{"id":10680,"date":"2010-03-01T12:00:00","date_gmt":"2010-03-01T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-052\/tortuous-visions-of-lu-yang-the-bioart-in-china\/"},"modified":"2020-10-29T11:22:42","modified_gmt":"2020-10-29T10:22:42","slug":"tortuous-visions-of-lu-yang-the-bioart-in-china","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-052\/tortuous-visions-of-lu-yang-the-bioart-in-china\/","title":{"rendered":"Le Visioni Tortuose Di Lu Yang. La Bioarte In Cina"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">La <em>new media art<\/em> nell&#8217;immensa Cina contemporanea, quando \u00e8 presente, tende ad essere molto conservativa: video games ri-progettati, installazioni video interattive semplicistiche, nonch\u00e8 pezzi di <em>sound art<\/em> sono la norma. In alcune nicchie comunque, una nuova ondata di artisti sta spingendo e sviluppando una nuova serie di pratiche artistiche basate soprattutto sull&#8217;estetica del <em>coding<\/em> nonch\u00e8, in modo ancora pi\u00f9 intrigante, sulle pratiche biologiche.<\/p>\n<p>Uno dei leader di questa nuova generazione di artisti che lavora con la <em>bio art<\/em> \u00e8 sicuramente <span class=\"testo_iframebold\">Lu Yang<\/span>, nata nel 1974 a Shanghai e di base ora a Hangzhou, dove ha preso due lauree al dipartimento di Belle Arti della China Academy. I suoi lavori sono stati esposti nei pi\u00f9 importanti spazi alternativi di tutta la Cina, guadagnandosi cos\u00ec il supporto e la stima dei maggiori artisti Cinesi come <span class=\"testo_iframebold\">Zhang Peili, Yao Dajuin, e Wang Changcun<\/span> nonch\u00e8 del curatore <span class=\"testo_iframebold\">Zhang Ga<\/span>.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 francamente sorprendente, specialmente se si pensa all&#8217;estetica oscura e alle provocazioni concettuali sui pi\u00f9 caldi temi sociali, presenti nei suoi lavori. Come molti artisti che lavorano a livello internazionale nel media biologici infatti, anche Lu Yang non \u00e8 estranea alle controversie; ma i suoi interventi all&#8217;interno dell&#8217;ordine politico dei corpi attraverso apparati elettrici, visuali e aurali, sono coraggiosi e pieni di senso critico, rifiutando un&#8217;estetica umanista a favore di una spiegazione rigorosa dell&#8217;insensibilit\u00e0 verso la vita rispetto al s\u00e8 inserito nel sistema della filosofia Cinese.<\/p>\n<p>I suoi lavori migliori e pi\u00f9 interessanti, mutuano sia dallo splendore della fantascienza che dalla storia dell&#8217;immaginario anti-umanista nella tradizione contemporanea di Hangzhou, interrogandosi sulle possibilit\u00e0 di uno sviluppo futuribile collocato all&#8217;interno di un immaginario collettivo derivante sia dalla finzione letteraria che dalla realt\u00e0 concreta.<\/p>\n<p>Forse, questo \u00e8 l&#8217;inizio di una nuova etica della biopolitica, imbevuta della produttivit\u00e0 tipica della sperimentazione e alla ricerca di un&#8217;alternativa all&#8217;ideologia dell&#8217;efficienza, attraverso l&#8217;esplorazione sia delle tecnologie che della vita. Ho fatto il punto con Lu Yang allo scopo di scoprirlo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35828\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-02.png\" alt=\"numero52_Tourtous vision 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Robin Peckham:<\/strong> Cominciamo proprio dagli inizi. Lei \u00e8 nata a Shanghai nel 1984, il che solleva due interrogativi. Primo: che cosa ne pensa dell&#8217;idea di Shanghai come cultura artistica isolata? Gli ultimi anni hanno visto l&#8217;insorgere di un rinnovato interesse per un ideale in voga chiamato &#8220;haipai&#8221;, un stile legato a Shangai che comprenderebbe il video artista Yang Fudong, l&#8217;artista di installazioni Xu Zhen e il pittore concettuale Zhou Tiehai \u0096 tutti artisti di cerchie differenti, ma che tuttavia sono stati riuniti in un singolo movimento. Anche il Suo lavoro \u00e8 riconducibile a questo fenomeno?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> Anche se nata a Shanghai si potrebbe dire che non sono shangainese al 100%, non per motivi genetici ma piuttosto perch\u00e9 ho lasciato la citt\u00e0 per la scuola molto presto. Le idee intellettuali e culturali con le quali sono venuta a contatto provengono da diverse fonti, cos\u00ec da non portarmi mai a considerare il regionalismo come origine o principale componente della mia vita e del mio lavoro come artista. Non credo nemmeno che molti artisti di Shanghai si collocherebbero all&#8217;interno del contesto &#8220;haipai&#8221;: sembra provenire soprattutto dal criticismo esterno.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham:<\/strong> Ha ottenuto sia la laurea triennale che la specialistica all&#8217;istituto di new media art della China Academy of Fine Arts a Hangzhou, una delle due scuole d&#8217;arte di maggior pregio. Che genere di influenza ha avuto questo bagaglio culturale sul suo lavoro?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> Ho trascorso quasi sette anni all&#8217;istituto di new media. Perch\u00e9 sono entrata presto in contatto con l&#8217;arte contemporanea; quando ho fatto la domanda d&#8217;ammissione per la China Academy ero interessata a una produzione artistica diversa, dal carattere pi\u00f9 sperimentale, cos\u00ec l&#8217;istituto di new media fu la scelta migliore che mai potessi fare. Senza entrare in problematiche tecniche, credo che l&#8217;istituto di new media offra qualcosa al di l\u00e0 di ogni altra facolt\u00e0 accademica: prospettive diverse su stili e tecniche artistici.