{"id":10589,"date":"2009-09-04T12:00:00","date_gmt":"2009-09-04T10:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.digicult.it\/digimag\/issue-047\/fakepress-ubiquitous-publishing-and-distributed-storytelling\/"},"modified":"2020-10-28T11:54:24","modified_gmt":"2020-10-28T10:54:24","slug":"fakepress-ubiquitous-publishing-and-distributed-storytelling","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/digicult.it\/it\/digimag\/issue-047\/fakepress-ubiquitous-publishing-and-distributed-storytelling\/","title":{"rendered":"Fakepress. Ubiquitous Publishing E Storytelling Distribuito"},"content":{"rendered":"<span class=\"cb-itemprop\" itemprop=\"reviewBody\">&#8221;<em>Citt\u00e0 formicolante, citt\u00e0 piena di sogni! <\/em><em>Anche in pieno giorno lo spettro adesca i passanti. <\/em><em>I misteri scorrono dovunque come linfe nei canali stretti del potente colosso <\/em>&#8221; &#8211; C. Baudelaire (Parigi, 9 aprile 1821 \u0096 Parigi, 31 agosto 1867)<\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: 1em;\">Infoscape<\/span><\/p>\n<p>Lo scenario descritto da quell&#8217;intramontabile flaneur che \u00e8 stato Baudelaire nel corso di questo secolo e mezzo si \u00e8 notevolmente modificato, ma l&#8217;immagine di quei &#8220;misteri che scorrono come linfe nel potente colosso&#8221; ci appartene. Uno strato di informazione, multilivello, distribuita su spazi, oggetti, persone e architetture determina la possibilit\u00e0 di trasformare il mondo in una realt\u00e0 ibrida generata da una molteplicit\u00e0 di punti di vista, voci, forme, gesti e suoni.<\/p>\n<p><em>SPIMEs (1), location based media, augmented realities<\/em>, interazione distribuita, sensori che captano variazioni e li distribuiscono, design emozionale e dell&#8217;esperienza: sono questi i principali strumenti che abilitano il passaggio contribuendo al processo di trasformazione.<\/p>\n<p>Enormi le implicazioni, a livello antropologico, filosofico, politico, economico e relazionale: riconsiderare il modo in cui comunichiamo, scambiamo, condividiamo, distribuiamo e disseminiamo conoscenza all&#8217;interno e attraverso l&#8217;<em>infoscape<\/em> (2), dove interagire con gli abitanti\/elementi (fisici e immateriali) del nuovo paesaggio si rivela un desiderio\/bisogno che influenza profondamente l&#8217;immaginario collettivo.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\">Una nuova concezione di casa editrice<\/p>\n<p>Come cambia il ruolo della casa editrice in questo scenario? Come la letteratura, la saggistica e l&#8217;esperienza della lettura? Quali e quanti sono i media coinvolti? E infine, quali sono i volti e le voci di queste storie e dove vengono raccontate?<\/p>\n<p>La risposta di <span class=\"testoscuro\">Salvatore Iaconesi<\/span> (3) e <span class=\"testoscuro\">Luca Simeone<\/span> (4), a cui si aggiunge quasi subito<span class=\"testoscuro\"> Federico Ruberti<\/span> entusiasmato dal progetto, si chiama<span class=\"testoscuro\"> FakePress<\/span> (5). Un nuovo modello di casa editrice, basata sulla creazione di narrative aperte, cross-mediali, multi-autore, capace di utilizzare tecnologie <em>location based<\/em>, realt\u00e0 aumentata, <em>SPIME<\/em> e interfacce gesturali\/naturali per costruire strati interpretativi di realt\u00e0 attraverso processi reticolari, non-deterministici e intrinsecamente pluralisti perch\u00e9 emergenti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/hacktivism_penelopepixel01.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>La casa editrice non perde i suoi requisiti fondamentali &#8211; selezionare, confezionare, distribuire informazioni. Ma si estende. Interstizi, display distribuiti e proiezioni diventano i palcoscenici per rappresentare le informazioni e le storie di spimes e citt\u00e0 senzienti (6): <em>everyware<\/em>. La forma-libro si dissolve, disarticolata e riarticolata in brani mediali realizzati da una pluralit\u00e0 di soggetti diversi: <em>wide-tagging, contenuti geolocalizzati liberamente scaricabili, open-endeed stories. <\/em><\/p>\n<p>In sintesi: <em>ubiquitous publishing<\/em> e <em>storytellig<\/em> distribuito. Un processo in cui design, modalit\u00e0 di apprendimento, educazione e forme narrative si ibridano e tendono ad adottare naturalmente strategie p2p, trasformando teorici, specialisti e &#8220;addetti&#8221; ai lavori in nuove tipologie di autori\/editori\/comunicatori.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\">Come funziona<\/p>\n<p>Una pubblicazione FakePress viene composta secondo precise metodologie. Il tema &#8211; selezionato attraverso progetti, autori, <em>social networks<\/em> e territori &#8211; viene descritto attraverso vari media che, a seconda dei casi, possono esprimere distribuzione geografica e temporale dei contenuti, possibilit\u00e0 e forme di interazione, creazione di relazioni sociali, &#8216;interazione di corpi, emozioni, concetti e saperi. Questo passo viene eseguito attraverso il contributo di gruppi ibridi con competenze, a seconda dei casi, tecnologiche, editoriali, architettoniche, antropologiche&#8230;<\/p>\n<p>I contenuti cos\u00ec descritti vengono assemblati usando una serie di piattaforme esistenti (e composte tramite opere di mashup) o appositamente predisposte. Nel caso delle prime pubblicazioni, ad esempio, sono stati creati tre canali di comunicazione, dedicati al web, alla consultazione sul territorio e alla consultazione di una pubblicazione di formato classico cartaceo, ma capace di integrarsi con le altre modalit\u00e0.