{"id":10790,"date":"2010-12-03T12:00:00","date_gmt":"2010-12-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-060\/memefest-oliver-vodeb-critical-and-radical-comunication\/"},"modified":"2020-11-01T23:34:25","modified_gmt":"2020-11-01T22:34:25","slug":"memefest-oliver-vodeb-critical-and-radical-comunication","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/memefest-oliver-vodeb-critical-and-radical-comunication\/","title":{"rendered":"Memefest: Oliver Vodeb. Comunicazione Critica E Radicale"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\">In un mondo nel quale la comunicazione \u00e8 sempre pi\u00f9 accelerata e pervasiva, siamo costantemente in deficit di strumenti interpretativi che ci permettano di comprendere realmente questa complessit\u00e0 e di interagire con essa. Molte delle istituzioni tradizionalmente deputate alla produzione di strumenti di questo tipo hanno progressivamente dimostrato la loro inadeguatezza, cristallizzandosi in logiche prettamente estetiche e sposando l&#8217;dea di creativit\u00e0 come gesto compreso in s\u00e9 stesso, che nasce e si sviluppa indipendentemente dal resto in una sorta di vuoto &#8220;perfetto&#8221; e &#8220;puro&#8221;.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Questa tendenza riguarda diversi tipi di attori. Innanzitutto, coinvolge le istituzioni formative. In molti casi queste si sono rivelate incapaci di adattarsi all&#8217;elasticit\u00e0 multiparadigmatica necessaria per affrontare la complessit\u00e0 della comunicazione e, allo stesso tempo, si sono appiattite sulle logiche pi\u00f9 puramente di marketing. Questo vale sia per quello che riguarda le scelte di critica dell&#8217;esistente, sia per le dinamiche di attrazione degli studenti (che sono visti sempre pi\u00f9 come clienti) in un mercato altamente concorrenziale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Ancora pi\u00f9 presi in questa logica sono i festival di comunicazione e pubblicit\u00e0. Sottoposti a grandi pressioni dai mercati, spesso i festival divengono completamente autoreferenziali: delle sorte di mostre canine nelle quali la creativit\u00e0 si riduce a una tautologia che non deve, e non pu\u00f2, riflettere sulle premesse e sulle implicazioni del sistema in cui si sviluppa.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38212\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-02.png\" alt=\"numero60_Memefest 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Di questi temi, e di molto altro, abbiamo parlato con <span class=\"testo_iframebold\">Oliver Vodeb, direttore del Memefest &#8211; International Festival of Radical Communication di Lubiana<\/span><span class=\"testo_iframe\">, che ormai dal 2002, tratta in modo riflessivo i temi della comunicazione critica e radicale, articolando la sua attivit\u00e0 tra network educativi internazionali<\/span>. Attraverso una costante tensione critica, Memefest cerca di rimettere in discussione le ideologie commerciali implicite nella comunicazione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Bertram Niessen:<\/strong> La storia del Memefest \u00e8 molto articolata. Invece di cercare di consolidare la vostra posizione divenendo &#8220;classici&#8221; (come cercando di fare molti altri festival), voi avete cambiato strategia e forma diverse volte. Recentemente avete scelto di costruire il vostro <em>social network<\/em> per combattere lo sfruttamento digitale dei<em> social networks<\/em> commerciali. E&#8217; una grande sfida. Potete spiegarci queste scelte pi\u00f9 in dettaglio?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Oliver Vodeb:<\/strong> Il Memefest \u00e8 stato concepito come uno strumento di comunicazione ed educazione tattica. Nei campi della comunicazione, del design e dell&#8217;arte, i festival giocano un ruolo importante. Sono meccanismi cruciali che creano dei <em>framework<\/em> di cosa \u00e8 giusto e cosa \u00e8 sbagliato. Creano framework di valori e criteri di qualit\u00e0. Il loro impatto nella pratica \u00e8 veramente molto forte. In molti casi \u00e8 anche pi\u00f9 forte di quello delle universit\u00e0. Se guardiamo al campo della comunicazione, i festival approcciano la pratica dal punto di vista della comunicazione di mercato: tendono a riprodurre una specifica ideologia; riproducono la logica dei vincitori e dei perdenti; valutano e premiano i lavoro in un modo altamente decontestualizzato, spesso partendo dai concetti astratti di &#8220;buona idea&#8221; e &#8220;soluzioni estetiche e formali&#8221;.