{"id":10677,"date":"2010-03-01T12:00:00","date_gmt":"2010-03-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-052\/the-meaning-of-a-sound-place-g-bohme-the-aesthetics-of-the-atmosphere\/"},"modified":"2020-10-29T11:22:11","modified_gmt":"2020-10-29T10:22:11","slug":"the-meaning-of-a-sound-place-g-bohme-the-aesthetics-of-the-atmosphere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-052\/the-meaning-of-a-sound-place-g-bohme-the-aesthetics-of-the-atmosphere\/","title":{"rendered":"Il Senso Acustico Di Un Luogo. Gernot Bohme E L&#8217;estetica Dell&#8217;atmosfera"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p class=\"testo_iframebold\"><strong>Sentire lo spazio: testa, orecchio o corpo?<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Il tema dello spazio \u00e8 uno dei cardini dell&#8217;indagine filosofica che si rivolge al mondo esperito dal soggetto in termini di conoscenza percettiva; la finalit\u00e0 quindi non \u00e8 mai quella metrologico-scientifica di analisi del mutamento, ma il tentativo di chiarificazione della comune comprensione sensibile dei dati che il mondo esterno offre a chi lo incontra. Detto questo, lo spazio, nelle due forme fondamentali con cui la filosofia lo ha indagato, da un lato lo <em>spatium<\/em> cartesiano inteso come intervallo dall&#8217;altro il <em>topos<\/em> o luogo aristotelico, non ha mai smesso di essere un tema attuale. Nel dibattito estetico pi\u00f9 recente, che si sta muovendo in Germania e in Italia, \u00e8 emerso nuovamente con forza cercando una nuova via d&#8217;indagine che si distacchi dalle due precedenti.<\/p>\n<p align=\"left\">Lo sviluppo della ricerca, teoretica e scientifica, dal Novecento fino agli ultimi anni<span class=\"testo_iframebold\"> [1]<\/span>, pone sempre pi\u00f9 in luce il soggetto attraverso parametri relazionali e contestuali nei confronti dell&#8217;ambiente circostante. L&#8217;intreccio relazionale si forma a partire dal venir meno del dualismo: la mancata astrazione di un soggetto, una mente, che si oppone ad un oggetto, fondamentalmente materia, da conoscere e analizzare. Cos\u00ec facendo le percezioni sensoriali si smarcano dalla critica razionalistica che le relegava nell&#8217;ambito della clandestinit\u00e0 per conquistare il valore di conoscenza fondata sull&#8217;immediatezza e presa di coscienza della presenza soggettiva nell&#8217;ambiente.<\/p>\n<p align=\"left\">Lo spazio stesso si sposta dallo <em>spatium<\/em> cartesiano, intervallo misurabile, a quello della nostra presenza corporea, alla nozione quindi di spazio atmosferico. In questo senso \u00e8 significativa, sia per il percorso di riabilitazione sensoriale cui si \u00e8 accennato sia per il fondamento teoretico del discorso di <span class=\"testo_iframebold\">Gernot B\u00f6hme<\/span> sull&#8217;atmosfera, l&#8217;<em>Estetica<\/em> di <span class=\"testo_iframebold\">Alexander Gottlieb<\/span> <span class=\"testo_iframebold\">Baumgarten<\/span>. Questi svolge un lavoro prima di tutto terminologico, estetica come scienza della percezione sensibile, e poi gnoseologico-ontologico, attribuendo ai sensi una logica e con essa la possibilit\u00e0 di costituirsi come via alla conoscenza: gnoseologia inferior, rispetto alla logica razionale <span class=\"testo_iframebold\">[2]<\/span>.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag52\/articoli\/img\/elettronica_simonebroglia02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\">Lo stesso approccio &#8220;sensibile&#8221; caratterizza la recente indagine di <span class=\"testo_iframebold\">Gernot B\u00f6hme<\/span>, filosofo tedesco che proviene da studi di fisica. Nei suoi testi e nelle sue teorie rientrano differenti stimoli appartenenti alla storia della filosofia: Baumgarten e la riabilitazione della sensibilit\u00e0; la tradizione fenomenologica di derivazione goetheana, che vede in pensatori come <span class=\"testo_iframebold\">Johannes Johann Von Uexk\u00fcll<\/span> e il suo concetto di <em>Umwelt <\/em>un importante punto di vista sul rapporto uomo-natura; il modo Benjaminiano di trattare tutta quella serie di percezioni, tipicamente novecentesche, dove l&#8217;oggetto si mostra a distanza; il concetto di <em>affordance<\/em> Gibsoniana, ovvero la teoria secondo cui la conformazione geometrica dell&#8217;oggetto, percepita visivamente, indica i possibili modi di relazionarsi con esso <span class=\"testo_iframebold\">[3]<\/span>.