{"id":10601,"date":"2009-09-04T12:00:00","date_gmt":"2009-09-04T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-047\/the-sensible-scene\/"},"modified":"2020-10-28T11:57:55","modified_gmt":"2020-10-28T10:57:55","slug":"the-sensible-scene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/the-sensible-scene\/","title":{"rendered":"La Scena Sensibile"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\"><span class=\"testoscuro\">Alessandro Sciarroni <\/span> da San Benedetto del Tronto ha gi\u00e0 una lunga storia artistica, raffinata e soprattutto apprezzata all&#8217;interno del panorama teatrale di ricerca Europeo, rivelandosi di fatto un &#8220;<em>sensibile interprete della scena artistica contemporanea&#8221;. <\/em> Il giovane attore e regista marchigiano si \u00e8 formato come intenso ed impeccabile attore con la<span class=\"testoscuro\"> Compagnia Lenz Rifrazioni<\/span> di Parma per poi tornare nella sua terra natia dove ha concepito il laboratorio <span class=\"testoscuro\">Corpoceleste<\/span> sviluppando seminari e produzioni teatrali. La sua prima creazione artistica <em>If I was your girlfriend<\/em> ispirata a <em>La Bovary c&#8217;est moi<\/em>, raccolta poetica di Giovanni Giudici e a <em>Madame Bovary<\/em> di Gustave Flaubert viene realizzata nel campo di atletica di Porto d&#8217;Ascoli; luogo non convenzionale ed adattamento impegnativo-difforme.<\/p>\n<p>Sono desideri esplorati nella canzone di Prince, dove i sogni adolescenziali si rivelano nella musica e nel proprio essere anche indifesi, disarmati ma speranzosi. Partecipa poi alle serate finali della terza edizione del Premio Internazionale della Performance con <em>Your Girl<\/em>, spettacolo nato sulla scia della precedente produzione dove l&#8217;esperienza amorosa \u00e8 raccontata attraverso gli occhi di una ragazza disabile, una <em>Madame Bovary<\/em> che desidera solo ci\u00f2 che \u00e8 comune e non ci\u00f2 che sarebbe normale. L&#8217;attrice <span class=\"testoscuro\">Chiara Bersani<\/span> \u00e8 perfetta nel suo ruolo che la riscatta dalla propria condizione, approdando sullo stesso piano del performer Matteo Ramponi, senza ridondanze n\u00e9 enfasi. Spettacolo che nella sua delicatezza coinvolge al di l\u00e0 del semplice impatto visivo, al di l\u00e0 della scena minimale; garbato sottotesto e pregiato epilogo. <em>If I was Madonna<\/em>, il lavoro pi\u00f9 recente, \u00e8 curato insieme alla scrittrice e critica d&#8217;arte <span class=\"testoscuro\">Alessandra Morelli<\/span> dove l&#8217;identit\u00e0 di ognuno di noi viene svelata grazie alle storie che Alessandro, attraverso l&#8217;uso del web, ha raccolto da centinaia di utenti, gli stessi che hanno manipolato a loro piacimento i testi delle canzoni della Pop Star Americana. La <em>performance<\/em> \u00e8 strutturata come un lungo videoclip che prende in esame i temi salienti della poetica della Signora Ciccone la quale non ha nessun controllo sulla regia e soprattutto al suo posto come <em>performance artist <\/em>c&#8217;\u00e8 qualcun altro (tre uomini di et\u00e0 differenti, una giovane ragazza disabile fisica, una donna e una bambina). Lo spettatore quindi si trova dinanzi ad un&#8217;opera originale, inedita, poich\u00e9 il lavoro si muove attraverso il difficile territorio dell&#8217;identit\u00e0 e della tipicit\u00e0 di ognuno di noi.<\/p>\n<p>Il regista e performer marchigiano si districa naturalmente fra evento scenico e coscienza vivente, dentro quel fenomeno interumano che \u00e8 ovunque alla radice dell&#8217;atto teatrale. La sua esperienza e la sua ricerca hanno dato alito ad una sensibilit\u00e0 della solitudine e del sociale, straripando in canali letterari, filosofici e antropologici, dove pu\u00f2 permettersi di ricercare costruzioni anche di grande impatto visivo senza concedersi alla banalit\u00e0. La sua \u00e8 una ricerca minuziosa e artigianale, classica e moderna nello stesso tempo, equilibrata fra la modellazione e la creativit\u00e0. Nuovo <em>happening<\/em> per lo spettatore, nuova stagione per il teatro.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Ho incontrato Alessandro Sciarroni un tardo pomeriggio nella tranquilla Piazza del Plebiscito ad Ancona, dove con interesse e cordialit\u00e0 \u00e8 nato un profondo dialogo ed intenso scambio di opinioni sul proprio lavoro e sulla situazione del teatro di ricerca in Italia, nonch\u00e9 esaurienti risposte alle mie domande.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: Alessandro, tu hai una formazione storica-artistica e da attore-performer. Quanto hanno influito i tuoi studi e l&#8217;esperienza all&#8217;interno della compagnia Lenz Rifrazioni di Parma per diventare uno dei pi\u00f9 sensibili interpreti della nuova scena contemporanea?