{"id":10615,"date":"2009-10-02T12:00:00","date_gmt":"2009-10-02T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-048\/geert-lovink-list-culture-and-the-art-of-moderation\/"},"modified":"2020-10-29T10:52:32","modified_gmt":"2020-10-29T09:52:32","slug":"geert-lovink-list-culture-and-the-art-of-moderation","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/internet\/geert-lovink-list-culture-and-the-art-of-moderation\/","title":{"rendered":"Geert Lovink: La Cultura Delle Liste E L&#8217;arte Della Moderazione"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span class=\"testoscuro\">Geert Lovink<\/span> \u00e8 uno dei personaggi pi\u00f9 autorevoli della net culture a livello mondiale. Critico e teorico, da anni attivo con testi e saggi nell&#8217;ambito dei nuovi media e della cultura di rete, tra i progetti pi\u00f9 recenti \u00e8 giusto sottolineare in particolare la creazione, nel 2004, dell&#8217;<span class=\"testoscuro\">Institute of Network Cultures ad Amsterdam<\/span>, istituto che si occupa dell&#8217;analisi critica di Internet, con l&#8217;obiettivo di contribuire attivamente allo sviluppo ed alla divulgazione degli studi e i discorsi che ruotano intorno ai temi della rete, anche attraverso l&#8217;organizzazione di conferenze, pubblicazioni al fine di stimolare il dialogo e lo scambio online.<\/p>\n<p>Geert Lovink \u00e8 gi\u00e0 stato ampiamente presentato sulle pagine di Digimagin passato: sia da Francesca Valsecchi nel &#8211; Digimag 13 dell&#8217;Aprile 2006 (<span class=\"testoscuro\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=331<\/span>) in occasione di un incontro del Meet the Media Guru, sia in occasione dell&#8217;intervista concessa a <span class=\"testoscuro\">Maresa Lippolis <\/span>durante un incontro del Video Vortex organizzato proprio dall&#8217;Institute for Networked Cultures lo scorso Marzo 2008 ad Amsterdam. Non ci dilunghiamo quindi nuovamente nel citare tutti i progetti, i testi, le pubblicazioni, i dibattiti a cui Geert Lovink ha contribuito nel corso degli ultimi 20 anni, ma ci limitiamo a segnalare a quei pochi lettori che ancora non lo conoscono il link all&#8217;intervista (<a class=\"testoscuro\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1085\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1085<\/a>) contenuta nel Digimag 32 del Marzo 2008 . Senza dimenticare infine l&#8217;intervista da lui stesso fatta all&#8217;antropologo Jeffrey S.Juris, pubblicata proprio su e concessa anche a Digimag per la pubblicazione nel numero 40 del Dicembre 2008-Gennaio 2009 (<a class=\"testoscuro\" href=\"https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1332\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/digicult.it\/digimag\/article.asp?id=1332<\/a>). Insomma, un amico di lunga data.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ulteriore intervista e&#8217; inserita nel contesto della tesi di dottorato che sto scrivendo sul tema dei new media art festival e il link che questi eventi stabiliscono (o non stabiliscono) con la cultura della rete che ruota attorno ai temi della cultura digitale. Per questo motivo lo scorso mese di Agosto ho contattato Geert e ho instaurato una conversazione illuminante via email su temi che riguardano le mailing lists, l&#8217;arte della moderazione e la condizione socio-politica nell&#8217;era della Network Culture.<\/p>\n<p>Il risultato di questa conversazione \u00e8 la chiacchierata che segue, pubblicata anche sul blog di Geert al\u00ec&#8217;indirizzo <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/networkcultures.org\/wpmu\/geert\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/networkcultures.org\/wpmu\/geert\/<\/a>, e arricchita da un excursus su quella che \u00e8 la formazione di Geert Lovink, il suo percorso culturale e politico, le sue esperienze attiviste e radicali, che lo hanno portato ad essere oggi una delle voci sicuramente pi\u00f9 influenti e ascoltate nell&#8217;ambito della new media culture.