{"id":10628,"date":"2009-11-03T12:00:00","date_gmt":"2009-11-03T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/"},"modified":"2020-10-29T11:02:50","modified_gmt":"2020-10-29T10:02:50","slug":"the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/","title":{"rendered":"Il Suono Riciclato Del Teatrino Elettrico Pigreco"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span class=\"testoscuro\">Signal<\/span> \u00e8 un festival internazionale di musica d\u2019avanguardia, elettronica e sperimentale, che si svolger\u00e0 per la terza edizione dal 6 al 14 Novembre prossimi a Cagliari, ideato e prodotto da <span class=\"testoscuro\">TiConZero<\/span>, associazione culturale che da anni si occupa di ricerca in ambito musicale, teatrale e artistico. Gli artisti coinvolti rappresentano le leve emergenti di una ricerca al confine tra la dimensione sonora e quella visiva. L&#8217;abbinamento della musica e la video arte \u00e8 infatti una scelta ispirata dalle commistioni, ormai piuttosto frequenti, tra i vari linguaggi artistici, soprattutto per quel che riguarda le produzioni d&#8217;avanguardia e di ricerca, che sono quelle a cui Signal vuole dedicare il suo interesse.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Tra i vari artisti presenti a Signal, ha suscitato il mio interesse la presenza del <span class=\"testoscuro\">Teatrino Elettrico Pigreco<\/span>, in qualit\u00e0 non solo di performer ma anche titolari di un workshop, di un laboratorio cio\u00e8 di sonorizzazione e studio dell&#8217;oggetto. Laboratorio che verr\u00e0 poi ripetuto e ampliato a Rimini, presso il <span class=\"testoscuro\">Velvet Club<\/span> nell&#8217;ambito dell&#8217;evento <span class=\"testoscuro\">DalVivo<\/span> che ho curato insieme a Roberto Paci Dal\u00f2 e Ambra Galassi di Giardini Pensili, in cui verr\u00e0 posta attenzione vero le possibilit\u00e0 espressive dell\u2019oggetto, la creazione di una <em>drummestic-machine <\/em>partendo da qualsiasi cosa dotata di un motore elettrico<em>, <\/em>l&#8217;autocostruzione di microfoni a contatto, la manipolazione empirica di segnali video e la creazione di partiture a\/v. Live video analogico, loops, televisori sonori, video feedbacks e troglo drum machines; ma anche politiche del riuso e sperimentazione a basso costo, sovversioni estetiche e riflessioni ad alto volume.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Il Teatrino Elettrico Pigreco si \u00e8 palesato ai miei occhi (in colpevole ritardo lo ammetto, considerando la loro presenza tra gli altri a Flora Live Media Lab di Firenze, e pi\u00f9 recentemente a RoBOt02 a Bologna, Deus ex Machina 01 a Roma, al Mapping Festival 09 di Ginevra, al Vison&#8217;r Festival 09 di Parigi, Dorkbot di Milano) durante le giornate dell&#8217;<span class=\"testoscuro\">Hackmeeting di Milano<\/span>, nello specifico nella prima delle due serate alla <span class=\"testoscuro\">Fornace di Rho<\/span>.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Ci\u00f2 che mi ha colpito da subito, \u00e8 stata l&#8217;originalit\u00e0 del progetto, la sua messa in scena, la sua coerenza stilistica e la sua potenza espressiva: tutti elementi che ho ritrovato, forse amplificati, nei pensieri, nelle idee e nella progettualit\u00e0 artistica che emerge da questa intervista che ho condotto con Emanuele e Massimiliano.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/elettronica_mk04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span class=\"testoscuro\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Teatrino Elettrico<\/span> si dimostra un realt\u00e0 artistica aliena nel panorama nazionale, di difficile comprensione e accettazione anche dagli stessi addetti ai lavori, siano essi provenienti dagli ambiti del live media che da quelli del teatro sperimentale. S\u00ec perch\u00e8 Teatrino Elettrico persegue una drammaturgia teatrale molto profonda, che richiede una certa capacit\u00e0 da parte del pubblico di astrarsi passivamente dalla realt\u00e0 del presente, fatta di elementi meccanici e oggetti di riciclo e di riuso messi in scena come attori di una dramma audiovisivo contemporaneo. Per <span class=\"testoscuro\">Teatrino Elettrico<\/span> il performer \u00e8 strumento e attivatore della messa in scena meccanica, consapevole della sua presenza ma al contempo elemento invisibile sullo stage, capace di lavorare con circuiti elettrici ed elettronici, coerente nella sua profonda impronta ecologica legata al recupero di materiali e tecnologie all&#8217;apparenza naif ma palesemente importanti in un epoca di automatizzazione digitale crescente.