{"id":10645,"date":"2009-12-03T12:00:00","date_gmt":"2009-12-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-050\/jonah-brucker-cohen-new-media-from-web-2-0-to-web-4-0\/"},"modified":"2020-10-29T11:11:35","modified_gmt":"2020-10-29T10:11:35","slug":"jonah-brucker-cohen-new-media-from-web-2-0-to-web-4-0","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/jonah-brucker-cohen-new-media-from-web-2-0-to-web-4-0\/","title":{"rendered":"Jonah Brucker-cohen: I New Media, Dal Web 2.0 Al Web 4.0"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span class=\"testoscuro\">Jonah Brucker-Cohen<\/span> \u00e8 ricercatore, artista e scrittore che nonostante la sua giovane et\u00e0 ha raggiunto un indiscutibile livello di notoriet\u00e0 e stima a livello internazionale nell&#8217;ambito dei new media e delle nuove tecnologie applicate all&#8217;arte. Ha recentemente ottenuto il PhD presso il <span class=\"testoscuro\">Disruptive Design Team <\/span><span class=\"testo_iframe\">del Networking and Telecommunications Research Group (NTRG)<\/span>, al prestigioso <span class=\"testoscuro\">Trinity College di Dublino<\/span>. La sua tesi di dottorato si basa sul tema della decostruzione dei networks \u201cDeconstructing Networks\u201d ed include progetti che tentano di sfidare e sovvertire a livello critico le percezioni consolidate riguardo l&#8217;interazione e il grado di coinvolgimento all&#8217;interno dei networks.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Jonah \u00e8 anche professore associato di comunicazione presso l&#8217;Interactive Telecommunication Program (ITP) e il dipartimento di Media, Culture, Communication presso la <span class=\"testoscuro\">Steinhardt School of Culture Education and Human Development<\/span> della New York University. Tra i numerosi progetti che lo vedono coinvolto, Jonah \u00e8 anche co-fondatore della<span class=\"testoscuro\"> Dublin Art and Technology Association (DATA Group)<\/span>, i suo scritti sono apparsi su numerose pubblicazioni a livello internazionale come Wired Magazine, Digicult, Neural, Rhizome, Gizmodo, cos\u00ec come i suoi progetti artistici presentati durante i pi\u00f9 autorevoli eventi internazionali, solo per citarne alcuni DEAF, Art Futura, SIGGRAPH, Transmediale, ISEA ed Ars Electronica, e presso musei ed istituzioni come l&#8217;ICA di Londra, MOMA e Whitney Museum di NYC.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Ho incontrato Jonah per la prima volta durante l&#8217;edizione del 2008 di <span class=\"testoscuro\">Ars Electronica,<\/span> e da allora ho spesso seguito i suoi report sui festival di new media art e le sue interviste. Ci\u00f2 che ritengo molto interessante \u00e8 la sua visione a 360\u00ba grazie principalmente al doppio ruolo di artista e ricercatore che gli permette di avere un approccio critico e concettuale sicuramente pi\u00f9 fluido e proiettato verso l&#8217;esterno. Lo scorso Settembre ho contattato Jonah per intervistarlo nell&#8217;ambito del mio PhD che investiga il ruolo di connettori sociali assunto dai festival di new media art. Da questo spunto abbiamo iniziato una conversazione virtuale (via email) che voglio condividere con i lettori di Digimag in quanto ritengo sia molto interessante soprattutto perch\u00e9 offre una visione ultra-contemporanea dello scenario artistico, sia in ambienti offline che online.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/design_donatamarletta03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><em class=\"testo_iframe\">Photo courtesy by http:\/\/www.flickr.com\/photos\/joi\/2832979538\/in\/set-72157607102210565\/<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Donata Marletta:<\/strong> Vorrei che mi parlassi dei tuoi primi passi nello scenario della new media art, dei tuoi interessi e il tuo grado di coinvolgimento nel settore.