{"id":10697,"date":"2010-04-02T12:00:00","date_gmt":"2010-04-02T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-053\/a-year-of-arts-santa-monica-an-interview-to-vicenc-altaio\/"},"modified":"2020-11-01T10:31:58","modified_gmt":"2020-11-01T09:31:58","slug":"a-year-of-arts-santa-monica-an-interview-to-vicenc-altaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-053\/a-year-of-arts-santa-monica-an-interview-to-vicenc-altaio\/","title":{"rendered":"Un Anno Di Arts Santa Monica. Intervista Con Vicenc Altaio'"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"left\">Il 2010 del nuovo <span class=\"testo_iframebold\">Arts Santa M\u00f2nica di Barcellona<\/span> \u00e8 cominciato con rinnovati stimoli di creazione, discussione e di confronto. Nuovo di mentalit\u00e0, spirito ed aspirazioni, l\u2019Arts Santa M\u00f2nica, antico convento situato nell\u2019emblematica Rambla e a pochi passi dal mare, vive una nuova tappa della sua storia, questa volta dedicata all\u2019interdisciplinariet\u00e0 e alle relazioni tra arte, scienza e comunicazione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Il nuovo spazio si propone come un luogo d\u2019incontro tra la cultura umanistica e quella scientifica, come spazio di riflessione sulle rapide trasformazioni in atto in una societ\u00e0 digitale dove la conoscenza assume un carattere sempre pi\u00f9 trasversale. Un centro innovativo che offre alla capitale catalana la possibilit\u00e0 di unire progetti di ricerca con progetti espositivi, la riflessione teorica con le pratiche artistiche, in un dialogo fluido tra le diverse discipline che riguardano l\u2019arte, la scienza e la comunicazione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">La configurazione e le intenzioni dell\u2019Arts Santa M\u00f2nica si possono riconoscere attraverso alcuni degli obiettivi tracciati dalla nuova direzione, come ad esempio: La creazione di un Laboratorio di Scienza e Arte pensato come spazio espositivo e, allo stesso tempo, come spazio di sperimentazione tra ricerca scientifica e ricerca artistica; l\u2019organizzazione d\u2019attivit\u00e0 di riflessione e dibattito su tematiche attuali e sulla relazione tra arte, cultura,<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">comunicazione e scienza; la definizione di uno spazio d\u2019incontro per i gruppi di ricerca delle universit\u00e0 catalane che lavorano in questi ambiti disciplinari; un programma espositivo trasversale che rifletta questa interdisciplinariet\u00e0 e che stia al passo con le inquietudini dei nuovi tempi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35920\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-02.png\" alt=\"numero53_A year of art 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Gli accordi presi con l\u2019Universit\u00e0 di Barcellona (UB) e con l\u2019Universit\u00e0 Autonoma di Barcellona (UAB), con la finalit\u00e0 di collaborare nell\u2019organizzazione di diverse attivit\u00e0, rispondono proprio a questa volont\u00e0 di integrare ed avvicinare il nuovo spazio della Rambla alle pi\u00f9 importanti strutture pubbliche di ricerca e d\u2019insegnamento della Catalogna.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Le mostre organizzate dal<span class=\"testo_iframebold\"> dipartimento di scienza, coordinato da Josep Perell\u00f3, professore di Fisica Quantica della U<\/span>B, nascono a partire da una prospettiva scientifico-tecnologica e si sviluppano in un ambito in cui \u201cl\u2019arte, la scienza e l\u2019educazione si danno la mano\u201d, come afferma proprio Perell\u00f3. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Tra i progetti che vale la pena ricordare, vi \u00e8 stata sicuramente la mostra monografica dell\u2019artista <span class=\"testo_iframebold\">Eugenia Balcells<\/span> che ha inaugurato lo spazio Laboratorio dell\u2019Arts Santa M\u00f2nica ed ha posto l\u2019accento sul tema della percezione del colore e sull\u2019effetto della luce. Il progetto espositivo, intitolato <em>Frecuencias<\/em>, verteva attorno a tre installazioni, <em>(Frecuencias, Rueda de Color e El laberinto de Horta<\/em>), che esploravano la potenzialit\u00e0 e il comportamento della luce e del colore nella creazione e nella trasmissione d\u2019immagini. <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>Frecuencias<\/em>, come dichiara l\u2019artista catalana, \u201c\u00e8 un viaggio attraverso l\u2019energia che generano le strisce luminose dei colori e un omaggio agli atomi che conformano essenzialmente la materia\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><em>Cultures del canvi. \u00c0toms socials i vides electr\u00f2niques,<\/em> \u00e8 stata invece la prima esposizione concepita dallo spazio Laboratorio dell\u2019Arts Santa M\u00f2nica. La mostra, inaugurata lo stesso giorno della celebrazione del Congresso internazionale \u201cCultures of change \/ Changing Cultures\u201d (<\/span><span style=\"text-decoration: underline;\"><a href=\"http:\/\/www.atacd.