{"id":10793,"date":"2010-12-03T12:00:00","date_gmt":"2010-12-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-060\/digital-art-in-finland-chronicles-of-a-travelling-week\/"},"modified":"2020-11-01T23:34:49","modified_gmt":"2020-11-01T22:34:49","slug":"digital-art-in-finland-chronicles-of-a-travelling-week","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-060\/digital-art-in-finland-chronicles-of-a-travelling-week\/","title":{"rendered":"L&#8217;arte Digitale In Finlandia. Cronache Di Una Settimana In Viaggio"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\">Inizia con questo articolo un excursus sull<span class=\"testo_iframebold\">&#8216;arte digitale in Finlandia<\/span>, il secondo paese al mondo situato pi\u00f9 a Nord, confinante con la Norvegia, con la Svezia e con la Russia, e la cui superficie sta per un quarto della sua estensione al di sopra del Circolo Polare Artico.<\/p>\n<p align=\"left\">Recentemente \u00e8 la meta preferita di molti artisti e docenti anche italiani per le ideali condizioni di studio, di residenza e di produzione artistica, e in generale la mobilit\u00e0 Erasmus di studenti e docenti di Accademie e Universit\u00e0 verso questo Paese Europeo sta aumentando sempre di pi\u00f9 negli ultimi anni. La Finlandia \u00e8 ricercata anche per le molte strutture specializzate in media arts come <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/cartes-art.fi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CARTES -Center of Art and Technology Espoo<\/a> (che organizza anche un Festival di arte elettronica finlandese, <span class=\"testo_iframebold\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/cartes-art.fi\/flux2010\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Cartes flux<\/a><\/span><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/cartes-art.fi\/flux2010\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">)<\/a> e in Information Technology come la <a class=\"testo_iframebold\" href=\"\/\/www.tut.fi\/public\/index.cfm?siteid=32\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Tampere University of Technology<\/a>, l&#8217;universit\u00e0 finlandese con il pi\u00f9 alto numero di exchange students e ricercatori di nazionalit\u00e0 straniera, oltre alla <a class=\"testo_iframebold\" href=\"\/\/www.aalto.fi\/en\/about\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Aalto University<\/a>, la <a class=\"testo_iframebold\" href=\"\/\/www.kuva.fi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Kuvataideakatemia<\/a>, <a class=\"testo_iframebold\" href=\"\/\/www.taik.fi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">l&#8217;Universit\u00e0 di Arte e Design <\/a> di Helsinki e il <a class=\"testo_iframebold\" href=\"\/\/www.jamk.fi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Jyvaskyla Polytechnic<\/a>.<\/p>\n<p align=\"left\">Senza con questo dimenticare uno dei festival pi\u00f9 interessanti del panorama Europeo performativo, l<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/balticcircle.fi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">&#8216;International Theatre Festival Baltic Circle<\/a>. Chiss\u00e0 se arriveremo mai al modello finlandese di Universit\u00e0 pubblica a capitale statale, dove gli studenti non devono pagare le tasse, hanno sussidi e dove si investe riccamente in ricerca&#8230;.<\/p>\n<p align=\"left\">E&#8217; possibile avere una panoramica della videoarte e della media art che viene realizzata in Finlandia consultando il date base on line ideato dall&#8217;associazione no profit <a class=\"testo_iframebold\" href=\"\/\/av-arkki.fi\/web\/index.php?id=2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">AV-arkki<\/a> nel 1989 per distribuire e dare visibilit\u00e0 ad oltre 170 artisti finlandesi. Si pu\u00f2 vedere anche il sito di <a class=\"testo_iframebold\" href=\"\/\/m-cult.org\/projects\/finnish-media-art-network\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">m-cult<\/a>, network di associazioni per la valorizzazione della media art finlandese.