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testoscuro\">Jonah Brucker-Cohen:<\/span><\/strong> Ho iniziato a scoprire la new media art durante i miei studi universitari all&#8217;Interactive Telecommunications Program presso la Tisch School of the Arts della New York University. Ero in quella scuola alla fine degli anni &#8217;90 durante l&#8217;esplosione della <em>net.art<\/em>, quando il Web era nel suo periodo iniziale e molti artisti si stavano spostando verso questo mezzo di comunicazione, attirati dalla possibilit\u00e0 di far circolare i propri lavori gratuitamente, e dal richiamo della tecnologia nella cultura popolare e nei media. Prima di tutto ci\u00f2, creavo arte da quando era bambino, sono cresciuto in una famiglia di artisti (mia madre, mia nonna e mia sorella) e sono stato esposto ad una grande quantit\u00e0 di arte gratuita nel posto in cui sono cresciuto, Washington, DC. Dal momento che mi sono interessato ai computers fin da bambino, per me fu un&#8217;evoluzione naturale integrare i computers nella mia arte e lavorare nel settore dei media e della cultura digitale nel suo complesso.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Donata Marletta:<\/strong> Sono molto interessata al fenomeno dilagante dei festival di new media art e al ruolo che questi hanno di connettori sociali. In base alla tua esperienza, cosa ne pensi di questi eventi nel contesto artistico globale? Rappresentano ancora una piattaforma per gli artisti che vogliono presentare nuovi progetti? E&#8217; ancora necessaria l&#8217;esistenza di un luogo fisico in cui le persone possano incontrarsi faccia a faccia?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testoscuro\">Jonah Brucker-Cohen:<\/span><\/strong> I festival di <em>new media art<\/em> hanno un enorme ruolo nella creazione sia di una comunit\u00e0 di artisti, che nell&#8217;arricchimento del settore in generale. Nel contesto artistico globale favoriscono la creazione di contatti tra artisti che vivono in diverse parti del mondo e lavorano con lo stesso mezzo, ma in continenti diversi. Bench\u00e9 i media digitali ed Internet hanno il potenziale di annullare il bisogno del contatto faccia a faccia tra persone (in particolare molti artisti hanno creato contatti online con altri artisti e curatori), non esiste un sostituto per la comunicazione faccia a faccia tra artisti impegnati in settori simili in modo da arricchire ed evolvere la pratica attuale. I festival hanno un enorme ruolo nel facilitare questi incontri che spesso portano ad ulteriori collaborazioni tra culture differenti e pratiche diverse. Questi festival forniscono un palco ed una piattaforma perch\u00e9 questi incontri si realizzino e spesso, tramite i workshops, facilitano la creazione dell&#8217;arte stessa.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/design_donatamarletta06.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><span class=\"testo_iframe\"><em>Photo courtesy by Jonah Brucker-Cohen<\/em><\/span><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Donata Marletta:<\/strong> Possiamo dire che festival di questo tipo hanno un impatto critico nella scena artistica, oppure sono solo intrattenimento?<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testoscuro\">Jonah Brucker-Cohen: <\/span><\/strong>Penso che esistono diversi festival di new media art che rimangono critici nella loro scelta artistica e <\/span><span lang=\"it-IT\">nel loro approccio, ma molti stanno perdendo la natura critica che in primo luogo li ha portati ad esistere. Se guardi agli inizi di Ars Electronica, per esempio, quei primi lavori vertevano sull&#8217;ipercriticismo, dove forme d&#8217;arte spesso si sono messe in discussione cos\u00ec come il loro pubblico. Venivano considerate arti accessorie, non integrate nel mainstream commerciale del mondo dell&#8217;arte. Attualmente, con i computers e i media digitali che diventano sempre pi\u00f9 presenti nella cultura popolare, media art \u00e8 una forma d&#8217;arte importante ed accettata che sta guadagnando un pubblico sempre pi\u00f9 vasto di quello che aveva precedentemente nei primi anni del suo inizio.<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">I festival sono cambiati per incorporare l&#8217;era dell&#8217;accettazione del digitale nel mainstream, e stanno forse diventando pi\u00f9 un veicolo di \u201cintrattenimento\u201d che un modo per approcciare in modo critico la tecnologia. Quindi invece di interrogare la tecnologia, questi festival spesso si limitano a \u201ccelebrarla\u201d accettando molti progetti che non hanno un interesse o un impulso critico. Vorrei vedere i festival investigare progetti che mettono in discussione l&#8217;influenza della tecnologia sulla cultura del mainstream e come, nel bene e nel male, il suo utilizzo ha pervaso e cambiato le nostre vite.