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35829\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-03.png\" alt=\"numero52_Tourtous vision 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Robin Peckham:<\/strong> Con chi ha studiato prevalentemente? La sua ultima mostra individuale al museo di Shanghai \u00e8 stata curata da Zhang Peili, presidente fondatore del l&#8217;istituto e pioniere della video arte in Cina; riesce a descrivere l&#8217;influenza che ha esercitato sulla sua formazione? Che valore attribuisce al suo ruolo nella storia della media art cinese? Tempo fa ho lavorato con lui in galleria e mi piace sempre sapere che cosa pensano i suoi studenti del suo lavoro.<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> Zhang Peili ha curato la mia tesi per la specializzazione e il suo incoraggiamento ha certamente giocato un ruolo importante nella mia produzione: \u00e8 un grande maestroe un grande artista.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham: <\/strong>Quando parlo dell&#8217;istituto di new media non posso fare a meno di pensare ad un altro tema che mi ha sempre affascinato. Molti laureati non utilizzano al termine del proprio percorso formativo dei media tecnologicamente avanzati e alcuni di essi non hanno perfino compreso a pieno le funzioni dell&#8217;informatica di base, tuttavia rimane impressa con evidenza nei loro elaborati una certa impronta sull&#8217;innovazione dei media. E&#8217; il caso di <span class=\"testo_iframebold\">Zhang Liaoyuan<\/span>, dei membri di <span class=\"testo_iframebold\">Small Productions<\/span> e forse di altri. La mia impressione \u00e8 che Lei non appartenga proprio a questa categoria, ma come vede la cosa?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> L&#8217;espressione &#8220;New media&#8221; suona molto innovativa e sofisticata, ma considerando la questione da una prospettiva puramente tecnologica, siamo sempre stati lontani, molto indietro rispetto all&#8217;era avanzata dell&#8217;alta tecnologia. Suppongo che alcuni artisti che ha citato lavorino attraverso un processo formativo che implica la considerazione di tecnica e arte e del rapporto esistente tra i due, mentre altri potrebbero totalmente abbandonare l&#8217;idea di utilizzare la tecnologia o la tecnica all&#8217;interno dell&#8217;arte; tutto \u00e8 possibile.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham: <\/strong>Come ha imparato certe tecniche o in che modo ha iniziato ad interessarti di new media: come \u00e8 nato questo interesse e quale processo ha subito all&#8217;interno e al di fuori dell&#8217;istituto di new media?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> Mi interesso autonomamente di arte e tecnologia, perci\u00f2 non mi costringo a imparare un&#8217;insieme di abilit\u00e0 tecniche solo per via dei miei studi. Infatti, credo che il mio interesse per la scienza superi di molto l&#8217;attrattiva per questa astrazione di &#8220;arte&#8221;. L&#8217;apprendimento \u00e8 un processo naturale, non limitato ai soli corsi di formazione specialistica in qualsiasi materia o alla riduttiva fase di prima conoscenza da sviluppare in modo opportuno.<\/p>\n<p>Il motivo che sta alla base della mia formazione autonoma \u00e8 la mia produzione creativa, cos\u00ec qualunque abilit\u00e0 tecnica il mio lavoro richieda, io svolgo automaticamente le ricerche necessarie. Interessata ai new media? Non credo si possa parlare di un interesse vero e proprio, ma piuttosto di una generale propensione verso tutti i generi di approccio sociale. Il termine new media \u00e8 solo un&#8217;espressione del vocabolario che si riferisce o racchiude questo mio interesse all&#8217;interno del contesto artistico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35830\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-04.png\" alt=\"numero52_Tourtous vision 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Robin Peckham:<\/strong> Ora parliamo di alcuni aspetti pi\u00f9 generali, che ruotano in modo particolare intorno a tecnologia e politica. Tanto per cominciare, per alcuni dei Suoi lavori pi\u00f9 elaborati come ha appreso le tecniche necessarie? Provengono tutte dalle sue stesse mani o si \u00e8 servita di tecnici e assistenti? Ha mai studiato programmazione o biologia?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> Tecnologia e politica? \u00c8 un argomento che non avevo considerato. Mi disinteresso totalmente della politica, fino a quando non influenza i miei stretti interessi concreti. Per quanto riguarda le tecnologie utilizzate nei miei lavori, esse variano da opera a opera. Ad esempio devo solitamente farmi aiutare per programmare i computer e altri apparecchi, ma per la produzione di progetti biologici mi affido solo al mio bagaglio culturale. I semplici problemi con la tecnologia li risolvo da sola per quanto sia possibile, ma a volte devo avere assistenza per problemi particolari.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham:<\/strong>Che dimestichezza ha Lei con i discorsi internazionali contemporanei su biologia e bioarte amatoriale?