazioni e comportamenti geometrici inaspettati. Un solido digitale viene creato attraverso la conversione graduale di cifre binarie in punti geometrici.<\/span>Tali punti iniziano a formare poligoni con cui si uniscono gerarchicamente creando una simulazione di superfici 3D di volumi solidi all\u2019interno di uno spazio matematico digitale.<\/p>\n<p align=\"left\">Il programma calcola punto per punto le aree in cui i solidi si intersecano, si uniscono e\/o si sottraggono. Ovviamente il livello di complessit\u00e0 e imprecisione aumenta passando da un livello computazionale all\u2019altro. Si pu\u00f2, cos\u00ec, cominciare a notare la maggiore complessit\u00e0 delle coordinate, che provoca incongruenze tra causa e effetto. Emergono inizi complicati e finali ellittici, che oscillano tra vari tipi di ordine e disordine.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">La \u201cfossilizzazione\u201d dello \u201cspazio\u201d algoritmi<\/span><span lang=\"it-IT\">co della realt\u00e0 virtuale attraverso la simulazione di solidi validi \u201crobusti\u201d si dimostra irrealizzabile. Dato che le irregolarit\u00e0 innate dei sistemi di modellazione di 3D computerizzati indeboliscono dinamicamente la completezza geometrica dei modelli digitali, i solidi digitali diventano non validi. La visualizzazione della rappresentazione dei limiti del solido digitale diventa paradossale man mano che viene meno la differenza tra volumi vuoti e volumi solidi e tra lati esterni e lati interni del solido digitale. Il caso della modellazione Boolean, basata sul volume, \u00e8 emblematica di come si verificano tali incongruenze. I solidi non validi sono composti, in quanto i solidi originali intersecati, unificati o sottratti non possono essere integrati completamente per costituire un unico solido. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">L\u2019orientamento delle loro superfici diventa molto ambiguo e quindi il programma non riesce a connettere e posizionare in modo appropriato gli elementi geometrici. Si pu\u00f2 verificare anche un accumulo eccessivo e non gerarchico di poligoni. Le \u201ctracce\u201d della \u201cstoria\u201d di costruzione del solido rimangono invisibili e le superfici mantengono il colore, l\u2019orientamento e la triangolazione dei solidi originali da cui deriva il solido in questione. Le incongruenze dei limiti di un solido non valido comprendono errori e superfici pendenti, infinite, intersecate con se stesse, piegate, sovrapposte, ecc.<\/span><span class=\"testo_iframebold\">[7]<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Le caratteristiche dei limiti digitali emergenti rivelano casi paradossali di dimensionalit\u00e0 e geometria. Tuttavia, gli stati transitori di trasformazione e scambio non possono essere decifrati considerando solo la rappresentazione dei limiti. Di conseguenza sono necessari<\/span><span lang=\"it-IT\">e nuove modalit\u00e0 di disegno per permettere di \u201ctracciare\u201d in modo creativo queste caratteristiche mutevoli, in modo da lasciarli \u201caperti\u201d come campi interattivi destabilizzanti di possibilit\u00e0 e da rivelare la geometria sconosciuta che emerge dalle \u201cprofondit\u00e0\u201d dei \u201cflussi\u201d algoritmici. Nell\u2019ambito delle mie ultime ricerche sul disegno, una serie di diagrammi fatti a mano permettono la visualizzazione degli stadi \u201cnascosti\u201d della generazione dei limiti digitali, durante la quale, nel passaggio da un modello algoritmico all\u2019altro, emergono nuovi tipi di geometrie paradossali.