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Alessandro Sciarroni<\/strong>: <\/span>Lavorare con Lenz Rifrazioni significa confrontarsi con il <em>modus operandi <\/em> di un artista visivo. Ho appreso molte pi\u00f9 cose sull&#8217;arte contemporanea lavorando in questa compagnia di teatro di ricerca che in tanti anni di studio accademico. \u00c9 anche vero per\u00f2, che se non avessi approfondito all&#8217;universit\u00e0 lo studio della storia dell&#8217;arte, non sarei stato in grado di sviluppare un mio gusto e uno stile personale. Le lezioni teoriche che hanno maggiormente influenzato il mio concetto di &#8220;visione&#8221;, sono state quelle di fotografia contemporanea che ho seguito a Lisbona. La scoperta delle immagini di fotografi come Diane Arbus \u00e8 stata una vera rivelazione.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: Parlami dei tuoi ruoli all&#8217;interno del progetto monografico su Calder\u00f2n de la Barca<\/span>.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Alessandro Sciarroni<\/strong>:<\/span> Si \u00e8 trattato di un progetto monografico durato diversi anni all&#8217;interno del quale abbiamo messo in scena <em>La vita \u00e8 sogno<\/em>,<em> Il magico prodigioso<\/em> e<em> Il Principe costante<\/em>. Ho interpretato il ruolo di protagonista maschile in tutte e tre le creazioni. Rispettivamente Sigismondo, Cipriano e Don Fernando. E&#8217; impossibile riassumere in poche righe tanti anni di lavoro. Artisticamente \u00e8 stato molto importante per me il confronto con un gruppo di ex-degenti dell&#8217;ospedale psichiatrico di Colorno all&#8217;interno di numerosi laboratori teatrali per la messinscena de <em>La vita \u00e8 sogno<\/em>, solo per citare un esempio. Da un punto di vista della visibilit\u00e0 inoltre, questi ruoli mi hanno dato la possibilit\u00e0 di lavorare all&#8217;estero e di essere notato dalla critica. Siamo stati per ben due volte al prestigioso Festival di Teatro Classico di Almagro e in Italia Franco Quadri recens\u00ec positivamente la mia interpretazione ne <em>Il Principe costante<\/em>. Ricordare quei momenti \u00e8 come andare alla ricerca del tempo perduto , e forse, anche di un corpo scenico perduto<em>: <\/em> il mio. Non credo che oggi sarebbe possibile per me, incontrare un&#8217;altra personalit\u00e0 forte come quella di Maria Federica Maestri (la direttrice artistica di Lenz Rifrazioni), con la quale riuscirei ad essere generoso e entusiasta come <em>performer, <\/em>ricevendo allo stesso tempo come artista e come uomo ci\u00f2 che io ho ricevuto da lei in cambio. Certi incontri capitano una volta nella vita e poi basta e io sono molto fortunato nell&#8217;aver incontrato lei, anche se le nostre strade ora sembrano divise.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: Hai parlato di sperimentazione, generosit\u00e0, entusiasmo ed incontri che hanno cambiato in qualche modo il tuo essere uomo ed artista. Quanto sono importanti queste specificit\u00e0 nella costruzione ed in un percorso artistico contemporaneo?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Alessandro Sciarroni<\/strong>:<\/span> Il lavoro di ricerca drammaturgica che porto avanti avvalendomi della collaborazione di critici e scrittori come Alessandra Morelli, \u00e8 fortemente segnato da queste esperienze. La mia condizione biografica non pu\u00f2 essere scissa da quella artistica, soprattutto oggi, in un momento in cui, \u00e8 sempre pi\u00f9 complicato riuscire ad individuare una tendenza comune nelle ricerche contemporanee. Se pensiamo che due anni fa, una manifestazione come <span class=\"testoscuro\">Performa<\/span> di New York fu vinta da Francesco Vezzoli che mise in scena all&#8217;interno del Guggenheim, una versione di <em>Cos\u00ec \u00e8 se vi pare<\/em> di Pirandello, capiamo che il concetto di contemporaneit\u00e0 \u00e8 qualcosa che pu\u00f2 abbracciare davvero tutto.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p class=\"testoscuro\"><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: Come \u00e8 avvenuto il &#8220;distacco&#8221; dagli spazi industriali di Lenz Rifrazioni e la nascita quindi di <em>Your girl <\/em>, tua prima importante creazione come artista indipendente?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Alessandro Sciarroni<\/strong>:<\/span> Innanzitutto mi sono spostato da Parma, citt\u00e0 in cui ho vissuto per circa dieci anni, e ho aperto l&#8217;associazione Corpoceleste_C.C.00# in provincia, nel piccolo comune marchigiano di San Benedetto del Tronto in cui sono nato. Questo mi ha permesso di entrare pi\u00f9 facilmente in contatto con il sistema di concessione di spazi e di fondi per iniziare a produrre. Allo stesso tempo, la scelta della provincia ha limitato di molto le spese da sostenere per aprire quelle attivit\u00e0. Cos\u00ec ho iniziato tenendo un laboratorio di formazione teatrale e prendendo in affitto una sala di una scuola di danza per alcuni giorni alla settimana. Il laboratorio \u00e8 stato una prima occasione di studio che si \u00e8 conclusa con la creazione del progetto di <em>Your girl<\/em>. A quel punto, ho spedito il progetto alla Galleria Civica di Arte contemporanea di Trento, che ha deciso di farmi partecipare al Premio Internazionale della Performance con quel lavoro.