{"id":10795,"date":"2010-12-03T12:00:00","date_gmt":"2010-12-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-060\/colorito-an-interactive-renaissance-of-coulour\/"},"modified":"2020-11-01T23:35:17","modified_gmt":"2020-11-01T22:35:17","slug":"colorito-an-interactive-renaissance-of-coulour","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-060\/colorito-an-interactive-renaissance-of-coulour\/","title":{"rendered":"Colorito. An Interactive Renaissance Of Coulour"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Nel panorama espositivo discontinuo dei linguaggi digitali in Italia, un&#8217;interessante mostra \u00e8 apparsa a sorpresa, e si \u00e8 appena conclusa lo scorso 11 Novembre 2010, in un luogo insospettabile: Palazzo Medici Riccardi a Firenze. <span class=\"testo_iframebold\">Colorito: an interactive renaissance of colour<\/span> \u00e8 il titolo della mostra a cura di<span class=\"testo_iframebold\"> Luca Farulli<\/span> (Accademia di Belle Arti di Venezia), <span class=\"testo_iframebold\">Andruid Kerne<\/span> (Interface Ecology Lab\/Texas A&amp;M University) e <span class=\"testo_iframebold\">Frank Nack<\/span> (ISLA\/University of Amsterdam) che ha proposto alcuni nomi storici dell\u2019arte digitale e alcuni nuovi autori, collegati dall\u2019attenzione al tema del colore.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 stata organizzata, per la prima volta Italia lo scorso 25-29 Ottobre 2010, nell&#8217;ambito della conferenza mondiale <span class=\"testo_iframebold\">ACM Multimedia 2010 <\/span><span class=\"testo_iframe\">(la pi\u00f9 importante conferenza scientifica internazionale dedicata al tema della multimedialit\u00e0, organizzata dalla <\/span><span class=\"testo_iframebold\">Association for Computing Machinery)<\/span><span class=\"testo_iframe\"> coordinata dal Professor Alberto del Bimbo dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze e dal Professor Shih-Fu Chang della Columbia University, New York<\/span>.<\/p>\n<p><strong>ALICE ATTRAVERSA LO SPECCHIO<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Monika Fleischmann e Wolfgang Strauss<\/span>, autori storici della new media art e fra i pi\u00f9 importanti (attivi con progetti di realt\u00e0 virtuale e interattiva fin dagli anni 80, co-fondatori di <span class=\"testo_iframebold\">Art &amp; Com<\/span>) hanno presentato un lavoro degli anni Novanta, <em>Liquid Views-Narcissus Mirror<\/em> (esposto anche in Italia alla mostra di Ars Lab nel 2000), rivisitato oggi dal punto di vista della configurazione e del software.<\/p>\n<p>In una simulazione di specchio d\u2019acqua il pubblico si riflette (Narciso) e pu\u00f2, manipolando il touch-screen, alterare e cambiare la propria immagine. Il lavoro \u00e8 diretto e molto efficace. Ci riporta ad alcune componenti importanti dell\u2019arte digitale: l\u2019interattivit\u00e0 come partecipazione dello spettatore, il suo coinvolgimento attraverso l\u2019azione e compartecipazione all\u2019opera, opera aperta e modificabile. E ancora, all\u2019idea di realt\u00e0 virtuale intesa come \u201cSpecchio di Alice\u201d in cui immergersi, e come ingresso nella superficie dell\u2019immagine.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38608\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-02.png\" alt=\"numero60_Colorito 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Immergersi \u201cthrough the mirror\u201d \u00e8 ancor oggi una valenza forte dei linguaggi digitali, e mentre l\u2019avventura dell\u2019immersione 3D dei linguaggi spettacolari continua a restare una promessa, le sperimentazioni creative, l\u2019estetizzazione dell\u2019idea dell\u2019immersione e del doppio virtuale nelle opere new media, restano le pi\u00f9 convincenti.<\/p>\n<p>\u201cLiquid Views &#8211; Narcissus\u2019s mirror\u201d come metafora pi\u00f9 che mai valida, metafora che rinvia oggi alla crescente valenza narcisistica (e non solo comunicativa) dei media. Narcisismo che, dopo la televisione, ha iniziato a invadere i new media sostituendo in modo preoccupante la coscienza di autogestione degli inizi con l\u2019invadenza dei vari social-network (vedi Facebook), dove la comunicazione diventa \u201criflesso\u201d, auto-rappresentazione e forse, domani, controllo.