{"id":10651,"date":"2009-12-03T12:00:00","date_gmt":"2009-12-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-050\/distributed-creativity-models-the-crowdsourcing\/"},"modified":"2020-10-29T11:08:29","modified_gmt":"2020-10-29T10:08:29","slug":"distributed-creativity-models-the-crowdsourcing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-050\/distributed-creativity-models-the-crowdsourcing\/","title":{"rendered":"Modelli Di Creativita&#8217; Distribuita: Il Crowdsourcing"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Forse era prevedibile, di sicuro \u00e8 significativo: <span class=\"testoscuro\">Creative Review<\/span> ha incluso il <span class=\"testoscuro\">crowdsourcing<\/span> (o meglio, il crowdsourcing digitale dei creativi) tra gli argomenti trattati nel numero di dicembre, quello dell&#8217;\u201cYear in Review\u201d.<\/p>\n<p>Non ho ancora la rivista, ma da qualche tempo sto facendo ricerche sui modelli di <em>crowdsourcing<\/em> e credo che rappresentino un\u2019opportunit\u00e0 talmente interessante per i creativi, qualunque sia il media con cui si esprimono, che anche noi dovremmo celebrare, e con l&#8217;occasione diffondere il verbo.<\/p>\n<p>Noto in termini accademici come \u201cmodello distribuito di soluzione dei problemi e di produzione dei contenuti\u201d, e definito nel linguaggio del marketing come \u201cappalto delle attivit\u00e0 normalmente svolte da un unico fornitore a un gruppo di persone o a una comunit\u00e0&#8221; <em>crowdsourcing<\/em> \u00e8 un neologismo usato per la prima volta da J<span class=\"testoscuro\">eff Howe, direttore di Wired US<\/span>, in un articolo che risale al 2006. Qui, Howe descrive la trasformazione che le professioni creative (<em>copywriter<\/em>, designer, fotografo, grafico, illustratore, animatore, <em>videomake<\/em>r, regista\u2026 o aspirante tali) stanno attraversando nella societ\u00e0 della rete.<\/p>\n<p>Per esempio, con il web 2.0 e lo sviluppo dei<em> social network<\/em>, i creativi sono finalmente globalmente connessi e virtualmente attivi, e possono rinunciare a farsi rappresentare da agenzie off-line, esclusive e costose, per scegliere invece di auto-rappresentarsi su piattaforme on-line, accessibili ed economiche.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/netart_giuliabaldi01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p>Ormai community come <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.istockphotos.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">istockphotos.com<\/a>, un<em> marketplace<\/em> nato per fotografi dilettanti, permettono a chiunque di caricare i propri lavori e di venderli direttamente ai clienti, con costi ridotti rispetto alle consuetudini del passato. In questo modo, gli artisti emergenti, se di talento, riescono a competere in visibilita&#8217; con quelli gia&#8217; affermati e, contemporaneamente, possono eliminare tutti gli intermediari e i loro compensi improbabili. Ottengono cosi&#8217; guadagni maggiori, mentre i loro clienti spendono meno, e per prodotti nella media altrettanto validi.<\/p>\n<p>Fin qui tutto bene. Queste nuove esperienze stanno confermando il principio del crowdsourcing secondo il quale un gruppo di creativi pu\u00f2 produrre risultati migliori e meno costosi rispetto ad un solo individuo, e lo stanno traducendo in realt\u00e0. Come gi\u00e0 successo molte volte in passato, la tecnologia sta sovvertendo, in modo lento ma costante, lo <em>status quo<\/em> di un&#8217;industria ormai vecchia, e ne sta creando una nuova.<\/p>\n<p>Ma non e&#8217; tutto qui. Esempi anche pi\u00f9 rivoluzionari stanno emergendo sempre piu&#8217; numerosi, sotto forma di piattaforme\/community sempre piu&#8217; evolute e affollate.<\/p>\n<p>Con <span class=\"testoscuro\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/99designs.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">99design<\/a> (AU), <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.bootb.com\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">BootB<\/a> (IT), <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.crowdspring.