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Teatrino Elettrico<\/span> ha profondi e chiari rimandi artistici alle avanguardie cinetiche, cibernetiche e robotiche dell\u00e0 met\u00e0 del secolo scorso: un detournament di oggetti di uso quotidiano, rielaborati, rivisitati, valorizzati nella loro forma oggettuale archetipica, utilizzati nella loro potenzialit\u00e0 multifunzionale. Ogni oggetti, ogni meccanismo, viene usato al contempo sia come produttore di suono che come collettore di video, con una costante operazione di feedback che rimanda sia alle sperimentazioni dei <span class=\"testoscuro\">Vasulka<\/span> che ai meccanismi cinetici di <span class=\"testoscuro\">Pierre Bastien<\/span>. Una delicata capacit\u00e0 di lavorare con elementi audiovisivi distribuiti su differenti livelli: quelli maggiormente teatrali e scenici, scultorei e steampunk, come nel progetto live visto ad Hackmeeting, e quelli pi\u00f9 spostati verso i linguaggi del live media tradizionale (<em>DC12V<\/em> che verr\u00e0 presentato a Signal e al Velvet Club) dove comunque \u00e8 l&#8217;oggetto e il suo micromeccanismo interno ad essere inquadrato, vivisezionato dalla telecamera, esploso su una proiezione multischermo.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>: Innanzitutto vorrei sapere qualcosa di pi\u00f9 di voi. Non tutti magari vi conoscono, per cui parlatemi un po&#8217; di voi singolarmente, del vostro background, dei vostri interessi in ambito artistico e di come vi siete incontrati e avete fatto partire il progetto del Teatrino Elettrico<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><strong class=\"testoscuro\">Massimiliano:<\/strong> Il mio percorso parte dalla musica e nonostante realizzi sia progetti video sia installazioni e performance, l&#8217;esperienza sonora ha sempre una posizione centrale nei miei lavori. La mia pratica in campo visivo, consiste per lo pi\u00f9 nel costruire un nuovo significato operando delle addizioni o delle giustapposizioni tra elementi di per se gi\u00e0 aventi un significato proprio, perch\u00e9 comuni e riconoscibili. Gioco ad assemblare dei meccanismi, utilizzando parti o funzionamenti incompleti di altri meccanismi. Lo scopo \u00e8 solitamente quello di arrivare ad un assemblaggio, che in qualche modo prenda forza dalle storie e dalle energie di ogni elemento ma che le convogli in un grumo che abbia di per se un funzionamento nuovo, una logica interna, una motivazione complessiva.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Emanuele<\/strong>:<\/span> Io provengo da ricerche e studi in campo teatrale, particolarmente interessato a problematiche e limiti relativi al lavoro dell&#8217;attore apprezzo sinceramente soluzioni sceniche che non prevedano la presenza di persone. Mi formo musicalmente suonando in particolare strumenti a doppia corda e lavorando come fonico. Ultimamente mi ritrovo ad approfondire questioni riguardanti la sinestesia audiovisiva con una passione sfrenata per i tubi catodici e per la ripresa live, sia visiva che sonora. La nostra collaborazione artistica \u00e8 stata varata\u00a0 durante una residenza a Groznian, in Croazia, nel 2008, durante la quale abbiamo preparato e realizzato la nostra prima perfomance audio-video insieme. L\u00ec abbiamo lavorato per dieci giorni ad un live realizzato sfruttando i funzionamenti di vari oggetti trovati o recuperati sul posto, mixati ad altri oggetti, microfoni ed effetti che ci eravamo portati. Ad esempi,o abbiamo realizzato un passeggino a trazione elettrica, combinandolo con un affettatrice che faceva girare le ruote:\u00a0 gli abbiamo piazzato un amplificatore sopra e lo abbiamo fatto fischiare in feedback mentre girava su se stesso. Abbiamo microfonato delle stampanti e uno spremiagrumi. Durante la performance manovravamo gli input audio che venivano dagli oggetti, e il tutto era ripreso con una video camera e proiettato sulla parete della galleria. Da l\u00ec abbiamo deciso di andare avanti con quel tipo di spettacolo e abbiamo scelto il nome<span class=\"testoscuro\"> Teatrino Elettrico<\/span> perch\u00e9 ci dava l&#8217;idea di quel raccoglimento che si era creato\u00a0 durante la performance, ma anche del frastuono gracchiante che ne era uscito.