{"id":10786,"date":"2010-12-03T12:00:00","date_gmt":"2010-12-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-060\/gob-squad-neverending-live-cinema\/"},"modified":"2020-11-01T23:35:59","modified_gmt":"2020-11-01T22:35:59","slug":"gob-squad-neverending-live-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-060\/gob-squad-neverending-live-cinema\/","title":{"rendered":"Gob Squad. Neverending Live Cinema"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span lang=\"en-US\">Sul loro sito web, subito dopo i messaggi di benvenuto, si legge: &#8220;<\/span>Gob Squad make performances, videos, installations and weird happenings, mixing performance, theatre, film and real life&#8221;. A parte l&#8217;enorme di variet\u00e0 di pratiche artistiche citate, l&#8217;attenzione si posa immediatamente sul quel &#8220;weird&#8221;. Il termine, di difficile traduzione allude a significati diversi quali &#8220;strano&#8221;, &#8220;eccentrico&#8221; o &#8220;curioso&#8221;. Effettivamente, dopo aver avuto l&#8217;occasione di prendere parte ad un&#8217;opera del gruppo anglo tedesco, diventa molto pi\u00f9 semplice capire il motivo di quell&#8217;aggettivo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Il progetto nato nel 1994, diviso tra Nottingham e Berlino, costruisce video performance basate sul rapporto tra i singoli, ancorate al concetto di evento collettivo. Nel loro operar,e il confine tra realt\u00e0 e finzione \u00e8 costantemente messo in crisi. Che cosa sia parte dello show e che cosa ne rimanga fuori non \u00e8 cos\u00ec semplice da stabilire. Si avverte, anzi, molto chiaramente la sensazione di spaesamento spazio-temporale ottenuta attraverso la sovrapposizione di diverse dimensioni: quella dei performer, quella del pubblico che vede l&#8217;azione registrata, quella del pubblico inconsapevole che a sua volta diviene parte dell&#8217;azione e cos\u00ec via.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Con semplici mezzi ausiliari come piccole video camere e rudimentali costumi di scena i <span class=\"testo_iframebold\">Gob Squad<\/span> sono in grado di ricreare forme e strutture narrative dei pi\u00f9 sofisticati Studios e, allo stesso tempo, di innescare cortocircuiti atti alle decostruzione di ogni genere di trama o storia. Inoltre, non \u00e8 sottovalutabile l&#8217;enorme rilievo che viene dato al caso, alla probabilit\u00e0 che il lavoro stesso si modifichi secondo imprevisti e digressioni. L&#8217;ingresso massiccio della realt\u00e0 nella pratica performativa non \u00e8 solo intenzione poetica, quanto piuttosto espressione di un desiderio vitale, di una presenza vivace a cui imputare il vero successo coinvolgente di opere come <em class=\"testo_iframebold\">Super Night Shot<\/em>.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37856\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-02.png\" alt=\"numero60_Gob Squad 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8220;Ognuno di noi \u00e8 solo uno su un milione, facile da sostituire e facile da dimenticare in una citt\u00e0 che non ha davvero bisogno di noi. Ma non vi preoccupate. Stiamo per cambiare tutto questo. Abbiamo un piano. Questa citt\u00e0 avr\u00e0 bisogno di noi e questo film sar\u00e0 la nostra testimonianza&#8221;. Sono queste le premesse con le quali il gruppo introduce <span class=\"testo_iframebold\"><em>SNS &#8211;<\/em><\/span> <em class=\"testo_iframebold\">Super Night Shot<\/em>. Un&#8217;esperienza straniante fatta di realt\u00e0 e fiction, di strategia e casualit\u00e0, di &#8220;veri&#8221; attori e ignare comparse.<\/p>\n<p>Il pubblico attende fuori dal teatro l&#8217;arrivo festoso dei performer stanchi e soddisfatti per aver compiuto la missione. Una volta entrati il mistero \u00e8 presto svelato: nei quattro schermi che compongono la scenografia viene proiettato un film realizzato con videocamere a spalla. Rigorosamente senza tagli, assolutamente prive di interruzioni le immagini scorrono (quasi) perfettamente sincronizzate componendo un&#8217;azione di live cinema con un tipico lieto fine hollywoodiano. Mentre i filmati proseguono gli ambienti si fanno familiari e non \u00e8 raro ritrovarsi all&#8217;improvvisio all&#8217;interno dell&#8217;opera.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">\u00c8 proprio questa l&#8217;opera da cui parte la nostra riflessione, che abbiamo avuto modo di &#8220;vedere&#8221; all&#8217;ultimo <span class=\"testo_iframebold\">Festival Santarcangelo <\/span>e che ha alimentato la voglia di saperne di pi\u00f9. Per questo abbiamo posto qualche domanda a <span class=\"testo_iframebold\">Simon Will<\/span>,<span class=\"testo_iframebold\"> tra i fondatori del gruppo. <\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"LEFT\"><strong>Claudio Musso:<\/strong>Performance, video arte, live cinema, video teatro, happening. \u00c8 lungo l&#8217;elenco delle categorie a cui si potrebbero ascrivere le azioni dei Gob Squad. Come si conciliano pratiche cos\u00ec diverse nel vostro operare?