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">CrowSpring<\/a> (US), <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.ideabounty.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">IdeaBounty<\/a> (SA\/UK), <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.radarmusicvideos.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">RadarMusic<\/a> (UK) e <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/zooppa.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Zooppa<\/a> (IT\/US\/BR)<\/span> \u00e8 sorto un nuovo modello di <em>crowdsourcing<\/em> per la creativit\u00e0. Questi <em>marketplace\/community<\/em> mettono in diretto contatto i creativi e i brand, creando le premesse per la produzione di contenuti specifica per un progetto. Infatti, offrono ai brand la possibilit\u00e0 di postare le loro richieste (<em>brief<\/em>), e ai creativi quella di lavorarci a distanza. Cosi&#8217; i brand possono nuovamente ottenere proposte inedite, uniche e adeguate ai prodotti\/servizi da promuovere, come accadeva quando il rapporto era con le agenzie tradizionali, ma investendo cifre molto minori che in passato; e i creativi, professionisti e non, possono partecipare a concorsi su scala mondiale, ma dovunque vivano e qualsiasi altra cosa facciano, a prescindere dall&#8217;aver trovato una agenzia che li rappresenta (e li sfrutta, almeno economicamente). Non solo: alcune di queste piattaforme delegano alla comunit\u00e0 perfino la selezione delle migliori proposte.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/netart_giuliabaldi03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p>Tutti contenti? Non ancora. In realt\u00e0 c\u2019\u00e8 un problema&#8230;forse anche due o tre:<\/p>\n<p><strong>1)<\/strong> &#8211; Tutti i partecipanti che presentano progetti on-line li elaborano facendo del lavoro speculativo (cioe&#8217; non pagato), le probabilita&#8217; di vincere sono molto limitate (cioe&#8217; inversamente proporzionale al numero delle proposte, che in genere si aggira tra decine e centinaia), e il compenso per i vincitori e&#8217; decisamente inferiore al valore di mercato off-line. Se nell&#8217;industria pubblicitaria off-line il sistema della preparazione speculativa della presentazione al cliente \u00e8 sempre stato la norma, on-line questo processo ha raggiunto un livello ulteriore. Inoltre, questa pratica ha abbassato il valore del lavoro creativo, sia on-line che off-line.<\/p>\n<p>Tanto che, di recente, un vero e proprio movimento di professionisti, chiamato &#8220;no-spec job&#8221;, ha protestato rumorosamente in rete: i concorsi aperti a tutti e che prevedono compensi minimi sono poco professionali e sleali. Al contempo, brand, piattaforme e utenti che invece hanno abbracciato questo modello, rivendicano la libert\u00e0 di scelta: una volta presentato il processo in modo chiaro, tutti dovrebbero essere liberi di parteciparvi, considerando i pro e i contro da una prospettiva individuale. Di fatto, mentre alcuni hanno continuato a seguire il vecchio metodo, probabilmente perch\u00e9 vivono in grandi metropoli industrializzate e hanno molti contatti utili, migliaia di persone, invece, esprimono le loro idee e presentano i loro progetti su queste piattaforme, ottenendo visibilit\u00e0 e, a volte, vincendo perfino un compenso(!) in cui, fino ad ora, non avrebbero potuto nemmeno sperare.<\/p>\n<p><strong>2)<\/strong> &#8211; La qualit\u00e0 media delle proposte \u00e8 buona, ma ancora piuttosto bassa.<\/p>\n<p><strong>3)\u00a0<\/strong>&#8211; Raramente i brand sono in grado di sviluppare una relazione significativa con i creativi, e quindi strategie di lunga durata.<\/p>\n<p><strong>4)<\/strong> &#8211; Quando non viene effettuato direttamente dalla community, il processo di selezione di un numero cosi&#8217; alto di progetti e&#8217; eccessivamente impegnativo in termini di tempo.