{"id":10618,"date":"2009-10-02T12:00:00","date_gmt":"2009-10-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-048\/oltre-la-vista-del-mondo-message-in-a-bottle\/"},"modified":"2020-10-29T10:53:26","modified_gmt":"2020-10-29T09:53:26","slug":"oltre-la-vista-del-mondo-message-in-a-bottle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-048\/oltre-la-vista-del-mondo-message-in-a-bottle\/","title":{"rendered":"Oltre La Vista Del Mondo. Message In A Bottle"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">In occasione della prima edizione della Festa della Marineria, tenutasi a la Spezia dall\u201911 al 16 giugno, <span class=\"testoscuro\">Xlabfactory <\/span>ha presentato <em>Oltre la vista del mondo &#8211; Message in a bottle. Recital multimediale per il golfo dei poeti<\/em>. Non ci poteva essere tema pi\u00f9 appropriato di quello affrontato nello spettacolo per celebrare il fascino incantatorio che emana dal Golfo di La Spezia: il testo drammaturgico di <span class=\"testoscuro\">Andrea Balzola<\/span>, che ha curato anche la regia dello spettacolo, narra di visioni estatiche, di esperienze epifaniche, ma anche tragiche, scaturite dalla frequentazione dei suggestivi luoghi che rendono unico il Golfo spezzino.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come non ci poteva essere spazio pi\u00f9 evocativo per ospitare il recital dell\u2019Officina dei Carpentieri e Calafati, un enorme capannone situato nell\u2019Arsenale militare. Attualmente al suo interno si trova in restauro il Leudo Felice Manin &#8211; uno dei pi\u00f9 antichi velieri liguri (1891), utilizzato un tempo per trasportare merci e viveri alle isole dell\u2019Arcipelago toscano \u2013, che per l\u2019occasione si \u00e8 trasformato in una presenza scenica dal forte impatto visivo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Attorno all\u2019imponente veliero ruota la prima parte dello spettacolo, <em>La vista del mondo<\/em>, basata sull\u2019omonimo testo dello scrittore spezzino Ettore Cozzani, pubblicato nel 1921 nella raccolta di racconti <em>Leggende della Lunigiana<\/em>. La genesi del racconto \u00e8 interessante perch\u00e9 ispirata ad un evento realmente accaduto ad uno scienziato naturalista inglese, F.W.C. Trafford, che nel 1869, nel corso di un Grand Tour in Italia, ebbe un\u2019esperienza mistico-onirica sul Monte Castellana, di cui lasci\u00f2 un resoconto dal titolo <em>Amphiorama ou la vue du monde des montagne de La Spezia. Fenom\u00e8ne inconnu, pour la premi\u00e8re fois observ\u00e8 et decrit avec une carte du Continent polaire<\/em>, pubblicato nel 1874 a Zurigo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag48\/articoli\/img\/performing_annamariamonteverdi03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\">Nella rielaborazione effettuata da Cozzani, la storia assume una dimensione pi\u00f9 mistica e atemporale. Con toni lirici viene descritta l\u2019esperienza vissuta da \u201cun vecchio e nobile pellegrino\u201d, che dopo essere approdato nel Golfo di Spezia giunge sulla vetta del Monte Castellana, dove \u00e8 sopraffatto da una serie di allucinazioni visive. Dalla vetta del monte \u00e8 come se riuscisse a vedere tutti i luoghi che aveva attraversato nei suoi innumerevoli viaggi per mare, dal Mediterraneo alla Groenlandia, dall&#8217;Australia all&#8217;Africa: una visione estatica che dura diverse ore lasciandolo in preda ad un estremo turbamento, che lo induce a confidarsi con un sacerdote incontrato durante il suo tragitto di discesa dal monte.<\/p>\n<p align=\"left\">Nello spettacolo, gli attori Jole Rosa e Massimo Verdastro riescono con grande abilit\u00e0 a restituire tutta la magia e la poesia di un\u2019esperienza-limite della mente, un\u2019esperienza estetico-estatica scaturita dal contatto con un paesaggio dalla bellezza perturbante. Anche le componenti multimediali visivo-sonore giocano un ruolo importante nel creare una dimesione onirica e sospesa. Attraverso un sofisticato gioco di luci e di proiezioni video, il veliero, al centro della scena, si trasfigura ora in nave ora in montagna; il suo scafo viene incessantemente inondato da un flusso di immagini liquide e luccicanti, immagini di un mare cangiante e increspato dalle onde, il cui rumore ipnotico risuona tra le pieghe di una musica incantatoria e avvolgente.