{"id":10631,"date":"2009-11-03T12:00:00","date_gmt":"2009-11-03T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-049\/stelarcs-extrabody-the-technologic-chimera\/"},"modified":"2020-10-29T11:03:25","modified_gmt":"2020-10-29T10:03:25","slug":"stelarcs-extrabody-the-technologic-chimera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/stelarcs-extrabody-the-technologic-chimera\/","title":{"rendered":"L&#8217;extracorpo Di Stelarc: La Chimera Tecnologica"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">L&#8217;arte dovrebbe essere sempre avanguardia di concetti e tecniche per porsi come approccio alla comprensione degli uomini e all&#8217;anticipazione di cosa saranno e come si comporteranno.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Alla luce di questa premessa, <span class=\"testoscuro\" style=\"text-decoration: underline;\">Stelarc<\/span>, pioniere della performance estrema e della performance supportata da sistemi interattivi robotici e di realt\u00e0 virtuale, rappresenta senza alcun dubbio un punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che intendono affrontare un progetto artistico che punta ad utilizzare come mezzo espressivo la tecnologia.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">E per quegli artisti <em>digital native<\/em>, egli \u00e8 un modello non solo per il modo in cui conduce una ricerca in modo coerente sul corpo nell&#8217;era postmoderna utilizzando tutti i mezzi che quella era gli ha offerto, ma anche per il fatto di essere riuscito a consegnare in modo esaustivo e predittivo una riflessione sempre attuale riguardo al processo evolutivo dell&#8217;uomo, limitato rispetto alla complessit\u00e0 ambientale, attraverso la sua estensione con artefatti protesici tecnologici.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\">Stelarc<\/span> \u00e8 un artista australiano, oggi sessantatreenne, attualmente responsabile per le arti performative alla Brunel University West London, nominato professore onorario in arte e robotica presso la rinomata universit\u00e0 americana Carnegie Mellon University. Ha iniziato la sua ricerca artistica negli anni settanta con la serie di performance basate sulla sospensione dove ha esposto il suo corpo nudo agganciato a dei supporti con decine di uncini conficcati nella pelle. La sua ricerca sul corpo, orientata alla dimostrazione della sua obsolescenza e vuotezza, \u00e8 andata poi in direzione dell&#8217;uso delle protesi, della robotica, di internet, della realt\u00e0 virtuale, dell&#8217;intelligenza e della biotecnologia per dichiarare l&#8217;estensibilit\u00e0 del corpo con la tecnologia come requisito della sua evoluzione.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/ia_serenacangiano06.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\">Stelarc ha investigato questa idea di corpo con progetti quali: <em>The third hand<\/em>, il terzo braccio robotico, <em>Ping body<\/em>, una performance in cui gli stimoli generati da un braccio determinano il movimento involontario del corpo, <em>Exoskeleton<\/em>, un sistema robotico a sei arti controllato dal corpo dell&#8217;artista, <em>The stomach sculpture<\/em>, una capsula di 15mmX50mm inserita nello stomaco dell&#8217;artista, <em>Blender<\/em>, una installazione che rigenera la materia organica di Stelarc e Nina Sellars, <em>The ear on arm<\/em> la protesi di un orecchio inserita nel braccio di Stelarc in modo permanente e connessa ad un sistema di trasmettitori bluetooth.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Dal 23 al 26 ottobre, Stelarc \u00e8 stato ospite di due eventi di <span class=\"testoscuro\" style=\"text-decoration: underline;\">Tec Art Eco<\/span>, un progetto triennale promosso dalle associazioni <span class=\"testoscuro\">Ariella Vidach \u0096 AiEP (Milano) e Avventure in Elicottero Prodotti (Lugano)<\/span>, che propone una serie di festival interdisciplinari, laboratori produttivi, workshop e incontri con artisti internazionali sui temi dell&#8217;arte, la tecnologia e la sostenibilit\u00e0 ambientale. Nel contesto di questo nuovo progetto, un gruppo numeroso di giovani artisti, appassionati e studiosi del rapporto tra arte e tecnologia ha potuto confrontarsi con il corpo presente di Stelarc in citt\u00e0 dove non ci si aspetterebbe mai di poter avere l&#8217;opportunit\u00e0 di ascoltare di persona un pioniere dell&#8217;arte interattiva, Lugano e Gallarate.