{"id":10780,"date":"2010-11-02T12:00:00","date_gmt":"2010-11-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-059\/frieze-art-fair-art-to-transform-the-reality\/"},"modified":"2020-11-01T23:30:54","modified_gmt":"2020-11-01T22:30:54","slug":"frieze-art-fair-art-to-transform-the-reality","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-059\/frieze-art-fair-art-to-transform-the-reality\/","title":{"rendered":"Frieze Art Fair. Arte Per Trasformare La Realta'"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Collezionisti, curatori di gallerie, visitatori e curiosi hanno partecipato all&#8217;ottava edizione della<span class=\"testo_iframebold\"> Frieze Art Fair: la principale fiera internazionale di arte contemporanea che si \u00e8 tenuta a Londra \u2013 Regent&#8217;s Park dal 14 al 17 ottobre<\/span>. Il dinamismo delle 173 gallerie esponenti che hanno rappresentato 29 paesi e oltre 1000 artisti dimostra che <em>art fairs are not only about money. <\/em><\/p>\n<p align=\"LEFT\">Sebbene Frieze Art Fair sia nata con l&#8217;intento principale di vendere le opere d&#8217;arte, la fiera \u00e8 diventata nel corso degli anni un evento culturale che include dibattiti con gli artisti, progetti commissionati <em>ad hoc <\/em>e collaborazioni con istituzioni internazionali come <span class=\"testo_iframebold\">Signal (Svezia) e Vector (Romania)<\/span> per il 2010.<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span lang=\"it-IT\">Gli artisti che ho scelto di seguire in questa mia carrellata per Digicult, lavorano principalmente nel campo dell&#8217; &#8220;innovative media&#8221;: video arte, installazioni e sculture che spesso includono l&#8217;uso di oggetti di consumo (elettrodomestici, oggetti di design, prodotti tecnologici) situati in contesti non convenzionali. Quello che emerge da questo diario di bordo \u00e8 un gusto per il <em>remix<\/em>, per il recupero di materiali analogici e digitali e per il montaggio di documenti d&#8217;archivio e contenuti originali; si passa dal recupero di immagini di archivio degli anni &#8217;60 -&#8217;70 come nel caso dell&#8217;artista israeliano <span class=\"testo_iframebold\">Elad Lassry<\/span>, al video muto <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Floor<\/em> girato in super 8 trasferito su pellicola da 16 mm di <span class=\"testo_iframebold\">Charles Atlas<\/span>, all&#8217;assemblaggio e utilizzo di elettrodomestici, estratti di film, frammenti di arredamento e opere d&#8217;arte esistenti che <span class=\"testo_iframebold\">Haroon Mirza<\/span> associa al fine di produrre composizioni audio.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37792\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-02.png\" alt=\"numero59_Frieze Art Fair 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span lang=\"it-IT\"><strong>Elad Lassry<\/strong> \u00e8 rappresentato dalla Galleria Massimo de Carlo <\/span><span lang=\"zxx\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.contemporaryartdaily.com\/2010\/06\/elad-lassry-at-massimo-de-carlo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.massimodecarlo.it\/Dynamic\/Artists,intLangID,2,intCategoryID,2,intItemID,115.html<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span lang=\"it-IT\"><strong>Mark Aerial Waller<\/strong> \u00e8 rappresentato dalla Rodeo Gallery <\/span><br \/>\n<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.rodeo-gallery.com\/rodeo\/?page_id=50\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.rodeo-gallery.com\/rodeo\/?page_id=50<\/a><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span lang=\"it-IT\"><strong>Haroon Mirza<\/strong>\u00e8 rappresentato dalla Lisson Gallery<br \/>\n<\/span> <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.lissongallery.com\/#\/artists\/haroon-mirza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.lissongallery.com\/#\/artists\/haroon-mirza\/<\/a><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span lang=\"it-IT\"><strong>Ed Atkins <\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">\u00e8 rappresentato da Cabinet <\/span><br \/>\n<span lang=\"zxx\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/edatkins.co.uk\/page1\/page1.