{"id":10602,"date":"2009-09-04T12:00:00","date_gmt":"2009-09-04T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-047\/marina-abramovich-presents-experiments-and-tension\/"},"modified":"2020-10-28T11:58:04","modified_gmt":"2020-10-28T10:58:04","slug":"marina-abramovich-presents-experiments-and-tension","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/marina-abramovich-presents-experiments-and-tension\/","title":{"rendered":"Marina Abramovich Presents: Esperimenti E Tensione"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Per circa due settimane, dal 3 al 19 Luglio scorsi, il <span class=\"testoscuro\">Manchester International Festival<\/span> ha commissionato e prodotto la performance <em>Marina Abramovic Presents..<\/em> curata dall&#8217;artista Serba appositamente per il festival. In occasione della performance, gli spazi della Whitworth Gallery di Manchester sono stati completamente svuotati di tutte le opere d&#8217;arte e messi al servizio della performance art, evento quasi unico nel mondo dell&#8217;arte contemporanea.<\/p>\n<p>Nata nel 1946 a Belgrado <span class=\"testoscuro\">Marina Abramovic<\/span> inizia la sua carriera negli anni &#8217;60 come pittrice e successivamente, agli inizi degli anni &#8217;70, passa alla performance art. Sin dagli esordi \u00e8 evidente il desiderio dell&#8217;artista di comunicare direttamente con il pubblico creando una sinergia che costituisce un elemento fondamentale per la riuscita delle performances. I suoi primi lavori sono caratterizzati dall&#8217;estrema pericolosit\u00e0 e violenza delle prove attraverso le quali la Abramovic spinge all&#8217;estremo i propri limiti mentali e fisici, raggiungendo uno stato di trance che prescinde il senso di consapevolezza del dolore.<\/p>\n<p>Un esempio \u00e8 il ciclo di dieci performances dal titolo <em>Rhythm<\/em>&#8216;, durante le quali l&#8217;artista attraverso l&#8217;uso di coltelli e altri oggetti di tortura rischia pi\u00f9 volte la propria vita. La fase intermedia della carriera della Abramovic vede la collaborazione con l&#8217;artista <span class=\"testoscuro\">Ulay (Uwe Laysiepen)<\/span> e si conclude nel 1989 con il progetto finale <em>The Great Wall Walk<\/em>, un cammino della durata di novanta giorni sulla Grande Muraglia Cinese. I suoi ultimi lavori sono invece caratterizzati dalla ricerca della purificazione e introspezione mistica, legati agli studi sullo Sciamanesimo, il Buddismo Tibetano, e le filosofie Sufi e Tantriche. Una costante dei lavori della Abramovic, che ritroviamo durante le diverse fasi del suo percorso artistico, \u00e8 l&#8217;energia che nasce dall&#8217;interazione tra l&#8217;artista e il pubblico trasformando quest&#8217;ultimo in elemento partecipativo e non mero spettatore passivo.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/performing_donatamarletta03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><em>Marina Abramovic Presents&#8230;<\/em> inizia alle sette della sera e prevede la durata di quattro ore ed ai partecipanti viene espressamente richiesto di fermarsi fino alla fine dell&#8217;evento. All&#8217;ingresso della Whitworth Gallery noi spettatori (circa 250) siamo invitati ad indossare un camice bianco da laboratorio: il tempo si ferma, l&#8217;esperimento ha inizio. Successivamente veniamo accompagnati in un&#8217;enorme sala della galleria e prendiamo posto su dei piccoli sgabelli, l&#8217;atmosfera \u00e8 pervasa da un senso di inquietudine e tensione comune.<\/p>\n<p>La prima parte della performance, <em>The Drill<\/em>&#8216; prevede un&#8217;ora di de-programmazione e ri-programmazione del pubblico ad opera della Abramovic, che in questa occasione assume il ruolo dello shamano, la quale per iniziare ci fa bere molto lentamente un bicchiere d&#8217;acqua. Attraverso una serie di esercizi di rilassamento e concentrazione l&#8217;artista, dall&#8217;indubbio carisma magnetico, ci prepara ad affrontare al meglio le restanti tre ore che prevedono quattordici performances ad opera degli artisti presenti dislocati nelle varie sale della Whitworth.