{"id":10630,"date":"2009-11-03T12:00:00","date_gmt":"2009-11-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-049\/reffrewf-short-chronicle-of-a-contagion\/"},"modified":"2020-10-29T11:03:08","modified_gmt":"2020-10-29T10:03:08","slug":"reffrewf-short-chronicle-of-a-contagion","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/hacktivism\/reffrewf-short-chronicle-of-a-contagion\/","title":{"rendered":"Reff\/rewf. Breve Cronaca Di Un Contagio"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">\u201c<em>Dopo due secoli di rivoluzione e quasi-rivoluzione, emerge una lezione storica: non si pu\u00f2 distruggere la struttura autoritaria, si pu\u00f2 solo resisterle\u201d &#8211; <\/em><em>Critical Art Ensemble<\/em>: <em>Disobbedienza Civile Elettronica (Castelvecchi, 1998)<\/em><\/p>\n\n<p>Per i lettori affezionati di questa rivista, <span class=\"testoscuro\">REFF<\/span> non \u00e8 una novit\u00e0: questa sigla risuona forse nelle loro orecchie come un eco familiare ed \u00e8 plausibile che conoscano in parte o in tutto la storia che c\u2019\u00e8 dietro. Me ripercorriamola insieme nelle sue tappe fondamentali (1). <span class=\"testoscuro\">REFF sta per RomaeuropaFakeFactory<\/span>. REFF \u00e8 la versione fake del (quasi) omonimo Romaeuropa Web Factory, concorso lanciato a gennaio 2009 da Telecom e Fondazione Romaeuropa per sostenere la creativit\u00e0 digitale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 farne un fake? E perch\u00e9 questo fake \u00e8 riuscito a ottenere consensi trasversali dal mondo dell\u2019attivismo, della new media art e persino della politica? Per capirlo, bisogna cercare nelle motivazioni. All\u2019inizio il Web Factory prevedeva al suo interno clausole bizzarre: come il divieto di utilizzare tecniche quali il remix e il mashup o richiedere ai partecipanti la cessione unilaterale dei diritti sulle opere inviate, anche per fini commerciali, o ancora riservare ai promotori del concorso la possibilit\u00e0 di remixare le stesse opere a piacimento.<\/p>\n<p>Acquisito il dominio <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.romaeuropa.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.romaeuropa.org<\/a>, lasciato libero dalla Fondazione (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.romaeuropa.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.romaeuropa.net<\/a>), REFF esiste con la sua identit\u00e0 di fake realissimo e l\u2019anima dello squatter: in pochi giorni la versione rivoltata del concorso (tutto dedicato al remix e in Creative Commons) sar\u00e0 online, raccogliendo a tempo record l\u2019adesione di un\u2019ottantina di partner da tutto il mondo.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/hacktivism_penelope06.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p class=\"testoscuro\">Primi sintomi<\/p>\n<p>Nella sfera mediatica, le reazioni non tardano ad arrivare, dal web coma dalla la stampa nazionale che si interessa subito alla vicenda. Il caso fa notizia e a marzo per il primo evento di presentazione il REFF al completo \u2013 un sorprendente college di performer, avvocati, docenti universitari, critici musicali e curatori, imprenditori, vj, architetti, artisti, attivisti del copyright e del mondo queer \u2013 invade il Senato organizzando conferenza internazionale: <em>Freedom to Remix. Politiche culturali e gestione della propriet\u00e0 intellettuale nell&#8217;era contemporanea<\/em>. Nella sala dell\u2019Ex Hotel Bologna, a due passi dal Pantheon, stipata di ospiti accorsi da tutt\u2019Italia e da diverse parti d\u2019Europa, c\u2019\u00e8 anche la Fondazione Romaeuropa rappresentata da una folta delegazione che osserva il fenomeno con stupore e con stupore maggiore assiste a un\u2019accoglienza festosa del fake che li invita a presentarsi e a prendere parte al dibattito. Risultato. Pochi giorni dopo sul sito del WebFactory appare una comunicazione rivolta ai partecipanti: i diritti di sfruttamento delle opere saranno d\u2019ora in poi limitati al solo uso non commerciale e per iniziative di promozione del concorso. Non \u00e8 che l\u2019inizio di un processo di contaminazione sorprendente, che porter\u00e0 l\u2019originale ad essere quasi indistinguibile dal suo fake.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\">Metamorfosi<\/p>\n<p>Ma veniamo alla cronaca dei fatti recenti. Il 16 settembre 2009 a Roma, presso l\u2019Opificio Telecom (nuova sede della Fondazione) viene presentata la nuova edizione del concorso Romaeuropa Web Factory. Ecco cosa scopriamo:<\/p>\n<ul>\n<li>logo: contrariamente all\u2019anno scorso, il concorso adotta la sigla REWF, prima utilizzata per esteso;<\/li>\n<li>licenze: contrariamente all\u2019anno scorso, il concorso abbandona le licenze proprietarie scegliendo le Creative Commons;<\/li>\n<li>remix: contrariamente all\u2019anno scorso, remix e mashup vietati dal regolamento vengono addirittura esplicitamente promossi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un\u2019intima sensazione di sollievo e soddisfazione si star\u00e0 impadronendo dell\u2019animo di ogni lettore che negli si sia battuto ora per la libera diffusione dei saperi, ora per smuovere il pantano legislativo in cui affoga il diritto d\u2019autore (e con lui gli autori medesimi e le loro opere): per una volta la battaglia sembra vinta su tutti i fronti, mentre la contaminazione completa.