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38207\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-02.png\" alt=\"numero60_Digital art in Finland 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Lo spunto per questi articoli sulla scena digitale finalndese \u00e8 il convegno a cui ho partecipato come relatrice<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.embodimentofauthority.net\/program\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> &#8211; The embodiment of authority<\/a> presso la <a class=\"testo_iframebold\" href=\"\/\/docmus.siba.fi\/en\/home\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> Sibelius Academy<\/a> di Helsinki, struttura di alta formazione musicale. Al convegno, che \u00e8 durato tre giorni, sono stati affrontati gli aspetti multisfaccettati di una nuova creativit\u00e0 musicale anche tecnologica: i temi chiave erano stati anticipati da alcuni emeriti professori legati sia all&#8217;etnografia musicale sia alla performance propriamente detta, quali <span class=\"testo_iframebold\">Della Pollock<\/span> dell&#8217;Universit\u00e0 del North Carolina, il prof.<span class=\"testo_iframebold\"> Nicholas Cook <\/span>del&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge e <strong class=\"testo_iframebold\">Allen Weiss <\/strong>dell&#8217;Universit\u00e0 di New York.<\/p>\n<p align=\"left\">Il punto di partenza era la cosiddetta \u201cteoria della performance\u201d, un ambito di studi prettamente angloamericano: la performance nell&#8217;accezione data dagli studi antropologici, etnografici e sociologici di<span class=\"testo_iframebold\"> Victor Turner e Richard Schechne<\/span>r, viene classificata non solo quale genere artistico, ma anche e soprattutto come momento di interazione personale e sociale; questo implica un&#8217;analisi della performance intesa come rete di relazioni complesse, socio-culturali e socio-comunicative. I conferenzieri erano cinquantatre, provenienti da tutto il mondo, anche se la maggiore rappresentanza era, oltre che dalla Finlandia, dagli Stati Uniti e dall&#8217;Inghilterra.<\/p>\n<p align=\"left\">I relatori che parlavano degli aspetti intermediali della performance provenivano dal Canada e dagli Stati Uniti. Io e <span class=\"testo_iframebold\">Gaia Varon<\/span>, musicologa milanese giornalista Rai (realizza le dirette radiofoniche del Teatro alla Scala di Milano) eravamo le uniche italiane. Le conferenze vertevano sugli aspetti epistemologici relativi alla performance, sulle strategie di interazione e sul concetto di \u201cShifting and shared authority\u201d (ossia, un principio di autorit\u00e0 che nella pratica della creativit\u00e0 performativa diventato sempre pi\u00f9 mobile e condiviso), sia presso l&#8217;Auditorium dell&#8217;Accademia Sibelius che presso altre sale di musica cittadine, nonch\u00e9 sessioni parallele in tre aule diverse che riguardavano<em> focus <\/em>e analisi di <em>case study<\/em>; nelle sessioni previste venivano inserite conferenze con dimostrazioni di lavori artistici. In questa sessione era previsto il mio intervento che riguardava un esempio di performance interattiva (<em>Racconti del mandala<\/em>).<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38208\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-03.png\" alt=\"numero60_Digital art in Finland 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Nei giorni finlandesi sono andata al <span class=\"testo_iframebold\">Museo d&#8217;Arte contemporanea<\/span> <a class=\"testo_iframebold\" href=\"\/\/www.kiasma.fi\/index.php?id=11&amp;L=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">KIASMA<\/a>, inaugurato nel 1998, un&#8217;architettura singolare di cinque piani nel cuore di Helsinki diretto da una donna, <span class=\"testo_iframebold\">Pirkko Siitari<\/span>; all&#8217;interno viene dato ampio spazio di esposizione a giovani artisti finlandesi, e molte sono le sale dedicate ai nuovi linguaggi, videoarte e arte interattiva.