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag48\/articoli\/img\/netart_donatamarletta02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span class=\"testoscuro\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Ciao Geert, prima di tutto vorrei che mi raccontassi un po&#8217; del tuo background e come sei entrato a far parte della scena Net-culture<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong><span class=\"testoscuro\">Geert Lovink<\/span><\/strong>: Durante il periodo 1977-83 ho studiato Scienze Politiche presso l&#8217;Universit\u00e0 di Amsterdam. In quel periodo ero coinvolto in movimenti attivisti anti-nucleari, di occupazione e di studenti autonomi. Dopo avere conseguito la laurea ero disoccupato e vivevo a Berlino Ovest. Erano gli oscuri anni &#8217;80, con numerosi tagli ai budget e prospettive cupe. Usai il sussidio di disoccupazione per approfondire la mia conoscenza nelle scienze umanistiche e nelle arti, e dopo una crisi professionale ed esistenziale nel 1987, decisi di realizzare la mia passione e diventai teorico dei media e attivista indipendente. Oltre a scrivere e pubblicare libri e giornali, mi interessai ai computer e successivamente, attraverso la scena dei bulletin boards, nel 1989, entrai in contatto con Internet. Nei primi anni &#8217;90 oltre alla radio, iniziai ad organizzare festival e conferenze. Tutti questi aspetti confluirono nel 1993 quando fece la sua apparizione il<em> World Wide Web<\/em> e in Olanda la gente comune, fuori dai circuiti accademici, ebbe accesso ad Internet. Due anni dopo iniziai la lista , insieme all&#8217;artista Berlinese Pit Schultz, che fu una delle prime persone che incontrai online.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Che ruolo ha il moderatore delle liste, e qual&#8217; \u00e8 il ricordo pi\u00f9 straordinario che hai come moderatore di ?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong><span class=\"testoscuro\">Geert Lovink<\/span><\/strong>: <span lang=\"it-IT\">Straordinario o angosciante<em>?<\/em> Quel lavoro era come le montagne russe. Eccitante ed intenso. Un lavoro a tempo pieno. Per me il momento pi\u00f9 entusiasmante \u00e8 stato il meeting in Slovenia, nel maggio 1997. Non parecchie liste organizzano i propri raduni internazionali. Fu&#8217; un festival intenso e sballato, al quale parteciparono Americani ed Europei da Est a Ovest, il picco di come movimento di avanguardia della <em>Net culture<\/em>, se vuoi. Poco dopo, l&#8217;esplosione delle <em>dotcom <\/em>divenne una realt\u00e0. In quel contesto, <em>Net artists, tactical media activists<\/em> e teorici dei media si mischiarono; in un certo senso ai nostri giorni risulterebbe arduo ed artificiale da organizzare. Il periodo culturale, il tempo in cui &#8220;Cosa \u00e8 e che uso ne fai?&#8221; non veniva spiegato dai managers e da coloro che lavorano con la tecnologia, ma dagli artisti e dai teorici, stava per finire. <\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\">Ma per rispondere alla tua domanda &#8230; la moderazione pu\u00f2 essere fatta in diversi modi. Dopo che divenne una lista chiusa e gestita da un moderatore (alla fine del 1997) rimasi coinvolto nelle operazioni di gestione quotidiana della lista per altri 2 o 3 anni. In quel periodo abbiamo prodotto il libro <em>Readme!<\/em> e sperimentato con la rotazione nella moderazione della lista. Ero a favore di quel modello ma coloro che assunsero il controllo ad un certo punto, nel 2001 circa, non vollero muoversi, io invece sono sempre li&#8217;. Fingono di non essere visibili e non appaiono come host nei dibattiti. Questo fu&#8217; importante per me e Pit. Come noi anche Trebor Scholz nella lista <span class=\"testoscuro\">iDC (Institute for Distributed Creativity<\/span> <em>nda<\/em>) era alla ricerca di voci nuove, nuovo materiale. In alcune liste il moderatore \u00e8 la persona prudente che sta li&#8217; nello sfondo. La tecnologia da sola non ci dice come moderare le liste. La tecnologia ci limita, ci guida ma ci lascia anche un certo margine di libert\u00e0 per far uscire fuori queste caratteristiche troppo umane da noi.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag48\/articoli\/img\/netart_donatamarletta05.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"center\"><em>Photo courtesy by Institute for Networked Cultures<\/em><\/div>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Esiste nelle liste una vera comunicazione e scambio tra critici e comuni sottoscrittori?