<\/p>\n<p>Ma ancora vi mancano due elementi importanti. Il primo, che sembra generato da un ambiguo sentimento di fascinazione\/identificazione dell\u2019originale verso il falso (di per s\u00e9 perfettamente spiegabile in termini psicoanalitici e di opportunit\u00e0), \u00e8 che <span class=\"testoscuro\">Beatpick<\/span>, promotore del REFF e suo partner principale per la sezione musica e videoarte, quest\u2019anno svolge esattamente lo stesso ruolo per il WebFactory: il falso entra nel corpo dell\u2019originale attraverso una sua componente organica \u201cviva\u201d operando, per restare nella metafora biologica, un vero e proprio innesto. Infine, come esclama Marco Scialdone &#8211; avvocato ufficiale del REFF nonch\u00e9 autore della prima opera nota di LawArt, leggendo il nuovo disclaimer legale: \u201c\u00c8 uguale a quello che ho fatto io!\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/hacktivism_penelope04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Esiti controversi<\/span><\/p>\n<p>Cosa \u00e8 dunque successo? Rallegrando gli animi di tutti, \u00e8 possibile concordare che una battaglia culturale \u00e8 stata effettivamente vinta su almeno tre fronti. Su un primo livello, vengono riconosciuti la legittimit\u00e0 e il valore delle forme di libera circolazione dei sapere. Su un secondo livello, la discriminazione operata dal concorso su forme di arte come il remix o il mashup, al centro del lavoro di moltissimi artisti da Warhol, a Borroughs, a Fluxus (ma anche dj, vj, e semplici utenti che scaricano, mischiano smontano e riassemblano ogni giorno), viene meno. Fondazione Romaeuropa e Telecom stessi, durante la conferenza stampa del 16 settembre, non possono fare a meno di ricordare in tre occasioni l\u2019apporto fondamentale che il REFF ha avuto nel ripensamento del concorso. Su un terzo livello, il plagarismo, con buona pace di fake e originali, afferma gioiosamente la sua sovranit\u00e0 sui regni del vero e del verosimile.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un elemento che ancora non \u00e8 stato preso in considerazione. La dinamica brevemente descritta \u00e8 anche (e soprattutto) paradigmatica del rapporto fra realt\u00e0 corporate\/istituzionali, produzione culturale\/artistica dal basso, artivismo, hacking: quegli imprevisti che nascono dai \u201cbug\u201d del sistema (o pi\u00f9 crudamente dalla ristrettezza e da condizioni ambientali sfavorevoli) e da l\u00ec (spesso loro malgrado) creano valore. Se la materia creativa &#8211; originaria pi\u00f9 che originale, anche quando si presenta sotto forma di un falso (d\u2019autore) &#8211; nasce in-da-attraverso quelle magmatiche zone interstiziali, \u00e8 anche vero che un virus per sua natura tende ad essere integrato dall\u2019organismo.<\/p>\n<p>A ben guardare, <span class=\"testoscuro\">REFF<\/span> racconta anche la storia di un conflitto squisitamente contemporaneo. Ambiguo, paradossale, multi-direzionale, non risolvibile in modo tradizionale in uno schema di contrapposizione dialogica, giocato su un territorio fatto di codici e linguaggi resi sempre pi\u00f9 indistinguibili. Come l\u2019originale dal suo fake. Come i linguaggi e le pratiche libertarie (prodotti dentro e fuori dalla rete) sono da tempo un florido territorio di conquista per il corporate (uso massivo di socialnetwork, fake fatti su misura, marketing non convenzionale, adozione di licenze libere sul software come sui contenuti, condivisione, innovazione, creativit\u00e0, modelli partecipativi, ideologia dell\u2019openess portata al parossismo).<\/p>\n<p>Intanto, se il REFF strizza l\u2019occhio e alla peculiare mutazione in corso salutandola con favore, ci chiediamo quali saranno le prossime mosse e in che direzione si evolver\u00e0 il rapporto fra questo riuscitissimo fake e il suo originale: Fondazione e, in testa a tutti, il colosso Telecom Italia.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/hacktivism_penelope05.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><span class=\"testoscuro\">Nuovi segnali<\/span><\/p>\n<p>A dire il vero le cose si muovono gi\u00e0. Parecchio e i direzioni del tutto inaspettate. Mentre su Wired Italia di ottobre compare un articolo a firma di Francesco Monico illustrando i successi ottenuti, il sito del progetto , che ad agosto ha subito un attacco hacker (un\u2019azione un po\u2019 fuori contesto visti gli intenti e i promotori dell\u2019iniziativa, ma per fortuna realizzata con l\u2019obiettivo di denunciare i massacri di Gaza), \u00e8 nuovamente online con un restyling del logo e della piattaforma.