{"id":10619,"date":"2009-10-02T12:00:00","date_gmt":"2009-10-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-048\/the-uncertain-human-quantum-mechanics\/"},"modified":"2020-10-29T10:54:29","modified_gmt":"2020-10-29T09:54:29","slug":"the-uncertain-human-quantum-mechanics","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-048\/the-uncertain-human-quantum-mechanics\/","title":{"rendered":"La Rotella Incerta Dell&#8217;ingranaggio Umano"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">1.0 Introduzione: il carattere incerto della meccanica quantistica umana<\/p>\n<p>Il famoso &#8220;principio di incertezza&#8221; di <span class=\"testoscuro\">Werner Heiseberg<\/span> afferma che non possiamo mai eliminare del tutto l&#8217;influenza del soggetto da qualsiasi descrizione delle particelle quantiche. Il motivo \u00e8 semplice: noi siamo parte dello stesso sistema che viene descritto. L&#8217;impossibilit\u00e0 nel predire con precisione il comportamento di un elettrone quando lo si misura \u00e8 dovuta alla sensibilit\u00e0 della sua funzione d&#8217;onda alla nostra presenza o alla presenza di un dispositivo di rilevamento inserito nell&#8217;ambiente. L&#8217;atto di misurazione provoca un cambiamento incerto nell&#8217;oggetto misurato.<\/p>\n<p>L&#8217;incontro della nostra funzione d&#8217;onda con la funzione d&#8217;onda dell&#8217;elettrone in movimento costituisce un sistema complesso; e tutti i sistemi complessi si comportano seguendo un livello sconosciuto di incertezza. &#8220;Non basta conoscere la micro-architettura. Dobbiamo anche comprendere le propriet\u00e0 della rete derivanti dalla micro-architettura, e finora non \u00e8 affatto ovvio&#8221; [1]. I sistemi complessi non possono essere ridotti soltanto a interazioni meccaniche tra i loro componenti, ma dimostrano invece sorprendenti o incerti effetti emergenti, come per esempio: la vita stessa. Non esiste alcun segno di vita in qualsiasi singolo atomo, ma se provate a metterne insieme una quantit\u00e0 sufficiente secondo certi schemi, &#8217;emerge&#8217; qualcosa di inaspettato: la vita.<\/p>\n<p>Nel mondo macroscopico dei nostri sensi, gli oggetti si comportano (o piuttosto &#8216;sembrano&#8217; comportarsi) secondo le regole della fisica Newtoniana. Ma nel mondo quantistico, gli &#8220;oggetti&#8221; non si muovono con la sicurezza delle palle da biliardo perch\u00e9 le loro funzioni d&#8217;onda (che ogni oggetti possiede) interagiscono, portando a risultati non lineari e non deterministici per entrambi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag48\/articoli\/img\/softwareart_jeremylevine05.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"center\"><em> Photo courtesy by Scott Snibbe<\/em><\/div>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Nella fisica classica gli ingredienti elementari sono minuscole porzioni di materia idealizzate come versioni in miniatura dei pianeti che vediamo nei cieli, e che si muovono senza subire l&#8217;influenza della nostra analisi, mentre nella fisica quantistica gli ingredienti elementari sono rappresentati dalle azioni preparatorie intenzionali di agenti, dai feedback scaturiti da queste azioni, e dagli effetti di queste azioni sugli stati fisicamente descritti dei sistemi esaminati<\/em>. [2]\n<p>Per comprendere il comportamento delle caratteristiche microscopiche del nostro mondo \u0096 le tanto vantate particelle quantiche \u0096 \u00e8 necessario adottare la prospettiva della meccanica quantistica, che considera le azioni imprevedibili degli agenti umani come parte del sistema sotto osservazione. La funzione d&#8217;onda quantica \u00e8 sostanzialmente una descrizione della nostra mancanza di informazione sulla natura incerta delle nostre interazioni con le particelle quantiche. Ne risulta che le particelle quantiche, come un software intelligente, sono in grado di prendere le proprie libere decisioni, con una reazione spontanea non del tutto prevedibile.