{"id":10708,"date":"2010-05-03T12:00:00","date_gmt":"2010-05-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-054\/the-thousands-stimuli-of-sound-interview-to-silvia-bencivelli\/"},"modified":"2020-11-01T12:47:03","modified_gmt":"2020-11-01T11:47:03","slug":"the-thousands-stimuli-of-sound-interview-to-silvia-bencivelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-054\/the-thousands-stimuli-of-sound-interview-to-silvia-bencivelli\/","title":{"rendered":"I Mille Stimoli Del Suono. Intervista A Silvia Bencivelli"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"left\">Il fatto che la musica stimoli le nostre componenti emotive e che i suoni guidino il nostro avvicinarci al mondo per conoscerlo non \u00e8 una novit\u00e0. Tanti ne hanno parlato e studiato gli effetti sulla memoria, sulle reazioni affettive involontarie e le relazioni che si instaurano fra l&#8217;ascolto e gli stimoli di piacere.<\/p>\n<p align=\"left\">La musica ha una funzione sociale, una politica e soprattutto, secondo alcuni, una evolutiva. Il lavoro sui suoni, il sentirli e il provare a generarli, i tentativi di gestire brevi forme chiuse e frasi ritmiche, la scoperta dei timbri e delle cavit\u00e0 risonanti, fino alla voce, ha dato un contributo essenziale nello sviluppo della mente umana e della socialit\u00e0 della specie. Ha stimolato, secondo Darwin, un percorso di astrazione e comunicazione, finalizzato alla procreazione, che ha posto le basi per il linguaggio verbale.<\/p>\n<p align=\"left\">La filosofia, l&#8217;etnomusicologia e gli studi recenti di neurologia hanno intrecciato dei contributi approfonditi su questo tipo di tematiche mostrando chiaramente lo sviluppo di processi evolutivi, immaginativi e simbolici legati al sonoro. Negli anni pi\u00f9 recenti in particolare si \u00e8 potuto notare come le neuroscienze abbiano portato con s\u00e9 una serie di risposte a domande che da anni ci si poneva, riguardanti i meccanismi messi in moto nel momento dell&#8217;azione e della ricezione.<\/p>\n<p align=\"left\">Non solo, hanno posto un tassello importante, secondo alcuni studiosi (vedi Rizzolatti-Sinigaglia &#8211; &#8220;So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio&#8221; &#8211; Cortina, Milano 2006) negli gli studi filosofici sulla percezione: i neuroni visuomotori motivano, o pi\u00f9 correttamente mostrano, l&#8217;intenzionalit\u00e0 d&#8217;atto e quella di comprensione, la comunicazione del corpo basata sul gesto prima ancora che verbale.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36977\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-02.png\" alt=\"numero54_The Thousands Stimuli 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Il campo musicale si presta ad essere approfondito da tutti questi punti di vista per diversi motivi, primo fra tutti la sua stessa inafferrabilit\u00e0: la musica svanisce nel momento in cui la si ascolta; non ha la chiarezza della visione, ma pu\u00f2 informarmi di qualcosa nell&#8217;assenza. La potenza espressiva e immaginativa dei rumori \u00e8 in grado di stimolare la mia emotivit\u00e0: posso sentire ci\u00f2 che non vedo e lavorare con la fantasia (ad esempio sento i miei vicini di casa che litigano o sento il tintinnare delle loro forchette quando mangiano).<\/p>\n<p align=\"left\">Le pubblicazioni che si avvicinano a questo tema sono molte, anche in Italia. Poche per\u00f2 riescono a dare un respiro ampio alla questione senza confondere il rigore di un serio approfondimento con la volont\u00e0 di esoterismo, costruendo una seria e ragionata bibliografia che possa stimolare nuovi percorsi di ricerca. Soprattutto poche sono quelle che riescono a generare un cortocircuito nel lettore, presentando le tematiche senza semplificarle e rendendone avvincente sia la complessit\u00e0 concettuale che l&#8217;attualit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\">Vorremmo citare