{"id":10729,"date":"2010-06-01T12:00:00","date_gmt":"2010-06-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-055\/lookat-festival-between-interactivity-and-contemplation\/"},"modified":"2020-11-01T13:13:25","modified_gmt":"2020-11-01T12:13:25","slug":"lookat-festival-between-interactivity-and-contemplation","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-055\/lookat-festival-between-interactivity-and-contemplation\/","title":{"rendered":"Lookat Festival. Tra Interattivita&#8217; E Contemplazione"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Che la cultura e l\u2019arte contemporanea siano ormai in grado di comunicare a un pubblico che eccede la nicchia di addetti ai lavori \u00e8 sempre pi\u00f9 evidente. Che in questo i nuovi media rappresentino un grande facilitatore \u00e8 difficile da ignorare. Infine, che i vernissage di mostre, eventi, festival tematici siano sempre pi\u00f9 frequentati \u00e8 un dato di fatto. Ma quando questo accade nei piccoli centri, spesso accusati di non essere in grado di assorbire proposte e pratiche dell\u2019arte elettronica e digitale, significa che la \u201dcoda lunga\u201d ha ormai generato un effetto benefico impossibile da ignorare.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Alla sua quarta edizione, <span class=\"testo_iframebold\">LookAt Festival<\/span>, manifestazione dedicata alla video arte e alla musica elettronica, era ospitata quest\u2019anno nei suggestivi spazi della <span class=\"testo_iframebold\">Fondazione Ragghianti di Lucca<\/span>. Curata da <span class=\"testo_iframebold\">Elena Marcheschi<\/span> e sotto la direzione artistica di <span class=\"testo_iframebold\">Fabio Bertini<\/span>, l\u2019edizione appena conclusa, dal titolo <em>ImmaginAzioni<\/em>, esplorava, con un allestimento aperto alla scelta del fruitore, la doppia anima dei nuovi media, quella contemplativa e quella interattiva, ospitando le visioni e le sperimentazioni di artisti noti e meno noti, la cui poetica scivola tra media differenti nella costruzione di potenti e coinvolgenti immaginari.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Ponendole su un piano condiviso e aperto al dialogo, le due dimensioni, quella del gesto e quella dello sguardo, si offrivano allo spettatore\/attore in un\u2019ottica \u201cecologica\u201d, nel tentativo in particolare di recuperare il valore contemporaneo dell\u2019atto contemplativo, a volte a rischio estinzione di fronte all\u2019appeal che l\u2019immersione simulata e partecipativa delle tecnologie digitali \u00e8 in grado di offrire.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\"><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37321\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-02.png\" alt=\"numero55_Lookat Festival 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"LEFT\">Con nove videoinstallazioni dislocate nelle due aree &#8211; <em>Immagina \/ Azioni<\/em> &#8211; gli spazi della fondazione Ragghianti sono stati invasi, nella giornata inaugurale dello scorso 15 maggio, da un pubblico eterogeneo di giovani e meno giovani, specialisti e semplici curiosi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">E se assistere alla performance del noto video artista <span class=\"testo_iframebold\">Giacomo Verde<\/span> sembrava un privilegio per soli puntualissimi (la sottoscritta, in ritardo di appena 3 minuti, ha conquistato la sua postazione sgomitando elegantemente in mezzo a una folla inaspettata), le code per partecipare alle installazioni interattive hanno costretto l\u2019organizzazione a rimandare di un\u2019ora la chiusura della mostra. Possiamo ancora dire che la cultura contemporanea sia un gioco autoreferenziale senza pubblico? Possiamo ancora giustificare che venga spesso ignorata o relegata nelle pagine finali dell\u2019agenda pubblica?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Di questo e della linea curatoriale del festival abbiamo parlato con la curatrice Elena Marcheschi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><strong>Giulia Simi:<\/strong> LookAt Festival \u00e8 giunto ormai alla sua quarta edizione, per la prima volta ospitato nei prestigiosi spazi della Fondazione Ragghianti di Lucca e per il secondo anno curato da te. Ti va di raccontarci la nascita e lo sviluppo di questo progetto, soprattutto in relazione al territorio che lo ospita? <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Elena Marcheschi:<\/strong> <span lang=\"it-IT\">LookAt Festival \u00e8 nato nel 2007 da un\u2019idea di Fabio Bertini il quale, dopo aver lavorato all\u2019allestimento della mostra <em>Arte del Video. Viaggio dell\u2019uomo immobile<\/em>, presentata nel 2004 alla Fondazione Ragghianti e curata da Vittorio Fagone, ha pensato di dare vita al progetto di un festival annuale dedicato esclusivamente alla presentazione di videoinstallazioni.