<\/p>\n<p>A questo punto siamo liberi di esplorare, assistere, partecipare la performance di <span class=\"testoscuro\">Kira O&#8217;Reilly<\/span>, artista di origine Irlandese, \u00e8 quella che su tutte ha attirato di pi\u00f9 la mia attenzione. Kira precipita lentamente dalla tromba delle scale, nuda &#8211; indossando solo dei guanti da guida &#8211; , in silenzio, controllando i gesti fino a rendere il movimento quasi impercettibile. L&#8217;artista Italiano <span class=\"testoscuro\">Nico Vascellari<\/span>, in un sottoscala colpisce ripetutamente due enormi pietre, producendo un suono costante e violento che si trasforma in un loop ossessivo, molesto, quasi apocalittico, che ci accompagna fino all&#8217;uscita dalla galleria. <span class=\"testoscuro\">Ivan Civic<\/span> con <em>Back to Sarajevo&#8230;After 10 Years&#8230;<\/em> ritorna idealmente nella sua citt\u00e0 natale arrampicandosi in un muro sul quale vengono proiettate scene della citt\u00e0, stralci di interviste a persone che ormai non ci sono pi\u00f9, una sorta di diario visivo che racconta una Sarajevo in guerra.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Amanda Coogan<\/span>, Irlandese, si lancia ripetutamente su un enorme materasso, urlando e gemendo in preda all&#8217;estasi quasi fosse posseduta da demoni. <span class=\"testoscuro\">Alastair MacLennan<\/span>, artista Scozzese, crea un&#8217;installazione con scarpe di ogni tipo e misura sistemate sul pavimento ed un enorme tavolo imbandito con terra, carta, fili di cotone e la testa divisa in due di un maiale. Il Russo <span class=\"testoscuro\">Fedor Pavlov-Andreevich<\/span>, del quale \u00e8 visibile solo la bocca, chiede ai membri del pubblico di nutrirlo, dargli da bere o intraprendere una serie di altre azioni attraverso una piccola finestra: <em>The Glory Hole<\/em>; e per chi si rifiuta di assecondare le sue richieste, le conseguenze non sono proprio piacevoli.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/performing_donatamarletta04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Questi sono solo alcuni esempi di quello che accade durante &#8216;l&#8217;esperimento&#8217;, naturalmente la valenza artistica di alcune delle performances \u00e8 discutibile, ma senza dubbio l&#8217;evento nella sua globalit\u00e0 \u00e8 un&#8217;esperienza unica, indimenticabile, che accompagna lo spettatore al centro della performance art, abbattendo ogni distanza tra artista e audience. Paradossalmente dopo le quattro ore trascorse all&#8217;interno della galleria, durante le quali il tempo, le azioni e lo spazio si dilatano, una volta spogliati del camice da laboratorio e riappropriatici delle nostre identit\u00e0 la routine scandita dai ritmi delle azioni quotidiane risulta alquanto surreale.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.mif.co.uk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.mif.co.uk\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.mif.co.uk\/events\/marina-abramovi-presents\u2026\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.mif.co.uk\/events\/marina-abramovi-presents%E2%80%A6\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.guardian.co.uk\/culture\/video\/2009\/jul\/06\/marina-abramovic-manchester-festival-adrian-searle\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.guardian.co.uk\/culture\/video\/2009\/jul\/06\/marina-abramovic-manchester-festival<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per circa due settimane, dal 3 al 19 Luglio scorsi, il Manchester International Festival ha commissionato e prodotto la performance Marina Abramovic Presents.. curata dall&#8217;artista Serba appositamente per il festival. 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