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/edatkins.co.uk\/page1\/page1.html<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span lang=\"it-IT\"><strong>Marcus Coates<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">\u00e8 rappresentato dalle Kate MacGarry Gallery<br \/>\n<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.katemacgarry.com\/marcuscoates.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.katemacgarry.com\/marcuscoates.php<\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span lang=\"it-IT\"><strong>Charles Atlas<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">\u00e8 rappresentato da Vilma Gold <\/span><br \/>\n<span lang=\"zxx\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.vilmagold.com\/newpages\/artists\/CA1.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.vilmagold.com\/newpages\/artists\/CA1.htm<\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span lang=\"it-IT\"><strong>Jin Shan<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> \u00e8 rappresentato da Platform China<\/span><br \/>\n<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.platformchina.org\/en\/index.asp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.platformchina.org\/en\/index.asp<\/a><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37793\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-03.png\" alt=\"numero59_Frieze Art Fair 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><span lang=\"it-IT\">Questo reportage scruta quindi artisti che trasformano la realt\u00e0 attraverso i loro lavori che vanno da installazioni surreali a <em>performances<\/em> sonore e visive \u2013 le immagini vengono usate come mezzo per trasportare l&#8217;osservatore in un&#8217; altra dimensione spazio-tempo, reale o immaginaria, passata o futura.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Come si colloca l&#8217;artista contemporaneo rispetto alla storia dell&#8217;arte? Come afferma Wolfgang Tillmans<\/span><span lang=\"it-IT\"> (<em>keynote speaker<\/em> a Frieze), anche quando l&#8217;artista riprende temi e stili gi\u00e0 utilizzati in passato, l&#8217;originalit\u00e0 dell&#8217;opera \u00e8 data dal fatto che il tempo e il contesto nei quali si iscrive il gesto artistico sono in continuo cambiamento, e lasciano quindi uno spazio di innovazione possibile. Per sua natura, l&#8217;arte contemporanea si interroga sul rapporto con i classici precedenti. Il suono, l&#8217;immagine, gli oggetti non bastano pi\u00f9 a s\u00e9 stessi, occorre rompere l&#8217;armonia tra le singole parti per dare vita a un remix tra cultura, storia e finzione.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Wolfgang Tillmans<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Tillmans \u00e8 un fotografo ha iniziato verso la fine degli anni &#8217;80 a utilizzare la fotocopiatrice <\/span><span lang=\"it-IT\">medium principale per il suo lavoro &#8211; questo \u201c<\/span><span lang=\"it-IT\">mechanical medium<\/span><span lang=\"it-IT\"><em>\u201d<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> \u00e8 nel tempo diventato il suo principale \u201c<\/span><span lang=\"it-IT\">love affair<\/span><span lang=\"it-IT\"><em>\u201d<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">. Pi\u00f9 tardi ha trovato interesse nelle stampanti laser che gli hanno permesso di ingrandire foto di magazines e reportages e di trovare in questo modo un \u201c<\/span><span lang=\"it-IT\">digital texture pattern\u201d<\/span><span lang=\"it-IT\"> e delle degradazioni di colore che hanno reso il suo lavoro unico nel genere. Si tratta di immagini che a un primo contatto sembrano elaborate con software per il foto-ritocco, ma che si scoprono essere semplici fotografie di fluidi o agenti atmosferici.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">L&#8217;artista adora la purezza e il fascino della carta come medium, il cui mistero gli permette di vedere le foto come \u201cfoto\u201d, cio\u00e8 come corpi fisici e non come \u201cimmagini\u201d a contenuto informativo. \u00c9 per questa ragione che Tillmans usa equamente i termini \u201cpicture\u201d e \u201cimage\u201d perch\u00e8 le foto non sono percepite esclusivamente per il contenuto che rappresentano. A suo parere la macchina fotografica \u00e8 il medium che mente spesso su cosa le sta davanti, ma non mente mai su chi le sta dietro. Tillmans non \u00e8 interessato alla proliferazione di immagini, parte della qualit\u00e0 della foto sta nella sua semplicit\u00e0 e trasparenza. \u00c8 per questa ragione che le sue foto non puntano a valorizzare la messa in scena e non invitano a capire come sono state create.