{"id":10801,"date":"2011-02-02T12:00:00","date_gmt":"2011-02-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-061\/new-planning-protocols-from-design-to-science-transitions\/"},"modified":"2020-11-01T23:39:27","modified_gmt":"2020-11-01T22:39:27","slug":"new-planning-protocols-from-design-to-science-transitions","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/new-planning-protocols-from-design-to-science-transitions\/","title":{"rendered":"Nuovi Protocolli Progettuali. Transizioni Tra Design E Scienza"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Nell&#8217;ultimo decennio il settore del design ha dimostrato un interesse sempre maggiore verso la possibilit\u00e0 di implementare la ricerca scientifica nei propri prodotti, asservendosi di strumenti e metodi basati sull&#8217;integrazione multidisciplinare, nonch\u00e8 su criteri caratterizzati da un rigore di matrice sempre pi\u00f9 scientifica. Il design contemporaneo mira a promuovere processi di innovazione e sperimentazione, in cui design e scienza si avvicinano, si intersecano e si fertilizzano.<\/p>\n<p align=\"left\">Il design incontra la matematica nelle sperimentazioni in cui le tecnologie digitali vengono interpretate come forme espressive, dove l&#8217;intervento progettuale coinvolge la dimensione degli algoritmi attraverso percorsi che vengono definiti <em>algorithmic design<\/em>, <em>generative design<\/em>, <em>computational design<\/em> sempre pi\u00f9 connessi al <em>digital manufacturing<\/em>. Esempi di <em>algorithmic design<\/em> sono, ad esempio, i gioielli e gli accessori per la casa realizzati da <span class=\"testo_iframebold\">Nervous System<\/span>, che interpretano il &#8220;computational&#8221;, come strumento creativo in grado di aiutare a realizzare le elaborazioni dei designer, riducendo enormemente i tempi che interconnettono il concept alla realizzazione.<\/p>\n<p align=\"left\">La codifica e la costruzione dell&#8217;algoritmo diventano atti creativi, come il disegnare, con risultati che, in termini di qualit\u00e0 del design, dipendono ovviamente dalle capacit\u00e0 progettuali del designer, pi\u00f9 che da ogni altro elemento materico o digitale. Nel sito di <span class=\"testo_iframebold\">Nervous System<\/span>, nella sezione di <em>e-commerce<\/em>, viene offerta anche la possibilit\u00e0 di personalizzare alcuni gioielli proposti attraverso uno strumento di <em>digital customization<\/em> in cui l&#8217;utente pu\u00f2 modificare alcuni parametri dimensionali del gioiello, per poi acquistare e ricevere il prodotto co-progettato e realizzato con sistemi efficienti come quelli di <em>rapid prototyping<\/em>. Osservando i loro prodotti si deduce anche l&#8217;intenzione di usare le tecnologie digitali per tradurre pi\u00f9 agevolmente in design la complessit\u00e0 di fenomeni, processi e patterns naturali, come quelli che caratterizzano la crescita delle strutture naturali.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38631\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-02.png\" alt=\"numero61_ New Plannig Protocols 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\">Le collaborazioni tra design e biologia sono particolarmente frequenti, dalla bionica, al design biomimetico, che trasferisce ai prodotti strategie, strumenti e metodi tratti dalla biologia, fino a esperienze di elaborazione grafica di processi biologici.<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Nel progetto di ricerca e formazione<\/span> <span class=\"testo_iframebold\"><em>Design4Science<\/em>,<\/span> il design per la comunicazione interpreta il campo della Biologia Molecolare, facendo riferimento ad una gran variet\u00e0 di risorse come l&#8217;archivio di dati e ricerche dell&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">MRC Laboratory of Molecular Biology<\/span> di Cambridge; il <span class=\"testo_iframebold\">Geis Archives dell&#8217;Howard Hughes Institute and David Goodsell<\/span>, e lo <span class=\"testo_iframebold\">Scripps Research Institute<\/span>. In questo caso il design, pi\u00f9 che trarre ispirazione dalle scienze biologiche supporta la scienza mediante lavori visivi, fotografie, animazioni, immagini digitali che svolgono il ruolo di disvelare concetti e processi in modo che gli scienziati stessi riescano a &#8220;leggerli&#8221; pi\u00f9 semplicemente e da diversi punti di vista.