{"id":10730,"date":"2010-07-02T12:00:00","date_gmt":"2010-07-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-056\/smart-urban-stage-the-media-in-the-future-city-meeting-alberto-abruzzese\/"},"modified":"2020-11-01T23:20:49","modified_gmt":"2020-11-01T22:20:49","slug":"smart-urban-stage-the-media-in-the-future-city-meeting-alberto-abruzzese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-056\/smart-urban-stage-the-media-in-the-future-city-meeting-alberto-abruzzese\/","title":{"rendered":"Smart Urban Stage &#8211; I Media Nella Citta&#8217; Futura. Incontro Con Alberto Abruzzese"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span class=\"testo_iframebold\">Dallo scorso 26 giugno fino al prossimo 31 luglio<\/span>, all&#8217;interno di un&#8217;avveniristica struttura gonfiabile di 200 mq presso l&#8217;Auditorium Parco della Musica di Roma, verr\u00e0 presentata <span class=\"testo_iframebold\">smart future minds exhibition<\/span>. Articolata attraverso dodici progetti sul tema &#8220;Il futuro della citt\u00e0&#8221;, la mostra promette di essere un momento di riflessione critica e divulgazione artistica all&#8217;interno del pi\u00f9 ampio <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.smart-urban-stage.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">smart urban stage<\/a>,innovativo <em>road show<\/em> che toccher\u00e0 Zurigo, Parigi, Madrid e Londradopo essere passata gi\u00e0 a Berlino.<\/p>\n<p>Il tema sul quale si basa la mostra \u00e8 quindi di grande attualit\u00e0, nonch\u00e8 soggetto oggi a dibattitto a tutti i livelli: accademici, artistici, progettuali, attivisti e sicuramente anche economici e politici. Incentrare al contempo un progetto culturale e curatoriale su una tematica come il futuro delle nostre citt\u00e0 e su come le nuove tecnologie e le condizioni ambientali influiranno sullo spazio urbano e sulla vita dei cittadini, non \u00e8 per\u00f2 operazione delle pi\u00f9 semplici. Sicuramente ampio il tema, scarsa al contempo la conoscenza popolare di quali siano esattamente queste tanto decantate tecnologie e quale il loro possibile impatto benefico, difficile altres\u00ec individuare 5 possibili sezioni tematiche in cui suddividere la mostra.<\/p>\n<p>In un futuro che mai come oggi appare ancora tutto da costruire, o quanto meno da regimentare con quanta pi\u00f9 sensibilit\u00e0, intelligenza e lungimiranza possibile, in termini di abitabilit\u00e0, sostenibilit\u00e0 economica, impatto urbanistico, sociale ed ambientale, <span class=\"testo_iframebold\">smart urban stage<\/span> ha a mio avviso quindi il merito di porre sul tavolo della riflessione collettiva un tema importante articolato in modo non banale. <span lang=\"it-IT\"> Dieci<\/span><span lang=\"it-IT\"> progetti della smart future minds exhibition saranno selezionati tra le eccellenze italiane dell&#8217;Architettura (sezione Live), della Media \/ Information Technology (sezione Exchange), del Design (sezione Create), della Scienza (sezione Explore), della Cultura\/Societ\u00e0 (sezione Be).<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"> I progetti saranno presentati da cinque curatori: <span class=\"testo_iframebold\">Luca Molinari<\/span> (architetto, curatore del padiglione italiano alla Biennale Architettura di Venezia 2010), <span class=\"testo_iframebold\">Alberto Abruzzese<\/span> (massmediologo), <span class=\"testo_iframebold\">Martino Gamper <\/span>(designer), <span class=\"testo_iframebold\">Paolo Mataloni <\/span>(fisico quantistico) e <span class=\"testo_iframebold\">Lorenzo Imbesi <\/span>(architetto e studioso di Teoria del design).<\/span> I progetti selezionati mirano a suggerire visioni e stimoli di un futuro possibile che, combinando utopia e fattibilit\u00e0, fantasia e scienza, propongono soluzioni innovative per la vita di tutti i giorni, in equilibrio tra sviluppo tecnologico e spirito ecologista.