alcuni libri, oltre il volume di <span class=\"testo_iframebold\">Silvia Bencivelli<\/span>, &#8220;Perch\u00e9 ci piace la musica. Orecchio, emozione, evoluzione&#8221; (Sironi Editore, Milano 2007) utili per comprendere pi\u00f9 a fondo la questione che si cerca di affrontare sul rapporto tra la musica, la comunicazione e l&#8217;emozione. Il primo \u00e8 Oliver Sacks, &#8220;Musicofilia&#8221;, Adelphi, Milano 2008; il secondo \u00e8 di Daniel Levitin, &#8220;Fatti di musica. La scienza di un&#8217;ossessione umana&#8221;, Codice Edizioni, Torino 2008; il terzo di Silvia Vizzardelli, &#8220;Filosofia della musica&#8221;, Laterza, Roma-Bari 2007.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span class=\"testo_iframebold\">Silvia Bencivelli<\/span> \u00e8 medico e giornalista scientifica freelance. Ha studiato a Pisa e a Trieste, dove ha frequentato il <span class=\"testo_iframebold\">Master in Comunicazione della scienza della SISSA. Fa parte della redazione di Radio3 Scienza<\/span>, il quotidiano scientifico di Radio3 Rai. Collabora inoltre con l&#8217;agenzia di giornalismo scientifico Zadigroma, con numerose testate nazionali e con De Agostani scuola.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36978\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-03.png\" alt=\"numero54_The Thousands Stimuli 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Simone Broglia: <\/strong>Come \u00e8 nata l&#8217;idea di affrontare questo tema di studio?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Bencivelli:<\/strong> A dire tutta la verit\u00e0, \u00e8 stato quasi un caso. Mi sono trovata per le mani (e non dir\u00f2 come, nemmeno sotto tortura) uno speciale di &#8220;Nature Neuroscience&#8221; interamente dedicato alla musica. Cos\u00ec mi sono accorta di quanto fosse interessante l&#8217;argomento, di quanto mi stuzzicasse la domanda: perch\u00e9 agli esseri umani piace una roba tanto inutile, tanto immateriale, tanto faticosa e dispendiosa come la musica?<\/p>\n<p align=\"left\">Perch\u00e9, anche adesso, in redazione, siamo qui che ci sentiamo un mambo e ci muoviamo sulle sedie a tempo, mentre ciascuno di noi scrive, telefona, legge, fa ricerche per le prossime puntate di Radio3 scienza? E poi ho suonato il violino per tanti anni, e la viola in un quartetto amatoriale e in un&#8217;orchestra di dilettanti. Ho smesso al terzo anno di universit\u00e0 (facevo medicina), quando non riuscivo pi\u00f9 ad avere il tempo per tutto. Ma mi \u00e8 rimasta una grande curiosit\u00e0 e una grande attrazione per la musica, anche dal punto di vista teorico. Non parlo solo del solfeggio.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Simone Broglia: <\/strong>Hai fatto fatica a reperire materiale per il libro?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Bencivelli:<\/strong> Abbastanza. Quando ho cominciato non esistevano pubblicazioni sull&#8217;argomento destinate al grande pubblico, al massimo qualche articolo qua e l\u00e0. Mio padre dice che \u00e8 stato un po&#8217; come il PhD che non ho mai preso: ho scaricato centinaia di articoli, mi sono comprata libri di university press americane difficilissimi e lunghi da morire. Sono anche stata a un congresso in Germania, per inseguire gli autori delle ricerche pi\u00f9 interessanti, che in quel momento erano diventati i miei eroi.<\/p>\n<p align=\"left\">E poi ho avuto (e ho ancora) una gran paura di sbagliare. Le parti dedicate all&#8217;inquadramento teorico del problema contengono un sacco di fisica e di teoria musicale seria, e io quella ammetto di non averla mai capita fino in fondo. Mentre quelle sul cervello sono scivolose per natura, spesso sembrano contraddirsi. L\u00ec mi sono un po&#8217; rotta la testa, poi sono arrivata alla conclusione che l&#8217;importante \u00e8 usare il buon senso, per separare il grano dal loglio che in queste ricerche si trova a manciate.