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> La bioarte mi interessa molto, e sono certa che si capisca guardando i miei lavori. Ho bisogno di continuare a studiare la biologia e l&#8217;anatomia, ampliando la mia conoscenza sulle procedimenti tecnologici pi\u00f9 innovativi, questo \u00e8 il mio obiettivo primario. All&#8217;interno della Cina si sente molto raramente il termine &#8220;bioarte&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham:<\/strong> Ora possiamo parlare un po&#8217; dei suoi ultimi lavori. Il pi\u00f9 lontano nel tempo \u00e8 un&#8217;animazione datata 2006. Guardando indietro a quel lavoro, come vede quell&#8217;energia? In che modo \u00e8 cambiato il suo processo produttivo da allora? Riesce a vedere un&#8217;estetica condivisa con altri animatori giovani di Hangzhou, come<span class=\"testo_iframebold\"> Wu Junyong o Sun Xun<\/span>?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> Penso che quell&#8217;animazione sia stata in realt\u00e0 un compito in classe, e ai tempi mi sono dovuta impegnare moltissimo per concentrarmi sul progetto. Ah, mi ricordo di come fossi ostinata nel lavorare su un progetto cos\u00ec semplice ai tempi. Non credo che lavorer\u00f2 di nuovo con la produzione di un&#8217;animazione, \u00e8 veramente molto faticoso e stancante lavorare in un laboratorio ad alta concentrazione di media, sapendo che ciascun lavoro \u00e8 prodotto del tutto singolarmente. Non sono entusiasta dell&#8217;animazione come stile, di certo non credo di avere un buonissimo rapporto con la cerchia degli animatori di cui tu parli.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham:<\/strong> Poi c&#8217;\u00e8 stato <em>Ghost Bed<\/em> (2006), praticamente una maschera di silicone, con motori piccolissimi sotto di essa, che la muovevano leggermente, mimando la paralisi involontaria generata dagli incubi e altre simulazioni in cui il corpo \u00e8 incontrollabile. C&#8217;era una componente di performance live in quell&#8217;opera? Era un&#8217;installazione interattiva? Che successo ha ottenuto a Basilea al <span class=\"testo_iframebold\">Plug.In Festival<\/span>?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> C&#8217;era uno spettacolo di intrattenimento durante la rassegna che prova la validit\u00e0 della sua domanda, secondo il quale molti spettatori hanno pensato che l&#8217;installazione fosse interattiva, quando in realt\u00e0 la faccia compiva dei movimenti davvero impercettibili e ripetitivi. Se non ci si faceva caso molto attentamente, non si sarebbe detto che la faccia si muovesse del tutto, cos\u00ec molti avevano l&#8217;impressione che l&#8217;installazione interagisse con chiunque vi si avvicinava. Credo sia facile estrapolare da quell&#8217;avvenimento un problema centrale con la cosiddetta &#8220;media art&#8221; in generale: le opere interattive hanno istruito il pubblico a rispondere in modo automatico.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere stato divertente per un po&#8217;, ma ora bisogna riflettere seriamente su questo problema: io non creo mai opere interattive di proposito e non installo mai dei moduli a sensori di nessun genere nei miei lavori, perch\u00e9 credo che se non si attrae il pubblico interagendo in modo naturale, e al contempo eccitandolo fortemente in una certa misura, allora non c&#8217;\u00e8 motivo di contemplare quale genere di gioco si stia facendo per farlo divertire.<\/p>\n<p>Credo che il fenomeno sia evidente in molte opere occidentali di tecnologia avanzata per le quali in qualsiasi modo le si guardi in termini tecnologici o stilistici o di materiale utilizzato sono davvero impressionanti: per cui ci si da&#8217; solo un&#8217;occhiata e poi si passa avanti, non c&#8217;\u00e8 modo di stimolare nel profondo il pensiero o la riflessione: la si pu\u00f2 perfino definire noiosa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35831\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-05.png\" alt=\"numero52_Tourtous vision 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Robin Peckham:<\/strong> In realt\u00e0 mi ricorda un po&#8217; l&#8217;opera di <span class=\"testo_iframebold\">Paul McCarthy<\/span> che attualmente \u00e8 in mostra alla Gagosian Gallery di Londra, <em>Mechanical Pig<\/em> (2003-2005), in cui un maialino di silicone si muove, sedendo sopra un vero e proprio macchinario. Il tema dell&#8217;esibizione \u00e8 l&#8217;eredit\u00e0 artistica lasciata da J.G. Ballard. Mi domando: lei ha studiato l&#8217;opera di Ballard? Che cosa ne pensa della sua visione di Shanghai o della sua fantascienza in generale? Legge mai qualcosa di fantascienza cinese?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> Non ho mai visto quell&#8217;opera di Paul McCarthy, grazie per avermi consigliato J.G. Ballard: dovr\u00f2 leggere di pi\u00f9 sul suo lavoro in futuro. Il mio interesse per le opere di fantascienza \u00e8 relativamente recente e l&#8217;unico scrittore cinese di fantascienza che conosca \u00e8 Ni Kuang (uno scrittore di romanzi di fantascienza e arti marziali molto conosciuto ma poco stimato). Ci sono due film americani di fantascienza che mi sono piaciuti di recente, <em>Moon<\/em> del 2009 e <em>The man from Earth<\/em> del 2007. Ah ah, anche <em>Star Trek<\/em> \u00e8 molto bello. Sto vivendo il momento in cui da appassionata di film horror mi trasformo in una patita di fantascienza a tal punto che Yao Dajuin mi ha presa in giro dicendomi che sto passando dalla religione alla scienza. Credo che d&#8217;ora in poi apparterr\u00f2 alla fase fanatica della vita.