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Nel primo evento, <span style=\"text-decoration: underline;\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.tecarteco.net\/2009\/10\/09\/la-bellezza-remixata-ottobre-2009\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Extracopri: la bellezza remixata<\/a><\/span>, tenutosi al Palazzo dei congressi di Lugano, Stelarc si \u00e8 confrontato \u0096 in uno storico incontro \u0096 con un altro artista della performance meccatronica, nonch\u00e8 fondatore della Fura Dels Baus, <span class=\"testoscuro\">Marcel-l\u00ed Ant\u00fanez Roca<\/span>. Nel secondo, &#8220;<span style=\"text-decoration: underline;\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.tecarteco.net\/2009\/10\/09\/ridisegnare-il-corpo-corpi-obsoleti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ridisegnare il corpo \/ Corpi obsoleti<\/a><\/span>&#8221; Stelarc ha offerto la sua presenza fisica per un workshop presso la GAM di Gallarate e la sua presenza virtuale per <em>Avatars have no organs<\/em>, una performance di circa 15 minuti eseguita nella galleria <em>The Virtual Stelarc initiatives<\/em> in Second Life, dimostrando la versatilit\u00e0 della sua ricerca rispetto ai mezzi tecnologici contemporanei.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Non abbiamo quindi voluto scrivere un pezzo &#8220;classico&#8221; su Stelarc, n\u00e8 abbiamo voluto ripercorrere con lui tutto il suo ricchissimo percorso artistico: Stelarc \u00e8 artista talmente conosciuto che \u00e8 possibile trovare in rete moltissime sue interviste e riflessioni sul rapporto tra arte e scienza. Abbiamo voluto invece conoscere l&#8217;uomo che sta alla base dell&#8217;artista, riflettere sull&#8217;attualit\u00e0 della sua arte e della sua ricerca, e per questo motivo abbiamo voluto documentare le risposte di Stelarc alle domande rivolte da me e dal pubblico di giovani artisti e di studiosi invitati (Marco Mancuso, Pierluigi Capucci, Mariagrazia Mattei tra gli altri) che hanno partecipato ai due eventi Tec Art Eco.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/ia_serenacangiano04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Serena Cangiano:<\/strong> Analizzando il tuo percorso artistico, la prima curiosit\u00e0 nasce soprattutto su come sia avvenuto il passaggio dalle performance delle sospensioni a quelle con la tecnologia avanzata. Cosa ti ha spinto a orientare la tua ricerca e sperimentazione dal corpo nudo esposto alle forze naturali alla sperimentazione con sistemi tecnologici complessi?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Stelarc<\/strong>:<\/span> Quando inizio un progetto, di solito, parto da un&#8217;azione fisica, introducendo successivamente la tecnologia. Le sospensioni mi hanno permesso di investigare e poi manifestare l&#8217;obsolescenza e la vuotezza del corpo. Una volta vuoto e obsoleto, il corpo \u00e8 diventato l&#8217;ospite migliore per tutta quella tecnologia che intendiamo inserire al suo interno. La realizzazione del corpo come entit\u00e0 obsoleta, vuota e involontaria, ha permesso di rendere il corpo un buon ospite per l&#8217;interfaccia e l&#8217;interazione con la tecnologia al fine di realizzare operazioni aumentate e amplificate.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Serena Cangiano<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Come sono trattati nel tuo lavoro gli aspetti riguardanti l&#8217;estetica?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Stelarc<\/strong>:<\/span> Innegabilmente se osserviamo l&#8217;oggetto del progetto <em>The third hand<\/em> o <em>The extended arm<\/em> possiamo notare che essi condividono la stessa estetica con la tecnologia in s\u00e8, con gli stessi materiali di cui la tecnologia \u00e8 composta. In quei progetti non ho voluto nascondere la tecnologia. L&#8217;estetica di quei progetti deriva dalla performance della costruzione della tecnologia piuttosto che da una precisa scelta estetica che avrebbe condizionato ogni cosa a rispondere stilisticamente ad essa.