{"id":10777,"date":"2010-11-02T12:00:00","date_gmt":"2010-11-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-059\/daniel-dendra-and-open-simsim-open-source-and-architectural-practice\/"},"modified":"2020-11-01T23:32:22","modified_gmt":"2020-11-01T22:32:22","slug":"daniel-dendra-and-open-simsim-open-source-and-architectural-practice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/daniel-dendra-and-open-simsim-open-source-and-architectural-practice\/","title":{"rendered":"Daniel Dendra E Open Simsim. Open Source E Pratiche Architettoniche"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">La 12. Biennale Architettura di Venezia<\/span> \u00e8 ormai agli sgoccioli, ma il titolo di quest\u2019anno \u2013 <em>People Meet in Architecture<\/em> \u2013 lascerebbe presagire una volont\u00e0 di ricaduta a lunga gittata, aldil\u00e0 del momento prettamente espositivo. \u201cL&#8217;idea \u00e8 di aiutare gli individui e la societ\u00e0 a relazionarsi con l&#8217;architettura, aiutare l&#8217;architettura a relazionarsi con gli individui e la societ\u00e0, e aiutare gli individui e la societ\u00e0 a relazionarsi tra loro\u201d, afferma la <span class=\"testo_iframebold\">direttrice di quest&#8217;anno, la giapponese Kazuyo Sejima<\/span>. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><br \/>\nMa come rispondere concretamente a questo obbiettivo? Come incontrare il crescente desiderio di partecipazione delle persone ai processi decisionali che stanno dietro all\u2019ambiente costruito in cui viviamo? Le esperienze di architettura <em>open source<\/em> che sono emerse recentemente sembrano poter offrire una risposta. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">L\u2019adozione di modelli derivati dall\u2019<em>open source<\/em> e dal <em>crowdsourcing<\/em> nella pratica progettuale determina alcuni cambiamenti che riguardano in primo luogo il ruolo dell\u2019architetto e quello dell\u2019utente. Se gi\u00e0 Michel de Certeau sottolineava come l\u2019uso e il consumo siano pratiche tutt\u2019altro che passive ma, al contrario, costituiscano una modalit\u00e0 di riappropiazione creativa dello spazio (cos\u00ec come di ogni altro ordine costituito)<\/span> <span class=\"testo_iframebold\">(1)<\/span><span lang=\"it-IT\">, le attuali esperienze di architettura e design partecipativo sembrano accelerare in questa direzione proponendo l\u2019interevento attivo dell\u2019utente gi\u00e0 dalla fase progettuale e potenzialmente allargando all\u2019intera<em> community<\/em> Web 2.0 le possibilit\u00e0 di incidere in modo concreto sul prodotto finale.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37782\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-02.png\" alt=\"numero59_Daniel Dendra 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><span lang=\"it-IT\"> Condivisione, collaborazione, confronto, partecipazione: sono queste le parole chiave di un modalit\u00e0 operativa che potrebbe ricordare \u2013 in un contesto tecnologico e sociale completamente diverso \u2013 la New Babylon di Constant <\/span><span class=\"testo_iframebold\">(2)<\/span><span lang=\"it-IT\">, una citt\u00e0 su scala planetaria costantemente ridefinita, rimodellata e ricostruita dagli abitanti. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Ma quail prospettive, quali dinamiche e quali scenari potrebbero aprirsi per\/grazie a queste pratiche architettoniche aperte? Ne abbiamo parlato con <\/span><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">Daniel Dendra (<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.anotherarchitect.com\/Creative_Solutions.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">anOtherArchitect<\/a>)<\/span><span lang=\"it-IT\">, architetto e fondatore, insieme a <span class=\"testo_iframebold\">Peter Ruge<\/span> e <span class=\"testo_iframebold\">Rosbeh Ghobarkar (LOOM) di OpenSimSim<\/span>, un network di progettazione <em>open source<\/em> \u201caperta a tutti coloro che hanno a cuore il mondo del design e il design del mondo\u201d <span class=\"testo_iframebold\">(3)<\/span>, dagli architetti agli scienziati, dai produttori agli utenti.