{"id":10727,"date":"2010-06-01T12:00:00","date_gmt":"2010-06-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-055\/chora-platonica-and-digital-matrix\/"},"modified":"2020-11-02T17:32:58","modified_gmt":"2020-11-02T16:32:58","slug":"chora-platonica-and-digital-matrix","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-055\/chora-platonica-and-digital-matrix\/","title":{"rendered":"Chora Platonica E Matrice Numerica"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\"><strong>1. CHORA<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Lo spazio riveste un ruolo significativo nella cosmologia, lo si pu\u00f2 riscontrare anche nel <em>Timaeus<\/em> di Platone. Accanto a Modelli\/Ideali e loro imitazioni, il filosofo greco parla di <span lang=\"en-GB\"><em>\u03a7\u03ce\u03c1\u03b1<\/em><\/span> (Ch\u00f4ra) ovvero di un \u201cricettacolo invisibile e senza forma\u2026dell\u2019intero divenire\u201d dove le Forme sono materializzate, secondo una dimensione che le avvicina allo spazio <span class=\"testo_iframebold\">(1)<\/span>. Nonostante le difficolt\u00e0 ermeneutiche che sorgono nel definirla pienamente, <span class=\"testo_iframebold\">Chora<\/span> ha posto le basi del concetto di spazialit\u00e0, luogo, collocazione, poich\u00e9 l\u2019influenza della cosmologia Platonica \u00e8 evidente anche nella scienza contemporanea.<\/p>\n<p align=\"left\"><em>Chora riceve ogni cosa, senza prendere mai la forma degli oggetti che ne diventano parte. E\u2019 fatta per essere un modello per tutte le cose, che muove e prende la forma di ci\u00f2 che riceve; ed \u00e8 per questo che sembra ogni volta diversa.<\/em><span class=\"testo_iframebold\"><em> (2<\/em>)<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Donald Zeyl, professore di filosofia, spiega che il concetto di <em>Chora <\/em>pu\u00f2 essere interpretato come un \u201csoggetto del tutto comune che temporaneamente nelle sue varie parti si trova a essere caratterizzato in vari modi\u2026\u201d in modo che i \u201cparticolari osservati\u201d sono solo le sue parti. <span class=\"testo_iframebold\">(3)<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Il legame tra <em>Chora<\/em> e i suoi contenuti non \u00e8 un legame \u201ctransitorio\u201d. <em>Chora<\/em> interagisce con i propri contenuti essendo allo stesso tempo un qualcosa di distinto da loro in un \u201cmodo inspiegabile e complicato\u201d cos\u00ec come afferma il filosofo. <span class=\"testo_iframebold\">(4)<\/span> Si realizza all\u2019interno di un continuo divenire mentre l\u2019asimmetria \u00e8 causa del moto e del cambiamento. Chora \u00e8 del tutto pervasa da forze non equilibrate ed eterogenee; \u00e8 allo stesso tempo \u201cscossa e scuotitrice\u201d <span class=\"testo_iframebold\">(5)<\/span>. Le forme vengono create attraverso idee e numeri.<\/p>\n<p align=\"left\">In questa creazione dell\u2019universo, i triangoli elementari alla base degli elementi vengono ristrutturati; ad esempio, durante le fasi di transizione di questo processo di creazione, i cubi possono essere destrutturati venendo tagliati sui lati come anche sui triangoli primari da cui hanno preso originariamente forma, risultando poi delle liscie forme fluttuanti. Diversi elementi vengono \u201cuniti\u201d l\u2019un l\u2019altro mediante l\u2019uso delle analogie matematiche e di conseguenza \u201cdefinizioni intermedie\u201d vengono collegate [Figure 1 -2]<span class=\"testo_iframebold\">. (6)<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37309\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-02.png\" alt=\"numero55_Chora Platonica 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\">Al fine di comprendere la struttura della <span class=\"testo_iframebold\">Chora Platonica<\/span>, \u00e8 importante sottolineare che lo stesso filosofo riconosce i limiti della cosmologia e della scienze naturali, in un modo che fa riferimento al criticismo contemporaneo sui limiti scientifici. A dispetto delle aspettative iniziali, tra cui quelle di Einstein, che la nuova tecnologia avrebbe eliminato l\u2019indeterminatezza etc.