{"id":10674,"date":"2010-03-01T12:00:00","date_gmt":"2010-03-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-052\/jacob-kirkeegard-the-poetics-of-the-space\/"},"modified":"2020-10-29T11:29:10","modified_gmt":"2020-10-29T10:29:10","slug":"jacob-kirkeegard-the-poetics-of-the-space","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-052\/jacob-kirkeegard-the-poetics-of-the-space\/","title":{"rendered":"Jacob Kirkegaard. La Poetica Dello Spazio"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"en-GB\">Dal 25 al 28 Febbrai<\/span><span lang=\"en-GB\">o \u00e8 svolta ad Amsterdam la 13ma edizione del <span class=\"testo_iframebold\">Sonic Acts Festival<\/span>. Questa edizione \u0096 <\/span><span lang=\"en-GB\"><em>The Poetic of Space<\/em><\/span><span lang=\"en-GB\"> \u0096 \u00e8 stata interamente dedicata all&#8217;esplorazione dello Spazio nelle arti performative, audiovisive e cinematografiche. Sonic Acts \u00e8 diventato esso stesso un momento di indagine sull&#8217;importanza dello spazio fisico, come pure sull&#8217;impatto fisico e psicologico di creazioni artistiche incentrate sullo spazio, in un&#8217;epoca, come quella attuale, di importanti e continui sviluppi tecnologici.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anche quest&#8217;anno il programma era ricco di interessanti eventi, ma noi di Digicult abbiamo voluto focalizzare la nostra attenzione su una presenza artistica particolarmente interessante: <span class=\"testo_iframebold\">Jacob Kirkegaard<\/span>. <span lang=\"fr-FR\">Sound artist danese<\/span><span lang=\"fr-FR\"> formatosi all&#8217; Academy of Arts and the Media di Colonia, ma che ora vive a Berlino, Kirkegaard esplora le dimensioni del suono con un approccio sia creativo che scientifico. Il suo lavoro si concentra sugli aspetti estetici della risonanza, dell&#8217;ascolto e del fenomeno sonoro in s\u00e9, attraverso una ricerca sulla potenzialit\u00e0 del suono nascosto negli spazi fisici o nei ambienti esterni. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"fr-FR\">In questo contesto, <span class=\"testo_iframe\">Jacob Kirkegaard<\/span> ha per esempio lavorato su suoni raccolti presso siti di vulcani, tratti da fenomeni atmosferici, ghiacci, deserti e impianti nucleari. Spesso vengono utlizzate per la registrazione delle apparecchiature elettroniche specifiche, come accelerometri, idrofoni e ricettori elettromagnetici.<\/span> <span lang=\"fr-FR\">La sua esplorazione artistica \u00e8 volta quindi alla scoperta dell&#8217;oggetto sonoro per antonomasia \u0096 il suono \u0096 e alle sue potenzialit\u00e0 latenti e interne, che vengono disvelate al fine di mostrarne tutti gli aspetti espressivi e acustici.<\/span><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag52\/articoli\/img\/audiovideo_silviabertolotti01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"en-GB\">Alcune delle sue <\/span><span lang=\"en-GB\">bellissime creazioni e dei suoi lavori sono state esposte presso le principali sedi artistiche internazionali, come il <\/span><span lang=\"en-GB\">Club Transmediale di Berlino, la James Cohan Gallery e Diapason a New York, cos\u00ec come al Museum of Jurassic Technology di Los Angeles e al Museum of Contemorary Art in Danimarca.<\/span> Kierkegaard <span lang=\"en-GB\">Ha inoltre collaborato con artisti come <span class=\"testo_iframebold\">JG Thirlwell (aka Foetus), Philip Jeck e Lydia Lunch<\/span>.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"en-GB\">Al Sonic Acts XIII di Amsterdam, in particolare, Kierkegaard ha presentato due opere particolarmente interessanti sia per il concept da cui nascono che per i risultati artistici ottenuti. <\/span><span lang=\"fr-FR\">La prima opera <\/span><span lang=\"fr-FR\">in programma \u00e8 stata <\/span><span lang=\"fr-FR\"><em>Sabulation; <\/em><\/span><span lang=\"fr-FR\">si tratta di un footage audio e video delle cosiddette &#8220;Singing Sands&#8221;, realizzato nei deserti dell&#8217;Oman e concluso proprio all&#8217;inizio di quest&#8217;anno.