{"id":10770,"date":"2010-10-01T12:00:00","date_gmt":"2010-10-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-058\/human-screens-an-interview-with-chris-oshea\/"},"modified":"2020-11-01T23:29:06","modified_gmt":"2020-11-01T22:29:06","slug":"human-screens-an-interview-with-chris-oshea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-058\/human-screens-an-interview-with-chris-oshea\/","title":{"rendered":"Human Screens. Intervista Con Chris O&#8217;shea"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Chris O&#8217;Shea<\/span> \u00e8 uno di pi\u00f9 conosciuti interaction e graphic designer a livello internationale, di base <\/span><span lang=\"it-IT\"> a Londra, il cui lavoro <\/span><span lang=\"it-IT\"> si focalizza innnanzitutto sui possibili meccanisimi di interazione tra uomo e macchina, nonch\u00e8 sull&#8217;ideazione di contesti artistici che, spesso attraverso la dimensione del <em>gioco<\/em> e dell&#8217;ironia, mettono in discussione le nostre percezioni sensoriali e le comuni esperienze del mondo esterno.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Oltre a perseguire la sua carriera di artista, Chris O &#8216;Shea \u00e8 stato anche curatore della mostra <\/span><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">Cybersonica nel 2006<\/span><span lang=\"it-IT\"> ed \u00e8 il fondatore e creatore del progetto <span class=\"testo_iframebold\">Pixelsumo, blog dedicato alla cultura digitale, alla grafica generativa, alle installazioni e all&#8217;arte interattiva<\/span>.<\/span> Da molti anni, uno dei punti di riferimenti nel settore sul Web nonch\u00e8 uno degli osservatori privilegati sulla creativit\u00e0 artistica e progettuale mediante l&#8217;uso di tecnologie software e hardware interattive.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\">Fra i suoi lavori pi\u00f9 importanti non possiamo dimenticare <em>Beacon<\/em> (2009) un&#8217;installazione luminosa cinetica e interattiva che O&#8217;Shea ha creato insieme al <span class=\"testo_iframebold\">Cinimod Studio<\/span>. <em>Beacon<\/em> utilizza una griglia di luci di emergenza che si illuminano in relazione al movimento degli spettatori che camminano all&#8217;interno dello spazio creato. Questo progetto utilizza delle luci industriali standard appositamente modificate per essere controllate in maniera indipendente. Le luci utilizzano input provenienti da diverse videocamere termali che sono state adattate alla registrazione del movimento delle persone nello spazio. Vediamo come gi\u00e0 emerga il fattore interattivo come nucleo centrale dell&#8217;opera, inteso come coinvolgimento dinamico e ludico dell&#8217;audience all&#8217;interno dello spazio artistico stesso. Vengono inoltre utilizzate tecnologie standard di uso industriale, messe pero&#8217; in relazione al comportamento umano e al suo dinamismo, in una dimensione ludica e di coinvolgimento attivo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero58_Human-Screens-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37710\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero58_Human-Screens-02.png\" alt=\"numero58_Human Screens 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero58_Human-Screens-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero58_Human-Screens-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> O&#8217;Shea \u00e8 stato inoltre co-fondatore, questa volta insieme a <span class=\"testo_iframebold\">J. Gethin Lewis e A.Muller<\/span>, di un altro progetto nel 2007, <em>This Happened<\/em> lanciato a Londra e attualmente ancora attivo insieme ad un proprio sito web dedicato <\/span><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.thishappened.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"it-IT\">http:\/\/www.thishappened.org\/<\/span><\/a><span lang=\"it-IT\">. Questo progetto raccoglie una serie di eventi intorno a tutto cio&#8217; che accade &#8220;dietro le quinte&#8221; del design<em>. <\/em>L&#8217;<em>interaction design <\/em>\u00e8 l&#8217;ambito su cui si concentra <em>This Happened<\/em>, per cercare di aprire e varcare i confini di un mondo, quello delle imprese e delle societ\u00e0 di design, a volte troppo chiuso verso l&#8217;esterno. Quello che si tenta di fare attraverso eventi animati da presentazioni, dibattiti e discussioni \u00e8 esplorare il background di un prodotto e il suo processo creativo. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><br \/>\n&#8220;Avere idee \u00e8 pi\u00f9 facile che realizzarle&#8221;, scrivono gli autori sul sito. L&#8217;esplorazione del concetto che sta alla base di un prodotto e del suo processo di produzione rappresenta un contributo essenziale per la futura concezione di nuovi oggetti. Per questo diventa importante approfondire metodi e idee produttive. Questa l&#8217;idea alla base di &#8220;This Happened&#8221; che ancora una volta vede la partecipazione di ogni persona che voglia contribuire ad uno degli eventi nei diversi paesi del mondo, seguendo l&#8217;impostazione 2.0 di un blog. Tutti possono partecipare, dagli operatori del settore agli studenti.