<\/p>\n<p>&#8220;I contenuti &#8211; come ci spiega Salvatore Iaconesi &#8211; sono stati assemblati grazie ad una versione della piattaforma WordPress modificata per creare un processo fluido in cui il gruppo di editori\/autori potessero preparare i contenuti per tutti i canali. Da un lato gli elementi della pubblicazione vengono composti in maniera visuale e georeferenziati grazie a coordinate ottenute dai GPS e dalle funzioni offerte da piattaforme come Google Maps e Google Earth. Dall&#8217;altro lato gli stessi contenuti vengono organizzati per essere consultabili sia dall&#8217;interfaccia web, sia attraverso i dispositivi mobili (per adesso iPhone, Android e alcune piattaforme Symbian con sufficienti caratteristiche tecniche) percorrendo il territorio. E in forma cartacea, per quello che diventa un libro che, in una forma &#8220;cristallizzata&#8221; di ipertesto, consente di navigare luoghi, tempi e punti di vista &#8220;.<\/p>\n<p>Riassumendo: una applicazione web; una piattaforma mobile per consultare la pubblicazione sotto forma di contenuti location-based e di realt\u00e0 aumentata; una pubblicazione cartacea dalle sembianze di un ibrido tra una strana giuda turistica e un ipertesto cristallizzato, prodotta in self-publishing e print-on-demand, e distribuita in maniera globale online. I tre livelli non sono in competizione, ma corrispondono ad esigenze di fruizione diverse e sono oggetti\/prodotti diversi, mentre altre pubblicazioni avranno altri canali di comunicazione, e prevederanno anche forme di interazione e dispositivi tecnologici differenti.<\/p>\n<table border=\"3\" width=\"100%\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/digicult.it\/wp-content\/uploads\/archivio\/digimag47\/articoli\/img\/hacktivism_penelopepixel02.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><span style=\"font-size: xx-small; color: #ffffff;\">.<\/span><br \/>\nLeggere, quindi, diventa una attivit\u00e0 complessa, composta da lettura classica, da percorsi geografici e architettonici &#8211; in cui si pu\u00f2 avere esperienza dei contenuti attraversando i luoghi in cui\/per cui sono stati concepiti- e dalla possibilit\u00e0 di effettuare continui cambi di prospettiva, tra autori, temi, tempi e spazi.<\/p>\n<p>Per farsi un&#8217;idea pi\u00f9 concreta dell&#8217;esperienza di navigazione, della visualizzazione e del tipo di piattaforme utilizzate \u00e8 infine possibile consultare il sito del NeoRealismoVituale-NeRVi (7), una pubblicazione di FakePress ancora in itinere, ma che serve perfettamente allo scopo.<\/p>\n<p class=\"testoscuro\">On going project<\/p>\n<p>La neonata FakePress ha gi\u00e0 avuto il suo battesimo ufficiale a Roma a <span class=\"testoscuro\">Frontiers Interaction V<\/span> (8), un ambiente che le appartiene profondamente e che ha dimostrato interesse a raccogliere i suoi stimoli.<\/p>\n<p>Un progetto che la vedr\u00e0 impegnata nel prossimo futuro \u00e8 invece <em>Ubiquitous Antropology<\/em>. La ricerca antropologica di <span class=\"testoscuro\">Massimo Canevacci<\/span> sui Bororo, popolazione del Mato Grosso che il professore studia da circa 20 anni, si trasforma in una pubblicazione cross mediale e location based, dove un&#8217;applicazione web wireless \u00e8 il presupposto per la creazione di una &#8220;guida turistica&#8221; etnografica evoluta e di un modo nuovo di concepire il lavoro di ricerca\/pubblicazione accademica.<\/p>\n<p>Di Ubiquitous Antropology parleremo in un prossimo articolo. Lasciandoci con una precisazione: nome a parte, FakePress \u00e8 una casa editrice tutta reale aperta a collaborare con artisti, ricercatori, istituzioni, imprenditori interessati a sperimentare congiuntamente questa visione e i temi che ne hanno ispirato la creazione.<\/p>\n<p>1.<em> Dumbing Down Smart Objects<\/em> di Bruce Sterling (&#8220;Wired&#8221; ottobre 2004): <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.wired.com\/wired\/archive\/12.10\/view.html?pg=4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.wired.com\/wired\/archive\/12.10\/view.html?pg=4 <\/a><\/p>\n<p align=\"left\">2. O <em>datascape<\/em>: paesaggio di dati\/informazioni.<\/p>\n<p align=\"left\">3. <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.artisopensource.ne\/t\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.artisopensource.ne\/t <\/a><\/p>\n<p align=\"left\">4. <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/luca.simeone.name\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/luca.simeone.name\/ <\/a><\/p>\n<p align=\"left\">5. <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.fakepress.net\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.fakepress.net\/ <\/a><\/p>\n<p align=\"left\">6. v. SENSEable City lab : <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/senseable.mit.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/senseable.mit.edu\/ <\/a><\/p>\n<p align=\"left\">7. <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/www.neorealismovirtuale.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.neorealismovirtu ale.com\/ <\/a><\/p>\n<p align=\"left\">8. <a class=\"testoscuro\" href=\"http:\/\/frontiers.idearium.org\/2009\/program\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/frontiers.idearium.org\/2009\/program\/\u00a0<\/a><\/p>\n\n<\/span>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scenario descritto da quell&#8217;intramontabile flaneur che \u008f stato Baudelaire nel corso di questo secolo e mezzo si \u008f notevolmente modificato, ma l&#8217;immagine di quei misteri che scorrono come linfe nel potente colosso ci appartene. 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