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><span lang=\"it-IT\"><br \/>\nIl progetto \u00e8 stato presentato proprio alla Biennale Architettura coinvolgendo nove studi <span class=\"testo_iframebold\">(4)<\/span> nell\u2019ideazione di un\u2019unita funzionale casalinga, chiamata \u201cpod\u201d, che rispondesse in primo luogo a prerogative ambientali, tecnologiche e di sostenibilit\u00e0 economica, cos\u00ec come ad esigenze di flessibilit\u00e0: pod pu\u00f2 essere costruita direttamente dall\u2019utente, cos\u00ec come da un\u2019azienda, pu\u00f2 essere inserita in una costruzione gi\u00e0 esistente oppure in un nuovo progetto. Da giugno 2010 gli architetti hanno lavorato a questa idea comune condividendo e confrontando ogni fase progettuale. <\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><span lang=\"it-IT\"><br \/>\nUna parte del contributo di <span class=\"testo_iframebold\">OpenSimSim<\/span> alla Biennale Architettura presenta i modelli<\/span> <span lang=\"it-IT\">dei progetti realizzati tramite questo scambio e collaborazione fra i diversi team. <\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><span lang=\"it-IT\"><br \/>\nMa la partecipazione di <span class=\"testo_iframebold\">OpenSimSim<\/span> alla Biennale, pi\u00f9 che presentare risultati gi\u00e0 ottenuti, \u00e8 volta a testare e sperimentare delle possibilit\u00e0 per il futuro, delle strade ancora da percorrere. Per questo la parte forse pi\u00f9 interessante del loro contributo \u00e8 una versione \u201cin progress\u201d della piattaforma online sotto forma di una installazione <em>augmented reality<\/em> con cui i visitatori possono interagire.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37783\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-03.png\" alt=\"numero59_Daniel Dendra 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><span lang=\"it-IT\"> La piattaforma online \u00e8 gi\u00e0 in rete, aperta ai contributi della <em>community<\/em>, e molto presto uscir\u00e0 una nuova versione beta. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Gi\u00e0 da ora \u00e8 possibile seguire tutte le fasi del progetto grazie ad una capillare documentazione video disponibile sul web e realizzata dall\u2019artista <span class=\"testo_iframebold\">Natalia Fentisova<\/span>: dalle discussioni su aspetti strettamente progettuali, a quelle sulle dinamiche di cambiamento determinate dai modelli open source, ogni momento di confronto fra i partecipanti \u00e8 condiviso in modo trasparente e aperto ai commenti degli utenti.<\/p>\n<p align=\"left\">\u201c<span lang=\"en-US\">Open Source is changing many aspects of our every day life. [\u2026] We are shifting from a corporation owned consumer world to a community driven participation system where people are enjoying to contribute their knowledge and time to the <\/span>wider public for free\u201d<span class=\"testo_iframebold\">(5)<\/span>, dichiarano i fondatori di OpenSimSim. In campo architettonico questo comporta un passaggio dall\u2019individuo (o dal team) creativo ad un network allargato.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019architettura potrebbe trarre beneficio da una partecipazione estesa di esperienze, capacit\u00e0 e conoscenze molto diverse e, allo stesso tempo, gli utenti avrebbero la possibilit\u00e0 di contribuire in modo pi\u00f9 concreto alla determinazione dell\u2019ambiente in cui vivono. Resta da vedere quanto tutto questo possa trovare un\u2019applicazione su ampia scala, quanto la partecipazione possa diventare effettiva e biunivoca e quanto questo incider\u00e0 sui reali processi costruttivi\u2026 ma la sfida \u00e8 proprio questa. Perch\u00e9 non provare?<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37784\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-04.png\" alt=\"numero59_Daniel Dendra 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Elena Biserna:<\/span> Vorrei incominciare innanzitutto col chiederti come \u00e8 nato il progetto OpenSimSim: quali sono le esigenze, le riflessioni e le problematiche che vi hanno portato ad ideare una piattaforma di confronto allargato sul progetto architettonico?<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Daniel Dendra:<\/span> OpenSimSim \u00e8 iniziato circa un anno e mezzo fa, durante una discussione con il mio amico e collega Peter Ruge sulla situazione della nostra professione. Abbiamo fatto un piccolo esperimento chiedendo alle persone di scegliere tra due immagini: un casa storica e un edificio contemporaneo (ma non vorrei svelare il nome dell\u2019architetto!). La maggioranza delle persone ha rivelato di preferire l\u2019abitazione storica. Abbiamo mostrato anche altre due immagini: una vettura storica (pi\u00f9 o meno dello stesso periodo dell\u2019edificio) e un\u2019auto contemporanea. In questo caso la maggior parte delle persone ha scelto l\u2019auto contemporanea.