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Per esempio, l&#8217;estetica delle sospensioni era generata dall&#8217;azione di eseguire la sospensione oppure, a volte, l&#8217;estetica era l&#8217;inquadratura dell&#8217;immagine dove veniva incapsulata l&#8217;intera performance, come nel caso delle sospensioni create con il contrappeso delle rocce. Nel caso, invece, delle sospensioni dove il corpo si muoveva e oscillava, era la coreografia del corpo, che ne documenta l&#8217;azione e diventa la sua estetica. La pelle tirata delle sospensioni \u00e8 parte dell&#8217;estetica di un corpo che non \u00e8 a gravit\u00e0 zero, ma di un corpo che ha un peso. In un certo senso, direi che l&#8217;estetica delle mie performance non \u00e8 predeterminata, ma piuttosto \u00e8 generata attraverso nuove combinazioni con la realt\u00e0 contaminata dai sistemi tecnologici e virtuali con la quale il corpo agisce.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/ia_serenacangiano05.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Serena Cangiano<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Nella tua ricerca artistica hai toccato trasversalmente tanti e diversi ambiti di ricerca come la ricerca scientifica in ambito medico, biologico e quella pi\u00f9 specificatamente tecnologica della robotica e della realt\u00e0 virtuale immersiva. Nello sviluppo dei tuoi progetti, quanto peso o influenza ha l&#8217;interazione con questi ambiti disciplinari? Cosa, quindi, pensi della relazione tra arte, scienza e tecnologia rispetto al tuo lavoro?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Stelarc<\/strong>:<\/span> Arte e scienza sono molto diverse sia nelle strategie che nei risultati. L&#8217;arte \u00e8 qualcosa che \u00e8 pi\u00f9 legata al fatto di porsi delle domande rispetto all&#8217;approccio scientifico che, invece, cerca risposte a delle domande. Per questo, l&#8217;arte \u00e8 interessante solo quando genera pi\u00f9 domande che risposte poich\u00e9 essa dovrebbe essere un&#8217;interpretazione instabile del mondo che apre ad altre forme d&#8217;investigazione e altre scoperte, conducendoci verso direzioni totalmente inaspettate. In alcune aree scientifche possiamo trovare delle similitudini con l&#8217;approccio artistico come, ad esempio, nella meccanica quantistica dove la teoria dipende molto da una valutazione immaginaria e da speculazioni sui possibili modi in cui \u00e8 strutturato l&#8217;universo. Ma, penso che, in generale, non vogliamo che gli artisti svolgano questo tipo di ricerca come non vogliamo che gli scienziati si trasformino in cattivi artisti. Ritengo che sia meglio che scienziati e artisti stiano lontano gli uni dagli altri. L&#8217;unica cosa che porta ad avvicinarli \u00e8 la tecnologia che, per\u00f2, utilizzano in maniera diversa e per scopi diversi.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Ricordo a questo proposito quando fu costruita la &#8220;terza mano&#8221; per la prima volta nel 1980: fui invitato al Jet Propulsion lab a Pasadena e allo Johnson Space Center di Houston per fare una presentazione all&#8217;Extra Vehicular Activity Group dove era nato un interesse per gli aspetti tecnologici del mio progetto. Purtroppo, non siamo riusciti a trovare punti di connessione perch\u00e9 la mia mano era stata progettata per essere una terza mano.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Ci sono delle connessioni interessanti tra arte e scienza, ma penso sia pretenzioso pensare che un&#8217;artista abbia influenza su uno scienziato e uno scienziato su di un&#8217;artista. Nel mio caso, l&#8217;aspetto collaborativo alla base dei miei progetti artistici consiste solo nella condivisione della conoscenza e delle competenze finalizzata alla realizzazione di progetti di ampia scala che non puntano ad ottenere nessun risultato concreto.