<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Il progetto <em>Diatom Design<\/em><\/span> nato dalla collaborazione tra l&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Hybrid Design Lab [1]<\/span> e il gruppo di ricerca, specializzato in microscopia elettronica e biologia marina, coordinato da Mario De Stefano, entrambi della <span class=\"testo_iframebold\">Seconda Universit\u00e0 degli Studi di Napoli<\/span>, si propone di affrontare il tema del rapporto tra design e scienze biologiche mediante due diversi approcci: l&#8217;approccio della bioispirazione, che porta al design di prodotti innovativi e sostenibili che trasferiscono strategie progettuali innovative dalle Diatomee e l&#8217;approccio che prevede che il design svolga un ruolo di supporto alla biologia, mediante i suoi strumenti di modellizzazione e interpretazione di caratteri biologici, come le strutture e i pattern, per meglio comprendere le motivazioni e i fenomeni fisici e biologici che tali caratteri sotto-intendono.<\/p>\n<p align=\"left\">Il rapporto del design con la chimica e con la scienza dei materiali e sicuramente quello, tra le scienze, pi\u00f9 consolidato. Con l&#8217;evolvere delle conoscenze scientifiche e delle tecnologie di produzione, per\u00f2, tale relazione si apre a sempre pi\u00f9 interessanti e complessi scenari collaborativi in cui l&#8217;interazione tra i due ambiti non \u00e8 pi\u00f9 casuale o saltuaria, ma pi\u00f9 consapevole e costruttiva. Nascono nuove dimensioni metodologiche caratterizzate dall&#8217;obiettivo di individuare protocolli comuni di attivit\u00e0 sulle quali fondare un processo di progettazione, interdisciplinare e condiviso, volto allo sviluppo di nuovi concept e nuovi prodotti di design, in un&#8217;ottica di innovazione sempre pi\u00f9 compatibile con gli equilibri ambientali e con le esigenze del mercato.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38632\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-03.png\" alt=\"numero61_ New Plannig Protocols 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\">Nell&#8217;ambito delle sperimentazioni progettuali condotte nell&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Hybrid Design Lab<\/span> il dialogo e la cooperazione tra design e nuovi materiali <span class=\"testo_iframebold\">[2]<\/span> \u00e8 costante e si fonda sul definire e sperimentare nuovi linguaggi condivisi e modalit\u00e0 di interazione e condivisione tra designer, scienziati dei materiali e aziende orientate a implementare un&#8217;innovazione integrata design-materiali nelle loro produzioni.<\/p>\n<p align=\"left\">A tale scopo \u00e8 stata definita e sperimentata una metodologia &#8220;ibrida&#8221; e collaborativa fondata sull&#8217;integrazione delle competenze e orientata a favorire la nascita di fertilizzazioni incrociate e l&#8217;innescarsi di corto-circuiti creativi. Il design, impiegando i propri strumenti progettuali di prefigurazione di scenario e di lettura delle dinamiche evolutive ed esigenziali del mercato e della societ\u00e0, interpreta in forma di nuovi concept e nuovi prodotti i materiali messi a punto dai ricercatori di scienza dei materiali. Contemporaneamente, la scienza dei materiali, attraverso la collaborazione interdisciplinare, individua nuovi e inediti percorsi di applicazione per le proprie ricerche e propone stimoli e sollecitazioni alla ricerca di design, indicandole alcune delle direzioni pi\u00f9 avanzate dello sviluppo della scienza e della tecnologia.<\/p>\n<p align=\"left\">La metodologia definisce due modalit\u00e0 di approccio possibili: la prima muove dai materiali verso il design (<span class=\"testo_iframebold\">Materiali \u2192 Design<\/span>) e prevede che i chimici e gli scienziati dei materiali propongano al design innovazioni da tradurre in prodotti e applicazioni; mentre nella seconda il design richiede agli scienziati dei materiali le soluzioni materiche pi\u00f9 appropriate a specifici brief progettuali (<span class=\"testo_iframebold\">Design \u2192 Materiali<\/span>). Per ognuno dei due approcci \u00e8 stata definita e verificata una struttura procedurale suddivisa in fasi.<\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;approccio M \u2192 D propone di &#8220;interpretare&#8221;, attraverso gli strumenti del design, le opportunit\u00e0 tecniche ed espressive offerte dall&#8217;innovazione dei materiali e delle tecnologie. Una interpretazione che si traduce in nuovi concept, prodotti e sistemi di prodotti e servizi, in grado di valorizzare le loro specifiche propriet\u00e0 e identit\u00e0. Per identit\u00e0 di un materiale si intende il complesso di opportunit\u00e0, ma anche di limiti e debolezze, che lo caratterizzano e che devono essere elaborate per concepire nuove applicazioni nelle quali il materiale si &#8220;esprima&#8221; nella maniera pi\u00f9 efficace possibile. I &#8220;caratteri di identit\u00e0&#8221; contemplano aspetti ambientali; prestazioni tecniche come la durabilit\u00e0, la processabilit\u00e0, le propriet\u00e0 meccaniche e quelle di barriera; caratteri percettivi come l&#8217;aspetto, la capacit\u00e0 di trasmettere e riflettere la luce, il colore e le propriet\u00e0 tattili.