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\">http:\/\/www.atacd.net<\/span><\/a><\/span><span lang=\"it-IT\">), si \u00e8 sviluppata intorno allo studio delle dinamiche culturali e sociali a partire da una prospettiva multidisciplinare, passando attraverso le scienze della complessit\u00e0 e le tecnologie digitali. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Le opere e i progetti esposti provenivano da centri di ricerca, istituzioni accademiche e da artisti internazionalmente riconosciuti nell\u2019ambito della ricerca e della sperimentazione tra arte e scienza. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Tra i progetti presenti all\u2019esposizione di particolare interesse sono stati<em> Canvi i Temps<\/em>, del collettivo <span class=\"testo_iframebold\">Bestiario<\/span>, e <em>POEtic-cubes<\/em>, di <span class=\"testo_iframebold\">Raquel Paricio Garc\u00eda e Juan Manuel Moreno Arostegui<\/span>. Il primo, che ha rappresentato anche il primo progetto on-line dell\u2019Arts Santa M\u00f2nica, \u00e8 essenzialmente la creazione di due spazi di navigazione che costituiscono un\u2019importante base di dati sulle tematiche della scienza della complessit\u00e0. Una serie di <em>tags<\/em> danno luogo a molteplici relazioni e scoprono una continua catena di nuovi contenuti.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> Il secondo invece, frutto della collaborazione tra l\u2019artista Raquel Paricio e l\u2019ingegnere delle Telecomunicazioni Juan Manuel Moreno Arostegui, consiste in 9 cubi\/robot che interagiscono con le persone, percepiscono e allo steso tempo evitano la loro presenza. Se ci si avvicina ad uno di essi, il cubo\/robot comincia a muoversi nello spazio circondante danzando, stano molto attento ad evitare scontri sia con gli altri robot e sia con le persone. Il cubo\/robot si autoricarica e le sue pareti cambiano costantemente di colore. <\/span><\/p>\n<div align=\"left\">\n<table border=\"0\" width=\"500\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<div align=\"center\"><object width=\"500\" height=\"281\" classid=\"clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000\" codebase=\"http:\/\/download.macromedia.com\/pub\/shockwave\/cabs\/flash\/swflash.cab#version=6,0,40,0\"><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"src\" value=\"http:\/\/vimeo.com\/moogaloop.swf?clip_id=8420072&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1\" \/><embed width=\"500\" height=\"281\" type=\"application\/x-shockwave-flash\" src=\"http:\/\/vimeo.com\/moogaloop.swf?clip_id=8420072&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\" allowscriptaccess=\"always\" \/><\/object> <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/vimeo.com\/8420072\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Frecuencias Eug\u00e8nia Balcells<\/a> from <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/vimeo.com\/user2872538\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Frecuencias<\/a> on <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/vimeo.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Vimeo<\/a>.<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> Un\u2019altra mostra interessante da prendere in considerazione e che rappresenta anch\u2019essa la trasformazione, il \u201cgiro tematico e di contenuti&#8221;, dell\u2019Arts Santa M\u00f2nica, \u00e8<\/span> stata sicuramente<em> Societats Virtuals\/Gamer\u2019s Edition.<\/em><span lang=\"it-IT\">L\u2019esposizione ha realizzato un percorso narrativo di riflessione sulle realt\u00e0 e sui comportamenti delle comunit\u00e0 di video-giocatori in rete ed ha evidenziato il passaggio dai giochi di ruolo da tavola ai giochi di ruolo virtuali <em>on-line<\/em>, facendo speciale riferimento ai famosi <\/span><em>MMORPG (massively multiplayer online role-playing games)<\/em>.