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"it-IT\"><strong><span class=\"testoscuro\">Geert Lovink<\/span><\/strong>: Le liste hanno alti e bassi. Spesso le paragono al clima Olandese. Ci sono bruschi cambiamenti di umore. Lunghi periodi di silenzio. Alcuni sono ossessionati dalle liste e ad un tratto poi spariscono. Ci sono litigi (le cosiddette &#8220;flame wars&#8221;), conversazioni animate, seguite da tonnellate di monotoni comunicati stampa e articoli di quotidiani. I comuni sottoscrittori sono i <em>lurker<\/em><\/span><span lang=\"it-IT\">, quelli che rimangono in silenzio e sono assenti. Non vedo un ruolo speciale per una particolare professione, come artisti o pensatori, ciononostante devo dire che <em>geeks<\/em> ed altri programmatori sono coloro che hanno pi\u00f9 familiarit\u00e0 con la comunicazione nelle liste. Dopo tutto, \u00e8 il loro mezzo; lo hanno creato loro ed utilizzato, molto tempo prima che la massa venisse a conoscenza delle<em> mailing lists<\/em> elettroniche. <\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: In base alla tua esperienza, qual&#8217; \u00e8 lo stato dell&#8217;arte e il futuro delle liste?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong><span class=\"testoscuro\">Geert Lovink<\/span><\/strong>: Considerato che l&#8217;email \u00e8 la pi\u00f9 diffusa applicazione di Internet, le liste non spariranno molto facilmente. A livello mondiale, l&#8217;uso dell&#8217;email \u00e8 in continua espansione. Ma come tutti sappiamo le nuove generazioni non la utilizzano pi\u00f9. L&#8217;email non \u00e8 cool. Il declino in termini di popolarit\u00e0 \u00e8 iniziato da un po&#8217; e probabilmente \u00e8 partito con la crescita dei<em> blog<\/em>, intorno al 2003-2004, e successivamente ai siti di <em>social networking.<\/em> Inoltre non dobbiamo dimenticare l&#8217;impatto degli SMS e dei PDA, anche se oggi puoi controllare l&#8217;email direttamente dal tuo PDA. Quello a cui assistiamo oggi \u00e8 un allontanamento dalla cultura dell&#8217;ufficio (con i suoi PC isolati), in quale l&#8217;email (e di conseguenza le liste) sono state incorporate. Questo porta ad un&#8217;accelerazione di messaggi brevi su qualsiasi piattaforma da Facebook a Skype, Twitter, MSN, tutti destinati a non essere riposti in un archivio. Le liste dipendono dai propri archivi, siano accumulati nel computer di coloro che sottoscrivono la lista, che nell&#8217;archivio online della lista stessa. Le liste hanno senso solo se puoi leggere i messaggi precedenti. Perch\u00e9 Internet ha bisogno di <em>geeks<\/em> per poter mantenere e ulteriormente sviluppare l&#8217;infrastruttura della tecnologia informatica, non mi preoccupa che le liste e i relativi <em>software<\/em> possano sparire, a meno che la classe globale degli<em> hacker <\/em>decida di spostarsi verso un nuovo modo di comunicazione.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Credi che le discussioni nelle liste e pi\u00f9 in generale i network online stiano contribuendo allo sviluppo ed alla distribuzione di una cultura aperta e basata sulla collaborazione?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong><span class=\"testoscuro\">Geert Lovink<\/span><\/strong>: Qu\u00ec dobbiamo separare i due modi di usare i<em> list software<\/em>: liste come veicolo in grado di creare una comunit\u00e0 che discuta certi argomenti, e liste come strumenti pragmatici al fine di realizzare un particolare obiettivo comune. Raramente incontriamo un insieme di queste due modalit\u00e0. La maggior parte di noi assocerebbe le liste con l&#8217;elemento di discussione. Ciononostante, la maggioranza delle liste vengono create per gruppi specifici ed hanno vita breve. Quando l&#8217;obiettivo viene raggiunto la lista poi sparisce.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag48\/articoli\/img\/netart_donatamarletta06.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"center\"><em>Photo courtesy by Anne Helmond <\/em><\/div>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Vai a visitare festival come Ars Electronica, Transmediale etc.? Vorrei sapere la tua opinione sul ruolo che hanno questi eventi ai giorni nostri.