<\/p>\n<p align=\"left\">Sembra esserci un grosso problema per gli architetti: o costruiamo edifici che non sono in grado di incontrare i bisogni e i desideri degli utenti, oppure non siamo in grado di comunicare l\u2019architettura contemporanea in modo convincente. In realt\u00e0, pensiamo che entrambe queste considerazioni siano in parte vere.<\/p>\n<p align=\"left\">Negli anni passati la nostra professione \u00e8 stata guidata da una spinta verso un\u2019architettura iconografica e spettacolare. Il punto di partenza di questo movimento potrebbe essere probabilmente definito come l\u2019\u201ceffetto Bilbao\u201d, che ha poi condotto all&#8217;idea di una citt\u00e0 piena di \u201ceffetti Bilbao\u201d come Dubai. Molti architetti hanno partecipato a questo folle movimento (noi compresi), ma la sveglia \u00e8 arrivata insieme alla crisi economica e finanziaria. Ora abbiamo il tempo per guardare indietro e capire che cosa abbiamo fatto.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37785\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-05.png\" alt=\"numero59_Daniel Dendra 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Esiste una citazione di Dieter Rams (grande designer industriale tedesco) molto interessante: &#8220;Non abbiamo bisogno di creare un design eccezionale, ma un design migliore&#8221;.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">In altri termini, la situazione peggiorer\u00e0 se continuiamo a lavorare e progettare nello stesso modo. Con gli attuali cambiamenti ambientali la nostra architettura e le nostre citt\u00e0 devono necessariamente divenire molto pi\u00f9 intelligenti di quanto lo siano ora. Non possiamo semplicemente rivolgerci alle vecchie conoscenze. Siamo di fronte a nuovi cambiamenti ambientali che non possiamo risolvere solo con case ed edifici efficienti dal punto di vista energetico: dobbiamo riflettere anche sugli utenti. La maggior parte delle attuali soluzioni abitative sostenibili non funziona semplicemente perch\u00e9 la gente non sa come utilizzarle correttamente. La soluzione non \u00e8 fornire un grande manuale da studiare per ogni casa, ma progettare delle interfacce pi\u00f9 intuitive per queste tecnologie. Cos\u00ec, improvvisamente, gli architetti si trovano ad affrontare nuovi problemi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Ma torniamo all\u2019automobile contemporanea o a prodotti come l&#8217;iPhone, dove troviamo tutte le ultime tecnologie integrate in un ottimo progetto\u2026 Se si confronta una vettura di classe media con una cucina media, si pu\u00f2 pensare di pagare pi\u00f9 o meno lo stesso prezzo per i due prodotti. Ma con l\u2019auto si ottiene un valore molto pi\u00f9 elevato: persino il suono delle porte di chiusura \u00e8 stato progettato accuratamente, tutte le tecnologie sono collegate e molta attenzione \u00e8 riservata alle interfacce per l\u2019utente. Nel caso della cucina si ottiengono invece 3 o 4 macchine intelligenti, che per\u00f2 non sono collegate, e un sacco di stupide scatole in MDF<span class=\"testo_iframebold\">(6)<\/span> con una bella finitura. E il problema non \u00e8 la quantit\u00e0 di unit\u00e0 prodotte: in tutto il mondo si producono pi\u00f9 o meno la stessa quantit\u00e0 di cucine e automobili. Se poi si guarda all\u2019architettura, il problema diventa ancora pi\u00f9 evidente. Produciamo prototipi con budget di gran lunga inferiori a ci\u00f2 che qualsiasi produzione di automobili spende per sviluppare un nuovo modello: 1 miliardo di dollari USA.<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Come possiamo sviluppare architetture e citt\u00e0 che siano intelligenti quanto le auto in questo modo? Per noi le uniche vie possibili sono l\u2019OpenSource e il crowdsourcing<\/span>. Abbiamo bisogno di aprire le porte e lasciare che tutti diventino parte del progetto. Per ora abbiamo imparato solo le parole segrete per aprire il cancello \u2013 OpenSimSim \u2013 ma abbiamo bisogno di tenerlo aperto e diffondere il tesoro fra tutti noi; il tesoro siamo tutti noi e tutte le nostre conoscenze.