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/netart_giuliabaldi04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p>Tutto sommato, \u00e8 forse ormai necessario un nuovo genere di piattaforme, che ricordino di piu&#8217; le agenzie per la gestione dell&#8217;intero progetto, ma che lascino la liberta&#8217; di partecipare in modalita&#8217; remota, e quindi aperta a tutti, o quasi. E, in effetti, un nuovo modello, basato sia sugli input dall&#8217;alto che su quelli dal basso, \u00e8 stato recentemente adottato da una delle piattaforme di maggior successo, <span class=\"testoscuro\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/victorsandspoils.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">GeniusRocket<\/a> (US)<\/span>, e probabilmente altre la imiteranno presto.<\/p>\n<p>Detto con le loro parole: \u201cDa sempre abbiamo capito che il crowdsourcing \u00e8 un processo di evoluzione. Per questo crediamo che tuttora esistano molte possibilit\u00e0 di migliorare il crowdsourcing creativo. Intendiamo affrontare le tre maggiori richieste della comunit\u00e0 creativa; riconoscimenti pi\u00f9 elevati, maggior feedback e minori rischi, e le richieste dei clienti; contenuti pi\u00f9 raffinati, selezionati e creativi\u201d.<\/p>\n<p>Come intendono realizzare tutto ci\u00f2 a GR? \u201cLanciando GRSelect &#8211; affermano ancora &#8211; le tre differenze rilevanti tra GRSelect e altri siti di crowdsourcing, incluso GeniusRocket.com, sono che gli artisti dovranno fare domanda per partecipare a ciascun progetto. Primo, i richiedenti saranno selezionati sulla base sia della loro attivit\u00e0 precedente che della proposta inoltrata. Secondo, i progetti di GRSelect opereranno attraverso cicli creativi, permettendo agli artisti di ottenere il feedback direttamente dal cliente prima della produzione o della presentazione finale. Infine, sebbene non tutti saranno ammessi a partecipare ad un progetto, tutti coloro che avranno presentato una proposta guadagneranno in relazione ai loro sforzi\u201d&#8230;<\/p>\n<p>Ora s\u00ec che il <em>crowdsourcing<\/em> sembra davvero una bella cosa! Non a caso, sta diventando una tendenza perfino tra le agenzie tradizionali: nelle ultime settimane, \u00e8 stata lanciata una nuova piattaforma, chiamata<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/victorsandspoils.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> Victors and Spoils<\/a> (US), basata sullo stesso approccio misto, mentre ne verr\u00e0 presto avviata un\u2019altra, con il nome di <span class=\"testoscuro\">Guided By Voices (UK)<\/span>, ed entrambe sono iniziative di <em>ex-executive<\/em> della pubblicita&#8217;.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/netart_giuliabaldi02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p>Creativi in circolazione, non ci sono pi\u00f9 scuse&#8230; Presentate i vostri portfoli, fatevi selezionare, partecipate ai concorsi e conquistate il vostro momento di gloria, e forse perfino qualche spicciolo (N.B. i premi possono raggiungere punte di 10.000$). E, s\u00ec\u2026 il prossimo anno potreste ritrovarvi su Creative Review!<\/p>\n<p lang=\"en-US\">\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse era prevedibile, di sicuro \u008f significativo: Creative Review ha incluso il crowdsourcing (o meglio, il crowdsourcing digitale dei creativi) tra gli argomenti trattati nel numero di dicembre, quello dell&#8221;Year in Review&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"author":46,"featured_media":34235,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,203],"tags":[40,58],"class_list":["post-10651","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-050","tag-focus","tag-net-art"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Modelli Di Creativita&#039; Distribuita: Il Crowdsourcing &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-050\/distributed-creativity-models-the-crowdsourcing\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Modelli Di Creativita&#039; Distribuita: Il Crowdsourcing &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]It was maybe predictable and it is definitely significant: Creative Review&#039;s has included crowd-sourcing among the topics covered in their &#039;Year in Review&#039; December issue. 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