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/elettronica_mk08.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Parlatemi dei progetti che avete in cantiere: mi riferisco al progetto live che ho visto allo scorso Hackmeeting di Rho e il progetto DC12V. Pur avendo elementi comuni, sono al contempo due progetti piuttosto differenti: uno pi\u00f9 installativo, scultoreo quasi, ottenuto mediante l&#8217;utilizzo di elementi elettronici di recupero, in cui la componente audiovisiva \u00e8 ottenuta focalizzando l&#8217;attenzione sull&#8217;oggetto cinetico, l&#8217;altro pi\u00f9 performativo, con una struttura pi\u00f9 da live set, in cui l&#8217;oggetto dinamico viene filtrato visivamente da una triplice proiezione pi\u00f9 tradizionale<\/span>.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Teatrino Elettrico<\/strong>:<\/span> Come Teatrino Elettrico abbiamo realizzato performance in diversi <em>format<\/em>. Di fatto ci muoviamo tra l&#8217;installazione, il live-media, il teatro, il video e la musica consci di non appartenere esclusivamente a nessuna di queste discipline. Abbiamo suonato, per cos\u00ec dire, in luoghi molto diversi che vanno dalla galleria, al club house, al festival audio-visual, al centro sociale. Il 2009 per noi \u00e8 stato l&#8217;anno dell&#8217;approccio allo spazio teatrale. Nonostante entrambi avessimo avuto altre esperienze in teatro con altre compagnie, portare Teatrino Elettrico \u00e8 stata una esperienza molto ricca. Abbiamo apprezzato molto la sacralit\u00e0 del luogo, e il raccoglimento, il livello d&#8217;attenzione che l\u00ec si crea. Con i nostri volumi e il pubblico intrappolato nella griglia della platea.<\/p>\n<p>Il progetto che hai visto ad Hackmeeting a Rho, fa parte di questa attitudine di Teatrino Elettrico a spingersi verso lo spazio teatrale. Lavorando con la produzione di suoni e immagini in tempo reale per mezzo di macchine ed elettrodomestici assemblati, \u00e8 stato abbastanza naturale allargare il set aggiungendo materia su materia, creando automaticamente uno spazio. Il fatto di lavorare con oggetti appesi a funi, ha facilitato la creazione di ambienti densi e caotici, anche se la nostra estetica sgangherata tradisce una certa attenzione alla forma. All&#8217;interno di questo spazio, lo stesso dello spettatore, gli oggetti compiono delle azioni dalle conseguenze audiovisive moltiplicate. L&#8217;utilizzo del movimento fisico, sia come produttore di suono che come <em>visual<\/em> in s\u00e8, ancor prima della riproduzione video \u00e8 una particolarit\u00e0 che sicuramente l&#8217;altro live<em> DC12V<\/em> non comprende. Il fattore spaziale \u00e8 la prima differenza tra rispetto a <em>DC12V<\/em>, che \u00e8 invece un progetto specificatamente pensato per il live audio-video.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante abbiamo pensato di realizzarlo ugualmente in <em>real time<\/em>, facendo accadere sul desk quello che si sarebbe visto negli schermi e udito dalle casse. Prima di quello avevamo realizzato altri set da tavolo, usando elettrodomestici interi. Ma poi usando la 12volt abbiamo avuto la possibilit\u00e0 sia di avere oggetti pi\u00f9 piccoli, sia di entrare all&#8217;interno degli oggetti per estrapolarne parti, piccoli motori, ventole, cos\u00ec da celebrare il minuscolo con proiezioni giganti. In un caso ci troviamo di fronte a delle visuali esclusive imposte dalle proiezioni che generano scenari estranei per chi guarda, nell&#8217;altro di fronte ad un complesso di eventi simultanei in cui lo sguardo pu\u00f2 girovagare, tra le ripetizioni e i commenti degli schermi televisivi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/elettronica_mk07.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span><span class=\"testoscuro\"> Uno degli aspetti che stupisce dei vostri progetti \u00e8 la complessit\u00e0 delle strutture meccaniche autocostruite, funzionale per\u00f2 a una narrativa audiovisiva, a una drammaturgia meccanica ben precisa. Nulla pare gratuito e ogni componente funzionale allo scopo. Mi domando, dove avete acquisito le competenze necessarie e soprattutto come associate la dinamica dei componenti in funzione di un determinata partitura sonora?