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/ia_serenacangiano02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Pierluigi Capucci<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Nella tua ricerca sei riuscito a fornire una lungimirante riflessione sul corpo del futuro, quello che ora \u00e8 il corpo del nostro presente, aumentato dalle protesi comunicative dei sistemi di ambient intelligence, di telefonia mobile, di telepresenza in rete. Rispetto all&#8217;avanzamento tecnologico del nostro presente come vedi, invece, il corpo del prossimo futuro?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testoscuro\">Stelarc<\/span><\/strong>: Io penso che esistano scenari interessanti riguardo al futuro del corpo. Sono stati generati molti futuri per il corpo umano e non parlo non solo di quelli sviluppati nell&#8217;ambito della letteratura fantascientifica. Il corpo umano inaspettatamente \u00e8 diventato di recente un ospite per le macchine, mentre in modo proporzionale la tecnologia si sta miniaturizzando tanto che \u00e8 ora possibile inserirla in modo sicuro nel corpo.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Su scala nanotecnologica, la tecnologia sar\u00e0 capace di ri-colonizzare il corpo umano. Come ora siamo colonizzati da batteri e virus, nel futuro saremo ri-colonizzati da computer, sensori e nanorobot. Questo \u00e8 uno scenario plausibile rispetto, invece, a quelli ipotizzati nei manga giapponesi o i prodotti e personaggi della fantascienza che immaginavano estensioni esterne e gli esoscheletri come quelli che utilizzato. Forse nel futuro, il corpo diventer\u00e0 ospite per le macchine intelligenti che abbiamo creato e di tutta la tecnologia del futuro che diventer\u00e0 invisibile perch\u00e9 sar\u00e0 all&#8217;interno del corpo umano. Questo \u00e8 un possibile scenario, ma ce ne sono molti altri.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Le relazioni dell&#8217;uomo contemporaneo con le nuove tecnologie si stiano muovendo in direzione opposta, passo dopo passo, diventando sempre pi\u00f9 intime, emotive, virali, connettive e invasive. Al di l\u00e0 della fascinazione estetica e scientifica sempre presente, dell&#8217;importanza del passaggio storico tra gli immaginari cyberpunk e la moderna bio arte, al di l\u00e0 di quello che \u00e8 il percorso naturale di ricerca ed espressione di un artista, come rapporti il valore etico e riflessivo del tuo lavoro, relativo al nostro accoppiamento con le tecnologie, dagli ultimi dieci anni alla realt\u00e0 dell&#8217;uomo contemporaneo?<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testoscuro\">Stelarc<\/span><\/strong>: Io non sono interessato alla mera tecnicit\u00e0 delle operazioni che posso eseguire con la tecnologia, ma piuttosto sono interessato a come questi strumenti tecnici e <em>augumentations<\/em> alterano le possibilit\u00e0 operative del corpo. Infatti, pi\u00f9 eseguo le mie perfomance meno penso di avere una mia propria mente, una mente nel senso tradizionale e metafisico. Questo corpo che tu vedi \u00e8 un corpo vuoto che agisce in modo esteso e involontariamente, ma questo vuoto che lo caratterizza non \u00e8 un il vuoto generato da una mancanza, ma un vuoto generato da una estensione e una spinta verso l&#8217;esterno del s\u00e9 attraverso la tecnologia, i media elettronici e internet. Non c&#8217;\u00e8 niente in questo corpo, non ci sono immagini, nessuna idea, assolutamente niente c&#8217;\u00e8 in questo corpo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/ia_serenacangiano03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p lang=\"it-IT\">Cosa \u00e8 importante non \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 dentro di me, ma piuttosto cosa succede tra di noi, nel medium del linguaggio con il quale comunichiamo, nelle istituzioni sociali in cui noi operiamo, nella cultura da cui siamo condizionati. Per me, cosa la tecnologia fa \u00e8 esporre e svuotare il corpo, ma questo vuoto e obsoleto corpo diventa un ospite migliore per le architetture anatomiche alternate che sono una combinazione tra l&#8217;uomo, il computer e il sistema virtuale.