{"id":10632,"date":"2009-11-03T12:00:00","date_gmt":"2009-11-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-049\/in-the-beginning-was-cybernetics-relation-between-science-artists\/"},"modified":"2020-10-29T11:03:34","modified_gmt":"2020-10-29T10:03:34","slug":"in-the-beginning-was-cybernetics-relation-between-science-artists","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/in-the-beginning-was-cybernetics-relation-between-science-artists\/","title":{"rendered":"In Principio Fu La Cibernetica. Il Rapporto Tra Scienza E Artisti"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Che relazione c&#8217;\u00e8 tra arte digitale e scienza cibernetica? Sicuramente pi\u00f9 di quanto si possa immaginare. Il concetto di sistema, la ricerca di schemi di processo, l&#8217;importanza delle interconnessioni e della relazione tra sistema e ambiente (che sia macchina o organismo vivente), la centralit\u00e0 dell&#8217;informazione, il fenomeno della retroazione e dell&#8217;auto-organizzazion<em>e<\/em>, l&#8217;importanza del codice, sono i termini della ricerca cibernetica, ma anche potremmo tranquillamente affermare della ricerca di qualsiasi artista che si diletti con le nuove tecnologie.<\/p>\n<p align=\"left\">Ma andiamo con ordine, e cominciamo dallo scienziato. In principio fu <span class=\"testoscuro\">Norbert Wiener<\/span>: quella figura d&#8217;uomo che chiunque, solo scorrendo la sua biografia, non potrebbe che definire un \u201cautentico genio\u201d. A diciotto mesi impara l&#8217;alfabeto, a tre anni a leggere, e a cinque si diverte a declamare in greco e latino. A quindici anni, si laurea in matematica all&#8217;Universit\u00e0 di Tufts e a diciannove \u00e8 lo studente pi\u00f9 giovane all&#8217;Universit\u00e0 di Harvad a ricevere un dottorato in filosofia.<\/p>\n<p align=\"left\">Nel periodo della post specializzazione frequenta i grandi nomi della matematica e della logica: <span class=\"testoscuro\">Bertrand Russel, David Hilbert, Godfrey Harold Hardy<\/span>, tra i protagonisti di quel grande sommovimento che, da l\u00ec a poco, avrebbe fatto tremare le fondamenta della matematica e di tutte le scienze sorelle.<\/p>\n<p align=\"left\">Parliamo di quel primo trentennio del secolo scorso in cui tutto in una volta, a distanza di pochi anni, attraverso figure come <span class=\"testoscuro\">Einstein, Bohr, Heisenberg, G\u00f6del<\/span>, ci saremmo trovati davanti ad situazione di questo tipo: una continuit\u00e0 spazio-temporale come quarta dimensione (Einstein), una dualit\u00e0 ambigua ed irrisolvibile della materia (Bohr), un&#8217;indeterminazione insanabile dell&#8217;oggetto osservato (Heisenberg) e di pi\u00f9 all&#8217;impossibilit\u00e0 di dimostrare la coerenza di qualsiasi impianto assiomatico (G\u00f6del). Insomma davanti agli occhi del giovane Wiener, occhi che \u00e8 noto non vedessero tanto bene, ma questo non \u00e8 rilevante, si presentava un quadro dello stato delle scienze in termini di nuove ricerche, teorie, difficolt\u00e0, conflitti, paradossi tutt&#8217;altro che poco complesso. E quello che si incominci\u00f2 a sentire, oltre al frastuono tellurico che avrebbe portato alla cosiddetta \u201ccrisi dei fondamenti\u201d, sar\u00e0 l&#8217;esigenza di una vera e propria <em>ristrutturazione dei saperi,<\/em> cos\u00ec come la ricerca di metodologie nuove e di nuovi strumenti.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/ia_teresadefeo04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p align=\"left\">E Wiener sar\u00e0 tra i primi scienziati a raccogliere la sfida accompagnando la nascita di una nuova scienza: la <span class=\"testoscuro\">Cibernetica<\/span>. Chiamarla scienza, usando il singolare, forse non \u00e8 cos\u00ec esatto, dal momento che ci troviamo davanti ad un progetto di ricerca all&#8217;epoca inusualmente interdisciplinare: la nascita della cibernetica si suole indicare intorno al 1947 , anno in cui prendono avvio i fortunati incontri tenuti alla fondazione Macy: le <span class=\"testoscuro\">Macy conferences<\/span>, che videro la partecipazione di scienziati di diversa provenienza.