{"id":10642,"date":"2009-12-03T12:00:00","date_gmt":"2009-12-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-050\/cimatics-2009festival-and-city\/"},"modified":"2020-10-29T11:10:40","modified_gmt":"2020-10-29T10:10:40","slug":"cimatics-2009festival-and-city","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-050\/cimatics-2009festival-and-city\/","title":{"rendered":"Cimatics 2009: Festival e Citta'"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Si \u00e8 appena conclusa la settima edizione del festival <span class=\"testoscuro\">Cimatics 2009<\/span> di Bruxelles, dopo una dieci giorni intensa di avvenimenti che hanno coinvolto tutta la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il meccanismo di questo festival nato come evento focalizzato su vjing e cultura audiovisiva ed elettronica, sembra oramai essersi stabilizzato sul modello dell&#8217; &#8220;evento diffuso&#8221; (cos\u00ec come era successo per l&#8217;edizione passata, si veda il report su Digimag 40 di Dicembre 2008-Gennaio 2009 dal titolo <span class=\"testoscuro\">&#8220;Cimatics 2008, non solo vjing&#8221;<\/span> &#8211; <a class=\"testoscuro\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1325\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1325<\/a>), che ha coinvolto cio\u00e8 la maggior parte delle realt\u00e0 che a Bruxelles si muovono nell&#8217;ambito dei nuovi media.<\/p>\n<p>Dal 20 al 29 novembre, una serie di screenings, performances, conferenze, incontri, workshop e serate musicali hanno animato il Museo d&#8217;Arte Moderna Bozar, il Beursschouwburg (che da sola aveva ospitato l&#8217;edizione del 2007), il centro Imal, lo spazio per concerti e performances Les Brigittines, il medialab MediaRuimte (gestito da LAB[au]), lo spazio sociale Recyclart, il club pi\u00f9 famoso della citt\u00e0 Fuse ed addirittura l&#8217;Atomium, la costruzione che maggiormente segna il landscape cittadino.<\/p>\n<p>La scelta di fondare l&#8217;edizione 09 proprio sull&#8217;interazione tra diverse entit\u00e0 produttive e di ricerca della citt\u00e0 \u00e8 diventata una marca costitutiva del festival guidato da <span class=\"testoscuro\">Bram Crevits e Nicolas Wierinck<\/span>, a tal punto che il suo sottotitolo \u00e8 strategicamente stato cambiato in &#8220;Citywide international festival for advanced creativity&#8221;. Sparisce il vjing, spariscono l&#8217;audiovideo dal vivo e ci troviamo cos\u00ec di fronte alla volont\u00e0 di scattare un&#8217;istantanea sulle ricerche pi\u00f9 sperimentali della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/audiovideo_lucreziacippitelli02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><em class=\"testo_iframe\">Beursschouwburg Art Center &#8211; Flu Power Flu installation by Stefano Cagol<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p>Tant&#8217;\u00e8, ci ha confermato Bram Crevits, che la prossima edizione avr\u00e0 nel suo sottotitolo proprio questa dicitura, &#8220;contemporaneit\u00e0&#8221;. Un segno interessante a mio parere sul fatto che forse nel 2009 focalizzarsi sui nuovi media non ha pi\u00f9 molto senso. E&#8217; illuminante a questo proposito ricordare che appena concluso Cimatics, dal 1 dicembre al 3 dicembre la comunit\u00e0 si \u00e8 ritrovata ad Eindhoven per incontrarsi nell&#8217;appena nato <span class=\"testoscuro\">Baltan Lab<\/span> e discutere sul futuro del Media Lab. Segno che le istanze di ricerca giocosa, sperimentazione ed autoaffermazione di queste realt\u00e0 sono arrivate al punto di doversi fermare e chiedere qual&#8217;\u00e8 il loro senso oggi, qual&#8217;\u00e8 il loro scopo, qual&#8217;\u00e8 la loro relazione con l&#8217;arte, quali le strategie economiche per sopravvivere e quali le possibilit\u00e0 di trovare forme di collaborazione e condivisione delle ricerche per evitare il rischio di chiusura ed involuzione su s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>Negli anni Cimatics si \u00e8 trasformato in un&#8217;organizzazione che non solo gestisce il festival, ma si propone anche come producer. Cimatics \u00e8 quindi diventata una &#8220;platform&#8221; nel tentativo non solo di raccogliere e mette in display l&#8217;arte legata alle sperimentazioni audiovisive, ma soprattutto di seguirne le fasi produttive (dal finanziamento alla promozione).