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham:<\/strong> Da dove nasce l&#8217;opera <em>Part of Cupboard<\/em> (2007)? Sostanzialmente \u00e8 costituita da molte foto di piante dei piedi che richiamano dei cadaveri di un obitorio inseriti in una griglia; ogni foto \u00e8 stata scattata da un&#8217;angolatura diversa, generando un senso di inquietudine. Come interpreta l&#8217;opera in termini di espressione visuale? Definirebbe il progetto come un archivio di materiale inorganico (o, un tempo, organico)?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> Questa \u00e8 una delle mie opere preferite. In essa mi servo di prospettive diverse per catturare immagini che esprimono un modo di vedere del tutto interessante. Presumo che con &#8220;archivio&#8221; intenda dire un documentario su quelle persone? Con questo lavoro molti spettatori notano certi dettagli, in gran parte perch\u00e9 le immagini di soli piedi che creano una composizione generale dell&#8217;opera permettono congetturare su particolari dettagli di ciascun individuo, come l&#8217;et\u00e0 o la sua storia.<\/p>\n<p>Ma d&#8217;altro canto, io credo che l&#8217;opera vada vista in tutta la sua interezza da lontano, in modo tale che l&#8217;idea di prospettiva che la compone sia efficace e al tempo stesso menzognera all&#8217;interno dell&#8217;effetto visivo bidimensionale. Bisogna osservarla da una distanza di 10 metri e da una posizione direttamente in linea con il suo centro per far s\u00ec che l&#8217;effetto visivo provi la sua efficacia. In caso contrario, esiste un conflitto tra la prospettiva reale dello spazio espositivo e quella dell&#8217;immagine dell&#8217;opera.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-06.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35832\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-06.png\" alt=\"numero52_Tourtous vision 06\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-06.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-06-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Robin Peckham:<\/strong> <em>The Rack<\/em> (2008) sembra un&#8217;installazione di castrazione collettiva, che consiste in un strumento di tortura che stringe i peni e una fotografia dello strumento usato da sei uomini con gli occhi bendati. In realt\u00e0 sembra un po&#8217; divertente, pi\u00f9 vicina al genere di lavoro che il gruppo dello <span class=\"testo_iframebold\">Shuangxi Art Center<\/span> crea, carico di spirito di giovent\u00f9, energia, ribellione e burle. In realt\u00e0, pi\u00f9 di quello che c&#8217;\u00e8 da aspettarsi da artisti laureati presso l&#8217;istituto di new media in generale. In veste di artista che lavora nell&#8217;ambito della new media art in Cina, percepisce mai una certa pressione a questo riguardo? I suoi lavori si approcciano a questi temi?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> In qualit\u00e0 di artista femminile pu\u00f2 capitare a volte di provare un senso di pressione e di ingiustizia. Forse la creazione di quest&#8217;opera ha solo palesato i desideri malvagi nella mia mente. Ma la realizzazione di quest&#8217;opera \u00e8 stata curata nei minimi dettagli \u0096 il design dello strumento di tortura, la verniciatura, la sensazione del dolore e tutti questi passaggi sono stati ultimati con le mie stesse mani. <em>Power of Mind\/Power of Will<\/em> (2008) \u00e8 un&#8217; altra opera sarcastica, che consiste in un video o in una foto, in cui da un paio di occhi escono dei puntatori laser al neon di colore verde che irradiano nella notte.<\/p>\n<p>Poco tempo fa ho lavorato sviluppando quest&#8217; opera in una serie chiamata <em>Power of Will Plan<\/em>. User\u00f2 lo stesso impianto per produrre pi\u00f9 opere che appartengono alla serie, perch\u00e9 penso che il lavoro abbia ancora bisogno di approfondimenti e sviluppi. Forse l&#8217;aspetto interessante di questo lavoro \u00e8 il graduale sviluppo dalla prima versione, che consisteva solo in un&#8217;unica foto con due buchi perforati sugli occhi: il tutto sa molto di tecnologia poco avanzata, che tende a un miglioramento a livello tecnologico. Il mio modo di lavorare in questo caso \u00e8 dendritico o ad albero, che tende quindi ad espandersi e ad allargarsi; non c&#8217;\u00e8 motivo che ciascun lavoro debba mantenere un certo stile, anche se l&#8217;intero progetto dovrebbe riflettere una sensazione generale di paternit\u00e0.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Robin Peckham<\/strong><\/span>: L&#8217;opera <em>Reproductive System Redesign<\/em> (2008) in cui utilizza dei disegni di anatomia di animali e riassegna le didascalie in un ordine senza senso, \u00e8 il primo caso in cui ha usato le illustrazione di un testo medico, stile che ritorna pi\u00f9 volte nelle sue ultime opere. Su questo lavoro sono particolarmente curioso: la sua &#8220;rielaborazione&#8221; \u00e8 portata all&#8217;estremo e all&#8217;irrealt\u00e0, tanto che lo spettatore non ha la possibilit\u00e0 di credere alla veridicit\u00e0 delle definizioni che ha aggiunto. Qual \u00e8 lo scopo di questa contraffazione?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> Lo scopo? Questa \u00e8 stata solo la prima serie di lavori con cui ho cominciato a usare le immagini bidimensionali e i disegni per realizzare opere concettuali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-07.