{"id":10803,"date":"2011-02-02T12:00:00","date_gmt":"2011-02-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-061\/vaghe-stelle-synths-stars-memories\/"},"modified":"2020-11-01T23:39:40","modified_gmt":"2020-11-01T22:39:40","slug":"vaghe-stelle-synths-stars-memories","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-061\/vaghe-stelle-synths-stars-memories\/","title":{"rendered":"Vaghe Stelle: Synths, Stars, Memories"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Siamo tutti d\u2019accordo (speriamo): nell&#8217;ambito della musica elettronica, la scena italiana produce progetti originali e rilevanti come non riesce n\u00e8 nel pop, n\u00e8 tantomeno nel rock. Da <span class=\"testo_iframebold\">Alexander Robotnik<\/span> ai <span class=\"testo_iframebold\">We Love<\/span>, passando per <span class=\"testo_iframebold\">Lory D<\/span> e <span class=\"testo_iframebold\">Marco Passarani<\/span>, ovunque nel mondo si scatena interesse per musica di qualit\u00e0 prodotta da musicisti italiani attraverso beats sintetici. L\u2019ultimo esempio? <span class=\"testo_iframebold\">Vaghe Stelle<\/span>.<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><span lang=\"en-US\">L\u2019artista torinese dalle varie identit\u00e0 (<span class=\"testo_iframebold\">Daniele Mana<\/span> il suo nome, <span class=\"testo_iframebold\">The Pure<\/span> un altro suo progetto solista, <span class=\"testo_iframebold\">Nice Guys<\/span> ed <span class=\"testo_iframebold\">Xplosiva<\/span> le collaborazioni) \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 acclamati dell\u2019ultima edizione del festival di musica elettronica <span class=\"testo_iframebold\">Club2Club<\/span> di Torino, dove il suo atmosferico e melanconico live (eccone un estratto: <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/soundcloud.com\/vaghe-stelle\/live-6-11-2010-extract\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/soundcloud.com\/vaghe-stelle\/live-6-11-2010-extract<\/a>) ha attratto le lodi di tutti i presenti, <span class=\"testo_iframebold\">James Holden<\/span> incluso. <\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><span lang=\"en-US\">Ma gi\u00e0 il suo EP <\/span><em>Cicli 1<\/em> (Margot Records) aveva suscitato critiche positive a livello internazionale, tra cui quelle dei <span class=\"testo_iframebold\">Modeselektor<\/span> che hanno incluso <span lang=\"en-US\">il <\/span>brano <em>Emiciclo 1<\/em> come digital bonus track in <em>Modeselektion Vol.01<\/em>, la loro compilation uscita lo scorso autunno.<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38247\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-02.png\" alt=\"numero61_Vaghe Stelle 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"en-US\">Ispirate sia dalla scena krautrock degli anni Settanta che dall\u2019IDM anni Novanta, le trame di suoni psichedelici, le sequenze di ritmi ipnotici, le atmosfere rarefatte, hanno la caratteristica di richiamare sia un&#8217;ascolto in intimit\u00e0 che una condivisione sul dancefloor. Se c&#8217;\u00e8 una caratteristica che Daniele condivide con i suoi colleghi internazionali, infatti, \u00e8 l&#8217;ispirazione profonda che supera i generi e le mode.<\/p>\n<p>Apparentemente schivo ma in realt\u00e0 sociale e socievole, abbiamo chiesto a lui di raccontarci qualcosa di pi\u00f9.<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Giulia Baldi:<\/strong>Vaghe Stelle, di te si sa ancora poco. Come nasce la tua storia di musicista?<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Vaghe Stelle:<\/strong> Ho studiato pianoforte da bambino, costretto dalla mamma, ma ho smesso di suonare presto. Per\u00f2 a quindici anni ho ricominciato, giocando con i samples e qualche semplice software\u2026e da li non ho pi\u00f9 smesso.<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Giulia Baldi: <\/strong>Poi?<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Vaghe Stelle:<\/strong>Poi\u2026poi diversi progetti e collaborazioni. E ora sono concentrato su Vaghe Stelle.<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Giulia Baldi:<\/strong>Ok, allora raccontaci come \u00e8 nato Vaghe Stelle&#8230;<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong> Vaghe Stelle:<\/strong> Vaghe Stelle nasce nella mia mente nell&#8217;estate del 2009, incrociando la mia malinconia cronica con la passione per gli astri, il cielo e i film di fantascienza. Il nome <em>Vaghe Stelle<\/em> \u00e8 una citazione di Giacomo Leopardi da <em>Le Ricordanze<\/em>, ripreso poi anche da Luchino Visconti in <em>Vaghe Stelle dell&#8217;Orsa<\/em>\u2026 uno dei miei film preferiti, oltretutto.<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38248\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-03.png\" alt=\"numero61_Vaghe Stelle 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong> Giulia Baldi: <\/strong>Le tre parole chiave per descriverlo\u2026<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Vaghe Stelle: <\/strong>Synths, stars e memories.<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Giulia Baldi:<\/strong> Quali sono le tue dinamiche di creazione?<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Vaghe Stelle:<\/strong>Sono davvero diverse e molto legate al momento. A volte parto da un suono singolo, altre da un film che ho visto. Altre volte ancora mi siedo di fronte a un <em>synth<\/em> e lascio uscire ci\u00f2 che viene&#8230;.