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37421\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-02.png\" alt=\"numero56_Smart Urban stage 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\">Digicult avr\u00e0 quindi il piacere di intervistare, per i prossimi 3 numeri della nostra rivista, 3 curatori della mostra <span class=\"testo_iframebold\">smart future minds exhibition<\/span>: Alberto Abruzzese, Lorenzo Imbesi e Paolo Mataloni. Il primo ospite \u00e8 proprio Alberto Abruzzese, professore ordinario di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi presso l&#8217;Universit\u00e0 IULM di Milano, dove \u00e8 anche Preside della Facolt\u00e0 di Turismo, Culture e Territorio e pro-Rettore per le Relazioni Internazionali e l&#8217;Innovazione Tecnologica, i cui campi di ricerca sono: comunicazione di massa, cinema, televisione e nuovi media, con un interesse particolare verso i cambiamenti sociali collegati all&#8217;uso diffuso dei media.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Marco Mancuso:<\/strong>Professore, innanzitutto vorrei avere qualche anticipazione e presentazione dei progetti scelti nel suo progetto di curatela. Quale l&#8217;idea, il concept portante, quale la sfida che l&#8217;ha portata a misurarsi con un tema cos\u00ec ampio e diffuso nella societ\u00e0 contemporanea come quello della comunicazione mediale, dello scambio (di informazioni, conoscenza, rapporti, professionalit\u00e0, contenuti) meta-tecnologico?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alberto Abruzzese:<\/strong> Per scegliere i progetti da proporre mi sono orientato su una lettura mediologica della societ\u00e0 e delle sue tradizioni antropologico-culturali, direi persino dei suoi archetipi, e dei suoi miti, come appunto \u00e8 la citt\u00e0 (in particolare in Italia, storicamente priva della esperienza territoriale, sociale e simbolica, della metropoli, solo parzialmente compensata dai regimi quotidiani delle televisioni multicanale generaliste).<\/p>\n<p align=\"left\">La mia \u00e8 una visione mediologica e cio\u00e8 post-sociologica. I mutamenti pi\u00f9 profondi delle forme di vita delle nostre civilt\u00e0 contemporanee &#8211; sia quelle altamente sviluppate, sia quelle del sottosviluppo; quelle del benessere e quelle della disperazione &#8211; vengono espressi dalle innovazioni dei media, dal loro passaggio da linguaggi analogici a linguaggi digitali.<\/p>\n<p align=\"left\">E&#8217; innanzi tutto una rivoluzione espressiva e dunque ho pensato che &#8211; per dire il rapporto tra la &#8220;citt\u00e0 futura&#8221; (ammesso che sia possibile realizzarla o anche solo immaginarla proprio in quanto citt\u00e0, territorio chiuso, localismo universalista) e le forme di relazione sociale, dunque della comunicazione, e dunque dei media vecchi e nuovi &#8211; la forma di rappresentazione pi\u00f9 avanzata potesse appartenere assai meglio al fare degli artisti o semplicemente creativi, oggi pi\u00f9 sensibili al franare dei regimi di senso della cultura di massa e all&#8217;emergere dei loro conflitti proprio sul piano mediatico.<\/p>\n<p align=\"left\">Le tecnologie null&#8217;altro sono che le nostre protesi e, dunque, ho pensato di rivolgermi a autori di forte sensibilit\u00e0 riguardo ai rapporti tra corpo e esperienza vissuta sia localmente che globalmente (una dimensione propriamente detta <em>glocal<\/em>). Mass media e personal media sono le piattaforme espressive che riguardano sia le innovazioni di contenuto della persona sia i grandi temi sociali della mobilit\u00e0 e dell&#8217;ambiente, della qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37422\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-03.png\" alt=\"numero56_Smart Urban stage 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\"><strong>Marco Mancuso: <\/strong>Al di l\u00e0 della necessit\u00e0 di rimanere aderente all&#8217;ambito tematico per il quale \u00e8 stato chiamato come curatore (Exchange), le domando quali parametri estetici, tecnologici o quali linee guida hanno guidato le sue scelte e la selezione delle opere?