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"fr-FR\">La seconda opera presentata \u00e8 stata invece <em>Labyrinthitis, <\/em>lavoro interessante e paradossale per il fatto che cio&#8217; che si ascolta nell&#8217;installazione \u00e8 proprio il nostro orecchio. Una sorta di &#8220;meta-ascolto&#8221;. L&#8217;organo acustico umano infatti non solo \u00e8 un mezzo passivo di ascolto e ricezione di cio&#8217; che proviene dall&#8217;esterno, ma genera esso stesso dei suoni che Kierkegaard ha registrato e &#8220;suonato&#8221; come se si trattasse di uno strumento musicale. <\/span><span lang=\"en-GB\">Creazione interattiva, <em>Labyrinthitis <\/em>\u00e8 stata realizzata nel 2007 su commissione del Medical Museum di Copenhagen.<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"en-GB\">In occasione dunque della partecipazione di Kierkegaard al Sonic Acts XIII,<\/span><span lang=\"en-GB\"> ho incontrato l&#8217;artista danese per un&#8217;intervista in cui si \u00e8 discusso principalmente del ruolo e del significato del suo fare arte, e in particolare <\/span><span lang=\"en-GB\"><em>sound art.<\/em><\/span><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag52\/articoli\/img\/audiovideo_silviabertolotti03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><span lang=\"en-GB\"><strong>Silvia Bertolotti:<\/strong> Come scegli i luoghi o i fenomeni sonori per i tuoi lavori? <\/span><span lang=\"fr-FR\">E&#8217; il tipo di suono o il luogo fisico in s\u00e9 che ti colpisce?<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"en-GB\"><strong>Jacob Kirkegaard:<\/strong> I due elementi vanno di pari passo. Il caso dell&#8217;Oman per esempio: cosa sarebbe il suono senza le dune del deserto? E cosa sarebbe il deserto stesso senza il canto delle dune e della sabbia? Posso trovare degli ottimi suoni appena fuori dalla mia porta di casa. E ci sono allo stesso tempo dei bellissimi luoghi sulla terra. Ma questi due elementi <\/span><span lang=\"en-GB\">vanno di pari passo; partendo dal suono di una stanza abbandonata a Chernobyl o dal tono dentro il mio orecchio si puo&#8217; arrivare ad una cosa del tutto nuova. <\/span><\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><strong>Silvia Bertolotti:<\/strong> <span lang=\"en-GB\">Concordi con il termine di &#8220;sound art&#8221; per definire le tue creazioni? O preferirsci evitare di associare una qualsiasi etichetta al tuo lavoro?<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"en-GB\"><strong>Jacob Kirkegaard:<\/strong> I generi non sono tanto importanti per me. Perch\u00e8 nel momento in cui definisco le mie creazioni, mi sento limitato. Dall&#8217;altra parte pero&#8217; le definizioni possono aiutare. In ogni caso, sono assolutamente d&#8217;accordo con il termine di &#8220;sound art&#8221;. Credo che essa sia una forma d&#8217;arte in pieno sviluppo e pare stia diventando sempre pi\u00f9 rispettata anche fra le gallerie pi\u00f9 tradizionali. Dal momento pero&#8217; in cui lavoro anche con video, fotografie, performances e musica, preferisco definire me stesso semplicemente come un artista. La mia attenzione primaria \u00e8 diretta al suono, alla sua visualizzazione e materializzazione. <\/span><\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><strong>Silvia Bertolotti:<\/strong> Hai appena fatto riferimento al tuo lavorare con fotografie, video e performances: qual&#8217;\u00e8 esattamente il ruolo di questi linguaggi espressivi nel tuo lavoro con i suoni?<\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><strong>Jacob Kirkegaard:<\/strong> A volte gli altri media completano o aggiungono una dimensione ulteriore al suono. Come nel deserto ho sentito che il movimento della sabbia visualizzava il suono in maniera estremamente significativa.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag52\/articoli\/img\/audiovideo_silviabertolotti02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><strong>Silvia Bertolotti: <\/strong><span lang=\"en-GB\">Una volta hai dichiarato in un&#8217;intervista che: &#8220;Pierre Schaffer e Walter Rutmann ti hanno fatto pensare al mondo come ad uno strumento musicale&#8221;. Qual&#8217;\u00e8 dunque il ruolo dell&#8217;artista? Come crea i suoi suoni? <\/span>Intendo, l&#8217;artista \u00e8 un compositore o piuttosto un ascoltatore?