<\/span><span lang=\"en-US\"> In questo caso l&#8217;interazione diventa <\/span><span lang=\"en-US\"><em>coinvolgimento <\/em><\/span><span lang=\"en-US\">vero e proprio.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\">Ritornando invece alle opere pi\u00f9 artistiche e alle installazioni, altri progetti di Chris O&#8217;Shea sono stati <em>Cybrid Landscape<\/em> (2004) in cui si crea un paesaggio tridimensionale a partire da uno spazio fisico attraverso l&#8217;interazione e <em>Out of Bonds<\/em> (2007).<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><br \/>\nLa sua performance pi\u00f9 recente ha avuto luogo a Bruxelles, all&#8217;interno del <span class=\"testo_iframebold\">Media Facade Festival Europe 2010<\/span>. <span class=\"testo_iframebold\">E&#8217; stata presentata infatti <\/span><\/span><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"><em>Hands from Above<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, opera interattiva e ludica, presentata per mezzo di uno <em>urban screen<\/em>, uno schermo cio\u00e8 posto all&#8217;interno di uno spazio pubblico cittadino. Durante la performance, i passanti si sono visti proiettati sullo schermo e su di esso afferrati, schiacciati e spostati in tempo reale da una grande mano rossa. Le &#8220;manipolazioni ludiche&#8221; a loro volta influenzate dallo spostamento fisico delle persone e dalle condizioni meteorologiche esterne.<\/span> <span lang=\"it-IT\"> I passanti sono stati cos\u00ec giocosamente disturbati <\/span><span lang=\"it-IT\"> durante le loro attivit\u00e0 quotidiane e posti in una dimensione artistica, presente all&#8217;interno della loro stessa quotidianit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag58\/articoli\/img\/softwareart_silviabertolotti03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" \/><\/p>\n<p align=\"left\">E proprio di questo suo ultimo progetto abbiamo parlato con <span class=\"testo_iframebold\">Chris O&#8217;Shea<\/span>, incontrandolo a Bruxxel in occasione della grande rassegna urbana itinerante per varie citt\u00e0 Europee dal 27 Agosto scorso fino al prossimo 3 Ottobre.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\"><br \/>\nSilvia Bertolotti:<\/span> Ci puoi parlare della realizzazione tecnica di <em>Hand From Above,<\/em> e di come l&#8217;hai sviluppata a partire dal concept iniziale? <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><br \/>\n<span class=\"testo_iframebold\">Chris O&#8217;Shea:<\/span> Una volta commissionato il progetto, ho dovuto pensare a come il software avrebbe potuto lavorare. L&#8217;ho programmato in <span class=\"testo_iframebold\">C++<\/span>, utilizzando un toolkit open source che sicuramente conosci che \u00e8 <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.openframeworks.cc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">openFrameworks<\/a>. Per processare le immagini ho invece utilizzato una delle sue library, cio\u00e8 <span class=\"testo_iframebold\">openCV<\/span>. Avendo usato spesso videocamere per i miei lavori, ho anche creato un set di <em>code libraries<\/em> per diverse funzioni. Il primo test del software era solamente un<em> video feed<\/em>, un&#8217;immagine statica della mano che io potevo muovere e posizionare con il mouse. Era interessante vedere come le persone reagivano ad essa, mentre ovviamente si divertivano a guardarsi sullo schermo. <\/span> <span lang=\"it-IT\"> Il primo vero test dell&#8217;opera davanti ad un pubblico \u00e8 stato il giorno prima del lancio, perch\u00e9 i tempi sono stati strettissimi.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\"><em><br \/>\n<\/em><span class=\"testo_iframebold\">Silvia Bertolotti:<\/span> Da dove \u00e9 nata l&#8217;idea ispiratrice per quest&#8217;opera? Qual \u00e8 il tema principale, oltre a quello di mettere in discussione la nostra (scontata) routine quotidiana? <\/span> <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><br \/>\n<\/span><span lang=\"it-IT\"> <span class=\"testo_iframebold\">Chris O&#8217;Shea:<\/span> Innanzitutto volevo che le persone si sentissero piccole, in particolare davanti a questo altro essere che poteva prenderli o schiacciarli. Il fatto di interrompere la routine quotidiana era dovuto semplicemente alla posizione degli schermi all&#8217;interno di spazi pubblici, il che portava la gente a fermarsi e a guardare qualcosa di nuovo mentre si recava nei vari negozi. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Silvia Bertolotti:<\/span> <em>Hand from Above<\/em> <span lang=\"it-IT\">\u00e9 stata presentata in molte citt\u00e0 nel mondo fra cui Tokyo, Londra, la Corea in occasione dell&#8217;INDAF Festival e da ultima Bruxelles, per il Media Facade Festival. Qual&#8217;\u00e9 stato, a tuo parere, il luogo pi\u00f9 ricco di interesse? Potresti descrivere diversi tipi di reazione da parte degli spettatori nei vari luoghi in cui il progetto \u00e8 stato esposto? <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Chris O&#8217;Shea:<\/span> In realt\u00e0 non ho una citt\u00e0 o un luogo preferito. Ogni performance ha un contesto particolare in cui svolgersi, dal centro commerciale al festival artistico. La gente ha nel complesso reagito nella stessa maniera in ogni luogo, come se non ci fossero barriere culturali.