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35833\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-07.png\" alt=\"numero52_Tourtous vision 07\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-07.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-07-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Robin Peckham:<\/strong> In <em>Finger Yoga Group<\/em> (2009), una fotografia che paragona i suoi pollici snodati con quelli di qualcun&#8217;altro con una struttura simile alla sua, l&#8217;opera comunica l&#8217;idea di una biologia bizzarra, della stranezza del corpo. Ma qui il corpo \u00e8 il suo, piuttosto che quello di un vertebrato o di un cadavere. Questo elemento autobiografico \u00e8 importante per lei? Chi \u00e8 l&#8217;altra persona che ha compreso nell&#8217;opera?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang:<\/strong> Non tutte le opere necessitano di una grande struttura di sfondo. Questo pezzo rispecchia i pi\u00f9 piccoli interessi della vita quotidiana; se si ha bisogno di esposizioni ufficiali, immense e ben curate, allora c&#8217;\u00e8 bisogno anche di questo tipo di esibizioni &#8220;di piccola taglia&#8221; per creare opere molto comuni, semplici e sbrigative. L&#8217;altra persona \u00e8 solo qualcuno che riesce a fare la stessa cosa che faccio io\u0085<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham:<\/strong> <em>Fairyland<\/em> (2009) \u00e8 invece una serie video e fotografica, in cui \u00e8 rappresentata una scena utopistica tradizionale cinese deteriorata nel corso del tempo attraverso acquaragia nebulizzata, che appare come una nuvola mistica. Per me questa opera tocca tre temi importanti: la cultura dei media e la mediazione della realt\u00e0, del paradiso e della degradazione. Quale aspetto le interessa di pi\u00f9? Considera il lavoro una critica alla cultura televisiva?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang<\/strong>: L&#8217;opera riprende certamente una direzione particolare della cultura televisiva come l&#8217;idea di questo mondo fantastico che al suo interno rimane eternamente puro. Quel genere di fantasia o di misticit\u00e0 mi fa sempre pensare che se si potesse venire a contatto con il mondo biologico, allora quello fantastico di sicuro morirebbe in qualche modo. I programmi televisivi non trasformano quell&#8217;ambiente fantastico in un set fisico ma lavorano solo con il materiale pi\u00f9 economico: questo genera un paradosso interessante. Penso che ci siano alcune cose che necessitino di essere fisiche. La perdita della spiritualit\u00e0 attraverso la materialit\u00e0 scaturita da questo processo pu\u00f2 rappresentare un annullamento di questo spazio fantastico.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Robin Peckham<\/strong><\/span>: Guarda molta televisione di Hong Kong? L&#8217;estetica qui mi ricorda molto i film di arti marziali ambientati a Hong Kong degli anni &#8217;80 che oggigiorno vengono replicati all&#8217;infinito. Molti <em>media artist<\/em>, specialmente video artist appartenenti a una generazione pi\u00f9 vecchia della sua, si divertono a usare elementi della cultura televisiva, e anche la sua opera <em>Power of Mind<\/em> mi ricorda qualcosa del genere. Ha mai visto qualcosa del genere, compresa<span class=\"testo_iframebold\"> Dara Birnbaum<\/span> e molti altri artisti di quella generazione?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang<\/strong>: <em>Power of Will<\/em> di sicuro attinge all&#8217;immaginario dei film di fantascienza. Per met\u00e0 sperimenta il mondo virtuale di un&#8217;immagine bidimensionale mentre per l&#8217;altra met\u00e0 riesce ad ampliare i suoi confini nello spazio tridimensionale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-08.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35834\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-08.png\" alt=\"numero52_Tourtous vision 08\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-08.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-08-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Robin Peckham:<\/strong> E in termini di fotografia concettuale, come distingue questo genere di lavoro da altri fotografi professionisti cinesi tra cui <span class=\"testo_iframebold\">Wang Qingsong<\/span>, che usa set enormi per creare paesaggi epici fantastici o <span class=\"testo_iframebold\">Chen Wei<\/span> che lavora con scenografie suggestive prive dell&#8217;intervento umano?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang<\/strong>: Non ho alcuna opinione riguardo a questi fotografi e non giudicherei o paragonerei il mio lavoro da quel punto di vista.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham<\/strong>: In <em>Chrisanthemum has Several Centers<\/em> (2009) ha creato un fiore a centri multipli, commentando che fiori di colori diversi rappresentano cose differenti: ad esempio il giallo l&#8217;amicizia, il crisantemo un ano. Quello che ritengo pi\u00f9 interessante di questo lavoro \u00e8 l&#8217;idea della mutazione genetica o di &#8220;next nature&#8221;, nonch\u00e8 il suo concetto simbolico dei colori e l&#8217;allusione diretta alla sessualit\u00e0 intesa come apparato che amplia il contesto di questa idea scientifica verso un ambito pi\u00f9 propriamente culturale. Quale significato attribuisce ai colori e all&#8217;allusione riguardo a questi fiori?