<\/p>\n<p>Gli ultimi progetti di <span class=\"testoscuro\">Ryoichi Kurokawa<\/span> e dei fratelli <span class=\"testoscuro\">Debackere<\/span> rientrano in questa nuova progettualit\u00e0. L&#8217;installazione <em>Vector<\/em> proprio di Boris e Bresch Debackere, noti internazionalmente con la precedente performance di live cinema <em>Rotor<\/em>, \u00e8 stata mostrata in anteprima nella sua fase di elaborazione ad apertura del festival. L&#8217;ultimo concerto audiovisivo <em>Rheo<\/em> di Kurokawa \u00e8 stato invece presentatato in anteprima al Bozar, in una serata che ha visto anche la partecipazione di <span class=\"testoscuro\">Ulf Langheinrich<\/span> e del suo ultimo lavoro <em>Land<\/em>, performance audiovisiva in 3D.<\/p>\n<p>Le performances si sono susseguite nella stessa serata avendo forse come comune denominatore la riproduzione di estesi paesaggi naturali e non. Per l&#8217;artista giapponese (di stanza da un anno a Bruxelles come studente del corso post-master Transmedia), l&#8217;incontro con questo landscape (naturale e metropolitano) \u00e8 puramente estetico: un set up su tre schermi posizionati in verticale mostra sequenze audiovisive dalle quali gli elementi affiorano lentamente da una renderizzazione che le ha rese forme astratte. <em>Rheo<\/em> \u00e8 un lavoro molto accattivante, tant&#8217;\u00e8 che il termine che si sente pi\u00f9 spesso dopo la performance (applauditissima da un pubblico di addetti ai lavori e non) \u00e8 &#8220;bellissimo&#8221;. Certo le sequenze di cascate, catene montuose a perdita d&#8217;occhio, mari profondi, spazi urbani verticali e cementificati, sono uno spettacolo godibile. Rimane comunque il dubbio che non ci sia molta liveness in questo lavoro che sembra essere organizzato come la proiezione di tre video precedentemente elaborati e renderizzati accompagnata da un suono sul quale l&#8217;artista opera dal vivo.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/audiovideo_lucreziacippitelli03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><em class=\"testo_iframe\">Ulf Langheinrich &#8211; Land<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p>Lo stesso discorso si pu\u00f2 forse fare per Ulf Langheinrich: ci si chiede dove sia finito l&#8217;elemento live della performance. Lo spettacolo di <em>Land<\/em> \u00e8 comunque un godibile (anche se forse troppo lungo), in cui la natura ci si palesa davanti come elemento oscuro e minaccioso, che si autogenera in trasformazioni che la rendono ora un oceano profondo ora un cielo da Star Trek, che all&#8217;improvviso si estende sopra le teste degli spettatori grazie al potere del 3D. Un trip audiovisivo condito da luci stroboscopiche e bassi profondi.<\/p>\n<p>Le performance audiovisive sono forse state l&#8217;elemento di forza di Cimatics 09. Nella chiesa sconsacrata delle Brigittines, oggi restaurata come spazio culturale polivalente, due serate consecutive legate all&#8217;audiovisivo performato hanno presentato tra gli altri i lavori di <span class=\"testoscuro\">Telcosystems, Herman Kolgen e di Ogino Knauss<\/span>. <em>Mortal Electric<\/em> del trio olandese Telcosystems (gli animatori del festival <span class=\"testoscuro\">Sonic Acts<\/span> di Amsterdam e del sopra citato Baltan Medialab di Eindhoven, Lucas van der Velden, Gideon Kiers and David Kiers) era gi\u00e0 stato presentato quest&#8217;anno a Berlino durante <span class=\"testoscuro\">Transmediale<\/span>. Si tratta di una performance densa, che sembra portarti all&#8217;interno delle viscere di una macchina per viverne il funzionamento. Il suono \u00e8 forse l&#8217;elemento pi\u00f9 intenso di questo lavoro: rende lo spazio tangibile, l&#8217;aria quasi densa di onde sonore che ti circondano, ti fanno vibrare e attaccano l&#8217;apparato auditivo. Un lavoro durante il quale non ci si chiede se si sta assistendo a un video mandato in play o a una performance generativa: si tratta di pura esperienza fisica.<\/p>\n<p>Il tanto atteso video di <span class=\"testoscuro\">Herman Kolgen<\/span> (che dopo quasi un decennio di attivit\u00e0 con l&#8217;altra met\u00e0 del duo Skolz_Kolgen, ora si dedica alla pubblicit\u00e0 ed al video in HD), <em>Inject<\/em> coprodotto da Arcadi che sono anche i producer del festival Nemo di Parigi e dal Canada Arts Council), \u00e8 risultato troppo lungo, troppo videoclip, troppo HD, troppo pretenzioso. La quasi tridimensionalit\u00e0 dell&#8217;immagine ad alta definizione (che fa sembrare tangibili le bolle di ossigeno che escono dall&#8217;apparato respiratorio di un essere umano vagamente orientale, gettato ad affogare in un container pieno d&#8217;acqua, un trucco visivo che dopo Bill Viola \u00e8 diventato la prassi dei video pubblicitari &#8211; si veda quello della pasta Barilla) non ha aggiunto nulla a questo lavoro, sul quale oltre a un interrogarmi ricorrentemente su quando ne avrei visto la fine, ho cercato invano di riscontrare una qualche possibile traccia di liveness.