<\/p>\n<p><strong>LIVELLI DI VISIONE<\/strong><\/p>\n<p>Da sempre attivo nel campo dell\u2019applicazione dei linguaggi digitali sulla comunicazione\/esplorazione del museo e della citt\u00e0, <span class=\"testo_iframebold\">Franz Fischnaller<\/span> ha proposto una ricerca a vasto raggio. Il progetto, giustamente ambizioso, s\u2019inserisce nella ricerca di un \u201cingresso\u201d visivo, di una analisi\/ricerca che vuole, con i media digitali, entrare e indagare le strutture espressive del quadro stesso.<\/p>\n<p>La domanda verte sulla meccanica della creazione pittorica e ha il suo precedente scientifico nelle nuove tecniche di analisi via \u201cscanning\u201d delle pitture classiche, dove si pu\u00f2 ormai definire le sovrapposizioni di colore e la cronologia, fino alle pi\u00f9 sottili modalit\u00e0 di trattamento pittorico. Dentro il mistero (la struttura percettiva?) dell\u2019opera, i media digitali possono quindi indagare, non tanto per comunicare infine (cosa impossibile) il senso ultimo della percezione estetica. Ma per ampliare in modi inediti le conoscenze empiriche o esatte dei processi di configurazione dell\u2019immagine, che affascinano il fruitore quanto l\u2019addetto ai lavori.<\/p>\n<p>All\u2019ingresso immersivo prefigurato dallo scanning si sostituisce un\u2019immersione concreta, un sondaggio nelle fasi della formazione dell\u2019immagine. Quali che siano gli sviluppi estetici di questa ricerca ne sono gi\u00e0 evidenti gli effetti a livello pedagogico, perch\u00e9 l\u2019ingresso nell\u2019opera apre nuove letture di grande interesse.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38609\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-03.png\" alt=\"numero60_Colorito 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>EFFETTO FARFALLA<\/strong><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\">Victoria Vesna <\/span>( in collaborazione con <span class=\"testo_iframebold\">Jim Gimzewski<\/span>) ha presentato uno dei suoi lavori storici e pi\u00f9 conosciuti, il lavoro di nano-art<em> Blue Morph, <\/em>che cerca di ricostruire e di far percepire al fruitore dell\u2019installazione \u201cl\u2019essere farfalla\u201d. La farfalla Blue Morph vive brevemente (due o tre settimane) e viene spesso introdotta come larva in contenitori artificiali dove vive la sua breve vita.<\/p>\n<p>L\u2019installazione mima la trasformazione, il frammentarsi e il cadere delle bellissime ali che la caratterizzano e la cui nanostruttura ne determina la tipica colorazione, mentre sentiamo i molteplici cuori che attivano il piccolo organismo continuando a pompare durante le tante trasformazioni di una (relativamente) brevissima vita.<\/p>\n<p>I suoni e i segnali di un\u2019esperienza cos\u00ec forte e relativamente breve vengono trasmessi via cuffia al fruitore inserito in una struttura che riecheggia la larva nel momento della trasformazione, mentre una luce blue pulsa e si fa chiaro l\u2019invito a identificarsi nell\u2019animale e di conseguenza nella percezione della natura. La sensazione di un Avatar\/farfalla \u00e8 uno degli obbiettivi del lavoro, una esperienza di \u201cdoppio\u201d psicologico\/culturale, di identificazione uomo\/animale.<\/p>\n<p><strong>VISIONI E ICONOGRAFIE<\/strong><\/p>\n<p>Si rifanno ad antiche nozioni astronomiche <span class=\"testo_iframebold\">Bianco-Valente<\/span>, che hanno viaggiato per il loro progetto, in diversi punti del pianeta e ne hanno riportato una nozione di tempo e spazio diversificato attraverso proiezioni di immagini di natura, boschi, paesaggi che, accompagnati da un loop sonoro, alludono ai punti diversi e alle ottiche diverse del pianeta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38610\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-04.png\" alt=\"numero60_Colorito 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019incontro fra diverse iconografie e iconologie \u00e8 stato anche il tema della giapponese <span class=\"testo_iframebold\">Tamiko Thiel <\/span>che in <em>The travels of Mariko Horo<\/em> immagina un doppio viaggio fra due culture distanti e contrarie che hanno trovato modo di incontrarsi. Uno spazio interattivo\/navigabile fa attraversare gli spazi delle immagini delle culture cristiane occidentali e orientali Buddiste.