{"id":10600,"date":"2009-09-04T12:00:00","date_gmt":"2009-09-04T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-047\/fluid-forms-fluid-digital-and-personalized-objects\/"},"modified":"2020-10-28T11:57:44","modified_gmt":"2020-10-28T10:57:44","slug":"fluid-forms-fluid-digital-and-personalized-objects","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/design\/fluid-forms-fluid-digital-and-personalized-objects\/","title":{"rendered":"Fluid Forms: Oggetti Fluidi, Digitali E Personalizzabili"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Le stampanti 3D sono macchine che permettono di &#8220;stampare&#8221; un oggetto fisico a partire da un modello digitale. Il nome stampante 3D \u00e8 abbastanza esplicito da far intuire di che cosa si tratta ma anche talmente poco diffuso da lasciar planare l&#8217;immaginazione verso scenari fantascientifici.<\/p>\n<p>Esistono diverse tecnologie di questo tipo che vengono pi\u00f9 generalmente raggruppate sotto il nome di macchine a controllo numerico o anche <em>digital fabricators<\/em>: le frese e i torni a controllo numerico, ad esempio, si servono di una punta (come quella di un trapano) che scava un blocco di materiale delineando la forma dell&#8217;oggetto desiderato; altre macchine usano invece testine o laser in grado di fondere insieme, sinterizzare o incollare polveri di vari materiali (ceramica, metalli, plastica). La dicitura &#8220;a controllo numerico&#8221; sta a significare che queste macchine sono comandate da un software che si occupa di tradurre il modello 3D creato dal designer in comandi.<\/p>\n<p>Inizialmente queste tecnologie venivano utilizzate per la prototipazione (rapida), oggi, grazie all&#8217;abbassarsi dei costi, vengono usate anche per la produzione. E&#8217; infatti possibile acquistare una stampante 3D professionale per meno di 10.000 Euro e sono state sviluppate anche stampanti <em>low-cost<\/em> da 500 euro che rimangono troppo inaccurate per essere adatte alla produzione industriale ma che rischiano di diventare economicamente rivoluzionarie.<\/p>\n<p>Immaginate di poter scaricare gratuitamente il progetto 3D di un oggetto (oppure di disegnarlo da soli) ed avere a disposizione una macchina in grado di stamparlo, a cosa vi servirebbe pi\u00f9 un ferramenta? Potreste stampare bulloni, maniglie persino calzature di plastica a costi irrisori, per poi fondere l&#8217;oggetto una volta che non vi \u00e8 pi\u00f9 utile e riutilizzare il materiale per fabbricarne un altro. Ma lasciando da parte gli scenari futuri, la diffusione di queste macchine ha gi\u00e0 portato ad una rivoluzione che si chiama <em>mass customization <\/em>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/design_elenagianni03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"center\"><\/div>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Quando un design diventa digitale, vuol dire che questo pu\u00f2 essere diffuso tramite la rete e quindi diviene condivisibile, scaricabile, modificabile. Questo vale non solo per le opere d&#8217;ingegno quali musica e arte digitale, ma anche per i progetti 3D da dare in pasto ai <em>digital fabricators<\/em>. Gli oggetti quindi, o meglio i progetti 3D di oggetti stampabili, diventano digitali e quindi condivisibili, scaricabili, modificabili.<\/p>\n<p>Ma oltre che animare dibattiti sul copyright la diffusione delle stampanti 3D permette il ritorno di una vecchia pratica diffusa nel mondo dell&#8217;artigianato ed ormai relegata solo ai beni di lusso: la personalizzazione. Prima della rivoluzione industriale chiunque poteva personalizzare un oggetto semplicemente comunicando le proprie preferenze all&#8217;artigiano che l&#8217;avrebbe prodotto. Oggi questo non \u00e8 pi\u00f9 possibile se non in casi isolati, se si esclude appunto, l&#8217;innovazione introdotta dalla diffusione di macchine a controllo numerico.<\/p>\n<p>Ma in che modo le stampanti 3D sono rivoluzionarie? Se un design \u00e8 digitale vuol dire che \u00e8 possibile programmare applicazioni che permettano al consumatore di manipolare i dati che descrivono quell&#8217;oggetto modificandolo. Il passo successivo \u00e8 progettare tali applicazioni perch\u00e9 possano essere ospitate da un sito web in modo da renderle accessibili. Chiunque pu\u00f2 connettersi a Internet e personalizzare l&#8217;oggetto desiderato, se la compagnia lo permette.