<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Giulia Baldi:<\/strong>E da dove nasce la tua ispirazione?<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Vaghe Stelle:<\/strong>Da ricordi, immagini che affiorano alla mente e molto spesso dagli strani sogni che mi accompagnano la notte.<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Giulia Baldi:<\/strong> Tu appartieni a una generazione che ha dovuto trovare una nuova via tra le molte gi\u00e0 esplorate (Daniele e\u2019 del 1984, n.d.r.). Cosa ne pensi della musica elettronica oggi?<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Vaghe Stelle:<\/strong><\/span> Io credo che la musica elettronica sia in continuo sviluppo. C&#8217;\u00e8 sempre un ribollire di idee interessanti in molte citt\u00e0 del mondo. Il bello della musica elettronica \u00e8 che per ora continua a reinventarsi, seppur attingendo spesso al passato.<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38249\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-04.png\" alt=\"numero61_Vaghe Stelle 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong> Giulia Baldi: <\/strong>Allora facciamo ancora un po\u2019 di storia: i cinque ascolti che ti hanno influenzato di pi\u00f9\u2026<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Vaghe Stelle:<\/strong> Ridurre tutte le mie influenze in cinque dischi \u00e8 davvero difficile. Tra gli ascolti che mi hanno influenzato di pi\u00f9 ci sono sicuramente, in ordine sparso: <em>Pink Moon<\/em> di Nick Drake, <em>Musik Von Harmonia<\/em> di Harmonia, <em>1999<\/em> di Prince, <em>AnotherGreen World<\/em> di Brian Eno, <em>Pet Sounds<\/em> dei Beach Boys<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Giulia Baldi:<\/strong> E i tuoi favoriti del momento?<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Vaghe Stelle:<\/strong>Nella dance sicuramente <span class=\"testo_iframebold\">Margot<\/span>, duo di Rimini tra il kraut, la dance e l&#8217;italo, incredibili. Poi <span class=\"testo_iframebold\">Space Dimension Controller<\/span>, da poco uscito con un ep sulla storica R&amp;S, e <span class=\"testo_iframebold\">Autre Ne Vaut, Oneothrix Point Never, Damdike Stare<\/span>\u2026<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Giulia Baldi:<\/strong> Esperienza e fruizione: ascoltare la tua musica. Dal vivo o a casa?<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Vaghe Stelle:<\/strong> Dal vivo, con un buon <em>soundsystem<\/em> sicuramente rende molto bene. Ma ci sono tracce pi\u00f9 intime e introspettive che sono ottime per la formula &#8220;casa e tisana&#8221;.<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Giulia Baldi:<\/strong> E come vedi l\u2019interazione con il video? Esempi che ti hanno affascinato?<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Vaghe Stelle<\/strong>:<\/span> Ci sono moltissimi collettivi che lavorano con l&#8217;audiovideo. Il primo esempio che mi viene in mente \u00e8 il percorso portato avanti dalla Raster-Noton, soprattutto per un discorso estetico molto personale che ha fatto scuola. Anche se, secondo me, il migliore esempio di sempre rimane <em>Dreams that money can buy<\/em> di <span class=\"testo_iframebold\">Hans Richter<\/span> con, tra gli altri, Marcel Duchamp e musiche, tra le altre, di John Cage.<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38250\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-05.png\" alt=\"numero61_Vaghe Stelle 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_Vaghe-Stelle-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Giulia Baldi:<\/strong> Quali sono oggi le tue aspirazioni?<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Vaghe Stelle:<\/strong> Arrivare al suono pi\u00f9 personale, maturo e completo possible. Inventare qualcosa quando sembra ormai impossibile.<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Giulia Baldi:<\/strong> Forse per\u00f2 \u00e8 possible a Torino. Secondo te si tratta di una realt\u00e0 a parte?<\/p>\n<p lang=\"en-US\"><strong>Vaghe Stelle:<\/strong> Come ogni citt\u00e0, credo sia una realt\u00e0 a se. Sicuramente nel panorama italiano, spicca per la qualit\u00e0 degli eventi proposti e per il fermento della scena della musica elettronica. Lo stesso James Holden dopo essere stato al festival ha annunciato la nascita sul suo Twitter di una &#8221; Italian New Wave&#8221;. Incrociamo le dita\u2026<\/p>\n<hr \/>\n<p lang=\"en-US\"><a href=\"http:\/\/vaghestelle.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"en-US\">http:\/\/vaghestelle.com<\/span><\/a><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/soundcloud.com\/vaghe-stelle\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/soundcloud.com\/vaghe-stelle<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mixcloud.com\/vaghe_stelle\/january-mix\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"en-US\">http:\/\/www.mixcloud.com\/vaghe_stelle\/january-mix\/<\/span><\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo tutti d&#8217;accordo (speriamo): nell&#8217;ambito dell&#8217;elettronica la scena musicale italiana produce progetti originali e rilevanti come non riesce n\u008f nel pop, n\u008f tantomeno nel rock. 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