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37786\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-06.png\" alt=\"numero59_Daniel Dendra 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">Elena Biserna:<\/span><span lang=\"it-IT\"> \u2026 da tutto questo si arriva a \u201cpod\u201d, un&#8217;unit\u00e0 di controllo flessibile e funzionale in grado di immagazzinare e distribuire energia ai dispositivi casalinghi. Si tratta del primo progetto (sarebbe meglio dire i primi progetti) realizzato da OpenSimSim. Vuoi parlarci del processo, delle collaborazioni, della metodologia utilizzata per arrivare a questo risultato?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">Daniel Dendra:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Penso che sia molto pi\u00f9 facile registrarsi a opensimsim.net e seguire il processo e le idee di ogni disegno pod. Abbiamo documentato ogni passo nella progettazione e pubblicato anche le conferenze telefoniche tra i progettisti e consulenti.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Elena Biserna:<\/span> In effetti tutta la documentazione del processo, interviste, workshop, ma anche gli incontri tramite webcam fra gli architetti coinvolti, sono consultabili e commentabili&#8230; \u00e8 anche un modo per ampliare la consapevolezza e per stimolare una discussione pi\u00f9 ampia su queste tematiche e possibilit\u00e0<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">Daniel Dendra:<\/span><span lang=\"it-IT\"> S\u00ec, certo. Per noi presentarci al pubblico alla Biennale \u00e8 stato un esperimento. Cos\u00ec abbiamo testato di quanta partecipazione e di quanta trasparenza abbiamo bisogno perch\u00e8 il processo funzioni. Naturalmente continueremo ad affinare e mettere a punto il processo di beta in beta.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong class=\"testo_iframebold\">Elena Biserna:<\/strong> Alla Biennale Architettura, infatti, avete presentato una versione \u201cin progress\u201d della piattaforma online che state implementando. Alcune workstations permettono ai visitatori di interagire con i progetti e di inserire contenuti, commenti, feedback&#8230; Quali saranno le possibilit\u00e0 di partecipazione dell&#8217;utente nella versione \u201cdefinitiva\u201d?<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">Daniel Dendra:<\/span> <span lang=\"it-IT\">Non credo che arriveremo mai a raggiungere una versione definitiva: abbiamo gi\u00e0 compreso che abbiamo bisogno di cambiare la nostra prima tabella di marcia per adattarla ai bisogni, ai desideri e ai feed-back degli utenti e dei partecipanti. Quindi speriamo che il nostro progetto rimanga dinamico e flessibile. Al momento stiamo lavorando su un manifesto per l\u2019architettura open source e anche sulla seconda versione beta di OpenSimSim che presenteremo a <em>TEDxBerlin<\/em> il prossimo 15 novembre.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37787\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-07.png\" alt=\"numero59_Daniel Dendra 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Elena Biserna:<\/span> \u2026allora attenderemo ancora qualche giorno prima di scoprire le potenzialit\u00e0 della nuova versione. Mi interessa per\u00f2 andare pi\u00f9 a fondo sulla questione del ruolo dei partecipanti: l&#8217;architettura e il design rispondono sempre pi\u00f9 alla necessit\u00e0 di flessibilit\u00e0 e adattabilit\u00e0 alle esigenze degli utenti. L&#8217;utilizzo di modelli open source nella pratica architettonica espande questa possibilit\u00e0 anticipando la partecipazione attiva dell&#8217;utente gi\u00e0 dalla fase progettuale. In che modo tutto ci\u00f2 porta a ridefinire le fasi dell\u2019intero processo?<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Daniel Dendra:<\/span> Il cosiddetto processo di progettazione tradizionale tende a finire nella documentazione del progetto attraverso delle foto in cui non viene mostrata nessuna persona. Alcuni architetti creano opere d&#8217;arte in cui l&#8217;utente \u00e8 considerato come un&#8217;entit\u00e0 invadente. \u00c8 per questo che solo il 2% dell\u2019architettura costruita in tutto il mondo \u00e8 realizzata con la partecipazione degli architetti. Semplicemente le persone non si fidano pi\u00f9 di noi \u2013 molti pensano che un architetto non sia necessario. Allo stesso tempo abbiamo l&#8217;ambizioso obiettivo di ridurre la nostra produzione di CO2 a zero entro il 2050. Per ora non possiamo nemmeno immaginare quale sia la risposta a questa sfida. E non credo che gli architetti possano rispondere a questa domanda da soli. Se e come abbiamo bisogno di cambiare il processo di progettazione \u00e8 una domanda a cui ancora non possiamo rispondere.