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> L\u2019esposizione partiva dalla nascita del gioco di guerra e analizzava la sua evoluzione fino ad oggi; ha studiato il concetto di <em>avatar<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\"> e il suo impiego nei videogiochi; affrontato le questioni e le problematiche sociali che derivano da alcune pratiche come per esempio quella dei <span class=\"testo_iframebold\">Gold Farmers<\/span>, ed ha infine affrontato le possibilit\u00e0 d\u2019influenza dei mondi virtuali nel mondo fisico. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Le diverse mostre e attivit\u00e0 realizzate dall\u2019Arts Santa M\u00f2nica, durante il primo anno della nuova direzione, rispecchiano quindi la volont\u00e0 interdisciplinare del centro e la ricerca di un dialogo proficuo tra arte, scienza e comunicazione. La trasversalit\u00e0, la collaborazione con gruppi di ricerca universitari, l\u2019analisi e l\u2019osservazione di pratiche artistiche che attraversano le frontiere e sfociano in ambiti diversi, conformano la nuova mentalit\u00e0 del centro e promettono una programmazione futura affascinante e degna di attenzione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Di tutti ci\u00f2 abbiamo parlato con <span class=\"testo_iframebold\">Vicen\u00e7 Altai\u00f3<\/span>, direttore dell\u2019Arts Santa M\u00f2nica, poeta e trafficante d\u2019idee che ci ha concesso questa intervista con grande cortesia.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35921\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-03.png\" alt=\"numero53_A year of art 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Herman Bashiron Mendolicchio:<\/strong> <span class=\"testo_iframe\" lang=\"it-IT\">L\u2019Arts Santa M\u00f2nica ha compiuto il suo primo anno con la nuova direzione e la nuova struttura. Come valuta questo primo periodo di attivit\u00e0?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Vicen\u00e7 Altai\u00f3:<\/strong> In questo primo anno si \u00e8 ridefinita l\u2019identit\u00e0 del centro e si \u00e8 creata una nuova identit\u00e0 partendo dal principio che questo posto avrebbe smesso di essere un semplice centro per convertirsi in un luogo di luoghi. In secondo luogo avrebbe smesso di essere unicamente un centro d\u2019arte monoteista per convertirsi in uno spazio d\u2019arte moltiplicato, ovvero dedicato \u201call\u2019arte e la sua relazione con\u2026\u201d. Dalle scritture elettroniche alle speculazioni scientifiche, passando per il cinema senza immagine.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Tutto ci\u00f2 ha ovviamente a che vedere con l\u2019arte; pertanto si moltiplicano le arti e s\u2019interrelazionano con due nuovi ambiti: quello della scienza e quello della comunicazione. In questa ridefinizione succede che si moltiplica il soggetto, o il genere, attraverso ci\u00f2 che chiamiamo intelligenza collettiva. Il progetto \u00e8 cominciato fuori dal Santa M\u00f2nica, ponendo delle domande alla cittadinanza attraverso un\u2019opera di<span class=\"testo_iframebold\"> Alfredo Jaar<\/span>. Domande senza immagini, domande senza risposte che partivano da un grado zero e che sono domande universali.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Poi, attraverso l\u2019azione di <span class=\"testo_iframebold\">Carlos Santos<\/span>, un percorso sulla Rambla dalla fonte di Canaletas fino all\u2019Arts Santa M\u00f2nica, la musica \u00e8 diventata una partitura verso il centro, simbolo d\u2019invito, festa, amore, erotismo. Una volta arrivati dentro l\u2019edificio si sono fatte molte valutazioni e, per esempio, si \u00e8 inserito l\u2019edificio nell\u2019analisi oggettiva della nuova architettura, considerando le patologie che il centro ha in relazione al consumo e all\u2019ambiente; questo \u00e8 stato il progetto di <span class=\"testo_iframebold\">Enric Ruiz-Geli<\/span>.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Inoltre abbiamo prodotto all\u2019incirca dodici progetti e siamo soddisfatti del progetto intellettuale e, soprattutto, di aver attivato gli elementi culturali della citt\u00e0. Siamo contenti perch\u00e9 \u00e8 stato, ed \u00e8, un progetto partecipativo: dall\u2019ambiente politico a quello urbanista, passando per diversi altri ambiti, si sono sviluppati molteplici livelli di partecipazione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Nell\u2019ambito dell\u2019interrelazione con i centri culturali della citt\u00e0 abbiamo collaborato con la Fondazione Mir\u00f3, con il MACBA, con il CCCB, con il mondo del teatro, con le Universit\u00e0, con gruppi sociali, ecc. Poi, lavorando nel pubblico, con tutti i soldi che si investono (dato che chiediamo che la cultura sia un bene sociale come lo sono la sanit\u00e0 e l\u2019educazione) bisogna essere molto coscienti di quello che \u00e8 il consumo culturale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Brutta parola &#8220;consumo&#8221;, \u00e8 meglio parlare di &#8220;formazione culturale&#8221; o &#8220;progetto culturale condiviso&#8221;. Ad ogni modo siamo enormemente contenti per l\u2019incremento delle visite e il progetto Arts Santa M\u00f2nica si pu\u00f2 considerare ormai ben incamminato.