{"id":10785,"date":"2010-11-02T12:00:00","date_gmt":"2010-11-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-059\/tvartstv-beyond-the-screen-an-interview-to-valentina-valentini\/"},"modified":"2020-11-01T23:31:35","modified_gmt":"2020-11-01T22:31:35","slug":"tvartstv-beyond-the-screen-an-interview-to-valentina-valentini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-059\/tvartstv-beyond-the-screen-an-interview-to-valentina-valentini\/","title":{"rendered":"Tv\/arts\/tv &#8211; Oltre Lo Schermo! Intervista A Valentina Valentini"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">L&#8217;accostamento \u00e8 a prima vista scottante. Nella mostra allestita nelle sale dell&#8217;<span class=\"testo_iframebold\">Arts Santa M\u00f2nica di Barcellona<\/span> \u0096 in questo inizio d&#8217;autunno 2010 &#8211; si ripensa, si riflette e ci si interroga sulla relazione contorta e controversa tra Arte e Televisione. <span class=\"testo_iframebold\">TV\/ARTS\/TV<\/span> \u00e8 un percorso multidirezionale che parte dagli anni &#8217;60 ed arriva fino ai nostri giorni: opere che ormai fanno parte della storia dell&#8217;arte e sperimentazioni attuali di giovani artisti\/ricercatori a cavallo tra arte e nuove tecnologie, compongono e danno vita ad un progetto che offre molteplici punti di vista sul <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>medium<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> televisivo. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><br \/>\nUn progetto che, come sottolinea la curatrice<span class=\"testo_iframebold\"> Valentina Valentini<\/span>, \u00e8 una ricerca, un&#8217;indagine, un&#8217;interrogazione che nasce da un &#8220;un desiderio, da un&#8217;esigenza e da un&#8217;istanza conoscitiva&#8221;. Dai primi entusiasmi alle prime diffidenze; dalle illusioni provocate dai dispositivi elettronici alle critiche nei confronti dell&#8217;uso strumentale e commerciale del <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>medium<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">; dalle utopie di trasformazione all&#8217;irruzione del video; dall&#8217;oscuro potere dello &#8220;spettacolo televisivo&#8221; alle numerose strategie di controinformazione\u0085l&#8217;argomento Arte e TV sembra offrire molteplici spunti di riflessione. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">La mostra, la ricerca svolta e il discorso teorico che vi possiamo ritrovare dietro, rappresentano proprio questa doppia natura e questa relazione ambigua tra il mezzo televisivo e l&#8217;arte. Questa influenza dell&#8217;una nei confronti dell&#8217;altra che alle volte \u00e8 ispirazione ed altre corruzione. L&#8217;ambivalenza nei confronti del mezzo di comunicazione di massa, sia esso la televisione di ieri o l&#8217;Internet di oggi, sembra quindi essere la sensazione pi\u00f9 comune e diffusa.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37905\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-02.png\" alt=\"numero59_Tv arts tv 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Le arti &#8211; in particolare il video &#8211; in questo rapporto di forza impari, hanno comunque sferzato il loro assalto e messo in evidenza le ambiguit\u00e0 del sistema di produzione e consumo della televisione. Purtroppo resta la realt\u00e0 di generazioni influenzate dal modello televisivo, di apparenza e superficialit\u00e0, al quale l&#8217;arte, nelle sue molteplici declinazioni, riesce a contrapporre alternative importanti e illuminanti, ma ancora troppo deboli. <span lang=\"it-IT\"> Una riflessione sul <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>medium<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> e sulle sue funzioni, in quest&#8217;epoca &#8220;in cui stiamo tutti buttando la televisione fuori casa&#8221;, \u00e8 quindi necessaria e doverosa. Della mostra, delle opere e delle diverse considerazioni generate dall&#8217;argomento, ne ho parlato direttamente con <span class=\"testo_iframebold\">Valentina Valentini, curatrice di TV\/ARTS\/TV al Santa M\u00f2nica<\/span>, che ringrazio per la sua disponibilit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Herman Bashiron Mendolicchio:<\/span> <span class=\"testo_iframe\">Arte e Televisione: una relazione pericolosa e contraddittoria?