{"id":10731,"date":"2010-07-02T12:00:00","date_gmt":"2010-07-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-056\/resistence-and-constitution-audiovisual-settings-by-n03\/"},"modified":"2020-11-01T23:20:53","modified_gmt":"2020-11-01T22:20:53","slug":"resistence-and-constitution-audiovisual-settings-by-n03","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-056\/resistence-and-constitution-audiovisual-settings-by-n03\/","title":{"rendered":"Resistenza E Costituzione. Gli Allestimenti Audiovisivi Di N03!"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span class=\"testo_iframebold\">Paolo Ranieri di N03! <\/span>racconta il suo lavoro artistico per musei interattivi sul tema della Storia. Dal <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.museodiffusotorino.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Museo Diffuso della Resistenza di Torino<\/a> a quello di Fosdinovo (Sarzana della Sp) inaugurato il 3 giugno 2000, al recentissimo Diritti al cubo\/Vivere la Costituzione (Genova e Torino).<\/p>\n<p>E ancora, la toccante mostra su Primo Levi <em>A noi fu dato in sorte questo tempo<\/em>, presso la baracca recuperata ex Campo Fossoli a Carpi (Modena) e un&#8217;installazione permanente realizzata per il Mus\u00e9e de la R\u00e9sistance et de la D\u00e9portation de l&#8217;Is\u00e8re Maison des Droits de l&#8217;Homme, Grenoble, dal titolo <em>R\u00e9sister Aujourd&#8217;hui<\/em>. Ricordando il nonno Paolino Ranieri, recentemente scomparso, antifascista, membro dell&#8217;organizzazione clandestina del Partito Comunista, condannato al carcere, che contribu\u00ec in modo determinante alla Liberazione di Sarzana, cittadina di cui \u00e8 stato sindaco per 25 anni.<\/p>\n<p>Paolo Ranieri, una delle anime dell&#8217;attivissimo ambito di produzione multimediale N03!; regista video e docente all&#8217;Accademia di Carrara, ha un cognome importante, quello del nonno Paolino Ranieri appunto, uno dei principali organizzatori della guerriglia partigiana in Lunigiana, scomparso proprio nel giorno del decimo anniversario della nascita del<a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.museodellaresistenza.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> Museo Audiovisivo della Resistenza <\/a>da lui fortemente voluto e sostenuto proprio a Fosdinovo, vicino a Sarzana della Spezia. <span class=\"testo_iframebold\">Studio Azzurro<\/span> lo progett\u00f2 e Paolo Ranieri lavor\u00f2 insieme a loro per la sua realizzazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37429\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-02.png\" alt=\"numero56_Resistence 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>E&#8217; stato questo uno dei primi esempi italiani di musei interattivi, in seguito al quale si \u00e8 generato un interesse sempre crescente nell&#8217;ambito delle amministrazioni, a progettare allestimenti museali multimediali. La memoria della Resistenza all&#8217;interno del Museo viene ben rappresentata dai volti, dalle parole, dai luoghi, dalle testimonianze, dalle vicende della Grande Storia insieme a quella quotidiana dei piccoli borghi contadini tra la Liguria e la Toscana. Un lavoro eccellente sul piano del rilievo storico, e pregnante sul piano dell&#8217;emozione che suscita.<\/p>\n<p>L&#8217;interattivit\u00e0 rimanda ai gesti della memoria: quelli dello sfogliare un album di fotografie, o un giornale, quello di ascoltare i racconti degli anziani che avevano vissuto la guerra e avevano combattuto affinch\u00e9 fosse fondata la nostra Repubblica e la nostra Costituzione. Anche la collocazione del Museo non \u00e8 casuale, in una vecchia colonia partigiana, sui monti. Oggi si direbbe che \u00e8 &#8220;decentrato&#8221;, ma quelli erano i luoghi della resistenza e vale la pena fare qualche curva in pi\u00f9 con la macchina, allontanarsi dai centri abitati per entrare nel cuore della nostra storia. Un luogo vivace, sempre ricco di iniziative e concerti. Un luogo da visitare assolutamente.