{"id":10653,"date":"2009-12-03T12:00:00","date_gmt":"2009-12-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-050\/babel-of-innovation\/"},"modified":"2020-10-29T11:08:48","modified_gmt":"2020-10-29T10:08:48","slug":"babel-of-innovation","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-050\/babel-of-innovation\/","title":{"rendered":"La Babele Dell&#8217;innovazione"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\u201cA new innovation in medical software\u201d, \u201cInnovation is the hearth of everything we do\u201d, \u201cThe House of Innovation\u201d, \u201cOur innovation is back\u201d, sono solo alcuni slogan scelti da alcune multinazionali per rimarcare uno degli elementi cardine della societ\u00e0 contemporanea: \u201dinnovazione\u201d.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Umair Haque<\/span>, direttore dell&#8217;Havas Media Lab, sostiene che ormai il termine &#8220;innovazione&#8221;, se non sostenuto da pratiche di sostenibilit\u00e0 economica, \u201cfeels like a relic of the industrial era\u201d, mentre <span class=\"testoscuro\">Clayton Christensen<\/span> (professore della <span lang=\"en-GB\">Harvard Business School<\/span> e <span lang=\"en-GB\">fondatore dell&#8217;agenzia di consulenza Innosight<\/span><span lang=\"en-GB\">) <\/span>nel suo ultimo testo <em>Seeing What\u2019s Next \u2013 Using The Theories Of Innovation To Predict Industry Change<\/em> fornisce una sintesi convincente delle maggiori teorie innovative, partendo ovviamente dalla sua teoria della <span class=\"testoscuro\">Disruptive Innovation<\/span>, esposta nell&#8217;influente testo \u201cThe Innovation&#8217;s Dilemma\u201d, passando all&#8217;innovazione delle risorse, dei processi, della catena del valore, fino alla scuola dell&#8217;esperienza e alle teorie emergenti della capacit\u00e0 motivazionale.<\/p>\n<p>Se innovazione \u00e8 intesa generalmente come la capacit\u00e0 di migliorare un sistema, introducendo un elemento migliorativo, tutte le aziende si chiedono in che cosa consista la vera ricetta per essere innovatori, ma soprattutto come spenderla al meglio sul mercato per acquisire il tanto agognato \u201cvantaggio competitivo\u201d. <span class=\"testoscuro\">Howard Holds<\/span> (Chief Technology Officer presso la Computer Sciences Corporation), nel suo saggio <em>What Innovation Is<\/em><em> . How Companies develop Operating Systems for Innovation<\/em> afferma che l&#8217;innovatore \u00e8 un \u201cossessivo problem solver\u201d e che molto spesso, l&#8217;innovazione \u00e8 la risultante di ricombinazioni previste e deliberate di idee, persone e oggetti del passato che scocca come una scintilla e produce nuove soluzioni tecnologiche, dopo aver cercato concetti e modelli di business efficaci.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/newmedia_luigighezzi01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p>Holds sostiene inoltre che \u00e8 venuto il tempo di abbandonare il linguaggio della discontinuit\u00e0 applicato all&#8217;innovazione (innovazione come \u201crivoluzione\u201d, come \u201crottura con il passato\u201d), ma che non bisogna tornare al concetto di \u201cinnovazione incrementale\u201d. L&#8217;innovazione non \u00e8 n\u00e9 continua, n\u00e9 discontinua, ma una sequenza infinita di problemi da risolvere, singolarmente o in team.<br \/>\n\u201cInnovation is a systematic and systemic search, supported by predictable and scientific methods, to reach solutions beyond the current state-of-the-art in an industry. Along the way, the solutions reached or the inventions discovered are the activities that generate value for customers.\u201d afferma Holds in un passaggio topico del testo.<\/p>\n<p>Un contributo di maggiore interesse scientifico \u00e8 quello di <span class=\"testoscuro\">J.D. Jonathan<\/span> e <span class=\"testoscuro\">D. Linton<\/span> della Telfer School of Management dell&#8217;universit\u00e0 di Ottawa. In un saggio apparso su <span lang=\"en-GB\">&#8220;Technovation&#8221; (Issue 11, November 2009) e intitolato <em>De-babelizing the language of innovation<\/em>, i due autori sottolineano come il linguaggio dell&#8217;innovazione sia florido e costituito da un ricco vocabolario, ma che spesso risulta fuorviante piuttosto che chiarificatorio perch\u00e9 abbondante di contraddizioni, ripetizioni e ridondante di concetti elaborati in modo strategico nell&#8217;ambito della comunicazione aziendale. Jonathan e Linton hanno elaborato quindi un modello a maggiore contenuto euristico che metta in evidenza le esperienze di innovazione e chiarisca meglio le caratteristiche delle innovazioni di successo e di insuccesso. <\/span><\/p>\n<p>Per realizzare ci\u00f2 si \u00e8 reso necessario considerare la prospettiva temporale di tali esperienze, collocandole su due assi: l&#8217;impatto tecnologico come variabile indipendente sull&#8217;asse x e quello sociale sull&#8217;asse y come variabile dipendente; le unit\u00e0 di analisi di analisi sono gli input (le richieste di innovazione) e gli output (la comprensione e la ricettivit\u00e0) di tali contesti innovativi. <span lang=\"en-GB\">Il modello \u00e8 simile a quello proposta da <span class=\"testoscuro\">Abernathy &amp; Clark<\/span> nel 1985 nel contributo apparso su &#8220;Research Policy&#8221; (Issue 1, 1985), intitolato <\/span><span lang=\"en-GB\"><em>Innovation\u2014mapping the winds of creative destruction, Research Policy<\/em>.