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Teatrino Elettrico<\/strong>:<\/span>\u00a0A volte si parla della particolare fertilit\u00e0 dei limiti. Se non del limite come vero e proprio motore di certa creativit\u00e0. Un limite che finora ci siamo sempre voluti imporre \u00e8 la produzione di suoni e immagini esclusivamente in tempo reale. Questo semplice fatto ha comportato come conseguenza diretta molte delle decisioni che abbiamo preso nel tempo. Esattamente come dici tu, niente \u00e8 gratuito, ma ha una sua precisa funzione. E tutte queste hanno una funzione complessiva. In verit\u00e0 siamo soddisfatti quando un elemento ha pi\u00f9 di una sola funzione. \u00c9 il caso ad esempio degli schermi televisivi, che vengono usati sia dal segnale della camera\u00a0 in presa diretta, sia come luce, come generatore di feedback, sia come produttore di suoni, o anche come visualizzatore dell&#8217;onda sonora.<\/p>\n<p>Il dogma della multi-funzionalit\u00e0 e della sincronicit\u00e0 viene usato infatti anche nella gestione dei segnali. Un segnale audio pu\u00f2 essere utilizzato dal televisore per produrre degli sfarfallii sincronizzati al suono che c&#8217;\u00e8 nell&#8217;ambiente; una camera che riprende l&#8217;oggetto che sta suonando manda un segnale video che pu\u00f2 essere amplificato e mandato alle casse. I segnali video vengono modulati con effetti audio.<\/p>\n<p>La partitura sonora pu\u00f2 derivare sia da motivazioni drammaturgiche, nel senso meno narrativo del termine, sia da esigenze tecniche, sia da coerenza visiva con gli elementi utilizzati prima e dopo. Essenzialmente tendiamo ad utilizzare un percorso narrativo che v\u00e0 da un momento di calma, pi\u00f9 introspettivo, di rilassamento e di sintonizzazione, che man mano si scalda, e poi si surriscalda, fino ad arrivare ad un punto massimo di tensione che esplode e ritorna al silenzio. Per\u00a0 la preparazione, la partitura \u00e8 dettata da un empirismo quasi alchemico. Abbiamo molta fiducia nell&#8217;esperimento, nel senso che non diamo troppo credito ad un&#8217;idea finch\u00e9 non vediamo quanto e come funziona una volta realizzata. La struttura drammaturgica \u00e8 spesso decisa a posteriori, una volta che la familiarizzazione con un congegno, ritenuto funzionante, ci aiuta a collocarlo in un dato momento e in un dato spazio. Del resto anche al momento del live lasciamo un coefficiente di improvvisazione e ci muoviamo all&#8217;interno di una struttura che abbiamo costruito durante le prove.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/elettronica_mk03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\">A Rimini, all&#8217;evento Dal Vivo, vi ho invitato a tenere un workshop che, come suggerite voi, si occupa di auto costruzione di microfoni a contatto, sonorizzazione di oggetti, auto costruzione <em>drummestic-machines, <\/em>etc.\u00a0Come si svolge il vostro workshop e per quale tipo di pubblico \u00e8 pi\u00f9 adatto?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Teatrino Elettrico<\/strong>:<\/span> Il workshop si concentra sulle possibilit\u00e0 espressive dell&#8217;oggetto;\u00a0mostrando il Teatrino smembrato avremo modo di esporre le nostre pratiche in ambito di sperimentazione audiovisiva. Mostreremo come auto-costruirsi una drum machine partendo da un elettrodomestico, e come far cantare un televisore. Invitiamo tutti gli interessati a partecipare prendendo parte alla condivisione di politiche del riuso e di sperimentazione a basso costo.<\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span><span class=\"testoscuro\"> Anche se potrebbero sembrare immediati alcuni riferimenti artistici e teorici ben precisi, dalle orchestre meccaniche Futuriste alle scultore cinetiche, il Teatrino Elettrico sembra dare forma a un percorso piuttosto chiaro che l&#8217;arte audiovisiva ha intrapreso nel corso degli ultimi anni: quello cio\u00e8 di abbandonare le divisioni di generi, siano esse legate alle tradizioni della video arte, dell&#8217;elettroacustica, della robotica cinetica, delle installazioni video, per cercare un territorio di dialogo nuovo ed esteticamente pi\u00f9 ricco e dinamico, anche rispetto alla fascinazione digitale legata alla produzione di software realtime sempre pi\u00f9 potenti ma anche sempre pi\u00f9 uniformanti. Quale \u00e8 il vostro pensiero su questa riflessione?