<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"LEFT\"><strong>Simon Will: <\/strong>Durante la realizzazione di un lavoro, non crediamo sia utile pensare in termini di &#8220;categorie&#8221;. Piuttosto cerchiamo di creare un contenitore nel quale sia possibile raccogliere tutto ci\u00f2 che desideriamo ottenere da un progetto. Ad esempio, potremmo concepire un progetto con il desiderio di realizzare qualcosa di veramente sensuale, che tenti di confondere la terminologia con la quale solitamente viene chiamato o definito dalla critica.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Opere come <em>Say It Like You Mean It<\/em> e <em>King Kong Club<\/em> potrebbero sicuramente essere etichettate come &#8220;happening&#8221;, ma, dal nostro punto di vista, al momento della messa in opera non serve dire: &#8220;questo \u00e8 un happening&#8221;, o piuttosto, &#8220;immaginiamolo cos\u00ec&#8221;. Se il nostro lavoro si colloca in campo di definizione espanso e vago, qualsiasi cosa pu\u00f2 accadere. Il nostro operare &#8220;nuota&#8221; all&#8217;interno di tutte le definizioni che hai elencato e molte altre ancora. Tuttavia riteniamo importati tutte le pratiche che hai citato nella domanda, soprattutto per il genere di aspettativa che ogni evento \u00e8 capace di produrre. Le attese cambiano a seconda che ci si trovi di fronte ad un&#8217;azione dal vivo o ad un prodotto di video arte.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37857\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-03.png\" alt=\"numero60_Gob Squad 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Claudio Musso:<\/strong>In accordo con le principali teorie sulle <em>performing arts<\/em>, possiamo senza dubbio definirle pratiche artistiche basate sul tempo. Nelle vostre opere, si ha a che fare con diverse categorie di tempo: tempo reale, tempo dell&#8217;azione performativa, tempo della percezione degli spettatori e ognuna di queste \u00e8 continuamente a contatto con l&#8217;altra. Come si relazionano tra loro questi differenti livelli temporali? L&#8217;opposizione tra sincronia e asincronia \u00e8 un elemento che ricercate?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Simon Will:<\/strong> Penso che l&#8217;utilizzo dell&#8217;elemento video, che \u00e8 cos\u00ec frequente nel nostro lavoro, scompagina la definizione di <em>time based<\/em> in modo veramente efficacie. <em>Super Night Shot<\/em> per esempio, \u00e8 un film per quattro schermi che viene girato in tempo reale, senza tagli o modifiche, con un approccio decisamente performativo rivolto, ovviamente, al video. Tuttavia ci\u00f2 a cui il pubblico assiste \u00e8 un evento registrato esattamente un&#8217;ora prima della proiezione stessa. Il tempo del video e il tempo reale crollano l&#8217;uno sull&#8217;altro: uno scambio continuo, biunivoco e senza diritti di precedenza.<\/p>\n<p>Usiamo molto la sincronia, l&#8217;asincronia e il loro continuo intersecarsi nella strutturazione dei nostri lavori. Questa attitudine contribuisce alla costruzione di un pezzo, e permette di inquadrare qualsiasi elemento casuale o incalcolabile. Inoltre, crea una grande confusione tra ci\u00f2 che \u00e8 previsto e pianificato e ci\u00f2 che \u00e8 pura coincidenza e reale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Claudio Musso: <\/strong>Nelle vostre azioni vi \u00e8 una particolare attenzione al processo di casualit\u00e0 che crea un&#8217;ambiguit\u00e0 tra simultaneit\u00e0 e improvvisazione. George Brecht, l&#8217;artista Fluxus, in uno dei suoi testi parla di <em>strict randomness<\/em>. Vi sentite in linea con questa definizione?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Simon Will: <\/strong>S\u00ec, spesso si commette l&#8217;errore di pensare che l&#8217;improvvisazione e l&#8217;anarchia siano aperti esclusivamente alla metodologia pratica del &#8220;va bene tutto&#8221;. L&#8217;implementazione delle regole e del ritmo consente alla &#8220;realt\u00e0&#8221; (che \u00e8, se la guardi in faccia, una cosa molto sfuggente e transitoria) di riuscire a comunicare, in qualche modo. Esistono diversi modi per farlo, ma, per noi, il connubio tra elementi di pura casualit\u00e0 e le regole imposte dalla sincronia \u00e8 possibile grazie ai meccanismi sviluppati all&#8217;interno della nostra pratica collettiva. Forse c&#8217;\u00e8 una connessione tra il lavoro collettivo, che \u00e8 spesso complesso a priori e la <em>strict randomness<\/em>.