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag53\/articoli\/img\/ia_hermanmandolicchio01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Herman Bashiron Mendolicchio:<\/strong> <span lang=\"it-IT\">Arte \u2013 Scienza \u2013 Comunicazione. L\u2019Arts Santa M\u00f2nica crede e scommette nella multidisciplinariet\u00e0 e nell\u2019interdisciplinariet\u00e0. Come considera questo ritorno di una forte relazione tra la ricerca umanistica e quella scientifica?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Vicen\u00e7 Altai\u00f3:<\/strong> Spesso si pensa all\u2019umanesimo come un qualcosa nato durante il Rinascimento e che in qualche modo si interpreta come un modello di pace e di armonia; al contrario il mondo medievale viene sempre associato al conflitto. Questo, come ben sappiamo, non \u00e8 affatto vero. L\u2019umanesimo spesso \u00e8 un impero di una civilt\u00e0 e di una forma di conoscenza imposte sopra gli altri. A me piace molto lo stato \u201cpre\u201d, quindi preferisco essere erede dell\u2019avanguardia, anche di elementi del mondo medievale; quello che mi sembra importante \u00e8 affrontare le sfide, essere capaci di fare domande.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">L\u2019importante, nell\u2019attualit\u00e0, \u00e8 prendere la scienza come una sfida a tutti i livelli, una sfida della conoscenza, una sfida della cultura. Stiamo andando incontro ad una nuova cultura, che stiamo costruendo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">\u00c8 per questo che ci sono tante crisi nello stesso momento: c\u2019\u00e8 una crisi della conoscenza, c\u2019\u00e8 la difficolt\u00e0 di trovare un unico modello perch\u00e9 ci sono tanti modelli, c\u2019\u00e8 la difficolt\u00e0 di passare dalla cultura materiale alla cultura della conoscenza, la cosiddetta cultura immateriale, e questo \u00e8 un passo fondamentale che stiamo compiendo. Questo passo va fatto con tre piedi: la cosiddetta cultura delle arti, la creazione e l\u2019umanesimo in relazione con la scienza, che \u00e8 un nuovo tipo di umanesimo, in relazione con la comunicazione, che ci permette di essere compartecipi di un progetto.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Herman Bashiron Mendolicchio:<\/strong> <span lang=\"it-IT\">Questo confluire di pensieri e riflessioni tra l\u2019arte, la scienza e la comunicazione possono, secondo lei, influire nella societ\u00e0 e nella politica? <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Vicen\u00e7 Altai\u00f3:<\/strong> Indubbiamente. Possono influire nella politica tanto quanto la politica ha influenza su di noi. Tutti gli elementi sono imprescindibili e i limiti che esistono oggi nella politica in parte provengono dal fatto che si sta agendo attraverso dei modelli che non hanno pi\u00f9 nulla a che vedere con la realt\u00e0. Penso, ad esempio, al fatto che abbiamo delle tecnologie della comunicazione che permetterebbero di sensibilizzare, e penso inoltre che dovremmo ricostruire la politica e ricostituire l\u2019arte e la creativit\u00e0 nella loro relazione con il sociale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Non \u00e8 ammissibile che un\u2019opera, per esempio, possa essere acquistata da un unico acquirente che la contempla a casa sua; cos\u00ec come non pu\u00f2 essere che i progetti d\u2019innovazione siano sostenuti unicamente dall\u2019industria farmaceutica.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Stiamo andando incontro ad una nuova proiezione dello spazio pubblico, ci sono molte sfide di carattere scientifico e bisogna insegnare che non c\u2019\u00e8 solo il voto in Parlamento, ma che bisogna elaborare una pedagogia. Tutto ci\u00f2 ha a che vedere con la parola libert\u00e0, e con in generale con la libert\u00e0 d\u2019espressione. \u00c8 importante inoltre ridefinire il concetto di etica a partire dallo spazio dell\u2019estetica. Mi sembra che non ci sia bisogno di tanto giudizio morale, mentre invece bisognerebbe praticare lo spazio del multisapere e della multiconoscenza nell\u2019epoca dell\u2019iperpresente.