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: In <em>Your Girl<\/em> hai messo in scena una ragazza che si riscatta della propria condizione evidenziando una certa &#8220;opposizione corporea&#8221; con l&#8217;altro protagonista e graziose e naturali movenze spettacolari in un ritmo scandito lentamente. Cosa desidera veramente Chiara Bersani? Cosa volevi condividere con i tuoi attori e cosa hai voluto trasmettere con questa opera molto d&#8217;impatto visivamente?<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Alessandro Sciarroni<\/strong>:<\/span> Nel mettere in scena <em>Your girl<\/em>, mi sono concentrato sulla rappresentazione del momento biografico che stavamo vivendo durante il periodo delle prove. Era la mia prima uscita importante all&#8217;interno del panorama nazionale e all&#8217;improvviso mi trovavo a presentare il mio lavoro assieme ad altri artisti provenienti da tutto il mondo, e questo rendeva me e gli interpreti del lavoro particolarmente entusiasti, ma anche spaventati. Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato tradotto nell&#8217;azione di Chiara Bersani, attrice disabile fisica affetta da Osteogenesi imperfetta, che lascia che tutti i suoi indumenti vengano risucchiati dentro un bidone aspiratutto, fino a restare completamente nuda davanti al pubblico. Per tutta la durata del lavoro, il pubblico crede che Chiara spogli se stessa dei suoi indumenti come si spoglia una margherita dei petali, per scoprire se Matteo Ramponi, che si trova alle sue spalle, possa amarla. Invece quando anche Matteo si avvicina al proscenio, questi si lascia guidare da Chiara nella stessa azione fino a restare senza abiti. In questo senso dico che Chiara si riscatta dalla condizione genetica che la malattia le ha imposto: poich\u00e9 nella nudit\u00e0 e nel desiderio, lei e Matteo diventano uguali.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\"><strong>Massimo Schiavoni<\/strong>: Parlami della tua ultima produzione <em>If I was Madonna<\/em>, presentato in anteprima ad Ancona e che ultimamente ha riscosso grandi apprezzamenti al Festival Teatro a Corte di Torino.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\"><strong>Alessandro Sciarroni<\/strong>:<\/span> Se in <em>Your girl<\/em> ho voluto fotografare il momento che stavo vivendo assieme ai miei attori, in <em>If I was Madonna<\/em> sono andato alla ricerca, all&#8217;interno della mia biografia, di avvenimenti e condizioni da contrapporre a quelli della pop star Madonna. Non si tratta di un tentativo di natura mimetica: la funzione di performer che rivesto in scena resta sempre uguale a se stessa, nella ricerca di un soggetto che mi somigli il pi\u00f9 possibile. Per questa ragione, dopo diversi tentativi falliti, che ripercorrono simbolicamente la mia storia, verso il termine della rappresentazione, mosso da egocentrismo cognitivo, la mia figura si sdoppia grazie alla presenza fisica sulla scena di Ettore Lombardi, un attore che presenta caratteristiche fisiche molto simili alle mie. In una delle immagini finali, attraverso l&#8217;uso di una video proiezione, l&#8217;utopia diventa realt\u00e0: grazie all&#8217;artificio digitale le nostre figure si presentano in forma di albini, che si aggirano in un Eden governato dall&#8217;apparizione della voce della pop star.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/performing_massimoschiavoni04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Non si tratta di uno spettacolo narrativo, non voglio raccontare nessuna storia. E&#8217; una sorta di percorso evolutivo, che muove i primi passi nell&#8217;evocazione di una condizione traumatica infantile e che procede regredendo. Ho provato a trattare la figura di una pop star come se fosse un grande classico da tradurre e mettere in scena attraverso il mio linguaggio.<\/p>\n<p>Lo spettacolo sar\u00e0 in cartellone nelle seguenti citt\u00e0: il 18 ottobre a Milano, allo Spazio Mil; il 16 ottobre a Macerata, Vetrina Nuove Sensibilit\u00e0; il 10 e 11 ottobre a Napoli al Nuovo Teatro Nuovo. Il 19 settembre invece, in anteprima, presenter\u00f2 a Ravenna, all&#8217;interno della &#8220;Vetrina giovane danza d&#8217;autore&#8221;, un nuovo lavoro, una <em>performance short format <\/em> della durata di 20 minuti intitolata <em>Cowboys<\/em>, un lavoro sul colore e sull&#8217;identit\u00e0 superficiale.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.myspace.com\/alessandrosciarroni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.myspace.com\/alessandrosciarroni<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alessandro Sciarroni da San Benedetto del Tronto ha gi\u0088 una lunga storia artistica, raffinata e soprattutto apprezzata all&#8217;interno del panorama teatrale di ricerca Europeo, rivelandosi di fatto un &#8216;sensibile interprete della scena artistica contemporanea&#8217;. 