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38633\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-04.png\" alt=\"numero61_ New Plannig Protocols 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\">Le fasi pi\u00f9 significative che caratterizzano questo approccio sono:<\/p>\n<p align=\"left\">1. Selezione del materiale: Il gruppo di ricerca di scienza dei materiali seleziona e propone un sistema materico sviluppato o in fase di sviluppo rispetto al quale ritiene possa essere utile individuare possibili nuovi ambiti di applicazione.<\/p>\n<p align=\"left\">2. Analisi conoscitiva: In questa fase i ricercatori del gruppo di design affiancano nelle attivit\u00e0 di laboratorio i chimici e gli scienziati dei materiali per acquisire informazioni su fattori come il ciclo sperimentale, le fasi e i processi di realizzazione, i requisiti tecnici, ambientali e percettivi. La differenza di approccio e punti di vista che caratterizzano i due gruppi di ricercatori consente a entrambi di cogliere stimoli e individuare potenzialit\u00e0 che difficilmente avrebbero apprezzato a pieno lavorando singolarmente e secondo le metodiche consuete.<\/p>\n<p align=\"left\">3. Definizione dell&#8217;identit\u00e0 del materiale. I due gruppi lavorano congiuntamente per redigere una scheda che raccoglie i caratteri di identit\u00e0 del nuovo materiale, secondo le categorie: caratteri tecnico-funzionali, caratteri estetici, caratteri tecnologici e di processo, caratteri ambientali, e caratteri percettivi.<\/p>\n<p align=\"left\">4. Individuazione delle aree di opportunit\u00e0 e dei limiti da interpretare attraverso nuovi concept.<\/p>\n<p align=\"left\">5. Prefigurazione di possibili scenari applicativi e di nuovi modelli di consumo in funzione delle tendenze evolutive del mercato e della societ\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\">6. Proposta di nuovi concept che interpretano, esprimono e valorizzano l&#8217;identit\u00e0 del nuovo materiale.<\/p>\n<p align=\"left\">7. Sviluppo delle proposte progettuali.<\/p>\n<p align=\"left\">8. Selezione della proposta progettuale pi\u00f9 adeguata e rispondente alle esigenze da soddisfare.<\/p>\n<p align=\"left\">9. Sviluppo del progetto, studio di fattibilit\u00e0, prototipazione e eventuale brevetto.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38634\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-05.png\" alt=\"numero61_ New Plannig Protocols 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\">Nel secondo approccio (<em>D\u2192M)<\/em> il design, utilizzando i nuovi strumenti metodologici e linguistici di cooperazione messi a punto nel corso delle collaborazioni multidisciplinari, sperimenta la possibilit\u00e0 di trasferire e tradurre in requisiti da proporre agli scienziati dei materiali nuovi concept di design aderente ai nuovi scenari esigenziali contemporanei.<\/p>\n<p align=\"left\">In questo secondo approccio la metodologia si sviluppa secondo le seguenti fasi:<\/p>\n<p align=\"left\">1. Redazione di un brief elaborato dal gruppo di design o da un&#8217;azienda, in funzione di un nuovo scenario esigenziale individuato e non soddisfatto sufficientemente da nessun prodotto esistente.<\/p>\n<p align=\"left\">2. Definizione e analisi delle problematiche progettuali connesse alle esigenze individuate nel brief.<\/p>\n<p align=\"left\">3. Analisi delle soluzioni analoghe esistenti sul mercato, nella quale vengono messi in luce limiti e vantaggi.<\/p>\n<p align=\"left\">4. Prefigurazione di possibili scenari di prodotto attraverso i quali proporre nuove soluzioni alle problematiche irrisolte e nuovi modelli di consumo.<\/p>\n<p align=\"left\">5. Definizione di un concept che proponga soluzioni innovative alle problematiche progettuali definite.<\/p>\n<p align=\"left\">6. Traduzione del concept e dei principi progettuali definiti in un brief di materiali richiesti dal progetto.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38635\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-06.png\" alt=\"numero61_ New Plannig Protocols 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">7. Individuazione delle possibili soluzioni di materiali che possono essere esistenti; esistenti ma in parte da modificare; o da mettere a punto ex novo.<\/p>\n<p align=\"left\">8. Sviluppo di un sistema integrato design-scienza di definizione dei nuovi sistemi materici aderenti alle esigenze espresse. In questa fase \u00e8 importante che i ricercatori di design e di scienza dei materiali collaborino nella elaborazione di soluzioni condivise che costituiscano uno stato di avanzamento per le loro attivit\u00e0 di ricerca in corso, ma che siano anche fattibili e realizzabili con tecnologie produttive esistenti e accessibili, anche da un punto di vista economico.