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\">2.0 La superposizione e la funzione d&#8217;onda nella meccanica quantistica<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dire che il moto rotatorio magnetico di un abitante sub-atomico del mondo quantico sia orientato verso l&#8217;alto e il basso allo stesso tempo. Le particelle quantiche quindi esistono in &#8216;stati virtuali&#8217;, impensabili all&#8217;interno dei classici paradigmi di certezza oggettiva. Piuttosto siamo &#8220;rimasti con un sistema che si presenta come un miscuglio di diverse possibilit\u00e0, come essere in due posti allo stesso tempo&#8221; [3]. Questo stato di superposizione, uno stato di potenziale irrealizzato, viene mantenuto fino a che la porzione di quanto interagisce con qualcosa al di l\u00e0 di s\u00e9 stesso&#8230; per esempio con i rilevatori dei fisici quantistici. Nel mondo quantico la misurazione oggettiva \u00e8 una finzione. La misurazione \u00e8 un&#8217;interazione o, come afferma il fisico Antoine Zellinger, &#8216;un atto di creazione&#8217; [4].<\/p>\n<p>Adottando una metafora digitale, si pu\u00f2 dire che l&#8217;atto di misurazione rappresenta l&#8217;input variabile all&#8217;interno del sistema quantico. L&#8217;interazione tra il dispositivo di misurazione e la funzione d&#8217;onda quantica delle particelle sotto esame equivale alla funzione &#8216;throughput&#8217;: il collasso semi-mitologico della funzione d&#8217;onda. Il risultato consiste in una porzione di informazione concreta: o la locazione oppure la velocit\u00e0 della particella subatomica. Tenendo conto della teoria dell&#8217;incertezza, notiamo che queste due misurazioni sono negativamente correlate.<\/p>\n<p>Come la &#8216;superposizione&#8217;, la funzione d&#8217;onda quantica \u00e8 un&#8217;astrazione matematica che descrive la nostra informazione sui possibili stati del sistema quantico. Rispetto alle particelle classiche, le particelle quantiche cambiano anche in risposta al nostro esame pi\u00f9 delicato. Di conseguenza la matematica, necessaria per descrivere il comportamento di un sistema quantico, deve includere il comportamento del fisico nell&#8217;atto della misurazione.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag48\/articoli\/img\/softwareart_jeremylevine04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"center\"><span class=\"testo_iframe\"><em> Photo courtesy by Limiteazero<\/em><\/span><\/div>\n<p><span class=\"testoscuro\">3.0 La funzione d&#8217;onda quantica come modello per l&#8217;interactive media art<\/span><\/p>\n<p>L&#8217;evoluzione della superposizione o della funzione d&#8217;onda quantica da uno stato a un altro \u00e8 un&#8217;utile metafora per comprendere il carattere immateriale e variabile della media art interattiva.<\/p>\n<p><em>Attingendo alle caratteristiche di trasportabilit\u00e0 dei dati digitali, la differenza tra le forme dei media pu\u00f2 essere generalizzata in quanto il problema riguarda la conversione di quei dati in una variet\u00e0 di opzioni in uscita. Come dimostrano in particolare i media digitali, la formazione rappresenta il principio attivo che governa la derivazione dell&#8217;arte da relazioni nel suo campo. Come notiamo nei media convergenti, in cui non prevale alcuna necessit\u00e0 di forma singolare o essenziale, ci\u00f2 che pu\u00f2 essere chiamato uno stato transazionale ha la precedenza&#8221;<\/em>. [5]\n<p>Se clicchiamo su un progetto Internet, <em>Tripolar<\/em> [6] di <span class=\"testoscuro\">Scott Snibbe<\/span>, e spostiamo il mouse, le linee nere sullo schermo reagiscono vibrando come fossero vive. Tuttavia, nel momento in cui lasciamo andare il nostro mouse, <em>Tripolar<\/em> passa a una nuova forma &#8216;fissa&#8217; o stato statico. In termini quantistici, l&#8217;interazione del visitatore equivale alla misurazione che causa il collasso di un campo di possibilit\u00e0 in un &#8220;osservabile&#8221;. L&#8221;osservabile&#8221; di <em>Tripolar<\/em> \u00e8 un display visivo, mentre l&#8221;osservabile&#8221; quantico \u00e8 una porzione di informazione quantificata: velocit\u00e0 o posizione. Proprio come nella meccanica quantistica, il visitatore di <em>Tripolar<\/em> non interagisce realmente con l&#8221;oggetto&#8221; visibile, ma col sistema invisibile che resta nascosto. Lo scienziato di meccanica quantistica esamina le particelle subatomiche invisibili, mentre il visitatore di &#8220;Tripolar&#8221; esamina il software invisibile.