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Teatrino Elettrico<\/strong>:<\/span> Portando in giro il Teatrino abbiamo sempre avuto la sensazione di provenire da un luogo altro; abbiamo suonato in posti dei pi\u00f9 vari, e in ogni contesto ci siamo sentiti fuori fuoco. La trasversalit\u00e0 del progetto sta nell&#8217;utilizzo dei materiali delle varie arti, che pur orchestrati rimangono indipendenti, una sovrapposizione di tecniche che forziamo prepotentemente e portiamo alla deflagrazione. La critica pi\u00f9 decisa che ci \u00e8 stata fatta in seguito a una delle nostre incursioni in teatro \u00e8 a proposito della vanificazione dello sguardo dello spettatore, intrappolato in un sedilino a subire, senza poter contemplare o interpretare. Il netto rifiuto dell&#8217;uso di un tono medio in ci\u00f2 che esponiamo si configura effettivamente come un&#8217;imposizione formale, noi per primi siamo di fronte ad un evento che inneschiamo unendo i vari componenti e che avviamo fornendo l&#8217;energia di iniezione; il resto \u00e8 concatenazione di accidenti incanalati.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che proponiamo alle varie arti non \u00e8 propriamente un dialogo, forse pi\u00f9 una sorta di ring dove possono permettersi di esprimersi liberamente; ci\u00f2 che ne esce \u00e8 un equilibrio totalmente instabile, una discussione parecchio animata. Il rifiuto dell&#8217;uso di tecnologie digitali non \u00e8 altro che la possibilit\u00e0 di immergersi in un esperienza materica sempre pi\u00f9 preziosa per l&#8217;epoca in cui viviamo. L&#8217;approccio \u00e8 tipicamente artigianale, il segreto sta nella nella consuetudine e nella ripetizione del gesto, esattamente ci\u00f2 che fanno i nostri congegni; pi\u00f9 difficile sAREBBE pensare di tener il passo del calcolo di un processore.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/elettronica_mk06.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span><span class=\"testoscuro\"> Dove risiede per voi il fascino dell&#8217;oggetto, del meccanismo, del suo funzionamento cinetico? Sia nel live dell&#8217;HackmeetinG, che ancora di pi\u00f9 in DC12V, il singolo meccanismo diventa archetipo di un epoca che sta irrimediabilmente volgendo al termine sotto la spinta immateriale del digitale, di conoscenze che si stanno perdendo, di necessit\u00e0 di comprensione e controllo del funzionamento intimo dello strumento&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Teatrino Elettrico<\/strong>:<\/span> Ogni oggetto di uso quotidiano concepito per altro scopo e riutilizzato, \u00e8 da ritenersi materiale radioattivo, particolarmente efficace. Modificati uso e fine diviene un simbolo dallo straordinario potenziale evocativo, assume la forma di un ideogramma di qualcosa<em>,<\/em> un segno che si interpreta tra le maglie della sua stratificazione di significati sia soggettivi che oggettivi, rappresentante la sua categoria diventa argomentazione. In quanto oggetto rimane essenzialmente oscuro, cos\u00ec come la fascinazione per la sua impersonalit\u00e0. Il movimento, aggiunto al suono da esso prodotto, \u00e8 ci\u00f2 che dona una scintilla di vitalit\u00e0. Per questo cerchiamo sempre di mascherare la nostra presenza durante i live, mettendoci in disparte o in penombra o totalmente nascosti. Vogliamo che protagonista sia l&#8217;oggetto, che sia autonomo rispetto alla nostra presenza di macchinisti.<\/p>\n<p>Teatrino Elettrico utilizza quasi esclusivamente oggetti di recupero e questo ha varie motivazioni. Innanzitutto un oggetto vecchio porta su di s\u00e8 i segni del suo prolungato contatto col mondo, graffi, ruggine ecc. Troviamo che questo sia un corretto corrispettivo della nostra pratica del tempo reale. Quei segni sono la prova che quell&#8217;oggetto ha trascorso del tempo e con questo delle situazioni, e delle azioni gli si sono svolte attorno. Di conseguenza \u00e8 anche la prova che quell&#8217;aspirapolvere non \u00e8 uno qualsiasi, ma \u00e8 proprio quello e non un altro. Ogni oggetto porta cos\u00ec su di se la propria storia e mostrandosi aggiunge il proprio racconto al fruscio degli altri racconti.