{"id":10749,"date":"2010-09-03T12:00:00","date_gmt":"2010-09-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-057\/interactive-ethology-an-interview-with-andre-goncalves\/"},"modified":"2020-11-01T23:24:38","modified_gmt":"2020-11-01T22:24:38","slug":"interactive-ethology-an-interview-with-andre-goncalves","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-057\/interactive-ethology-an-interview-with-andre-goncalves\/","title":{"rendered":"Etologia Interattiva. Intervista Con Andre&#8217; Goncalves"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Quando si parla di combinazione tra arte e scienza si fa riferimento a un dominio di conoscenza e saperi in cui coloro che vi operano si scambiano vicendevolmente approcci e metodi per generare nuovi modi d\u2019interpretare il mondo. Al di l\u00e0 di riferimenti teorici e riflessioni critiche, \u00e8 l\u2019aspetto pratico sottostante allo sviluppo di un\u2019opera interattiva che rende facilmente comprensibile la sovrapposizione tra arte e scienza.<\/p>\n<p>Gli artisti, come fossero scienziati e inventori<span class=\"testo_iframebold\"> (1)<\/span>, per ottenere il risultato finale della loro ricerca estetica, passano attraverso processi che sono fatti di prove ed errori, di test e analisi, di osservazioni di fenomeni e comportamenti. Chiaramente questi processi non riguardano molecole, ma stringhe di codice, algoritmi, circuiti. Nella pratica di costruire macchine inutili, gli artisti interattivi passano attraverso il metodo sperimentale per diventare dei veri e propri studiosi di un ecosistema di componenti tecnologiche da loro stessi progettato. Si trasformano in etologi dell\u2019interazione, ovvero in studiosi dei comportamenti di sistemi tecnologici.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Questa riflessione \u00e8 nata in seguito all\u2019incontro con <span class=\"testo_iframebold\">Andr\u00e9 Goncalves, artista portoghese (anno 1979) specializzato in performance e installazioni sonore, audiovisive e interattive<\/span>. Le opere di Andr\u00e9, presentate in diversi festival e presso importanti centri di cultura digitale nel mondo, hanno dei nomi bizzarri e sembrano essere il risultato di esperimenti e di analisi di fenomeni naturali, sociali o tecnologici. Tutti realizzati con un uso sapiente dell&#8217;elettronica Do It Yourself.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><em>Resonance objects<\/em>, per esempio, propone molteplici varianti di<em> soundscape<\/em> attraverso l\u2019uso del fenomeno della risonanza; <em>Of How We Have To Leave Doubts Expectations And The Unachieved <\/em>\u00e8 invece un\u2019ironica metafora meccanica delle logiche e dei comportamenti generati dalla guerra; <em>PS. I Love You <\/em>\u00e8 uno strumento di misurazione atipico, che visualizza fisicamente e in tempo reale il movimento del sole e della luna, <em>Driven By or The Careless Self-Indulgence of Dystopia<\/em> \u00e8 infine un sistema di swarm intelligence al contrario.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37525\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-02.png\" alt=\"numero57_Interactive Ethology 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><span class=\"testo_iframebold\">Andr\u00e9 Goncalves<\/span> si \u00e8 sempre occupato di performance e oggetti audiovisivi, risultanti da un&#8217;interessante compenetrazione tra riuso di tecnologia a basso costo, capacit\u00e0 di programmazione, riscoperta di tecnologie analogiche per la compenetrazione di suono e immagini. In<em> Untitled #06 &#8211; Portable Version<\/em>, il meccanismo di lettura di un discman \u00e8 stato hackerato, allo scopo di controllare il motorino che posiziona le testina del lettore, per mezzo di una tavola autocostruita di Arduino che reagisce tramite sensori all&#8217;ampiezza di un suono inviato: tanto pi\u00f9 il suono \u00e8 assente, tanto pi\u00f9 la testina sar\u00e0 vicina al centro dell&#8217;asse ottica, tanto pi\u00f9 il suono \u00e8 ampio, tanto pi\u00f9 la testina sar\u00e0 spostata verso la posizione pi\u00f9 lontana dal centro.