<\/p>\n<p>Sia <em>ten clicks<\/em> [7] di<span class=\"testoscuro\"> LimitaZero<\/span> e <em>Poemador<\/em> [8] di<span class=\"testoscuro\"> Leonardo Solaas<\/span> esistono in uno stato di superposizione \u0096 come particelle quantiche in interazione \u0096 senza una chiara risoluzione o identit\u00e0. Le nostre interazioni fanno s\u00ec che entrambi i sistemi reagiscano innescando un moto rotatorio verso nuove direzioni. Ci\u00f2 non \u00e8 diverso dal collasso della funzione d&#8217;onda quantica, che si evolve come reazione alle nostre misurazioni. Poich\u00e9 la misurazione \u00e8 un&#8217;interazione, nuove informazioni vengono immesse nel sistema. <em>Ten clicks<\/em> e <em>Pomeador<\/em> si comportano come un sistema quantico, in quanto i loro componenti virtuali trattano l&#8217;input dell&#8217;osservatore. &#8220;Quando il codice \u00e8 operativo, si trova in un continuo stato evolutivo in cui i valori dei suoi parametri vengono modificati come risultato della sua esecuzione, creando una moltitudine di esiti possibili&#8221; [9].<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 una somiglianza sorprendente tra questa descrizione e quella del collasso della funzione d&#8217;onda quantica, la quale evolve da un&#8217;equazione non lineare a un&#8217;altra, ciascuna con una &#8220;moltitudine di esiti possibili&#8221;. Il software che si cela dietro tutti i lavori d&#8217;arte digitale \u00e8 una metafora delle leggi della natura che resta nascosta dietro le particelle quantiche.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag48\/articoli\/img\/softwareart_jeremylevine03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">4.0 L&#8217;incertezza dell&#8217;interactive media art<\/span><\/p>\n<p>Il comportamento umano immette &#8216;incertezza&#8217; e &#8216;indeterminazione&#8217; in tutti i sistemi aperti olistici, sia che lo spazio in cui risiedano sia quantico o cibernetico. Molte opere dell&#8217;arte interattiva godono del fascino estetico dell&#8217;incertezza e dell&#8217;indeterminazione. Come descritto da <span class=\"testoscuro\">Johanna Drucker<\/span>: &#8221; gli errori, gli effetti casuali, gli elementi inaspettati e imprevedibili [che] rimangono il segno di un romantico individualismo \u0096 o in modo alterno, di un mondo non umano, dominato dal caso [10]. L&#8217;incontro dell&#8217;arte interattiva con gli agenti umani, sia che abbia luogo attraverso un&#8217;interazione diretta o indiretta, porta a un&#8217;indeterminatezza formale che richiede uno &#8220;spostamento del paradigma&#8221; estetico &#8220;da media fissi a media formali&#8221; [11].<\/p>\n<p>L&#8217;arte interattiva offre diversi livelli di partecipazione e feedback. Il livello di &#8220;apertura&#8221; di ogni sistema artistico \u00e8 un riflesso della libert\u00e0 garantita al visitatore intesa come un elemento intrecciato nel sistema. L&#8217;artista digitale <span class=\"testoscuro\">Alan Peacock<\/span> descrive l&#8217;arte interattiva come &#8220;un luogo di Incertezza, di azioni rese problematiche ed effetti entropici&#8221; [12]. La stessa identica cosa potrebbe essere valida per i sistemi quantici. In entrambi i casi, la libert\u00e0 d&#8217;azione del soggetto umano equivale ad affermare che n\u00e9 le misurazioni quantiche, n\u00e9 gli effetti estetici (dei media interattivi) sono qualit\u00e0 predeterminate. Entrambi richiedono la partecipazione e l&#8217;input creativo del soggetto umano che interagisce con un componente invisibile: quantico o digitale. In tutti e due i casi, non \u00e8 possibile predeterminare il risultato di queste interazioni con certezza assoluta.