<span class=\"testo_iframebold\">(7)<\/span>, tali limiti resistono ancora. E\u2019 impossibile raggiungere la \u201cverit\u00e0 assoluta\u201d a causa della distinzione tra oggetto scientifico e divenire, esattezza e cambiamento. &#8220;L\u2019oggetto&#8221; scientifico sta cambiando costantemente e cos\u00ec, le leggi naturali devono di continuo essere riviste e ridefinite alla luce di nuove prove.<\/p>\n<p align=\"left\">Platone respinge anche la possibilit\u00e0 di uno \u2018stadio di verit\u00e0 pi\u00f9 elevato\u2019 nell\u2019 immaginazione intuitiva (a differenza di Bergson) e nel mito. Egli assegna lo status di \u201cscienza esatta\u201d alla \u201c matematica\u201d, in quanto sembra condurre verso la \u2018verit\u00e0 assoluta\u2019 ed ha infatti un ruolo importante nella nella cosmologia del filosofo. Come abbiamo gi\u00e0 visto, la <em>Chora<\/em> di Platone \u00e8 definita da una matrice matematica che d\u00e0 poi il via alla \u2018nascita\u2019 delle forme. <span class=\"testo_iframebold\">(8)<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"><strong>2. MATRICE DIGITALE<\/strong><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">La <em>Chora Platonica<\/em> ha una &#8220;superficie liscia dove le imitazioni sono impresse&#8221;. <span class=\"testo_iframebold\">(<\/span><\/span><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">9)<\/span><span lang=\"it-IT\"> L\u2019indagine sul se e sul come il concetto di Chora sarebbe collegato allo spazio algoritmico della Realt\u00e0 Virtuale sta costituendo una sfida in senso filosofico e creativo, in particolare per quanto riguarda i modi attraverso cui, i contorni delle forme digitali sono generati mediante il \u2018substrato\u2019 algoritmico della matrice digitale.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Un computer con un sistema di modellazione 3D ha un\u2019infrastruttura molto complessa composta da diversi modelli computazionali come ad esempio quello binario, numerico e grafico.<\/span><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">(10)<\/span><span lang=\"it-IT\"> La realizzazione di una forma digitale si ottiene attraverso una serie di conversioni di dati che avvengono tra questi modelli con il supporto di matrici di trasformazione. Tale infrastruttura pu\u00f2 essere interpretata come una superimposizione di diverse griglie di algoritmi, attraverso le quali, una forma digitale pu\u00f2 essere progressivamente generata a partire dalla conversione di dati binari in raccolte di punti che formano vettori coordinati in uno \u2018spazio\u2019 matematico astratto per la creazione di poligoni orientati, che in seguito sono uniti gerarchicamente cos\u00ec da stimolare gli sfumati e colorati contorni 3D di volumi solidi. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Ciononostante, l\u2019infrastruttura computazionale tende a essere fortemente astratta, imprecisa, irregolare e instabile, poich\u00e9 \u00e8 intrinsecamente probabilistica e acasuale. C\u2019\u00e8 una notevole differenza tra i vari modelli dell\u2019infrastruttura computazionale perch\u00e9 ogni modello fa riferimento a leggi molto diverse tra loro, ne sono un esempio gli assiomi dell\u2019algebra Booleana rispetto alle dimostrazioni geometriche.<\/span><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"> (11)<\/span><span lang=\"it-IT\"> Di conseguenza, ci sono moltissimi errori di conversione negli interscambi tra i modelli computazionali, che generano risultati paradossali, dal momento che si verificano molte interazioni precarie tra la complessit\u00e0 e l\u2019astrazione.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37310\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-03.png\" alt=\"numero55_Chora Platonica 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Visualizzazioni e comportamenti geometrici inattesi sono il risultato di un piano di azione all\u2019apparenza semplice e costante. Iniziamo in questo modo a comprendere la pi\u00f9 ampia complessit\u00e0 delle coordinate che causano l\u2019incompatibilit\u00e0 tra causa ed effetto all\u2019interno di cui tale piano fallisce. Complicati ed eccessivi inizi &amp; allarmanti conclusioni ellittiche lasciano emergere questa richiesta di nuove connessioni.