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/audiovideo_lucreziacippitelli01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><em class=\"testo_iframe\">Herman Kolgen &#8211; Inject<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p>Molto Forte il lavoro degli Italiani <span class=\"testoscuro\">Ogino Knauss<\/span>, che sono stati invitati da Cimatics a lavorare in residency a Bruxelles per disvelare e narrare in una sinfonia audiovisiva i segni di una citt\u00e0 in trasformazione. <em>The geographer. Cit\u00e9 administrative<\/em> \u00e8 il risultato di questo lavoro di flaneurs e collezionisti di segni nascosti, perfettamente in sintonia con la ricerca portata avanti oramai da pi\u00f9 di un decennio dal trio.<\/p>\n<p>Treni e stazioni, segni sulle pareti scrostate dei muri, pattern geometrici e quasi astratti degli edifici amministrativi ipermoderni ora in abbandono sono il primo output della ricerca sul territorio urbano della capitale europea di Ogino Knauss: la citt\u00e0 in perenne trasformazione, il cui centro amministrativo (che coinvolge anche gli edifici lussureggianti e futuristici delle istituzioni Ue) sta lentamente divorando i quartieri residenziali e sta nello stesso tempo cadendo a pezzi. La performance \u00e8 interamente fondata sulla costruzione collettiva e geninuamente dal vivo di un&#8217;esperienza audiovisiva nel quale si \u00e8 risucchiati a scoprire l&#8217;interno degli edifici in via di smantellamento dei quali all&#8217;inizio vediamo solo le superfici lucide e cromate. Le migliaia di immagini raccolte durante la residency vengono messe in sequenza ed assimilate al suono prodotto dal vivo, mentre una voce parla di attese, spazi in disfacimento, identit\u00e0 della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Accanto alle performances audiovisive, Cimatics ha messo in networking anche eventi di carattere teorico che si sono svolti durante la settimana del festival. La due giorni di <span class=\"testoscuro\">Video Vortex, creatura di Geert Lovink<\/span> che ha portato da Amsterdam i suoi studenti ad ascoltare un nutrito gruppo di specialisti di video e networking, ha aperto il festival all&#8217;Atomium (l&#8217;ogetto di design urbano pi\u00f9 eccezionale e sottovalutato della modernit\u00e0). Una conferenza intitolata <span class=\"testoscuro\">The city of sounds<\/span> (tra i relatori anche Lorenzo Tripodi, membro di Ogino Knauss e il musicista e curatore Carl Michael Van Hauswolff) ha invece fatto interagire la gi\u00e0 citata Transmedia insieme al centro per l&#8217;arte Imal.<\/p>\n<p>Lo stesso Imal ha approfittato di Cimatics per esporre <em>Chapter 1 &#8211; The Discovery<\/em>, un lavoro dell&#8217;artista spagnolo <span class=\"testoscuro\">Felix Luque<\/span> <span class=\"testoscuro\">S\u00e1nchez<\/span>, prodotto dal medialab <span class=\"testoscuro\">LABoral Centro de Arte y Creaci\u00f3n Industrial<\/span> di Gijon, che parteciper\u00e0 anche al prossimo Transmediale. L&#8217;installazione \u00e8 un omaggio alla fantascienza classica: un poliedro nero i cui spigoli si illuminano ed emettono suoni, quasi fosse un corpo estraneo al pianeta Terra arrivato da un altra galassia ed in attesa di comunicare con le forme umane che gli si avvicinano. Secondo le intenzioni, <em>Chapter 1 &#8211; The Discovery<\/em> dovrebbe essere un lavoro interattivo, che reagisce cio\u00e8 alla presenza ed ai movimenti di chi ci si avvicina. Nella realt\u00e0 l&#8217;interazione \u00e8 alquanto confusa e non riesce interamente a palesarsi: per provarla bisogna leggere attentamente il testo di presentazione fornito all&#8217;ingresso del black box che la ospita.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\">\n<div align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/audiovideo_lucreziacippitelli05.