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Ritengo che il problema sia di distinguere il corpo come un corpo normale nella sua presenza, intimit\u00e0 e prossimit\u00e0 biologica da quello tecnologico. Io propongo nelle mie performance un corpo con un tipo di sistema tecnologico, che \u00e8, in realt\u00e0, il sistema tecnologico che tutti noi utilizziamo. Io eseguo la performance sul palco amplificando il corpo con i sistemi interattivi, ma tutti ora abbiamo un computer, un telefono, tutti noi operiamo in ambienti contaminati tecnologicamente e ricchi di informazioni. Io penso che la tecnologia non \u00e8 un alieno-altro ma piuttosto quello che costruisce la civilt\u00e0 umana, che ci spiega cosa significa essere umani, che ci permette di esporci simultaneamente come dei sistemi operativi.<\/p>\n<hr \/>\n<p lang=\"it-IT\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.stelarc.va.com.au\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.stelarc.va.com.au<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.tecarteco.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.tecarteco.net<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;arte dovrebbe essere sempre avanguardia di concetti e tecniche per porsi come approccio alla comprensione degli uomini e all&#8217;anticipazione di cosa saranno e come si comporteranno. Alla luce di questa premessa, Stelarc, pioniere della performance estrema e della performance supportata da sistemi interattivi robotici e di realt\u0088 virtuale, rappresenta senza alcun dubbio un punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che intendono affrontare un progetto artistico che punta ad utilizzare come mezzo espressivo la tecnologia.<\/p>\n","protected":false},"author":161,"featured_media":26228,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,202,330],"tags":[31,48,53],"class_list":["post-10631","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-049","category-science","tag-bio-art","tag-hacking","tag-interviews"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L&#039;extracorpo Di Stelarc: La Chimera Tecnologica &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-049\/stelarcs-extrabody-the-technologic-chimera\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"L&#039;extracorpo Di Stelarc: La Chimera Tecnologica &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Art concepts and techniques should always be avant-garde, and serve as an approach to men&#039;s comprehension as well as an anticipation of what they will be and how they will behave. In light of that assumption, Stelarc, who is a pioneer of extreme performances and of performances helped by interactive robotic systems and virtual reality, represents without a doubt an important reference point for all those who want to deal with an artistic project which uses technology as a means of expression.[:it]L&#039;arte dovrebbe essere sempre avanguardia di concetti e tecniche per porsi come approccio alla comprensione degli uomini e all&#039;anticipazione di cosa saranno e come si comporteranno. Alla luce di questa premessa, Stelarc, pioniere della performance estrema e della performance supportata da sistemi interattivi robotici e di realt\u0088 virtuale, rappresenta senza alcun dubbio un punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che intendono affrontare un progetto artistico che punta ad utilizzare come mezzo espressivo la tecnologia.[:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-049\/stelarcs-extrabody-the-technologic-chimera\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2009-11-03T12:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-10-29T10:03:25+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/ia_serenacangiano011.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"333\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Serena Cangiano\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Serena Cangiano\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"20 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-049\/stelarcs-extrabody-the-technologic-chimera\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/issue-049\/stelarcs-extrabody-the-technologic-chimera\/\",\"name\":\"L'extracorpo Di Stelarc: La Chimera Tecnologica &#8226; 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