<\/p>\n<p>In un progetto caratterizzato da una forma in continua trasformazione, come i progetti artistici in Rete <em>Communimage <\/em>[13] del gruppo<span class=\"testoscuro\"> Calc &amp; Johannes Gees<\/span> e <em>Gridcosm<\/em> [14] di <span class=\"testoscuro\">Ed Stastny<\/span>, ogni visitatore \u00e8 invitato a lasciare il proprio &#8220;segno&#8221; creativo sul pezzo, \u00e8 questa l&#8217;intenzione dell&#8217;artista , noi lasciamo le nostre impronte virtuali sull&#8217;opera cos\u00ec che la persona seguente possa viverla, e rispondere a sua volta. <em>Gridcosm<\/em> fa affidamento sull&#8217;agente umano che d\u00e0 un contributo creativo all&#8217;opera. Poich\u00e9 le nostre azioni creative sono imprevedibili, lo stesso si pu\u00f2 dire della forma in evoluzione di <em>Gridcosm<\/em>. Ci\u00f2 \u00e8 diametralmente opposto alla rigida politica del &#8216;vietato toccare&#8217; che come un&#8217;ombra accompagna i nostri incontri con i tradizionali &#8216;oggetti&#8217; d&#8217;arte.<\/p>\n<p>In un tradizionale oggetto d&#8217;arte, le intenzioni dell&#8217;artista sono racchiuse all&#8217;interno delle sue condizioni materiali: solitamente una forma fissa ideata per resistere ai danni del tempo. D&#8217;altra parte, la media art interattiva \u00e8 effimera e reagisce allo scorrere del tempo. La media art interattiva considera &#8220;il cambiamento&#8221; una qualit\u00e0 essenziale dell&#8217;opera. Gli antecedenti storici della media art interattiva sono i movimenti artistici degli anni &#8217;60 come la conceptual art e la performance art che provavano piacere nel rifiuto del &#8220;fare l&#8217;oggetto&#8221; &#8220;perch\u00e9 l&#8217;oggetto imprigionato nella materia risultava obsoleto come categoria estetica&#8221; [15]. Ovviamente la storia ha dimostrato il contrario, e tuttavia la media art interattiva continua la sua esplorazione secondo la quale l&#8217;esperienza estetica &#8220;emerge da uno scambio dinamico, non da artefatti statici&#8221; [16].<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag48\/articoli\/img\/softwareart_jeremylevine02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"center\"><span class=\"testo_iframe\"><em> Photo courtesy by Emaf.de<\/em><\/span><\/div>\n<p>Quando l&#8217;artista interattivo <span class=\"testoscuro\">David Rokeby<\/span> descrive il suo progetto, <em>Very Nervous System<\/em> [17] come se avesse &#8220;un suo programma&#8221;, vuole farci comprendere che la natura dell&#8217;arte interattiva non consiste semplicemente nell&#8217;echeggiare o &#8220;rispecchiare&#8221; le nostre intenzioni. Esiste qualcosa di recalcitrante nella logica interna dell&#8217;arte interattiva simile alla natura recalcitrante dei sistemi quantici, entrambi infatti si oppongono alla completa oggettivazione. Senza una completa comprensione del sistema ci\u00f2 che ci rimane \u00e8 un senso di incertezza che pervade entrambe le forme dell&#8217;arte interattiva (in rete e non) e i sistemi quantici reagiranno alle nostre azioni.<\/p>\n<p><em>&#8220;E&#8217; importante capire che Very Nervous System non \u00e8 un sistema di controllo. \u00c8 un sistema interattivo, con il quale voglio dire che nessuno dei due partner all&#8217;interno del sistema (l&#8217;installazione e la persona) ha il controllo. &#8220;Interattivo&#8221; e &#8220;reattivo&#8221; non sono la stessa cosa. Gli stati evolutivi dell&#8217;installazione sono il risultato della collaborazione di questi due elementi. L&#8217;opera esiste soltanto in questo stato di mutua influenza&#8221;<\/em> [18].