{"id":10684,"date":"2010-03-01T12:00:00","date_gmt":"2010-03-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-052\/delete-the-virtue-of-oblivion-an-interview-to-viktor-mayer-schonberger\/"},"modified":"2020-10-29T11:20:19","modified_gmt":"2020-10-29T10:20:19","slug":"delete-the-virtue-of-oblivion-an-interview-to-viktor-mayer-schonberger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-052\/delete-the-virtue-of-oblivion-an-interview-to-viktor-mayer-schonberger\/","title":{"rendered":"Delete: La Virtu&#8217; Dell&#8217;oblio. Intervista A Viktor Mayer-schonberger"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Nell\u2019era digitale disponiamo di numerosi strumenti tecnologici che ci consentono di immagazzinare ogni informazione sul nostro conto e di soddisfare la nostra pi\u00f9 grande ambizione come esseri umani: una memoria perfetta o quasi. Da ci\u00f2 consegue un vero e proprio capovolgimento dei meccanismi della memoria e dell\u2019oblio: nell\u2019era analogica dimenticare era un processo biologico e semplice, mentre memorizzare era dispendioso e faticoso; nella societ\u00e0 digitale il ricordo \u00e8 di default mentre l\u2019atto del dimenticare \u00e8 di gran lunga pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Quali sono le ripercussioni su noi esseri umani e sulla nostra societ\u00e0 del capovolgimento tra memoria e oblio? L\u2019abilit\u00e0 di conservare tutti i dati su noi stessi pu\u00f2 nuocere alle nostre vite e in che modo? Infine, quali sono le strade da percorrere come possibili soluzioni? Sono questi gli argomenti che <span class=\"testo_iframebold\">Viktor Mayer Sch\u00f6nberger<\/span>, Direttore dell\u2019Information and Innovation Policy Research Centre della National University of Singapore, organismo nato con lo scopo di esplorare e comprendere il ruolo dell&#8217;informazione nei mercati e nella societ\u00e0, in special modo per quello che concerne la nostra capacit\u00e0 di innovazione, tratta nel suo ultimo libro <em>Delete \u2013 The Virtue of Forgetting in the Digital Age<\/em> (Princeton University Press, 2009).<\/p>\n<p>Sono tematiche di grande interesse per la nostra societ\u00e0 in quanto strettamente collegate al problema privacy e che spingono nella direzione di un uso pi\u00f9 responsabile di Internet e dei numerosi strumenti digitali che fanno ormai parte del nostro quotidiano.<\/p>\n<p>Nell\u2019intervista che il professore Mayer-Sch\u00f6nberger mi ha gentilmente rilasciato, abbiamo ripercorso i punti salienti del suo libro, approfondendoli in maniera dettagliata.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag52\/articoli\/img\/netart_simonafiore02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p><strong>Simona Fiore:<\/strong> La mia prima domanda riguarda il titolo del libro: perch\u00e9 l\u2019oblio \u00e8 considerato una virt\u00f9 nell\u2019era digitale?<\/p>\n<p><strong>Viktor Mayer Sch\u00f6nberger:<\/strong> Per millenni dimenticare \u00e8 stata una qualit\u00e0 umana fondamentale. Da sempre ad essa sono state attribuite funzioni importanti: ci consente di mettere da parte eventi del passato che non sono pi\u00f9 importanti per ci\u00f2 che siamo nel presente; ci consente di generalizzare e astrarre, <em>vedere la foresta piuttosto che solo gli alberi<\/em>; e come esseri umani ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di cambiare ed evolvere. Tra l\u2019altro dimenticare \u00e8 facile per noi in quanto \u00e8 costruito nei nostri cervelli, \u00e8 biologico e semplicemente accade. Sfortunatamente nell\u2019era digitale abbiamo a disposizione strumenti digitali che catturano e rendono accessibile per sempre l\u2019informazione e ad un costo molto basso. In sostanza, sebbene gli esseri umani dimentichino ancora, gli strumenti digitali che usiamo quotidianamente non dimenticano pi\u00f9. Il nostro passato resta fissato grazie al potere di Google Search.<\/p>\n<p><strong>Simona Fiore:<\/strong> All\u2019inizio del suo libro lei parla del caso AJ, una donna di 41 anni della California, che non ha il dono biologico di dimenticare. Pu\u00f2 raccontarmi la storia e perch\u00e9 una memoria quasi perfetta causa tanti problemi a questa persona?<\/p>\n<p><strong>Viktor Mayer Sch\u00f6nberger:<\/strong> AJ \u00e8 una persona che ha difficolt\u00e0 a dimenticare. Infatti pu\u00f2 ricordare ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nella sua vita in modo abbastanza preciso, ogni giorno di 20, 30 anni fa: quando si \u00e8 alzata, cosa ha visto in tv, chi le ha telefonato ecc\u2026 Invece di essere felice per questa sua abilit\u00e0 di ricordare in maniera quasi perfetta, AJ ne soffre molto. Tutte le decisioni sbagliate prese nel passato sono sempre presenti, al punto da limitare la sua abilit\u00e0 di agire nel presente. Spesso le sembra di vedere solo alberi e non la foresta.