{"id":10670,"date":"2010-02-01T12:00:00","date_gmt":"2010-02-01T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-051\/towards-the-edge-of-chaos-an-interview-with-leonardo-solaas\/"},"modified":"2020-12-11T10:59:59","modified_gmt":"2020-12-11T09:59:59","slug":"towards-the-edge-of-chaos-an-interview-with-leonardo-solaas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-051\/towards-the-edge-of-chaos-an-interview-with-leonardo-solaas\/","title":{"rendered":"Verso I Confini Del Caos: Intervista a Leonardo Solaas"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span lang=\"it-IT\">Nato in Argentina di padre Norvegese, <\/span><span lang=\"it-IT\">oggi l&#8217;artista <span class=\"testo_iframebold\">Leonardo Solaas<\/span> vive a Buenos Aires e tra i suoi lavori troviamo progetti a livello commerciale e personale che esplorano sistemi complessi tramite l&#8217;utilizzo dell&#8217;informatica, dell&#8217;interattivit\u00e0 e dei processi generativi. Solaas lavora prevalentemente come programmatore e designer web, ma \u00e8 la sua attivit\u00e0 creativa e artistica mediante l&#8217;utilizzo di Processing che lo rende conosciuto e riespettato in quei territori di confine sempre pi\u00f9 sottili e indefiniti tra arte e design generativo.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/solaas.com.ar\/node\/2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"it-IT\">Migrations,<\/span><\/a><span lang=\"it-IT\"> ad esempio, consiste in una selezione di frammenti testuali del Don Chisciotte che si combinano con le notizie del giorno della BBC andando a creare un disegno generativo in costante evoluzione. <\/span>E ancora, <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/solaas.com.ar\/node\/4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Dreamlines<\/a> \u00e8 un generatore di sogni automatizzato che utilizza ogni possibile soggetto fornito dall&#8217;utente per creare tavole grafiche bellissime totalmente imprevedibili e in costante mutazione, mentre <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/solaas.com.ar\/node\/13\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Void<\/a> \u00e8 una classica applicazione generativa che mette in evidenza sullo schermo le scie lasciate da una serie di particelle che si muovono nello spazio interattivamente con il movimento del mouse dell&#8217;utente, con lo scopo di riempire gli spazi vuoti dello schermo stesso.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">La predisposizione di Solaas verso quei concetti chiave dell&#8217;arte generativa (randomness, ripetitivit\u00e0, serialit\u00e0, classificazione, forma, tassonomia), non si esprime solo in termini di pura estetica grafica ma anche di ricerca verso le potenzialit\u00e0 estetiche dei materiali, come ampiamente dimostrato dal lavoro <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/solaas.com.ar\/node\/6\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Cabinet<\/a> in cui su una griglia 16 x 16 vengono riportate 256 forme di poliuterano espanso, ciascuna delle dimensioni di 8 x 8 cm, deformate in modo random dall&#8217;azione del calore: l&#8217;ordine e la classificazione delle forme \u00e8 fatta sulla base di una eventuale similarit\u00e0 formale allo scopo di individuare una sorta di ordine all&#8217;interno del caos e dell&#8217;imprevedibilit\u00e0 delle forme organiche.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Gli ultimi due progetti di Leonardo Solaas, suggeriscono invece un&#8217;ulteriore evoluzione della sua ricerca, aprendo nuovi scenari e nuove possibilit\u00e0 alle applicazioni generative. <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/www.rhizome.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span lang=\"it-IT\">Wish Cafe<\/span><\/a><span lang=\"it-IT\"> \u00e8, ad esempio, un social network interattivo che si basa sulla condivisione di desideri da parte dei membri; un network aperto a tutti, dove chiunque pu\u00f2 inserire i propri desideri e contribuire a modificarlo.