<\/p>\n<p>Esistono diverse aziende che si stanno muovendo in questo senso ma non tutte offrono lo stesso tipo di personalizzazione. Potete scegliere il colore di una maglietta oppure decidere di incidere il vostro nome su un orologio da polso, potete chiedere ad una sarta di modificare un capo d&#8217;abbigliamento secondo il vostro gusto come scegliere quali accessori desiderate per la vostra nuova macchina. Possiamo personalizzare un oggetto di pi\u00f9 o di meno e nelle maniere pi\u00f9 varie, ma le scelte che compiamo andranno a modificare non solo il valore economico dell&#8217;oggetto (come nel caso degli accessori per l&#8217;auto) ma anche il suo valore emozionale.<\/p>\n<p>Il sito <span class=\"testoscuro\">NikeID <\/span> (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.nikeid.nike.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.nikeid.nike.com<\/a>) permette di cambiare i colori di una scarpa, di sceglierne i materiali e di inserire una stringa di testo da ricamarci sopra. Il sito di <span class=\"testoscuro\">Freitag <\/span> (<a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.freitag.ch\/shop\/FREITAG\/page\/frontpage\/detail.jsf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.freitag.ch<\/a>) permette di scegliere il pezzo di tela che pi\u00f9 ci piace e il modello di borsa che verr\u00e0 cucita con quella tela. Il valore emozionale che questi oggetti acquisiscono sta proprio nella customizzazione stessa, nel poter dire &#8220;io ho scelto i colori&#8221; o &#8220;guarda il mio nome su questa scarpa!&#8221;.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/design_elenagianni01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Sperimentazioni del genere sono interessanti ma non sfruttano completamente il potenziale della <em>mass customization<\/em>. <span class=\"testoscuro\">Fluid Forms<\/span>, un gruppo di designer con base a Gratz, Austria, ha sviluppato il concetto dando vita a una serie di progetti davvero notevoli. <strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><em>Earth bowl pinstripe<\/em> \u00e8, ad esempio, un portafrutta, ma anche il prospetto topografico tridimensionale di un luogo. Attraverso Google map, l&#8217;applicazione online messa a punto da Fluid Forms permette di selezionare un&#8217;area geografica a piacere, che dar\u00e0 poi forma al portafrutta. In questo modo \u00e8 reso possibile l&#8217;intrappolare in un pezzo di legno la veduta aerea di una citt\u00e0, come di un qualsiasi altro luogo del pianeta Terra.<\/p>\n<p><em>Moebius ring<\/em> \u00e8 un anello creato in base ad un algoritmo che rielabora dei dati. <em>QR Buckle<\/em> \u00e8 una cintura sulla cui fibbia \u00e8 stampato un codice a barre a 2 dimensioni in grado di codificare una stringa di un certo numero di caratteri, come, ad esempio, una URL. I codici QR sono molto utilizzati in Giappone: basta installare un&#8217;applicazione dedicata per permettere al vostro cellulare, una volta fotografato il codice, di decodificarlo ed eventualmente collegarsi all&#8217;URL ricavata.<\/p>\n<p>Questi sono solo alcuni dei progetti dello studio austriaco. Gli oggetti prodotti sono eleganti e lavorati finemente oltre che ad essere ottimi esempi di design computazionale, cio\u00e8 di progetti che prendono forma a partire da algoritmi logici. E&#8217; la programmazione che permette la creazione di quelle specifiche forme. Fluid Forms infatti \u00e8 anche un gruppo di <em>creative coders <\/em> cio\u00e8 di programmatori creativi: una volta individuato l&#8217;oggetto che si vuole produrre, programmano un&#8217;applicazione che permette di manipolarne la forma attraverso l&#8217;assegnazione di valori a variabili. Tali variabili possono essere coordinate geografiche, date, stringhe o molte altre ancora a seconda di come \u00e8 definito l&#8217;algoritmo che descrive la forma tridimensionale dell&#8217;oggetto.<\/p>\n<p>Il consumatore finale diviene quindi co-creatore, \u00e8 in grado cio\u00e8 di partecipare alla creazione vera e propria dell&#8217;oggetto attraverso la definizione della forma che avr\u00e0 dopo che sar\u00e0 prodotto; non partecipa solo alla scelta del colore o di altri dettagli. Il valore emozionale che acquistano queste personalizzazioni \u00e8 molto alto: attraverso le applicazioni online \u00e8 possibile intrappolare nell&#8217;oggetto informazioni personali come un luogo caro, una data importante o il vostro sito web.