<\/p>\n<p>Questo stato di mutua influenza \u00e8 inoltre una metafora del nostro incontro con i sistemi quantici. L&#8217;arte di Rokeby si muove &#8220;al di l\u00e0 del ciclo di lavoro lineare della Kinetic Art diretta dalla macchina e stabilisce i completi schemi comportamentali che non sono facilmente prevedibili, ma non sono nemmeno eventi pseudo-casuali&#8221; [19]. Questo tema di incertezza si pu\u00f2 riscontrare nelle interazioni umane con i sistemi quantici. La media art interattiva e i sistemi quantici producono delle informazioni inattese come risultato delle nostre interazioni: un display audiovisivo variabile o una misurazione. Il collasso della funzione d&#8217;onda genera un oggetto dati unico. Ma diversamente dalle particelle classiche la nostra misurazione del sistema quantico non ci fornisce risposte coerenti. C&#8217;\u00e8 un livello di incertezza attorno all&#8217;esito dovuto alla nostra stessa partecipazione nella produzione di quell&#8217;informazione.<\/p>\n<p>Il progetto <em>Soda constructor<\/em> [20] del software collaborativo digitale <span class=\"testoscuro\">Soda<\/span> \u00e8 un laboratorio on-line aperto, finalizzato alla creazione di vita digitale all&#8217;interno di un mondo virtuale. Si tratta di arte interattiva sotto forma di gioco. Chi visita il sito web del progetto pu\u00f2 intervenire nella creazione di forme di vita artificiali. Le azioni dei visitatori mettono in moto le creature esistenti verso direzioni imprevedibili, come ci descrive uno dei membri di Soda, Ed Burton in un&#8217;intervista con Margaret Wertheim per &#8220;Cabinet Magazine&#8221;.<\/p>\n<p><em>&#8220;Questo \u00e8 un esempio di come la comunit\u00e0 stia attraversando un processo di sperimentazione e stia dando vita a qualcosa, analizzandola e sviluppandola. Non stavano solo svelando qualcosa che tenevo nascosto nel software; in realt\u00e0 stavano scoprendo un nuovo potenziale che non avevo nemmeno supposto&#8221; [21].<\/em><\/p>\n<p>Lo storico d&#8217;arte Henry Sayre descrive un tale processo artistico come &#8220;qualcosa che \u00e8 sempre partecipato&#8230; che non si pu\u00f2 decidere. I suoi significati sono esplosivi, rimbalzano e si frammentano per tutto il pubblico. L&#8217;opera diventa una situazione ricca di potenzialit\u00e0 suggestive, piuttosto che un&#8217;unit\u00e0 autonoma, determinata e finale&#8221; [22].<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag48\/articoli\/img\/softwareart_jeremylevine01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"center\"><span class=\"testo_iframe\"><em> Photo courtesy by AALog.net<\/em><\/span><\/div>\n<p><span class=\"testoscuro\">5.0 Conclusione<\/span><\/p>\n<p>La meccanica quantistica \u00e8 una teoria che riguarda la scelta. Sia i fisici che le particelle quantiche agiscono in modi che non sono del tutto prevedibili. Entrambi sono entit\u00e0 approssimative. Non possiamo prevedere con certezza assoluta l&#8217;esito di ogni singolo evento coinvolgendo i fisici o le particelle quantiche. L&#8217;inserimento di un rilevatore di particelle costringe il sistema quantico a produrre una quantit\u00e0 fisica a partire dalle sue onde di probabilit\u00e0 virtuali. Noi collaboriamo e prendiamo parte alla creazione di nuova informazione attraverso l&#8217;atto stesso di misurazione. Senza incertezza le nostre scelte diventano predeterminate e l&#8217;universo diventa un gigantesco orologio che segna lo scorrere del tempo in modo meccanico.<\/p>\n<p>La scelta \u00e8 altrettanto fondamentale per il comportamento dell&#8217;arte interattiva. Utilizzando i media digitali e sfruttando il loro fluido dinamismo gli artisti potrebbero &#8220;creare opere dinamiche in cui il pubblico finge da co-creatore; il comportamento dell&#8217;opera dipende dalle scelte fatte dallo spettatore&#8221; [23]. Ci\u00f2 echeggia la dinamica produttiva che \u00e8 in corso nella nostra interazione con i sistemi quantici. La nostra partecipazione fisica a un&#8217;opera della media art interattiva genera un evento estetico a partire da possibilit\u00e0 sconosciute rese possibili dal software invisibile con il quale interagiamo. La media art interattiva e la meccanica quantistica accettano l&#8217;incertezza di possibilit\u00e0 sconosciute, piuttosto che la certezza di qualit\u00e0 note.