<\/p>\n<p>In occasione del decennale della nascita del Museo Audiovisivo della Resistenza, ho pensato di chiedere a Paolo Ranieri come si progetta, attraverso le nuove tecnologie, un museo che ha a che fare con la storia, con la memoria collettiva.<\/p>\n<p><strong>Annamaria Monteverdi:<\/strong> Come inizia il tuo percorso formativo e poi quello professionale nel mondo del video e poi dell&#8217;arte interattiva?<\/p>\n<p><strong>Paolo Ranieri:<\/strong>Il mio percorso \u00e8 iniziato con un corso nel 1992 da realizzatore televisivo a Genova; sono poi venuto a vivere a Milano e dopo poco sono entrato in contatto con Studio Azzurro di cui avevo visto molte creazioni video che mi avevano incuriosito. Ho cominciato come aiuto regia di Paolo Rosa per alcune installazioni e per qualche periodo lavoravo anche al montaggio; ho realizzato alcuni documentari quello su Arturo Schwarz e Joseph Beuys per la Collezione Mudima. Ho fatto poi, tre documentari sull&#8217;arte contemporanea per la Regione Lombardia tra cui <em>Il corpo dell&#8217;arte<\/em> sulla body art insieme ad Andrea Lissoni. Mi piaceva la regia e in particolare mi piaceva la regia dei documentari e questo mi ha portato a occuparmi in particolar modo del museo della Resistenza di Sarzana a partire dal 1998; il museo \u00e8 stato poi inaugurato il 3 giugno 2000.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37430\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-03.png\" alt=\"numero56_Resistence 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>\u00a0Annamaria Monteverdi:<\/strong> Quale \u00e8 stato il tuo intervento per il Museo della Resistenza?<\/p>\n<p><strong>Paolo Ranieri:<\/strong> Sono intervenuto sulla parte dell&#8217;installazione, sul concept, sui contenuti, sulla ricerca di materiali e poi sulla regia della parte video di tutte le installazioni. Mio nonno di sua spontanea volont\u00e0, voleva fare un museo della Resistenza per lasciare una traccia tangibile di memoria; per\u00f2 si convinse da solo che non era il caso di fare, diciamo cos\u00ec, un museo &#8220;tradizionale&#8221;: leggendo un articolo di Umberto Eco sui musei rimase molto colpito da alcune frasi.<\/p>\n<p>Nell&#8217;articolo c&#8217;era scritto che i musei dovevano essere vivi, contenere racconti, musiche, immagini proiettate; aveva ritagliato questo articolo e lo teneva in tasca. Voleva fare un museo esattamente cos\u00ec; parlando gli ho fatto capire dove lavoravo e che quindi mi occupavo esattamente di questo; l&#8217;ho portato a vedere il Museo di Studio Azzurro a Lucca, al Baluardo di San Paolino e poi l&#8217;ho portato a una personale di Studio azzurro al Palazzo delle Esposizioni di Roma. E cos\u00ec si \u00e8 convinto che quella modalit\u00e0 che vedeva, con video e interazioni, poteva andare bene per affrontare il museo della resistenza che lui aveva in mente. Con mio nonno abbiamo coinvolto Studio Azzurro e insieme a Studio Azzurro ho curato la realizzazione.