<\/p>\n<p align=\"left\">Da queste battute iniziali penso si possa comprendere come lo spazio non venga visto come un sostrato comune a tutto ci\u00f2 che ha forma, astraendone la funzione, ma come qualcosa di modellabile, deformabile e modificabile a seconda del punto di vista in cui ci poniamo. Lo spazio \u00e8 ambiente reale e realmente esperito a livello affettivo, cio\u00e8 per utilizzare le parole stesse del filosofo: <span lang=\"en-GB\"><em>The space of moods is the space which, in a sense, attunes my mood, but at the same time it is the extendedness of my mood itself. The space of actions is the space in which I can act, but also the scope of my possibilities.The space of perceptions is the space in which I perceive something, but also the expansion of my involvement with things<\/em><\/span> [4]<span lang=\"en-GB\">.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\">Ecco emergere il tema della relazione con lo spazio attraverso un senso situazionale e comportamentale cui precedentemente si accennava. Da un lato il fatto che gli elementi caratterizzanti un ambiente si trovano a formare un momento figurale complessivo che ha la stessa valenza dei momenti singoli, dall&#8217;altro che la percezione del complesso si fonda su reazioni imago-motorie semiconsce nel soggetto che partecipa all&#8217;ambiente in modo sinestesico. L&#8217;atmosfera dunque, un concetto tanto immediato e allo stesso tempo, proprio per questo, difficile da tematizzare, \u00e8 uno stato emotivo-affettivo indotto da determinati fattori ambientali dove viene meno la presa oppositiva del soggetto staccato dall&#8217;ambiente, per lasciare il posto alla massima continuit\u00e0 fra i due [5].<\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\">L&#8217;ambiente che vuole studiare B\u00f6hme \u00e8 il luogo reale dell&#8217;interazione tra i soggetti e gli oggetti che in esso si muovono animandolo e costituendo delle relazioni dirette o indirette: quindi la scelta del punto di vista per la percezione dello spazio non \u00e8 ottica, ma \u00e8 sinestetica e ha come elemento essenziale l&#8217;aspetto qualitativo legato al &#8220;come&#8221; ci sentiamo in quel luogo.<\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\">Il rapporto d&#8217;interazione uomo-ambiente non viene ricercato da B\u00f6hme in contesti primari, dove la stratificazione culturale e tecnologica non ha imposto i propri dettami, ma, e questo \u00e8 il pregio del discorso fatto dal filosofo di Darmstadt, proprio nella capacit\u00e0 applicativa che, concentrandosi su dati percettivi ed emotivi, non si fossilizza nella ricerca di giudizi di valore n\u00e9 sulla legittimit\u00e0 dell&#8217;utilizzo della tecnologia. Stare nell&#8217;ambiente significa essere percorsi da sensazioni di diverso tipo, che si legano alla memoria come alle nostre proiezioni future e che riempiono di senso il nostro stare.<\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_The-meaning-of-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35805\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_The-meaning-of-03.png\" alt=\"numero52_The meaning of 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_The-meaning-of-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_The-meaning-of-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Quasi una questione acustica. Dove suona l&#8217;ambiente?