<\/p>\n<p>Il Cristo e il Budda si confondono e i nobili veneziani del Settecento hanno volti orientali sotto le parrucche dell\u2019epoca. Si tratta di un \u201cviaggio nelle immagini\u201d e sulle immagini, ma con una notevole capacit\u00e0 fascinatrice. Un viaggio nelle immagini che pone il problema ancora una volta dei risultati possibili delle nuove ibridazioni e dei nuovi sincretismi dell\u2019incontro fra culture in atto, e di cui \u00e8 difficile definire gli esiti sia a livello estetico che a livello culturale.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte gli scambi iconografici fra religioni diverse erano gi\u00e0 iniziati nel passato remoto d\u2019influenze e scambi fra cristianesimo e buddismo e nei colori splendenti e iperrealisti delle rispettive culture lo scambio diventa cromatico.<\/p>\n<p><strong>SCHEDARI DELLA MEMORIA<\/strong><\/p>\n<p>Il nero e il rosso sono i colori dell\u2019installazione dei finlandesi <span class=\"testo_iframebold\">Crucicle Studio (Jaakko Pesonen &amp; Teemu Korpilahti) <\/span>che hanno interrogato la figura di Alan Turing, personaggio storico dello sviluppo del computer e della computer-science, figura eroica nella seconda guerra mondiale combattuta nel codificare i testi segreti dello spionaggio, morto tragicamente nel 1954.<\/p>\n<p>Turing \u00e8 presente come individuo artificiale a cui \u00e8 possibile rivolgere delle domande e ottenerne delle risposte attraverso un linguaggio di segni in codice. I codici sono stati il terreno psicologico e culturale di Turing ed \u00e8 attraverso questi che viene rappresentato l\u2019eccezionale personaggio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38611\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-05.png\" alt=\"numero60_Colorito 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Far \u201cparlare\u201d i testimoni della storia, o i personaggi con un peso esistenziale forte \u00e8 scelta periodica nell\u2019arte digitale e le soluzioni riportano al tema dell\u2019individuo elettronico, del robot o pi\u00f9 semplicemente alla memorizzazione del \u201ctutto\u201d, resa possibile dai nuovi software. Conservare la coscienza, la memoria, collocare il cervello in uno \u201cscaffale\u201d sempre consultabile, \u00e8 un\u2019attrazione sempre pi\u00f9 forte nel pensiero digitale e questa forma di memoria tende a essere la \u201cmessa in eterno\u201d (la \u201cmise en abyme\u201d) dei nostri processi mentali.<\/p>\n<p>L\u2019archivio della memoria \u00e8 proseguimento della vita del corpo biologico, uno schedario dell\u2019esistenza che diventa sempre pi\u00f9 complesso e pi\u00f9 difficile da configurare.<\/p>\n<p><strong>IL COLORE IN QUESTIONE<\/strong><\/p>\n<p>In <em>Chroma Space<\/em>, <span class=\"testo_iframebold\">Wendy Ann Mansilla e Jordi Puig<\/span> hanno indagato gli effetti psicologici del colore, con il corpo a interfacciarsi con le trasformazioni coloristiche di un paesaggio in bianco e nero. Arte applicata (forse) cos\u00ec come nei lavori di <span class=\"testo_iframebold\">Leah Buchley<\/span> che ha lavorato sulle possibilit\u00e0 di cambiamento dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>In modi diversi il colore come \u201ccolore pittura\u201d appare nei lavori della mostra. Nell\u2019installazione di <span class=\"testo_iframebold\">Hayley Hung e Christian Jacquemin<\/span> uno dei grandi coloristi della stagione informale, Mark Rothko, \u00e8 stato utilizzato in riproduzione. Riproduzione che viene sottoposta a minimali cambiamenti in un sistema interattivo che capta le reazioni del fruitore e li utilizza per variare i dati cromatici del quadro.