<\/p>\n<p align=\"left\"><strong>Jacob Kirkegaard:<\/strong> L&#8217;artista \u00e8 l&#8217;interprete. Come un artista che dipinge un panorama: egli dipinge quello che vede, ma quando guardi il suo dipinto, cio&#8217; che vedi non \u00e8 solamente quel determinato panorama, bensi&#8217; l&#8217;interpretazione che l&#8217;artista stesso ne ha dato. <span lang=\"en-GB\">L&#8217;artista \u00e8 il medium. Il mondo si muove attraverso di noi; sta a noi scegliere se lasciarlo semplicemente passare oppure se dipingerlo, registrarlo o altro, per poi ri-presentarlo nella nostra peculiare modalit\u00e0 espressiva. Io sono interessato al tracciare i suoni inascoltati che sono attorno a noi, rivelarli e dire poi: &#8221; hey, ascolta quello che sento!&#8221;. <\/span><\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><strong>Silvia Bertolotti: <\/strong><span lang=\"en-GB\">Qual&#8217;\u00e8 allora il ruolo degli ascoltatori finali invece? In cosa l&#8217;esperienza acustica vissuta dall&#8217;artista e quella vissuta dall&#8217;ascoltatore differiscono?<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"en-GB\"><strong>Jacob Kirkegaard:<\/strong> Per me \u00e8 importante lasciare uno spazio agli ascoltatori. Non voglio fornire dettami troppo chiari con i miei suoni. Preferisco piuttosto suggerire. <\/span><\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><strong>Silvia Bertolotti:<\/strong>Nell&#8217;ascoltare il mondo-strumento e il suono della natura, qual&#8217;\u00e8&#8217; il ruolo degli strumenti tecnologici che tu utilizzi? Intendo, sei un artista che esplora la parte pi\u00f9 interna dei fenomeni e dei luoghi, lasciando loro la parola. Ma utilizzi anche apparecchiature come acceleratori, idrofoni, microfoni acustici. Qual&#8217;\u00e8 la relazione fra l&#8217;oggetto sonoro e lo strumento tecnico?<\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"en-GB\"><strong>Jacob Kirkegaard:<\/strong> Le apparecchiature che io utlizzo sono dei mezzi, proprio come me in quanto artista. Il modo in cui scelgo e mi servo di questi strumenti fa parte della decisione pi\u00f9 ampia che plasmer\u00e0 poi l&#8217;opera. Per esempio, se avessi utilizzato cinque amplificatori a Chernobyl invece di uno solo, il risultato sarebbe stato totalmente diverso. La questione non \u00e8 il messaggio? <\/span><span lang=\"fr-FR\">Dall&#8217;altra parte, se non avessi usato alcun amplificatore a Chernobyl, non avrei potuto creare nemmeno l&#8217;opera stessa. <\/span><span lang=\"en-GB\">Quello che intendo quando parlo di lasciare parlare il suono in s\u00e9, non \u00e8 semplicemente il fatto di essere interessato ai diversi tipi di ascolto (o con diversi tipi di orecchie\/strumenti) per poi aspettare e vedere cosa ne verr\u00e0 fuori. Una recinzione di ferro vibra, risuona e genera differenti tipi di toni a causa del vento, per esempio. <\/span><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag52\/articoli\/img\/audiovideo_silviabertolotti04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><strong>Silvia Bertolotti: <\/strong><span lang=\"fr-FR\">Ad un livello pi\u00f9 generale, quale risulta essere la relazione dunque fra suono e musica? <\/span><span lang=\"en-GB\">E partendo da essi, come si svolge il tuo proceasso creativo?<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"en-GB\"><strong>Jacob Kirkegaard:<\/strong> Credo che non esista una cosa come il suono in s\u00e9. Ritengo piuttosto che il suono sia qualcosa di oggettivo, mentre la musica \u00e8 un sentimento soggettivo. In questa maniera, ogni suono puo&#8217; essere musica. Dipende dal modo in cui siamo capaci di interpretare i suoni attorno a noi. <\/span><span lang=\"fr-FR\">Pertanto, le mie esplorazioni cominciano quando sento che esiste un legame potenziale tra una storia o un concetto e un suono per me interessante. <\/span><\/p>\n<p lang=\"fr-FR\" align=\"left\"><strong>Silvia Bertolotti:<\/strong> <span lang=\"en-GB\">Nel tuo processo creativo allora il<\/span> punto di partenza \u00e8 suono in s\u00e8? Come lo interpreti successivamente?