<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Elena Biserna:<\/span> <em>Design open source <\/em>significa anche radicale ripensamento dei ruoli associati alla tradizione progettuale. L&#8217;allargamento del progetto ai contributi di una ampia community porta ad una forma di autorialit\u00e0 multipla, ad una condivisione e collaborazione ampia fra professionisti e utenti, fra competenze ed esperienze profondamente diverse. Quali nuove prospettive si aprono per l&#8217;architetto, come viene ridefinito il suo ruolo?<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Daniel Dendra:<\/span> Non credo che vi sia una vera ridefinizione del ruolo dell&#8217;architetto. L\u2019architettura e la pianificazione urbana sono sempre stati processi collaborativi. Con la necessit\u00e0 e lo sviluppo di sistemi pi\u00f9 complessi \u2013 le facciate diventeranno pelli \u2013 abbiamo bisogno di includere ancora pi\u00f9 pensatori e specialisti in questo processo.<\/p>\n<p align=\"left\">Ma il ruolo dell&#8217;architetto \u00e8 sempre stato simile a quello del conduttore di una orchestra. Molti progetti importanti sono stati influenzati enormemente dai clienti o da altre persone coinvolte nel processo. Ogni film \u00e8 seguito da un elenco di credits lungo diversi minuti, mentre l&#8217;architettura \u00e8 attribuita ad una unica entit\u00e0. In realt\u00e0 dire che un edificio \u00e8 stato progettato da Zaha Hadid, mentre sono coinvolti circa 400 architetti e forse un numero ancora maggiore di consulenti, non \u00e8 corretto.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37788\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-08.png\" alt=\"numero59_Daniel Dendra 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Elena Biserna:<\/span> A proposito di <em>credits:<\/em> quali sono le conseguenze di tutto ci\u00f2 dal punto di vista del <em>copyright<\/em>?<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Daniel Dendra:<\/span> Adattare ai progetti architettonici le idee delle <em>licenze copyleft<\/em>, come Creative Commons, \u00e8 per noi una grande sfida. Ma, parlando francamente, non ci dovrebbe essere alcun diritto d&#8217;autore per l&#8217;architettura in quanto la nostra professione si basa su centinaia di anni di sviluppo realizzato da persone senza nome. Le nostre citt\u00e0 hanno una intelligenza che \u00e8 stata sviluppata dal processo di partecipazione dei cosiddetti <em>Baumeister<\/em>. Solo di recente abbiamo sviluppato le idee di edifici e architetture \u201cfirmate\u201d, ma ancora oggi la maggior parte delle costruzioni di tutto il mondo sono di fatto realizzate da gruppi di sconosciuti. Come possiamo avere un copyright su qualcosa che non abbiamo inventato? In altre professioni e mercati, come ad esempio l&#8217;industria della musica in Cina, il concetto stesso di copyright \u00e8 absoleto.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong class=\"testo_iframebold\">Elena Biserna:<\/strong> Quali sono le convergenze e le diversit\u00e0 che riscontri fra OpenSimSim e altri progetti recenti di architettura <em>open sourc<\/em>e come, ad esempio, <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.openarchitecturenetwork.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Open Architecture Network<\/a>, <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.o-s-a.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Open Source Architecture<\/a> (OSA) o <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.osafa.org\/english\/Home\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Open Source Architecture for Africa<\/a>?<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Daniel Dendra: <\/span>Naturalmente abbiamo studiato i progetti e le piattaforme gi\u00e0 esistenti. In generale stiamo cercando di rendere pi\u00f9 facile la partecipazione di persone e designer e inoltre ci rivolgiamo non solo ad architetti, ma a tutte le persone coinvolte nel processo costruttivo e anche agli utenti del futuro progetto architettonico. Inoltre non crediamo che i nostri prodotti debbano essere sviluppati per una specifica area geografica, mentre la maggior parte dei progetti che menzioni si concentra sul cosiddetto terzo mondo. Il nostro approccio \u00e8 volto a sviluppare un progetto che possa essere utile per tutto il mondo e per ogni cultura.