<\/p>\n<p>Il colore delle opere digitali \u00e8 stato pi\u00f9 volte interrogato esteticamente, pur restando un elemento marginale perch\u00e9 il colore digitale \u00e8 stato finora il colore industriale dei software, accettato e utilizzato con tutte le sue valenze kitsch e pop, come oggetto trovato e come portatore di elementi \u201ctipici\u201d del mondo digitale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38612\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-06.png\" alt=\"numero60_Colorito 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Di qui una delle fratture del gusto che sono sempre esistite fra new media e arte contemporanea, per cui anche i colori impossibili dei lavori del giapponese <span class=\"testo_iframebold\">MuraKami<\/span> diventano pi\u00f9 accettabili dei \u201cnon colori\u201d dei videogame. Se il primo pregio della mostra \u00e8 appunto un\u2019ottica di lettura sul colore, il secondo \u00e8 certamente la riaffermazione dell\u2019interesse sempre centrale della ricerca interattiva, immersiva e dell\u2019eccentricit\u00e0 operativa tipica del digitale.<\/p>\n<p>Sorprende in questo senso, nel libro di divulgazione Taschen &#8220;New media art&#8221; scritto nel 2006 da<span class=\"testo_iframebold\"> Mark Tribe<\/span>l\u2019eliminazone di tutta un\u2019area del digitale (legata a complicati dispositivi) basandosi sull\u2019assunto dell\u2019obsolescenza dei software del passato e sulle loro carenze verso le necessit\u00e0 espressive delle opere. Penso invece che se dobbiamo creare un ingresso della new media art nelle arti contemporanee come sta avvenendo) ne bisogna invece rivendicare gli aspetti pi\u00f9 eretici e le fantasie scatenate che in questi anni dalla fibrillazione tecnologica che stiamo vivendo.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.acmmm10.org\/program\/interactive-art-exhibit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.acmmm10.org\/program\/interactive-art-exhibit\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel panorama espositivo discontinuo dei linguaggi digitali in Italia, un&#8217;interessante mostra \u008f apparsa a sorpresa, e si \u008f appena conclusa lo scorso 11 Novembre 2010, in un luogo insospettabile: Palazzo Medici Riccardi a Firenze. Colorito: an interactive renaissance of colour \u008f il titolo della mostra a cura di Luca Farulli (Accademia di Belle Arti di Venezia), Andruid Kerne (Interface Ecology Lab\/Texas A&#038;M University) e Frank Nack (ISLA\/University of Amsterdam) che ha proposto alcuni nomi storici dell&#8217;arte digitale e alcuni nuovi autori, collegati dall&#8217;attenzione al tema del colore. 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Its title is Colorito: an interactive renaissance of colour, curated by Luca Farulli (Accademia delle Belle Arti, Venice), Andruid Kerne (Interface Ecology Lab\/Texas A&amp;M University) and Frank Nack (ISLA\/University of Amsterdam) who proposed a mix of traditional names of digital art and young artists, linked by their interest for colour. This exhibition was organized for the first time in Italy the last 25-29th October 2010, during the ACM Multimedia 2010 international conference (the worldwide premier multimedia conference organized by the Association for Computing Machinery). The event was coordinated by Professor Alberto del Bimbo, University of Florence, and Professor Shih Fu Chang, Columbia University, New York.