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This young actor and director from the Marche region, grew as an intense and impeccable actor with the Compagnia Lenz Rifrazioni from Parma, and then went back to his native region, where he conceived the idea of the Corpoceleste laboratory, and organized seminars and theatric productions. His first artistic creation, If I was your girlfriend - inspired by La Bovary c'est moi, collection of poetry by Giovanni Giudici, and Madame Bovary by Gustave Flaubert - was showed in the athletic track in Porto d'Ascoli, a non-conventional place and a demanding adaptation.[:it]Alessandro Sciarroni da San Benedetto del Tronto ha gi\u0088 una lunga storia artistica, raffinata e soprattutto apprezzata all'interno del panorama teatrale di ricerca Europeo, rivelandosi di fatto un 'sensibile interprete della scena artistica contemporanea'. Il giovane attore e regista marchigiano si \u008f formato come intenso ed impeccabile attore con la Compagnia Lenz Rifrazioni di Parma per poi tornare nella sua terra natia dove ha concepito il laboratorio Corpoceleste sviluppando seminari e produzioni teatrali. La sua prima creazione artistica If I was your girlfriend ispirata a La Bovary c'est moi, raccolta poetica di Giovanni Giudici e a Madame Bovary di Gustave Flaubert viene realizzata nel campo di atletica di Porto d'Ascoli; luogo non convenzionale ed adattamento impegnativo-difforme.[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/the-sensible-scene\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2009-09-04T12:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-28T10:57:55+00:00","og_image":[{"width":500,"height":333,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/performing_massimoschiavoni01-1.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Massimo Schiavoni","twitter_misc":{"Scritto da":"Massimo Schiavoni","Tempo di lettura stimato":"18 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/the-sensible-scene\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/the-sensible-scene\/","name":"La Scena Sensibile &#8226; Digicult | Digital Art, Design and Culture","isPartOf":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/the-sensible-scene\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/the-sensible-scene\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/performing_massimoschiavoni01-1.jpg","datePublished":"2009-09-04T12:00:00+00:00","dateModified":"2020-10-28T10:57:55+00:00","author":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/6bfc9f9403da5c7740cef41a1fe6788d"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/the-sensible-scene\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/the-sensible-scene\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/the-sensible-scene\/#primaryimage","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/performing_massimoschiavoni01-1.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/performing_massimoschiavoni01-1.jpg","width":500,"height":333},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/the-sensible-scene\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/digicult.it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La Scena Sensibile"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/digicult.it\/#website","url":"https:\/\/digicult.it\/","name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","description":"Dal 2005 Digicult \u00e8 una piattaforma che esamina l&#039;impatto delle tecnologie sull&#039;arte, il design, la cultura e la societ\u00e0 contemporanea","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/digicult.it\/?s={search_term_string}"},"query-input":"required name=search_term_string"}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/6bfc9f9403da5c7740cef41a1fe6788d","name":"Massimo Schiavoni","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/digicult.it\/#\/schema\/person\/image\/","url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/massimo-schiavoni-96x96.jpg","contentUrl":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/massimo-schiavoni-96x96.jpg","caption":"Massimo Schiavoni"},"url":"https:\/\/digicult.it\/it\/author\/massimo-schiavoni\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10601","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/131"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10601"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10601\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59752,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10601\/revisions\/59752"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26726"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10601"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10601"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/digicult.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10601"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}