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Il laser \u00e8 stato sostituito da un led bianco (o viola), che si avantaggia del sistema di lenti e specchi presenti nel discman che consentono alla luce di colpire e impressionare la pellicola con un fascio costante e preciso. La performance avviene ovviamente nella pi\u00f9 completa oscurit\u00e0 e la pellicola impressionata viene poi invitata a un laboratorio per lo sviluppo e la realizzazione delle immagini fotografiche relative.<\/p>\n<p>E ancora, in <em>for Super 8 Projector and Analog Synthesizer<\/em> un proiettore super 8 e il sintetizzatore analogico modulare sono stati hackerato in modo tale che l&#8217;ampiezza di un suono controlli l&#8217;intensit\u00e0 della lampada e in modo tale da poter controllare manualmente il flickering del proiettore stesso. I suoni sporchi che vengono suonati sono collegati strettamente alla distruzione della pellicola e delle immagini in tempo reale. La performance prosegue in step differenti, con diversi processi di combustione e differenti suoni<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Tra le sue ultime opere di etologia interattiva &#8211; anche quella che in modo evidente rappresenta questo concetto &#8211; c\u2019\u00e8 <em>The Bird Watcher<\/em>, un\u2019installazione basata su Twitter che l&#8217;artista ha presentato nella sezione Software Art curata da Valentina Tanni nell&#8217;ambito dell&#8217;ultima edizione di <span class=\"testo_iframebold\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.interferenze.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Interferenze Festival<\/a>, momento di incontro tra tecnologia, arte ed ambiente naturale, svoltosi a Bisaccia (Av) lo scorso 24-27 Luglio,<\/span> durante il quale l\u2019ho personalmente intervistato.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37526\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-03.png\" alt=\"numero57_Interactive Ethology 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Serena Cangiano:<\/strong>Iniziamo dal principio, ovvero dal percorso che ti ha portato a fare arte sperimentando con la tecnologia.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Andr\u00e9 Goncalves: <\/strong>Ho sempre provato ad usare i computer da quando avevo 15 anni, smanettando con MSDOS e altri sistemi. Dopo aver iniziato a studiare<em> graphic design<\/em> ho dovuto imparare software come Photoshop, Illustrator, ecc. Nessuno mi ha insegnato come utilizzare questi strumenti: ho trascorso interi anni solo sfruttando gli incontri con gli amici e la condivisione di informazioni. Ho sempre avuto la curiosit\u00e0 di imparare da solo e di sviluppare progetti seguendo l\u2019approccio del \u201ctrial&amp;error\u201d.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Il vero principio \u00e8 stato quando ho iniziato a fare musica e a studiare gli strumenti per comporla. Poi, con Internet e le prime sperimentazioni col digitale sono rimasto affascinato dai lavori di alcuni <em>designer<\/em> e artisti come, ad esempio, Joshua Davis e da tutte quelle persone che stavano creando al tempo cose fantastiche in Flash. Da l\u00ec, mi sono detto: \u201cdevo imparare velocemente perch\u00e9 quelle \u00e8 ci\u00f2 che voglio fare realmente\u201d. Ho iniziato cos\u00ec a programmare in Flash e poi con altri linguaggi di programmazione. Ho avuto poi l\u2019opportunit\u00e0 di lavorare in uno studio di design dove ho potuto continuare a studiare. Il percorso, insomma, \u00e8 composto da differenti strade: ho iniziato a programmare in uno studio, a fare musica a casa e a studiare nuovi software come Max\/MSP.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Serena Cangiano:<\/strong>Quando hai iniziato a pensare di poter convogliare questa curiosit\u00e0 e aggiornamento nell\u2019ambito della programmazione in un contesto di sperimentazione artistica?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Andr\u00e9 Goncalves:<\/strong> Facendo musica, mi sono ritrovato a lavorare con persone della scena musicale sperimentale di Lisbona. In seguito, ho cominciato a realizzare con Max\/MSP delle performance live di musica sperimentale. Successivamente sono passato alle installazioni.