<\/p>\n<p lang=\"en-US\" align=\"left\"><strong>Jacob Kirkegaard:<\/strong> Normalmente tutto ha inizio quando ascolto o leggo qualcosa intorno ad un fenomeno sonoro particolare. Come per esempio le &#8220;Singing Sands&#8221;. Mi sembrava molto misterioso e cosi&#8217; cominciai immediatamente a fantasticare intorno al suono che avrebbero prodotto. <span lang=\"fr-FR\">A quel punto decisi di andare l\u00e0 e cercare il suono. <\/span>Quando poi mi sono trovato nel deserto ho scoperto che il suono era totalmente diverso da quello che avevo immaginato; tuttavia era interessante. Essere in quel luogo mi ha permesso di avere un&#8217;idea pi\u00f9 concreta sul come creare l&#8217;opera e su come lavorare con il suono. Inoltre, con mia grande sorpresa, ho scoperto gli aspetti visivi del fenomeno e pertanto ho deciso di farvi ritorno con una videocamera. <span lang=\"fr-FR\">Insomma tutto il processo \u00e8 una sorta di avanti e indietro; trovo l&#8217;ispirazione per investigare qualcosa che rappresenta poi una sfida per me. <\/span><\/p>\n<p lang=\"fr-FR\" align=\"left\"><strong>Silvia Bertolotti:<\/strong><span lang=\"en-GB\">Come hai scelto le due opere che presenterai al Sonic Acts Festival di Amsterdam? <\/span>Tra <em>Sabulation e Labyrinthitis<\/em> esiste una particolare connessione?<\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"en-GB\"><strong>Jacob Kirkegaard:<\/strong> Queste due opere sono i miei due lavori pi\u00f9 recenti e complessi. <\/span><span lang=\"en-GB\"><em>Sabulation<\/em><\/span><span lang=\"en-GB\"> \u00e9 stato presentato per la prima volta il mese scorso al Club Transmediale a Berlino ed \u00e8 quindi una crazione davvero nuova. I curatori di Sonic Acts hanno insistito poi nell&#8217;includere anche <\/span><span lang=\"en-GB\"><em>Labyrinthitis <\/em><\/span><span lang=\"en-GB\">e ora sono davvero felice di presentare entrambi. <\/span><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag52\/articoli\/img\/audiovideo_silviabertolotti06.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p align=\"left\"><strong>Silvia Bertolotti:<\/strong> <span lang=\"fr-FR\">Quali sono i tuoi piani per il futuro? Stai lavorando a qualcosa in particolare?<\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span lang=\"en-GB\"><strong>Jacob Kirkegaard:<\/strong> Ho diversi progetti al momento: installazioni, musiche e viaggi. Il mese prossimo saro&#8217; in Etiopia per raccogliere e registrare dei suoni per la realizzazione di un film danese. <\/span><span lang=\"fr-FR\">A marzo poi lavorero&#8217; su un&#8217;installazione sonora per il KW- Kunstwerke a Berlino. In estate invece saro&#8217; impegnato con la mia prima opera d&#8217;arte permanente che sar\u00e0 parte della nuova Universit\u00e0 di Copenhagen. Faro&#8217; anche dei remix di alcune musiche, come pure ho in programma dei concerti insieme a Lydia Lunch, che sta disegnando uno spazio d&#8217;ascolto per il Roskilde Festival. <\/span><span lang=\"en-GB\">Infine in autunno saro&#8217; in Giappone per la presentazione di &#8220;Sabulation&#8221; .<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.sonicacts.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"en-GB\">www.sonicacts.com<\/span><\/a><\/p>\n<p lang=\"en-GB\" align=\"left\"><a class=\"testo_iframebold\" lang=\"en-GB\" href=\"http:\/\/www.fonikdk.dk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.fonik.dk<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 25 al 28 Febbraio \u008f svolta ad Amsterdam la 13ma edizione del Sonic Acts Festival. 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La Poetica Dello Spazio &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-052\/jacob-kirkeegard-the-poetics-of-the-space\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Jacob Kirkegaard. La Poetica Dello Spazio &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]From the 25th till the 28th of February the 13th edition of the Sonic Acts Festival took place in Amsterdam. This edition - The Poetic of Space - was entirely dedicated to the exploration of space in performative, audiovisual and film arts. 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