[:it]Nel panorama espositivo discontinuo dei linguaggi digitali in Italia, un&#039;interessante mostra \u008f apparsa a sorpresa, e si \u008f appena conclusa lo scorso 11 Novembre 2010, in un luogo insospettabile: Palazzo Medici Riccardi a Firenze. Colorito: an interactive renaissance of colour \u008f il titolo della mostra a cura di Luca Farulli (Accademia di Belle Arti di Venezia), Andruid Kerne (Interface Ecology Lab\/Texas A&amp;M University) e Frank Nack (ISLA\/University of Amsterdam) che ha proposto alcuni nomi storici dell&#039;arte digitale e alcuni nuovi autori, collegati dall&#039;attenzione al tema del colore. La mostra \u008f stata organizzata, per la prima volta Italia, nell&#039;ambito della conferenza mondiale ACM Multimedia 2010 (la pi\u009d importante conferenza scientifica internazionale dedicata al tema della multimedialit\u0088, organizzata dalla Association for Computing Machinery) coordinata dal Professor Alberto del Bimbo dell&#039;Universit\u0088 degli Studi di Firenze[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-060\/colorito-an-interactive-renaissance-of-coulour\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2010-12-03T10:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-11-01T22:35:17+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-01.png\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"680\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"496\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/png\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Lorenzo Taiuti\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Lorenzo Taiuti\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"15 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-060\/colorito-an-interactive-renaissance-of-coulour\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-060\/colorito-an-interactive-renaissance-of-coulour\/\",\"name\":\"Colorito. 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Its title is Colorito: an interactive renaissance of colour, curated by Luca Farulli (Accademia delle Belle Arti, Venice), Andruid Kerne (Interface Ecology Lab\/Texas A&M University) and Frank Nack (ISLA\/University of Amsterdam) who proposed a mix of traditional names of digital art and young artists, linked by their interest for colour. This exhibition was organized for the first time in Italy the last 25-29th October 2010, during the ACM Multimedia 2010 international conference (the worldwide premier multimedia conference organized by the Association for Computing Machinery). The event was coordinated by Professor Alberto del Bimbo, University of Florence, and Professor Shih Fu Chang, Columbia University, New York.[:it]Nel panorama espositivo discontinuo dei linguaggi digitali in Italia, un'interessante mostra \u008f apparsa a sorpresa, e si \u008f appena conclusa lo scorso 11 Novembre 2010, in un luogo insospettabile: Palazzo Medici Riccardi a Firenze. Colorito: an interactive renaissance of colour \u008f il titolo della mostra a cura di Luca Farulli (Accademia di Belle Arti di Venezia), Andruid Kerne (Interface Ecology Lab\/Texas A&M University) e Frank Nack (ISLA\/University of Amsterdam) che ha proposto alcuni nomi storici dell'arte digitale e alcuni nuovi autori, collegati dall'attenzione al tema del colore. La mostra \u008f stata organizzata, per la prima volta Italia, nell'ambito della conferenza mondiale ACM Multimedia 2010 (la pi\u009d importante conferenza scientifica internazionale dedicata al tema della multimedialit\u0088, organizzata dalla Association for Computing Machinery) coordinata dal Professor Alberto del Bimbo dell'Universit\u0088 degli Studi di Firenze[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-060\/colorito-an-interactive-renaissance-of-coulour\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2010-12-03T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-11-01T22:35:17+00:00","og_image":[{"width":680,"height":496,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Colorito-01.png","type":"image\/png"}],"author":"Lorenzo Taiuti","twitter_misc":{"Scritto da":"Lorenzo Taiuti","Tempo di lettura stimato":"15 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-060\/colorito-an-interactive-renaissance-of-coulour\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-060\/colorito-an-interactive-renaissance-of-coulour\/","name":"Colorito. 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