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Dopo aver visto le opere di artisti quali <span class=\"testo_iframebold\">Bill Viola, Studio Azzurro, Fabrizio Plessi<\/span> e molti altri e rilevando la difficolt\u00e0 per l\u2019arte contemporanea di emergere nella citt\u00e0 di Lucca, da sempre pi\u00f9 indirizzata alla promozione di altre forme di arte, l\u2019idea iniziale era stata appunto quella di dare uno spazio di visibilit\u00e0 alle videoinstallazioni realizzate da artisti del territorio, collocandole nella ex Manifattura Tabacchi, un \u201ccontenitore\u201d da anni abbandonato, ma nel quale ancora risuonano le energie e il dinamismo del passato.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37322\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-03.png\" alt=\"numero55_Lookat Festival 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Se dunque la nascita di LookAt Festival \u00e8 fortemente radicata al territorio lucchese, negli anni i suoi orizzonti si sono ampliati.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Nel 2008, la seconda edizione ha visto la partecipazione di una selezione di giovani artisti locali affiancata da una \u201cdelegazione\u201d di artisti spagnoli, per un totale di tredici videoinstallazioni. \u00c8 a partire da questa edizione che il festival ha acquisito la forma \u201cvideoart and music\u201d e, oltre alla mostra di videoinstallazioni, l\u2019organizzazione ha iniziato a proporre eventi legati alle forme pi\u00f9 avanzate di musica elettronica, riuscendo a convogliare diversi tipi di pubblico nello spazio della Manifattura.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\">Nel 2009 Fabio Bertini mi ha contattata per affidarmi la cura della mostra<\/span>. \u00c8 nata cos\u00ec <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Luci(di) corpi<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> dove abbiamo presentato otto videoinstallazioni realizzate da otto artisti italiani, non pi\u00f9 scelti dal contesto lucchese, ma attivi a livello italiano e internazionale. L\u2019esposizione, avente per tema la questione del corpo e realizzata ancora alla ex Manifattura Tabacchi, sebbene in un\u2019area diversa rispetto alle precedenti edizioni, ha avuto un notevole riscontro di pubblico e un ottimo feedback da parte degli addetti ai lavori.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><em>ImmaginAzioni<\/em>, la mostra da me curata quest\u2019anno, entra con LookAt Festival<\/span> <span lang=\"it-IT\">per la prima volta negli spazi espositivi della Fondazione Ragghianti. Questa occasione \u00e8 stata per noi un piacere e al contempo un onore che abbiamo vissuto come segno di riconoscimento al nostro lavoro da parte di una istituzione che negli anni precedenti aveva sostenuto l\u2019iniziativa. E, in fondo, ci sembra anche che questo passo rappresenti una sorta di \u201cchiusura del cerchio\u201d, considerando che \u00e8 proprio da questo luogo che \u00e8 partita l\u2019idea ispiratrice del festival<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37323\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-04.png\" alt=\"numero55_Lookat Festival 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<div align=\"left\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><strong>Giulia Simi:<\/strong> <\/span><span lang=\"it-IT\">Il titolo di questa edizione \u00e8<em> ImmaginAzioni<\/em>, ovvero come le videoinstallazioni siano in grado di costruire immaginari contemplativi e\/o interattivi. Nella mostra gli spazi espositivi restituiscono questa alternativa dando la possibilit\u00e0 allo spettatore di scegliere quale dei due percorsi, <em>Immagina<\/em> \/ <em>Azioni<\/em>, compiere per primo. Perch\u00e9 questa scelta? Pensi che ci sia in qualche modo l&#8217;esigenza, e forse l&#8217;urgenza, di recuperare e ricodificare la dimensione contemplativa legata all&#8217;arte elettronica e digitale, ormai sempre pi\u00f9 identificata con l&#8217;interattivit\u00e0?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Elena Marcheschi:<\/strong> La scelta del titolo e, di conseguenza, del doppio percorso <em>Immagina<\/em> \/ <em>Azioni<\/em> \u00e8 nata dall\u2019esigenza di proporre una vetrina che riesca a comprendere la complessit\u00e0 del panorama attuale della ricerca artistica audiovisiva elettronica, rispecchiando da un lato la tendenza verso una sperimentazione creativa che si avvale dell\u2019uso di tecnologie sempre pi\u00f9 avanzate (vedi il videofonino nell\u2019installazione di Marco Pucci, la realt\u00e0 virtuale nell\u2019ambiente interattivo di DN@), dall\u2019altro riconfermando la dimensione forse pi\u00f9 antica e contemplativa della pratica videoinstallativa, che si lega a forme artistiche pi\u00f9 tradizionali come la pittura, la scultura, la fotografia ecc.