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> Questi stadi non sono visibili durante la modellazione dei solidi. Tuttavia, attraverso i disegni \u00e8 stato possibile intuire la possibile visualizzazione di questi stadi in modo creativo, partendo dal modo in cui opera la struttura del computer. L\u2019emergere di infra-spazi \u00e8 di particolare interesse. Si verificano in modo inaspettato tra i vari ordini geometrici. I cambiamenti imprevedibili hanno luogo tra forme ideali, realistiche e non valide\/virali che hanno aree di superfici fluttuanti o invisibili che generano ombra, accumulazione eccessiva di limiti e\/o \u201cnidificazione\u201d, profondit\u00e0 ambigua, tensione di superficie, costellazioni dinamiche non orient<\/span>ate di punti geometrici, geometrie riversate e molti altri tipi di incertezze e paradossi. <span class=\"testo_iframebold\">[8]<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38245\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-05.png\" alt=\"numero61_Tracing infra-spaces 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Tracing-infra-spaces-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> G<\/span><span lang=\"it-IT\">li infra-spazi emergenti non hanno niente a che vedere con peculiarit\u00e0, serie, sequenze e progressioni, ma riguardano piuttosto gli stadi transitori dinamici e imprevedibili e i loro cambiamenti. Negli infra-spazi vengono coinvolti una creazione destabilizzante multistrato e processi \u201cper tracciare\u201d. Tali processi non aderiscono alle dottrine di formalismo, costruttivismo e i loro contrari. Emergono inizi complicati in quanto non c\u2019\u00e8 un \u201cepicentro\u201d, mentre i finali ellittici si verificano a causa di una costante asimmetria che fa emergere nuovi campi di possibilit\u00e0 creative.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"left\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[1] <\/strong>&#8211; Basato su C. S. Unnikrishnan, \u201cUna realt\u00e0 complicata: Fisica Quantistica e Natura della Realt\u00e0\u201d Rob Harle ,\u201cEditoriale\u201d in <em>YLEM Journal Artists using Science &amp; Technology:<\/em> <span lang=\"en-GB\"><em>The Dichotomy of Reality<\/em><\/span> di Loren Means, Editor; Rob Harle, Guest Editor, <span lang=\"en-GB\">Vol. 27, Nos. 10 &amp; 12, September\/December 2007, YLEM, San Francisco, USA, 2007, pp.1,4-6. See also my review of <\/span> <span lang=\"en-GB\">this YLEM Journal issue in Leonardo Reviews, Leonardo ISAST\/MIT Press<\/span> <span lang=\"en-GB\">(ISSN:1559-0429<em>), <\/em><\/span><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.leonardo.info\/reviews\/aug2008\/fratzeskou_ylem.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span class=\"testo_iframe\" lang=\"en-GB\">http:\/\/www.leonardo.info\/reviews\/aug2008\/fratzeskou_ylem.html<\/span><\/a><span lang=\"en-GB\">, 2008.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[2] <\/strong>&#8211; C. S. Unnikrishnan, \u201cUna realt\u00e0 complicata: Fisica Quantistica e Natura della Realt\u00e0\u201d <span lang=\"en-GB\">in<\/span><span lang=\"en-GB\"><em> YLEM Journal. Artists Using Science &amp; Technology: The Dichotomy of Reality, <\/em><\/span><span lang=\"en-GB\">by Loren Means, Editor; Rob Harle, Guest Editor, Vol. 27, Nos. 10 &amp; 12, September\/December 2007, YLEM, San Francisco, USA, 2007, p.4<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[3] <\/strong>&#8211; Ibid, p.5<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[4] <\/strong>&#8211; Manovich, Lev, 2002, <em>Visualizzazione dei dati, nuova astrazione e anti-sublime<\/em>,<span lang=\"en-GB\">http:\/\/www.manovich.net\/DOCS\/data_art_2.doc, accessed: 19\/9\/2010.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[5] <\/strong>&#8211; Fratzeskou, Eugenia, \u201cTracciare\u201d infra-spazi: Inizi complicati e finali ellittici (Parte 1) <span lang=\"en-GB\">in <em>Digimag<\/em> Issue 60 ,Dec 2010 &#8211; Jan 2011, <\/span><a class=\"testo_iframebold\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1942\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"en-GB\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1942<\/span><\/a><span lang=\"en-GB\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[6] <\/strong>&#8211; Ibid<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>[7]<\/strong> &#8211;<\/span> Fratzeskou, Eugenia, &#8220;Unfolding Space&#8221; in <em>ISEA 2010 RUHR: Conference Proceedings<\/em>, in Funke, J., S. Riekeles, A. Broeckmann &amp; HMKV eds. Revolver Verlag, Berlino, 2010, pp.491-3. Fratzeskou, Eugenia, <em>Visualising Boolean Set Operations: Real &amp; Virtual Boundaries in Contemporary Site-Specific Art,<\/em> LAP &#8211; Lambert Academic Publishing, 2009. Fratzeskou, Eugenia, \u201cInventing New Modes of Digital Visualisation in Contemporary Art\u201d nell&#8217;edizione speciale &#8220;Transactions,&#8221; <em>Leonardo <\/em>41, No. 4 (2008), p. 422. Fratzeskou, Eugenia, \u201cArt &amp; Architecture: Investigation at the Boundaries of Space\u201d, <em>Digimag<\/em> argomento 52, marzo 2010, (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1730\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1730<\/a>). <span lang=\"it-IT\">Fratzeskou, Eugenia, \u201cChora Platonica and digital matrix\u201d, <em>Digimag <\/em>argomento 55, giugno 2010, (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1823\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1823<\/a>). Fratzeskou, Eugenia, \u201cISEA 2010 RUHR: Unfolding Space\u201d, <em>Digimag <\/em>argomento 57, settembre 2010, (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1875\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1875<\/a>). <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"><strong>[8]<\/strong> &#8211;<\/span><span lang=\"it-IT\"> Parte delle serie di disegni <em>Algorithmic Infra-Spaces<\/em> (matita e penna su carta, 2008-in corso) che era stata precedentemente esposta presso la mostra di Dr Eugenia Fratzeskou,<em> Interspatiality &amp; Dystopia<\/em>, parte del <em>Un-built: international architecture research programme, <\/em>School of ARCHitecture for All &amp; The Athens Byzantine &amp; Christian Museum, Atene, Novembre, 2008. Questo lavoro \u00e8 stata un\u2019importante fonte dei miei successivi disegni di architettura di spazi urbani, tra cui la serie \u201cDrawing the Unplanned City\u201d che si concentra sulla citt\u00e0 di Atene. Sono stati esposti nell\u2019ambito della <em>Urban Transcripts 2010<\/em>, kollektiva.net &amp; Booze Cooperativa, Atene, dicembre 2010, <\/span><a href=\"http:\/\/www.urbantranscripts.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">http:\/\/www.urbantranscripts.org\/<\/span><\/a><span lang=\"it-IT\">, <\/span><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/news.urbantranscripts.org\/#home\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"it-IT\">http:\/\/news.urbantranscripts.org\/#home<\/span><\/a><span lang=\"it-IT\"> e <\/span><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.boozecooperativa.com\/?lang=gr&amp;l=3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"it-IT\">http:\/\/www.boozecooperativa.com\/?lang=gr&amp;l=3<\/span><\/a><span lang=\"it-IT\">. Si possono trovare qui di seguito recenti esperimenti sui processi di disegno digitale: Fratzeskou, Eugenia, 2002, \u201cPrimary Solids\u201d in <em>TRACEY &#8211; Journal for drawing and visualisation research<\/em>, Loughborough University (ISSN 1742-3570), <\/span><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/lboro.ac.uk\/departments\/ac\/tracey\/dat\/fratzeskou.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"it-IT\">http:\/\/lboro.ac.uk\/departments\/ac\/tracey\/dat\/fratzeskou.html<\/span><\/a><span lang=\"it-IT\">. Visita il sito <\/span><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.sarcha.gr\/ViewAssociateDocuments.aspx?associateID=134\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"it-IT\">http:\/\/www.sarcha.gr\/ViewAssociateDocuments.aspx?associateID=134<\/span><\/a><span lang=\"it-IT\"> per avere informazioni sul mio lavoro, passato e futuro.<\/span><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo offre un&#8217;analisi sul modo in cui disegnare gli infra-spazi, riveli creativamente un nuovo tipo di geometria digitale che emerge dai &#8216;fluss&#8221; algoritmici dei sistemi di visualizzazione digitale, ridefinendo la nostra percezione della scienza, della tecnologia e della visualizzazione. 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