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Simone Broglia: <\/strong>Le neuroscienze da qualche anno stanno avendo un notevole successo? Come mai a tuo parere?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Bencivelli:<\/strong> Io le trovo molto affascinanti. Sono una sintesi di diversi ambiti scientifici che finora viaggiavano separati (in un laboratorio di neuroscienze ci trovi fisici, informatici, medici, biologi, psicologi\u0085) e poi hanno dato una base oggettiva e quantificabile alla psicologia. Certo che, per me che faccio la giornalista, hanno anche l&#8217;indiscutibile vantaggio, ehm\u0085, di vendersi bene. Sono affascinanti, ma si prestano anche al racconto facile, romanzato. \u00c8 una faccenda delicata ed \u00e8 per questo che se si vuole affrontarle con seriet\u00e0 bisogna avere molto occhio, molta pazienza, e qualche amico fidato tra i neuroscienziati autentici. Dietro l&#8217;angolo c&#8217;\u00e8 la cosiddetta <em>PopEp<\/em> cio\u00e8 la psicologia evoluzionistica pop, quella poco scientifica, quella che ti spiega le ragioni dello shopping compulsivo o dell&#8217;attaccamento tra fratelli, ma molto spesso si tratta di roba senza fondamento che ha l&#8217;unico pregio di essere tanto graziosa se messa in prima pagina.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36979\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-04.png\" alt=\"numero54_The Thousands Stimuli 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Simone Broglia: <\/strong>La diffusione degli studi sulle neuroscienze forse deriva anche dalla fortunata scoperta dei neuroni specchio, o visuomotori. Questa componente del cervello ha a che fare con la musica?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Bencivelli<\/strong>: Beh, non \u00e8 solo merito dei neuroni specchio. Quelli sono riusciti a sfondare, per una qualche ragione poco chiara anche a chi fa il mio mestiere: sono riusciti a diventare famosissimi nel grande pubblico e ad attirare moltissime attenzioni. E forse anche a dare un bel lustro a tutte le neuroscienze. Per\u00f2 oggi si rimprovera loro di avere un po&#8217; esagerato. Di essersi proposti come spiegazione di un po&#8217; troppe cose, di essere diventati pop, anche loro.<\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;estate scorsa c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;interessante querelle tra neuroscienziati (o forse farei meglio a dire accademici, visto che di mezzo ci sono anche questioni di finanziamento delle ricerche) che non \u00e8 rimasta confinata tra gli addetti al settore e ha rivelato qualche magagna sul luminoso percorso delle neuroscienze. Comunque, per la musica, i neuroni specchio hanno sicuramente un ruolo importante. Come in tutte le attivit\u00e0 motorie hanno grandi meriti nell&#8217;apprendimento, nell&#8217;imitazione. Probabilmente anche nell&#8217;ascolto.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Simone Broglia: <\/strong>Molto diffusa \u00e8 la teoria alfabetica di sviluppo della capacit\u00e0 di astrazione nella cultura occidentale. Che legame c&#8217;\u00e8 tra musica e astrazione e che ruolo ha avuto nello sviluppo cerebrale della specie?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Bencivelli:<\/strong> C&#8217;\u00e8 chi dice che sarebbe stata proprio la musica a renderci umani. Perch\u00e9 la musica (cio\u00e8, attenzione: i primi sistemi di comunicazione umana, che erano, secondo alcuni, caratterizzati dall&#8217;emissione di versi con la bocca capaci di dare ad altri individui informazioni non standardizzate e complesse) \u00e8 un esercizio di astrazione. Non dice niente di concreto, ma utilizza diverse parti del cervello, le mette in moto, le coordina. Bisogna per\u00f2 distinguere l&#8217;ascolto della musica dall&#8217;esercizio della musica.