<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Muovendo l&#8217;asse del discorso sul dato acustico, spero si possa notare chiaramente fin da qui come un&#8217;estetica che si qualifica come lo studio dello stare in un ambiente abbia non poche qualit\u00e0 che la rendono materia d&#8217;interesse e griglia con cui analizzare il mondo contemporaneo. Sia da un punto di vista pi\u00f9 generale delle condizioni di vita dell&#8217;individuo sia come metodo di lettura che permette di affrontare le nuove forme d&#8217;arte dove la presenza della tecnologia si fa sempre pi\u00f9 fondamentale proprio ai fini di una rielaborazione e rimodellamento del rapporto con lo spazio.<\/p>\n<p align=\"left\">Innanzitutto per\u00f2, rifacendosi alla situazionalit\u00e0 e al modo di rapportarsi con l&#8217;ambiente, \u00e8 utile sottolineare subito che il primo imprinting sonoro-ambientale \u00e8 quello prenatale ed endouterino che il bambino, nella particolare situazione di assenza di bisogni, ascolta attraverso la vibrazione dei battiti cardiaci, dei rumori intestinali, della voce materna e di cui porter\u00e0 con s\u00e9 un legame affettivo unito a quel determinato timbro. Fin dalla fase prenatale lo stare in un ambiente caratterizzato a livello sonoro diviene elemento fondamentale nella determinazione degli stimoli emotivi e conca di risonanza della percezione del nostro stato, positivo o negativo, appagante o di bisogno.<\/p>\n<p align=\"left\">Si cerchi per\u00f2 di andare pi\u00f9 a fondo ed esplicitare la capacit\u00e0 di un suono di drammatizzare uno spazio e dell&#8217;individuo di reagire differentemente nei confronti dell&#8217;ambiente <span class=\"testo_iframebold\">[6]<\/span>.<\/p>\n<p align=\"left\">Poniamo di camminare di notte lungo una strada deserta in due differenti contesti, uno urbano e uno campestre. L&#8217;avvicinarsi del rumore di una macchina a tutta velocit\u00e0 smuove una situazione di stasi acustica dove l&#8217;emergenza percettiva di quel rumore si presenta tutto sommato con caratteristiche identiche: ci\u00f2 che colpisce \u00e8 il rombo del motore che aumenta e che viene verso di noi.<\/p>\n<p align=\"left\">Nel primo caso per\u00f2 la reazione emotiva di preoccupazione veicolata dal nostro stare in quell&#8217;ambiente sar\u00e0 pi\u00f9 o meno attenuata dalla coscienza di presenza umana all&#8217;interno dei palazzi oppure dalla situazione di una maggiore visibilit\u00e0 grazie all&#8217;illuminazione cittadina. Nel secondo invece l&#8217;ambiente che non offre ripari, n\u00e9 presenza umana nei paraggi, n\u00e9 illuminazione, insomma decisamente inospitale e anomalo per le passeggiate notturne, porta da subito a caricare affettivamente quel rumore con uno stato di preoccupazione per gli sviluppi possibili di un avvertimento cos\u00ec caotico e sinistro.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag52\/articoli\/img\/elettronica_simonebroglia06.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\">L&#8217;atmosfera sonora dunque si colloca in una posizione interstiziale, tra il soggetto e l&#8217;oggetto: non \u00e8 dovuta solo al dato sonoro percepito, il rumore della macchina, n\u00e9 legata solo al gesto dell&#8217;immaginazione di un soggetto che attribuisce ad uno stimolo uno stato d&#8217;animo. Come dice B\u00f6hme, le atmosfere sono &#8220;sensazioni quasi oggettive riversate nello spazio&#8221; <span class=\"testo_iframebold\">[7]<\/span>, mettendo da un lato in crisi il piano ontologico: sono intersoggettive, ma allo stesso tempo non oggettive perch\u00e9 non risiedono in qualit\u00e0 che l&#8217;oggetto ha indipendentemente dal soggetto; dall&#8217;altro ponendole come interessante fenomeno che scardina i piani fissi di soggetto e oggetto e di produzione-ricezione.<\/p>\n<p align=\"left\">Infatti rapportate al tema del paesaggio sonoro, sia reale che virtuale, si pu\u00f2 osservare con chiarezza come la loro percezione e produzione, non riguardino mai la specifica ontologia oggettuale, cio\u00e8 le caratteristiche oggettive dell&#8217;oggetto che ne permettono la conoscenza, ma la sua emanazione, cio\u00e8 delle qualit\u00e0 mediante cui si diffonde o irradia nello spazio <span class=\"testo_iframebold\">[8]<\/span>.