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang<\/strong>: Presentando quest&#8217;opera di solito dico che il crisantemo \u00e8 una metafora per l&#8217;ano, e la rapida diffusione di questa metafora su internet ci incoraggia a cambiare la metafora originale in un nome adatto alla cosa in s\u00e9 stessa. Il mio esperimento in questo caso coinvolge l&#8217;alterazione biologica del crisantemo, interrogandosi sull&#8217;eventualit\u00e0 che questa forma di vita alterata possa o meno indurre il pubblico ad immaginare qualche relazione con l&#8217;ano. La metafora del crisantemo \u00e8 spesso usata nei concerti tra omosessuali maschi e ho utilizzato questo preconcetto legato alla cultura gay ampliandone la portata verso il fenomeno fisico. Il lavoro forse raccoglie alcuni di questi sentimenti disparati, illeciti o politicamente scorretti.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham<\/strong>: <em>Look, the Soundscape of Shanghai City<\/em> (2009) \u00e8 una cassetta che trasmette <em>field recordings<\/em> raccolte a Shanghai in un luogo simile in Europa. Questo mi ricorda un po&#8217; l&#8217;installazione di <span class=\"testo_iframebold\">Jin Jiamgbo<\/span> di diversi anni fa, che ai tempi ho aspramente criticato: un pozzo digitale attraverso cui i visitatori di Shanghai potevano vedere quelli di Copenhagen credo, e vice versa.<\/p>\n<p>La differenza sta nel fatto che quello di Jin Jiangbo mi \u00e8 sembrato un progetto diplomatico sostenuto dal governo in un museo per bambini (che pi\u00f9 o meno lo era veramente), mentre lei sembra pi\u00f9 interessata all&#8217;estetica della presentazione. Le interessa l&#8217;aspetto della comunicazione a lunga distanza? Che genere di suono si \u00e8 trovata a usare? E&#8217; stato registrato in tempo reale con la fine con cui \u00e8 stato riproposto? L&#8217; elemento autentico \u00e8 importante per lei o ha dovuto servirsi di aggiuntivi effetti sintetici?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang<\/strong>: La mostra che \u00e8 stata prodotta per questo pezzo era un evento a tema che si tenuto a Vilnius, ed era di &#8220;giovani artisti di Shanghai su Shanghai&#8221;. L&#8217;opera di Jin Jiangbo aveva anche i vincoli tematici che ruotavano intorno alla comunicazione tra un sindaco di provincia francese e la gente di Shanghai. Io invece prendo Shanghai come area di produzione e utilizzo un oscilloscopio per presentare la produzione sonora, ma si pu\u00f2 utilizzare la stessa installazione per presentare ogni genere di suono. Non appena il materiale audio diventa visivo, perde tutta la sua specificit\u00e0.<\/p>\n<p>E&#8217; come con gli effetti usati da qualche artista attraverso semplici processi di programmazione, in cui il suono \u00e8 trasformato in una visione astratta. Si pu\u00f2 dire al pubblico da dove la visualizzazione provenga e tutti pensano che debba essere molto interessante, ma anche se si mente al pubblico non c&#8217;\u00e8 modo di dimostrarlo. Se si vuole trasformare l&#8217;immagine in un suono, \u00e8 inevitabile che si verifichino delle perdite o dei travisamenti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-09.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35835\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-09.png\" alt=\"numero52_Tourtous vision 09\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-09.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-09-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Robin Peckham<\/strong>: In <em>Family DIY Teaching Graphic<\/em> (2009), in cui rappresenta esecuzioni come l&#8217;uccisione del suo stesso capezzolo, si impegna nella asfissia autoerotica e crea una maschera erotica delle sue mestruazioni, quello che trovo interessante \u00e8 l&#8217;uso di un libro medico o delle istruzioni di salvataggio di un aereo per giocare con un certo numero di situazioni biologiche e perverse. Per caso, questo format visivo ha qualche significato particolare per lei?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang<\/strong>: Trovo questo stile interessante per la sua capacit\u00e0 di nascondere delle cose che la massa delle persone giudicherebbe &#8220;perverse&#8221; all&#8217;interno di un&#8217;opera d&#8217;arte, nonch\u00e8 per il fatto che mette in mostra cose con uno stile elegante.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham<\/strong>: Pu\u00f2 spiegare come concepisce i valori di istruzione, controllo, conoscenza e potere all&#8217;interno di questa serie?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang<\/strong>: Il mio interesse in questi termini sta in gran parte nel controllo delle entit\u00e0 biologiche, ad esempio mi piacciono molto le teorie sul modo di comportarsi. La struttura di queste opere dovrebbe esprimere le mie conoscenze e le mie opinioni su queste tematiche; esprimere questi concetti a parole non direbbe di pi\u00f9 delle immagini che le opere stesse trasmettono.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham<\/strong>: Nell&#8217;installazione <em>Happy Tree<\/em> (2009) rane, tritoni, gamberetti e pesci &#8220;danzano&#8221; a tempo di una corrente elettrica che fa passare attraverso l&#8217;ambiente acquatico mentre i loro movimenti vengono proiettati su uno schermo video. Qui gli esseri viventi sono usati come materiale primario, quindi la domanda pi\u00f9 ovvia \u00e8: trova qualche problema etico o morale nella sua produzione? Sono questi i generi di temi che vuole mettere in primo piano?