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong class=\"testo_iframebold\">Elena Biserna:<\/strong> In effetti la differenza pi\u00f9 rilevante fra queste esperienze e OpenSimSim mi sembra risiedere proprio nella volont\u00e0 di coinvolgimento di un pubblico allargato, composto sia da professionisti sia da non professionisti\u2026 Che importanza ha internet nella volont\u00e0\/possibilit\u00e0 di partecipazione?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong class=\"testo_iframebold\">Daniel Dendra:<\/strong> Di sicuro la volont\u00e0 di partecipazione delle persone nei processi decisionali in corso sta cambiando. Negli ultimi decenni non \u00e8 stato cos\u00ec importante, ma ora basta dare uno sguardo a ci\u00f2 che sta accadendo in tutto il mondo: in Francia vediamo le manifestazioni pi\u00f9 intense dal 1968, in Germania la classe media sta scendendo in piazza per manifestare contro un progetto multimiliardario a Stoccarda\u2026 Tutto questo non era pensabile alcuni anni fa. Penso che la crisi recente e il cambiamento climatico siano stati un campanello d\u2019allarme per le persone. Internet \u00e8 il mezzo perfetto per lo sviluppo di nuovi strumenti e piattaforme che alimentino questo movimento.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-09.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37789\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-09.png\" alt=\"numero59_Daniel Dendra 09\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-09.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-09-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Elena Biserna:<\/span> Ma quindi, dal punto di vista generale, quali <span class=\"testo_iframe\">prospettive pensi possano svilupparsi per le pratiche progettuali collaborative basate sul modello dell\u2019open source o dei social network e quali limiti<\/span> potrebbero esserci (se ne avete gi\u00e0 individuato qualcuno)?<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">Daniel Dendra:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Il talento non \u00e8 legato ad una determinata regione geografica e questo \u00e8 davvero evidente in uno stato decentrato come la Germania: molti dei leader del mercato mondiale di alcuni settori hanno sede in zone rurali o in piccole citt\u00e0. Non tutti i talenti sono nella capitale. Un processo di progettazione collaborativa potrebbe unire queste persone disseminate in tutto il mondo e aiutarle a lavorare sulle tecnologie e sui progetti futuri. Il limite \u00e8, ovviamente, il fatto che la gente, nonostante tutta la tecnologia a disposizione, preferisce incontrarsi e lavorare insieme nello stesso spazio, quindi abbiamo in programma anche workshop e laboratori in diverse citt\u00e0. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Elena Biserna:<\/span> Esistono, secondo te, anche dei rischi? E&#8217; possibile, ad esempio, una strumentalizzazione che trasformi la collaborazione degli utenti in una sorta di indagine di mercato &#8220;politicamente corretta&#8221;? Oppure, per altri versi, il ruolo dell&#8217;architetto o del designer potrebbe trasformarsi in un nuovo e diverso dispositivo di controllo?<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Daniel Dendra:<\/span> Come con qualsiasi nuovo sviluppo o tecnologia ci sono dei rischi, ma al momento non posso condividere questi timori. La prospettiva principale di OpenSimSim \u00e8 di generare una migliore progettazione attraverso il crowdsourcing. I suoi risultati non si rivolgono agli attuali mercati dell\u2019architettura e del design. Il 98% degli edifici del mondo sono costruiti senza la partecipazione di un architetto: stiamo cercando di riconquistare alcune fette di mercato perdute per la nostra professione fornendo prodotti di qualit\u00e0 superiore che sono progettati utilizzando l&#8217;intelligenza della gente. Naturalmente per ogni progetto c\u2019\u00e8 qualcuno che modera l&#8217;intero processo e dovrebbe fare in modo che la collaborazione si sviluppi in modo giusto; \u00e8 un processo simile a quello utilizzato nella progettazione dei software open source.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong class=\"testo_iframebold\">Elena Biserna:<\/strong> Quali sono i prossimi passi di OpenSimSim? Quali gli obbiettivi a medio e lungo termine?