<\/p>\n<p align=\"left\">Proprio grazie a quest&#8217;orientamento estatico emerge la loro importanza per la sperimentazione artistica contemporanea, non solo per l&#8217;utilizzo delle molteplici possibilit\u00e0 di diffusione spaziale, ma soprattutto per la volont\u00e0 di scontornare un suono o un paesaggio sonoro e vederne la sua presenza scenica e la reazione dell&#8217;ascoltatore, portandolo verso una successione di atmosfere contrastive, oppure guidandolo verso una percezione ingressiva.<\/p>\n<p align=\"left\">Rispetto infatti alle teorie associative che hanno caratterizzato il rapporto tra musica ed emotivit\u00e0, la teoria delle atmosfere parte da un assunto di relazione corpo-suono che \u00e8 tanto basilare quanto essenziale: il suono \u00e8 la modificazione dello spazio esperito con il corpo, cio\u00e8 un suono \u00e8 in grado di plasmare la posizione emotiva dell&#8217;ascoltare nell&#8217;ambiente. In questo caso allora \u00e8 significativa l&#8217;esperienza di molta musica contemporanea, non solo concretista, che parte da registrazioni di ambienti reali non tanto per dimostrare che ad ognuno di essi corrisponde un suono, ma che il suono descrive uno spazio &#8220;di vita&#8221; compreso in modo immediato dagli abitanti e condensato e ricomposto per chi a quelle sonorit\u00e0 non \u00e8 abituato <span class=\"testo_iframebold\">[9]<\/span>.<\/p>\n<p align=\"left\">Non solo, si affaccia alla discussione anche la tendenza contemporanea della sperimentazione tecnologica e musicale ad escludere il ruolo della partitura come il modo migliore per comprendere la musica, riabilitando invece l&#8217;immersione diretta e sensoriale con i dati sonori. Il tratto innovativo, infatti, dell&#8217;approccio estetico di Gernot B\u00f6hme consiste nel provare ad intrecciare attraverso uno stato primario di ordine contesto-situazionale la possibilit\u00e0 che il soggetto ha di percepire il luogo come un&#8217;interazione mediata dalla spazialit\u00e0 stessa dei suoni che lo percorrono e lo caratterizzano <span class=\"testo_iframebold\">[10]<\/span>.<\/p>\n<p align=\"left\">In questo modo viene meno la necessit\u00e0 della musica di essere fatta dall&#8217;uomo, quindi tutte le discussioni sulla tecnica e l&#8217;artificialit\u00e0 delle tecnologie, e in secondo luogo si ridefinisce il significato di musica come esperienza che pone al centro l&#8217;ascolto di una determinata atmosfera acustica.<\/p>\n<p align=\"left\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_The-meaning-of-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35806\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_The-meaning-of-05.png\" alt=\"numero52_The meaning of 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_The-meaning-of-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/numero52_The-meaning-of-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Proprio su questo punto si intreccia la relazione tra un nuovo statuto della musica o delle esperienze d&#8217;ascolto e il nuovo statuto della sensibilit\u00e0 ed emotivit\u00e0 che il filosofo rintraccia nella percezione spaziale. Lo sviluppo della tecnologia e la sua applicazione ha portato sempre pi\u00f9 verso la creazione di forme d&#8217;arte esplicitamente dialoganti tra loro e volontariamente instabili. Un felice esempio di questo \u00e8 il connubio tra lo spazio architettonico e i suoni: agli albori della digitalizzazione si pu\u00f2 vedere nel <em>Prometeo<\/em> di <span class=\"testo_iframebold\">Luigi Nono<\/span> la volont\u00e0 di non cedere mai alla stabilit\u00e0 di questo rapporto, ma di usare sempre un tono emotivo di trasmettere la totalit\u00e0 dell&#8217;ambiente e veicolarla attraverso gli stimoli percettivi di differenti qualit\u00e0 sonore .