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang<\/strong>: Di sicuro questa installazione pu\u00f2 essere controversa, quindi devo sottolineare che non metter\u00f2 mai pi\u00f9 in mostra quest&#8217;opera. Credo di essermi comportata in modo sbagliato nella produzione di certi elementi. Attraverso l&#8217;opera lo spettatore pu\u00f2 provare che, nonostante io presti attenzione a non uccidere alcuna forma di vita, compresi gli insetti che mi danno fastidio, nel processo di creazione di questo pezzo mi sono torturata per la paura di dover far del male a questi animali. Lo spettatore dovrebbe capire che la mia determinazione qui consiste nell&#8217;allestimento del mio stesso lavoro. Sono capace di usare la corrente elettrica per unire le espressioni esteriori e i movimenti di un certo numero di animali; questo genere di forza \u00e8 estremo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-10.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35836\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-10.png\" alt=\"numero52_Tourtous vision 10\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-10.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-10-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Robin Peckham<\/strong>: Che cosa pensa della tortura e del dolore in generale? E che mi sa dire dell&#8217;elettroschock utilizzato in terapia? Non sono del tutto certo di come la pensa il popolo cinese oggi, ma la sua opera si \u00e8 ispirata a quel fenomeno?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang<\/strong>: La tortura e la crudelt\u00e0 possono palesarsi a volte nei lavori, ma sempre come un comportamento negativo, un effetto collaterale.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham<\/strong>: Credo che <em>Happy Tree<\/em> esprima due punti di interesse importanti che appaiono ripetutamente nelle opere di vari laureati al l&#8217;istituto di new media di Hangzhou. Il primo \u00e8 un&#8217;estetica caotica e complessa di macchinari e cavi esposti e il secondo un forte anti-umanesimo: un sistema puramente inorganico o tecnologico che produce una certa visione di fantascienza. Percepisce queste due componenti nelle sue opere? Come vede la loro interrelazione?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang<\/strong>: Lei fa riferimento a una estetica di macchinari di cui sono molto innamorata in una certa misura, specialmente con l&#8217;estetica del cyborg: uomo e macchina, biologico e sintetico, approcciati da una prospettiva di stile, facilmente creano un&#8217; ossessione. Penso che lo stile e il materiale di <em>Happy Tree<\/em> funzionino molto bene.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham<\/strong>: <em>Dictator<\/em> (2009) \u00e8 un&#8217;opera simile e che deriva da <em>Happy Tree<\/em>, una composizione video il cui lavoro di sound art \u00e8 stao prodotto da Wang Changcun. Che genere di differenza esiste in termini di elaborazione o tecnica? La colonna sonora \u00e8 stata composta prima dell&#8217;elemento visivo o l&#8217;audio \u00e8 stato creato per accompagnare il video? Che cosa pensa della componente sonora aggiunta nell&#8217;opera? Per caso l&#8217;estetica dell&#8217;arte sonora contenuta all&#8217;interno del pezzo si ricollega alle idee di controllo biologico e di &#8220;dittatura&#8221;?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang<\/strong>: Quest&#8217; opera \u00e8 stata creata dopo che avevo deciso che di non esibire pi\u00f9 <em>Happy Tree<\/em>, e ho quindi dovuto cercare un modo per completare l&#8217;opera includendo anche gli animali. Ai tempi <em>Happy Tree<\/em> era rimasta incompleta nella mia mente e pensavo che ci fossero molte risorse legate all&#8217;opera che dovevano essere ancora portate avanti. Sentivo anche che il lavoro doveva essere concluso, cos\u00ec ho scelto di creare un video musical,: anche se devo porgere le mie pi\u00f9 sentite scuse per aver usato la corrente elettrica per creare il video.<\/p>\n<p><strong>Robin Peckham<\/strong>: Come ha vissuto la collaborazione con Wang Changcun?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang<\/strong>: I miei hobby spaziano diversi ambiti e la sound art mi coinvolge molto: inoltre Wang Changcun \u00e8 un mio amico stretto e al contempo un idolo! Prende molto seriamente il suo lavoro e ogni volta che vado a trovarlo e lo osservo mentre lavora mi sento orgogliosa di lui: vederlo all&#8217;opera stimola la mia produzione. Penso che la sua musica elettronica sia la migliore di tutta la Cina: ai tempi della nostra collaborazione lo interessava molto la musica dance, cos\u00ec mi disse che non ci sarebbero stati problemi, mi chiese: &#8220;Vuoi qualcosa stile Alva Noto o Ryoji Ikeda? Anche opere di autecologia! Su misura per le tue richieste!&#8221; Io dissi: &#8220;Oh, allora potresti farlo anche stile WangCC&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-11.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35837\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-11.png\" alt=\"numero52_Tourtous vision 11\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-11.