<\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;ascolto, oggi, per noi, \u00e8 un&#8217;esperienza ubiquitaria e costante. Modifica il nostro umore, oppure si adatta a lui (se possiamo scegliere che cosa ascoltare), ma non ha effetto sulla struttura del nostro cervello. Invece suonare uno strumento cambia anche il rapporto tra pezzi di cervello: un violinista, per esempio, ha una rappresentazione corticale della mano sinistra (cio\u00e8 una parte di cervello riservato al suo movimento, quindi anche alla precisione e alla rapidit\u00e0 con cui la usiamo) superiore rispetto a un ballerino di tango, per dire.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36980\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-05.png\" alt=\"numero54_The Thousands Stimuli 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Simone Broglia: <\/strong>Quindi anche il legame tra musica e comunicazione \u00e8 essenziale per comprendere i rapporti umani?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Bencivelli:<\/strong> La musica \u00e8 comunicazione. Pu\u00f2 essere comunicazione di stati d&#8217;animo, oppure pu\u00f2 sancire l&#8217;appartenenza a un gruppo, per esempio. Anche quando l&#8217;ascoltiamo da soli, con le nostre cuffiette, stiamo comunicando con noi stessi oppure lasciamo che l&#8217;mp3 ci comunichi qualcosa in quel momento. \u00c8 per questo che la maggior parte delle teorie sulla sua nascita e sul suo successo presso la nostra specie si rifanno alla comunicazione.<\/p>\n<p align=\"left\">Dicono, pi\u00f9 o meno, che la musica abbia reso coesi i nostri gruppi e, per chi vuole che abbia preceduto lo sviluppo del linguaggio, che abbia permesso ai nostri antenati di capirsi prima di avere le parole per farlo. Comunque attenti, anche qui: i panorami cambiano moltissimo a seconda di come si definiscono i termini del problema, cio\u00e8 da come si definiscono musica e linguaggio.<\/p>\n<p align=\"left\">Per esempio: va bene a tutti dire che una canzone \u00e8 una vocalizzazione complessa appresa e priva di contenuto semantico? In questo caso, dobbiamo riconoscere che esistono altri animali che cantano e non sono molto vicini a noi, dal punto di vista filogenetico. Per\u00f2 attenzione, perch\u00e9 canzone non \u00e8 musica e musica non \u00e8 soltanto suono. Dunque i confini della questione sono sfumati e complessi. E il rischio di precipitare nella popEp si fa paurosamente concreto.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Simone Broglia: <\/strong>\u00c8 interessante anche vedere la comunicazione materna e l&#8217;apprendimento da parte del bambino. Che ruolo ha la musica nella stratificazione delle esperienze della persona e cosa resta nella crescita?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Bencivelli<\/strong>: La musica accompagna la nostra vita ed \u00e8 una delle prime cose belle che impariamo ad apprezzare. I bimbi molto piccoli cominciano col fare la sirena con la voce, oppure modulano la lallazione come se cantassero. E in effetti cantano. Hanno capito che \u00e8 una cosa piacevole e ci giocano. Per questo apprendimento spontaneo, esattamente come \u00e8 per il linguaggio parlato, non serve sedersi su un banco di scuola.<\/p>\n<p align=\"left\">Basta vivere tra altri uomini. Poi arriver\u00e0 la crescita e la consapevolezza di avere a che fare con un sistema di comunicazione che non passa messaggi precisi, come le parole, ma che ha a che fare con emozioni e sentimenti. E si comincer\u00e0 a distinguere. Ci sar\u00e0, poi, chi decider\u00e0 di studiarla (nel nostro mondo, tutti ascoltiamo ma pochi suonano).<\/p>\n<p align=\"left\">Per\u00f2 per tutti ci sar\u00e0 un background di esperienze e memorie che saranno determinanti nella modellazione dei nostri gusti e della nostra cultura. Io sono nata alla fine degli anni settanta e ascolto ancora quel rock britannico dell&#8217;inizio degli anni novanta, cio\u00e8 dei miei anni del liceo!