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35922\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-05.png\" alt=\"numero53_A year of art 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Herman Bashiron Mendolicchio:<\/strong> <span lang=\"it-IT\">Una struttura Barcellonese, Catalana, per\u00f2 con prospettive e visioni internazionali. Quali sono gli obiettivi, a livello locale e globale, dell\u2019Arts Santa M\u00f2nica?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Vicen\u00e7 Altai\u00f3:<\/strong> \u00c8 lo stesso obiettivo. Maggiore \u00e8 la conoscenza nel &#8220;nano&#8221;, maggiore \u00e8 quella nel &#8220;macro&#8221;. \u00c8 curioso, ma sono, diciamo, due realt\u00e0 che funzionano come uno specchio. Quanta pi\u00f9 capacit\u00e0 di lettura si possiede, maggiori possibilit\u00e0 si hanno di vedere ci\u00f2 che non \u00e8 visibile, sia nell\u2019universo sia nel corpo umano. Oggi abbiamo questa tecnologia che ci serve come metafora anche nell\u2019astronomia e nella biologia, nelle grandi scienze e nelle sfide della nostra epoca: una materia che ci segnala che tutto \u00e8 naturale e che ci\u00f2 che chiamiamo artificiale non \u00e8 altro che una riproduzione di un modello che gi\u00e0 esiste in natura.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">L\u2019artificiale in realt\u00e0 non \u00e8 mai esistito. Da questo punto di vista il locale \u00e8 locale-globale, ma al contrario anche globale-locale. Oggi siamo, come siamo sempre stati, in una rete. In generale, i concetti di &#8220;locale&#8221; e di &#8220;internazionale&#8221; servono molto per i discorsi riduzionisti, per la politica, ecc. In realt\u00e0 \u00e8, ed \u00e8 stato sempre, tutto fin troppo interconnesso. Il mondo dell\u2019innovazione, che \u00e8 quello in cui ci muoviamo noi con un pensiero critico, \u00e8 sempre stato notevolmente cosmopolita e pertanto notevolmente ultra-locale, perch\u00e9 difende dai rischi e dai pericoli dell&#8217;estinzione.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Herman Bashiron Mendolicchio:<\/strong> <span lang=\"it-IT\">L\u2019Arts Santa M\u00f2nica si propone come una piattaforma aperta alla ricerca e alla creativit\u00e0. Che tipo di rapporto pensate di stabilire quindi, da una parte, con i giovani ricercatori, e dall\u2019altra con gli artisti?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Vicen\u00e7 Altai\u00f3:<\/strong><span lang=\"it-IT\"> Allora, noi qui abbiamo un edificio e questo edificio \u00e8 diviso in quattro aree concettuali che servono per sviluppare la programmazione. La parte dell\u2019archivio e la memoria, sotto. Lo spazio dedicato ai progetti collettivi, pi\u00f9 rappresentativi, che corrisponde al gran chiostro. L\u2019anello, che \u00e8 il luogo del saggio e dell\u2019esperienza e la parte <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>supra<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, che \u00e8 il laboratorio della relazione tra arte e scienza. Tutto questo smette di essere un edificio architettonico per convertirsi in una grande Web che avr\u00e0 nella parte frontale il laboratorio dei mezzi di comunicazione. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Pertanto, ognuno dei progetti che sviluppiamo non ha niente a che vedere con la vecchia cultura materiale, ovvero, questo non \u00e8 un luogo dove si espone, bens\u00ec un luogo dove si elaborano lavori che generano discorsi ai quali tentiamo di dare una certa complessit\u00e0. In questo progetto partecipano sia i giovani che le persone pi\u00f9 grandi, perch\u00e9 \u00e8 un progetto intergenerazionale, cos\u00ec come internazionale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Quando dico che nella parte inferiore collochiamo la parte dedicata alla memoria e all\u2019archivio e, invece, nella parte superiore collochiamo la parte dell\u2019innovazione, \u00e8 perch\u00e9 abbiamo i piedi impiantati nelle radici e la testa collocata nell\u2019esperienza, nell\u2019innovazione e nella sfida con tutto ci\u00f2 che \u00e8 nuovo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35923\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-06.png\" alt=\"numero53_A year of art 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Per\u00f2, tutto l\u2019edificio deve camminare simultaneamente: ci\u00f2 che oggi non vale pi\u00f9 \u00e8 dare maggior peso ad una disciplina piuttosto che ad un\u2019altra. Quello che pi\u00f9 m\u2019interessa \u00e8 che qui sappiamo costruire l\u2019azione e l\u2019azione si costruisce camminando: quindi deve camminare tutto, non solo il polmone, il piede o il desiderio che abbiamo nella testa. \u00c8 il tutto, \u00e8 il corpo che respira, che esercita un movimento e che si manifesta al di fuori del proprio cervello.