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Mentre <a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/solaas.com.ar\/node\/11\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Bola de Nieve <\/a>\u00e8 un database e una mostra online che raccoglie i lavori di alcuni interessanti artisti Argentini, messi in relazione tra loro sulla base delle preferenze e dei suggerimenti degli artisti stessi: queste relazioni sono quindi evidenziate su base grafica mediante un&#8217;applicazione customizzata di Drupal.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-01.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35758\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-01.png\" alt=\"numero 51_Towards the edge 01\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-01.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-01-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\"><span lang=\"it-IT\">Quando si <\/span><span lang=\"it-IT\">utilizza <em>Force Knot <\/em>ad esempio, si ha quasi la sensazione di condurre un esperimento di fisica in cui si cerca di afferrare delle regole invisibili (l&#8217;equivalente delle leggi della natura) mediante l&#8217;osservazione del comportamento delle particelle visibili. Era questo il suo intento?<\/span><strong>Jeremy Levine:<\/strong><\/span><\/span> <span lang=\"it-IT\">Stando al fisico Richard Feynman, la fisica \u00e8 un po&#8217; come un alieno che osserva due umani che giocano a scacchi. L&#8217;alieno vede che le pedine vengono mosse secondo un determinato sistema di regole ma non riuscir\u00e0 mai a carpirne l&#8217;esatta natura. E di tanto in tanto salta fuori una regola nuova, come l&#8217;arrocco, che va a sconvolgere quanto l&#8217;alieno ha capito fino a quel punto.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"><strong>Leonardo Solaas:<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> I sistemi generativi hanno sempre due aspetti: da un lato ci sono le regole, dall&#8217;altro le conseguenze visibili, o udibili, delle dinamiche che tali regole mettono in atto. Oserei dire che i risultati tangibili sono in qualche maniera &#8220;racchiusi&#8221; nelle regole astratte, regole che per\u00f2 sono altrettanto implicite in ci\u00f2 che vediamo. Non sono di per s\u00e9 evidenti, ma vengono in qualche modo rivelate.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\"> Sotto questo punto di vista l&#8217;analogia da Lei avanzata \u00e8 alquanto pertinente: il mondo stesso appare ai nostri sensi come un tutt&#8217;uno che non mostra un ordine evidente, ma che non \u00e8 nemmeno totalmente caotico.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Questo <\/span><span lang=\"it-IT\">genere di sistemi, che fanno parte di quell&#8217;area a volte chiamata &#8220;i <\/span><span lang=\"it-IT\">confini<\/span><span lang=\"it-IT\"> del caos&#8221;, sono un invito a nozze per noi esseri umani dal bisogno compulsivo di trovare un ordine a tutto e, perch\u00e9 no, di inventarcelo nel caso non lo trovassimo. La scienza moderna \u00e8 un insieme di metodi e consuetudini nate da quel nostro istinto primordiale di cogliere le regole del mondo in cui viviamo.<\/span><span lang=\"it-IT\">Detto questo, in un sistema generativo \u00e8 l&#8217;autore a dettare le regole.<\/span><span lang=\"it-IT\"> Il codice binario \u00e8 una sorta d&#8217;interfaccia o di macchina che traduce queste entit\u00e0 astratte in azioni, cos\u00ec da produrre dei risultati tangibili. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Si potrebbe pensare al sistema generativo come a un mondo in miniatura, in genere semplice, ma intrigante quel tanto che basta per impegnare l&#8217;utente in un&#8217;esplorazione che non \u00e8 poi cos\u00ec diversa dal lavoro svolto in laboratorio da uno scienziato. Come funziona? Cosa succede se faccio questo e quest&#8217;altro? Ogni sistema \u00e8 un punto di domanda, un enigma, una sfida.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Oltre a questo, l&#8217;arte generativa prende in prestito dalla ricerca scientifica alcuni dei suoi metodi:<\/span><span lang=\"it-IT\"> procede in modo empirico (pi\u00f9 o meno sistematicamente), le conoscenze vengono condivise con l&#8217;intera comunit\u00e0 artistica fino a diventarne patrimonio, e ricorre costantemente agli strumenti di programmazione e matematici del mestiere. E questo diventa il paradiso per tipi ibridi come me, apparentemente incapaci di decidere quale tra i loro due emisferi cerebrali preferiscono.