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><em>Mika Vaino Exhibition &#8211; MediaRuimte<\/em><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p>Il laboratorio e spazio espositivo <span class=\"testoscuro\">MediaRuimte guidato dal collettivo LAB[au]<\/span> ha invece partecipato al festival proponendo l&#8217;installazione <em>2 * 540 kHz<\/em> del musicista Finlandese <span class=\"testoscuro\">Mika Vainio<\/span>. Il lavoro \u00e8 il risultato della residency di Vainio, uno dei due componenti dei quasi-ex PanSonic (in corso in questa fine 2009 il loro tour di addio), presso il MediaRuimte, che ha contribuito come producer alla realizzazione dell&#8217;opera.<\/p>\n<p>L&#8217;idea di invitare Vainio a produrre ed esporre \u00e8 legata alla totale mancanza di documentazione sulla produzione artistica del musicista, che negli anni ha realizzato decine di progetti installativi senza per\u00f2 conservarne la memoria.<em> 2 * 540 kHz<\/em> \u00e8 presentata al MediaRuimte insieme al lancio di un libro monografico sull&#8217;artista realizzato dalla label tedesca <span class=\"testoscuro\">Raster-Noton<\/span> e coprodotto dagli stessi LAB[au].<\/p>\n<p>Il libro (con testi a cura di <span class=\"testoscuro\">Carl Michael Van Hauswolff e di Daniela Cascella<\/span>), dal titolo <em>Time Examined<\/em>, \u00e8 installato sotto forma di microfilm all&#8217;interno della galleria, per essere cos\u00ec esplorato dai visitatori. La scelta di rendere fruibili gli estratti visivi della pubblicazione sotto questa forma deriva dalla volont\u00e0 di accompagnare coerentemente l&#8217;installazione, che si presenta come un concerto per radio antiche sapientemente installate nella galleria: il tocco retr\u00f2 del microfilm ben si accompagna al carattere puramente analogico delle radio antiche ed alla loro qualit\u00e0 sonora calda, imperfetta e low definition. <em>2 * 540 kHz<\/em> riprende ed amplia un progetto precedente di Vainio che operava sul sintonizzatore di una radio: qui due composizioni di diverse lunghezze vengono riprodotte a loop da due sezioni di radio.<\/p>\n<p>Ogni composizione \u00e8 trasmessa da due piccoli trasmettitori piazzati nel centro dell&#8217;installazione: ciascuno dei trasmettitori \u00e8 settato su una frequenza diversa e si d\u00e0 come una piccola radio autonoma. Le due serie di radio, installate come due ali a destra e sinistra dei due trasmettitori, sono sintonizzate sulle due frequenze: la composizione viene cos\u00ec diffusa nell&#8217;ambiente dalle radio.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag50\/articoli\/img\/audiovideo_lucreziacippitelli06.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n<p>Secondo quanto affermano gli organizzatori nelle comunicazioni ufficiali, Cimatics 2010 non avr\u00e0 luogo. La piattaforma si prende due anni di pausa e c&#8217;\u00e8 da chiedersi come si evolveranno nel frattempo le cose a Bruxelles. La grigia capitale europea, citt\u00e0 fino ad oggi totalmente sottostimata se paragonata a Londra o Parigi per il mercato dell&#8217;arte, Berlino o Amsterdam\/Rotterdam per la scena d&#8217;avanguardia, Madrid e Barcellona per qualit\u00e0 della vita e gli investimenti nel settore culturale, sembra che stia diventando un polo di raccolta di artisti e producers, attratti dalle mille organizzazioni e proposte culturali che la citt\u00e0 offre.<\/p>\n<p>Complici di questa evoluzione uno stato sociale che sostiene le politiche di sviluppo culturale locale: \u00e8 soprattutto grazie a questo che spazi come MediaRuimte e Imal, Recyclart e Okno (ma anche festival come Cimatics) possono sopravvivere ed acquisire di anno in anno una dimensione internazionale.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.cimatics.com\/festival2009\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.cimatics.com\/festival2009\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u008f appena conclusa la settima edizione del festival Cimatics 2009 di Bruxelles, dopo una dieci giorni intensa di avvenimenti che hanno coinvolto tutta la citt\u0088.<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":34199,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,203],"tags":[29,54,55,65],"class_list":["post-10642","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-050","tag-audiovideo","tag-live-cinema","tag-live-media","tag-report"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Cimatics 2009: Festival e Citta&#039; 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