<\/span><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/newmedia_luigighezzi02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p>I due assi cercano di fornire un&#8217;intelaiatura al linguaggio dell&#8217;innovazione che \u00e8 caratterizzato da diverse lingue e numerosi lessici. Mentre nell&#8217;innovazione tecnologica gli attori parlanti sono principalmente le aziende e gli economisti e il linguaggio insiste sui concetti di processi, prodotti, ottimizzazione e sui clienti, l&#8217;innovazione sociologica \u00e8 la lingua della politica, dei sociologi o dei geografi e parla pi\u00f9 spesso di citt\u00e0, regioni, nazioni, popolazioni. La differenza linguistica e lo scarto concettuale porta anche diverse prospettive e metodi di indagine. Come \u00e8 intuibile, se l&#8217;innovazione \u00e8 collocata vicino all&#8217;origine degli assi, avr\u00e0 poche possibilit\u00e0 di successo, sia come impatto tecnologico, sia nelle sue ricadute sociali, se invece sar\u00e0 collocata ad un valore alto di x e y, potr\u00e0 avere un elevato successo in entrambe le dimensioni.<\/p>\n<p>Esistono per\u00f2 alcuni casi in cui una soluzione tecnologica pu\u00f2 essere percipita socialmente come innovativa, ma accolta freddamente nel mondo tecnologico e viceversa (ad esempio l&#8217;innovazione nell&#8217;ambito del welfare a scapito delle politiche economiche di razionalizzazione).<\/p>\n<p>L&#8217;innovazione comporta adattamento nelle competenze e nelle pratiche che pu\u00f2 essere percepito positivamente o negativamente su uno dei due assi a seconda degli sforzi necessari per adottare gli elementi. Pu\u00f2 infatti accadere che una struttura organizzativa accolga il cambiamento apportato da un&#8217;innovazione con favore perch\u00e9 i benefici percepiti sono superiori agli sforzi di adattamento richiesti, mentre per un&#8217;altra azienda l&#8217;innovazione potrebbe non risultare conveniente a fronte di una necessaria riorganizzazione radicale.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/newmedia_luigighezzi04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p>Occorre quindi rivedere il metro di misura sul quale \u00e8 basata la valutazione dell&#8217;innovazione: nel linguaggio aziendale \u00e8 spesso misurata sulla grandezza potenziale di prestazioni, ma come abbiamo visto, ci\u00f2 potrebbe portare a un fallimento di tutta la catena innovativa perch\u00e9 \u00e8 utile in primo luogo non solo prendere in considerazione i requisiti di ingresso associati ad una data innovazione, cio\u00e8 alle richieste di miglioramento, ma anche i fattori di output e l&#8217;incertezza che tale innovazione potrebbe apportare, un importante elemento spesso trascurato nei processi di ricezione dell&#8217;innovazione. Si deduce quindi che la comunicazione assume un ruolo fondamentale nei processi di innovazione, gli scenari di successo e di fallimento devono essere il pi\u00f9 chiari e diffusi possibili per le diverse parti interessate, affinch\u00e9 si possano valutare a priori i benefici e le minacce che l&#8217;innovazione potrebbe apportare al sistema.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A new innovation in medical software&#8217;, &#8216;Innovation is the hearth of everything we do&#8217;, &#8216;The House of Innovation&#8217;, &#8216;Our innovation is back&#8217;, sono solo alcuni slogan scelti da alcune multinazionali per rimarcare uno degli elementi cardine della societ\u0088 contemporanea: &#8216;innovazione&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"author":167,"featured_media":34242,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[323,239,203],"tags":[40],"class_list":["post-10653","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-art","category-articles","category-issue-050","tag-focus"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La Babele Dell&#039;innovazione &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-050\/babel-of-innovation\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La Babele Dell&#039;innovazione &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]A new innovation in medical software&#039;, &#039;Innovation is the hearth of everything we do&#039;, &#039;The House of Innovation&#039;, &#039;Our innovation is back&#039;, these are the slogans that some multinational companies chose to draw attention to a key element in contemporary society: innovation.[:it]A new innovation in medical software&#039;, &#039;Innovation is the hearth of everything we do&#039;, &#039;The House of Innovation&#039;, &#039;Our innovation is back&#039;, sono solo alcuni slogan scelti da alcune multinazionali per rimarcare uno degli elementi cardine della societ\u0088 contemporanea: &#039;innovazione&#039;. 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