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alberto Abruzzese:<\/strong> Baudrillard &#8211; nel titolo di un suo celebre saggio: <em>Lo scambio simbolico e la morte<\/em> &#8211; ci ha regalato uno <em>slogan<\/em> di grande efficacia, accostando ed anzi facendo coincidere tra loro la sfera delle economie politiche, la sfera della realt\u00e0 simbolica e la sfera della morte come oggettivit\u00e0 e insieme soggettivit\u00e0 dell&#8217;esperienza umana.<\/p>\n<p align=\"left\">Guardando il mondo delle forme e delle azioni, ho sempre cercato di sfuggire alla contrapposizione tra apocalittici e integrati (inventata ad uso e consumo dei dispositivi dialettici dei sistemi di dominio occidentali, delle politiche moderne e nazionaliste, delle culture d&#8217;impresa e di governo), ritenendo che per comprendere il nostro presente ci voglia un pensiero ambivalente, paradossale (il non-sapere &#8211; insieme possibile e impossibile &#8211; che i regimi degli stati moderni hanno sempre rimosso), in grado di essere insieme apocalittico e integrato, dunque sostanzialmente tragico e tuttavia politico, attento cio\u00e8 all&#8217;abitare, alla vita quotidiana, alla sofferenza della carne.<\/p>\n<p align=\"left\">E&#8217; in questa cornice che ho scelto autori e progetti.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37423\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-04.png\" alt=\"numero56_Smart Urban stage 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\"><strong>Marco Mancuso: <\/strong>Le nuove tecnologie e le condizioni ambientali influiranno sul futuro dello spazio urbano e sulla vita dei cittadini. In questo senso un numero crescente di tecnologie mobili, satellitari, locative stanno gradualmente invadendo lo spazio (fisico ed emotivo) delle nostre vite. Come si confrontano, secondo il suo punto di vista, gli artisti e i designer che lavorano con le nuove tecnologie con questa crescente sovrastruttura informazionale? E come sono in grado di utilizzarla per &#8220;comunicare&#8221; maggiormente con un pubblico potenzialmente infinito e come d&#8217;altro canto la percezione stessa delle persone nei confronti di un&#8217;opera pu\u00f2 cambiare per mezzo dell&#8217;integrazione crescente di tecnologie multimediali?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alberto Abruzzese:<\/strong> Troppi percorsi da tracciare per rispondere adeguatamente alla complessit\u00e0 di questa domanda. Che \u00e8 una domanda dalle molte domande sui rapporti in divenire tra passato e futuro:<\/p>\n<p align=\"left\">A &#8211; tra tecnologie mediatiche e territorio (ma attenzione! A invadere il territorio dell&#8217;esperienza storica moderna o meglio le sue stratificazioni e combinazioni spaziotemporali &#8211; dal suolo e dalla scrittura allo schermo e alla televisione &#8211; non sono le tecnologie digitali, bens\u00ec le metamorfosi della vita quotidiana, dell&#8217;interiorit\u00e0 espansa e esteriorizzata della nostra appartenenza al mondo);<\/p>\n<p align=\"left\">B &#8211; tra tradizioni estetiche o professionali e culture della rete, tra linguaggi sapienziali e linguaggi esperienziali, tra soggetti e oggetti, tra corpi e carne, tra dimensioni autoritarie, verticali, centralizzate, e dimensioni dal basso, istintive, emotive (gli autori che propongo sono molto attenti alla distinzione di valore tra linguaggi del sentire e linguaggi del vedere: si tratta di una contrapposizione che in McLuhan ha assunto un forte significato politico, simboleggiando il conflitto tra sistemi chiusi, nazionalisti, totalitari, militareschi, concentrazionari, e sistemi aperti, antimoderni, impregnati di senso del sacro assai pi\u00f9 che del dover essere dello spirito religioso della civilizzazione; tra un futuro che clona il