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero58_Human-Screens-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37710\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero58_Human-Screens-02.png\" alt=\"numero58_Human Screens 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero58_Human-Screens-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero58_Human-Screens-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Silvia Bertolotti:<\/span> In generale in tutto il tuo lavoro, ma forse ancora di pi\u00f9 in quest&#8217;ultima opera, il focus \u00e8 l&#8217;interazione. Ad oggi, dopo un certo numero di anni di lavori e progetti da parte di molti designer in tutto il mondo, secondo te, quale \u00e8 il ruolo della tecnologia nell&#8217;ambito dell&#8217;arte interattiva? Credi in una sorta di &#8220;digital art 2.0&#8221;?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><br \/>\n<\/span><span lang=\"it-IT\"> <span class=\"testo_iframebold\">Chris O&#8217;Shea:<\/span> Nelle mie opere la tecnologia non ha troppa importanza e non \u00e9 il nucleo del mio lavoro. Tuttavia \u00e8 ovvio che la tecnologia venga utilizzata, pur se nascosta e spesso non spiegata al pubblico. Il focus per me \u00e9 l&#8217;aspetto umano, il modo in cui la gente reagisce e si comporta. \u00a0<\/span>In questo momento quindi non ho alcuna opinione riguardo al futuro dell&#8217;arte digitale, poich\u00e9 ogni artista ha la propria attivit\u00e0 e i propri obiettivi. Molte tecnologie e trend vanno e vengono e spesso si ripetono. La combinazione dell&#8217;elemento &#8220;gioco&#8221; e del &#8220;movimento&#8221;, inizialmente introdotta con la Wii e in seguito sviluppata da Microsoft Kinect &amp; Sony Move, fa s\u00ec in un certo senso che lo stesso principio delle installazioni artistiche sia riprodotto e sia disponibile, in forma di gioco, nelle case.<\/p>\n<p align=\"left\"><em><br \/>\n<\/em><span class=\"testo_iframebold\">Silvia Bertolotti:<\/span> L&#8217;enfasi in alcune tue opera \u00e9 posta infatti anche sul gioco. Qual&#8217;\u00e8 la sua dimensione artistica?<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Chris O&#8217;Shea:<\/span> Il gioco \u00e9 importante, per tutte le et\u00e0, poich\u00e9 rappresenta la modalit\u00e0 attraverso cui impariamo come il mondo circostante funziona. Come l&#8217;arte, pu\u00f2 anche indurci a riflettere in maniera diversa su noi stessi. Nei miei lavori spero di trarre le persone fuori dalla loro quotidianit\u00e0 e di riempirle di gioia e meraviglia. Cerco di stimolarne la curiosit\u00e0, permettendo alla gente di fare, credere, esplorare e scoprire la propria immaginazione. E soprattutto, sorridere.<\/p>\n<p align=\"left\"><em><br \/>\n<\/em><span class=\"testo_iframebold\">Silvia Bertolotti:<\/span> Tornando a <em>Hand from above<\/em>, perch\u00e9 hai deciso di lavorare con un performance all&#8217;interno di spazi urbani?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Chris O&#8217;Shea:<\/span> Quello che mi piace degli spazi pubblici \u00e9 il fatto che si possa raggiungere un&#8217;audience che probabilmente non entrerebbe mai in una galleria o in un museo. Lo spazio pubblico rende l&#8217;arte pi\u00f9 accessibile.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero58_Human-Screens-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37713\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero58_Human-Screens-05.png\" alt=\"numero58_Human Screens 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero58_Human-Screens-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero58_Human-Screens-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Silvia Bertolotti:<\/span> Quali sono al momento i tuoi piani per il futuro? Stai lavorando attualmente a qualche progetto in particolare?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\">Chris O&#8217;Shea:<\/span> S\u00ec, ma di solito non dico nulla finch\u00e9 il lavoro non \u00e9 terminato! Potete comunque visitare il mio sito web e Twitter @chrisoshea per vedere quando nuovi progetti sono annunciati.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.chrisoshea.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.chrisoshea.org\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chris O&#8217;Shea \u008f uno di pi\u009d conosciuti interaction e graphic designer a livello internationale, di base a Londra, il cui lavoro si focalizza innnanzitutto sui possibili meccanisimi di interazione tra uomo e macchina, nonch\u008f sull&#8217;ideazione di contesti artistici che, spesso attraverso la dimensione del gioco e dell&#8217;ironia, mettono in discussione le nostre percezioni sensoriali e le comuni esperienze del mondo esterno.<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":37709,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,211],"tags":[48,80,53,67],"class_list":["post-10770","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-058","tag-hacking","tag-interaction","tag-interviews","tag-software-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Human Screens. 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