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Note:<\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">1<\/span><span lang=\"en-US\">. Roger Lewin, &#8220;Complexity: Life at the Edge of Chaos&#8221;, (University of Chicago Press,<\/span> Chicago, 1999)<\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">2<\/span><span lang=\"en-US\">. Jeffrey M. Schwartz, Henry P. Stapp, Mario Beauregard , &#8220;Quantum Physics in<\/span> Neuroscience and Psychology: A New Model with Respect to Mind\/Brain Interaction&#8221;, 33-34.<\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">3<\/span><span lang=\"en-US\">. Anton Zeilinger, &#8220;Split World: Book Review of Decoherence and the Quantum-to-<\/span><span lang=\"en-US\">Classical Transition&#8221; by Maximilian Schosshaurer, (<\/span><span lang=\"en-US\">http:\/\/www.univie.ac.at\/qfp\/<\/span><span lang=\"en-US\">publications3\/pdffiles\/2008-04.pdf<\/span><span lang=\"en-US\">), 2.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">4<\/span><span lang=\"en-US\">. Anton Zeilinger as paraphrased by Suarez in, &#8220;Classical Demons and Quantum<\/span> Angels&#8221;, 11.<\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">5<\/span><span lang=\"en-US\">. Vince Dziekian, &#8220;Beyond the Museum Walls: Situating Art in Virtual Space&#8221;, (Paper<\/span> <span lang=\"en-US\">for <\/span><span lang=\"en-US\"><em>Fiberculture Journal-Distributed Aesthetics issue), <\/em><\/span><span lang=\"en-US\">15.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">6<\/span><span lang=\"en-US\">. <\/span><span lang=\"en-US\">HTTP<\/span><span lang=\"en-US\">:\/\/<\/span><span lang=\"en-US\">ARTPORT<\/span><span lang=\"en-US\">.<\/span><span lang=\"en-US\">WHITNEY<\/span><span lang=\"en-US\">.<\/span><span lang=\"en-US\">ORG<\/span><span lang=\"en-US\">\/<\/span><span lang=\"en-US\">COMMISSIONS<\/span><span lang=\"en-US\">\/<\/span><span lang=\"en-US\">CODEDOC<\/span><span lang=\"en-US\">\/S<\/span><span lang=\"en-US\">NIBBE<\/span><span lang=\"en-US\">\/T<\/span><span lang=\"en-US\">RIPOLAR<\/span><span lang=\"en-US\">.<\/span><span lang=\"en-US\">HTML<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">7<\/span><span lang=\"en-US\">. <\/span><span lang=\"en-US\">http:\/\/limiteazero.net\/p5\/index.html<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">8<\/span><span lang=\"en-US\">. <\/span><span lang=\"en-US\">http:\/\/www.solaas.com.ar\/orifice\/Poemador_eng.html<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-US\"><span lang=\"en-US\">9<\/span><span lang=\"en-US\">. Brad Borevitz, &#8220;Super Abstract: Software Art and a Redefintion of Abstraction,&#8221; <\/span><span lang=\"en-US\">(in<\/span> read_me: Software Art &amp; Cultures, Edition 2004, Olga Goriunova &amp; Alexei Shulgin Eds., <span lang=\"en-US\">Center for Digital \u00c6stetik-forskning, , 298-312. ],<\/span><span lang=\"en-US\">Brad Borevitz, &#8220;Super Abstract:<\/span> <span lang=\"en-US\">Software Art and a Redefintion of Abstraction,&#8221; <\/span><span lang=\"en-US\">(in read_me: Software Art &amp; Cultures, <\/span>Edition 2004, Olga Goriunova &amp; Alexei Shulgin Eds., Center for Digital \u00c6stetikforskning, <span lang=\"en-US\">, 298-312. ], <\/span><span lang=\"en-US\">308.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">10<\/span><span lang=\"en-US\">. Johanna Drucker, &#8220;Interactive, Algorithmic, Networked: Aesthetics of New Media<\/span> <span lang=\"en-US\">Art, (in <\/span><span lang=\"en-US\"><em>Art at a Distance<\/em><\/span><span lang=\"en-US\">, edt, Annemarie Chandler and Norie Neumark, The MIT Press,<\/span> Cambridge, 2006), 47.