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">L\u2019idea \u00e8 dunque quella di guidare lo spettatore attraverso percorsi e suggestioni che ne sollecitino tutti i sensi e, in qualche modo, far rivivere l\u2019esperienza spettatoriale del tempo passato arricchendola con una fruizione pi\u00f9 legata alle trasformazioni e innovazioni del contemporaneo. I due percorsi sono dunque complementari e necessari e servono a tracciare una mappa orientativa di due modalit\u00e0 diverse di intendere le potenzialit\u00e0 espressive dei mezzi audiovisivi elettronici.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Giulia Simi:<\/strong><span lang=\"it-IT\"> Nove sono gli artisti selezionati per questa edizione del festival: Mario Canali, Dn@, Theo Eshetu, Giulia Gerace e Tiziana Bertoncini, Marcantonio Lunardi, Lorenzo Pizzanelli e Fariba Ferdosi, Marco Pucci, Sara Rossi, Giacomo Verde. Una selezione che unisce esponenti ormai affermati e di livello internazionale, ad altri pi\u00f9 giovani, in grado per\u00f2 di proporre visioni di assoluto interesse. Ti va di motivarci le tue scelte? <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Elena Marcheschi:<\/strong> mi piace pensare a <em>ImmaginAzioni<\/em> come a un crocevia di esperienze, dove le tecnologie pi\u00f9 avanzate incontrano quelle pi\u00f9 tradizionali, dove esperienze di visione diverse, di spettatori antichi e \u201ccontemporanei\u201d, vengono proposte nello stesso spazio e, infine, dove artisti noti e affermati \u201caprono la pista\u201d a sperimentatori pi\u00f9 giovani. Mi piace l\u2019idea del mix e della coesistenza di percorsi, la rottura delle gerarchie piuttosto che una concezione piramidale dell\u2019arte. In questo abbiamo lavorato affinch\u00e9 il Festival si evolvesse e \u201cmaturasse\u201d negli anni.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Nato come vetrina per giovani artisti, per questa edizione mi \u00e8 sembrato doveroso fare un passo in avanti. Considerato anche il valore di uno spazio espositivo come quello della Fondazione Ragghianti, la scelta pi\u00f9 naturale mi \u00e8 parsa quella di dare vita all\u2019incontro tra professionalit\u00e0 artistiche consolidate e altre in via di affermazione, con sguardo curatoriale attento alla creazione di un\u2019armonia qualitativa e contenutistica dell\u2019insieme delle opere in mostra.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37324\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-05.png\" alt=\"numero55_Lookat Festival 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><strong>Giulia Simi:<\/strong> Un&#8217;ultima domanda \u00e8 d&#8217;obbligo e riguarda la situazione del contemporaneo in Italia. Nel testo introduttivo al catalogo della mostra, Fabio Bertini, ideatore e direttore del festival, esprime una posizione di netta denuncia verso le istituzioni pubbliche, ogni anno sempre pi\u00f9 avare nel riconoscere l&#8217;importanza, anche strategica, del sostegno alla cultura contemporanea. Questo costringe chi si occupa a vario livello di cultura, in particolare legata ai media elettronici e digitali, a farsi carico di lavoro volontario, in un&#8217;ottica di resistenza che mal si coniuga con uno sguardo progettuale di ampio respiro. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Eppure LookAt Festival \u00e8 in grado di attrarre un pubblico numeroso e non certo elitario, dialogando in modo costruttivo non solo con \u201cgli addetti ai lavori\u201d. <\/span> Cosa pensi di questa situazione e quale pu\u00f2 essere secondo te la &#8220;ricetta&#8221; per uscire da un immobilismo che penalizza non solo il settore dell&#8217;arte contemporanea, ma dell&#8217;intera cultura del nostro paese?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Elena Marcheschi:<\/strong> La denuncia che Fabio Bertini avanza nei confronti delle istituzioni, sempre meno interessate a supportare dal punto di vista economico questo tipo di operazioni, \u00e8 vera. Si tratta di una situazione tragicamente riscontrabile dal micro al macro, che interessa i piccoli ma anche i grandi centri italiani.