<\/p>\n<p align=\"left\">Un soave canto interpretato dalla bravissima vocalist Francesca della Monica introduce alla seconda parte dello spettacolo <em>Message in a bottle<\/em>, dedicato ai poeti George Gordon Byron, Percy Bysshe Shelley e sua moglie Mary. Nel 1822 gli Shelley per diversi mesi soggiornarono nel villaggio di San Terenzo, sul litorale spezzino, abitando nella celebre villa Magni e ospitando intellettuali ed artisti, tra cui Byron, con cui gli Shelley condividevano lo stile di vita anticonformista, l\u2019amore per la libert\u00e0 e per la poesia, e l\u2019attrazione per il mare. L\u2019elemento acquatico veniva vissuto romanticamente da questi poeti come fonte inesauribile di ispirazione; la sua sconfinata vastit\u00e0 e le sue insondabili profondit\u00e0 venivano esperite come manifestazioni del sublime naturale, di fronte a cui l\u2019uomo misura la sua fragilit\u00e0 e al contempo la sua capacit\u00e0 di intraprendere sfide sempre nuove. Il culto dell\u2019acqua fece compiere a Byron, abilissimo nuotatore, una leggendaria traversata a nuoto (a Portovenere c\u2019e una inscrizione in marmo che ricorda \u201cLord Byron, l&#8217;immortale poeta che ardito nuotatore sfid\u00f2 le onde del mare da Portovenere a Lerici\u201d), ma si rivel\u00f2 fatale per Shelley, che mor\u00ec a bordo della sua imbarcazione \u201cAriel\u201d durante una tempesta, e venne ritrovato giorni dopo sulla spiaggia di Viareggio, con in tasca un libro di Sofocle e uno di Keats.<\/p>\n<div align=\"left\">\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag48\/articoli\/img\/performing_annamariamonteverdi02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p align=\"left\">L\u2019intento di <em>Message in a Bottle<\/em>, dichiara <span class=\"testoscuro\">Andrea Balzola<\/span> a proposito del suo adattamento teatrale, \u00e8 quello di convocare la \u201cpresenza e la poesia di questi bizzarri e geniali ospiti inglesi del Golfo\u201d, come se fossero delle \u201ccreature oniriche\u201d, a testimonianza che \u201cla grande poesia naviga immortale attraverso i secoli\u201d. Anche in questa seconda parte dello spettacolo l\u2019azione scenica si svolge attorno ad una piccola imbarcazione, sulle cui vele scorrono immagini che alternano vedute documentaristiche &#8211; di spiagge, di bagnanti e di localit\u00e0 turistiche &#8211; con visioni pi\u00f9 evocative e poetiche, che restituiscono tutto il fascino e il mistero dell\u2019elemento acquatico riecheggiando le atmosfere e le vicende vissute nel Golfo da Byron e Shelley.<\/p>\n<p align=\"left\">Le sollecitazioni derivanti da entrambi i testi drammaturgici e dall\u2019orchestrazione multimediale dello spettacolo emozionano e allo stesso tempo inducono ad una serie di riflessioni: come \u00e8 cambiato oggi il rapporto con una natura che si presenta sempre pi\u00f9 addomesticata dalla tecnologia, deturpata dall\u2019inquinamento e sfruttata ad uso e consumo di un turismo di massa? Il confronto con certi paesaggi naturali riesce ancora a scuoterci nel profondo, a provocare quei sentimenti sublimi di \u201cpiacere misto a terrore\u201d descritti da tanti poeti, artisti, filosofi ed esploratori a partire dal settecento, e di cui anche i testi dello spettacolo offrono una testimonianza? Forse, attualmente, ci\u00f2 che \u201catterrisce e affascina\u201d \u00e8 maggiormente connesso con gli esiti uno sviluppo tecnologico che pone nuove sfide e interrogativi sulla condizione umana e sui suoi limiti. Si naviga sempre meno in mare aperto (o perlomeno si naviga in maniera pi\u00f9 sicura) e sempre pi\u00f9 in universi artificiali e virtuali, che stanno modificando il nostro modo di rapportarci alla realt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\">Tuttavia la tecnologia pu\u00f2 essere utilizzata anche per riflettere poeticamente sui mutati orizzonti percettivi, cognitivi ed esperienzali, per creare inediti cortocircuiti tra passato e presente, per reinventare un sublime \u201ctecnologicamente aumentato\u201d, arricchito da flussi di immagini e suoni elettronici. E\u2019 in questa direzione che si muove<em>Oltre la vista del mondo &#8211; Message in a botle,<\/em> proseguendo percorso di ricerca teatrale che Xlabfactory, collettivo di artisti digitali e teorici della multimedialit\u00e0, sta portando avanti con coerenza da diversi anni.<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"left\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.xlabfactory.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.xlabfactory.org\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della prima edizione della Festa della Marineria, tenutasi a la Spezia dall&rsquo;11 al 16 giugno, Xlabfactory ha presentato Oltre la vista del mondo &#8211; Message in a botle. Recital multimediale per il golfo dei poeti. 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