<\/p>\n<p>Quello che <span class=\"testoscuro\">Fluid Forms<\/span> progett,a quindi, non \u00e8 un solo oggetto, ma una famiglia di oggetti, una serie di soluzioni possibili. Il design non \u00e8 definito ma \u00e8 costituito da un&#8217;insieme di realizzazioni, un insieme abbastanza vasto da offrire possibilit\u00e0 differenti ma abbastanza piccolo perch\u00e9 queste possibilit\u00e0 non siano troppo diverse l&#8217;una dall&#8217;altra. Non si parla pi\u00f9 di design ma di <em>design-space<\/em>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/design_elenagianni02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"center\"><em>Photo by Alexander Kerelly<\/em><\/div>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Il lavoro del designer oggi, non \u00e8 pi\u00f9 quello di trovare una sola forma interessante ma una famiglia di forme, non quello di definire forme solide e statiche ma forme fluide (Fluid Forms, appunto) che possano cambiare a seconda dei desideri del consumatore mantenendo comunque le proprie caratteristiche e il proprio valore estetico e funzionale.Ho discusso di questo e molto altro con Hannes Walter, CEO (amministratore delegato) di Fluid Form.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Elena Gianni:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Potresti introdurre brevemente Fluid Forms e i concetti su cui si fonda?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Hannes Walter:<\/span> Fluid Form permette a chiunque di creare un esemplare unico di una specie di oggetti grazie ai <em>Design Tools<\/em> presenti nel nostro sito web. Prima della rivoluzione industriale chiunque poteva comunicare le sue preferenze e le sue idee estetiche ad un artigiano che avrebbe poi prodotto un pezzo unico. Questo \u00e8 diventato un lusso con la rivoluzione industriale. Adesso, nell&#8217;era post-industriale, Fluid Form ha nuovamente progettato un processo che \u00e8 democratico.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Elena Gianni:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Grandi aziende come Nike hanno lanciato i loro siti per la customizzazione (come NikeID). Ma la personalizzazione che offrite voi \u00e8 diversa: credo che voi riusciate a sfruttare il valore emozionale che pu\u00f2 essere racchiuso nell&#8217;esperienza della personalizzazione in un modo che queste compagnie non fanno (mi riferisco specialmente al progetto &#8220;earthbowl&#8221;). Se pensi che abbia ragione, come descriveresti questi differenti tipi di personalizzazione? In che modo le vostre sono differenti?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Hannes Walter<\/span>: Esistono due tipi di customizzazione. Il primo tipo \u00e8 la personalizzazione funzionale come impianti medici, vestiti su misura, e il secondo la personalizzazione emozionale come quelle di Fluid Form o le borse Freitag F-Cut. Noi permettiamo ai nostri clienti di integrare le proprie emozioni e i propri sentimenti in un prodotto unico. Coinvolgendo i nostri clienti nel processo di design noi possiamo creare prodotti che sono iniziatori di una conversazione emotivamente coinvolgente e motivo di orgoglio per chi li acquista.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Elena Gianni:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Definirei il vostro design concettuale. Voi enfatizzate sul concetto pi\u00f9 che sulla funzione o sulla forma. Qual \u00e8 il processo che sta dietro alla realizzazione di progetti come &#8220;QR-buckle&#8221;?<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Hannes Walter:<\/span> Le<em> fluid forms<\/em> sono usate come <em>statemen<\/em>t, perch\u00e9 la personalit\u00e0 delle persone \u00e8 sempre parte del prodotto. Fluid Forms non sono prodotti di massa, sono qualcosa di speciale che combina aspetti della nostra societ\u00e0, della natura umana e dell&#8217;esperienza personale. La produzione digitale \u00e8 importante, perch\u00e9 ci permette di produrre pezzi unici per un prezzo ragionevole. Tutto il nostro mondo sta diventando digitale e nel caso della &#8220;QR-buckle&#8221; noi ci riferiamo a questo. L&#8217;idea iniziale era quella che una volta che i codici QR avranno raggiunto il mainstream come in Giappone, noi saremo capaci di lasciare a case i nostri biglietti da visita e semplicemente portare la nostra cintura o spilla con un QR stampato sopra. Alcuni clienti hanno usato la cintura per nascondere giochi di parole o riferimenti alla propria personalit\u00e0. Fintantoch\u00e9 la tecnologia dei codici QR rimane una novit\u00e0 nel mondo occidentale, c&#8217;\u00e8 un livello di aura che la ricopre.