<\/p>\n<p align=\"left\">Lo spazio algoritmico della Realt\u00e0 Virtuale non pu\u00f2 essere regolarizzato e unificato in alcun modo, nemmeno attraverso la simulazione di ci\u00f2 che sembra una semplice e regolare \u2018costruzione\u2019 geometrica. Gli intrinseci difetti di computer dotati di sistemi di modellazione 3D minano l\u2019integrit\u00e0 geometrica e dunque, le propriet\u00e0 e i comportamenti dei modelli digitali, pertanto i solidi digitali diventano non validi. <span class=\"testo_iframebold\">(12)<\/span> La visualizzazione di un contorno digitale diviene paradossale dal momento che le distinzioni tra volumi solidi e vuoti, lati interni ed esterni del solido digitale tendono a sparire e il caso della modellazione che si basa sul volume Booleano \u00e8 emblematico del modo in cui si verificano tali inconsistenze. I solidi non validi sono composti perch\u00e9 i solidi originari intersecati, unificati o sottratti non possono essere completamente integrati per costituire un singolo solido.<\/p>\n<p align=\"left\">L\u2019orientazione della loro superficie diventa estremamente ambigua e cos\u00ec, i loro elementi geometrici non sono n\u00e9 ben collegati n\u00e9 correttamente collocati da parte dell\u2019applicazione. Un eccessivo e non ordinato accumulo del poligono \u00e8 ci\u00f2 che caratterizza le superfici del solido non valido; di conseguenza, le \u2018tracce\u2019 del \u2018percorso\u2019 della sua costruzione restano visibili in quanto le sue superfici mantengono il colore, l\u2019orientazione e la triangolazione dei solidi iniziali. Le inconsistenti linee del contorno di un solido non valido comprendono i margini non validi (che sono frammentati o pi\u00f9 o meno connessi a due superfici) e le facce che possono essere aperte, sospese, infinite, auto-intersecanti, non manifold e\/o sovrapposte, ecc. [Figure 3 &#8211; 4]\n<p align=\"left\">In quanto parte delle mie ultime ricerche effettuate sul disegno, una serie di diagrammi disegnati a mano permettono la visualizzazione delle fasi &#8220;nascoste&#8221; della generazione del contorno, durante le quali, emergono geometrie paradossali al momento &#8220;dell\u2019 passaggio intermedio&#8221; tra un modello algoritmico e un altro, queste fasi non sono visibili quando vengono modellati i solidi. Tuttavia, grazie ai disegni, si \u00e8 potuta inventare la loro possibile visualizzazione in base al modo di operare delle infrastrutture del computer seguendo una scia di creativit\u00e0. La comparsa di infraspazi \u00e8 di particolare rilievo e ci\u00f2 inaspettatamente si verifica tra diversi ordini geometri. Imprevedibili e preoccupanti spostamenti avvengono tra forme ideali, realistiche e non valide che hanno superfici sospese, contorni eccessivi, profondit\u00e0 ambigue, tensione della superficie, costellazioni dinamiche non orientate dei punti geometrici, geometria al rovescio ecc. [Figure 5a &amp; 5b]\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37311\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-04.png\" alt=\"numero55_Chora Platonica 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"left\"><strong>3. DALLO SPAZIO AL LUOGO E VICEVERSA<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Secondo la tradizione, la comune architettura costruita \u00e8 associata alle nozioni di funzionalit\u00e0, stabilit\u00e0 e ordine. Basata sulla logicit\u00e0 di questo concetto, chiusura, stabilit\u00e0, uniformit\u00e0, solidit\u00e0 e integrit\u00e0 della forme ideali e generiche del cubo sono date per certe. Gli scritti di <span class=\"testo_iframebold\">Kenneth Frampton<\/span> sul luogo hanno qui una rilevanza particolare in termini di comprensione dello status e della finalit\u00e0 dell\u2019idea di \u2018costruzione come casa\u2019:<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><em>Il luogo, come un fenomeno Aristotelico, si manifesta\u2026a un livello concreto con la costituzione di un articolato regno in cui l\u2019uomo\u2026pu\u00f2 avere origine.