passato e un futuro che invece si percepisce come origine pre-umana, animale);<\/p>\n<p align=\"left\">C &#8211; tra identit\u00e0 collettive e identit\u00e0 personali, tra massa e persona, tra persona e moltitudini. Il nodo della questione sta nel sapere cogliere i soggetti e luoghi di una negoziazione in atto &#8211; si tratta quindi, ripeto, di conflitti di potere in assoluta continuit\u00e0 con le identit\u00e0 culturali e sociali che hanno dilaniato il Novecento &#8211; in cui varie insorgenze antropologiche, nate nei processi di ibridazione tra essere umano e tecnologia, stanno provocando forti dinamiche di destrutturazione e polverizzazione degli assetti sociali fondati sulla tradizione giudaico-cristiana (monoteismo, umanesimo, civilizzazione).<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37424\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-05.png\" alt=\"numero56_Smart Urban stage 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\"><strong>Marco Mancuso:<\/strong> La sensibilizzazione su alcune tematiche importanti delle nostre vite, come alcune di quelle indicizzate nell&#8217;ambito dell&#8217;evento <em>smart urban stage<\/em>, ad esempio il futuro delle nostre citt\u00e0, nonch\u00e9 gli aspetti maggiormente legati alla sostenibilit\u00e0 ambientale, passa ormai quotidianamente attraverso la Rete. Non si tratta pi\u00f9 solo di rimanere informati seguendo blog o siti di riferimento o di nicchia, ma anche le grosse testate online hanno &#8220;annusato&#8221; la risonanza mediatica di questi temi, rappresentativi della nostra epoca e sotto i riflettori negli anni a venire.<\/p>\n<p align=\"left\">Ecco, la mia domanda \u00e8 per\u00f2 questa: considerando che alcune grandi testate giornalistiche raccolgono le informazioni pi\u00f9 curiose e interessanti proprio dai siti, blog e portali di nicchia di cui sopra, non si corre il rischio che in pochi anni l&#8217;informazione indipendente in rete (non solo politica, anche culturale, intendo) venga completamente assorbita da quella mainstream, collassando sulla impossibilit\u00e0 strutturale di competere con i grandi gruppi editoriali e perdendo gradualmente la sua unicit\u00e0 di contenuti?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alberto Abruzzese:<\/strong> Siamo in una complessa fase di transizione. La qualit\u00e0 delle tecnologie digitali \u00e8 di per s\u00e9 in grado di tradursi in qualsiasi genere di strategia espressiva, di soggettivit\u00e0, quindi di contenuto. Pu\u00f2 funzionare come le macchine della societ\u00e0 industriale e pu\u00f2 funzionare come la carne che fa da zona trasversale tra soggetti e oggetti del mondo.<\/p>\n<p align=\"left\">Pu\u00f2 farsi strumento di ogni forma di dominio, interesse. Questo spiega la difficolt\u00e0 che imprese e partiti e istituzioni incontrano nell&#8217;usare come effettiva innovazione l&#8217;innovazione tecnologica: e questo accade perch\u00e9 sono soggetti obsoleti, atrofizzati, incapaci di trasformarsi, dunque non sanno trovare contenuti adeguati alle possibilit\u00e0 dei linguaggi di rete, finendo cos\u00ec per usarli nello stesso modo \u0096 e agli stessi fini \u0096 dei media generalisti tradizionali. Sino ad oggi, le possibilit\u00e0 di sviluppo delle innovazioni tecnologiche sono dipese dal potere dei decisori sociali e delle logiche di mercato: ad esempio, la radio poteva essere interattiva e fu invece unidirezionale. Potrebbe accadere di nuovo: i segni di una regressione generalista delle reti non mancano.<\/p>\n<p align=\"left\">Tuttavia quello che sta accadendo &#8211; soprattutto nel campo delle connessioni tra i diversi media, nel campo della telefonia mobile e delle biotecnologie &#8211; \u00e8 di una portata straordinaria. Penso che la valorizzazione della natura virtualmente rivoluzionaria dei linguaggi digitali debba dipendere da una riflessione profonda sulla nostra civilt\u00e0. Appunto, sulla catastrofe della &#8220;citt\u00e0 ideale&#8221; che ha prodotto l&#8217;Occidente e quindi modelli di ciclizzazione che hanno diviso il mondo tra elite e carne da macello.