<\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Elena Gianni:<\/span> <span class=\"testoscuro\">Bruce Sterling definisce l&#8217;arte e il design computazionale come un caleidoscopio: essi offrono una variet\u00e0 di <em>output<\/em> visivi differenti. Quando voi progettate un oggetto, definite uno spazio di soluzioni che deve essere abbastanza ampio come abbastanza piccolo. Il problema \u00e8 riuscire a creare una famiglia di oggetti che mantengano le stesse caratteristiche formali e che al contempo presentino differenze interessanti. Come definite i limiti di questo &#8220;spazio del design&#8221;? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Hannes Walter:<\/span> Cerchiamo di definire uno spazio che sia emozionale con un apporto personale pi\u00f9 ampio possibile. Lo sviluppatore o il designer definisce la libert\u00e0 estetica per il cliente o co-creatore. Noi lo chiamiamo il <em>kaleidoscope meta-design<\/em>, dal lato tecnico ci assicura che ogni prodotto sia producibile e funzionale.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/design_elenagianni04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Elena Gianni:<\/span> <span class=\"testoscuro\">La crescita e la diffusione di fenomeni come la customizzazione di massa, la stampa 3d e la cultura DIY potrebbero contribuire a diffondere la <em>design piracy<\/em>, la pirateria. Molti progetti potrebbero diventare <em>open-source<\/em> (dato che possono essere condivisi come file CAD) e autoprodotti con <em>desktop-fabricators<\/em>. Il mercato del design industriale sar\u00e0 influenzato da questi fenomeni nello stesso modo in cui la condivisione di musica p2p ha influenzato l&#8217;industria discografica? Come potrebbero i designer affrontare il problema? <\/span><\/p>\n<p><span class=\"testoscuro\">Hannes Walter: <\/span>La cosa davvero interessante che si sviluppa da queste nuove possibilit\u00e0 \u00e8 la cultura del remix. Come suggerisce Wikipedia: &#8220;remix culture \u00e8 un termine impiegato da Lawrence Lessig e altri attivisti del copyright per descrivere una societ\u00e0 che permette e incoraggia le opere derivate. Una cultura del genere dovrebbe incoraggiare, di principio, gli sforzi di migliorare, cambiare, integrare o, in altre parole, &#8220;remixare&#8221; le opere coperte da copyright&#8221;. A noi questa cultura piace molto, perch\u00e9 porter\u00e0 molta pi\u00f9 variet\u00e0 nelle nostre vite. Ma al momento solo una piccola minoranza \u00e8 capace di lavorare con i programmi 3D.<\/p>\n<p>Come puoi vedere i nostri <em>Design-Tool<\/em> sono programmi CAD 3D semplificati in modo da poter essere usati da chiunque. Molte persone possono usare Word come molti designer usano Photoshop, ma il programma non fa il buon design. E&#8217; il designer, nel nostro caso il programmatore-creativo che definisce il meta-design o il design-caleidoscopio. Non abbiamo nessuna paura della pirateria, perch\u00e9 il buon design avr\u00e0 sempre il suo posto e le cose davvero interessanti rimangono quelle che stanno a met\u00e0 fra produzione industriale e artigianato. Il giorno in cui chiunque potr\u00e0 stampare un oggetto a casa con una stampante 3D \u00e8 probabilmente gi\u00e0 arrivato, fino alla prossima idea. I primi oggetti che saranno stampati dalle stampanti 3D a partire da file STL pirata sostituiranno prodotti utili e poco costosi non oggetti di desiderio.<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"testo_iframe\" align=\"justify\"><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.fluid-forms.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.fluid-forms.com\/<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le stampanti 3D sono macchine che permettono di &#8216;stampare&#8217; un oggetto fisico a partire da un modello digitale. 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