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37527\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-04.png\" alt=\"numero57_Interactive Ethology 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Serena Cangiano:<\/strong>Dalle performance live alle installazioni, immagino ti sia sempre interessato seguire una traccia, una sorta di ricerca&#8230;<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Andr\u00e9 Goncalves:<\/strong>S\u00ec, certo. Sono sempre stato intrigato dai fenomeni naturali. La mia prima installazione, che \u00e8 anche quella sulla quale continuo a lavorare da cinque anni, presentandola in differenti versioni, affronta il fenomeno della risonanza. Ho testato e investigato la risonanza costruendo un intero pezzo su questo fenomeno. Un lavoro approfondito che presento sotto forma di performance e d\u2019installazione. La risonanza \u00e8 un fenomeno molto particolare, perch\u00e9 si basa sull\u2019uso del suono per amplificare altri suoni in uno spazio: non importa se si tratta di uno spazio grande o piccolo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Con il suono puoi amplificare altri suoni solo perch\u00e9 sei in un preciso spazio con una specifica frequenza. Se riesci ad individuare la frequenza di quello spazio allora puoi fare in modo che esso \u201crisuoni\u201d. Dal principio, non ho affrontato il progetto in modo scientifico: ho letto di Nicola Tesla e delle cose fantastiche che ha realizzato utilizzando la risonanza come, ad esempio, il terremoto che ha provocato a New York con una macchina di risonanza. C\u2019\u00e8 poi l\u2019uso della risonanza in ambito medico per analizzare il corpo umano.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Al contrario delle applicazioni in ambito scientifico, io ho cercato di utilizzare la risonanza rispetto all\u2019estetica del suono. Ho collegato il soundscape generato dalla risonanza con il movimento provocato dal mare, dalle onde. E\u2019 impossibile creare un\u2019equazione che spieghi il movimento del mare: ci sono tante cose che l\u2019influenzano ed \u00e8 sostanzialmente impossibile determinare a priori quando le onde arriveranno. Questa riflessione \u00e8 stata in qualche modo l\u2019ispirazione che ha guidato la progettazione dei comportamenti di <em>Resonance objects<\/em>.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Serena Cangiano:<\/strong> Tu usi spesso il termine &#8220;comportamento&#8221; quando descrivi i tuoi lavori. L \u2019estetica delle tue installazioni deriva da ci\u00f2 che le tue macchine fanno, il loro puro comportamento meccanico e interattivo, piuttosto che dal loro impianto concettuale?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Andr\u00e9 Goncalves:<\/strong> Di solito cerco di spiegare i miei progetti lasciando che le persone interpretino in modo personale il concetto che \u00e9 comunicato attraverso di esso. Gran parte dello sviluppo e della ricerca parte da un\u2019idea di come dovrebbe essere l\u2019installazione e poi svolgo una ricerca per capire come arrivarci. Ho prima un concetto, poi spendo molto tempo per capire come arrivare alla soluzione e, durante il processo, mi viene sempre qualcosa di nuovo. Continuo sempre a sviluppare, rifinendo nel processo l\u2019idea iniziale. L\u2019idea \u00e8 sempre qualcosa di astratto e ampio e il processo aiuta sempre a decidere i dettagli.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37528\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-05.png\" alt=\"numero57_Interactive Ethology 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Serena Cangiano:<\/strong> Dettagli come, per esempio, i titoli delle opere, che sembrano essere molto particolari&#8230;<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Andr\u00e9 Goncalves:<\/strong> Mi diverto sempre molto quando devo scegliere il titolo giusto, perch\u00e9 il titolo serve a svegliare la curiosit\u00e0 delle persone. Quando li leggi devi restare all\u2019interno del frame di idee che ti danno, ma se vuoi realmente sapere cosa vogliono dire, beh non te lo dir\u00f2 mai!