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37425\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-06.png\" alt=\"numero56_Smart Urban stage 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/numero56_Smart-Urban-stage-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\"><strong>Marco Mancuso:<\/strong> Infine, come vede in questo senso il ruolo dei <em>social network<\/em>. E quali le potenzialit\u00e0 offerte anche dalle future forme di economie condivise in rete? Quali, in altri termini, gli antidoti che pu\u00f2 sviluppare la rete rispetto a un processo naturale di massificazione, come accaduto in passato per la stampa, la radio e la televisione?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Alberto Abruzzese: <\/strong>In qualche modo ho gi\u00e0 risposto nella domanda precedente. I <em>social network<\/em> non hanno un dna di per se stesso libertario, rivoluzionario, o anche semplicemente democratico. Sono il risultato di una pressione della vita umana sull&#8217;esistente e dunque di una pluralit\u00e0 di bisogni che nessuna religione e nessuna sovranit\u00e0 sono pi\u00f9 in grado di soddisfare se non con l&#8217;uso della violenza. I s<em>ocial network<\/em> usano la ricchezza di possibilit\u00e0 che la stessa genesi della macchina informatica mette potenzialmente a disposizione (da qui dunque l&#8217;importanza di una familiarizzazione progressiva dei corpi sociali con queste tecnologie immateriali, paradossalmente favorita dalle stesse logiche di mercato).<\/p>\n<p align=\"left\">La possibilit\u00e0 di incidere sugli interessi che legano <em>mass media<\/em> e forme di potere tipicamente moderne (stati imperialisti, imprese globali, modi di produzione ad alto rischio ambientale, guerre di pace, ecc.) \u00e8 tuttavia una soltanto: maturare una sensibilit\u00e0 radicalmente antiumanista, antistorica, anti-istituzionale, antireligiosa, post-umana; ridimensionare la centralit\u00e0 dispotica dell&#8217;essere umano sul mondo, la sua volont\u00e0 esclusiva; riconoscere il rimanente &#8211; il vivente che rimane, resta &#8211; di cui l&#8217;essere umano altro non \u00e8 che una provvisoria increspatura.<\/p>\n<p align=\"left\">Servirsi di questo senso del limite in modo estremo, l\u00e0 dove si ha la responsabilit\u00e0 di vivere il mondo (dunque una radicale destrutturazione delle ideologie che rendono oggi opache modalit\u00e0 e funzioni dell&#8217;agire sociale: comprese le attuali retoriche sul dono, retoriche inclini a imporre al dono una utopica cornice progressista e umanitaria rimuovendo la sua indissolubile appartenenza al sacrificio).<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/blog.smart-urban-stage.com\/rom\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/blog.smart-urban-stage.com\/rom\/it\/<\/a><\/span><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dallo scorso 26 giugno fino al prossimo 31 luglio, all&#8217;interno di un&#8217;avveniristica struttura gonfiabile di 200 mq presso l&#8217;Auditorium Parco della Musica di Roma, verr\u0088 presentata smart future minds exhibition. 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Articulating the theme the future of the city through twelve different projects, the exhibition is guaranteed to constitute a moment of critical reflection and artistic divulging within the wider scenario of the smart urban stage, cutting-edge road show that is going to hit Zurich, Paris, Madrid and London and has already been in Berlin. [:it]Dallo scorso 26 giugno fino al prossimo 31 luglio, all&#039;interno di un&#039;avveniristica struttura gonfiabile di 200 mq presso l&#039;Auditorium Parco della Musica di Roma, verr\u0088 presentata smart future minds exhibition. 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