<\/p>\n<p><strong>Simona Fiore:<\/strong> Perch\u00e9 ricordare \u00e8 di default e dimenticare \u00e8 diventato molto pi\u00f9 dispendioso nell&#8217;era digitale?<\/p>\n<p><strong>Viktor Mayer Sch\u00f6nberger:<\/strong> Dipende dall&#8217;evoluzione tecnologica: la digitalizzazione ha reso possibile usare tool e gadget standard per conservare una grande quantit\u00e0 di informazioni: immagini, foto, video, suono, testo e dati. Fattori quali i costi dello storage sempre pi\u00f9 bassi, i software potenti che permettono di conservare l&#8217;informazione in modo semplice e Internet, inteso come un&#8217;infrastruttura accessibile a livello mondiale, fanno s\u00ec che oggi sia molto pi\u00f9 facile catturare e mantenere disponibile l&#8217;informazione digitale. Allo stesso modo, dimenticare \u00e8 dispendioso: l&#8217;atto del dimenticare, cancellare, eliminare si basa su decisioni consapevoli, mentre lo storage \u00e8 di default, accade automaticamente.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag52\/articoli\/img\/netart_simonafiore03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p><strong>Simona Fiore:\u00a0<\/strong>Nel capitolo IV del suo libro parla dell&#8217;impatto che la memoria digitale ha sul \u201cpotere\u201d e sul \u201ctempo\u201d, influenzandoli notevolmente. In che modo accade ci\u00f2?<\/p>\n<p><strong>Viktor Mayer Sch\u00f6nberger:<\/strong> Potere: l&#8217;informazione spesso si traduce in potere. Se altri hanno l&#8217;abilit\u00e0 di conservare ed accedere alle informazioni su di noi che noi stessi abbiamo da tempo dimenticato, il loro potere aumenta. Gi\u00e0 qualcuno ha suggerito che Internet d\u00e0 origine ad un dibattito sulla sua qualit\u00e0 panottica: innanzitutto dobbiamo supporre che ci\u00f2 che diciamo e facciamo su Internet \u00e8 guardato dal mondo intero e qualcuno potrebbe offendersi. Attraverso lo storage digitale completo ci troviamo in un panottico temporale in cui non solo dobbiamo supporre che tutte le nostre azioni e conversazioni online siano costantemente guardate dal resto del mondo, ma che saranno conservate per sempre. E in futuro saremo ritenuti responsabili di tutte le nostre azioni passate e presenti. Questo pu\u00f2 spingere molte persone all&#8217;auto-censura, ad irrigidire ed impoverire il dibattito pubblico.<\/p>\n<p><strong>Tempo<\/strong>: abbiamo un modo biologico per gestire il tempo, cio\u00e8 dimentichiamo ci\u00f2 che non \u00e8 pi\u00f9 importante. Quindi come umani noi riusciamo in maniera naturale e deliberatamente a trascurare alcuni eventi del passato perch\u00e9 essi non sono pi\u00f9 importanti per il nostro presente, per quello che siamo noi oggi. Con la memoria digitale completa abbiamo disimparato questa importante capacit\u00e0 di dimenticare e cos\u00ec quando prendiamo decisioni siamo sovraccaricati dei fatti del passato. Possiamo finire come AJ, o il giovane Funes nel breve racconto di Borges: catturati in una rete di dettagli, incapaci di agire in tempo, generalizzare, astrarre e vedere la foresta e non solo gli alberi.<\/p>\n<p><strong>Simona Fiore:<\/strong> Uno dei problemi causati dalla memoria digitale \u00e8 la mancanza del controllo sull&#8217;informazione. Questo tema \u00e8 strettamente collegato al diritto alla privacy come lei indica nel capito V: in che modo il diritto alla privacy dell&#8217;informazione potrebbe essere una risposta a questo problema e quali sono secondo lei i pro e i contro?<\/p>\n<p><strong>Viktor Mayer Sch\u00f6nberger:<\/strong> Il diritto alla privacy dell&#8217;informazione pu\u00f2 essere utile per proteggerci dalla sfida &#8220;potere&#8221; di cui ho parlato sopra, ma non dalla sfida &#8220;tempo&#8221;. Inoltre il diritto alla privacy dell&#8217;informazione richiede leggi nonch\u00e9 la volont\u00e0 da parte degli individui di finire in tribunale per rafforzare i propri diritti. Sfortunatamente pochissime persone hanno voglia di farlo ed il risultato \u00e8 una privacy dell&#8217;informazione forte in teoria e debole in pratica.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag52\/articoli\/img\/netart_simonafiore01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p><strong>Simona Fiore:<\/strong> La sfida principale dell&#8217;era digitale \u00e8 la persistenza dell&#8217;informazione, grazie al web 2.0 che ci d\u00e0 l&#8217;opportunit\u00e0 di condividere e conservare l&#8217;informazione in maniera permanente: secondo lei quale potrebbe essere la soluzione a questo problema?