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37794\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-04.png\" alt=\"numero59_Frieze Art Fair 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Haroon Mirza <\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Haroon Mirza, artista israeliano nato nel 1977, ha studiato alla Chelsea Art School and Goldsmiths. Ora vive tra Londra e Sheffield e concentra il suo lavoro principalmente <\/span><span lang=\"it-IT\">sul suono e l&#8217;installazione. L&#8217;artista compone <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>sound sculptures <\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">che sono per la maggior parte composte da pezzi di arredamento vintage e oggetti misti di tecnologia, dove l&#8217;utilizzo di elementi acustici e del suono in generale sono parte integrante del suo lavoro. Haroon Mirza cerca di approfondire lo studio del visivo e acustico come pura forma estetica, limitando quindi la distinzione percettiva tra musica, suono e rumore. Si ha l&#8217;impressione che l&#8217;artista sia affascinato dall&#8217;idea che le sue opere restino aperte ein continuo movimento e che contengano al suo interno un senso di sperimentazione e ricerca. Una relazione veramente sperimentale tra artista e opera dove le sculture possono essere considerate come creature autonome durante il processo di lavoro, visto che \u00e8 imprevedibile sapere quale tipo di musica\/suono produrranno.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Mark Aerial Waller <\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><em>Phantom Avantgarde<\/em> \u00e8 un film composto da elementi di collage (immagini degli intellettuali parigini della met\u00e0 del 1960), fotocopiati e ingranditi a grandezza naturale e da una selezione di film chiave del cinema esistenziale. <\/span>Una volta rimossi dal loro riferimento storico culturale l<span lang=\"it-IT\">e figure ritagliate riacquistano vita e tridimensionalit\u00e0. L&#8217;artista d\u00e0 ai fotogrammi una seconda opportunit\u00e0 di rendimento ed espressione che si completa grazie ad un testo sottotitolato dal romanzo di Louis-Ferdinand C\u00e9line, <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Viaggio al termine della notte<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">. In questo modo i personaggi sembrano diventare curiosi di se stessi nel loro nuovo risveglio. <\/span><span lang=\"en-GB\">Sia il film che il suo metodo di esposizione sono stati concepiti in modo da creare una architettura stabile che tiene perfettamente insieme i fotogrammi che Waller ha selezionato da <\/span><span lang=\"en-GB\"><em>Orph\u00e9e<\/em><\/span> <span lang=\"en-GB\">di Jean Cocteau (1950) e Louis Bu\u00f1uel <\/span><span lang=\"en-GB\"><em>Simon del desierto<\/em><\/span> <span lang=\"en-GB\">(1965) cos\u00ec come I riferimenti alla <\/span><span lang=\"it-IT\">dimensione scultorea <\/span><span lang=\"en-GB\">di Marcel Carn\u00e9,<\/span> <span lang=\"en-GB\"><em>Le jour se L\u00e8ve<\/em><\/span> <span lang=\"en-GB\">(1939).<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">La scelta di utilizzare uno specchio a figura intera che riflette il video proiettato su schermo di retro proiezione \u00e8 alquanto singolare e fa parte della messa in scena dell&#8217;opera \u2013 in questo modo l&#8217;immagine pu\u00f2 essere visualizzata sia sullo schermo che opposto dello specchio, permettendo di <\/span><span lang=\"it-IT\">avere due diverse prospettive sul lavoro e allo spettatore di entrare nell&#8217;opera e diventare parte dell&#8217;immagine riflessa.