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong><span class=\"testoscuro\">Geert Lovink<\/span><\/strong>: Certo, visito numerosi festival e mostre. Non proprio quelli da te citati, ma sono stato a circa quattro edizioni di seguito di Transmediale. L&#8217;ultima volta nel 2007. L&#8217;ultimo Ars Electronica al quale sono andato \u00e8 stato forse nel 1997 o 1998. L&#8217;ultimo ISEA che ho visitato \u00e8 quello di Helsinki nel 2004. In questo periodo vedo pi\u00f9 cose nel Sud Europa. Ho parlato della condizione della new media art nel mio libro <em>Zero Comments<\/em>, che ho scritto nel 2005-2006. \u00c8 un peccato che molti di questi festival non si concentrano su un tema particolare. Se lo fanno \u00e8 troppo generico e terribilmente acritico, girando intorno a temi come la biologia e il corpo. Ma non iniziamo con la cultura della protesta. Va bene, c&#8217; \u00e8 una critica, \u00e8 negativa e chiarifica le nostre idee. Ma molto pi\u00f9 importante c&#8217; \u00e8 un&#8217;energia primaria di follia, di radunarsi, di fare qualcosa senza senso. \u00c8 quell&#8217;energia che unisce le persone e noi spesso attingiamo da quell&#8217;energia. I festival dei quali parli sono solo ombre evanescenti, attivit\u00e0 istituzionali che durano troppo tempo ed hanno dimenticato quanto \u00e8 potente impadronirsi dell&#8217;arte della sparizione. Il fatto che in alcuni ambiti il management opera con il pilota automatico non significa che altrove non possano svilupparsi nuove iniziative. C&#8217; \u00e8 un grande cambiamento nei new media. C&#8217; \u00e8 sempre spazio per la realizzazione di un evento. Lo so, pu\u00f2 sembrare religioso, ma se lo hai sperimentato dozzine di volte, non c&#8217; \u00e8 nessuna ragione per sentirsi depressi, anche se la situazione, in termini oggettivi, \u00e8 abbastanza deprimente.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Per molti anni i festival dedicati all&#8217;arte ed alla tecnologia hanno avuto il ruolo di riunire persone con interessi comuni in un singolo contesto spazio\/temporale. In base alla tua esperienza, possiamo ancora oggi considerare questo tipo di festival come spazi sociali?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong><span class=\"testoscuro\">Geert Lovink<\/span><\/strong>: Certo, non facciamo le cose cos\u00ec drammatiche. Anche le persone che vendono aspirapolvere porta a porta hanno i loro incontri annuali. La domanda che ci dobbiamo porre \u00e8: gli organizzatori vogliono dare alla scena un impatto critico, o vogliono solo gestire un&#8217;organizzazione culturale? Ai giorni nostri la sponsorizzazione delle corporations e le politiche cittadine di marketing stanno diventando una questione seria se stai organizzando un festival o una conferenza. Forse \u00e8 meglio spostare l&#8217;interesse ed iniziare a sviluppare formati che siano pi\u00f9 informali, come i <em>Temporary Media Labs, i barcamps<\/em>, e le non-conferenze. Ma in quel caso in un contesto culturale relativo all&#8217;attivismo.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Credi che esista un collegamento tra i luoghi virtuali rappresentati dalle liste, i networks e le comunit\u00e0 online, e il luogo tangibile del festival per discussioni e scambi riguardanti la Net culture?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong><span class=\"testoscuro\">Geert Lovink<\/span><\/strong>: Raramente. \u00c8 un&#8217;eccezione unica se reale e virtuale sono ben equilibrati. \u00c8 vero che molte liste ritornano indietro agli eventi della vita reale, ma \u00e8 difficile riuscire ad incontrarsi. Con difficile intendo dispendioso in termini economici.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag48\/articoli\/img\/netart_donatamarletta03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p class=\"testoscuro\" lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong>Donata Marletta<\/strong>: Ho molto apprezzato la tua auto-intervista nell&#8217;introduzione del tuo libro <em>Uncanny Networks<\/em>. Qual&#8217; \u00e8 la domanda che vorresti ti venisse posta oggi?<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><strong><span class=\"testoscuro\">Geert Lovink<\/span><\/strong>: Sei, siamo, ben organizzati ad affrontare il mainstream dei new media? Cosa significa che tutti possiedono un telefono cellulare? Siamo preparati a difendere attivamente i nostri ideali riguardo l&#8217;aperto e decentralizzato carattere di Internet o lasciamo che vada gi\u00f9 per il tombino? Questa \u00e8 una questione molto seria. Non credo che molti di noi sono ben preparati ad affrontare la scalata degli utenti e l&#8217;ampia partecipazione che abbiamo visto negli ultimi anni. L&#8217;utilizzo di Internet qui in Olanda \u00e8 cresciuto da meno dell&#8217;1% nel 1993 ad oltre l&#8217;80% nel 2009. Questa realt\u00e0 ci forza a protendere verso il mainstream o avrebbe pi\u00f9 senso dare vita ad iniziative alternative e sotterranee, che non si preoccupino della realt\u00e0 istituzionale?