<\/p>\n<p><strong>Viktor Mayer Sch\u00f6nberger:<\/strong> Penso che abbiamo bisogno di imparare di nuovo a dimenticare, a liberarci dell&#8217;informazione che non \u00e8 pi\u00f9 importante e a creare opportunit\u00e0 per le persone e per la societ\u00e0 per evolversi, cambiare e crescere nel tempo piuttosto che essere ostacolati da un passato sempre presente.<\/p>\n<p>Ci sono molteplici strade per reintrodurre l\u2019atto del dimenticare. Una soluzione potrebbero essere le date di scadenza per le informazioni: siamo liberi di stabilire e cambiare la data di scadenza a nostro piacimento, ma una volta che essa viene raggiunta, l&#8217;informazione \u00e8 cancellata dai nostri hard disk e storage device in maniera definitiva. Immettere una data di scadenza per tutte le informazioni che immagazziniamo, ci aiuterebbe a capire e ad apprezzare la maggior parte delle informazioni legate ad un tempo e ad uno spazio specifici, ad un contesto e non pi\u00f9 senza tempo come abbiamo fatto finora. La data di scadenza ci aiuta a fare quel collegamento temporale, e ci d\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 di scegliere, che \u00e8 ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno. Il cambiamento \u00e8 di default: dal ricordo all&#8217;oblio. Ci\u00f2 significa che siamo liberi di ricordare ci\u00f2 che vogliamo sui nostri archivi digitali, ma farlo ci richieder\u00e0 uno sforzo minore: abbiamo bisogno di stabilire una data di scadenza definitiva, se dimenticare \u00e8 di default.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra possibilit\u00e0 \u00e8 avere qualcosa come il \u201cdigital rusting\u201d (\u2018arruginimento\u2019 digitale). Con questo termine intendo quei meccanismi che rendono un po&#8217; pi\u00f9 impegnativo conservare le informazioni pi\u00f9 vecchie che sono meno importanti oggi. Per esempio se noi dovessimo aspettare 10 secondi piuttosto che 0.1 secondi per recuperare email di 5 anni fa, non inciamperemmo pi\u00f9 accidentalmente in questi pezzi di informazione vecchi e irrilevanti. E&#8217; l&#8217;equivalente digitale delle scatole di scarpe di fotografie riposte in soffitta: sono ancora l\u00ec, ma recuperarle non \u00e8 facile.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag52\/articoli\/img\/netart_simonafiore05.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p><strong>Simona Fiore:<\/strong> Lei ha affermato nel libro che: &#8220;This trend&#8230;transfers power from the surveilled to the surveyors, as information experts have eloquently pointed out&#8221;: pu\u00f2 spiegarmi questo concetto?<\/p>\n<p lang=\"en-GB\"><strong>Viktor Mayer Sch\u00f6nberger:<\/strong> Certo. Se l&#8217;informazione \u00e8 potere, quelli che hanno informazioni su di noi hanno anche potere. Finora questo potere era molto effimero, svaniva velocemente perch\u00e9 trattenere e conservare l&#8217;informazione era dispendioso. Oggi molte istituzioni e organizzazioni, inclusi i governi, possono immagazzinare tutte le informazioni che hanno su di noi per anni e decenni, combinandole e sapendo di noi ci\u00f2 che noi stessi abbiamo da tempo dimenticato. In questo modo il potere cambia.<\/p>\n<p><span lang=\"en-GB\"><strong>Simona Fiore:<\/strong> Lei ha scritto anche: &#8220;But more so than atoms, information bits are malleable &#8211; as I mentioned, they can easily be changed, and thus history altered. What happens when people realize that past can no longer be trusted?&#8221; <\/span>Secondo le, quali sono le conseguenze se noi iniziamo a fidarci solo della memoria digitale?<\/p>\n<p><strong>Viktor Mayer Sch\u00f6nberger:<\/strong> Se iniziamo a fidarci della memoria digitale di pi\u00f9 della nostra memoria biologica, se noi diamo in<em> outsource<\/em> l&#8217;azione del ricordare, la nostra memoria incomincer\u00e0 a dipendere dall&#8217;autenticit\u00e0 e accessibilit\u00e0 dei nostri archivi digitali &#8211; Google Index, Flickr e il nostro account su Facebook. Noi siamo convinti che l&#8217;informazione digitale sia autentica, ma in realt\u00e0 pu\u00f2 essere cambiata pi\u00f9 facilmente e con risultati migliori rispetto all&#8217;informazione analogica. In definitiva dal momento in cui diamo in outsource la nostra memoria, diamo automaticamente potere a quelli che controllano gli archivi digitali.<\/p>\n<p><strong>Simona Fiore:<\/strong> Qual \u00e8 la differenza principale tra la distorsione dell&#8217;informazione recuperata dalla memoria digitale e quella data dagli altri media?