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37795\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-05.png\" alt=\"numero59_Frieze Art Fair 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a> <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Ed Atkins <\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\"><em>Impulses to Reanimate a Dead Alsatian<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, 2010<br \/>\nInchiostro su cartae registratore<br \/>\nDimensioni variabili<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">l pezzo rievoca l&#8217;esibizione di <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.dennis-oppenheim.com\/works\/159\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Dennis Oppenheim<\/a>, <em>Unitled Performance<\/em>, 1974 &#8211; dove un cane morto di razza alsaziana \u00e8 posto su una tastiera, il corpo in decomposizione crea della musica premendo chiavi diverse, a seconda dello spostamento del suo corpo. Il pezzo sonoro di Atkins \u00e8 stato creato in un modo simile, utilizzando il corpo dell&#8217;artista e una tastiera usata per creare il feedback, riportando alla luce questa performance poco conosciuta.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span lang=\"it-IT\">Oltre a <\/span><span lang=\"it-IT\">Ed Atkins<\/span><span lang=\"it-IT\">la galleria rappresenta anche l&#8217; artista Cosey Fanni Tutti, un membro fondatore di Throbbing Gristle che, a mio parere visto che stiamo parlando di arte e musica, merita essere citato.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Sono artisti che rielaborano materiale gi\u00e0 esistente, artisti le cui opere ruotano attorno a sistemi socio culturali, quali la religione, il consumismo di massa, la pubblicit\u00e0; artisti che studiano i movimenti del corpo, che scompongo ai minimi componenti la danza, la musica, i fotogrammi cinematografici, gli scatti fotografici al fine di riflettere sulla semplicit\u00e0 degli elementi che li costituiscono. Troviamo quindi una giostra di immagini, musica, video, fotografie, noise, luci, smalti, silenzi che paiono banali, frutti di un bricolage quotidiano che lascia per\u00f2 un giusto bilanciamento tra il gi\u00e0 visto e il nuovo. Gli artisti ostentano una conoscenza approfondita strumenti di espressione che hanno a disposizione- nel campo del cinema, ad esempio molti interventi sono fatti al livello del framing, del contesto, del suono o del non-suono, del colore, del focus.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37796\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-06.png\" alt=\"numero59_Frieze Art Fair 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Frieze-Art-Fair-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Ricombinando questi elementi si pu\u00f2 arrivare all&#8217;installazione, alla video arte \u2013 modi di espressione alquanto complessi e sfaccettati in quanto si prestano all&#8217;utilizzo di diversi tools per la loro messa in scena. Si tratta di un desiderio di fare arte che non si esaurisce nel gusto estetico degli artisti, ma include anche una padronanza dei mezzi tecnici di espressione che costituiscono la base della produzione mediatica commerciale.<\/p>\n<hr \/>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.friezeartfair.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.friezeartfair.com\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Collezionisti, curatori di gallerie, visitatori e curiosi hanno partecipato all&#8217;ottava edizione della Frieze Art Fair: la principale fiera internazionale di arte contemporanea che si \u008f tenuta a Londra &#8211; Regent&#8217;s Park dal 14 al 17 ottobre. 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Arte Per Trasformare La Realta&#039; &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-059\/frieze-art-fair-art-to-transform-the-reality\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Frieze Art Fair. Arte Per Trasformare La Realta&#039; &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Collectors, curators, galleries, and curious visitors attended the eighth edition of the Frieze Art Fair: the Main International Fair of Contemporary Art held in London - Regent&#039;s Park from October 14th to 17th. The dynamism of the 173 galleries members who represented 29 countries and over 1000 artists shows that Art Fairs are not only about money. [:it]Collezionisti, curatori di gallerie, visitatori e curiosi hanno partecipato all&#039;ottava edizione della Frieze Art Fair: la principale fiera internazionale di arte contemporanea che si \u008f tenuta a Londra - Regent&#039;s Park dal 14 al 17 ottobre. Il dinamismo delle 173 gallerie esponenti che hanno rappresentato 29 paesi e oltre 1000 artisti dimostra che art fairs are not only about money. 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