<\/p>\n<p align=\"left\">E&#8217; in corso al primo piano la mostra <em>Cream<\/em> (con opere di Damien Hirst),tra scultura, fotografia digitale, videoarte, e al secondo piano la mostra <em>Common things<\/em> su arte contemporanea finlandese e svedese. Nel programma della mostra \u00e8 previsto un fitto calendario di attivit\u00e0 e di eventi, workshop con artisti, seminari di estetica, convegni internazionali (a Ottobre ne \u00e8 cominciato uno su <em>Intersection: intimacy and spectacle)<\/em>, ma anche serate di puro intrattenimento. All&#8217;interno del museo c&#8217;\u00e8 una sala teatrale, una mediateca, un ristorante e una caffetteria. E&#8217; anche sede del <a class=\"testo_iframebold\" href=\"\/\/www.pixelache.ac\/helsinki\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Pixelache<\/a> \u2013 <span class=\"testo_iframebold\">Festival of Electronic Arts &amp; Subcultures<\/span>.<\/p>\n<p align=\"left\">Nella mostra <em>Common things, <\/em>di grande valore \u00e8 la serie fotografica digitale di <span class=\"testo_iframebold\">Jari Silomaki<\/span>, racconti urbani di alienazione, nonch\u00e8 le foto pitture di <span class=\"testo_iframebold\">Anna Ekmans<\/span> ispirate a Caravaggio; poi ancora<em> Hologram Walls<\/em> di <span class=\"testo_iframebold\">Carl Knif<\/span>, una videodanza commissionata dal Festival di Helsinki e <em>Tableaux vivants<\/em>, video performance di <span class=\"testo_iframebold\">Eeva-Mari Haikala<\/span>. Infine, una videoinstallazione composta da nove brevi video disposti in un unico spazio dall&#8217;ironico titolo<em> I love my job<\/em> di <span class=\"testo_iframebold\">Tellervo Kalleinen e Oliver Kochta-Kalleinen<\/span>; nove storie vere e paradossali di persone tra la Finlandia e la Svezia che hanno deciso di chiudere in modo definitivo con un lavoro distruttivo che avevano dovuto accettare per ragioni di sopravvivenza.<\/p>\n<p align=\"left\">La narrazione \u00e8 ricca di humour, anche se dietro si nasconde una dura critica a un sistema lavorativo e sociale che evidentemente ha anche qualche pecca, qualche incrinatura! Il cuoco del prestigioso ristorante 5 stelle, l&#8217;attrice del teatro, la badante, l&#8217;operaio.<\/p>\n<p align=\"left\">Al <span class=\"testo_iframebold\">Kiasma Theater<\/span> \u00e8 stato infine presentato in queste settimane l&#8217;ultimo lavoro del gruppo di teatro visuale <span class=\"testo_iframebold\">WHS <\/span>di <span class=\"testo_iframebold\">Ville Walo e Kalle Hakkarainen<\/span>, che usa tecnologie con sensori e videoproiezioni.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38209\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-04.png\" alt=\"numero60_Digital art in Finland 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Durante il mio soggiorno ho conosciuto una giovane <em>media artist<\/em> francese che vive e lavora a Helsinki, <span class=\"testo_iframebold\">Marianne Decoster-Taivalkoski<\/span> ; dopo gli studi in cinema, si \u00e8 specializzata in Nuovi Media al <a class=\"testo_iframebold\" href=\"\/\/mlab.uiah.fi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">MA- Medialab<\/a> dell&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Universit\u00e0 di Arte e Design di Helsinki<\/span> dove attualmente insegna <em>Sound and Media<\/em>. Ha partecipato ad Ars Electronica e Interferenze-Naturalis Electronica edizione 2006. Mi ha mostrato il suo primo lavoro di <em>interactive sound system<\/em> dal titolo <em>Aquatic<\/em> (2003).<\/p>\n<p align=\"left\">In questo lavoro sono evidenti i richiami a David Rokeby (di cui Digimag si \u00e8 occupato recentemente nel saggio critico &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1884\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1884<\/a> &#8211; scritto da<span class=\"testo_iframebold\"> Claudia Maina sul numero 58 dello scorso Ottobre 2010<\/span>) e alla serie dei suoi <em>Very Nervous System <\/em>(1983-1995)<em>; <\/em>come \u00e8 noto, l&#8217;opera di Rokeby, una delle pi\u00f9 chiarificatrici della relazione tra spettatore e sistema informatico, \u00e8 costituita da un dispositivo che collega una telecamera che registra i movimenti, un computer, un sintetizzatore e un sound system nel quale lo spettatore \u00e8 invitato a improvvisare dei movimenti che il sistema trasforma in suoni in un ciclo continuo di stimoli e di risposte.