<\/p>\n<p align=\"left\">Il progetto cibernetico si prefiggeva di rintracciare <em> i meccanismi di comunicazione e di controllo comuni a macchine ed animali<\/em> , attraverso un approccio interdisciplinare che coinvolgeva la matematica come la biologia, l&#8217;ingegneria, le scienze sociali. Il titolo della prima riunione, tanto per comprendere subito i temi del dibattito cibernetico, fu ufficialmente: <em>Feedbach Mechanisms and Circular Causal System in Biological and Social Syste,<\/em>ovvero, \u201cMeccanismi di retroazione e causalit\u00e0 circolare nei sistemi biologici e nei sistemi sociali\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">A quella prima conferenza erano presenti il neurofisiologo <span class=\"testoscuro\">Warren Mc Culloch<\/span>, gli antropologi <span class=\"testoscuro\">Gregory Bateson e Margaret Maed<\/span>, i piscologi <span class=\"testoscuro\">Kurt Lewin e Paul Lazarsfeld<\/span>, l&#8217;ingegnere delle comunicazioni <span class=\"testoscuro\">Julian Bigelow <\/span>e i matematici <span class=\"testoscuro\">Norbert Wiener e John von Naumann. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\">La pratica interdisciplinare, impostata progettualmente come premessa nelle ricerche cibernetiche, fu uno dei primi esempi di un approccio orizzontale che sappiamo ebbe molta fortuna. Come avr\u00e0 molta fortuna l&#8217;obbiettivo che si proponevano questi scienziati: la convinzione dell&#8217;esistenza di uno \u201cschema processuale\u201d comune ad organismi viventi e macchine, rintracciato attraverso una ricerca uniforme garantita dall&#8217;utilizzo di un metodo \u201csintetico\u201d e \u201ccomportamentale\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">La possibilit\u00e0 di riunire in una nuova teoria tanto i &#8220;meccanismi fisiologici&#8221; che i criteri di funzionamento degli &#8220;automi complessi&#8221; veniva praticata grazia all&#8217;individuazione di un fenomeno comune: il &#8220;fenomeno della retroazione&#8221; (feedback) e della &#8220;causalit\u00e0 circolare&#8221;.<\/p>\n<p align=\"left\">Le novit\u00e0 in questo senso, da un punto di vista di orientamento generale nell&#8217;affrontare scientificamente determinate problematiche saranno notevoli: un mutamento fondamentale nel modo di considerare la \u201cmacchina\u201d, vista non pi\u00f9 in modo cartesiano come un insieme di ingranaggi e stantuffi, ma come un \u201csistema aperto\u201d, disponibile alla comunicazione con l&#8217;ambiente esterno; la pratica di un approccio sistemico incentrata in primo luogo sul concetto di \u201csistema\u201d, che trover\u00e0 poi il suo consolidamento e la sua fortuna attraverso la <em>Teoria generale dei sistemi <\/em>di <span class=\"testoscuro\">Bertalanffy<\/span> pubblicata nel 1968; l&#8217;attenzione al concetto di informazione ed ai processi comunicativi, intesi come elementi essenziale per comprendere il \u201ccomportamento\u201d del sistema, le sue relazioni con l&#8217;ambiente, la relazione tra il sistema e le sue parti, indipendentemente dalla natura del sistema, sia artificiale che biologico; il concetto di rete; la relazione tra reti neuronali e logica binaria; il dialogo interdisciplinare.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/ia_teresadefeo05.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><br \/>\n<em>Photo courtesy by The Centre of Attention<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">L&#8217;insieme di questi interessi e la specificit\u00e0 delle loro metodologie, l&#8217;utilizzo delle macchine, la relazione posta tra macchina ed organismi viventi, le ricerche che porteranno all&#8217;invenzione del primo elaboratore di informazioni, costituiranno il nerbo di ci\u00f2 che \u00e8, e che sar\u00e0, la cibernetica. Disciplina che lo stesso<span class=\"testoscuro\"> Heidegger<\/span>, annunciata ormai la centralit\u00e0 incontrastata della &#8220;tecnica&#8221;, definir\u00e0 la scienza in grado di prendere il posto della filosofia. Questo per la capacit\u00e0 della scienza cibernetica di prendere su di s\u00e9 il compito di raccordare e unificare i diversi ambiti scientifici, e le sfere dell&#8217;organico e dell&#8217;inorganico. Contrariamente alla filosofia, dir\u00e0 Heidegger, l&#8217;unit\u00e0 delle sfere tematiche del sapere raggiunta dalla cibernetica, non sar\u00e0 pi\u00f9 l&#8217;unit\u00e0 del fondamento ma un unit\u00e0 rigorosamente tecnica.