<\/p>\n<p>Pensando in digitale questo non avrebbe senso e magari tutto assomiglierebbe un po&#8217; di pi\u00f9 ad una vetrina di un negozio, che non consideriamo un luogo dove si svolge la vita reale. Oltre a ci\u00f2 ovviamente troviamo bene intonata questa estetica al tipo di suono che produciamo. Ma c&#8217;\u00e8 anche un altro motivo: l&#8217;oggetto di recupero ha un valore economico bassissimo e questo permette un&#8217; atteggiamento nei suoi confronti totalmente ludico. Un oggetto che forse era stato comprato anche a costo di sacrifici diventa un giocattolone il cui peggiore rischio \u00e8 di tornare di nuovo al cassonetto cui era stato destinato. Questo meccanismo ricorda un po&#8217; il <em>detournament<\/em> della sua funzione che gi\u00e0 avviene nel momento in cui abbandona la sua operazione usuale per diventare un produttore di suoni.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag49\/articoli\/img\/elettronica_mk02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span class=\"testo_iframebold\"><strong>Marco Mancuso<\/strong>:<\/span> <span class=\"testoscuro\"> Quali sono artisti o progetti di riferimento a livello nazionale e internazionale?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Teatrino Elettrico<\/strong>:<\/span> Dal punto di vista dei riferimenti o delle possibili derivazioni, ci vengono in mente alcuni nomi che potrebbero apparire pi\u00f9 distanti dal nostro Teatrino ma che stimiamo molto e crediamo comunque sorgente per il nostro lavoro. Innanzitutto pensiamo ad alcuni suoni degli Einst\u00fcrzende Neubauten ma anche agli impianti scenici della Societas Raffaello Sanzio, alle sculture semoventi di Tinguely, al noise di Olivetty e infine alla musica techno di Raumschmiere.<\/p>\n<hr \/>\n\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.myspace.com\/teatrinoelettrico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.myspace.com\/teatrinoelettrico<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Signal \u008f un festival internazionale di musica d&#8217;avanguardia, elettronica e sperimentale, che si svolger\u0088 per la terza edizione dal 6 al 14 Novembre prossimi a Cagliari, ideato e prodotto da TiConZero, associazione culturale che da anni si occupa di ricerca in ambito musicale, teatrale e artistico. Gli artisti coinvolti rappresentano le leve emergenti di una ricerca al confine tra la dimensione sonora e quella visiva. L&#8217;abbinamento della musica e la video arte \u008f infatti una scelta ispirata dalle commistioni, ormai piuttosto frequenti, tra i vari linguaggi artistici, soprattutto per quel che riguarda le produzioni d&#8217;avanguardia e di ricerca, che sono quelle a cui Signal vuole dedicare il suo interesse. Tra i vari artisti presenti a Signal, ha suscitato il mio interesse la presenza del Teatrino Elettrico Pigreco, in qualit\u0088 non solo di performer ma anche titolari di un workshop, di un laboratorio cio\u008f di sonorizzazione e studio dell&#8217;oggetto.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":26445,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,202,308],"tags":[39,53,55],"class_list":["post-10628","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-049","category-sound","tag-electronic-music","tag-interviews","tag-live-media"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il Suono Riciclato Del Teatrino Elettrico Pigreco &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il Suono Riciclato Del Teatrino Elettrico Pigreco &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Signal is an international avant-garde electronic and experimental music festival, which will take place from the 6th \u008ftil the 14th of November in its third edition in Cagliari; the idea was produced by TiConZero, an cultural association that for years has been dealing with research in the music, theatrical and artistic fields. The artists involved represent the emerging levers in research on the border between sound and visual dimensions. The combination of music and video art in an inspired choice made by the frequent connections between various artistic languages, especially for those that regard avant-garde and research productions, which Signal dedicates its interest to.