<\/p>\n<p>In questo modo \u00e8 iniziato il percorso di progettazione del Museo Audiovisivo della Resistenza; sono stati coinvolti Francesca Perini e Paolo Pezzino entrambi storici, che hanno fatto la ricerca dei contenuti e con loro si \u00e8 da subito pensato di giocarla su interviste e grandi proiezioni dei volti, delle testimonianze. Si sono scelti i temi: la vita contadina, le stragi, la resistenza, la deportazione, le donne; e poi abbiamo cercato i testimoni e abbiamo cominciato a fare le interviste, che nell&#8217;allestimento furono collocate in grande proiezione l&#8217;una affiancata all&#8217;altra; sotto i visi, i libri sui quali venivano proiettate le immagini di repertorio che avevano il compito di sostenere le parole. E&#8217; bella innanzitutto l&#8217;idea di messa in scena, e l&#8217;aspetto emotivo, quello di trovarsi di fronte a delle persone, davanti a dei primi piani fermi che tu, con la mano fai parlare e loro ti raccontano la storia.<\/p>\n<p><strong>Annamaria Monteverdi:<\/strong> Come nasce N03?<\/p>\n<p><strong>Paolo Ranieri: <\/strong>Nasce nel 2003 come studio di produzione video e multimediale; \u00e8 composto oltre che da me, da Riccardo Castaldi, Valentina De Marchi, Elisa Mendini, Fanny Molteni, Cinzia Rizzo, Franco Rolla, Martina Sgalippa e Davide Sgalippa; tra i collaboratori pi\u00f9 assidui c&#8217;\u00e8 Orf Quarenghi. Si propone come laboratorio di ricerca sull&#8217;immagine con particolare attenzione alla progettazione di ambienti video interattivi e immersivi. Con <em>Genova del Saper Fare<\/em> (2004) abbiamo, ad esempio, affrontato il tema del lavoro e delle nuove tecnologie; abbiamo realizzato tra gli altri il Museo Martinitt e Stelline di Milano, il cui percorso multimediale racconta la vita dei bambini all&#8217;interno dei due orfanotrofi milanesi nel XIX secolo.<\/p>\n<p>E poi tra gli allestimenti interattivi <em>Colombo\/Col\u00f2n<\/em>, dedicato a Cristoforo Colombo per il Complesso monumentale di Sant&#8217;Ignazio, Archivio di Stato di Genova, e la mostra interattiva dal titolo <em>Rossa<\/em>.<em> Immagine e comunicazione del lavoro 1848-2007<\/em> per la Citt\u00e0 della Scienza di Napoli.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37431\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-04.png\" alt=\"numero56_Resistence 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Annamaria Monteverdi:<\/strong>Oltre al Museo della Resistenza di Fosdinovo a quale altro allestimento interattivo legato alla storia sei pi\u00f9 legato o di quale ti sei occupato di pi\u00f9?<\/p>\n<p><strong>Paolo Ranieri:<\/strong> Il lavoro del quale mi sono occupato di pi\u00f9 \u00e8 sicuramente il<em> Museo della Torino in guerra 38-48 (Museo della resistenza)<\/em>. E&#8217; stato inaugurato nel 2005 e come percorso storico-cronologico parla della Torino in guerra nel periodo che va dal 1938 al 1948; significa dalle leggi razziali alla fondazione della Costituzione. E&#8217; stato realizzato nei locali seminterrati del palazzo dove ha sede il Museo Diffuso e l&#8217;Istituto Storico della Resistenza di Torino ed \u00e8 articolato in pi\u00f9 spazi, alcuni dei quali sono spazi interrati con un preciso significato storico, con piccole stanze, nicchie, all&#8217;interno di un vecchio rifugio antibombardamento.<\/p>\n<p>Abbiamo deciso di lasciarlo cos\u00ec com&#8217;\u00e8 e nel percorso il visitatore sente con le cuffie proprio i bombardamenti, le voci delle persone nei rifugi durante i bombardamenti aerei. Il resto \u00e8 stato realizzato intrecciando alcune tematiche storiche: la vita quotidiana nella citt\u00e0, la vita sotto i bombardamenti, sotto il regime fascista, sotto l&#8217;occupazione tedesca e infine la liberazione. Abbiamo usato una serie di luoghi-simbolo e la metafora che abbiamo utilizzato, il concept da cui \u00e8 stato elaborato tutto il lavoro \u00e8 stato quello della &#8220;metropolitana della memoria&#8221;, dove i temi sono le linee della metropolitana che incrociano i diversi luoghi, le diverse &#8220;fermate&#8221;.