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Valentina Valentini:<\/span><span lang=\"it-IT\"> C&#8217;\u00e8 sempre stata una diffidenza, almeno come pregiudizio, da parte dell&#8217;arte nei confronti della televisione, cos\u00ec come c&#8217;\u00e8 stata una diffidenza agli inizi degli anni &#8217;70 da parte di molti artisti visivi nei confronti delle nuove tecnologie e del video in particolare. Non solo da parte degli artisti visivi, ma anche del cinema. Umberto Eco in <em>Apocalittici e Integrati<\/em> fotografava una situazione nei confronti dei mass media e delle nuove tecnologie che \u00e8 durata per molti anni. La situazione forse \u00e8 cambiata negli anni &#8217;80. Diciamo che una sorta di repulsione istintiva e pregiudiziale \u00e8 normale. Eppure, quando ho cominciato a lavorare a questa ricerca &#8211; la mostra \u00e8 frutto di un lavoro di ricerca, non solo una scelta di opere e di artisti &#8211; mi sono resa conto che non \u00e8 sempre stato cos\u00ec.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Se andiamo a rileggere i manifesti di Nam Jun Paik negli anni &#8217;69-&#8217;70, Fluxus &#8217;68-&#8217;69, Richard Serra e soprattutto molti artisti americani o anche il <em>Manifesto<\/em><\/span> <span lang=\"it-IT\"><em>Sulla Televisione<\/em> di Lucio Fontana, che \u00e8 del &#8217;52, possiamo notare che la televisione, in alcuni artisti, ha alimentato un&#8217;utopia di cambiamento. Il manifesto di Fontana, per esempio, era firmato da una serie di artisti che vedevano nella televisione la possibilit\u00e0 di trasformare il rapporto tra il fruitore e l&#8217;arte. Se pensiamo ad un&#8217;esperienza come quella di Gerry Schum in Germania nel &#8217;68, quando ha dichiarato: &#8220;perch\u00e9 bisogna ancora andare a visitare le mostre nelle gallerie? Abbiamo la televisione e facciamo della televisione una galleria virtuale&#8221;. In quell&#8217;occasione Schum ha commissionato a venti artisti internazionali una serie di opere pensate appositamente per lo schermo televisivo.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> O ancora l&#8217;idea realizzata da alcuni artisti in America che riuscivano a gestire dei canali televisivi con dei programmi di artisti tra gli anni &#8217;70 e gli anni &#8217;80. Rileggendo la storia dell&#8217;arte attraverso questo rapporto e questa prospettiva scopriamo, e sarebbe ancora un lavoro da fare, tantissime riviste degli Stati Uniti con articoli in cui si dichiarava: fai tu stesso la tua tv, compra una telecamera leggera, ecc.; e a partire da questi esempi si sono create una serie di pratiche alternative che vanno dalla controinformazione alla community tv, dalla cable tv e il video d&#8217;artista alla televisione intelligente. Pratiche che riflettevano sul come riuscire a penetrare nel sistema per creare dei buchi nella rete.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37906\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-03.png\" alt=\"numero59_Tv arts tv 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Herman Bashiron Mendolicchio:<\/span>La TV pu\u00f2 essere definita come un mezzo controverso dominato da interessi commerciali e pubblicit\u00e0. Questa mostra la vuole riscattare?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Valentina Valentini:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Assolutamente no! La televisione, come apparato e come sistema, \u00e8 stata sempre contro gli artisti. Se ha aperto degli spazi sono stati degli spazi, delle parentesi, fugaci e provvisorie. Se noi pensiamo a quanti artisti in Italia hanno avuto una committenza da parte della televisione, sono pochissimi e il pi\u00f9 delle volte le loro opere non venivano nemmeno trasmesse. <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Channal Four<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> in Gran Bretagna forse \u00e8 l&#8217;unico che si distingue perch\u00e9 ha alimentato una serie di registi, fra cinema e video, trasmettendo le loro opere. Ma il pi\u00f9 delle volte, in Germania, in Spagna, ecc, sono veramente rari gli spazi di apertura da parte della televisione. Gli artisti sono sempre rimasti fuori dalla programmazione televisiva. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><br \/>\nQuindi qui non si riscatta la TV in quanto sistema e apparato di produzione commerciale, sia esso pubblico o privato, si riscatta, si ripensa o si invita a ripensare il <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>medium<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> e quali utopie, speranze, esperienze ha alimentato anche attraverso la sperimentazione e la produzione di opere video. Il video \u00e8 stato la coscienza, lo specchio, puntato nei confronti della televisione. Il video ha parodiato il genere, ha saccheggiato la TV, ha usato il suo archivio per creare delle opere diverse, la <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>scratch television<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, ecc. e in questo senso la TV come immaginario e come sistema di produzione e di fruizione ha alimentato un pensiero interessante. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">La televisione rappresentava la fruizione domestica e con questa fruizione domestica si sarebbe potuto fare di tutto. Qualche artista diceva: &#8220;possiamo far entrare il museo, l&#8217;arte, la galleria in casa&#8221;. Allo stesso tempo la televisione era la condizione spettatoriale, ovvero &#8220;io che guardo&#8221;. Vito Acconci, Judith Barry e non solo, hanno scritto dei saggi sullo spettatore e il consumatore televisivo. Queste riflessioni, alimentate dalla TV, \u00e8 giusto rivederle oggi in un momento in cui stiamo tutti buttando la televisione fuori casa.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37907\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-04.png\" alt=\"numero59_Tv arts tv 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Herman Bashiron Mendolicchio:<\/span>Quali sono le influenze reciproche tra Arte e TV?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Valentina Valentini:<\/span><span lang=\"it-IT\">All&#8217;inizio questo progetto \u0096 che \u00e8 sulla TV e le arti al plurale \u0096 comprendeva anche un&#8217;indagine sul teatro e sul cinema. Come la tv ha stimolato una produzione &#8211; chiamiamola alternativa, trasgressiva, di parodia, critica &#8211; di artisti che hanno utilizzato le nuove tecnologie; ma anche di come la televisione ha modellato dei linguaggi. A teatro, ed anche al cinema, non possiamo non misurare, capire e valutare come alcuni spettacoli siano profondamente modellati dal dispositivo televisivo. Pu\u00f2 essere il variet\u00e0, pu\u00f2 essere il tipo di recitazione colloquiale, pu\u00f2 essere quel rivolgersi direttamente allo spettatore che \u00e8 proprio del presentatore televisivo, in ogni caso ci sono tanti elementi che fanno capire come il linguaggio televisivo abbia influenzato, modellato, corrotto, gli altri linguaggi. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Herman Bashiron Mendolicchio:<\/span>Riprendendo il titolo di un&#8217;opera di Antoni Muntadas: video is television?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Valentina Valentini:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Potremmo fare una raccolta di slogan riguardo alla televisione, da Bill Viola a Muntadas. Nel periodo concettuale il titolo era l&#8217;opera. \u00c8 evidente che nel periodo in cui Muntadas realizza questo video, afferma la differenza sostanziale tra la TV, asservita e commercializzata, e la pratica artistica che utilizza il dispositivo elettronico ma che \u00e8 completamente diversa perch\u00e9 lo punta contro la TV e perch\u00e9 lavora in opposizione a quelli che sono i meccanismi e le convenzioni televisive. Quindi quella di Muntadas \u00e8 un&#8217;interrogativa retorica con una risposta negativa.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37908\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-05.png\" alt=\"numero59_Tv arts tv 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Herman Bashiron Mendolicchio:<\/span>Tra Arte e TV quello che ritroviamo in comune \u00e8 l&#8217;immagine. Gary Hill ha parlato dell'&#8221;immagine come virus&#8221;. L&#8217;immagine \u00e8 il centro della comunicazione e la TV il suo primo propulsore. Manipolazione, distrazione, illusione, spettacolo del quotidiano: come e cosa contrappone l&#8217;Arte a questi effetti devastatori dell&#8217;immagine?