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\"><strong>Donata Marletta:<\/strong> Sei sia un artista che un ricercatore che lavora anche sui social networks. Mi potresti parlare della tua esperienza in questi ambienti virtuali? Come usi questi \u201cutensili sociali\u201d?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testoscuro\">Jonah Brucker-Cohen:<\/span><\/strong> Vedo i media sociali come qualcosa che sta diventando un elemento cruciale nelle vite quotidiane delle persone. Insegno in un corso alla New York University nel quale uno dei compiti per gli studenti \u00e8 di trascorrere una settimana senza collegarsi a Facebook o Google, due dei pi\u00f9 prolifici marchi online della loro generazione. Questo tipo di sfida \u00e8 stata molto difficile per gli studenti in quanto hanno realizzato quanto l&#8217;uso dei media sociali sia integrato nelle loro vite quotidiane, al punto in cui la loro assenza dall&#8217;uso di questi strumenti non gli ha permesso di funzionare in modo appropriato all&#8217;interno dei loro circoli sociali. Dal momento in cui questi strumenti sono parte integrante delle vite della gente, io uso i media sociali e le comunit\u00e0 online come ispirazione e campo di prova per progetti ed esperimenti in modo da vedere come funzionano, sovvertono o sfidano questa loro funzione. <\/span><\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/design_donatamarletta01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><em class=\"testo_iframe\">Photo courtesy by Jonah Brucker-Cohen &#8211; Alerting Infostructure!<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\"><strong>Donata Marletta:<\/strong> Credi esista una specie di interazione reciproca tra i mondi online e offline? Pensi che siano collegati e si completino a vicenda?<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testoscuro\">Jonah Brucker-Cohen:<\/span><\/strong> Si, sicuramente c&#8217;\u00e8 una connessione tra mondi online e offline. Molti dei miei progetti guardano al collegamento tra questi spazi, come si relazionano tra di loro e trasformano specifiche<\/span><span lang=\"it-IT\"> caratteristiche. Per esempio, il mio progetto <em>Alerting Infrastructure!<\/em> \u00e8 un contatore di accessi fisico che trasforma gli accessi virtuali ad un sito web nella distruzione fisica del luogo che il sito web rappresenta. Per esempio, il progetto \u00e8 stato installato in pi\u00f9 di nove paesi in luoghi che spaziano dal museo nazionale ad uno spazio artistico locale nel tentativo di amplificare come gli spazi fisici stanno perdendo la loro importanza rispetto ai loro equivalenti. In un altro progetto, <em>LiveWindow<\/em>, ho connesso una finestra di browser ad un luogo fisico in modo che quando il luogo percepiva il movimento o la vibrazione, la finestra del browser si sarebbe scossa, e il testo sarebbe caduto fuori dalla pagina. Osservando<em> LiveWindow<\/em> nel Web, il visitatore pu\u00f2 vedere in ogni momento la rappresentazione visiva dello stato dello spazio fisico. Questi collegamenti si vedono raramente nel Web, fatta eccezione per le webcam o lo streaming dal vivo dei luoghi; comunque classificherei questi come la versione digitale delle video camere di sorveglianza analogiche, quindi rendendole diverse, sotto molti punti di vista, dai miei progetti.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\"><strong>Donata Marletta:<\/strong> Pensi che la tecnologia mobile 3G stia introducendo una nuova rivoluzione nel modo in cui le persone comunicano, scambiano files, idee, ect.?<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testoscuro\">Jonah Brucker-Cohen: <\/span><\/strong>La tecnologia mobile 3G ti d\u00e0 una connessione sempre attiva ad Internet da un apparecchio<\/span><span lang=\"it-IT\"> mobile, in quasi tutti i luoghi. L&#8217;abilit\u00e0 di avere un accesso Internet, associata a dati GPS, offre agli autori delle applicazioni la possibilit\u00e0 di personalizzare un&#8217;esperienza per l&#8217;utilizzatore in modi che erano impensabili prima dell&#8217;esistenza di questi strumenti e networks. Considererei questa una rivoluzione dal momento che permette pi\u00f9 connettivit\u00e0 tra persone e dati, e permette alle applicazioni di adattare i propri contenuti a qualsiasi contesto nel quale si trova l&#8217;utilizzatore, etc&#8230;<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Donata Marletta:<\/strong> Quali sono i tuoi principali interessi al momento sia come ricercatore che come artista?