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-02.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35759\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-02.png\" alt=\"numero 51_Towards the edge 02\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-02.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-02-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"><strong>Jeremy Levine: <\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> Sulla tua pagina web hai scritto: &#8220;Ho una teoria sull&#8217;unit\u00e0 della mia persona. E ve la sveler\u00f2, se non vi spiace. Credo che in mezzo a tutta questa schizofrenia di cose che ho amato e con cui ho lavorato per tutta la mia vita ci sia un filo conduttore a legare il tutto (un&#8217;illusione alquanto banale, no?). <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Mi sa che quell&#8217;enigmatico punto invisibile si trova appena al di l\u00e0 dell&#8217;orizzonte visivo, ma ha pur sempre qualcosa a che vedere con sistemi a regole, mondi autonomi, universi in miniatura, o robe del genere, come nel caso dei giochi pressoch\u00e9 inutili a cui assistiamo affascinati mentre dispiegano in maniera fatale la loro logica interna&#8221;.<\/span><span lang=\"it-IT\">Sono affascinato da quest&#8217;ultima frase<\/span><span lang=\"it-IT\"> sul fatale dispiegamento della loro logica interna. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Suona quasi deterministica, se non fosse che in alcuni suoi lavori (ad esempio Biots e Void) l&#8217;osservatore \u00e8 parte attiva e funge da elemento d&#8217;incertezza all&#8217;interno del sistema. Ci\u00f2 che mi chiedo \u00e8: secondo Lei, nelle sue opere, quanto gioca l&#8217;incertezza e quanto la casualit\u00e0?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"><strong>Leonardo Solaas:<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> C&#8217;\u00e8 un saggio sull&#8217;arte generativa di <span class=\"testo_iframebold\">Philip Galanter<\/span>, <em>Complexity Theory as a context for Art Theory<\/em>, che propone una classificazione dei sistemi generativi a seconda del loro grado di complessit\u00e0, da quello pi\u00f9 ordinato a quello completamente casuale. Credo che a volte i sistemi altamente ordinati, come le strutture cristalline o gli schemi regolari, siano affascinanti.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Una regola tanto semplice come la ripetizione \u00e8 in grado di affascinarci grazie alle pure e semplici iterazioni oppure attraverso i ritmi e gli echi prodotti.Tuttavia, \u00e8 pi\u00f9 probabile che la nostra attenzione venga catturata da sistemi non altrettanto semplici, a volte persino imprevedibili, casuali o disordinati: sistemi che, come ho detto pocanzi, si trovano ai confini del caos. Le regole che li governano non sono evidenti, bens\u00ec misteriose, seminascoste: insomma, bisogna andarsele a cercare.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">L&#8217;elemento della casualit\u00e0 pu\u00f2 dipendere da diversi fattori.<\/span><span lang=\"it-IT\"> A volte non \u00e8 altro che lo spiegamento di formule matematiche non lineari, come nel caso dei frattali. Spesso la fonte di sorpresa \u00e8 il generatore pseudo casuale che ogni computer mette a nostra disposizione. In altri casi il sistema verr\u00e0 aperto ed utilizzer\u00e0 delle banche dati esterne le quali immetteranno un input sconosciuto che verr\u00e0 poi elaborato seguendo le regole di sistema. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">\u00c8 questo il caso della visualizzazione dei dati in generale e di alcune applicazioni generative come il mio Dreamlines. Infine, pu\u00f2 essere l&#8217;utente a fornire l&#8217;input dall&#8217;esterno. Ecco perch\u00e9 preferisco pensare che i sistemi interattivi non siano un mondo a parte, ma un&#8217;opzione tra tante che introduce un elemento di imprevedibilit\u00e0 in un sistema altrimenti deterministico.