<\/p>\n<p align=\"left\">9. Sviluppo delle proposte progettuali condivise che coinvolgono sinergicamente materiali e prodotto.<\/p>\n<p align=\"left\">10. Selezione della proposta progettuale pi\u00f9 adeguata e rispondente alle esigenze da soddisfare.<\/p>\n<p align=\"left\">11. Sviluppo del progetto, studio di fattibilit\u00e0, prototipazione e eventuale brevetto.<\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;intersezione del design con matematica, biologia, fisica, scienza dei materiali, chimica pu\u00f2, quindi, proporre nuovi e inediti scenari di collaborazione in cui i ruoli si invertono, si fondono e si rinnovano di continuo, allo scopo comune di guadagnare avanzamenti nei diversi ambiti, in modo sinergico e proattivo.<\/p>\n<p align=\"left\">La collaborazione multidisciplinare si fonda sulla volont\u00e0 di promuovere la confluenza di alcune delle pi\u00f9 significative attivit\u00e0 di ricerca condotte parallelamente da design e scienze in comuni risultati concettuali e progettuali che si traducano, alla fine del percorso di ricerca, in prodotti industrializzabili, tecnicamente fattibili che determinino un impatto degli avanzamenti della ricerca scientifica nella vita delle persone.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38636\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-07.png\" alt=\"numero61_ New Plannig Protocols 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero61_-New-Plannig-Protocols-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\">Saperi e specificit\u00e0 disciplinari differenti collaborano tra loro per poter approdare a esiti, concettuali o concreti, accomunati da un approccio volto all&#8217;innovazione e alla traduzione della ricerca in prodotti. Design e scienze si avvicinano esplorando tale relazione attraverso molteplici prospettive. I sistemi di ricerca generati sono molteplici e multiformi, ma si fondano sulla scelta di adottare paradigmi e metodologie di matrice tecno-scientifica in grado di gestire la complessit\u00e0 dello scenario della produzione industriale contemporanea e le sue relazioni con gli aspetti culturali come la storia produttiva di un contesto, il capitale umano e quello territoriale.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"left\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[1]<\/strong> &#8211; Il Laboratorio Hybrid Design Lab fa parte del Dipartimento IDEAS della Seconda Universit\u00e0 di Napoli ed \u00e8 coordinato da Carla Langella con la supervisione scientifica di Patrizia Ranzo.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[2]<\/strong> &#8211; Nell&#8217;Hybrid Design la competenza sui materiali, con un&#8217;attenzione particolare alla sostenibilit\u00e0 ambientale, \u00e8 rappresentata prevalentemente dal gruppo di ricerca coordinato da Carlo Santulli e dai gruppi coordinati da Mario Malinconico e Maurizio Avella dell&#8217;ICTP, CNR.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;ultimo decennio il settore del design ha dimostrato un interesse sempre maggiore verso la possibilit\u0088 di implementare la ricerca scientifica nei propri prodotti, asservendosi di strumenti e metodi basati sull&#8217;integrazione multidisciplinare, nonch\u008f su criteri caratterizzati da un rigore di matrice sempre pi\u009d scientifica. 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Transizioni Tra Design E Scienza &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/design\/new-planning-protocols-from-design-to-science-transitions\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Nuovi Protocolli Progettuali. Transizioni Tra Design E Scienza &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]During the last decade the design field has been showing a growing interest in the possibility of improving scientific research with its products, by making use of multi-disciplinary integration methods and tools and scientific matrix-based criteria. Contemporary design aims to promote innovation and experimentation procedures, where design and science get closer to each other, melt and give birth to something new.[:it]Nell&#039;ultimo decennio il settore del design ha dimostrato un interesse sempre maggiore verso la possibilit\u0088 di implementare la ricerca scientifica nei propri prodotti, asservendosi di strumenti e metodi basati sull&#039;integrazione multidisciplinare, nonch\u008f su criteri caratterizzati da un rigore di matrice sempre pi\u009d scientifica. Il design contemporaneo mira a promuovere processi di innovazione e sperimentazione, in cui design e scienza si avvicinano, si intersecano e si fertilizzano. 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