<\/p>\n<p>Le 5 tematiche sono raccontate in 5 piccoli spazi con un grande proiezione e c&#8217;\u00e8 un coppia di testimonianze per ogni tematica che poi convergono in un tavolo interattivo dove si trovano una serie di documenti. Avevamo a disposizione un grande archivio da fare rivivere: dal punto di vista delle fruizione sono documenti bianchi che vengono attivati dal visitatore stesso.<\/p>\n<p>Altro elemento a mio avviso, bello dal punto di vista scenografico \u00e8 quello degli specchi: abbiamo messo tutte le testimonianze su dei monitor davanti ai quali c&#8217;\u00e8 uno specchio semitrasparente, per giocare sul tema del rispecchiamento del visitatore rispetto ai personaggi che raccontano la storia, per avvicinarlo ai volti dei testimoni della storia. Infine, l&#8217;ultima tappa del museo che termina con una installazione sulla Costituzione che \u00e8 permanente, con quattro grandi specchi e alcune sedute: non appena il visitatore si siede, un attore proiettato inizia a recitare dei racconti letterari o dei pensieri che commentano pezzi della Costituzione. C&#8217;\u00e8 piaciuto come lavoro, abbiamo avuto un bel rapporto con l&#8217;Istituto Storico della Resistenza e ci sembra un lavoro esemplare di collaborazione tra un gruppo di artisti che fanno allestimenti multimediali creativi e coloro che si occupano, per motivi di ricerca o di divulgazione didattica, della Storia.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37432\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-05.png\" alt=\"numero56_Resistence 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Annamaria Monteverdi:<\/strong> Come nasce invece l&#8217;idea di una mostra sulla Costituzione, e del progetto <em>Vivere la Costituzione<\/em> quindi, di cui si \u00e8 presentata una riuscita anteprima a Palazzo Ducale di Genova fortemente voluta dal direttore Luca Borzani, e che rimarra esposta dal 2 Luglio al 19 Dicembre 2010 presso le sale del Museo Diffuso di Torino?<\/p>\n<p><strong>Paolo Ranieri:<\/strong> La mostra fa parte di un progetto pi\u00f9 ampio iniziato con l&#8217;allestimento permanente del <em>Museo Torino 1938-1948. Dalle leggi razziali alla Costituzione<\/em> e completa la precedente mostra<em> I giovani e la Costituzione <\/em>presentata al Museo dal 3 aprile al 21 giugno 2009, che ha coinvolto numerosi studenti delle scuole medie inferiori e superiori collocate su tutto il territorio piemontese.<\/p>\n<p>La prima sala \u00e8 il risultato di questi laboratori che abbiamo realizzato nelle scuole di Torino, con un comitato scientifico composto da esperti di storia, alcuni giuristi e un narratore che erano andati in alcune scuole e avevano fatto delle lezioni insieme agli insegnanti; raccontavano attraverso fatti concreti, quali erano e cosa significavano gli articoli della Costituzione Italiana e insieme avevano elaborato delle storie.Da qui \u00e8 nata l&#8217;idea di animare alcune foto di gruppo, ispirandoci al lavoro del fotografo Iodice e rappresentando come spaccato, una popolazione multietnica, dove i ragazzi mettono in scena un loro racconto che esemplifica alcuni temi della Costituzione.<\/p>\n<p><strong>Annamaria Monteverdi:<\/strong> Puoi raccontare il progetto <em>Vivere la costituzione<\/em>?<\/p>\n<p><strong>Paolo Ranieri:<\/strong>Il modulo temporaneo <em>Diritti al cubo &#8211; Vivere la costituzione<\/em> approdato a Genova e che torner\u00e0 a luglio a Torino dentro il Museo Diffuso nella sua forma completa per il percorso permanente, \u00e8 basato su un&#8217;idea di scelte personali sui temi della Costituzione da parte del visitatore. Le scelte legate a precisi percorsi, vengono memorizzate e si accumulano fase per fase secondo una serie prestabilita.