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Come lavoriamo insieme \u00e8 un intero universo a s\u00e9, sul quale abbiamo appena realizzato un libro per spiegare esattamente il nostro metodo. La struttura di Gob Squad \u00e8 completamente non gerarchica. Ci sono momenti in cui gli individui possono prendere l&#8217;iniziativa in una fase particolare, ma il lavoro si alimenta ininterrottamente, in un processo decisionale collettivo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37858\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-04.png\" alt=\"numero60_Gob Squad 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Claudio Musso:<\/strong> Durante l&#8217;ultimo Santarcangelo Festival ho assistito a <em>Super Night Shot<\/em>. Potrei definirlo uno spettacolo circolare, basato su un continuo coinvolgimento dell&#8217;attenzione del pubblico anche quando chi assiste non pensa di essere al centro del lavoro. Potresti dare una descrizione del lavoro dal tuo punto di vista?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Simon Will:<\/strong> Mi piace pensare che <em>Super Night Shot<\/em> sia composto da quattro punti di vista che convivono, quattro punti di vista uniti, prodotti nello stesso tempo! \u00c8 un lavoro veramente snervante da realizzare, ma al contempo \u00e8 estremamente eccitante. \u00c8 un lavoro di qualche anno fa, l&#8217;abbiamo realizzato nel 2003. E &#8216;stato davvero un processo di ricerca, un <em>work in progress<\/em> di cui a volte abbiamo detto &#8220;\u00e8 come una coreografia\u0085con le telecamere&#8221;.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Siamo stati spesso sorpresi dalle sue moltecontraddizioni. Il modo in cui, pur essendo un evento registrato, \u00e8 in grado di creare una sensazione molto forte di vitalit\u00e0. Il modo in cui utilizza tutti i trucchi di Hollywood e, contestualmente, li mette tutti da parte e poi, a un certo punto, li rimette tutti insieme nuovamente. Il mio punto di vista nei confronti di questo lavoro si modificher\u00e0 fino a quando avr\u00f2 vita. Pensa se questa intervista facesse lo stesso..<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Claudio Musso: <\/strong>Ho notato che i vostri strumenti principali sono: videocamere digitali, orologi, alcuni costumi e una grande capacit\u00e0 di persuasione. Qual \u00e8 il ruolo della strumentazione tecnica? In altre parole, gli strumenti sono in una posizione secondaria o sono parte fondamentale del lavoro? E, ancora, quanto \u00e8 importante garantire l&#8217;adesione degli attori inconsapevoli?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Simon Will: <\/strong>\u00c8 una domanda molto interessante, perch\u00e9 credo che la situazione sia apparentabile a quella dell&#8217;uovo e della gallina. Il materiale tecnico forma davvero quello che facciamo, perch\u00e9 spesso pu\u00f2 essere davvero uno dei fondamenti del lavoro (anche se se ci sono molteplici parti fondanti di un lavoro). Cos\u00ec, quando abbiamo cominciato a pensare <em>Super Night Shot<\/em>, una delle idee che avevamo era un concetto puro e semplice basato sulla strumentazione tecnica: quattro persone, ognuna con una telecamera sul capo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37859\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-05.png\" alt=\"numero60_Gob Squad 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero60_Gob-Squad-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Uno dei primi giorni di prova abbiamo semplicemente preso le telecamere e siamo usciti, registrando costantemente. Ci siamo presto resi conto che le immagini, riprese durante il tempo di registrazione, ci hanno fatto sentire davvero male! Come guardare la ripresa traballante di quattro film, tutti allo stesso tempo. Cos\u00ec abbiamo provato a girare aggiungendo dei treppiedi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Alla fine, per\u00f2, l&#8217;apparato tecnico viene sempre in seconda battuta. La nostra intenzione non \u00e8 certamente quella di poter dire: &#8220;Ehi, guarda cosa si pu\u00f2 fare con quattro telecamere&#8221;. La gente che incontriamo nelle strade durante la performance diventa parte del lavoro, le persone incontrate per caso sono i protagonisti. Direi che sostanzialmente mi piace che si pensi soprattutto questo!<\/p>\n<hr \/>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.gobsquad.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.gobsquad.com<\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.faq.gobsquad.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.faq.gobsquad.com<\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.santarcangelofestival.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.santarcangelofestival.com<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 proprio questa l&#8217;opera da cui parte la nostra riflessione, che abbiamo avuto modo di &#8216;vedere&#8217; all&#8217;ultimo Festival Santarcangelo e che ha alimentato la voglia di saperne di pi\u009d. 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