[:it]Signal \u008f un festival internazionale di musica d&#039;avanguardia, elettronica e sperimentale, che si svolger\u0088 per la terza edizione dal 6 al 14 Novembre prossimi a Cagliari, ideato e prodotto da TiConZero, associazione culturale che da anni si occupa di ricerca in ambito musicale, teatrale e artistico. Gli artisti coinvolti rappresentano le leve emergenti di una ricerca al confine tra la dimensione sonora e quella visiva. L&#039;abbinamento della musica e la video arte \u008f infatti una scelta ispirata dalle commistioni, ormai piuttosto frequenti, tra i vari linguaggi artistici, soprattutto per quel che riguarda le produzioni d&#039;avanguardia e di ricerca, che sono quelle a cui Signal vuole dedicare il suo interesse. Tra i vari artisti presenti a Signal, ha suscitato il mio interesse la presenza del Teatrino Elettrico Pigreco, in qualit\u0088 non solo di performer ma anche titolari di un workshop, di un laboratorio cio\u008f di sonorizzazione e studio dell&#039;oggetto. [:]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/marcomancuso.digicult\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2009-11-03T10:00:00+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-10-29T10:02:50+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/elettronica_mk01.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"500\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"333\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Marco Mancuso\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Marco Mancuso\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"30 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/\",\"name\":\"Il Suono Riciclato Del Teatrino Elettrico Pigreco &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/elettronica_mk01.jpg\",\"datePublished\":\"2009-11-03T10:00:00+00:00\",\"dateModified\":\"2020-10-29T10:02:50+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/45d2f7c337924806432405ebfa98b255\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/elettronica_mk01.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/elettronica_mk01.jpg\",\"width\":500,\"height\":333},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\/\/digicult.it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Il Suono Riciclato Del Teatrino Elettrico Pigreco\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/\",\"name\":\"Digicult | Digital Art, Design and Culture\",\"description\":\"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":\"required name=search_term_string\"}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/45d2f7c337924806432405ebfa98b255\",\"name\":\"Marco Mancuso\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cropped-mancuso4-1-96x96.png\",\"contentUrl\":\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cropped-mancuso4-1-96x96.png\",\"caption\":\"Marco Mancuso\"},\"description\":\"Marco Mancuso \u00e8 critico, curatore e ricercatore, specializzato in arte, filosofia e tecnoscienza. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Culture Digitali presso l'Universit\u00e0 Iuav di Venezia e insegna presso l'Universit\u00e0 Alma Mater di Bologna e Naba Milano. Ha curato mostre e collaborato con istituzioni come Transmediale, Sonar+D, Sonic Acts, Baltan Laboratories. STRP, Nemo, V2, Elektra, Todaysart, Impakt tra gli altri. \u00c8 il fondatore della piattaforma Digicult, co-fondatore di SSH - Sound Studies Hub presso l'Universit\u00e0 Iuav e membro dell'advisory board per il progetto \\\"Future Innovation\\\" presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. \u00c8 anche autore dei libri \\\"Arte, Tecnologia e Scienza\\\" (2018) e \\\"Intervista con New Media Art\\\" (2020).\",\"sameAs\":[\"http:\/\/www.marcomancuso.net\",\"https:\/\/www.facebook.com\/marcomancuso.digicult\",\"https:\/\/twitter.com\/digicult\"],\"url\":\"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/marco-mancuso\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Il Suono Riciclato Del Teatrino Elettrico Pigreco &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Il Suono Riciclato Del Teatrino Elettrico Pigreco &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","og_description":"[:en]Signal is an international avant-garde electronic and experimental music festival, which will take place from the 6th \u008ftil the 14th of November in its third edition in Cagliari; the idea was produced by TiConZero, an cultural association that for years has been dealing with research in the music, theatrical and artistic fields. The artists involved represent the emerging levers in research on the border between sound and visual dimensions. The combination of music and video art in an inspired choice made by the frequent connections between various artistic languages, especially for those that regard avant-garde and research productions, which Signal dedicates its interest to.