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">Sto certamente parlando in una forma concettuale e metaforica, per\u00f2 c\u2019\u00e8 un principio di realt\u00e0. I progetti che si sviluppano nella parte superiore sono quelli che hanno maggiore tendenza di compartecipazione, non solo con artisti e scienziati, ma soprattutto con i giovani che stanno uscendo dalle Universit\u00e0. Questa \u00e8 una sfida progressiva, siamo solo al principio: credo che dovranno passare almeno quattro anni, per\u00f2 il progetto vuole gettare l\u2019ancora nel settore universitario come un settore non solo di formazione, ma anche di specializzazione. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Herman Bashiron Mendolicchio:<\/strong> <span lang=\"it-IT\">Qual \u00e8, secondo lei, il futuro dei musei e dei centri di arte e cultura contemporanea?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Vicen\u00e7 Altai\u00f3:<\/strong><span lang=\"it-IT\"> Hai nominato tre cose che sono distinte tra loro: la parola &#8220;museo&#8221;, la parola &#8220;centro&#8221; e la parola &#8220;contemporaneit\u00e0&#8221;. In linea di principio, la parola &#8220;museo&#8221; si riferisce a un luogo destinato a ci\u00f2 che \u00e8 simbolico, nel quale si conserva e si rilegge la memoria. Una cosa molto importante nel museo \u00e8 che vi si trova un patrimonio da conservare. La parola &#8220;centro&#8221; invece \u00e8 una parola intorno alla quale gravita una certa costruzione di una &#8220;centralit\u00e0&#8221;. Il centro si costituisce, in certo modo, in opposizione al museo perch\u00e9 non ha un patrimonio e segue pi\u00f9 precisamente il modello <\/span><span lang=\"it-IT\"><em>kunsthalle<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"> Infine, il &#8220;contemporaneo&#8221; \u00e8 ci\u00f2 che sta succedendo in un preciso momento storico: quindi un centro \u00e8 pi\u00f9 contemporaneo per sua stessa natura, mentre un museo pu\u00f2 fare al massimo una lettura contemporanea del passato. Io credo che bisogna lavorare simultaneamente con tutti i tempi verbali, che \u00e8 un po\u2019 che quello che sto cercando di fare qui insieme a tutto il gruppo, ovvero che si lavori con sistemi multipli e diversi e che si accetti la radicalit\u00e0 estrema allo stesso modo del supremo, affinch\u00e9 si scontrino e si creino nuove realt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35924\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-07.png\" alt=\"numero53_A year of art 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/numero53_A-year-of-art-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Quindi, tempi verbali multipli e tempi distinti. Bisogna configurare, seguendo le forme della struttura della conoscenza, quello che \u00e8 il pensiero naturale, il pensiero che si costruisce in ogni momento. Questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 complicata; per\u00f2 \u00e8 qui dove si trova la grande sfida, sia per i trafficanti di idee, sia per i politici, gli scienziati, ecc. La sfida \u00e8: se noi siamo gi\u00e0 qui, perch\u00e9 siamo tanto arcaici in forme e maniere? Questo ci obbliga innanzitutto ad un\u2019auto-formazione costante, a un dilettantismo e ad un aggiornamento di tutto.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\">L\u2019Arts Santa M\u00f2nica nel corso della sua storia \u00e8 stato prima un convento religioso, poi una caserma, poi \u00e8 tornato alla religione, dopo \u00e8 diventato un magazzino di contrabbando ed \u00e8 arrivato ad essere persino una sala da ballo. Per un periodo fu un centro d\u2019arte e oggi continua ad essere un centro d\u2019arte, anche se alle volte, ho la sensazione che questo posto continui ad avere qualcosa a che fare con il movimento e con il ballo del corpo umano.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.artssantamonica.cat\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"it-IT\">http:\/\/www.artssantamonica.cat\/<\/span><\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2010 del nuovo Arts Santa M\u0098nica di Barcellona \u008f cominciato con rinnovati stimoli di creazione, discussione e di confronto. 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