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Quello che cerchiamo di fare al Memefest \u00e8 creare una struttura di qualit\u00e0 per quello che chiamiamo un &#8220;buon lavoro di comunicazione&#8221;. I nostri criteri sono centrati sull&#8217;impatto sociale, culturale e politico. Sul contesto. Sul processo. Sugli approcci comunicativi che non riproducono la logica del mercato. Crediamo che in questo modo si possa aiutare una produzione collettiva di conoscenza che generi nuove pratiche comunicative. Ma il Memefest \u00e8 centrato anche sulla teoria. Connette la pratica con la teoria ed approccia la comunicazione dal punto di vista di una critica interdisciplinare. Crediamo che la collaborazione crei risultati miglior della competizione e cerchiamo di coinvolgere i partecipanti in un processo educativo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Dopo che Facebook \u00e8 divenuto cos\u00ec popolare, abbiamo visto che non c&#8217;erano molte alternative in giro. Facebook \u00e8 un ambiente mercificato di lavoro digitale. Una cultura di <em>marketing<\/em> coperta da &#8220;interazioni amichevoli&#8221;. Con il nostro <em>social network<\/em> vogliamo dare alle persone una chance di essere coinvolta in scambi con altri che sono interessati nella comunicazione radicale. In un ambiente non commerciale. Pensiamo che sia importante e, per certi versi, radicale. In questo modo abbiamo esteso l&#8217;esperienza del festival a quella permanente della comunit\u00e0. Sar\u00e0 interessante vedere cosa succede.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38213\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-03.png\" alt=\"numero60_Memefest 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Bertram Niessen: <\/strong>La diffusione internazionale del Memefest sembra essere abbastanza tentacolare. Avete avuto molte collaborazioni da diversi gruppi e istituzioni in giro per il mondo. Come funziona esattamente questo network? Quali sono i valori e le idee dietro tutte queste attivit\u00e0 di <em>networking<\/em>?<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Oliver Vodeb:<\/strong> Il network internazionale consiste di persone che sono parte del team e che organizzano il Memefest localmente e internazionalmente. Abbiamo stabilito nodi locali in Brasile, Colombia e Serbia. Un&#8217;altra dimensione \u00e8 quella degli educatori, curatori e editori che lavorano con il Memefest e, assieme agli studenti, sviluppano le linee guida del festival nelle universit\u00e0. Alcune universit\u00e0 lo fanno regolarmente: ad esempio, abbiamo collaborato con ambiente educativi molto diversi come L&#8217;Universit\u00e0 <\/span><span lang=\"it-IT\"> Caldas in Colombia, l&#8217;American University di Sharjah, La University of Technology di Sydney, la Faculty for Social Sciences di Ljubljana. <\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">In questo modo siamo stati in grado di penetrare nei curriculum ufficiali. Ci sono, inoltre, dei partecipanti nel processo educativo interno al festival. Adesso stiamo cercando di costruire un network con persone che sono interessate nella comunicazione radicale. Prevalentemente, si tratta di intermediari culturali. Per questo abbiamo creato una piattaforma di social networking sul nostro sito. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Ci sono valori diversi all&#8217;interno del<em> network<\/em>. Alcuni sono costruiti attorno ad una cultura attivista, altri attorno ad una cultura accademica ed altri ancora attorno a quella artistica o professionale. Ma tutti hanno in comune un valore: la necessit\u00e0 di creare un cambiamento sociale attraverso la comunicazione nella sfera pubblica.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Bertram Niessen:<\/strong> il Memefest ha un alto profilo teorico ma, allo stesso tempo, il suo appeal \u00e8 abbastanza pop. Come gestite il ruolo del pensiero critico tra questi due elementi?