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Valentina Valentini:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Pensiamo ad un artista come Bill Viola, che \u00e8 presente in questa mostra solo con il video <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Reverse Television<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">. Bill Viola rallenta le immagini. Gli artisti hanno tantissime e diverse strategie. La pi\u00f9 comune e la pi\u00f9 diffusa \u00e8 quella di rallentare l&#8217;immagine. Se la TV accelera, l&#8217;artista rallenta e mostra l&#8217;immagine. Se la TV subordina la parola all&#8217;immagine, il video \u0096 pensiamo a Gary Hill \u0096 o non mette assolutamente la parola ed esalta l&#8217;immagine, attraverso anche l&#8217;immagine sonora, oppure esalta la parola con la didascalia, come fa Godard. Se la TV \u00e8 il flusso indistinto, il video \u00e8 la stratificazione e lo spessore delle immagini.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> Se la TV \u00e8 inizio, culmine e fine, il video \u00e8 la rottura di questa modalit\u00e0 narrativa, per cui lo spettatore \u00e8 chiamato a trovare un percorso all&#8217;interno di immagini che non hanno pi\u00f9 la linearit\u00e0 n\u00e9 della TV n\u00e9 del cinema. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 scorrimento unidirezionale, ma si \u00e8 ribaltato completamente il concetto di alto, basso, destra, sinistra. L&#8217;immagine diviene mosaico. Le strategie, inventate dall&#8217;arte e dal video, sono davvero tante. Pensiamo ad esempio ad un gruppo inglese degli anni `80, <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Gorilla Tapes<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, che nel momento in cui la Thatcher \u00e8 andata al potere hanno preso i telegiornali e ne hanno completamente modificato le notizie, attraverso un montaggio, facendole apparire del tutto diverse rispetto al messaggio televisivo originario. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Herman Bashiron Mendolicchio:<\/span>Una mostra che guarda al passato e al futuro. Dall&#8217;archeologia dell&#8217;analogico all&#8217;era digitale. Come ha costruito questo percorso curatoriale?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Valentina Valentini:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Innanzitutto io lavoro studiando, facendo delle ricerche, non dicendo quali sono gli artisti che vanno di moda, sono sul mercato o sono miei amici. Per quanto riguarda la storia, per me \u00e8 un elemento d&#8217;indagine fondamentale. M&#8217;interessa per\u00f2 la storia, come dice Foucault, in cui ci sono le rotture, in cui non c&#8217;\u00e8 una consequenzialit\u00e0 o tutti i fatti come ce li hanno insegnati in cattivi manuali di storia. C&#8217;\u00e8 una storia in cui ci sono dei buchi neri. La storia che mi piace \u00e8 quella che pone degli interrogativi, dei salti. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Questa mostra vuole essere un&#8217;interrogazione in cui c&#8217;\u00e8 il senso della storia dentro. Poi, incontrando un artista giovane come Ivan Marino, \u00e8 venuta fuori questa idea di costruire un dibattito sul ruolo della TV nel futuro e in questo nostro secolo. Il progetto \u00e8 nato in corso d&#8217;opera, non da un&#8217;ideologia o da un&#8217;idea preconcetta, ma dallo stesso bisogno d&#8217;interrogazione e d&#8217;interrogarsi da cui \u00e8 nata tutta l&#8217;operazione. Da un desiderio, da un&#8217;esigenza e da un&#8217;istanza conoscitiva.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37909\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-06.png\" alt=\"numero59_Tv arts tv 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Herman Bashiron Mendolicchio:<\/span>Nella mostra c&#8217;\u00e8 un&#8217;opera dedicata a Dan Graham. In che consiste questo omaggio?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Valentina Valentini:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Dan Graham \u00e8 un artista americano che ha lavorato molto sulla televisione, che ha fatto delle riflessioni sul ruolo della televisione e del video e sul video visto come specchio, come finestra tra interno\/esterno. Mi sembrava quindi simbolicamente importante metterlo al centro di questa mostra. <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Production\/Reception<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> \u00e8 un&#8217;opera che non ha mai realizzato. Non l&#8217;aveva realizzata per problemi economici, perch\u00e9 nel &#8217;76 realizzare quest&#8217;opera significava stabilire una televisione via cavo in uno studio televisivo e in una famiglia per tanto tempo e mandare le riprese, notte e giorno, su un terzo canale.