<\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\">Norbert Wiener<\/span> racchiuder\u00e0 il senso, gli obbiettivi, le ricerche della nuova scienza all&#8217;interno del saggio \u201c<em>Cybernetics: or Control and Communication in the Animal and the Machine<\/em>\u201d nel 1948. La fascinazione e la diretta influenza della scienza cibernetica sugli artisti ed i movimenti artistici sviluppatisi sopratutto tra gli anni &#8217;50 e &#8217;60 sar\u00e0 molto forte e, passando per <em>l<\/em>&#8216;arte cinetica e programmata, risulter\u00e0 determinante per il costituirsi delle arti digitali. Come non meno forte fu l&#8217;influenza della tecnica<em>, <\/em>della robotizzazione industriale, ma anche dei nuovi ritrovati scientifici, sulle arti delle avanguardie, ma questa \u00e8 cosa nota.<\/p>\n<p align=\"left\">I legami tra arte e cibernetica non sono molto dibattuti, perch\u00e9 l&#8217;approfondimento di alcuni assunti cibernetici, le sue ricerche, le sue intersezioni con altri ambiti disciplinari possono risultare fondamentali per comprendere il senso, la specificit\u00e0, lo statuto delle arti digitali ed i legami oggi sempre pi\u00f9 forti tra pratica artista e scientifica insieme all&#8217;utilizzo e l&#8217;esplorazione condivisa delle delle nuove tecnologie.<\/p>\n<p align=\"left\">La centralit\u00e0 della riflessione sulla <em>tecnica<\/em>, l&#8217;intersezione dei saperi e dei generi, l&#8217;abbandono della dualit\u00e0 soggetto-oggetto e della mimesi a favore della considerazione della realt\u00e0 come \u201cstruttura\u201d, \u201cschema di processo\u201d, &#8220;sistema di forze&#8221;, sono espressioni che possiamo gi\u00e0 ritrovare nelle esperienze astrattiste e della <span class=\"testoscuro\">Bauhaus <\/span>come del <span class=\"testoscuro\">Costruttivismo<\/span>.<\/p>\n<p align=\"left\">Pi\u00f9 di altri, esemplare in questo senso, \u00e8 l&#8217;esperienza di <span class=\"testoscuro\">Naum Gabo<\/span> secondo cui \u201cla linea vale solo come direzione delle forze statiche e dei loro ritmi negli oggetti\u201d; l&#8217;artista non vede pi\u00f9 \u201ccose\u201d, ma relazioni tra le parti e testimoni sono le sue complesse e sottilissime sculture, che non rappresentano oggetti ma direzioni di forze, ritmo di relazioni, una vera e propria struttura soggiacente.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/ia_teresadefeo02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><br \/>\nSimian Mobile Disco &#8211; Audacity of Huge feat. Chris Keating of Yeasayer (Naum Gabo Remix)<\/p>\n<p align=\"left\">Insieme a Gabo, seguendo questo discorso, ma anche per l&#8217;affermarsi dell&#8217;importanza di una pratica interdisciplinare, fondamentale sar\u00e0 l&#8217;esperienza di <span class=\"testoscuro\">Itten<\/span>, la cui <em>Torre di Fuoco<\/em> (1919), per portare un esempio, come lui stesso dice avrebbe rappresentato la sintesi della \u201cnuova costruzione del futuro, la quale sar\u00e0 tutto in una sola forma: architettura, scultura, pittura\u201d.<\/p>\n<p align=\"left\">Bellissimi, avveniristici, femminili, ci piace ricordare i fotomontaggi dell&#8217;artista bauhaus <span class=\"testoscuro\">Irene Hoffman<\/span> che preannunciano il melting pot, le relazioni sociali, le interazioni tra cronaca e storia del complesso mondo dell&#8217;informazione. E certo parlando di intersezioni non possiamo dimenticare l&#8217;esperienza dell&#8217;ungherese <strong class=\"testoscuro\">Moholy-Nagy<\/strong>. Ma i legami pi\u00f9 diretti tra Cibernetica e pratica artistica, come non sar\u00e0 difficile immaginare, si determineranno proprio all&#8217;interno delle ricerche di quegli artisti, che in modo rivoluzionario ed assolutamente ante-tempo, lavoreranno con le \u201cnuove tecnologie\u201d aprendo la strada alle arti digitali ed interattive.<\/p>\n<p align=\"left\">Caso unico ai tempi, ed assolutamente anticipatore delle ricerche convergenti tra arte e tecnologia, sar\u00e0 <span class=\"testoscuro\">Nicolas Sch\u00f6ffer <\/span> che dichiaratamente far\u00e0 riferimento, per la progettazione delle sue opere, alle teorie cibernetiche di Norbert Wiener. In particolare, i concetti cibernetici di sistema e di retroazione suggeriranno a Sch\u00f6ffer l&#8217;idea di una processualit\u00e0 artistica nei termini di un sistema organizzato basato sui fenomeni della causalit\u00e0 circolare e degli anelli di retroazione. Non a caso Sch\u00f6ffer fu considerato il padre dell&#8217;arte cibernetica e <em>CYSP 1<\/em> (1956) la prima opera cibernetica della storia dell&#8217;arte.