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">In ogni caso l<\/span><span lang=\"it-IT\">e regole del sistema non cambiano. Non ci troviamo mai di fronte ad una casualit\u00e0 tout-court: non pu\u00f2 accadere di tutto. Spesso, durante i miei esperimenti, ottengo risultati del tutto inattesi e persino inimmaginabili, ma ci\u00f2 non toglie che siano un prodotto delle regole del sistema. \u00c8 a questo che mi riferisco nella frase che hai citato: a giochi che, per quanto soggetti all&#8217;interazione con l&#8217;ambiente esterno, rimangono autonomi nel vero senso della parola, ovvero governati da regole proprie.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-03.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35760\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-03.png\" alt=\"numero 51_Towards the edge 03\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-03.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-03-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"><strong>Leonardo Solaas:<\/strong><\/span> <span lang=\"it-IT\">Citer\u00f2 nuovamente l&#8217;articolo di Galanter. Egli afferma che l&#8217;arte generativa \u00e8 una tecnica artistica, non uno stile. Sono perfettamente d&#8217;accordo. \u00c8 un termine che si avvicina di pi\u00f9 a &#8220;pittura a olio&#8221; o &#8220;collage&#8221; pi\u00f9 che a &#8220;impressionismo&#8221; o &#8220;surrealismo&#8221;. Con il collage si possono fare una miriade di cose e seguire percorsi artistici differenti. Ma la stessa tecnica possiede un &#8220;marchio estetico&#8221; sotto cui raggruppa tutte queste opere differenti.<\/span><strong>Jeremy Levine:<\/strong><\/span> <span lang=\"it-IT\"> Come definiresti le arti generative in quanto mezzo di produzione? Una strategia informatica oppure una categoria estetica a sua volta composta da un&#8217;insieme di categorie compositive?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Credo che man mano che l&#8217;arte generativa maturer\u00e0, le differenze d&#8217;intenti e di stile <\/span><span lang=\"it-IT\">da parte di chi la praticher\u00e0 diventeranno sempre pi\u00f9 evidenti. Finora ci siamo limitati a &#8216;giocare&#8217; con i soliti programmini, e ad imbatterci nelle stesse possibilit\u00e0 e negli stessi limiti degli strumenti che utilizzavamo in precedenza. Forse era come portarsi dietro una sorta di ripetitivit\u00e0, come percepire un d\u00e9j\u00e0 vu ricorrente. Ma le abilit\u00e0 maturano e gli strumenti si moltiplicano, ecco perch\u00e9 mi aspetto di vedere un&#8217;eterogeneit\u00e0 sempre crescente negli anni a venire.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">C<span lang=\"it-IT\">i\u00f2 che accomuna tutti i nostri sforzi non sono certo lo stile o <\/span><span lang=\"it-IT\">i programmi, ma qualcosa di tanto semplice quanto importante: l&#8217;utilizzo di sistemi a regole che sono una sorta di area di intermediazione tra il creatore e l&#8217;opera finale, un&#8217;entit\u00e0 semiautonoma messa in moto e in grado di svilupparsi entro un determinato grado di libert\u00e0.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Nulla di pi\u00f9<\/span><span lang=\"it-IT\">. Non c&#8217;\u00e8 nemmeno bisogno di utilizzare software o apparecchiature digitali di alcun tipo: il sistema pu\u00f2 essere interamente fisico. Gli esempi sono molti. Giusto per citare alcuni classici, ricordiamo le macchine da disegno di Jean Tinguely, oppure uno strumento generativo semplicissimo come il &#8220;Cubo di condensazione&#8221; di Hans Haacke.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-04.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35761\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-04.png\" alt=\"numero 51_Towards the edge 04\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-04.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-04-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\" lang=\"it-IT\"><strong>Leonardo Solaas:<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> Beh, parlare dei confini dell&#8217;arte apre sempre la strada ad una discussione infinita e alla confusione pi\u00f9 totale! Personalmente credo che se ci sia qualcosa di buono nell&#8217;arte \u00e8 proprio il fatto che sia un costante punto di domanda.<\/span><strong>Jeremy Levine:<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"> Il fascino dei sistemi visuali complessi \u00e8 diventato parte integrante dell&#8217;estetica tradizionale. Le immagini generative si trovano ovunque, dalle copertine delle riviste alle motion graphic dei video musicali. Questo potrebbe indurre a pensare che l&#8217;arte generativa si avvicini pi\u00f9 al design che all&#8217;arte stessa. \u00c8 una distinzione rilevante secondo Lei?