<\/em> <span lang=\"it-IT\"><em>La ricettivit\u00e0\u2026di un luogo\u2026dipende\u2026dalla sua stabilit\u00e0 nel senso quotidiano.<\/em><\/span><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"><em> (13)<\/em><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Come abbiamo tuttavia visto, <em>Chora<\/em> \u00e8 allo stesso tempo scossa e scuotitrice e del tutto pervasa da forze non equilibrate ed eterogenee. Come possiamo osservare anche nella scienza e nella cosmologia contemporanea, lo spazio \u00e8 davvero polimorfo, mentre il luogo dinamicamente e costantemente si sviluppa in un modo simile. Fondati su tali caratteristiche, gli spazi relativistici possono emergere da stati intercambiabili di simmetria e asimmetria; inoltre, interazioni dinamiche possono ricorrere tra i vari ordini dello spazio a causa di un pi\u00f9 ampio assortimento di coordinate mutevoli e di variabili. Grazie a queste interazioni, le quali possono spesso essere invisibili e dunque ignorate, il concetto comune riguardo al limite dell\u2019architettura costruita \u00e8 messo in discussione.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Questa nuova visione dello spazio \u00e8 influenzata e arricchita in particolare dalla teoria della relativit\u00e0 di Einstein, dalla fisica quantistica e dai progressi della tecnologia dell\u2019elaborazione dell\u2019informazione. Secondo<span class=\"testo_iframebold\"> Lev Manovich<\/span>, cos\u00ec come descrive l\u2019insegnante e critica Monika Bakke, questo cambiamento segna il passaggio dal Modernismo all\u2019 \u201cinformazionalismo\u201d; ne consegue che il punto focale non \u00e8 costituito dagli oggetti e dalle forme, ma dai vari &#8220;flussi di informazione&#8221; e in base a tale cambiamento lo spazio viene definito come &#8220;sostanza informazionale&#8221;.<\/span><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"> (14)<\/span><span lang=\"it-IT\"> Oltre a ci\u00f2, l\u2019interesse di artisti e architetti verso le interazioni in atto tra ambiente, architettura costruita e data-scape \u00e8 aumentato, rendendo possibile la creazione di nuovi tipi di interventi site-specific, di pratiche relative alla spazialit\u00e0 e di teorie. <span class=\"testo_iframebold\">(15)<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Suscita forte interesse il fatto che sia il concetto di <em>Chora<\/em> sia la Realt\u00e0 Virtuale abbiano una \u2018matrice\u2019 matematica. Nel concetto di<em> Chora<\/em>, le fasi intercambiabili di disorganizzazione e ricostruzione dinamica sono i passaggi necessari di una cosmogonia caratterizzata da unit\u00e0 e ordine, ma non da omogeneit\u00e0; ed \u00e8 proprio per questo che l\u2019eterogeneit\u00e0 e l\u2019asimmetria causano l\u2019eterno moto e cambiamento.<\/span><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"> (16)<\/span><span lang=\"it-IT\"> Nonostante ci\u00f2, la generazione di uno spazio digitale all\u2019interno della Realt\u00e0 Virtuale presenta insitamente imperfezioni e indeterminatezza. Possiamo dunque sostenere che al posto dei solidi platonici originari, non solo otteniamo i loro corrispettivi digitali non validi ma anche paradossali nuovi tipi di forme geometriche che hanno multiple dimensioni.<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37312\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-05.png\" alt=\"numero55_Chora Platonica 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\">Una creativa e filosofica ricerca dei possibili spazi \u2018interclusi\u2019 dell\u2019architettura pu\u00f2 avere come propria fonte d\u2019ispirazione l\u2019idea di <em>Chora Platonica<\/em> connessa alla scienza contemporanea, alla cosmologia e allo spazio algoritmico della Realt\u00e0 Virtuale. Un convenzionale esempio di architettura costruita Modernista pu\u00f2 essere repparesentato da un frammento 3D materializzato di una griglia; e proprio perch\u00e8 ci\u00f2 deriva dalla matrice algoritmica della Realt\u00e0 Virtuale, l\u2019ordine aritmetico della griglia presenta imperfezioni, mentre la tradizionale definizione e lo status del confine vengono contestati.