<\/p>\n<p><strong>Viktor Mayer Sch\u00f6nberger:<\/strong> Due differenze principali: primo, la distorsione e falsificazione dei media analogici sono pi\u00f9 semplici da scoprire per gli esperti in quanto normalmente lasciano qualche traccia. Falsificare l&#8217;informazione digitale \u00e8 invece semplice e non lascia traccia. Secondo, nel mondo analogico molte fonti avevano un\u2019informazione indipendente. Oggi concentriamo e centralizziamo l&#8217;immagazzinamento dell&#8217;informazione digitale, specialmente attraverso internet. Se Google fa cadere qualcosa dal suo index, per due persone su tre quell&#8217;informazione \u00e8 scomparsa. Se tutti usiamo Flickr per condividere foto, Flickr ha molto potere \u2013 il potere si sta concentrando in un unico luogo, rendendo quindi le falsificazioni pi\u00f9 facili e i risultati pi\u00f9 completi.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag52\/articoli\/img\/netart_simonafiore06.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p><strong>Simona Fiore:<\/strong>\u00a0In che modo la societ\u00e0 pu\u00f2 rendere le persone pi\u00f9 critiche e consapevoli della tecnologia e del web? L\u2019istruzione \u00e8 quindi la parola chiave?<\/p>\n<p><strong>Viktor Mayer Sch\u00f6nberger:<\/strong> L&#8217;istruzione \u00e8 la soluzione pi\u00f9 importante. Come preciso all&#8217;interno del libro, rappresenta il punto fondamentale di ogni strategia che ha come scopo quello di renderci critici e consapevoli come individui e societ\u00e0. Le date di scadenza non sono nient&#8217;altro che uno strumento per istruire la massa. Esse ci ricordano costantemente che l&#8217;informazione non \u00e8 senza tempo, che noi possiamo scegliere e che senza l&#8217;opportunit\u00e0 di poter scegliere gli altri possono avere il potere dell&#8217;informazione su di noi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Simona Fiore:<\/strong> Secondo lei nel futuro riusciremo a trovare il giusto equilibrio tra oblio e memoria?<\/p>\n<p><strong>Viktor Mayer Sch\u00f6nberger:<\/strong> Sono un eterno ottimista. Quindi si, spero di s\u00ec. Ma abbiamo bisogno di apprezzare l&#8217;importanza di dimenticare ed urge un dibattito nella nostra societ\u00e0 sul bisogno di dimenticare e ricordare; un dibattito che per essere efficace deve avere luogo proprio ora e non quando sar\u00e0 troppo tardi. Questo \u00e8 il motivo per il quale ho scritto <em>Delete<\/em>.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.vmsweb.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.vmsweb.net\/ <\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;era digitale disponiamo di numerosi strumenti tecnologici che ci consentono di immagazzinare ogni informazione sul nostro conto e di soddisfare la nostra pi\u009d grande ambizione come esseri umani: una memoria perfetta o quasi. 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Intervista A Viktor Mayer-schonberger &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-052\/delete-the-virtue-of-oblivion-an-interview-to-viktor-mayer-schonberger\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Delete: La Virtu&#039; Dell&#039;oblio. Intervista A Viktor Mayer-schonberger &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]In our digital era we have a large number of technologic devices at our disposal, that allow us to store informations about ourselves, and fulfills our greets ambition as human beings: a perfect, or rather quasi-perfect memory. This being consequentially followed by a deep turnover between the mechanisms of memory and oblivion: in analog media era, the action of forgetting is a natural biological process; to memorize, on the other hand, was more difficult and had certain costs. In contemporary digital society remembrance is a default operation, while forgetting has instead become a longer and more difficult process.[:it]Nell&#039;era digitale disponiamo di numerosi strumenti tecnologici che ci consentono di immagazzinare ogni informazione sul nostro conto e di soddisfare la nostra pi\u009d grande ambizione come esseri umani: una memoria perfetta o quasi. Da ci\u0098 consegue un vero e proprio capovolgimento dei meccanismi della memoria e dell&#039;oblio: nell&#039;era analogica dimenticare era un processo biologico e semplice, mentre memorizzare era dispendioso e faticoso; nella societ\u0088 digitale il ricordo \u008f di default mentre l&#039;atto del dimenticare \u008f di gran lunga pi\u009d difficile. 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