<\/p>\n<p align=\"left\">Occorre precisare la posizione ancora di <span class=\"testo_iframebold\">B\u00f6hme<\/span> su un ultimo punto che oltre a chiudere la sua disamina sull&#8217;atmosfera acustica \u00e8 allo stesso tempo il pi\u00f9 complesso. All&#8217;interno del normale ascolto, i segnali sonori contribuiscono a farci conoscere lo spazio attorno a noi, e attraverso le loro caratteristiche diffusive e vibratorie ci informano riguardo l&#8217;oggetto che li ha emessi. La corrispondenza tra la spazialit\u00e0 del corpo risonante e quella del suono prodotto, sorretta fenomenologicamente da una struttura logica, costituisce la fonte del riconoscimento <span class=\"testo_iframebold\">[11]<\/span>.<\/p>\n<p align=\"left\">Il punto per\u00f2, secondo il filosofo, \u00e8 piuttosto che i suoni e il loro carattere diffusivo si staccano dall&#8217;oggetto che li ha prodotti e dalla sua specifica spazialit\u00e0 per acquisirne una propria. L&#8217;elettronica in questo \u00e8 stata significativa nel rendere conto del fatto che gli spazi acustici esistono in quanto tali e non per forza in relazione alla spazialit\u00e0 reale.<\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;ascolto impone un&#8217;apertura dove possano introdursi eventi acustici, o meglio un&#8217;estensione: la domanda di Cartesio su dove avvenisse la percezione di un sasso toccato col bastone, trova risposta, attraverso B\u00f6hme, nello stare fuori del soggetto e nella capacit\u00e0 corporea di estendere il proprio spazio percettivo. L&#8217;insieme dei suoni reali che caratterizza il paesaggio sonoro entra in risonanza con il nostro spazio corporeo contribuendo a modificarlo e modellarlo <span class=\"testo_iframebold\">[12]<\/span>.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag52\/articoli\/img\/elettronica_simonebroglia05.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<hr \/>\n<p class=\"testo_iframebold\" align=\"left\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[1]<\/strong> &#8211;\u00a0A questo proposito \u00e8 interessante vedere nello studio delle neuroscienze come il gesto, il tono di voce, la musica, lo schioccare delle dita e l&#8217;ambiente circostante diventino la palestra dove avviene l&#8217;apprendimento. Si veda Rizzolatti-Sinigaglia, <em>So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio<\/em>, Cortina, Milano 2006 e per gli aspetti pi\u00f9 musicali, Bencivelli, <em>Perch\u00e9 ci piace la musica. Orecchio, emozione, evoluzione<\/em>, Sironi, Milano 2007.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[2] <\/strong> &#8211; Per una conoscenza primaria di questi temi si vedano: Oph\u00e4lders, <em>Filosofia arte estetica<\/em>, Mimesis, Milano 2008 e Tedesco, &#8220;\u00c4sthetische Arbeit. L&#8217;estetica atmosferica di Gernot B\u00f6hme e l&#8217;attualit\u00e0 della retorica&#8221;, in Messori, <em>Dire l&#8217;esperienza estetica<\/em>, Aesthetica Praeprint, http:\/\/www.unipa.it\/~estetica\/download\/Messori.pdf<\/p>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p align=\"left\"><strong>[3] <\/strong> &#8211; Avendolo citato, si veda a questo proposito la critica basata sulla comprensione d&#8217;atto e funzione dell&#8217;oggetto che portano a questa teoria Rizzolatti-Sinigaglia, <em>So quel che fai<\/em>, op. cit., p. 38.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p align=\"left\"><strong>[4] <\/strong><span lang=\"en-GB\">B\u00f6hme, <\/span><span lang=\"en-GB\"><em> &#8211; The Space of Bodily Presence and Space as a Medium of Representation<\/em><\/span><span lang=\"en-GB\">, http:\/\/www.ifs.tu-darmstadt.de\/fileadmin\/gradkoll\/Publikationen\/space-folder\/pdf\/Boehme.pdf, p.5.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p align=\"left\"><strong>[5]\u00a0<\/strong> &#8211; Su questo modo di percepire l&#8217;ambiente e le situazioni il Novecento \u00e8 colmo di esempi, basti pensare a Proust. Ma fondamentale a mio parere \u00e8 la lettura di uno dei testi pi\u00f9 intimi e legati ai luoghi di Benjamin, <em>Infanzia berlinese. Intorno al millenovecento<\/em>, Einaudi, Torino 2007.