<\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">I paradossali spazi &#8220;interclusi&#8221; che vengono alla luce tra i vari ordini di luogo e spazio, possono essere visualizzati ed esplorati creativamente nei passaggi intermedi che si possono inventare tra di loro. <span class=\"testo_iframebold\">(<\/span><\/span><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">17)<\/span><span lang=\"it-IT\"> Nello specifico, \u00e8 possibile far vedere i paradossali spazi &#8220;residui&#8221; che si creano tra le sovrapposte e interagenti griglie di architettura che sono algoritmiche, geometriche, topologiche e strutturali.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Un passaggio intermedio non \u00e8 sinonimo di sospensione di ci\u00f2 che <span class=\"testo_iframebold\">S. Kwinter<\/span> descrive come &#8220;stadio mesomorfico&#8221; delle sostanze. <\/span><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">(18)<\/span><span lang=\"it-IT\"> Tale stadio costituisce soltanto un passaggio tra espisodi di rigenerazione. Stando a ci\u00f2 che afferma Kwinter, il processo di ricreazione \u00e8 solo un ritardo previsto e indeterminato che si verifica durante la trasformazione di una sostanza da uno stato all\u2019altro. Lo stato mesomorfico \u00e8 un prevedibile passaggio lineare, laddove un passaggio intermedio permette la visualizzazione di inaspettati prodotti non omogenei che prendeono forma da metodi all\u2019apparenza semplici e sistematici di modellazione 3D usati in architettura.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Gli emergenti ed eterogenei spazi residui vengono lasciati come un passaggio intermedio aperto, per far s\u00ec che l\u2019osservatore attui una costante rifocalizzazione tra i confini costruiti e virtuali dell\u2019architettura. Ed \u00e8 proprio attraverso questa rifocalizzazione che i nostri dubbi su ragionamento, memoria &amp; percezione spaziale vengono messi in evidenza, mentre nuovi tipi di arte site-specific e di ricerche sul concetto di spazio traggono la loro ispirazione. [Figure 6 -7].<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37313\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-06.png\" alt=\"numero55_Chora Platonica 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/numero55_Chora-Platonica-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<hr \/>\n<p class=\"testo_iframebold\" lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><strong>1<\/strong> &#8211; Plato, <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Timaeus &amp; Critias<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> (traduzione in greco moderno e commenti realizzati dal Kaktos Literature Group), Ancient Greek Literature \u201cThe Greeks\u201d Series 171, ed. <\/span>Odysseus Chatzopoulos, Kaktos Publications, Athens, 1993, <span lang=\"en\">50c &#8211; 51b, 52d (49a, 52b).<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong>2<\/strong> &#8211; <span lang=\"en-GB\">Ibid, 50c (57c,e, 58a-c).<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong>3<\/strong> &#8211; Zeyl, Donald, \u201cPlato&#8217;s Timaeus\u201d, <em>The Stanford Encyclopedia of Philosophy <\/em>(Winter 2009 Edition), ed. Edward N. Zalta ,http:\/\/plato.stanford.edu\/entries\/plato-timaeus\/ accessed: 5\/5\/2010.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong><span lang=\"it-IT\">4<\/span><\/strong><span lang=\"it-IT\"> &#8211; Plato, <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Timaeus &amp; Critias<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, (traduzione in greco moderno e commenti realizzati dal Kaktos Literature Group), Ancient Greek Literature \u201cThe Greeks\u201d Series 171, ed. <\/span>Odysseus Chatzopoulos, Kaktos Publications, Athens, 1993, <span lang=\"en\">51a-b.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><strong>5<\/strong> &#8211; <\/span><span lang=\"it-IT\">Ibid, 49d, 52d-e, 53a, 57c,e, 58a-c.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong><span lang=\"it-IT\">6<\/span><\/strong><span lang=\"it-IT\"> &#8211; Ibid, 57c-d, 56d, 31c. Commenti Nos. 25 &amp; 68, pp. 303, 313.