<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Serena Cangiano:<\/strong> Anche nel caso della tua opera <em>Driven By or The Careless Self-Indulgence of Dystopia<\/em>?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Andr\u00e9 Goncalves:<\/strong> Molti dei miei lavori sono una critica espressa in modo ironico, nonch\u00e8 in modo un po\u2019 naive e poetico. <em>Driven By or The Careless Self-Indulgence of Dystopia<\/em> nasce dal concetto di &#8220;distopia&#8221;, cos\u00ec come pensato originariamente da J.G. Ballard nella sua visione bizzarra di come le persone utilizzano le automobili. Egli predisse negli anni Settanta delle dinamiche che esistono tutt&#8217;oggi: le persone non riescono a vivere senza auto, guidano l\u2019auto anche quando non \u00e8 necessario. Cos\u00ec ho pensato ad un sistema che parlasse dell\u2019uso eccessivo delle auto.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Se osservi <em>Driven By or The Careless Self-Indulgence of Dystopia<\/em> dall\u2019alto, immaginando di avere una camera che registra tutto, le macchine sembrano come uccelli che volano senza senso, cambiando direzione ogni volta. Le macchine seguono delle regole di comportamento e proprio come gli stormi di uccelli si dirigono sempre verso il centro.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">L\u2019aspetto interessante \u00e8 il collegamento tra questi comportamenti e quelli determinati dalle regole del gioco <em>Tag<\/em> <span class=\"testo_iframebold\">(2)<\/span>: al contrario cio\u00e8 di come gli uccelli di uno stormo sono guidati da un solo esemplare guida, nel gioco <em>Tag<\/em> il singolo giocatore fa scappare gli altri verso altre direzioni.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37529\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-06.png\" alt=\"numero57_Interactive Ethology 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Serena Cangiano:<\/strong> Hai sviluppato quest\u2019opera durante il workshop<em> Interactivos<\/em>, organizzato presso il Media Lab Prado di Madrid. Che cosa puoi raccontarmi di quest\u2019esperienza?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Andr\u00e9 Goncalves:<\/strong> Nel workshop<em> Interactivos<\/em> ci sono persone che lavorano in uno spazio comune per due settimane, e ognuno lavora su un progetto con l&#8217;aiuto di <em>tutor<\/em> che supportano i partecipanti nelle varie fasi dello sviluppo. E&#8217; veramente entusiasmante. La cosa interessate \u00e8 che ti trovi in un contesto dove non esistono distrazioni e tutte le tue energie sono per il tuo progetto: c\u2019erano persone al lavoro a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ci sono persone con formazione e competenze diverse e se quindi un partecipante ha un problema specifico, attraverso lo scambio d\u2019idee riesce sempre a superarlo. Per esempio, per <em>Drive by<\/em> ho avuto un problema con alcune formule matematiche e li\u2019 uno scienziato mi ha aiutato a risolverlo mostrandomi una nuova soluzione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Serena Cangiano: <\/strong>Qui al festival <em>Interferenze<\/em>, hai portato il tuo progetto <em>The Bird Watcher<\/em>, il quale mi fa pensare a come il tuo modo di sviluppare un\u2019opera somigli molto a quello di un etologo che osserva i comportamenti degli animali.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><span class=\"testo_iframebold\">Andr\u00e9 Goncalves:<\/span> <em>The Bird Watcher<\/em> \u00e8 un\u2019opera che utilizza Twitter. Io normalmente non uso Twitter e non l\u2019ho mai usato prima di realizzare questa installazione. Sono consapevole che su Twitter vengono discussi temi importanti e molto interessanti, ma tutte le volte che ho avuto accesso a questo social network ho sempre avuto la sensazione che si trattasse in fondo di uno scambio d\u2019informazioni inutili. Perch\u00e9 le persone dovrebbero urlare al mondo che stanno pranzando benissimo, ad esempio? Non capisco il perch\u00e9 di questa informazione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><em>The Bird Watcher<\/em>, quindi, \u00e8 