<\/p>\n<hr \/>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"left\"><span lang=\"zxx\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/laudanum.net\/geert\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/laudanum.net\/geert\/<\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"zxx\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/networkcultures.org\/wpmu\/portal\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/networkcultures.org\/wpmu\/portal\/<\/a><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span lang=\"zxx\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.nettime.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.nettime.org\/<\/a><\/span><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Geert Lovink \u008f uno dei personaggi pi\u009d autorevoli della net culture a livello mondiale. Critico e teorico, da anni attivo con testi e saggi nell&#8217;ambito dei nuovi media e della cultura di rete, tra i progetti pi\u009d recenti \u008f giusto sottolineare in particolare la creazione, nel 2004, dell&#8217;Institute of Network Cultures ad Amsterdam, istituto che si occupa dell&#8217;analisi critica di Internet, con l&#8217;obiettivo di contribuire attivamente allo sviluppo ed alla divulgazione degli studi e i discorsi che ruotano intorno ai temi della rete, anche attraverso l&#8217;organizzazione di conferenze, pubblicazioni al fine di stimolare il dialogo e lo scambio online.<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":26545,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[239,201,52],"tags":[53,13],"class_list":["post-10615","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-articles","category-issue-048","category-web","tag-interviews","tag-networking"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v22.4 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Geert Lovink: La Cultura Delle Liste E L&#039;arte Della Moderazione &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/digicult.it\/internet\/geert-lovink-list-culture-and-the-art-of-moderation\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Geert Lovink: La Cultura Delle Liste E L&#039;arte Della Moderazione &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[:en]Geert Lovink is one of the most influential cultures of the net worldwide. He is a critic and a theorist, he has been interested for years in texts and essays about the new media and network culture, and among his most recent projects the creation of the Institute of Network Cultures in Amsterdam is worth to be mentioned. This institute works on critical analysis of the Internet, and its aim is to help actively the development and the divulgation of studies and discussions on network topics, even through the organisation of conferences, and publications whose aim is to stimulate dialogue and online sharing.[:it]Geert Lovink \u008f uno dei personaggi pi\u009d autorevoli della net culture a livello mondiale. Critico e teorico, da anni attivo con testi e saggi nell&#039;ambito dei nuovi media e della cultura di rete, tra i progetti pi\u009d recenti \u008f giusto sottolineare in particolare la creazione, nel 2004, dell&#039;Institute of Network Cultures ad Amsterdam, istituto che si occupa dell&#039;analisi critica di Internet, con l&#039;obiettivo di contribuire attivamente allo sviluppo ed alla divulgazione degli studi e i discorsi che ruotano intorno ai temi della rete, anche attraverso l&#039;organizzazione di conferenze, pubblicazioni al fine di stimolare il dialogo e lo scambio online. 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Critico e teorico, da anni attivo con testi e saggi nell'ambito dei nuovi media e della cultura di rete, tra i progetti pi\u009d recenti \u008f giusto sottolineare in particolare la creazione, nel 2004, dell'Institute of Network Cultures ad Amsterdam, istituto che si occupa dell'analisi critica di Internet, con l'obiettivo di contribuire attivamente allo sviluppo ed alla divulgazione degli studi e i discorsi che ruotano intorno ai temi della rete, anche attraverso l'organizzazione di conferenze, pubblicazioni al fine di stimolare il dialogo e lo scambio online. 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