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong><span lang=\"it-IT\">7<\/span><\/strong><span lang=\"it-IT\"> &#8211; Ibid, 27d. Commento No. 16, p. 300.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong><span lang=\"it-IT\">8<\/span><\/strong><span lang=\"it-IT\"> &#8211; Ibid, 27d. Commento No. 16, pp. 299-300.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><strong>9<\/strong> &#8211; <\/span><span lang=\"it-IT\"> Ibid, 50e, 51a-b (50c).<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong>10<\/strong> &#8211; Fratzeskou, Eugenia, <em>Visualising Boolean Set Operations: Real &amp; Virtual Boundaries in Contemporary Site-Specific Art,<\/em> LAP &#8211; Lambert Academic Publishing, Saarbr\u00fccken, 2009, pp. 69-75.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong>11<\/strong> &#8211; Ibid, pp. 69-75.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag55\/articoli\/img\/softwareart_eugeniafratzeskou07.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"370\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong>12<\/strong> &#8211; Ibid, pp. 75-130. Fratzeskou, Eugenia, \u201cInventing New Modes of Digital Visualisation in Contemporary Art\u201d in Special Section &#8220;Transactions,&#8221; <em>Leonardo<\/em> 41, No. 4 (2008), p. 422.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong>13<\/strong> &#8211; Frampton, Kenneth, \u201cOn reading Heidegger\u201d, <em>Oppositions reader: selected readings from a journal for ideas &amp; criticism in architecture 1973-1984<\/em>, ed. Michael K. Hays, Princeton Architectural Press, New York, 1998, p.5.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong>14<\/strong> &#8211; Manovich, Lev &amp; Monika Bakke in<span lang=\"en-GB\"><em> Going Aerial. Air, Art, Architecture, <\/em><\/span><span lang=\"en-GB\">ed. Monika Bakke, Jan Van Eyck Academie, Maastricht, The Netherlands, 2006, <\/span>pp. 11, 14-15.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong>15<\/strong> &#8211; Fratzeskou, Eugenia, \u201cArt &amp; Architecture: Investigation at the Boundaries of Space\u201d in <em>Digimag<\/em>, numero 52, Marzo 2010, www.digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1730<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong><span lang=\"it-IT\">16<\/span><\/strong><span lang=\"it-IT\"> &#8211; Plato, <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Timaeus &amp; Critias<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, (traduzione in greco moderno e commenti realizzati dal Kaktos Literature Group), Ancient Greek Literature \u201cThe Greeks\u201d Serie 171, ed. <\/span>Odysseus Chatzopoulos, Kaktos Publications, Athens, 1993, <span lang=\"en\">57c, 58c.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong>17<\/strong> &#8211; L\u2019argomento del passaggio intermedio \u00e8 osservato in diversi modi e anche nelle seguenti monografie: Fratzeskou, Eugenia, <em>New Types of Drawing in Fine Art: The Role of Fluidity in the Creation Process,<\/em> LAP &#8211; Lambert Academic Publishing, Saarbr\u00fccken, 2010 e Fratzeskou, Eugenia, <em>Operative Intersections: Between Site-Specific Drawing and Spatial Digital Diagramming,<\/em> LAP &#8211; Lambert Academic Publishing, Saarbr\u00fccken, 2010.<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong><span lang=\"it-IT\">18<\/span><\/strong><span lang=\"it-IT\"> &#8211; Kwinter, S., \u201cMies and movement&#8230;\u201d in <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>The presence of Mies,<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> ed. Detlef Mertins, Princeton Architectural Press, 1994, pp.93, 91-94.<\/span><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo spazio riveste un ruolo significativo nella cosmologia, lo si pu\u0098 riscontrare anche nel Timaeus di Platone. Accanto a Modelli\/Ideali e loro imitazioni, il filosofo greco parla di &#935;&#974;&#961;&#945; (Ch\u00f4ra) ovvero di un &#8216;ricettacolo invisibile e senza formadell&#8217;intero divenire&#8217; dove le Forme sono materializzate, secondo una dimensione che le avvicina allo spazio (1). 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