{"id":10591,"date":"2009-09-04T12:00:00","date_gmt":"2009-09-04T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-047\/hangar-laboral-summerlab\/"},"modified":"2020-10-28T11:54:47","modified_gmt":"2020-10-28T10:54:47","slug":"hangar-laboral-summerlab","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/hangar-laboral-summerlab\/","title":{"rendered":"Hangar + Laboral = Summerlab"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">Nella nostra epoca storica stiamo assistendo a un&#8217;evoluzione sempre pi\u00f9 rapida della tecnologia, che favorisce lo sviluppo e la ricerca nelle vare aree scientifiche e rende la nostra vita quotidiana sempre pi\u00f9 facile. Ma come sempre, l&#8217;ambito in cui la tecnologia viene catturata, manipolata e usata scopi diversi a quelli per cui \u00e8 stata pensata fino a suggerirne ulteriori evoluzioni \u00e8 l&#8217;arte. La sperimentazione delle arti che fanno uso di tecnologia \u00e8 oggi sempre pi\u00f9 visibile in mostre e musei di tutto il mondo e su Internet, mentre sempre pi\u00f9 forte si sta sentendo l&#8217;esigenza di creare spazi dove questo incontro possa celebrarsi liberamente grazie alla disponibilit\u00e0 di spazi e risorse. Forse ancora pi\u00f9 importante, l&#8217;obiettivo di questi centri vuole essere la diffusione di questa mutua contaminazione di discipline presso il pubblico, per invitarlo a sperimentarle, a capirle ed apprezzarle, a contribuirvi con la creativit\u00e0 nascosta nei singoli e che trova la sua migliore espressione quando si unisce a quella di altri e ha dove e come liberarsi, a pretendere l&#8217;accesso alla cultura del nostro tempo, perch\u00e9 \u00e8 un diritto.<\/p>\n<p>Un obiettivo non certo facile, dato che stiamo ancora attraversando un&#8217;epoca di forte contraddizione, dove le istituzioni e la societ\u00e0 non sono ancora sufficientemente sensibilizzati ed \u00e8 necessario innanzitutto formare formatori adeguati. Ecco la sfida di uno dei pochi centri in Europa che si stanno preoccupando di questo, il centro d&#8217;arte<span class=\"testoscuro\"> LABoral de Gij\u00f3n<\/span>, e della sua direttrice <span class=\"testoscuro\">Rosina G\u00f3mez-Baeza Tintur\u00e9<\/span>. Tra le varie attivit\u00e0 di questa coraggiosa signora possiamo aggiungere che fu fondatrice e responsabile della Fondazione Arco, dell&#8217;associazione Amigos de Arco e della pubblicazione trimestrale <em>ARCO, Arte Contempor\u00e1neo <\/em> e che dal 1986 al 2006 fu direttrice della Fiera d&#8217;arte contemporanea di Madrid.<\/p>\n<p>Il centro d&#8217;arte LABoral de Gij\u00f3n ha 2 anni di vita ed \u00e8 gi\u00e0 un centro molto attivo con spazi bellissimi e in continua crescita. Il suo team \u00e8 composto da dieci persone fisse e otto assistenti e si propone come centro espositivo dedicato ad arte, scienza, tecnologia e industrie visive avanzate. Inoltre si occupa di ricerca, formazione, produzione e grazie a una convocatoria permanente si propone di aiutare gli artisti a inserirsi nei circuiti dei festival e delle mostre. Ed \u00e8 proprio principalmente agli artisti locali che il centro si propone di offrire supporto per trovare contatti, sovvenzioni, residenze. Come ci ha spiegato la direttrice, si tratta di uno sforzo notevole, specie in territorio asturiano. L&#8217;obiettivo principale del LABoral \u00e8 ora la fondazione di una mediateca estesa, il cui spazio si inaugurer\u00e0 il 18 dicembre con una mostra curata da <span class=\"testoscuro\">Jos\u00e9 Luis de Vicente<\/span>.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/softwareart_barbarasansone04.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Tra le attivit\u00e0 estive, il centro ha ospitato la settimana del <span class=\"testoscuro\">SummerLab<\/span> organizzata con il centro <span class=\"testoscuro\">Hangar<\/span> di Barcellona, un incontro di appassionati di arti digitali che lavorano con software e hardware liberi per produrre progetti di arte elettronica di ogni tipo. Le attivit\u00e0 del laboratorio estivo si sono innestate nei vari ambiti di ricerca del centro, includendo la sostenibilit\u00e0, l&#8217;ecologia, la gratuit\u00e0 dei mezzi, la collaborazione, la distribuzione, la sicurezza, l&#8217;elettronica e l&#8217;arte di inventare. La responsabile dei programmi educativi del LABoral, M\u00f3nica Bello, con l&#8217;aiuto di altri componenti del team del centro, si \u00e8 premurata di assistere i partecipanti fornendo aiuto e strumenti, oltre che di accompagnarli a visitare il centro e le mostre in corso.