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testoscuro\">Jonah Brucker-Cohen:<\/span><\/strong> I miei interessi principali sono esaminare ci\u00f2 che avverr\u00e0 dopo quelli che chiamo <em>user-defined social systems<\/em> (sistemi sociali definiti dall&#8217;utente); il Web 2.0 si basa infatti sulla formazione di sistemi di creazione di contenuto per permettevano l&#8217;ideazione di molte forme di media da parte degli utenti, come i video online su YouTube, la fotografia su Flickr, contenuti di blog su Blogger, etc&#8230; Il mio interesse adesso consiste quindi nella progettazione di quello che chiamiamo <em>Web 4.0<\/em> o appunto il <em>user-designed social systems<\/em> (sistemi sociali progettati dagli utenti) e l&#8217;insieme di regole che accompagna questi sistemi. Questa idea parte dal Web 2.0, perch\u00e9 invece di creare semplicemente il contenuto che \u00e8 mostrato nel Web, gli utenti creano il sistema di comunicazione che sta alla base di questi media per essere poi consegnato ad altri utenti che come essi lo usano. Questa tendenza \u00e8 evidente nel progetto <span class=\"testoscuro\">Thwonk<\/span> che sto intraprendendo con Mike Bennet (e che prosegue il lavoro intrapreso con <em>BumpList: An Email Community for the Determined<\/em>), nel quale abbiamo creato un sistema che permette agli utenti di progettare le loro email lists con specifiche regole di interazione.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/design_donatamarletta04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Donata Marletta:<\/strong> Qual&#8217;\u00e8 il prossimo festival che pensi di visitare e dove vorresti presentare i tuoi lavori?<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testoscuro\">Jonah Brucker-Cohen: <\/span><\/strong>Il prossimo evento al quale parteciper\u00f2 come relatore \u00e8 \u201cThe Internet as Playground and Factory: A Conference on Digital L<\/span><span lang=\"it-IT\">abor\u201d che si terr\u00e0 dal 12 al 14 Novembre presso il Eugene Lang College della New School University di New York. Il mio interesse nel partecipare a questo evento \u00e9 spiegare come gli artisti stanno creando sistemi per il lavoro digitale per permettere agli utenti di creare i propri sistemi sociali online. Questo si rif\u00e0 al progetto &#8220;Thwonk&#8221; di cui si parlava prima. Questo evento raggrupper\u00e0 un&#8217;ampia gamma di relatori e rappresenta una sfida ambiziosa per stabilire come il lavoro si sia spostato dal mondo offline a quello online e come il pubblico dovrebbe essere responsabile nella categorizzazione di regole future e nella progettazione di networks, non solo riguardo al contenuto mostrato in questi networks. Chiamiamo &#8220;Thwonk&#8221; Web 4.0 dal momento che salta in avanti andando oltre la creazione di media per questi siti, ed effettivamente manipola le strutture dei sistemi stessi.<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/coin-operated.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/coin-operated.com\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.data.ie\/wordpress\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.data.ie\/wordpress\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/ntrg.cs.tcd.ie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/ntrg.cs.tcd.ie\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/steinhardt.nyu.edu\/mcc\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/steinhardt.nyu.edu\/mcc\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.bumplist.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.bumplist.net\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jonah Brucker-Cohen \u008f ricercatore, artista e scrittore che nonostante la sua giovane et\u0088 ha raggiunto un indiscutibile livello di notoriet\u0088 e stima a livello internazionale nell&#8217;ambito dei new media e delle nuove tecnologie applicate all&#8217;arte. 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