<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">Daniel Dendra:<\/span><span lang=\"it-IT\"> Nel breve termine, come dicevo, stiamo lavorando per l\u2019uscita della prossima beta e anche sulla possibilit\u00e0 di includere pi\u00f9 progetti e coinvolgere pi\u00f9 persone. Siamo stati accolti con grande interesse; siamo sopraffatti dall&#8217;interesse della gente e dal modo positivo con cui le persone hanno reagito alle nostre idee. Uno dei problemi principali \u00e8 anche quello di trovare alcuni sponsor, in altre parole di garantire che si possa andare avanti con tutte le idee che stiamo sviluppando.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-10.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37790\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-10.png\" alt=\"numero59_Daniel Dendra 10\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-10.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero59_Daniel-Dendra-10-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a> <\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Nel lungo periodo vorremmo invece migliorare il nostro spazio. Sarebbe bello se OpenSimSim diventasse una piattaforma di condivisione di idee e progetti a livello globale, ma anche di educazione sulla progettazione architettonica e urbana per un pubblico ampio. Ovviamente abbiamo una tabella di marcia a lungo termine, ma abbiamo imparato che \u00e8 meglio non forzarla e ascoltare, invece, ci\u00f2 che desiderano gli utenti della piattaforma. Quindi per prima cosa abbiamo bisogno dei vostri commenti, suggerimenti, feed-back e della vostra partecipazione. OpenSimSim \u00e8 per voi e per le vostre idee \u2013 non per noi. Condividere \u00e8 sexy!<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/opensimsim.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/opensimsim.net\/<\/a><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/tedxberlin.de\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/tedxberlin.de\/<\/a><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.labiennale.org\/it\/architettura\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.labiennale.org\/it\/architettura\/<\/a><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.anotherarchitect.com\/OtherArchitects.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.anotherarchitect.com\/OtherArchitects.html<\/a><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><span class=\"testo_iframebold\">Note:<\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span class=\"testo_iframebold\">1<\/span> &#8211; Michel de Certeau, <em>L\u2019invention du quotidien. I Arts de faire<\/em>, Union g\u00e9n\u00e9rale d&#8217;\u00e9ditions, Paris 1980.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span class=\"testo_iframebold\">2<\/span> &#8211; Si veda <span lang=\"en-US\">Francesco Careri, <\/span><span lang=\"en-US\"><em>Constant. New Baylon, una citt\u00e0 nomade<\/em><\/span><span lang=\"en-US\">, Testo&amp;Immagine, Torino 2001.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span class=\"testo_iframebold\">3<\/span> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/opensimsim.net\/beta\/sites\/default\/files\/oss_press-release_2010-08-23.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/opensimsim.net\/beta\/sites\/default\/files\/oss_press-release_2010-08-23.pdf<\/a> (traduzione mia).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span class=\"testo_iframebold\">4<\/span> &#8211; <span lang=\"en-US\">Acconci Studio, New York; anOtherArchitect, Berlin + Moscow;<\/span> AU Studio, London; BFR Lab, Cologne + Langenthal; Hangzhou Ruge, Hangzhou; Haptic Architects\/StokkeAustad, London\/Oslo; I\u00d1AKI ECHEVERRIA, Mexico; June14, Berlin + New York; School Architecture, Kyoto.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p><span class=\"testo_iframebold\">5<\/span> &#8211; <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/opensimsim.net\/beta\/sites\/default\/files\/oss_press-release_2010-08-23.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/opensimsim.net\/beta\/sites\/default\/files\/oss_press-release_2010-08-23.pdf<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p><span class=\"testo_iframebold\">6<\/span> &#8211; MDF, o \u201cmedium density fiberboard\u201d, un materiale derivato del legno.<\/p>\n<\/div>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La 12. 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