<\/p>\n<p>Ma le novit\u00e0 non riguardano solo la forma. Il 7 ottobre l\u2019iniziativa viene invitata a partecipare all<span class=\"Stile19\">\u2019<\/span><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.igf-italia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">IGF Italia<\/a><span class=\"Stile19\"> (2)<\/span> (incontro preparatorio dell\u2019Internet Governance Forum dell\u2019ONU previsto a Sharm el Sheik introno al 18 novembre (3)), per raccontare la sua esperienza a cavallo fra arte, innovazione e diritti digitali. \u00c8 quella l\u2019occasione in cui viene annunciata l\u2019apertura di una nuova sezione del concorso a sostegno della campagna internazionale sulla neutralit\u00e0 della rete:<span class=\"testoscuro\"> Creatives for Net Neutrality<\/span> (4) (siglato C4NN).<\/p>\n<p>Il progetto, nato e promosso grazie alla collaborazione col Movimento Scambio Etico (5), accoglier\u00e0 fumetti, video, banner pubblicitari, locandine, manifesti, brani musicali che in modo ironico sappiano comunicare i paradossi contenuti nel celebre \u201cPacchetto Telecom\u201d (6). Per chi non fosse informato sui sommovimenti legislativi di Bruxelles, il Pacchetto, presentato ufficialmente nel 2007, \u00e8 un progetto di riforma presentato al Parlamento Europeo per la modifica della direttiva europea del 2002 sulle telecomunicazioni in tutti i 27 Paesi membri dell&#8217;Unione. Il testo introduttivo di C4NN getta luce sule motivazioni sullo stato di allarme di centinaia di associazioni e attivisti in tutta Europa \u201cQueste norme permettono di filtrare e\/o degradare contenuti e applicazioni, per dare accesso preferenziale ad alcuni servizi bloccandone altri, e negando l&#8217;accesso a certi siti ad esclusivo giudizio dei Provider. Questo consente, alle lobby che controllano l&#8217;informazione ed ai Governi, di decidere cosa e come deve essere la Rete del futuro con il rischio di trasformarsi in un mero mezzo per far denaro e mantenere il monopolio dell&#8217;informazione<em>\u201d. <\/em><\/p>\n<p>La neutralit\u00e0 della rete \u00e8 invece il principio, applicato agli operatori che forniscono banda larga, servizi telefonici e trasmissioni televisive e pi\u00f9 in generale alla rete internet, secondo cui \u201cviene ritenuta neutrale una rete priva di restrizioni su contenuti, siti e piattaforme, di discriminazioni volontarie su flussi di comunicazione antagonisti, sui dispositivi connessi e sul modo in cui essi operano<em>\u201d<\/em>. Un principio ben poco discutibile, eppure proprio pochi giorni fa in fase di conciliazione, l\u2019emendamento 138 contenuto nel Pacchetto e unico elemento a favore della neutralit\u00e0 definendo l\u2019accesso ad Internet come un diritto fondamentale e vietandone la limitazione o l&#8217;interdizione in mancanza della sentenza della magistratura ordinaria, con un colpo di mano e in modo inatteso viene cancellato.<\/p>\n<p>Il Pacchetto verr\u00e0 definitivamente approvato a dicembre e c\u2019\u00e8 da dire che in questo caso non ci sono dubbi: un nuovo contagio libertario non avrebbe alcuna controindicazione anche se l\u2019organismo da contaminare questa volta avrebbe dimensioni europee.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/hacktivism_penelope03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/p>\n<p class=\"testoscuro\">Note<\/p>\n<p class=\"testo_iframe\">Una prima versione ridotta in forma cartacea di questo articolo \u00e8 stata pubblicata sul n\u00b0 187 di Hacker Journal (rivista rilasciata con licenza CC)<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"testo_iframe\">(1) Per una ricostruzione dettagliata delle fasi di sviluppo del REFF consultare questo link<\/p>\n<p>(2) <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.igf-italia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.igf-italia.it\/<\/a><\/p>\n<p>(3) <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.intgovforum.org\/cms\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.intgovforum.org\/cms\/<\/a><\/p>\n<p>(4) <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.romaeuropa.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.romaeuropa.org<\/a><\/p>\n<p>(5) <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.scambioetico.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.scambioetico.org<\/a><\/p>\n<p>(6) Per avere un\u2019informazione completa sulla campagna \u00e8 possibile seguire queste vicende sul sito \u201cLa Quadrature du Net\u201d, no profit francese che coordina il lavoro di molte organizzazioni europee: <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.laquadrature.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.laquadrature.net<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immaginate di avere un account Facebook, per molti non dovrebbe essere difficile. 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