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-11-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Robin Peckham<\/strong>: Infine, vorrei parlare della sua ultima serie <em>Plans for Cooperation with Science Teams<\/em> (2009). Pensa che esista la possibilit\u00e0 di realizzare ciasuno di questi progetti? Come opere d&#8217;arte, che differenza c&#8217;\u00e8 tra lasciare che restino dei progetti e invece realizzarli? C&#8217;\u00e8 differenza quindi tra arte concettuale e new media? E&#8217; attualmente in cerca di assistenti scientifici? Se riuscisse a trovare un team volenteroso di collaborare, come si muoverebbe per portare avanti il lavoro? In generale, che cosa pensa della collaborazione tra esperti di tecnologia e artisti, come nel caso di progetti del calibro di <span class=\"testo_iframebold\">Cao Fei<\/span>? Che rapporto c&#8217;\u00e8 tra la ricerca e gli aspetti teorici di questi lavori e la loro realizzazione?<\/p>\n<p><strong>Lu Yang<\/strong>: Attualmente sto preparando il quarto programma delle installazioni <em>Plans for Cooperation with Science Teams<\/em>, intitolato<em> Ultimate Transduction<\/em>. Ogni programma necessita di un lungo intervallo tra progettazione e produzione e una lunga preparazione prima che venga realizzato, a tal punto che la preparazione che sta dietro il lavoro dovrebbe mantenere un certo rapporto di negativit\u00e0 verso una natura sperimentale del progetto. Durante la realizzazione del primo programma <em>Kraftmaus Mouse Destre Orchestra,<\/em> ho chiamato anonimamente un professore conosciutissimo di neurobiologia di un istituto molto qualificato per porgli domande su un problema tecnologico, ma lui si pose con indifferente distacco.<\/p>\n<p>Ai tempi registravo avatar multipli e scaricavo spudoratamente una quantit\u00e0 di dati e materiali sugli esperimenti scientifici di professionisti internazionali per affrontare in modo migliore il problema, nonch\u00e8 comprando manuali che insegnavano a fare gli esperimenti e leggendoli dalla prima all&#8217;ultima pagina.<\/p>\n<p>La realizzazione del secondo programma <em>Riverse Bionic Tendon Carnival<\/em>, \u00e8 stata invece semplice. Ho solo dovuto comprare i diversi membri di animali per cominciare a effettuare esperimenti, producendo un&#8217;immensit\u00e0 di documenti. Poi sono andata a visitare i diversi parchi di divertimenti di Shanghai e Hangzhou per fotografare i loro macchinari; quando venivo fermata dalle guardie di sicurezza mostravo il mio lato femminile per guadagnare simpatia cos\u00ec da riuscire a portare a casa le foto.<\/p>\n<p>Per il terzo programma <em>Zombie Music Box Underwater Frog Ballet<\/em>, nonostante abbia trovato molti video di esperimenti di quel genere, volevo ancora mettermi alla prova prima di cominciare la realizzazione, cos\u00ec ho preso le rane morte e al contempo facevo esperimenti e stilavo i documenti. Gli esperimenti mi hanno permesso di ottenere prove finali e di completare il lavoro in modo soddisfacente. Se qualcuno mettesse in discussione la realizzazione di questi programmi possiedo prove sufficienti per fugare ogni dubbio. Mi approccio a ciascun lavoro con rigore e precisione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-12.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35838\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-12.png\" alt=\"numero52_Tourtous vision 12\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-12.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_Tourtous-vision-12-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Dal 2007 dopo il ripetuto fallimento del progetto di fecondare un topo, ho veramente vissuto sulla mia pelle la fragilit\u00e0 della collaborazione tra arte e biologia, e ho constatato la possibilit\u00e0 quasi nulla di collaborare. In realt\u00e0 non ho grandi speranze di farmi assistere da un team scientifico; almeno in Cina, \u00e8 un&#8217;idea molto difficile da mettere in pratica. Quindi dire che in Cina esista la bioarte vale a dire che esiste &#8220;una bioarte non tecnologicamente avanzata&#8221;. L&#8217;artista non ha un suo laboratorio e non pu\u00f2 entrare in quelli pi\u00f9 professionali; il destino del mio progetto pu\u00f2 rimanere nell&#8217;assurdo, e nella dimensione stagnante della bioarte cinese.<\/p>\n<p>Inoltre, questi lavori sono nati contro certi limiti morali ed etici; se rimangono esplicitamente &#8220;artistici&#8221;, su di un piano bidimensionale, allora possono essere messi in mostra pi\u00f9 a lungo senza venir &#8220;armonizzati&#8221; (un eufemismo per dire sottoposti a censura dal governo). Ci\u00f2 rappresenta anche un progresso fatto rispetto alle installazioni precedenti che facevano del male agli animali.<\/p>\n<p>Comunque, la possibilit\u00e0 di collaborare con un team scientifico non esiste, e <span class=\"testo_iframebold\">Zhang Ga<\/span> (nuovo curatore di media affiliato al National Art Museum of China) sta lavorando sodo per promuovere questa possibilit\u00e0 di lavorare in tutte le discipline. Sto solo aspettando i frutti del suo lavoro!<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/artluyang.blogbus.com\/c2704223\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/artluyang.blogbus.com\/c2704223\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La new media art nell&#8217;immensa Cina contemporanea, quando \u008f presente, tende ad essere molto conservativa: video games ri-progettati, installazioni video interattive semplicistiche, nonch\u008f pezzi di sound art sono la norma. 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