<\/p>\n<p align=\"left\"><em>CYSP 1<\/em> \u00e8 una scultura, che in linea con gli interessi di Sch\u00f6ffer, coniuga luce, suono e movimento. L&#8217;opera, addirittura dotata nella sua base di un cervello elettronico e di \u201cproto software\u201d, sviluppati dalla Philips, si presenta come una scultura dinamica in costante mutamento grazie ad un motore che anima le parti strutturali, e fotocellule elettriche e microfoni che modificano, volta volta, il suo stato attraverso luci e suoni differenti, selezionati mediante rilevazioni ambientali esterne.<\/p>\n<p align=\"left\"><em>CYSP 1<\/em>, in linea con le idee cibernetiche, \u00e8 un sistema aperto, in grado di rilevare informazioni dall&#8217;ambiente e modificarsi, come, a sua volta, modificare l&#8217;ambiente circostante attraverso la risposta sinestetica (luci e suoni) delle nuove informazioni rilevate, seguendo il meccanismo cibernetico della casualit\u00e0 circolare ad anelli di retroazione.<\/p>\n<p align=\"center\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/ia_teresadefeo01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><br \/>\n\u00a9 Tour Lumi\u00e8re Cybern\u00e9tique, de Nicolas Sch\u00f6ffer<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">Ancora pi\u00f9 complessa \u00e8 l&#8217;opera che Sch\u00f6ffer realizza nel 1955 in occasione del Salone dei Lavori Pubblici presso il Parco di Saint Cloud, lungo la Senna: <em>Spatiodynamique et Cybern\u00e9tique et Sonore<\/em>. La Spazio-dinamico cibernetico e sonoro del 1955, dotato di apparecchiature per i tempi molto sofisticate (<em>o<\/em>meostato, sensori, magnetofono, motori elettrici), si presenta come una torre in ferro di cinquanta metri, simile ai ripetitori telefonici, costituita da diversi livelli ed annesse lastre rettangolari colorate. La struttura, grazie ad apparecchi di rilevazione ambientale (in grado di rilevare vento, tasso di umidit\u00e0, luce, suoni, voci), \u00e8 capace di modificarsi con l&#8217;ambiente e selezionare volta volta l&#8217;emissione di cicli sonori diversi, che furono realizzati per l&#8217;occasione da <span class=\"testoscuro\">Pierre Henry<\/span>, compositore di musica concreta.<\/p>\n<p align=\"left\">Henry registr\u00f2 su un <span class=\"testoscuro\">magnetofono multipista <\/span>(uno dei primi in circolazione prodotti dalla Philips, azienda che in pi\u00f9 di un&#8217;occasione sponsorizzer\u00e0 i lavori di Sch\u00f6ffer) una composizione sonora ottenuta dall&#8217;urto delle lastre metalliche della torre stessa in dodici cicli sonori, che attraverso le rilevazione andavano diversamente combinandosi ottenendo melodie sempre diverse. La scultura risultava sensibile all&#8217;ambiente esterno (alla luce, al tasso di umidit\u00e0, ai suoni, alle voce della gente) acquistando cos\u00ec un&#8217;anima interattiva, in grado di ricevere e dare informazioni e modificare se stessa e l&#8217;ambiente in relazione ai dati acquisiti e rilevati.<\/p>\n<p align=\"left\">Fu la prima installazione in grado di generare suoni in tempo reale e la prima ad avvalersi di sensori, dispositivi di interazione a distanza. E Sch\u00f6ffer fu uno dei primi artisti cibernetici. Era solo il 1955.<\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che relazione c&#8217;\u008f tra arte digitale e scienza cibernetica? Sicuramente pi\u009d di quanto si possa immaginare. 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The concept of the system, the research of process patterns, the importance of interconnections and the relationship between system and environment (be it a machine or living organism), the centrality of information, the phenomenon of retroaction and self-management, the importance of code, are the terms of cybernetic research, but it could also be said that this is true for the research of any artist who works with new technologies. [:it]Che relazione c'\u008f tra arte digitale e scienza cibernetica? Sicuramente pi\u009d di quanto si possa immaginare. Il concetto di sistema, la ricerca di schemi di processo, l'importanza delle interconnessioni e della relazione tra sistema e ambiente (che sia macchina o organismo vivente), la centralit\u0088 dell'informazione, il fenomeno della retroazione e dell'auto-organizzazione, l'importanza del codice, sono i termini della ricerca cibernetica, ma anche potremmo tranquillamente affermare della ricerca di qualsiasi artista che si diletti con le nuove tecnologie. 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