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Ma se devo pensare nello specifico a cosa ci sia di &#8220;artistico&#8221; nell&#8217;arte generativa <\/span><span lang=\"it-IT\">preferirei concentrarmi su un genere curioso, molto comune in campo generativo: gli &#8220;esperimenti&#8221;, quelle esplorazioni tecniche e formali che tutti facciamo e condividiamo e che non sono n\u00e9 arte n\u00e9 design, bens\u00ec una pratica influenzata forse pi\u00f9 dai paradigmi scientifici e generalmente suscitata dalla pura e semplice curiosit\u00e0 e dal divertimento.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Potremmo considerare pi\u00f9 &#8220;puri&#8221;<\/span><span lang=\"it-IT\"> i sistemi generativi ancora in fase di laboratorio, nel senso che non hanno ancora trovato il loro posto nel mondo in qualit\u00e0 di arte, design, architettura, visualizzazione dati o qualsiasi altra applicazione potrebbero trovare. Ma, prima o poi, questo avviene.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\">Viviamo nell&#8217;epoca dell&#8217;ibrido, perci\u00f2 non mi preoccuperei <\/span><span lang=\"it-IT\">pi\u00f9 di tanto di tracciare dei confini tra le due discipline. Anzi, a dire il vero mi piace esplorarle tutte, e a volte nemmeno ne noto la differenza. Spesso tutto si riduce ad una considerazione pratica: in quale circuito economico o comunicativo prospereranno queste nuove esplorazioni? Da dove proviene la domanda? Il fatto che esistano ancora tali distinzioni nel mondo &#8220;reale&#8221; non \u00e8 nient&#8217;altro che un residuo di un modello di modernit\u00e0 che sta, a parer mio, scomparendo lentamente.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><a href=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-05.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35762\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-05.png\" alt=\"numero 51_Towards the edge 05\" width=\"680\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-05.png 680w, https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/numero-51_Towards-the-edge-05-300x218.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/><\/a><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\"><span lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\"><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Jeremy Levine: <\/strong><\/span><\/span><span lang=\"it-IT\">Missione compiuta.<\/span><strong>Leonardo Solaas:<\/strong><\/span><\/span> <span lang=\"it-IT\">Le sue sono questioni molto provocanti, che vanno dritte ai punti focali riguardanti questa pratica emergente. \u00c8 un argomento su cui si potrebbe discutere per ore ed ore, e a me \u00e8 toccato il difficile compito di dover essere sintetico e chiaro al tempo stesso nel trattare gli argomenti di mio interesse. Spero pi\u00f9 o meno di esserci riuscito.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p lang=\"it-IT\"><a class=\"testo_iframebold\" href=\"http:\/\/solaas.com.ar\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/solaas.com.ar\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato in Norvegia, oggi l&#8217;artista Leonardo Solaas vive in Argentina, a Buenos Aires. Tra i suoi lavori troviamo progetti a livello commerciale e personale che esplorano sistemi complessi tramite l&#8217;utilizzo dell&#8217;informatica, dell&#8217;interattivit\u0088 e dei processi generativi. 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His practice includes both commercial and personal projects that explore complex systems through computation, interactivity and generative process. Solaas uses software such as Processing to explore the subtle and undefined boundary territories between art and generative design.[:it]Nato in Norvegia, oggi l&#039;artista Leonardo Solaas vive in Argentina, a Buenos Aires. Tra i suoi lavori troviamo progetti a livello commerciale e personale che esplorano sistemi complessi tramite l&#039;utilizzo dell&#039;informatica, dell&#039;interattivit\u0088 e dei processi generativi. 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