[:it]Signal \u008f un festival internazionale di musica d'avanguardia, elettronica e sperimentale, che si svolger\u0088 per la terza edizione dal 6 al 14 Novembre prossimi a Cagliari, ideato e prodotto da TiConZero, associazione culturale che da anni si occupa di ricerca in ambito musicale, teatrale e artistico. Gli artisti coinvolti rappresentano le leve emergenti di una ricerca al confine tra la dimensione sonora e quella visiva. L'abbinamento della musica e la video arte \u008f infatti una scelta ispirata dalle commistioni, ormai piuttosto frequenti, tra i vari linguaggi artistici, soprattutto per quel che riguarda le produzioni d'avanguardia e di ricerca, che sono quelle a cui Signal vuole dedicare il suo interesse. Tra i vari artisti presenti a Signal, ha suscitato il mio interesse la presenza del Teatrino Elettrico Pigreco, in qualit\u0088 non solo di performer ma anche titolari di un workshop, di un laboratorio cio\u008f di sonorizzazione e studio dell'oggetto. [:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/marcomancuso.digicult","article_published_time":"2009-11-03T10:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-29T10:02:50+00:00","og_image":[{"width":500,"height":333,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/elettronica_mk01.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Marco Mancuso","twitter_misc":{"Scritto da":"Marco Mancuso","Tempo di lettura stimato":"30 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/","name":"Il Suono Riciclato Del Teatrino Elettrico Pigreco &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/elettronica_mk01.jpg","datePublished":"2009-11-03T10:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-29T10:02:50+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/45d2f7c337924806432405ebfa98b255"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/elettronica_mk01.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/11\/elettronica_mk01.jpg","width":500,"height":333},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-049\/the-recycled-sound-of-teatrino-elettrico-pigreco\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Il Suono Riciclato Del Teatrino Elettrico Pigreco"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/45d2f7c337924806432405ebfa98b255","name":"Marco Mancuso","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cropped-mancuso4-1-96x96.png","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/cropped-mancuso4-1-96x96.png","caption":"Marco Mancuso"},"description":"Marco Mancuso \u00e8 critico, curatore e ricercatore, specializzato in arte, filosofia e tecnoscienza. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Culture Digitali presso l'Universit\u00e0 Iuav di Venezia e insegna presso l'Universit\u00e0 Alma Mater di Bologna e Naba Milano. Ha curato mostre e collaborato con istituzioni come Transmediale, Sonar+D, Sonic Acts, Baltan Laboratories. STRP, Nemo, V2, Elektra, Todaysart, Impakt tra gli altri. \u00c8 il fondatore della piattaforma Digicult, co-fondatore di SSH - Sound Studies Hub presso l'Universit\u00e0 Iuav e membro dell'advisory board per il progetto \"Future Innovation\" presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. \u00c8 anche autore dei libri \"Arte, Tecnologia e Scienza\" (2018) e \"Intervista con New Media Art\" (2020).","sameAs":["http:\/\/www.marcomancuso.net","https:\/\/www.facebook.com\/marcomancuso.digicult","https:\/\/twitter.com\/digicult"],"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/marco-mancuso\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10628","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10628"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10628\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59786,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10628\/revisions\/59786"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26445"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10628"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10628"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10628"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}