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Oliver Vodeb:<\/strong> Cerchiamo di gestire sfere molto diverse in un modo produttivo. L&#8217;accademia, l&#8217;attivismo, il discorso professionale e il campo dell&#8217;arte. Solitamente questi campi operano separatamente. Ma, ancora una volta, tutti questi discorsi tendono ad aprirsi e ad includersi a vicenda se sono inseriti in meccanismi producenti. Possiamo comunicare con tutti questi campi indipendentemente ma possiamo anche connetterli e mixarli senza perdere l&#8217;integrit\u00e0 e la qualit\u00e0 dei discorsi. I partecipanti e le istituzioni partner hanno riconosciuto che aprirsi ed essere coinvolti in questi nuovi discorsi pu\u00f2 essere estremamente utile. Ognuno pu\u00f2 imparare dagli altri. L&#8217;aspetto &#8220;pop&#8221; al quale ti riferisci \u00e8 un&#8217;articolazione visuale di queste connessioni. Un&#8217;interfaccia dialogica in forma di relazioni comunicative con un veicolo visivo che \u00e8 basato sul processo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38214\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-04.png\" alt=\"numero60_Memefest 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Bertram Niessen:<\/strong> Studenti, sociologi, artisti, comunicatori, professionisti. A chi vi rivolgete, esattamente?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Oliver Vodeb:<\/strong> A persone che sono, in un modo o nell&#8217;altro, coinvolte nel campo della comunicazione nella sfera pubblica. Vogliamo lavorare con persone dentro il mondo accademico ma anche con chi \u00e8 esterno. Professionisti, ma anche attivisti. Cerchiamo di connettere queste diverse culture senza dare al discorso commerciale la possibilit\u00e0 di mettere in atto dei processi di cooptazione. La maggior parte dei partecipanti sono studenti e artisti. Ma, personalmente, sono sempre pi\u00f9 convinto che dobbiamo lavorare anche con i professionisti che provengono da ambiti commerciali. Loro non hanno altri spazi, e la logica delle agenzie di pubblicit\u00e0 e degli studi di design commerciale li allontana dalla possibilit\u00e0 di creare un pensiero critico. Per non parlare della pratica.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Bertram Niessen:<\/strong> Avete scelto di non dare premi in denaro ma, al contrario, di invitare i vincitori della &#8220;friendly competition&#8221; ad un workshop collaborativo. Puoi dirci qualcosa di pi\u00f9 a proposito di questo?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Oliver Vodeb:<\/strong> Il workshop sar\u00e0 a Nijmegen, in Olanda. Stiamo lavorando con diversi partner molto in gamba per questo evento. Pina a Koper, Pink Sweater a Nijmegen e Loesje a Berlino. Stiamo organizzando un evento evento di comunicazione radicale, all&#8217;interno del quale si terr\u00e0 il workshop di Memefest. Saranno invitati 20 partecipanti con proposte significative. Il concept del workshop non \u00e8 ancora stato sviluppato, ma mi piacerebbe sviluppare un lavoro nel quale si provi a costruire un mappa della comunicazione sociale e critica. La differenza tra il marketing e la comunicazione sociale \u00e8 ancora invisibile per molte persone.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">C&#8217;\u00e8 una profonda ragione ideologica per questo. C&#8217;\u00e8 un gran numero di campagne di comunicazione che dovrebbero lavorare attraverso una logica sociale. Ma non lo fanno. La maggior parte \u00e8 creata all&#8217;interno delle logiche di marketing. Quello in cui siamo veramente interessati \u00e8 articolare le differenze di impatto sociale tra il marketing e la comunicazione sociale. Come sviluppare questo discorso al di fuori del medium scritto della riflessione teorica? I workshop saranno monitorati dai curatori del Memefest e da me. Credo che sar\u00e0 un&#8217;esperienza forte per tutti noi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38215\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-05.png\" alt=\"numero60_Memefest 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/12\/numero60_Memefest-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Bertram Niessen:<\/strong> Quali pensi che possa essere il contributo della critica radicale alla comunicazione contemporanea?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Oliver Vodeb:<\/strong> E&#8217; essenziale. Abbiamo bisogno di ripensare la logica stessa della comunicazione se vogliamo perseguire il cambiamento sociale. Senza una critica ed una teoria radicale questo non \u00e8 possibile.<\/p>\n<hr \/>\n<p lang=\"it-IT\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.memefest.org\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.memefest.org\/en\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di questi temi, e di molto altro, abbiamo parlato con Oliver Vodeb, direttore del Memefest. Il Memefest \u008f un festival che, ormai dal 2002, tratta riflessivamente i temi della comunicazione radicale e critica, articolando network educativi internazionali. 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