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> \u00c8 un&#8217;opera didattica, esemplificativa della speculazione e della ricerca dell&#8217;artista: ossia vediamo da un lato come si confeziona l&#8217;informazione e dall&#8217;altro come si fruisce e consapevoli dell&#8217;uno e dell&#8217;altro possiamo mescolare i canali. Avevo chiesto a Dan Graham se voleva realizzare questo progetto qui e adesso e per un paio di mesi abbiamo avuto l&#8217;illusione che questa idea potesse andare avanti. Poi si \u00e8 ritirato ed ha preferito lasciare il suo progetto irrealizzato. Allora ho chiesto a due artisti, Canecapovolto e Ivan Marino, di rielaborare il progetto e quindi in questo senso si \u00e8 trasformato in un omaggio a Dan Graham. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Herman Bashiron Mendolicchio:<\/span>Si va dall&#8217;entusiasmo nei confronti del mezzo televisivo, alla critica. Secondo lei succeder\u00e0 lo stesso con Internet e con i nuovi strumenti audiovisivi?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Valentina Valentini:<\/span><span lang=\"it-IT\"> \u00c8 gi\u00e0 successo. Quando \u00e8 apparso, Internet sembrava rispolverare le stesse illusioni che avevano creato e provocato i dispositivi elettronici, la telecamera leggera, ecc. Illusioni tipo: la democrazia, tutti possiamo fare informazione, la creativit\u00e0 a portata di mano, l&#8217;accesso\u0085<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><br \/>\nAnche Internet \u00e8 ambivalente. Ci sono le esperienze tipo <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>community TV<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, in cui ci sono degli artisti ibridi che danno dei compiti ai navigatori del loro sito: fai una fotografia, canta una canzone, scrivi un diario, ecc\u0085dopodich\u00e8 gli utenti che hanno risposto a questi compiti li depositano nel sito e l&#8217;artista preleva tutto e lo trasforma a suo modo. Ce ne sono parecchi di questi esempi di arte &#8220;relazionale&#8221; tra virgolette\u0085che sono molto ambigui.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37910\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-07.png\" alt=\"numero59_Tv arts tv 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Tv-arts-tv-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Herman Bashiron Mendolicchio:<\/span>Quindi finir\u00e0 per prevalere la critica e la diffidenza?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong><br \/>\n<span class=\"testo_iframebold\">Valentina Valentini:<\/span><\/strong><span lang=\"it-IT\"> Non \u00e8 solo questione di diffidenza. Questo gi\u00e0 da Benjamin veniva fuori. Benjamin, che \u00e8 stato uno dei primi teorici dei mezzi di comunicazione di massa, ha sempre avuto un pensiero ambivalente. Il cinema e la fotografia avvicinano l&#8217;opera, ma distruggono l&#8217;aura. Nel momento in cui la dimensione espositiva taglia fuori la dimensione rituale, c&#8217;\u00e8 una perdita. Per dirla in termini banali, in questa ambivalenza c&#8217;\u00e8, allo stesso tempo, una perdita e un vantaggio. La comunicazione del cinema, per esempio, va a colpire direttamente lo spettatore, che ne viene bersagliato, come voleva Eisenstein con il montaggio delle attrazioni. Questo essere bersagliato va a manomettere un meccanismo che \u00e8 altrettanto importante, che \u00e8 quello del <em>cum templum<\/em>, quello della contemplazione, in cui sono io che stabilisco i tempi in cui guardo, decifro e do significato a qualcosa. <\/span> In ogni modo sono i propri dispositivi tecnologici che contengono questa doppia natura. Non sono n\u00e9 positivi n\u00e9 negativi, n\u00e9 apocalittici, n\u00e9 integrati.<\/p>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.artssantamonica.cat\/EXP\/EXPOSICIONS.aspx?any=201010#exposicio27\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.artssantamonica.cat\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;accostamento \u008f a prima vista scottante. Nella mostra allestita nelle sale dell&#8217;Arts Santa M\u0098nica di Barcellona &#8211; in questo inizio d&#8217;autunno 2010 &#8211; si ripensa, si riflette e ci si interroga sulla relazione contorta e controversa tra Arte e Televisione. 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