un\u2019installazione che affronta quest\u2019aspetto dei social network con ironia. Mi piace molto il modo Twitter \u00e8 stato concepito e creato, il concetto del &#8220;cinguettare&#8221;, ed \u00e8 per questo che ho pensato a come poter riproporre il meccanismo alla base di Twitter in \u201cun modo naturale\u201d, ovvero facendo <em>twitterare<\/em> dei veri uccelli. Normalmente infatti, non riusciamo a interpretare il cinguett\u00eco degli uccelli. Non sappiamo perch\u00e9 cinguettano, forse perch\u00e9 sono tristi, perch\u00e9 stanno corteggiando la loro femmina, perch\u00e9 hanno fame&#8230;<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Nella prima versione dell\u2019opera ho solo cercato <em>on line<\/em> le informazioni riguardo i comportamenti degli uccelli e ho trovato dodici tipologie comportamentali di uccelli che ho inserito in uno <em>sketch<\/em> di Processing connesso alla rete. Poi, ho programmato un sistema che simula il cinguett\u00eco degli uccelli, come se fossero nel mondo reale. E\u2019 molto difficile realizzare una cosa del genere, ma sono riuscito in modo astratto a farlo: l\u2019opera non funziona in modo casuale, ma i cinguettii seguono un certo algoritmo che permette agli uccelli di cinguettare in modo differente (es. la papera in modo diverso dal gallo&#8230;).<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37530\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-07.png\" alt=\"numero57_Interactive Ethology 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/numero57_Interactive-Ethology-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Una volta definite queste dodici parole per ciascun cinguett\u00eco, ho creato dodici account di Twitter. Ogni uccello, infatti, <em>twittera<\/em> sul suo account mentre <em>The bird watcher,<\/em> l\u2019account generale, controlla cosa gli uccelli <em>twitterano<\/em> e <em>retwitta<\/em> a sua volta i loro <em>twitts<\/em>.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">L\u2019idea al momento \u00e8 quella di posizionare, in uno spazio, un contenitore con del cibo, con lo scopo di attirare gli uccelli. Una volta che gli uccelli si avvicinano al contenitore, voglio filmarli quando cinguettano: in questo modo, un video viene pubblicato ogni volta come <em>link<\/em> su Twitter. Usando le API di You Tube e Twitter, posso fare in modo che il computer riconosca il cinguett\u00eco degli uccelli. Purtroppo, ci sono delle condizioni naturali che rendono l\u2019opera difficile da implementare: non \u00e8 possibile costringere gli uccelli a fermarsi sul contenitore, ad esempio. Ho studiato il comportamento degli uccelli e posso dire che \u00e8 quasi impossibile che in soli tre giorni gli uccelli riconoscano il contenitore come un luogo sicuro in modo da attivare l\u2019installazione. Sono sicuro che ci vorr\u00e0 almeno un mese di attesa.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>Link e Note:<\/strong><\/p>\n<p class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.andregoncalves.info\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.andregoncalves.info\/<\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>(1)<\/strong> Segnalo riguardo a questo tema: D.Daniels,B.U.Schmidt, Artists as inventors Inventors as artists, Hatje Cats, 2008.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><strong>(2) <\/strong>Il gioco <em>Tag <\/em>consiste nel designare la persona che deve rincorrere e toccare tutti gli altri. Una volta che riesce a toccarne uno, quello a sua volta deve cercare di rincorrere e toccare qualcun\u2019 altro.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa riflessione \u008f nata in seguito all&#8217;incontro con Andr\u00e9 Goncalves, artista portoghese (anno 1979) specializzato in performance e installazioni sonore, audiovisive e interattive. Le opere di Andr\u00e9, presentate in diversi festival e presso importanti centri di cultura digitale nel mondo, hanno dei nomi bizzarri e sembrano essere il risultato di esperimenti e di analisi di fenomeni naturali, sociali o tecnologici. 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