<\/p>\n<p>IO \/ TU \/ NOI sono gli snodi principali del percorso per mostrare concretamente in cosa consista il corpo sociale in un sistema nel quale gli interessi di ciascuno devono poter coesistere con quelli dell&#8217;altro. Perci\u00f2, dopo aver espresso il personale punto di vista, il visitatore potr\u00e0 confrontarlo con quello di altre persone. Torino e Genova sono due citt\u00e0 che vivono e cercano di elaborare i mutamenti economici e sociali dei nostri giorni e sono state il terreno di questa sperimentazione, fatta con ragazzi e con adulti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37433\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-06.png\" alt=\"numero56_Resistence 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Resistence-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\" bgcolor=\"#FFFFFF\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Annamaria Monteverdi: <\/strong>Come si realizza il percorso interattivo?<\/p>\n<p><strong>Paolo Ranieri:<\/strong>Vengono distribuite delle cuffie con un jack e un sistema RFID che riconosce ciascuna cuffia perch\u00e9 ha un proprio codice. All&#8217;inizio del percorso il visitatore deve scegliere tra 6 parole chiavi sulla democrazia che lo accompagneranno per tutto il percorso: libert\u00e0, uguaglianza, sicurezza, lavoro, voto, costituzione. Inserendo il proprio jack, il visitatore lascer\u00e0 una memoria, una traccia del proprio percorso. Davanti a lui un gruppo di parole, un glossario in evoluzione, come i bisogni della societ\u00e0, ma sempre ancorato a principi e valori. Nella prima sala ci sono 6 monitor che raccontano attraverso voci e corpi di attori delle suggestioni letterarie su queste sei parole.<\/p>\n<p>Nella prima area le scelte verranno fatte come individuo, come soggetto singolo, poi invece si arriva alla seconda area dove non si fa pi\u00f9 una scelta personale ma ci si immedesima nei panni di un&#8217;altra persona, effettuando quindi le scelte per 8 persone-tipo che noi abbiamo individuato e sintetizzato e che abbiamo intervistato a Genova: loro ti dicono chi sono, le loro idee politiche, le problematiche che ritengono urgenti. In questo caso ci sono 8 monitor tanti quanti sono i personaggi; infilando il jack, che riconosce la parola selezionata all&#8217;inizio del percorso come parola chiave, si possono sentire tutti gli 8 personaggi parlare e discutere sulla loro idea e punto di vista circa quella parola-guida.<\/p>\n<p>Nella terza postazione interattiva si sceglie infine in base ad una comunit\u00e0, in base al &#8220;noi&#8221;. A quel punto vengono scaricati i risultati che confluiscono su un&#8217;ultima proiezione che visualizza le scelte di tutti i visitatori e che li confronta con i nostri. Lo schermo mostra le parole pi\u00f9 selezionate ed \u00e8 un grafico aggiornabile in tempo reale.<\/p>\n<p>Alla fine, si possono ascoltare le voci di uomini e donne che, nei primi anni della Repubblica, quando si scriveva la Costituzione, esprimevano la loro fiducia nei diritti inviolabili dell&#8217;uomo e nei principi della democrazia: il diritto al lavoro, all&#8217;uguaglianza, all&#8217;istruzione, alla libert\u00e0 personale, il rifiuto della guerra e della violenza di stato erano tutti valori conquistati a caro prezzo. Affermazioni e testimonianze lontane nel tempo sono accompagnate da riflessioni pi\u00f9 recenti: tutte ci ricordano la valenza attuale di quel patrimonio di regole e principi.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.ennezerotre.it\/home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.ennezerotre.it\/home.html <\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paolo Ranieri di N03! racconta il suo lavoro artistico per musei interattivi sul tema della Storia. 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