<\/p>\n<p>Quando, sotto l&#8217;egida dell&#8217;Hangar di Barcellona e il centro d&#8217;arte LABoral de Gij\u00f3n, decine di creativi si riuniscono per una settimana colonizzando un camping e un grande spazio lasciato a loro totale disposizione, i risultati sono imprevedibili, ma non possono che suscitare un&#8217;irresistibile curiosit\u00e0. La partecipazione alla seconda edizione laboratorio estivo, tenutosi dal 3 al 9 agosto 2009, libera e gratuita, ha visto un afflusso per la maggior parte di persone provenienti da Barcellona e per una buona met\u00e0 di sesso femminile, per sfatare il mito che il mondo dell&#8217;elettronica \u00e8 una lobby per soli uomini. Le attivit\u00e0 sono state articolate in diversi nodi, ciascuno dei quali gestiti da uno o pi\u00f9 coordinatori e aperti a chi volesse partecipare, durante tutta la settimana o curiosando un po&#8217; in tutti. Inoltre c&#8217;erano gruppi e singoli che sviluppavano progetti personali, collaboravano con diversi nodi, proseguivano le loro attivit\u00e0 abituali approfittando dell&#8217;aiuto e dell&#8217;esperienza di altri partecipanti.<\/p>\n<p>Ogni giornata veniva inaugurata con un&#8217;assemblea coordinata dal direttore dell&#8217;evento e dell&#8217;Hangar, <span class=\"testoscuro\">Pedro Soler<\/span>, per presentare il programma del giorno e fornire le informazioni necessarie per la gestione delle biciclette con cui ci si spostava dal centro al camping, per la distribuzione dei pasti (la colazione e il pranzo venivano preparati da membri dell&#8217;organizzazione incaricati solo di questo in una cucina allestita presso lo stesso spazio) e per l&#8217;organizzazione del lavoro. Nel tardo pomeriggio, dopo alcune ore dedicate a lavorare in maniera totalmente autonoma, veniva avviata una serie di presentazioni sulle varie attivit\u00e0 dei partecipanti, che riguardavano arte e tecnologia.<\/p>\n<p>Tra i molti interventi interessanti, possiamo citare le case di paglia dell&#8217;architetto italiano <span class=\"testoscuro\">Michele Pecoraro<\/span>; le visualizzazioni di dati e i progetti di ecologia e sostenibilit\u00e0 di <span class=\"testoscuro\">Hernani Silva ((re:farm the city) <\/span>; le presentazioni di software libero per video e 3D, come Qeve, Processing for VJs di Lot e Blender; le opere e le invenzioni dell&#8217;eclettico artista <span class=\"testoscuro\">Julio Lucio<\/span>; le installazioni multimediali e sonore dall&#8217;egiziano <span class=\"testoscuro\">Magdi Mustafa<\/span>, attualmente artista in residenza presso l&#8217;Hangar; il sistema operativo puredyne dei <span class=\"testoscuro\">GOTO10<\/span>, un collettivo internazionale di artisti e programmatori dedicati al software libero; il lavoro di <span class=\"testoscuro\">Shady El Noshokaty<\/span>, anche lui egiziano; e quello di <span class=\"testoscuro\">Andy Gracie<\/span>, che coniuga robotica, biologia, ecosistemi e software. L&#8217;evento \u00e8 stato onorato anche dalla presenza di due orientali di grosso calibro:<span class=\"testoscuro\"> Shu Lea Cheang<\/span>, figura preminente della new media art gi\u00e0 da diversi anni, e <span class=\"testoscuro\">Marc Chia<\/span>, alias One Man Nation.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/softwareart_barbarasansone03.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>Nel corso di tutta la settimana, un attivo gruppo dedicato allo streaming e alla documentazione dell&#8217;evento, gestito da minipimer.tv con la collaborazione di Surt.tv e Neokinok, tra il resto si \u00e8 occupato di trasmettere in diretta su Internet interviste, i dibattiti coordinati da <span class=\"testoscuro\">Marcos Garc\u00eda del Medialab Prado di Madrid<\/span>, le presentazioni e i momenti pi\u00f9 ameni del laboratorio.<\/p>\n<p>Sabato 8 agosto, l&#8217;ultimo giorno di SummerLab, nel corso di una densa giornata aperta al pubblico sono stati presentati i risultati dei lavori, performance e concerti, presso lo spazio del LABoral dove si era lavorato durante tutta la settimana e, pi\u00f9 tardi, presso il bar XYZ di Gij\u00f3n.<\/p>\n<p>Tra queste, forse quella che ha riscosso il maggiore successo \u00e8 stata la<em> Macchina assurda<\/em> creata dal nodo di <em>OpenFrameworks<\/em>, diretto da Arturo Castro e Chris Sugrue. Grazie a questo strumento e altri software e hardware liberi come Processing e Arduino, il gruppo ha creato una circolo chiuso di computer che si inviavano in sequenza messaggi nelle forme pi\u00f9 disparate (laser, movimenti rilevati da webcam, calzini stesi, lenticchie, asciugacapelli, invenzioni di ogni genere e cos\u00ec via), creando effetti suggestivi e divertendo soprattutto per la sua inutilit\u00e0, dove ampio spazio era dato all&#8217;errore delle macchine.<\/p>\n<p>Divertenti anche le performance musicali eseguite grazie a strumenti pi\u00f9 o meno canonici creati presso diversi nodi nel corso della settimana: come gli <em>Arduinome<\/em>, controller audiovisivi ispirati dalla piattaforma monome e realizzati presso il gruppo diretto da <span class=\"testoscuro\">Alex Posada<\/span>, direttore del laboratorio di interazione dell&#8217;Hangar; o gli oggetti sonori montati dal nodo &#8220;Cacharreo fai-da-te&#8221; (diretto da Jano, V\u00edctor Maz\u00f3n e Diego de Le\u00f3n), dove si divulgava la costruzione di progetti elettronici sonori a partire per lo pi\u00f9 da da materiali riciclati e comunque low-fi (la prima attivit\u00e0 del nodo \u00e8 stata quindi quella di andare a procurarsi una carriola piena di rifiuti elettronici, da smontare e riassemblare in forma di nuovi oggetti con cui produrre dei suoni).