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Quest\u2019anno LookAt Festival ha avuto la fortuna di avere il supporto economico della Provincia di Lucca e della Fondazione Ragghianti. Il Comune, per contro, ha azzerato i fondi che avrebbero potuto incrementare il budget di un\u2019operazione che ha dei costi elevati. Per farla breve, le risorse economiche delle quali riusciremo a disporre ammontano a un quarto di quello che sarebbe necessario non solo per coprire tutte le spese di produzione e allestimento della mostra, ma anche per permettere una migliore e pi\u00f9 organizzata e responsabile gestione dei tanti contributi lavorativi necessari.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37325\" src=\"http:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-06.png\" alt=\"numero55_Lookat Festival 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Lookat-Festival-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Finch\u00e9 le istituzioni non si renderanno conto dell\u2019impatto che queste manifestazioni hanno sul territorio (all\u2019inaugurazione del Festival, sabato 15 maggio, erano presenti oltre 400 persone, mentre la domenica abbiamo avuto 180 visitatori) e che l\u2019arte contemporanea pu\u00f2 essere una risorsa importante sulla quale investire, capace di portare un \u201critorno\u201d in termini di presenze interessate e visitatori qualificati, non credo che la situazione migliorer\u00e0. Io non so qual \u00e8 la \u201cricetta\u201d giusta per risolvere questa situazione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Certo \u00e8 che finch\u00e9 le istituzioni come la Regione Toscana continueranno ad affidare l\u2019intero budget dedicato alla cultura a pochi eventi, che non sempre garantiscono effettiva qualit\u00e0 di opere e allestimenti, la sopravvivenza di altri eventi culturali, seppur ormai apprezzati e consolidati e riconosciuti da un pubblico non formato da soli \u201caddetti ai lavori\u201d, verr\u00e0 seriamente messa in discussione.<\/p>\n<hr \/>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"JUSTIFY\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.lookatfestival.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"it-IT\">http:\/\/www.lookatfestival.it<\/span><\/a><span lang=\"it-IT\">\/<\/span><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che la cultura e l&#8217;arte contemporanea siano ormai in grado di comunicare a un pubblico che eccede la nicchia di addetti ai lavori \u008f sempre pi\u009d evidente. Che in questo i nuovi media rappresentino un grande facilitatore \u008f difficile da ignorare. Infine, che i vernissage di mostre, eventi, festival tematici siano sempre pi\u009d frequentati \u008f un dato di fatto. Ma quando questo accade nei piccoli centri, spesso accusati di non essere in grado di assorbire proposte e pratiche dell&#8217;arte elettronica e digitale, significa che la &#8216;coda lunga&#8217; ha ormai generato un effetto benefico impossibile da ignorare.<\/p>\n","protected":false},"author":50,"featured_media":37320,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,208],"tags":[29,65,71],"class_list":["post-10729","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-055","tag-audiovideo","tag-report","tag-video-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Lookat Festival. Tra Interattivita&#039; E Contemplazione &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-055\/lookat-festival-between-interactivity-and-contemplation\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Lookat Festival. Tra Interattivita&#039; E Contemplazione &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]It is more and more evident that contemporary culture and art are able to communicate to a public which goes beyond the simple niche of professionals. It is also difficult to ignore the fact that the new media offer a great contribution to this phenomenon. Lastly, it is a matter of fact that the vernissages of exhibitions, events and theme festivals are more and more crowded. However, when this happens in small towns, often accused to be unable to satisfy the requests and practices of electronic and digital art, it means that the &#039;long queue&#039; has already created a positive effect which is impossible to ignore. [:it]Che la cultura e l&#039;arte contemporanea siano ormai in grado di comunicare a un pubblico che eccede la nicchia di addetti ai lavori \u008f sempre pi\u009d evidente. Che in questo i nuovi media rappresentino un grande facilitatore \u008f difficile da ignorare. Infine, che i vernissage di mostre, eventi, festival tematici siano sempre pi\u009d frequentati \u008f un dato di fatto. Ma quando questo accade nei piccoli centri, spesso accusati di non essere in grado di assorbire proposte e pratiche dell&#039;arte elettronica e digitale, significa che la &#039;coda lunga&#039; ha ormai generato un effetto benefico impossibile da ignorare. 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