<\/p>\n<p align=\"left\">Anche <em>Aquatic<\/em>spinge l\u2019utente a giocare con il sistema e a trovare un proprio equilibrio armonico, attraverso il coordinamento dei propri movimenti che generano suoni e musica in tempo reale. I movimenti associati al nuotare e all&#8217;immergersi catturati da una webcam nascosta, generano dunque, sonorit\u00e0 marine preregistrate: risacche, sciabordii, gorgoglii. Marianne Decoster ha usato il software VNS di David Rokeby per la cattura del movimento tramite un sensore ottico-video e Max Msp per regolare l&#8217;interazione tra i movimenti del corpo ed i suoni associati.<\/p>\n<p align=\"left\">Cos\u00ec Marianne spiega le ragioni del suo lavoro: &#8220;Ho cominciato a lavorare sin da subito alla creazione di esperienze multisensoriali in ambienti sonori interattivi. Sono installazioni, spazi vuoti ma sensibili e reattivi al movimento del visitatore. L&#8217;ambiente interattivo \u00e8 progettato in tempo reale dallo stesso visitatore e ogni volta \u00e8 differente. Io cerco una corrispondenza tra il valore espressivo dei movimenti e la qualit\u00e0 fisica e semantica degli eventi sonori. Il ruolo pi\u00f9 importante lo affido all&#8217;immaginazione del visitatore, per giocare con sensazioni sinestetiche e immagini sonore, e per costruire un senso di immersione in un ambiente sonoro immaginario&#8221;.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38210\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-05.png\" alt=\"numero60_Digital art in Finland 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Digital-art-in-Finland-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">E ancora: &#8220;Lavoro con i suoni per usare un&#8217;estetica poetica che attinga relazioni dai vari campi di percezione. Il mio scopo \u00e8 stimolare i visitatori\/ascoltatori a produrre immagini mentali. Attraverso questa estetica e attraverso la struttura dell&#8217;interazione sono invitati ad adottare un&#8217;attitudine ludica e creativa. Mi piace lavorare con un approccio sperimentale, testando cio\u00e8 direzioni differenti del mio lavoro, facendo evolvere progetti per molti anni. Il feedback che mi arriva dai partecipanti alle installazioni per esempio, e l&#8217;osservare il loro comportamento, mi aiuta a fare delle scelte nuove e a prendere delle decisioni circa l&#8217;interazione e il modo di progettare la forma interattiva sonora. Sto attualmente esplorando gli aspetti performativi di questa installazione.<\/p>\n<p align=\"left\">Quando ho cominciato a sviluppare il concept di <em>Aquatic<\/em> l&#8217;ho immaginato applicato a un contesto urbano, in un ambiente, cio\u00e8, con un movimento di persone di diverse provenienze: ho pensato a un terminal del Porto di Helsinki. I diversi eventi sonori che compongono l&#8217;ambiente di <em>Aquatic<\/em> si riferiscono semanticamente ai movimenti prodotti in diversi contesti acquatici: acque calme, anche che scorrono &#8211; il fluttuare delle onde- e infine il mare in tempesta. Tutti questi eventi sonori per\u00f2 non appaiono contemporaneamente. <em>Aquatic<\/em> \u00e8 uno spazio vuoto pronto da essere riempito, attraversato o esplorato. Parlando di strutture spaziali di <em>Aquatic<\/em> preferisco parlare di spazio sensibile, che \u00e8 l&#8217;area coperta dai sensori e spazio avvolgente che \u00e8 tutta l&#8217;area fisica che circonda i partecipanti e che \u00e8 parte dell&#8217;installazione&#8221;.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inizia con questo articolo un excursus sull&#8217;arte digitale in Finlandia, il secondo Paese al mondo situato pi\u009d a Nord, confinante con la Norvegia, con la Svezia e con la Russia, e la cui superficie sta per un quarto della sua estensione al di sopra del Circolo Polare Artico.<\/p>\n","protected":false},"author":109,"featured_media":38206,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,239,213],"tags":[29,65,71],"class_list":["post-10793","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-articles","category-issue-060","tag-audiovideo","tag-report","tag-video-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L&#039;arte Digitale In Finlandia. 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