<\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">11<\/span><span lang=\"en-US\">. Joline Blais &amp; Jon Ippolito, &#8220;At the Edge of Art&#8221; (Thames &amp; Hudson, London, 2006),<\/span> 211.<\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">12<\/span><span lang=\"en-US\">. Alan Peacock, &#8220;Toward an Aesthetic of the Interactive&#8221; (www.soundtoys.Net\/journal),<\/span> 4.<\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">13<\/span><span lang=\"en-US\">. <\/span><span lang=\"en-US\">HTTP<\/span><span lang=\"en-US\">:\/\/<\/span><span lang=\"en-US\">WWW<\/span><span lang=\"en-US\">.<\/span><span lang=\"en-US\">COMMUNIMAGE<\/span><span lang=\"en-US\">.<\/span><span lang=\"en-US\">CH<\/span><span lang=\"en-US\">\/<\/span><span lang=\"en-US\">ENGL<\/span><span lang=\"en-US\">\/<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">14<\/span><span lang=\"en-US\">. <\/span><span lang=\"en-US\">HTTP<\/span><span lang=\"en-US\">:\/\/<\/span><span lang=\"en-US\">WWW<\/span><span lang=\"en-US\">.<\/span><span lang=\"en-US\">SITO<\/span><span lang=\"en-US\">.<\/span><span lang=\"en-US\">ORG<\/span><span lang=\"en-US\">\/<\/span><span lang=\"en-US\">SYNERGY<\/span><span lang=\"en-US\">\/<\/span><span lang=\"en-US\">GRIDCOSM<\/span><span lang=\"en-US\">\/<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"de-DE\">15<\/span><span lang=\"de-DE\">. Drucker, 43.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"de-DE\">16<\/span><span lang=\"de-DE\">. Drucker, 44.<\/span><\/p>\n<p lang=\"de-DE\">17. http:\/\/homepage.mac.com\/davidrokeby\/vns.html<\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">18<\/span><span lang=\"en-US\">. David Rokeby : Lecture for &#8220;Info Art&#8221;, Kwangju Biennale, (URL: <\/span><span lang=\"en-US\">HTTP<\/span><span lang=\"en-US\">:\/\/<\/span><span lang=\"en-US\">HOMEPAGE<\/span><span lang=\"en-US\">.<\/span><span lang=\"en-US\">MAC<\/span><span lang=\"en-US\">.<\/span><span lang=\"en-US\">COM<\/span><span lang=\"en-US\">\/<\/span><span lang=\"en-US\">DAVIDROKEBY<\/span><span lang=\"en-US\">\/<\/span><span lang=\"en-US\">INSTALL<\/span><span lang=\"en-US\">.<\/span><span lang=\"en-US\">HTML<\/span><span lang=\"en-US\">)<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">19<\/span><span lang=\"en-US\">. Jack Burnham, &#8220;Beyond Modern Sculpture&#8221;, (Braziller, New York, 1968), 333.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">20<\/span><span lang=\"en-US\">. <\/span><span lang=\"en-US\">HTTP<\/span><span lang=\"en-US\">:\/\/<\/span><span lang=\"en-US\">SODAPLAY<\/span><span lang=\"en-US\">.<\/span><span lang=\"en-US\">COM<\/span><span lang=\"en-US\">\/<\/span><span lang=\"en-US\">CREATORS<\/span><span lang=\"en-US\">\/<\/span><span lang=\"en-US\">SODA<\/span><span lang=\"en-US\">\/<\/span><span lang=\"en-US\">ITEMS<\/span><span lang=\"en-US\">\/<\/span><span lang=\"en-US\">CONSTRUCTOR<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">21<\/span><span lang=\"en-US\">. Margaret Wertheim, &#8220;Evolving Out of the Virtual Mud: an Interview with Ed Burton&#8221;,<\/span> <span lang=\"en-US\">(Cabinet Magazine, Issue 19, Spring 2005) and online @ <\/span><span lang=\"en-US\">http:\/\/www.theiff.org\/<\/span> publications\/cab19-sodaplay.html<\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">22<\/span><span lang=\"en-US\">. Henry M. Sayre, &#8220;The Object of Performance: The American Avant-Garde since<\/span> 1970&#8243; (Chicago and London: University of Chicago Press, 1989), 7.<\/p>\n<p><span lang=\"en-US\">23<\/span><span lang=\"en-US\">. Stephen Wilson, &#8220;Information Arts: Intersections of Arts, Science and Tech&#8221; (MIT<\/span> Press, Cambridge, MA, 2002), 333-334.\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il famoso &#8216;principio di incertezza&#8217; di Werner Heiseberg afferma che non possiamo mai eliminare del tutto l&#8217;influenza del soggetto da qualsiasi descrizione delle particelle quantiche. 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