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p align=\"left\"><strong>[6]<\/strong> &#8211;\u00a0Ricordando sempre per\u00f2 che la familiarit\u00e0 con l&#8217;ambiente gioca un ruolo primario nello stimolo emotivo.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p align=\"left\"><strong>[7]\u00a0<\/strong> &#8211; B\u00f6hme, &#8220;Atmosfere acustiche. Un contributo all&#8217;estetica ecologica&#8221;, in Colimberti, <em>Ecologia della musica<\/em>, a cura di, Donzelli, Roma 2004, p. 105, di cui il testo in inglese \u00e8 scaricabile http:\/\/interact.uoregon.edu\/MediaLit\/WFAE\/journal\/scape_1.pdf e B\u00f6hme, &#8220;L&#8217;atmosfera come concetto fondamentale di una nuova estetica&#8221;, in Rivista di estetica, a cura di Griffero-Somaini, No. 33. (3\/2006), anno XLVI, pp. 5-24.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p align=\"left\"><strong>[8]<\/strong> &#8211;\u00a0Fondamentale esempio di ci\u00f2 si trova in Benjamin non solo nel famoso testo e i passi dedicati all&#8217;aura come guaina dell&#8217;oggetto, ma all&#8217;interno di <em>Infanzia berlinese<\/em> il capitolo specifico dedicato al &#8220;Kaiserpanorama&#8221;, pp. 9-10. Sarebbe inoltre interessante a questo proposito cercare un confronto sulla relazione dell&#8217;oggetto con lo spazio anche all&#8217;interno di discipline differenti ad esempio problematizzando il testo e il neologismo di Rampichini, <em>Acusmetria. Il suono visibile<\/em>, Franco Angeli, Milano 2004.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p align=\"left\"><strong>[9] <\/strong> &#8211; Il riferimento \u00e8 rivolto agli esperimenti e ai molti scritti che si possono trovare sul World Soundscape Project di M. Shafer.<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>[10]<\/strong>\u00a0&#8211; Non si vuole qui richiamare un tipo di mappatura spaziale e stimoli acustici che potrebbero essere ritrovati in alcuni esperimenti della Societas Rafaello Sanzio, ma piuttosto la possibilit\u00e0 di modificare lo spazio circostante l&#8217;ascoltatore, non per forza privandosi della percezione visiva. La modellazione di cui si parla \u00e8 pi\u00f9 facilmente relazionabile ad un utilizzo qualitativo degli elementi spaziali nella produzione e trattamento del suono che forse ha nel Physical computing e utilizzo dei sensori l&#8217;avvicinamento pi\u00f9 consono.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote11\">\n<p align=\"left\"><strong>[11]<\/strong>\u00a0&#8211; Sulla fenomenologia della musica si veda Piana, <em>Filosofia della musica<\/em>, Guerrini e Associati, Milano 1991 e Serra, <em>Musica corpo espressione<\/em>, Quodlibet, Macerata 2008.<\/p>\n<\/div>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>[12]<\/strong> &#8211;\u00a0Oltre a <em>Prometeo<\/em>, esemplare ma datato, si consiglia la lettura del libro di David Toop, <em>Hounted Weather. Music, silence and memory<\/em>, Serpent&#8217;s Tail, London 2004, in particolare il cap. 2 &#8220;Space and Memory&#8221; pp. 40-109, dove l&#8217;autore on grande finezza e ricchezza di riferimenti rapporta il tema delle atmosfere ai lavori di Lucier, Ikeda e altri.<\/span>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema dello spazio \u00e8 uno dei cardini dell&#8217;indagine filosofica che si rivolge al mondo esperito dal soggetto in termini di conoscenza percettiva; la finalit\u00e0 quindi non \u00e8 mai quella metrologico-scientifica di analisi del mutamento, ma il tentativo di chiarificazione della comune comprensione sensibile dei dati che il mondo esterno offre a chi lo incontra.<\/p>\n","protected":false},"author":32,"featured_media":15227,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,205],"tags":[39,40],"class_list":["post-10677","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-052","tag-electronic-music","tag-focus"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il Senso Acustico Di Un Luogo. 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