<\/p>\n<p>Tra le documentazioni video presentate a fine lavori, citiamo quella degli interventi urbani del nodo <em>Su \u00faltima voluntad<\/em>, che hanno visto diverse persone girare in bicicletta per Gij\u00f3n a caccia di luoghi abbandonati o non usati nella citt\u00e0, di cui creare una mappa, da identificare con cartelli che ne notificassero lo stato e sui quali hanno creato un documento video intervistando gli abitanti del luogo; e quello dei Frikikids, il nodo dedicato all&#8217;introduzione all&#8217;arte digitale per bambini, uno spazio dove si proponevano attivit\u00e0 tecnologiche e si insegnavano ai pi\u00f9 piccoli un consumo critico e un uso creativo della tecnologia.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/softwareart_barbarasansone02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>In quanto a ecologia e sostenibilit\u00e0, Hernani Silva (re:farm the city), con la collaborazione di alcuni dei responsabili dei laboratori Huerta Guerrilla tenuti al LABoral poco tempo prima e dei partecipanti al suo nodo, hanno creato un piccolo orto in grado di irrigarsi da solo riconoscendo il livello di umidit\u00e0 delle piante e la temperatura dell&#8217;ambiente. Con l&#8217;occasione si sono anche create delle piccole bombe di semi da andare a lanciare per la citt\u00e0, per divertirsi con un&#8217;azione di guerriglia: l&#8217;idea \u00e8 ricreare orti e giardini, talvolta abusivi, usando o meno la tecnologia, come segno di protesta per il loro maltrattamento o la loro assenza negli spazi urbani.<\/p>\n<p>Insomma, una settimana molto attiva all&#8217;insegna della produttivit\u00e0, dell&#8217;interscambio e del divertimento, come vuole la filosofia che sta alla base di queste discipline e degli strumenti e le comunit\u00e0 che ne permettono la diffusione. Online si pu\u00f2 accedere ai video di alcuni momenti del laboratorio. Le attivit\u00e0 continueranno presso l&#8217;Hangar e il LABoral, speriamo con occasioni pi\u00f9 frequenti di intersezioni, dato l&#8217;altissimo livello di compatibilit\u00e0.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.laboralcentrodearte.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.laboralcentrodearte.org\/<\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.hangar.org\/%20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.hangar.org\/ <\/a><\/p>\n<p><a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/summerlab.hangar.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/summerlab.hangar.org\/<\/a>\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella nostra epoca storica stiamo assistendo a un&#8217;evoluzione sempre pi\u009d rapida della tecnologia, che favorisce lo sviluppo e la ricerca nelle vare aree scientifiche e rende la nostra vita quotidiana sempre pi\u009d facile. 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La sperimentazione delle arti che fanno uso di tecnologia \u008f oggi sempre pi\u009d visibile in mostre e musei di tutto il mondo e su Internet, mentre sempre pi\u009d forte si sta sentendo l'esigenza di creare spazi dove questo incontro possa celebrarsi liberamente grazie alla disponibilit\u0088 di spazi e risorse. Forse ancora pi\u009d importante, l'obiettivo di questi centri vuole essere la diffusione di questa mutua contaminazione di discipline presso il pubblico, per invitarlo a sperimentarle, a capirle ed apprezzarle, a contribuirvi con la creativit\u0088 nascosta nei singoli e che trova la sua migliore espressione quando si unisce a quella di altri e ha dove e come liberarsi, a pretendere l'accesso alla cultura del nostro tempo, perch\u00e9 \u008f un diritto[:]","og_url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/hangar-laboral-summerlab\/","og_site_name":"Digicult | Digital Art, Design and Culture","article_published_time":"2009-09-04T12:00:00+00:00","article_modified_time":"2020-10-28T10:54:47+00:00","og_image":[{"width":500,"height":333,"url":"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/softwareart_barbarasansone01.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Barbara Sansone","twitter_misc":{"Scritto da":"Barbara Sansone","Tempo di lettura stimato":"14 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/hangar-laboral-summerlab\/","url":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/hangar-laboral-summerlab\/","name":"Hangar + Laboral = Summerlab &#8226; 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