<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36981\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-06.png\" alt=\"numero54_The Thousands Stimuli 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Simone Broglia<\/strong>: Il fatto che la musica comunichi anche emotivamente \u00e8 chiaro, ma ci\u00f2 che vorrei capire \u00e8 da cosa dipende la condivisione delle reazione emotiva, da cui deriva anche il poterla comunicare.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Bencivelli<\/strong>: Dipende dal fatto che siamo umani. Noi uomini abbiamo un forte senso della comunit\u00e0, siamo empatici, viviamo in gruppo, soffriamo la solitudine e l&#8217;isolamento. E la musica \u00e8 uno dei veicoli della nostra socialit\u00e0. Aver capito che (e come) le note influenzano il nostro umore non \u00e8 stato affatto banale, perch\u00e9 si \u00e8 visto che si tratta di uno stimolo per le aree della gratificazione del nostro cervello, quelle che si attivano quando facciamo qualcosa di buono dal punto di vista evolutivo (cio\u00e8 quando mangiamo e facciamo sesso, attivit\u00e0 lodevoli che la natura ci incoraggia a perseguire con entusiasmo, visto che sono le uniche garanzie del successo della specie).<\/p>\n<p align=\"left\">Questo pu\u00f2 voler dire due cose: o anche la musica \u00e8, o \u00e8 stata, un vantaggio per noi esseri umani, oppure la musica (come del resto la droga e la masturbazione) \u00e8 un fenomeno che ha avuto successo perch\u00e9 \u00e8 stato capace di parassitare proprio quei circuiti. Cause ed effetti si incrociano, insomma. E forse non riusciremo mai a trovare il bandolo della matassa.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Simone Broglia: <\/strong>In conclusione vorrei chiederti qualcosa riguardo la musicoterapia. Che radici ha e come si \u00e8 evoluta?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Bencivelli<\/strong>: Ho il sospetto che la risposta pi\u00f9 onesta sia semplice: la musicoterapia \u00e8 sempre esistita, solo che non la chiamavamo cos\u00ec. In fondo, anche le ninna nanne sono una forma di musicoterapia. Servono a calmare il bimbo e a farlo dormire. Solo che oggi c&#8217;\u00e8 un tentativo concreto di inserirla in ambito clinico con basi scientifiche condivise, che la rendano uno degli strumenti concreti della clinica e non una roba improvvisata dal fricchettone di turno. Per i bambini con difficolt\u00e0 espressive, ma anche per gli adulti con problemi di umore o di coordinamento, e in tante altre situazioni, la musicoterapia sta avendo sempre pi\u00f9 successo.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36982\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-07.png\" alt=\"numero54_The Thousands Stimuli 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/numero54_The-Thousands-Stimuli-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">La musica, invece, senza <em>terapia<\/em> dietro, non si usa in ambulatorio o in un luogo protetto: la possiamo ascoltare sempre e dovunque. Sembra una cosa normale, ma \u00e8 un carattere straordinario che solo noi uomini sembriamo possedere: il dono pi\u00f9 misterioso che la natura ci ha dato, come diceva il vecchio Charles Darwin.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fatto che la musica stimoli le nostre componenti emotive e che i suoni guidino il nostro avvicinarci al mondo per conoscerlo non \u008f una novit\u0088. 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Intervista A Silvia Bencivelli &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-054\/the-thousands-stimuli-of-sound-interview-to-silvia-bencivelli\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"I Mille Stimoli Del Suono. Intervista A Silvia Bencivelli &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]The fact that music stimulates our emotional components and sounds guide our approach to the world is not new. 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